venerdì 26 luglio 2024

La necessità di una end-line in giurisprudenza

 

La necessità di una end-line in giurisprudenza
 

 


 

A mio parere sarebbe necessario stabilire una end-line, una linea di confine, un punto assoluto e non valicabile, in giurisprudenza, che rappresenti davvero una barriera ineludibile a migliaia di situazioni attualmente governate dal nonsenso.

 

Noi diciamo spesso “oltre ogni ragionevole dubbio.” Però diciamo anche che è necessaria una prova assoluta. E sovente facciamo l'esempio di prova assoluta riferendoci alla “pistola fumante”, vale a dire: le forze dell'ordine giungono sul luogo del delitto pochi secondi dopo il delitto stesso e viene trovato il presunto assassino ancora con la pistola in mano da cui sta uscendo fumo e poi si verificherà che quella è la pistola da cui è partito il proiettile che ha ucciso la vittima e quindi in quel caso non ci potrà essere neanche lontanamente un solo dubbio sulla colpevolezza del condannato. Ma ciò non è assolutamente vero.

Ne ho già parlato in più di un video YouTube, ne ho scritto in più di un mio blog e l'ho riportato anche all'interno di miei libri facendo l’esempio, con nome e cognome, di un caso notissimo di un pregiudicato che aveva ucciso davanti alle telecamere di un bar nel rione Sanità di Napoli, a pochi metri dalla telecamera, un altro pregiudicato che sedeva all'esterno di quel locale. La vittima beveva un caffè e lui aveva estratto la pistola e lo aveva ucciso. Ecco, allora più “pistola fumante” di quella non ce ne possono essere. Eppure in quel caso i suoi avvocati riuscirono a farlo assolvere, e non starò qui a ripetere come fecero, perché poi potrebbero cambiare le modalità, ma io credo che non ci siano limiti alle capacità di bravi avvocati, di cancellare anche una pistola fumante. Dunque dovremmo interrogarci e chiederci come riuscire, come fare in modo tale che esista davvero, nel Diritto, una linea di confine, assoluta.

Come dicevo una end-line che non si può e non si deve superare perché altrimenti tutto diventa relativo e se tutto diventa relativo, in una giurisprudenza in cui il rapporto è già troppo sbilanciato a favore della difesa, laddove invece si è sempre detto e si dice ancora in ogni sede che la costituzione italiana prevede un’assoluta parità tra l’accusa e la difesa in ogni processo, i “giochi diventano truccati.”

 

Anche ciò l’ho dimostrato riferendomi, per esempio, al caso di Adriano Sofri che ebbe nove, dieci, dodici processi e solo dopo ventotto anni dallomicidio andò in prigione. Un imputato, invece, giudicato innocente dopo tre gradi di giudizio, non potrà più essere processato per lo stesso reato, anche se dovessero emergere nuove e schiaccianti prove contro di lui!

Allora io credo che si dovrebbe stabilire, invece, appunto, un qualcosa che possa rappresentare un macigno, un assoluto, un confine inviolabile, come il monolito, per fare un esempio alto sul piano culturale, il monolito del film 2001 Odissea Nello Spazio che immaginarono Stanley Kubrick ed Arthur C. Clarke. Esso rappresentava il punto di inizio e il punto di fine di ogni discorso possibile sull’evoluzione dell’uomo sulla vita, sulla Terra e sulla vita anche fuori della Terra.

E questo macigno, secondo me, questa end-line potrebbe e dovrebbe essere il DNA di un soggetto sul corpo della vittima.

 

Allora io vorrei spendere qualche parola su ciò riferendomi a tre suggestioni particolari.

Il primo riguarda la figura, ma dovremmo dire più esattamente la caricatura di un avvocato così come lo immaginano i fratelli Coen nel film “L’uomo che non c’era”, un avvocato molto particolare, e poi vorrei riferirmi a due film di fantascienza, ma non per questo meno credibili, che io ho amato e che amo tantissimo e che sono “Codice 46” e “Gattaca.”

 

Allora cominciamo dal primo, vale a dire la figura, ma dovremmo forse etichettarla più come la “macchietta” del film “L’uomo che non c’era” dei fratelli Ethan e Joel Coen. Si tratta della figura di questo avvocato, Freddy Riedenschneider, interpretato da un fantastico Tony Shaloub.
 

Freddy Riedenschneider, il penalista principe del foro di Sacramento incaricato di difendere prima la moglie del barbiere e poi il barbiere stesso. Qui, forse, i Coen, si sono accaniti con una verve alquanto esagerata. Vero è che gli avvocati, negli Stati Uniti, sono generalmente assai odiati, ma in questo caso – si direbbe – vengono addirittura crocefissi.

 

Freddy Riedenschneider è davvero una “macchietta”: chiede parcelle da

capogiro, alloggia nella suite Turandot del Metropolitan, si ingozza

con smisurati piatti di spaghetti al Da Vinci, assume detective e

soprattutto si prepara al “grande show” quando lui, anziché proporre

una linea difensiva basata sui fatti, tenterà di affabulare, di ipnotizzare la giuria, di convincerla, addirittura, dell’impossibilità di giudicare e, dunque, instillando nella mente dei suoi componenti quel ragionevole dubbio che farà assolvere l’imputato. Tutto il suo castello difensivo si baserà su una “strana teoria” letta da qualche parte: “il principio di indeterminazione di un certo tedesco secondo il quale non è possibile guardare la realtà senza alterarla – involontariamente – proprio per averla osservata.” Egli è certo che quando la giuria ascolterà tale principio scientifico si convincerà che non è possibile giudicare l’accusata (e poi l’accusato) e riuscirà a far nascere in loro il “ragionevole dubbio.”

 

 Allora, ovviamente, qui i fratelli Coen che evidentemente odiano, come me, un certo tipo di avvocati, non tutti gli avvocati, ovviamente (tra i miei amici ce ne sono di carissimi, amici ed amiche che sono ottimi avvocati e che io stimo molto, però un certo tipo di avvocati, sì, io diciamo, ripetendo la battuta che c'è nel film Philadelphia, quando uno chiede all'altro: “Sai cosa fanno cinque avvocati incatenati in fondo all'oceano? E l'altro risponde: “No, non lo so, cosa fanno?” E il primo: “Un buon inizio”. Ecco, anche io, se parliamo al limite e non stiamo parlando della stragrande maggioranza di ottimi professionisti sia nel civile che nel penale, allora determinati avvocati assai somiglianti a quel Freddy Riedenschneider dei fratelli Coen, io li vedrei volentieri incatenati in fondo all'oceano) hanno esasperato il concetto, ma la sostanza resta giusta, a mio parere.

 

Però non perdiamo di vista il nostro scopo, cioè qui, dichiaratamente, i fratelli cineasti vogliono mettere sotto accusa il principio che “a tutti i costi si deve salvare l’accusato.”

 

Naturalmente secondo la visione di alcuni avvocati, non da parte di tutta l'opinione pubblica la quale invece, al contrario, non è affatto d'accordo su questa linea difensiva. Ora, ciascuno di noi, se parliamo della “strage di Erba” o di Bossetti o dell'omicidio della giovane Chiara Poggi di Garlasco, magari insorgerà perché, come dire, è angosciato da alcuni dubbi che probabilmente gli sono stati instillati da maliziosi avvocati o anche ottimi avvocati i quali hanno posto in essere tutta una serie di punti di domanda nel corso di una trasmissione televisiva, e va bene, e questo ci può stare; però io vi invito anche a cercare di allargare il vostro campo visivo e a immaginare se voi anziché essere uno spettatore terzo in una vicenda come quella di Bossetti o come quella della strage di Erba, se voi foste il parente stretto di una delle vittime di questi fatti, prendiamo la mamma o il padre della piccola Yara Gambirasio, ma davvero pensate che aspirereste, in linea di principio, a valicare quella linea assoluta, e sottolineo, assoluta, che divide la possibilità che ci sia anche un solo ragionevole dubbio che eviti una condanna?

Ecco, io su questo vi solleciterei a riflettere e magari riprenderemo in chiusura di queste poche mie note di riflessioni sull'argomento l’item a cui ho accennato all'inizio del presente scritto e cioè a due film meravigliosi che fanno parte dei miei film preferiti di ogni epoca e di ogni cinema, di ogni scuola di cinema e che sono appunto “Codice 46” e “Gattaca.”

 

Allora, I due film in oggetto, ripeto, sono “Gattaca” pellicola statunitense del 1997, del regista Andrei Niccol e “Codice 46”, produzione britannica del 2003 a cura del regista Michael Winterbottom. Le pellicole hanno un nesso in comune, una società del nostro prossimo futuro governata, amministrata e pianificata da un totale controllo genetico che tende in tutta evidenza a limitare al minimo gli errori sui “non-validi.” E allora brevemente dirò che appunto nel film “Gattaca” si vede che l'umanità viene divisa tra validi e non-validi. I validi sono quelle persone concepite in provetta in cui il DNA è stato selezionato e i genitori, a tavolino, con la consulenza di un genetista, decidono il colore degli occhi, dei capelli, se il figlio sarà un musicista o sarà uno sportivo, un ingegnere o un poeta e stabiliranno anche tutta un’altra serie di caratteristiche scegliendole attraverso un catalogo se lo preferiranno vegetariano o diciamo ad alimentazione standard e mille altre cose ancora. Poi ci sono i non-validi, cioè quelli che noi chiameremmo sfigati che sono nati come ultimo, come dire, sguardo malinconico al passato tra due genitori che si sono appartati nella parte posteriore della loro auto e hanno concepito ispirandosi all’amore.

E lì vengono fuori disastri perché appena nato il bambino c’è subito un medico che con un ago emetterà la sentenza e quindi ci dirà che per esempio questo bambino non avrà un quoziente intellettivo molto alto, che sarà un mediocre e che addirittura avrà un difetto cardiaco che probabilmente lo porterà a morte a trentatré anni. E quindi, di conseguenza, tutta la società così concepita e così strutturata poi si comporterà in maniera razzista e assegnerà ai validi i primi posti nella scala della società e gli ultimi posti ai non-validi, gli ultimi step della scala sociale: essi dovranno fare le pulizie.

E questa è la storia proprio di un non-valido, con un difetto al cuore, che invece sogna, ovviamente per una compensazione di natura assolutamente freudiana, di voler diventare, addirittura, un’astronauta, cioè di voler raggiungere le stelle, lui che è schiacciato dalla società a pulire i gabinetti dei validi.

Poi, va bene, non vi sto a raccontare la storia, vi consiglio di vederlo perché è un film meraviglioso con attori straordinari oltre che bellissimi, sia al maschile che al femminile e poi l’altro che invece è “Codice 46” che descrive sempre una società in cui tutto viene stabilito dal DNA e quindi con il DNA si tiene sotto controllo l’intera popolazione mondiale.

Entrambi sono anche dei gialli ad indirizzo crime.

Qual è il nesso tra il primo ed il secondo film? Che il DNA, come è giusto che sia, rappresenta un valore assoluto, quindi ciò significa che se viene trovato il DNA del soggetto A sul corpo ucciso del soggetto B, beh a meno che il soggetto A non sappia dare una spiegazione assolutamente convincente di come è riuscito a depositare il proprio DNA sulla biancheria intima del soggetto B, lì non occorrerà neanche un processo perché il DNA è un valore così assoluto che non ci potranno essere dubbi di alcun genere sulla colpevolezza dell’assassino  e si procederà di conseguenza.

 

E i dubbi sono ancora un retaggio di un mondo romantico, ormai superato, che può andare bene per la narrativa, per la fiction, ma che non va bene per una società moderna che avendo raggiunto questo traguardo lo può utilizzare, per esempio, se noi pensiamo a tutti gli anni sprecati e al fiume di denaro e di tempo gettati via da magistrati, avvocati e tutto il mondo che riguarda l’apparato giudiziario di un paese, la stampa, i media, ma anche il tempo di telespettatori o di semplici cittadini che seguono quel caso: ecco dieci anni magari buttati nella toilette quando in possesso di un valore assoluto non si va oltre e qui ovviamente il collegamento con la faccenda di Bossetti è schiacciante, a mio parere, perché abbiamo detto che:

 

A) il DNA di Massimo Giuseppe Bossetti è stato trovato sulle mutandine della piccola Yara e sui suoi leggins.

 

B) che tra Bossetti e la piccola Yara non c’era possibilità alcuna di contatto neanche casuale perché come ha ammesso lo stesso assassino loro non si conoscevano e non si frequentavano.

C) lui non ha saputo dare una spiegazione di come si trovasse il suo DNA sulle mutandine di Yara e questo è importantissimo perché se lui avesse detto, non so “ci siamo trovati tutti e due nel bar a cento metri dalla palestra, è scoppiato un incendio, ci siamo denudati per non farci prendere dalle fiamme e io, in quel momento, ho avuto un sanguinamento dal naso e delle gocce sono cadute sulle mutandine della piccola Yara, poi ci siamo salvati, ci siamo salutati, io me ne sono andato…” Questa potrebbe essere una spiegazione (ovviamente tutta da verificare), ma non c'è, perché lui, Yara, dice che non l’ha mai vista in vita sua.

 

D) Non cè alcuna possibilità da parte della scienza di accettare che quel DNA non sia di Bossetti, ma che possa appartenere a un’altra persona che rassomigli a Bossetti.

 

Quindi su questi quattro punti non si va oltre. Dice: ma allora il DNA sulla manica del giubbino di Yara che corrispondeva a quello della sua insegnante nella palestra? E va bene, ma questo allora…

 

Torniamo all'avvocato Freddy Riedenschneider di cui parlavamo prima, cioè: noi vogliamo andare veramente a instillare quel “ragionevole” dubbio in presenza del quale tutte le giurie devono assolvere tutti gli imputati?

 

Là c'è una spiegazione logica ed è stato spiegato anche in dibattimento: non sono vere le cose dichiarate in proposito, cioè che la procura non abbia indagato, che volutamente abbia lasciato affossare quella pista.

Non è vero niente, hanno indagato, ma il DNA sul polsino della ragazzina è chiaramente un DNA da contatto estemporaneo che dato che i due soggetti si frequentavano all'interno della palestra è probabilissimo che si siano sfiorati, che si siano toccate, che ci sia stato un contatto occasionale all’interno di quella palestra, ma di lì a incominciare a insinuare il dubbio che l’insegnante, come mostrava il viso corrucciato di uno dei due giornalisti che hanno portato avanti tutto lo spot a favore di Bossetti e che addirittura mimava il gesto dell
insegnante che trascinava con il polso e la mano il corpo della piccola Yara dentro la palestra, beh, ma allora qui veramente chi dice questo significa che la end-line nel campo della giurisprudenza non la vuole affatto e non la vorrà mai!

 

E se non la si vuole, allora torniamo ad una frase, come dire, ad un motto famoso che è scritto dappertutto e che io mi sento di fare mio ancora una volta: 


“Se credi ciò, allora puoi credere qualunque cosa.”





Per Tutti. Non è una notizia importante, ma vi invito a leggerla perché potrà spiegare, a qualcuno, il perché di un certo rumore di fondo che disturba, da qualche anno, l’Astrologia:

http://ilblogperidepressi.wordpress.com/ 

For Everybody. It is not an important news, but I invite you to read it because it can explain, to someone, the why of a certain noise leading that disturbs, from a few years, the astrology:

 http://ilblogperidepressi.wordpress.com/ 

 

Ciro Discepolo

www.cirodiscepolo.it  

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Una bibliografia quasi completa di Ciro Discepolo:

An almost complete bibliography of Ciro Discepolo:

 http://www.amazon.com/Ciro-Discepolo/e/B003DC8JOQ/ref=sr_ntt_s 

e

http://www.programmiastral.com/download/bibliografia_completa_di_ciro_discepolo.xls




giovedì 21 marzo 2024

GLI ASTRI NON SONO ACQUA

 



Per la serie gli astri non sono acqua…

 

Pur senza negare la grande importanza, a livello predittivo, di mix investigativi che abbiano, alla loro base, incroci tra l’astrologia esoterica, quella reincarnazionista e spirituale, l’altra di matrice siderale e tropica allo stesso tempo nonché la radarscopia delle flatulenze bovine innestate nello studio dei paralleli di declinazione dell’astrologia quantica e super-quantica, dobbiamo pur sottolineare che gli astri letti soprattutto lungo la scia dell’ottima e vecchia astrologia giudiziaria, non mentono mai e la piccola bomba di alcuni minuti fa lo testimonia.

Dal “Piccolo” di Trieste:

TRIESTE Liliana Resinovich rimase incinta del suo amico Claudio Sterpin e il marito Sebastiano Visintin la accompagnò ad abortire. Emerge da una intercettazione ambientale in cui lo stesso Visintin parla con una persona e racconta questo episodio, avvenuto nel 1990 o 1991, quando lui e Liliana erano già insieme.

Questo elemento, secondo la consulente della famiglia Resinovich, Gabriella Marano, “valutato con le ulteriori emergenze di indagine, come il fatto che Visintin sapesse, come da lui dichiarato pubblicamente, che la moglie andava a stirare le camicie a Claudio” fa capire che “Sebastiano non poteva non sospettare di una frequentazione di Lilli con Claudio.”

Fin qui le dichiarazioni ufficiali, anche se l’amico del cuore, Claudio Sterpin, si è detto al corrente dell’episodio, ma ha smentito che fosse lui il padre del bambino.

Invece, ascoltando gli astri direttamente, essi ci dicono quanto avevo anticipato in due miei post di dicembre scorso:

“Sebastiano Visintin è un bugiardo seriale. Ed è il sospettato numero 1 nell'omicidio di Liliana Resinovich." Parola di astri.

P.S. Per la cronaca: Marte in 12^ e Giove ed Urano nella settima, nell’attuale RS di Visintin e Marte ed Urano in 12^ nonché Saturno vicino al Medio Cielo nella sua Rivoluzione Lunare di questo marzo. 






Astrologia & Criminologia 11, by Ciro Discepolo e Daniela Discepolo Boscotrecase:

https://youtu.be/s1VqoGY5zbI

Il figlicidio di Veronica Panarello. 




Aggiornamento del 5/4/2024:

L’ASTROLOGIA DEVE FARE PREVISIONI

André Barbault lo ha sempre raccomandato – e personalmente l’ho sempre sottoscritto al 110% – che l’Astrologia non solo può fare previsioni, ma DEVE farle.

Purtroppo molti astrologi finti, perfino tra quelli che si dicono suoi seguaci (ma non sanno neanche che la sua non era “Astrologia Psicologica”), non hanno mai fatto e mai faranno previsioni, per il semplice motivo che essendo estremamente mediocri, come astrologi, le previsioni non le sanno proprio fare.

Poi ci sono quelli che millantano, al contrario, di prevedere anche malattie cancerogene a mezzo dei transiti di Plutone, con una quindicina (quasi diciassette, in verità…) di gradi di orbita (sic!), ma lì siamo off-topic perché il pulpito di costoro è talmente analfabetizzato in materia di Astrologia, che detti fattucchieri-cartomanti travestiti da astrologi potrebbero tirare in ballo anche gli asini volanti e nessuno comprenderebbe neanche l’enormità di ciò stanno leggendo.

Invece, noi, tralasciando l’ovvio e occupandoci di argomenti seri, rammentiamo che la capacità predittiva dell’Astrologia è qualcosa di serissimo, di così serio che alcuni nostri avversari viscerali giungono perfino a falsificare, nel senso fraudolento del termine, gli scritti e le prove che testimoniano ciò…

Come vado scrivendo e dicendo da un po’ di tempo, ritengo che il binomio “Astrologia&Criminologia” sia qualcosa di alquanto serio che può aiutare a comprendere quanto sto tentando di ripetere anche qui.

Andiamo sul pratico e facciamo quattro esempi previsionali del sottoscritto, quattro esempi assolutamente senza rete e verificabili, ma soprattutto scritti in chiaro e non in avvocatese:

 

1)      A breve il Tribunale di Brescia si esprimerà sulla richiesta di revisione per Olindo Romano e Rosa Bazzi in merito alla strage di Erba per la quale sono stati entrambi condannati all’ergastolo. Ho già scritto e detto, negli ultimi mesi, qual è la mia previsione: non c’è neanche una sola possibilità su cento che il pronunciamento della Corte di Brescia sia favorevole a loro: resterà assolutamente invariata la loro condanna.

2)      Nel giallo di Trieste verrà fuori che Sebastiano Visintin ha mentito moltissimo ed a ripetizione e che egli sarà il maggiore sospettato dell’omicidio di sua moglie.

3)      Nella strage di Altavilla Milicia risulterà un movente assolutamente economico per la coppia di Massimo Carandente e di Sabrina Fina.

A ciò vorrei aggiungere una quarta previsione che sarebbe, a mio parere, a vantaggio degl’inquirenti della Procura di Trieste, se volessero dare ascolto a quello straordinario Sapere che è l’Astrologia: mettete sotto torchio, in tempi rapidissimi, con interrogatori stringenti, Sebastiano Visintin perché in queste settimane egli è “sotto stelle davvero terribili!” e sono certo che crollerebbe…

Naturalmente potrei sbagliarmi (si sbagliano perfino i fisici!), ma l’importante è parlare di ‘metodo’.

A valle di queste poche note, vorrei indicarne un’ultima: anche se il “Palazzo” non ha ancora aperto questa porta, già da mesi voi avete a disposizione un intero canale dedicato all’argomento “Astrologia&Criminologia” curato da chi scrive e anche da sua moglie, Daniela Discepolo Boscotrecase, canale che fa capo a diversi libri già pubblicati sul tema specifico di casi criminali famosi e recenti soprattutto del nostro paese, più molti articoli sui social come Facebook e Instagram, ad altri saggi brevi sui miei due blog (uno in italiano e uno in inglese) e ad interventi sul mio canale di video. Se ne volete approfittare, potete farlo già da ieri…


Aggiornamento del 6 Aprile 2024:





Qui di seguito uno dei capitoli, in anteprima, del mio libro in lavorazione e che avrà per titolo “Delitti&Delitti II”

Qual è il livello di intelligenza di Alessia Pifferi?

 

Una delle cose che stanno appassionando di più gl’italiani, in queste settimane, è sapere se si potrà ripetere, in tempi brevi, il “WAIS” (Wechsler Adult Intelligence Scale) ad Alessia Pifferi per stabilire il suo IQ (Quoziente Intellettivo) e, di conseguenza, avere maggiori lumi sulla sua capacità di intendere e di volere quando lasciò la piccola Diana di 16 mesi, in un “piccolo forno crematorio”, con temperature superiori ai 40° C, da sola e con un solo biberon di latte ed un altro di acqua, condannandola ad un’atroce agonia e a morte nel corso di 6 lunghi giorni di sua assenza da casa (rientrò la mattina del 20 luglio 2022, trovando la piccola deceduta forse da uno o due giorni, nel suo lettino che in parte – quel povero angelo – cercò di mangiare, in un disperato tentativo di nutrimento.)

Allora vi do una notizia: per valutare l’intelligenza di una persona, l’Astrologia non ha bisogno della sua collaborazione e può emettere giudizi ripetibili a piacimento.

Cercherò di spiegarvi come, ma prima facciamo un passo indietro.

Stabiliamo, innanzitutto, che misurare e commentare l’intelligenza della Pifferi non equivale, direttamente, a stabilire la sua capacità di intendere e di volere al momento dei tragici fatti che causarono questo orribile figlicidio.

E, a questo proposito, va sottolineato che effettivamente i vari psichiatri, psicologi e criminologi che vediamo ogni giorno impegnati sul caso, ciò lo hanno spiegato fin da subito ed a chiare lettere.

Allora lasciate che anche io che sto proponendo, da alcuni anni, ed in particolare da alcuni mesi, a schiere di studiosi sempre più folte, di seguire un percorso di Astrocriminologia (Astrologia e Criminologia), vi dica come io la pensi su tale argomento.

Partiamo dal mio libro “Delitti&Delitti”, Edizioni Ricerca ’90, Milano, 366 pagine, ottobre 2023, reperibile su Amazon, dove ho esaminato molti casi di efferati delitti della storia recente italiana e dove, in particolare, mi sono espresso sulla capacità di intendere e di volere relativamente a tre casi ultranoti: quello della strage di Parma, a cura di Ferdinando Carretta, quello del patricidio-matricidio operato da Pietro Maso a Montecchia di Crosara, nel 1991, e l’ultimo, l’omicidio della povera Giulia Tramontano e del figlio Thiago ad opera di Alessandro Impagnatiello.

Su quest’ultimo mi sono detto assolutamente convinto della sua totale capacità di intendere e di volere.

All’opposto, per Ferdinando Carretta, scrissi e confermo che convenivo assolutamente con il verdetto dei periti: egli era del tutto incapace di intendere e di volere e ciò lo dedussi completamente da elementi astrologici e senza minimamente farmi influenzare dalle perizie psichiatriche.

Infine, a mio parere, il caso più interessante, quello di Pietro Maso per il quale il professore Vittorino Andreoli, perito del PM, in un primo tempo sembrava propenso a non riconoscere alcun vulnus nella capacità di intendere e di volere dell’omicida al momento dei fatti, ma poi – studiando al “rallenty” l’intera cinetica omicidiaria della mattanza, si convinse che in uno specifico momento della stessa, e solamente in quel momento, il giovane Maso fu incapace di intendere e di volere e con ciò gli fece ottenere un grosso sconto di pena. Io scrissi, e confermo oggi, che sono d’accordo con questo insigne psichiatra su tale risultanza di tipo medico.

Chi avesse voglia di leggere e di studiare, troverà, nel libro da me citato, altri casi ancora con cui approfondire l’oggetto di questo mio breve scritto di oggi.

E torniamo ad Alessia Pifferi e ripetiamo, nuovamente, che il livello di intelligenza di una persona non è equivalente alla capacità di intendere e di volere.

E ciò, a mio parere, è di grande importanza in una discussione del genere.

Ma cos’è l’intelligenza?

Ecco una domanda interessante e da un milione di dollari.

Le definizioni variano da scuola a scuola di pensiero. Io amo quella che ripeteva spesso il cibernetico Silvio Ceccato che ebbi il piacere di frequentare e anche di avere come amico alla fine degli anni Settanta: “l’intelligenza è la capacità di cogliere legami.”

Ed in tal senso ne individuo una, soprattutto, da un punto di vista astrologico: quella che fa capo alla congiunzione, in un Tema Natale, tra Mercurio ed Urano, ma – più in generale – a quelle che fanno capo a tutti gli angoli, armonici e disarmonici, tra Mercurio ed Urano, soprattutto con orbita stretta.

Poi riconosco, personalmente, un secondo tipo di intelligenza, quello che vede soprattutto in campo una stretta congiunzione tra Mercurio e Saturno (non i cattivi aspetti tra i due astri), per lo più con orbita stretta e ciò perché detta marcatura astrale ci fa pensare a soggetti sorretti da un rigore logico esagerato, “scintillante” e che quindi può portare anche a grandi, enormi, scoperte, in ogni campo dello scibile.

Facciamo qualche esempio.

Sappiamo che l’attrice americana Kim Basinger ha un IQ (Quoziente Intellettivo) altissimo: nel suo cielo di nascita troviamo Mercurio in Scorpione, dominante, al trigono stretto di Urano.

Carl Gustav Jung: un semisestile esatto tra Mercurio ed Urano.

Albert Einstein: una stretta congiunzione Mercurio-Saturno, in Ariete, sorretta da valori di fondo Pesci-Cancro (la fantasia ed il genio che alimentano l’estremo rigore logico.)

Johannes Kepler, il mio idolo scientifico: stretta congiunzione Mercurio-Urano in Capricorno (l’ “elettricità” della congiunzione Mercurio-Urano nel territorio del Capricorno ove trionfa la logica!)

E potremmo continuare, ma mi fermo qui, con gli esempi positivi, perché non sto scrivendo un trattato su tale argomento…

Poi veniamo agli esempi negativi: qui dobbiamo cospargerci il capo di ceneri e piangere. Già perché adesso, seppure da un punto di vista scientifico, il politically correct impedisce di catalogare come teste di c… anche coloro che lo sono davvero e perfino le capre di Vittorio Sgarbi non si possono indicare come tali.

Allora occorre limitarci a degli esempi che siano accettati da tutti, perfino dai diretti interessati, tipo l’ex senatore Antonio Razzi, dal congiuntivo claudicante, o Pappagone, inteso come personaggio e non come attore.

Dunque?

Dunque – tenetevi forte: Alessia Pifferi è intelligentissima!

Infatti ciò è certificato, nero su bianco, dal suo cielo di nascita: Milano, 25 Agosto 1985, alle 02.30 e, dunque, il Soggetto può vantare un trigono quasi esatto (con meno di 1° di orbita!!) tra Mercurio ed Urano.

Lo stesso Mercurio riceve soltanto un sesquiquadrato aggiuntivo da Nettuno, cosa che può darle l’aria un po’ svampita e imbambolata, che ci parla di una indole perennemente sognatrice, ma che – a mio giudizio – non le toglie neanche una particella piccolissima di intelligenza e ciò si dimostra anche se si considera la proprietà di linguaggio che il Soggetto è in grado di sfoggiare, a dispetto di una istruzione scolastica e generale davvero basse!

Ma, allora, qualcuno mi chiederà: “Secondo te, lei era perfettamente in grado di intendere e di volere al momento della tragedia che la vede protagonista?”

Sì, lei lo era.

Ma non solo per l’intelligenza che, come già detto da scienziati di tale segmento del sapere assai più degni del sottoscritto, non è l’unico indicatore oggettivo che ci possa informare sulla sua capacità di intendere e di volere in quel frangente, ma anche per le stelle della sua Rivoluzione Solare e della sua Rivoluzione Lunare che mi fanno pensare, decisamente, ad una sua volontà omicidiaria, come possibile soluzione per liberarsi da un peso enorme e per compiacere un amante che le avrebbe promesso futuri meravigliosi ed improbabili.

Allora, in ultimo, prima di dare un’occhiata a dette stelle, lasciate che io elogi il lavoro del Pubblico Ministero, Francesco De Tommasi, che sta andando avanti come un treno e che rappresenta in pieno il sentimento di tanti cittadini che sono davvero stufi del lassismo generale con cui ci si preoccupa sempre di più di Caino e sempre meno di Abele.

Ma lasciate anche che io spezzi, ugualmente, una lancia a favore dell’avvocato Alessia Pontenani che, con una sensibilità tutta femminile, sta seguendo l’imputata come se fosse una sorella, aiutandola, non poco, anche economicamente.

La Rivoluzione Solare della tragedia ci mostra uno stellium potente ed inquietante in settima Casa, indicatore, al tempo stesso, di una esagerata proiezione verso un rapporto di coppia decisamente sopravvalutato e di una intenzionalità omicidiaria (c’è anche Marte, non lo dimentichiamo!) sorretta, inoltre, dall’Ascendente e da Venere in ottava Casa.

Cinque astri tra la dodicesima Casa e la prima, gravissima violazione delle 34 regole, ci aiutano anche a comprendere che l’imputata non avrà agito a cuor leggero – ci mancherebbe altro! Ma asserire che ella fosse assente, distratta o che non sapeva, è un oltraggio all’intelligenza di ogni persona.

Parimenti significativa la Rivoluzione Lunare dell’omicidio: tre astri in 11^ Casa e Plutone in Ottava: i due settori della morte gravemente presenti. Poi un’altra significativa violazione delle 34 regole: tre astri tra dodicesima e prima Casa (Mercurio è in cuspide) e, soprattutto, Venere strettissima all’Ascendente (l’inseguimento del piacere personale) e Saturno stretto al Medio Cielo (la vita che si è “fregata” con le proprie mani).

 

P.S. Il Cielo Natale dell’Imputata è possibile leggerlo con l’aiuto di qualunque buon manuale di Astrologia.

 

Scritto e pubblicato, su Facebook e su altri social il 6 Aprile 2024





La Strage di Erba, Astrologia & Criminologia 18, by Ciro Discepolo e Daniela Discepolo Boscotrecase:

https://www.youtube.com/watch?v=3r6X-qAkkuw

 

Oltre due ore di registrazione relative al massacro nel piccolo comune vicino al lago di Como, massacro che avvenne l’11 Dicembre 2006 e per il quale furono condannati all’ergastolo i coniugi Olindo Romano e Rosa Bazzi. Oggi si chiede la revisione di quel processo, ma qui si spiegano tutte le ragioni per le quali gli autori del presente YouTube, in lingua italiana e con sottotitoli in inglese, si dicono assolutamente contrari all’ipotesi di un nuovo processo.



 

Aggiornamento del 1° luglio 2024

Un semplice esercizio per ricordare le straordinarie, uniche, possibilità di MyAstral.

Quella che vedete qui raffigurata è la possibile RSM di Re Carlo III d’Inghilterra per il suo compleanno 2027.

Come noterete, se Egli dovesse trascorrere lì il suo compleanno di quell’anno, otterrebbe la doppia cuspide di Giove, quasi esattamente congiunto all’Ascendente, e di Venere al Fondo Cielo. Questo scegliendo, semplicemente le coordinate ufficiali della capitale norvegese.

Ma è possibile fare di più, molto di più.

Utilizzando, infatti, l’utility Google Maps, all’interno di MyAstral e senza uscire da MyAstral, si può procedere per ingrandimenti geografici praticamente illimitati e selezionare, di conseguenza, in quei dintorni, anche una stanza precisa dentro un albergo dell’area dove ottenere una distanza AS/Giove pari a zero gradi e anche a zero primi e, contemporaneamente, la minima distanza angolare tra Venere e la cuspide terza/quarta Casa.

Inutile ricordare, a questo proposito, che secondo la legge di propagazione dell’energia, scoperta da Albert Einstein, una distanza di zero gradi tra l’Ascendente di RS e Giove, vale 1000 punti in una scala da 1 a mille…

Ovviamente ci si può accontentare anche di avvicinarsi a simili risultati senza mai neanche sfiorarli. Per la serie “chi si contenta gode…”




Aggiornamento del 10/7/2024, alle ore 15.36


Come volevasi dimostrare.

Il 15 gennaio scorso, su Facebook, su Instagram e poi sui miei blog e sul mio canale YouTube avevo previsto, senza possibilità di errore, la conferma del loro ergastolo. Ed ero anche certo che sarebbe giunta a pochi giorni dal mio compleanno.




 

Aggiornamento del 18/7/2024

Finalmente, dopo un difficile viaggio nella giungla a est di Belem, Brasile (lo stesso territorio della Guyana francese descritto nel libro “Papillon”, sono tornato a casa dove vorrei restare 365 giorni all'anno...








Per Tutti. Non è una notizia importante, ma vi invito a leggerla perché potrà spiegare, a qualcuno, il perché di un certo rumore di fondo che disturba, da qualche anno, l’Astrologia:

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For Everybody. It is not an important news, but I invite you to read it because it can explain, to someone, the why of a certain noise leading that disturbs, from a few years, the astrology:

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Ciro Discepolo

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Una bibliografia quasi completa di Ciro Discepolo:

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lunedì 15 gennaio 2024

Come andrà il processo di revisione della condanna della strage di Erba?

 

Di solito mi astengo dall’attività previsionale solo su due specifici argomenti: gli esami/concorsi e gli esiti della cause giudiziarie (perché spesso si vince male una causa o la si perde bene). Ma nel caso della revisione del processo a Rosa Bazzi e ad Olindo Romano, se non mi pronunciassi, sarebbe davvero uno scandalo: l’esito negativo per loro, esaminando le rispettive RS e RL del periodo che ci interessa mettere a fuoco, è così apoditticamente sfavorevole che ogni espressione “in avvocatese” sarebbe uno scandalo.





Aggiornamento del 28/1/2024:

Astrologia e Criminologia, a cura di Ciro Discepolo e Daniela Discepolo Boscotrecase. Video pubblicato su YouTube. Il link è il seguente:

https://www.youtube.com/watch?v=WUWAU6zeHlU

 

(Non so se qui verrà visualizzato. In caso contrario potete cercarlo con Google.)




Aggiornamento del 1° marzo 2024:


Tanti, tra noi, stiamo seguendo le cronache di questo orribile massacro avvenuto ad Altavilla Milicia, in provincia di Palermo. Dalle ultime dichiarazioni degli avvocati degl’imputati, ci sarebbe già uno scambio totale di accuse tra Giovanni Barreca e la coppia di “fratelli di Dio” costituita da Massimo Carandente e da Sabrina Fina.

Ho iniziato a studiare questo orribile crime e sono solo all’inizio, ma credo che il punto di partenza (e non di arrivo) possa essere la figlia diciassettenne di Barreca, Miriam. La ragazza che, per sua stessa ammissione, ha partecipato alle torture ed all’omicidio di sua madre e dei suoi fratellini, ha sicuramente un posto di primo piano in questa tragedia: nel cielo di suo padre troviamo l’opposizione, quasi esatta, tra Nettuno ed il Sole che è in quinta Casa.

Continuerò a studiare il caso e riporterò l’intera vicenda, letta dal mio osservatorio, nel libro “Delitti&Delitti II” che però non vedo tanto imminente dato che sto lavorando anche ad altri progetti e considerando anche il fatto che dovrò scegliere tra molti (troppi!) casi crime di questi ultimi anni, in Italia.




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Ciro Discepolo

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martedì 21 novembre 2023

Relativamente agli “estratti per riassunto” degli atti di nascita

 


Relativamente alla questione di Anna Maria Franzoni, del rifiuto del comune di San Benedetto Val di Sambro che mi ha negato l’invio del suo “estratto per riassunto dell’atto di nascita”, rifiuto approvato dal Difensore civico dell’Emilia-Romagna, ho chiesto un “parere pro veritate” ad uno dei più autorevoli giuristi italiani, il professore Giovanni Iorio, ordinario di Istituzioni di Diritto Privato, Dipartimento di Giurisprudenza, Università degli Studi di Milano – Bicocca, che vi riporto sia nel testo che in foto del PDF.

Spero che quanto segue sarà apprezzato dagli studiosi seri di astrologia, oltre che dai fan del Diritto, perché, attraverso l’esame minuzioso di tutte le carte relative a questo caso, ed entrando nello specifico delle molte leggi italiane e anche degli articoli della Costituzione Italiana che fanno riferimento alla materia trattata, distilla – a mio parere, ma credo anche in tutta evidenza oggettiva – l’inconsistenza argomentativa sia dei funzionari dell’Ufficio Anagrafe del comune di San Benedetto Val di Sambro che del Difensore civico da me chiamato in causa a mia difesa e che si sono espressi, entrambi, assai duramente nei confronti della mia istanza.

Non so abbastanza di leggi, ma sono certo che tale testo potrà fare Giurisprudenza, in futuro, o, quanto meno, essere una bussola precisa di navigazione all’interno di una questione di puro Diritto nei confronti di ogni cittadino che si rivolga all’Amministrazione dello Stato, Amministrazione che spesso è negligente, se non addirittura volutamente ostile.

Ecco il testo:


UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MILANO – BICOCCA

DIPARTIMENTO DI GIURISPRUDENZA

Piazza dell’Ateneo Nuovo n. 1 

20126 - Milano



Milano, 21 novembre 2023


Egr. sig. Ciro Discepolo


SOMMARIO: I – I fatti e il quesito: p. 1. II –  Il quadro normativo: p. 2. III – L’«estratto per riassunto» dell’atto di nascita: p. 3. IV – La questione dell’«interesse» dell’istante: p. 3. V – Il ricorso all’autorità giudiziaria ai sensi dell’art. 95 del d.p.r. n. 396/2000: p. 4. VI – Conclusioni: p. 5.


Come richiesto espongo il mio parere in ordine a una questione che mi viene esposta nei seguenti termini.


I –  I fatti e il quesito

1. Questi, in sintesi, i fatti, così come riferiti da Ciro Discepolo.


A. Ciro Discepolo, giornalista e astrologo, per motivi di studio e di ricerca ha chiesto e chiede da anni ai Comuni italiani «estratti per riassunto» dell’atto di nascita.


B. I Comuni italiani, a seguito della richiesta, hanno trasmesso e trasmettono al giornalista gli estratti richiesti.


C. In un caso, però, il Comune di San Benedetto Val di Sambro ha rigettato l’istanza di Ciro Discepolo (ritenuta priva di un «interesse giuridicamente protetto»). Il Comune ha osservato che deve ritenersi «qualificato l’interesse di chi effettui ricerche storiche, culturali, sociali non per pura curiosità o spirito di emulazione, ma in quanto agente per conto di istituzioni pubbliche o enti preposti a tali finalità di interesse collettivo». 


D. È da precisare che Ciro Discepolo, nel formulare la richiesta al predetto Comune, specificava di essere «un giornalista» che aveva in animo di «scrivere un nuovo libro relativamente a fatti e alle persone che riguardano diversi delitti della storia recente del nostro paese». Chiedeva, quindi, per le sue «ricerche astrologiche», l’estratto dell’atto di nascita con l’indicazione dell’ora di nascita di una certa persona. In calce alla mail, il giornalista indicava alcuni suoi libri di cronaca criminale o riguardanti il tema della giustizia (tutti reperibili su Amazon). Aggiungeva, infine, un link per accedere alla sua bibliografia.


E.  Il giornalista, a seguito del diniego, si è rivolto al Difensore civico della Regione Emilia-Romagna; questi, però, in data 23 ottobre 2023, ha confermato la decisione e le argomentazioni del Comune emiliano. Il Difensore civico, in particolare, osserva che «dal complesso delle norme che disciplinano lo stato civile emerge come il diniego del Comune risulti legittimo in quanto motivato nella considerazione che in capo all’istante difetti un interesse personale e concreto ai fini della tutela di una situazione giuridicamente rilevante». Argomenta, ancora, il Difensore: «in subiecta materia, peraltro, l’essere titolare di una situazione giuridicamente tutelata non è di per sé sufficiente perché l’interesse possa considerarsi diretto ed attuale, dovendosi dimostrare in concreto che gli atti cui si chiede di accedere siano in qualche modo collegati con la situazione giuridica tutelabile e se la conoscenza di tali atti sia in grado di concorrere alla tutela della situazione giuridica enunciata».


F. Ciro Discepolo, a questo punto, chiede se sia legittimo o meno il diniego del menzionato Comune di rilasciare l’«estratto per riassunto» dell’atto di nascita».


Nel redigere il parere, ho esaminato:

- l’istanza di Ciro Discepolo;

- la comunicazione di diniego del Comune di San Benedetto Val di Sambro;

- la decisione del Difensore civico dell’Emilia Romagna del 23 ottobre 2023.


II –  Il quadro normativo

2. Nel caso che ci occupa occorre far riferimento all’art. 450 del codice civile e agli artt. 106, 107 e 108 del d.p.r. 3 novembre 2000, n. 396 (recante il «Regolamento per la revisione e la semplificazione dell’ordinamento dello stato civile, a norma dell’art. 2, comma 12, della legge 15 maggio 1997, n. 127»).


A. L’art. 450 c.c. («pubblicità dei registri dello stato civile») stabilisce che «i registri dello stato civile sono pubblici (1° co.). Gli ufficiali dello stato civile devono rilasciare gli estratti e i certificati che vengono loro domandati con le indicazioni dalla legge prescritte (2° co.)».


B. L’art. 106 d.p.r. n. 396/2000 («estratti per riassunto») prevede che «gli estratti degli atti dello stato civile sono rilasciati per riassunto, riportando le indicazioni contenute nell'atto stesso e nelle relative annotazioni. Se nell'atto sono state fatte annotazioni o apportate rettificazioni o correzioni che modificano o integrano il testo dell'atto, l'estratto è formato avuto riguardo alle annotazioni e alle rettificazioni o correzioni tralasciando qualsiasi riferimento a quelle parti dell'atto modificate o integrate in base alle annotazioni o rettificazioni o correzioni medesime».


C. L’art. 107 del d.p.r. n. 396/2000 («estratti per copia integrale») prevede che «gli estratti degli atti dello stato civile possono essere rilasciati dall’ufficiale dello stato civile per copia integrale soltanto quando ne è fatta espressa richiesta da chi vi ha interesse e il rilascio non è vietato dalla legge (1° co.). L’estratto per copia integrale deve contenere: (a) la trascrizione esatta dell’atto come trovasi negli archivi di cui all’art. 10, compresi il numero e le firme appostevi; (b) le singole annotazioni che si trovano sull’atto originale; (c) l’attestazione, da parte di chi rilascia l’estratto, che la copia è conforme all’originale (2° co.)».


D. L’art. 108 del d.p.r. n. 396/2000 («contenuto»), infine, prevede che «ogni estratto degli atti dello stato civile deve contenere: (a) l’indicazione di estratto per riassunto o per copia integrale; (b) la sottoscrizione dell’ufficiale dello stato civile o del funzionario delegato; (c) il bollo dell’ufficio (1° co.). I certificati di stato civile devono contenere le generalità come per legge delle persone a cui i singoli eventi si riferiscono e gli estremi dei relativi atti. I dati suddetti possono essere desunti anche dagli atti anagrafici (2° co.). Restano salve le disposizioni di cui alla legge 31ottobre 1955, n. 1064, e di cui al decreto del Presidente della Repubblica 2 maggio 1957, n. 432 (3° co.)».


III –  L’«estratto per riassunto» dell’atto di nascita

3. La disciplina dell’«estratto per riassunto» dell’atto di nascita, dunque, trova la sua fonte nel predetto art. 106 del d.p.r. n. 396/2000.


A. Ebbene, per espressa previsione legislativa chi chiede l’«estratto per riassunto» dell’atto di nascita (come ha fatto il giornalista nella vicenda che ci occupa) non è neanche a tenuto a dedurre l’esistenza di un interesse; quest’ultimo, invece, deve assistere la richiesta di chi domanda un «estratto per copia integrale» dell’atto di nascita. Pertanto, il diniego al rilascio di un «estratto per riassunto», per come è si è manifestato nel caso di specie, appare infondato e illegittimo. 


B. Né, in senso contrario, può richiamarsi l’art. 44, 1° co., del d.p.r. n. 445/2000 , secondo cui gli estratti degli atti di stato civile sono «richiesti esclusivamente per i procedimenti che riguardano il cambiamento di stato civile». Si deve osservare, infatti, che questo articolo si riferisce a tutt’altra fattispecie: quella, cioè, riguardante l’«acquisizione diretta dei documenti» da parte delle amministrazioni pubbliche e dei gestori di pubblici servizi . Pertanto, risulta fuorviante e improprio fondare una decisione di rigetto dell’istanza sulla base, fra l’altro, di una disposizione di legge che riguarda tutt’altra materia.


C. Resta da dire che, in ossequio a quanto prevede la legge, numerosi Comuni italiani (anche emiliani) rilasciano, tempestivamente, l’«estratto per riassunto» dell’atto di nascita. E lo rilasciano senza chiedere o indagare quale sia l’interesse sotteso. Il Comune di Milano, poi, consente di ottenere in tempo reale l’«estratto per riassunto» dell’atto di nascita di un cittadino milanese (in via telematica, utilizzando il Sistema pubblico di identità digitale, ossia lo SPID). 


IV –  La questione dell’«interesse» dell’istante

4. Ciro Discepolo ha richiesto l’«estratto per riassunto» dell’atto di nascita; dunque, viene in considerazione la disciplina poc’anzi rammentata (art. 106 d.p.r. n. 396/2000). Quand’anche, però, ci si volesse soffermare sull’«interesse» dell’istante (secondo quanto prevede l’art. 107 d.p.r. n. 396/2000, riguardante però l’istanza di «estratti per copia integrale»), le ragioni del diniego continuano ad essere ingiustificate. A tal fine, debbono essere svolte le seguenti osservazioni.


A. Innanzitutto, il Comune, nel motivare il diniego, ritiene che non possano trovare accoglimento quegli interessi caratterizzati (si riportano le parole utilizzate) da «curiosità o spirito di emulazione»; il Difensore civico, poi, aggiunge che difetterebbe, in capo all’istante, un «interesse personale e concreto ai fini della tutela di una situazione giuridicamente rilevante». Ora, non si rinviene il fondamento normativo di tali assunti. Si deve ricordare, infatti, che Ciro Discepolo nella sua istanza specificava di essere «un giornalista» che aveva in animo di «scrivere un nuovo libro relativamente a fatti e alle persone che riguardano diversi delitti della storia recente del nostro paese» . Ecco, dunque, l’interesse alla richiesta: la libertà di parola e di informazione che, come noto a tutti, trova un esplicito riconoscimento nell’art. 21 Cost.  La libertà in questione, si badi, riguarda ogni cittadino e, ovviamente, anche un cittadino che assume la veste di giornalista . 


B. Inoltre, non può essere condivisa l’affermazione del Difensore civico dell’Emilia-Romagna, secondo cui   «in subiecta materia, peraltro, l’essere titolare di una situazione giuridicamente tutelata non è di per sé sufficiente perché l’interesse possa considerarsi diretto ed attuale, dovendosi dimostrare in concreto che gli atti cui si chiede di accedere siano in qualche modo collegati con la situazione giuridica tutelabile e se la conoscenza di tali atti sia in grado di concorrere alla tutela della situazione giuridica enunciata». Il Difensore parrebbe voler dire questo: un interesse «diretto» ed «attuale», al più, potrebbe sussistere soltanto qualora il documento richiesto concorra alla realizzazione dell’interesse dedotto. Sul punto, vanno svolti solo due brevi rilievi:


(i) in primo luogo, non si vede come un Comune possa «sindacare» la «rilevanza» di un documento richiesto dall’istante a fini di ricerca e di studio. Se così fosse, dovremmo concludere che all’ente comunale è attribuito il potere di «sindacare» l’attività di ricerca di un privato, che nel caso di specie è un giornalista di lungo corso;


(ii) in secondo luogo, non bisogna certo essere esperti di discipline astrologiche per comprendere che ogni studio del «tema natale» non può che passare attraverso la ricognizione (il più esatta possibile) del luogo e dell’orario di nascita di una persona. Quest’ultimi, dunque, sono da considerare dati «essenziali» per uno studio e una ricerca (anche) astrologica.


C. Si deve però ribadire un punto: qui non si sta dicendo che Ciro Discepolo, nel chiedere l’«estratto per riassunto» dell’atto di nascita, doveva allegare o dimostrare l’«interesse» alla richiesta. Si osserva un’altra cosa: quand’anche – ad abundantiam, diremmo – ci si volesse soffermare sull’«interesse» del richiedente Ciro Discepolo, le ragioni del diniego risultano incomprensibili. 


V –  Il ricorso all’autorità giudiziaria 

ai sensi dell’art. 95 del d.p.r. n. 396/2000

V. Il d.p.r. n. 396/2000 offre uno strumento per opporsi al rifiuto ingiustificato dell’ufficiale dello stato civile di rilasciare un documento dovuto. Vediamolo.


A. Ai sensi dell’art. 95, 1° co., del d.p.r. n. 396/2000, «chi intende promuovere la rettificazione di un atto dello stato civile o la ricostituzione di un atto distrutto o smarrito o la formazione di un atto omesso o la cancellazione di un atto indebitamente registrato, o intende opporsi a un rifiuto dell’ufficiale dello stato civile di ricevere in tutto in parte una dichiarazione o di eseguire una trascrizione, una annotazione o altro adempimento, deve proporre ricorso al tribunale nel cui circondario si trova l’ufficio dello stato civile presso il quale è registrato l’atto di cui si tratta o presso il quale si chiede che sia eseguito l’adempimento» .


B. Davanti al tribunale, le parti sono chiamate in contraddittorio ad esprimere le rispettive ragioni. Nel caso di specie, in particolare, il Comune dovrebbe spiegare i motivi del diniego dell’atto richiesto e, in particolare, su quale disposizione di legge il rigetto trova fondamento. E, ancora, dovrebbe spiegare perché decine di altri Comuni italiani rilasciano, su semplice richiesta, l’«estratto per riassunto» dell’atto di nascita.


VI –  Conclusioni

6. Sulla base delle precedenti considerazioni, si svolgono qui di seguito sintetiche conclusioni.


A. La disciplina dell’«estratto per riassunto» dell’atto di nascita trova la sua fonte nel predetto art. 106 del d.p.r. n. 396/2000.


B. Chi chiede l’«estratto per riassunto» dell’atto di nascita (come ha fatto Ciro Discepolo, nella vicenda che ci occupa) non è a tenuto a dedurre l’esistenza di un interesse; quest’ultimo, invece, deve assistere la richiesta di chi domanda un «estratto per copia integrale» dell’atto di nascita (art. 107 del d.p.r. n. 396/2000).


C. Pertanto, il rifiuto manifestato dal Comune deve considerarsi infondato e illegittimo.


D. Quand’anche, poi, ci si volesse soffermare sull’«interesse» dell’istante (il giornalista Ciro Discepolo), le ragioni del diniego appaiono ingiustificate.


E. Ai sensi dell’art. 95 del d.p.r. n. 396/2000, contro il rifiuto ingiustificato dell’ufficiale dello stato civile di rilasciare un documento dovuto è possibile ricorrere all’autorità giudiziaria.


Cordiali saluti


prof. Giovanni Iorio

ordinario di Istituzioni di Diritto Privato

Università di Milano-Bicocca






Aggiornamento del 15 Dicembre 2023

Un nuovo importante step nel nome della legge Bassanini bis per la semplificazione dei rapporti tra i cittadini e la Pubblica Amministrazione.

 

Mi occorreva, per lo studio e la redazione di un nuovo caso di omicidio da inserire nel libro “Delitti&Delitti II” un documento di nascita di un cittadino nato a Forno Canavese, in Piemonte.

Pertanto il 10 Agosto scorso richiedevo il documento nel modo giusto all’Ufficio Anagrafe di tale comune.

Circa un mese e mezzo dopo, ricevevo la seguente risposta:

Comune di Forno Canavese


Prot. 0006340 del 23/10/2023

Oggetto: Richiesta di estratto di nascita


Non si rilasciano dati per motivi di privacy .

Ufficio Anagrafe – Stato Civile Forno Canavese.

 

 

Quindi, come per altri casi analoghi, rispondevo loro che stavano commettendo un errore ed elencavo le ragioni del mio convincimento.

Citavo anche diversi altri argomenti che avrebbero dovuto convincere questi ufficiali di Stato Civile e proponevo loro di evitare inutili perdite di tempo e di denaro per lo Stato e insistevo, con garbo, per avere il documento già richiesto prima di Ferragosto.

Ma tutto fu inutile e, il giorno 30 ottobre dell’anno corrente, fui costretto a inviare una istanza al Difensore civico della regione Piemonte.

Come potete leggere dagli allegati qui riprodotti, il Difensore civico del Piemonte ha accolto totalmente la mia istanza e ha invitato il comune di Forno Canavese a rilasciarmi il documento richiesto.

Questo nuovo ed importante pronunciamento si aggiunge a quelli già citati da chi scrive e relativi ai Difensori civici della provincia autonoma di Bolzano, della regione Veneto e al parere pro veritate dell’autorevole giurista Giovanni Iorio, ordinario di Istituzioni di Diritto Privato, Dipartimento di Giurisprudenza, all’Università Bicocca di Milano.

A questo punto il comune di Forno Canavese può inviarmi detto documento oppure può decidere di mantenere il punto, ma questa volta io andrò fino in fondo, denunciando, per via legale, direttamente l’Ufficiale di Stato Civile e chiedendo anche i danni.

Però, quello che è davvero importante, è che è stato fatto un altro passo assai rilevante nella direzione dei diritti dei cittadini e contro le prepotenze di singoli impiegati dello Stato che considerano i documenti in oggetto di loro proprietà.

P.S. Dunque, al momento, su molte decine di analoghi documenti che ho ripreso a richiedere da maggio scorso ad oggi, l’unico che mi è stato tassativamente negato, è quello del comune di San Benedetto Val di Sambro (Bologna), con l’appoggio del Difensore civico della regione Emilia-Romagna. Ma in quel caso si tratta dell’estratto per riassunto dell’atto di nascita di Anna Maria Franzoni e ogni ulteriore commento risulta assolutamente inutile…

P.P.S. Naturalmente non mi attendo alcuna gratitudine da parte dei/delle colleghi/ghe astrologi/ghe, ma questa è un’altra storia…




Aggiornamento del 30/12/2023



Bene, benissimo, ha fatto il dr. Carlo Melodia, presidente della LUIMO, l’Associazione per la Libera Università Internazionale di Medicina Omeopatica, a redigere un libro che salvi una serie di lezioni inedite e di testimonianze da consegnare alla Storia e che videro protagonista la dottoressa Adele Alma Rodriguez che ebbi l’onore ed il piacere di annoverare tra i miei amici e amiche più cari.

Si tratta, per chi scrive, di un amarcord di lunghissima data, stracolmo di rammenti e di emozioni.

Già mi curavo a Roma presso il grandissimo professore Antonio Negro. Io facevo il militare a Latina e quando gli chiesi un nuovo appuntamento, mi rispose: “Non occorre che lei venga a Roma, apriamo la sede nazionale a Napoli, al viale Antonio Gramsci 18 (il palazzo a fianco al mio!! NdR)…”

Quindi fui presente al battesimo, c’ero anche io in quel giorno indimenticabile…

Conobbi Alma di cui sarei diventato amico stretto nel giro di poche settimane, ma anche i professori Paschero e Ortega. Quest’ultimo ci lasciò sbigottiti: sciolse, davanti a tutti, una dose unica di un rimedio omeopatico nel caffè!!

A tutti noi che guardavamo sbalorditi, disse qualcosa del genere: “Perché vi sorprendete? Il rimedio omeopatico è potentissimo e agisce perfino nel caffè!”

Con gli anni fui al suo fianco lungo il cammino di crescita del CEMON e della risonanza che grazie ad esso – e soprattutto alla dottoressa Rodriguez – la medicina omeopatica cominciò ad avere in tutta Italia.

Già dopo un paio di mesi da quella inaugurazione, ebbi l’onore di avere spesso a cena Alma ed il professore Negro che mi curò amorevolmente per i primi lustri della mia avventura hannemaniana.

Altri medici, in seguito, diversi tra quelli che operavano all’interno del CEMON, mi aiutarono a superare soprattutto una cefalea persistente: ricordo qui, con immutato affetto, medici come il dr. Gargiulo, come Carlo Melodia, come Nicola del Giudice e come il mio attuale dottore, Domenico De Carlo.

L’amica, carissima, Alma, fu più di un medico per me e spesso trascorrevamo al telefono, entrambi insonni, buona parte delle nostre notti…

Lei, come ogni medico omeopatico degno di questo nome, credeva nelle mie ricerche ed io non avevo dubbi di alcun genere sull’efficacia della medicina omeopatica e sul principio della memoria dell’acqua.

Il testo di cui sto scrivendo qui, come già detto, raccoglie molte lezioni inedite della dottoressa Rodriguez, un patrimonio culturale che non andava assolutamente perso.

Io, in questo breve, ma sentitissimo amarcord personale, vorrei aggiungere soltanto una cosa: in questo oltre mezzo secolo di cui stiamo parlando, diversi medici del Centro di Napoli si allontanarono nel tempo e ciò mi sembra del tutto ovvio e legittimo, in sincronia a quello che potremmo definire il percorso euristico di questa meravigliosa disciplina. È legittimo e anche naturale che tanti studiosi abbiano, nel tempo, seguito una propria strada, staccandosi, talvolta, anche in modo brusco dalla direzione di quella istituzione che ha mutato moltissimo, e bene, nel rapporto tra l’omeopatia e le istituzioni del nostro paese.

Allora vorrei testimoniare qualcosa che mi sento di dire della carissima Alma, e lo faccio volentieri, soprattutto per i figli Aurelio, Gabriella e Vincenzo Rocco a cui rinnovo la mia amicizia: Alma soffriva ad ogni separazione, ma il suo carattere forte e la visione generale governata soprattutto da ciò che secondo il suo sentire era l’ulteriore affermazione dell’omeopatia in Italia, la faceva procedere per la propria strada, senza mai un solo tentennamento.

 

Ciro Discepolo

Milano, 30 Dicembre 2023