Disponibile da subito il mio libro “IL GRANDE TRATTATO DI ASTROLOGIA – VOLUME 2” in 6 lingue, nell’edizione Kindle: inglese, italiano, francese, spagnolo, tedesco e portoghese brasiliano che, nell’edizione inglese di alcuni anni fa, è un libro di 624 pagine e di grosso formato (18x25 cm).
In italiano e in inglese sono anche disponibili le due rispettive edizioni su carta.
My book “THE GREAT TREATISE OF ASTROLOGY – VOLUME 2” is now available in 6 languages, in the Kindle edition: English, Italian, French, Spanish, German, and Brazilian Portuguese. The English edition of some yearso ago is a 624-page, large-format book (18 x 25 cm).
The two respective paperback editions are also available in Italian and English.
“Frammenti di Kyoto e di Tokyo”,
un mio libro di foto-giornalismo del 2017 (212 pagine, tutte a colori, nel formato 16x21 centimetri) in 6 lingue: inglese, italiano, francese, portoghese brasiliano, spagnolo e tedesco nel formato Kindle.
Nel formato cartaceo esistono le due edizioni: italiana e inglese.
Segue la prefazione del libro:
PREFAZIONE
L’argomento inchini è importante, a mio parere, per tentare di comprendere alcuni tratti salienti del popolo giapponese. Il mio non pretende di essere uno studio antropologico e neanche uno studio sociologico degli abitanti del Sol Levante, ma soltanto un taccuino di viaggio di qualcuno che ritiene di essere un gradino più su del turista medio, in fatto di viaggi. Già alla nostra sera di arrivo in Giappone e a Kyoto, io e Daniela, ci imbattemmo in un loop di inchini... Il cameriere che ci servì al ristorante giapponese dell’albergo dove alloggiavamo prendeva le ordinazioni stando inginocchiato davanti a noi, al lato del tavolo. Questo primo elemento la dice lunga, a mio avviso, sulla cortesia e sull’educazione dei cittadini giapponesi, doti che vengono da lontano e che non sono state improvvisate a partire dai decenni posteriori alla seconda guerra mondiale quando il turismo crebbe vertiginosamente in quel paese. Durante l’intera cena, che fu squisita e mi fece apprezzare tutta la complessità e la raffinatezza di quella cucina che io, erroneamente, pensavo fosse fatta di solo sushi, il nostro cameriere ci servì alla perfezione e, con molto tatto e con nessuna invadenza, conversò amorevolmente con noi (il suo inglese era migliore del nostro), informandoci di essere stato in Italia l’anno precedente: a Roma e a Firenze. Gli suggerimmo, allora, per la prossima volta, di visitare anche la costiera sorrentino-amalfitana e Milano. Questo simpatico giovane ci spiegò tante cose, durante il breve tempo del nostro desinare, e soprattutto ci consigliò una buonissima zuppa di miso e del green tè per concludere la cena lasciando lo stomaco con il giusto ph. Aveva ragione e anche io nell’associare, da sempre, lo stomaco al Giappone. Infatti, a mio vedere, una prima lettura di questo paese e dei suoi abitanti sarebbe impossibile se prescindessimo dal tentare di esaminare con la massima attenzione l’argomento stomaco. Lo ricordavo a mente, ma poi ho fatto dei controlli e ne ho avuto conferma da più fonti, come http://www.startoncology.net/ area-professionale/carcinoma-dello-stomaco/ : il Giappone è al primo posto al mondo per tumori allo stomaco. A mio avviso, al di là di ogni studio epidemiologico e di cause molteplici come le bombe atomiche esplose a Hiroshima e Nagasaki oppure il recente disastro alla centrale di energia nucleare di Fukushima, lo stomaco è, prima di ogni altra cosa, la sintesi dell’impegno di uomini e donne nel compiere un dovere.
Soprattutto per tale ragione, dal mio punto di vista (soprattutto astrologico), colloco il Giappone e i giapponesi nell’area del Cancro compensato, con lo stomaco in forte evidenza.Allarghiamo il discorso. È noto a tutti che i moltissimi ragazzi delle scuole superiori giapponesi siano cooptati ancora prima del diploma da grandi aziende multinazionali e sponsorizzati negli anni a seguire, per tutto il periodo universitario. Questi giovani ricevono, soprattutto dalle loro famiglie, un insegnamento orientato principalmente ad un grande rispetto e ad una altrettanto forte devozione nei confronti dell’azienda che li ha scelti. Essi si impegnano negli anni a essere degli ottimi lavoratori e considerano disonorevole non servire al meglio e al massimo il proprio datore di lavoro. Questa “paura” del disonore campeggia in quasi tutte le attività umane dei cittadini del Sol Levante. Vi è da ricordare, tra le altre cose, che l’imperatore giapponese è al tempo stesso il leader politico e religioso di quel popolo: una specie di presidente-primo ministro-papa, se rapportato all’Occidente. E allora non stupisce comprendere con quale impegno ogni giapponese si tuffi in qualsiasi impresa della propria vita, dallo studio al servire la patria e al concorrere al benessere della propria azienda e della propria società. Di qui all’ulcera allo stomaco il passo è breve. Nel treno che ci aveva condotti, poche ore prima, da Osaka a Kyoto, notammo che tutti i passeggeri della nostra carrozza tossivano continuamente: non si trattava, però, di una tosse grassa e di origine bronchiale, ma — in tutta evidenza — di un’altra di origine nervosa che partiva dallo stomaco. E torniamo alla nostra cena. Una volta terminata il cameriere volle accompagnarci fuori dall’area del ristorante e fino all’ascensore. Per tale scopo si era aggiunto anche lo chef. Lì fummo involontariamente protagonisti di una scena quasi comica. Io e Daniela in ascensore rispondiamo all’inchino perfetto (mani distese sui fianchi e identica angolazione rigida del corpo) dei due, con un mezzo inchino assai imperfetto e improvvisato in quel momento. I nostri ospiti, a seguito di ciò, si inchinano nuovamente e andiamo avanti per un po’ con i sensori della porta dell’ascensore che bloccano e sbloccano le porte finché io non capisco — finalmente — che l’ultimo inchino deve necessariamente essere il loro e solo così queste due squisite persone ci lasciano andare. Questa potrebbe essere la cifra del comportamento di ogni persona che abbiamo incontrato nei quattro giorni di permanenza a Kyoto e nei due a Tokyo. Gentilezza, gentilezza e ancora gentilezza: ma nulla a che vedere con il manierismo o con l’ipocrisia. Sarei pronto a giurare che si sia trattato sempre di un qualcosa di sentito profondamente. Sono certo che durante l’ultima guerra i giapponesi siano stati capaci di azioni di grande odio e l’intensità dello stesso, per i motivi che credo di aver compreso, è la stessa che essi mettono nell’essere sinceramente ospitali, ben educati e con migliaia di anni di grande civiltà alle spalle quando accolgono i turisti.
Questa “eleganza dello spirito” è, secondo il mio parere, pari all’estremo gusto con cui vestono anche i giapponesi: dalle divise da marinaretti che abbelliscono i giovani e le giovani studentesse di quelle città alle mise raffinatissime con cui soprattutto le donne di ogni età “sfilano” per le strade urbane. Daniela, che ha lavorato tutta la vita nel settore della moda e ha anche un senso dell’osservazione straordinario, ha notato quasi subito un qualcosa che è riuscita anche a spiegare. Ci stiamo riferendo a un viaggio effettuato a metà maggio, quindi non nel caldo torrido dell’estate, eppure quasi tutte le donne indossavano cappellini, guanti e ombrelli da sole. La sua supposizione che ciò fosse fatto a salvaguardia della chiarezza della pelle ha poi ricevuto diverse conferme. Anche su di un altro elemento credo che mia moglie abbia colto nel segno: mi sono sempre domandato il perché della mascherina su naso e bocca con cui migliaia e migliaia di persone vanno in giro e forse lei ha compreso il motivo. Sempre per il fortissimo rispetto che i giapponesi hanno per il prossimo, essi considerano “particolarmente disonorevole” starnutire in pubblico e, ad evitare scuse e inchini a ripetizione, preferiscono usare una mascherina.
Che dire delle geishe? Creature rare e affascinanti. Intanto non hanno nulla a che fare con le nostre hostess e ogni accostamento con le stesse è del tutto improprio, nonostante la letteratura ci abbia detto cose diverse (Memorie di una geisha, di Arthur Golden, che narra la storia di Chiyo Sakamoto, una umile ragazza che divenne una geisha famosissima anche negli Stati Uniti. Nel libro, che però è stato portato in tribunale dalla donna che lo ispirò, si parla molto di geishe e di prostituzione, seppure di alto livello).
Sia a Kyoto che a Tokyo o ad Osaka si possono incontrare numerose donne in kimono, ma non basta un kimono per fare di una donna anche una geisha. Al contrario, le aspiranti tali, le maiko, devono seguire una dura scuola di buone maniere, di educazione soprattutto morale e poi anche fisica, di moda, di trucco, di maniere con cui muoversi, camminare, parlare (pochissimo) con gli altri e via dicendo. Personalmente, soprattutto dal punto di vista fotografico, trovo splendide queste donne, anche quando non sono oggettivamente bellissime.
In quelle poche occasioni in cui sono riuscito a rubare loro delle foto, le ho viste tentare di ritrarsi, certamente emozionate e turbate. Ho anche chiesto in albergo se potessi pagare per una geisha-modella da fotografare, completamente vestita, di giorno e all’ombra, ma è stato impossibile esaudire questo mio desiderio.
È possibile notare, girando per Kyoto e per Tokyo, molti uomini anziani (solo uomini) che probabilmente fanno del volontariato e guidano gruppi di tre o quattro ragazzi/e a visitare templi e monumenti spiegando loro tante cose.
Due consigli, da cinefilo a cinefili, per tentare di comprendere meglio la cultura giapponese. Ecco, l’impero dei sensi, di Nagisa Ôshima, Danimarca 1976 (perché classificato come pornografico dalla censura italiana) e un’amica mi ha regalato un film su DVD che non conoscevo e che ho gradito molto. Si tratta di Madadayo (Il compleanno), l’ultimo film di Akira Kurosawa. Lei sa bene che il compleanno è stato, è e sarà l’oggetto principale dei miei studi e delle mie ricerche lungo un arco di vita che fino ad oggi ha già compreso quarantasette anni. La storia è apparentemente semplice, quasi banale, ma nasconde una profondità di pensiero assai elevata. Un vecchio professore universitario dà inizio, dopo avere abbandonato l’insegnamento, a una tradizione personale che si perpetuerà per molti anni ancora attraverso l’incontro con i suoi allievi preferiti e in occasione di ogni suo compleanno. Gli allievi gli chiederanno ogni volta: “Mada kai?” (“Sei pronto?”). E il Professore: “Madadayo” (“Non ancora”). È l’avvicinamento alla morte visto da questo straordinario interprete contemporaneo, sul parallelo di altre magnifiche personali declinazioni sul tema già proposte da Fellini a Paolo Sorrentino e molti altri, passando anche per il grande Ingmar Bergman. E l’ultima scena di “Madadayo” ricorda tantissimo l’omologa del maestro svedese ne “Il posto delle Fragole” (https://books.google.it/ books?printsec=frontcover&id=7zUKSNwSTs4C&hl=it#v=onepage&q&f=false), quando il vecchio professore Isak Borg, dopo avere ritirato il premio per il proprio giubileo professionale, si addormenta (e dà l’idea di non doversi più risvegliare) pensando all’infanzia e vedendo i due genitori – dall’altra parte di una sponda – che gli sorridono e gli fanno cenno di andare con loro.
“Il posto delle fragole” resterà sempre il mio film preferito, ma vi consiglio tantissimo di guardare anche questo del grande maestro giapponese, per la delicatezza e la bellezza degli argomenti trattati e perché parla di compleanni.
A chi mi chiede “Mada kay?”, rispondo “Madadayo” e per adesso, anche perché non ho alcuno scheletro nell’armadio, posso dire che il mio prossimo compleanno lo trascorrerò a Seattle, stelle permettendo.
Un poco di storia.
La prima edizione italiana del libro — dunque come opera a sé e non come insieme di capitoli sparsi in miei testi precedenti — è del 1998, fu pubblicata dalle Edizioni Mediterranee e consta di 140 pagine.
La seconda edizione del libro la pubblicai direttamente in francese (Astrologie Active): è del 2011, si sviluppa su 192 pagine e fu tradotta magnificamente da Claudine Galtieri, mia carissima amica e docente di Letteratura francese all’Università “L’Orientale” di Napoli.
A mio parere, questa è la migliore edizione dal punto di vista della traduzione.
La terza edizione, sia su carta sia in formato Kindle, è del 2024 (Active Astrology) e si compone di 212 pagine.
Oggi abbiamo le sei lingue che ho indicato, di cui due — quella inglese e quella francese, riferendomi alla seconda edizione in quanto a cronologia dei contenuti — sono disponibili sia su carta sia in digitale.
Perché considero così importante questo mio libro?
Perché esso rappresenta, oggettivamente, un nuovo passaggio a nord-ovest, un ponte tra mitologia, psicologia analitica, simbolismo e astrologia, dove spiego, attraverso molte decine di esempi pratici, cosa significhi “esorcizzare un simbolo”, ovvero uno dei due paradigmi fondamentali dell’Astrologia Attiva, insieme alla tecnica delle Rivoluzioni Solari Mirate e delle Rivoluzioni Lunari Mirate.
Visto che scrivo da astrologo e mi rivolgo ad altri astrologi, desidero segnalarvi le grosse difficoltà che questo volume ha dovuto affrontare, nell’arco di oltre un quarto di secolo, relativamente alle sue diverse pubblicazioni.
Il primo segnale incredibile, almeno per chi abbia poca confidenza con gli scherzi che talvolta ci gioca il nostro inconscio, riguarda l’edizione francese: l’ho tenuta “nel cassetto” per diversi anni, convinto che la mia amica Claudine Galtieri ci stesse ancora lavorando…
Poi il simbolo è divenuto più prepotente…
Infatti, ho prove ripetute e schiaccianti del fatto che l’edizione americana, che poi vide la luce nel 2024, fu fortemente ostacolata da un gruppo di potere astrologico e qui, direi, che sia il caso di evitarmi domande.
Infine, ciliegina sulla torta, come molti di voi sanno, da Ferragosto a oggi ho pubblicato decine e decine di nuove edizioni, in sei lingue, di miei libri, partendo dall’edizione inglese. Tuttavia, nella mia bibliografia continuo a scrivere che i miei libri sono più di 150: non ho aggiunto neanche uno dei volumi ottenuti nelle ultime due settimane e non aggiungerò neppure i molti che spero ancora di pubblicare.
Ma — sembra davvero incredibile! — il magnifico sistema messo a punto da Kindle Translate, giunto proprio a questo libro, è andato in tilt e, per due settimane, molti operatori senior del servizio non sono riusciti a comprendere la ragione del blocco che, infine, è stato superato soltanto questa notte…
Buona lettura a tutti.
It is with great pleasure that I announce the immediate availability, in six languages (English, Italian, French, Brazilian Portuguese, Spanish, and German), of one of my most important books: ACTIVE ASTROLOGY.
A little history.
The first Italian edition of the book — conceived as a work in its own right rather than as a collection of chapters scattered throughout my previous books — dates back to 1998. It was published by Edizioni Mediterranee and consisted of 140 pages.
I published the second edition directly in French (Astrologie Active) in 2011. It runs to 192 pages and was magnificently translated by Claudine Galtieri, a very dear friend of mine and a professor of French Literature at the University of Naples “L’Orientale.”
In my opinion, this remains the finest edition in terms of translation.
The third edition, available both in print and in Kindle format, was published in 2024 (Active Astrology) and consists of 212 pages.
Today, the book is available in the six languages mentioned above. Two of these — English and French, referring to the second edition in terms of the chronology of its contents — are available both in print and digitally.
Why do I consider this book so important?
Because, objectively speaking, it represents a new Northwest Passage: a bridge between mythology, analytical psychology, symbolism, and astrology. Through many dozens of practical examples, I explain what it means to “exorcise a symbol” — one of the two fundamental paradigms of Active Astrology, together with the technique of the aimed Solar Returns and aimed Lunar Returns.
Since I am writing as an astrologer and addressing other astrologers, I would like to draw your attention to the considerable difficulties this volume has encountered, over more than a quarter of a century, in connection with its various editions and publications.
The first astonishing sign — at least for those who are not particularly familiar with the tricks our unconscious sometimes plays on us — concerns the French edition: I kept it “in a drawer” for several years, convinced that my friend Claudine Galtieri was still working on it…
Then the symbol became more insistent…
Indeed, I have repeated and overwhelming evidence that the American edition, which eventually saw the light of day in 2024, was strongly obstructed by a powerful group within the astrological world — and here, I would say, it would be best not to ask me any questions.
Finally, as the icing on the cake, as many of you know, from mid-August until today I have published dozens upon dozens of new editions of my books, in six languages, starting from their English editions. Nevertheless, in my bibliography I continue to state that I have published more than 150 books: I have not added a single one of the volumes produced during the past two weeks, nor will I add the many others that I still hope to publish.
But — incredible as it may seem! — the magnificent system developed by Kindle Translate, when it reached this particular book, suddenly ground to a halt. For two weeks, several senior members of the service were unable to understand the reason for the blockage, which was finally overcome only last night…
Enjoy the book, everyone.
Il filosofo Aldo Tonini, il mio migliore amico di un’intera vita, ci ha lasciato.
Provo un grande e sordo dolore che mi attraversa il petto.
Anche se lui aveva qualche anno più di me (Napoli, 11 aprile 1944), avevamo fatto assieme il servizio militare nel periodo 1970-1971, come avieri, all’aeroporto militare di Latina. Entrambi napoletani, entrambi travolti dal ’68, entrambi comunisti, solidarizzammo moltissimo. Lui insegnava già Storia e Filosofia nei licei.
Parlavamo per ore e ore di seguito, anche giornate intere. Di lui mi affascinava la cultura classica, che gl’impediva di leggere meno di due o tre libri a settimana. Forse io lo incuriosivo in quanto abbastanza strano: elettronico ventiduenne che si era spazzolato, con immenso piacere, molta parte della letteratura russa, francese e italiana dell’Ottocento e anche il meglio di quella mondiale del Novecento.
Il nostro comandante era fascista, ma non nel senso figurato: adorava il Duce e non lo nascondeva. Capitava, a volte, che egli, una Vergine polemica e con velleità culturali, si mettesse a discutere con noi, ma la preparazione di Aldo lo stroncava e io riuscivo a stento a stargli dietro, anche se avevo letto davvero, e perfino studiato, Il Capitale. Allora rammento che spesso il colonnello, in evidenti difficoltà dialettiche, ci metteva sull’attenti e poneva fine al duello…
Aldo era, ed è stato fino alla morte, un vero comunista. Se i comunisti fossero come lui, forse tornerei a esserlo anch’io.
Ha vissuto tutta la vita da povero: difficilmente si potrebbero trovare in giro persone più povere di lui.
Il suo lusso erano i libri: ne leggeva in quantità impressionanti. Nonostante la sua immensa cultura, continuava a studiare e solo in poche occasioni pensò a scrivere.
Ma non pensiate che fosse un secchione triste e con la testa tra le nuvole: era un giovane che, all’inizio degli anni Settanta, amava molto giocare al pallone con altri coetanei; era anche focosamente innamorato della sua ragazza e coltivava l’ironia. Un altro aspetto che mi affascinava in lui era che, con tutta la sua cultura, stracolma di greco, di latino e di classici, si esprimeva sempre e soltanto in dialetto napoletano: in una maniera schietta, naturale, che piaceva a tante persone.
Era molto Ariete e, dunque, il nostro incontro fu di destino.
Anche se poi le distanze geografiche ci divisero per molto tempo, restammo sempre assai amici.
Lui mi parlava spesso di Lecco, dove viveva, con grande ammirazione per quei luoghi e per quelle regole di vita.
Poi, dopo la separazione da colei che era stata la sua amata per diversi anni, decise di tornare a Napoli per seguire la sua adorata figlia.
Andò a vivere in una specie di stanza ammobiliata alla Pignasecca dove, una mattina, ci trovammo faccia a faccia e ci abbracciammo commossi.
Il grande Gerardo Marotta lo aveva voluto all’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici e lui aiutava il professor Antonio Gargano a organizzare incontri internazionali di altissimo livello: erano anni in cui, una settimana sì e un’altra no, venivano Premi Nobel da ogni parte del mondo a parlare in quello straordinario tempio della cultura, che è una delle realtà che mi mancano di più di Napoli.
Come ho detto, Aldo non pensava a scrivere e dava tutto sé stesso alle attività culturali dell’Istituto.
Vorrei ricordare di lui solo due episodi che mi sono rimasti nel cuore.
Io fui invitato più volte a tenere conferenze e anche seminari all’IISF, ma non si trattò di nepotismo: l’avvocato Marotta — e anche il professor Gargano — mi invitarono personalmente più volte e, all’inizio, non sapevano neanche della mia amicizia con il professor Tonini.
In occasione di una di queste conferenze, che tenni tra quelle mura che grondano cultura da ogni forellino, ci fu un tentativo di sabotaggio da parte di un miserabile, un rifiuto umano che credo sia ancora vivo e forse sia anche presente sui social: costui inviò centinaia di lettere a esponenti della cultura napoletana per far cancellare quella conferenza.
Caso volle che io mi trovassi negli uffici dell’Istituto proprio mentre il professor Tonini riceveva la telefonata indignata di un accademico che protestava per la mia presenza.
Aldo, serafico, come sempre, disse solo:
«Ma noi siamo liberi…»
Un’altra volta io e l’altro mio grande amico, l’artista internazionale Pino Valente, ci recammo all’Istituto per sostenere la causa della pubblicazione del nostro amico, il fisico geniale e controcorrente Renato Palmieri, scopritore di importanti verità scientifiche, il cui lavoro di una vita rischiava di andare perduto.
Ma non dovemmo insistere neanche un poco perché, quasi all’unisono, il professor Gargano e il professor Tonini dissero:
«E che problema c’è? Lo pubblichiamo noi!»
Così fu, e questa è una delle cose delle quali vado più fiero nella mia vita.
Poi, poco prima di trasferirmi a Milano, incontrai Aldo a via Toledo. Intanto ci vedevamo anche a casa della sua nuova compagna, Luisa Martorelli, responsabile di uno dei settori più importanti del Museo di San Martino.
Aldo, visibilmente scosso, mi disse che gli era stata diagnosticata una grave malattia. In quel momento avevo capito che si trattasse di sclerosi multipla, ma adesso mi dicono fosse il Parkinson. Io, smarrito, gli chiedevo cosa significasse davvero, mentre lui, con il corpo che restava apparentemente calmo ma che, a dispetto di ciò, mi inviava ondate di emozioni che io percepivo, mi disse che andava verso una morte abbastanza veloce.
E io rimasi senza parole.
Nei mesi successivi ci scrivemmo ancora, ma notavo che le sue mail avevano caratteri tipografici esageratamente grandi ed ebbi l’impressione che fosse in difficoltà a rispondere alle mie lettere.
Stasera, la tristissima notizia, attraverso un messaggio di Luisa.
Mi è caduto il mondo addosso.
Addio, carissimo Aldo, meravigliosa mente di uomo libero e povero, per scelta, ma ricchissimo di umanità come pochi.
Ti ho voluto tantissimo bene.
My book "GET MONEY BY ASTROLOGY" is now available in six languages: English, Italian, French, Brazilian Portuguese, Spanish, and German. It's a short, 90-page book that I published only in English and only in the United States in 2014. The paperback version is the American version only.
My book
“ELECTIVE ASTROLOGY” is now available in six languages: English, Italian,
French, Brazilian Portuguese, Spanish, and German.
It's a short, 106-page book that I published in English in the United States in 2012.
The paperback versions are the American and the Italian versions only.
Disponibile, da subito, l’edizione Kindle Translate di “VIAGGIANDO CON LE STELLE”, in sei lingue: inglese, italiano, francese, portoghese brasiliano, spagnolo e tedesco.
Anche questo è stato un libro dal percorso difficile, come “ACTIVE ASTROLOGY”.
Per molti anni mi è stato richiesto da tanti lettori, quasi “ordinato”…
Poi, finalmente, mi misi a scrivere con grande impegno: non tutti i racconti dei miei viaggi, ma il resoconto di quelli più significativi, emozionanti o difficili, singolari o incredibili, divertenti o da incubo…
Chiesi all’amico scomparso Pietro Gargano, anche lui scrittore e giornalista, di curare l’edizione italiana del testo che vide la luce nel 2021, nel formato 15x21 centimetri, su Amazon, e contava 148 pagine.
Ma il carissimo Pietro già non stava bene e alcuni file erano andati persi e altri riuscii a ritrovarli, per preparare l’edizione inglese del libro, solo nella versione non corretta.
Insomma, per farla breve, ci rimisi mano, soprattutto per aggiungerci molti altri racconti che riguardavano Daniela o blogger che mi scrivevano le loro straordinarie avventure come quella che sto per raccontarvi.
Poi diedi il tutto all’amica Micol Martuscelli, ottima traduttrice verso l’inglese (dall’italiano) e così, sempre ne 2021, mesi dopo, vide la luce l’edizione inglese (“TRAVELLING THROUGH THE STARS”) che passò dalle 148 pagine della prima edizione a ben 278 di quella attuale.
Però i problemi non erano terminati e quando, ieri, ho deciso di pubblicare detto testo nelle altre lingue che ho citato, mi sono accorto che non esisteva l’edizione Kindle inglese assolutamente necessaria per portare avanti il progetto.
In breve: ho trascorso mezza giornata a cercare il file Word che all’epoca inviai a KDP di Amazon per ottenere il Kindle che, però, si perse per strada e in questi cinque anni nessuno mi ha segnalato che non esisteva la versione digitale del volume.
Solo a tarda notte sono riuscito a trovare, tra i vecchi e vecchissimi dischi rigidi del passato, il file che cercavo e così, finalmente, il bambino è nato, stamattina!
Allora eccovi una chicca dello stesso: il racconto di Diocleziano che a cavallo di un vecchio aereo monoposto riuscì a raggiungere una meta difficilissima in Alaska!!
Da un mio vecchio blog:
Il fantastico viaggio di Diocleziano in Alaska
Nello stesso momento in cui la bellissima E. Royal (una bambina che seguo astrologicamente da qualche anno) festeggiava il suo compleanno in Alaska, a poche centinaia di chilometri di distanza, un giovane italiano viveva questa emozionante avventura.
“Il giorno prima del mio compleanno, arrivai ad Aniak (a circa 300 miglia da Red Devil) con l’intenzione di prendere un altro aereo per la mia destinazione finale.
Tuttavia, il fiume nella zona straripò, allagando completamente l’aeroporto di Red Devil, che dovette essere chiuso. Da Aniak non c’era altro modo per raggiungere il luogo del mio ritorno solare, poiché in quella zona dell’Alaska non ci sono strade: il fiume – in quel tratto – è inaccessibile e ci sarebbero voluti almeno dieci giorni a piedi.
Cosa fare? Sentivo che dovevo assolutamente raggiungere la mia destinazione, che era particolarmente importante per quel mio anno astrologico.
Allora, quasi picchiai un signore di Aniak, costringendolo a riparare, durante la notte, un aereo monoposto che non usava da tempo. Si diede da fare con bulloni, chiodi e martelli per diverse ore e alla fine riparò (!) l’aereo. Poi allestì una seconda postazione dietro l’aereo (un pezzo di attrezzatura che avevo visto solo nelle foto della Seconda Guerra Mondiale...) e la notte del... partimmo.
All’ora stabilita giungemmo a destinazione sorvolando il Diavolo Rosso (la località di Red Devil, Nota di Redattore). Vissi il più bel viaggio in aereo della mia vita! Un’emozione unica, tra il ghiaccio, la natura meravigliosa, gli animali nel bosco, il sole che sorgeva, sempre così grande e luminoso. Devo ricevere via email alcune foto del volo (con il pilota che fumava e cantava): ve ne mando qualcuna.
Sono tornato in Italia con il cuore pieno di gioia: i viaggi in aereo sono fantastici...”.
Diocleziano
Il mio commento nel blog di quel giorno:
Questa magnifica avventura, che avrei tanto voluto vivere in prima persona, è forse una delle migliori risposte a molti di coloro che ci denigrano e, in assenza di validi argomenti tecnici, cercano di far passare il viaggio di compleanno come qualcosa di oscuro, terribile, governato dal terrore. Il blog degli ultimi due giorni ha saputo raccontare, invece, ciò che accade nel 99% dei casi: gioia, consapevolezza di aver fatto qualcosa di buono per sé e per la propria famiglia, un’avventura fantastica, la visione di luoghi straordinari e ancora tante, tantissime emozioni forti!
Disponibile da subito il mio libro “Solar and Lunar
Return: Many Exercises” in sei lingue, tramite Kindle Translate: inglese,
italiano, francese, portoghese brasiliano, spagnolo e tedesco.
Si tratta di un mio testo breve, di 156 pagine nel piccolo formato 13,5 × 20,5 centimetri,
che pubblicai, solo in inglese e soltanto in formato cartaceo, nel 2011.
Potrebbe sembrare una svista da parte mia, se si scorre l’elenco bibliografico completo
che mi riguarda, con molti testi anche di 600, 800 o 1200 pagine. Ma non si
trattò di un errore (mi spiace per alcuni denigratori che si “lanciarono sulla
preda” per scriverne subito male…).
No, questo
libro – oserei dire – vi può salvare la vita e io consiglio a tutti di portarlo
sempre nel proprio smartphone o, meglio, come faccio io, in versione cartacea
nel piccolo zaino che mi accompagna in ogni parte del mondo, perché esso, già
dal titolo e dalla foto della prima di copertina, fa capire agli agenti di
frontiera, con una sintesi enorme, perché spesso ci spostiamo solo per poche
ore anche dall’altra parte del mondo, come sta facendo Daniela in questo
momento.
Approfitto
dell’occasione per informarvi sul proseguimento dello straordinario programma
che Amazon Kindle Translate sta portando avanti relativamente a quella che, a
mio parere, è la più grossa rivoluzione mondiale nella diffusione del sapere
dopo quella di Gutenberg, relativa all’invenzione dei caratteri mobili da
stampa.
Circa un mese fa, se non vado errato con le date, è stato possibile iniziare a tradurre,
partendo da testi inglesi, verso cinque lingue: francese, italiano, portoghese
brasiliano, spagnolo e tedesco.
E, personalmente, ne ho approfittato facendolo con molti miei libri, ogni giorno,
da Ferragosto a oggi.
Da ieri è iniziata una nuova fase che prevede anche la traduzione immediata tra gruppi di lingue “incrociate”, nella logica di “n elementi a K a K…”, potremmo dire, mutuando un linguaggio
matematico-statistico. Le prime combinazioni rese disponibili sono inglese → spagnolo, spagnolo
→ inglese e tedesco → inglese.
Da quello che ho capito, si procederà in questo modo e, di mese in mese, il numero delle
lingue gestite per le traduzioni a mezzo Kindle Translate aumenterà sempre più.
Forse sono troppo ottimista, ma penso che, nel giro di un paio di anni, sarà possibile
tradurre libri in quasi tutte le lingue conosciute.
Allora, ancora una volta, mi viene da pensare che non dovremmo guardare al progresso in
negativo: è vero, quando Gutenberg inventò il modo di riprodurre la Bibbia a 42
righe con caratteri mobili da stampa, tolse il lavoro a migliaia di monaci, ma
forse gli stessi si applicarono in cento modi diversi e il mondo, al netto di
brutte o bruttissime persone (lascio a voi la redazione di questi elenchi), è
andato avanti ed è anche migliorato.
Fino a questa mattina esisteva solo l’edizione americana, su carta e su Kindle, di 156 pagine, pubblicata nel 2011.
Tuttavia questo contenuto era possibile leggerlo anche all’interno del libro “THE GREAT TREATISE OF ASTROLOGY” che negli USA è un libro di grande formato, in due volumi e per un totale di 1200 pagine.
My book "THE PROTOCOL FOR CORRECTION OF THI BIRTH TIME" is now available in six languages: Italian, English, French, Brazilian Portuguese, Spanish, and German.
Until this morning, only the 156-page American edition, published in 2011, was available in print and on Kindle.
However, this content was also available in "THE GREAT TREATISE OF ASTROLOGY," which in the US is a large-format book in two volumes, totaling 1,200 pages.
Disponibile, da subito, la versione Kindle Translate in 6
lingue (inglese, italiano, francese, portoghese brasiliano, spagnolo e tedesco)
del libro mio e di Andrea Rossetti “Astro&Geography”, di 138 pagine, che
pubblicammo nel 2011 soltanto negli USA.
La prima importante notizia, per molti, a cominciare da me,
è che il carissimo Andrea Rossetti che lodo spesso nei miei libri, “non era
affatto scomparso”, ma si è dato a studi ancora più profondi di Astrologia di
cui egli stesso ci racconterà, se vorrà.
Vorrei anche ricordare che tra la fine degli anni Ottanta e
l’inizio degli anni Novanta, realizzai un software di astro-cartografia all’avanguardia,
per quei tempi, perché aveva, come periferica di uscita, un plotter e credo che
ci siano ancora utenti che lo stiano usando così.
In seguito, quando realizzai, molti anni dopo, sia Aladino
che MyAstral, non procedetti ad un upgrade di detto software perché oggi esistono
programmini super-economici o gratuiti che fanno ciò.
Inoltre, sia io che il collega Andrea Rossetti, come
spiegammo nel libro in oggetto, raccomandavamo sempre a tutti di studiare un’astro-cartografia
“combinata”, cioè che tenesse conto di più fattori contemporanei alla volta,
come evitare di mettere un Marte rilocato all’Ascendente per ottenere un Giove
rilocato al Medio Cielo e ciò si può fare assai meglio facendo girare il
grafico di nascita sullo schermo (o nella nostra mente) attraversando le
diverse longitudini terrestri.
Disponibile da subito l’edizione Kindle del mio libro “CUBA”,
in inglese, italiano, francese e tedesco.
L’originale cartaceo, che pubblicai nel 2012, di 212 pagine,
su carta, interamente a colori, è nel formato 15x21 centimetri.
Si tratta di un libro di foto-giornalismo quasi interamente
dedicato alle foto che sono tra quelle che conservo con molti cari ricordi e
che riguardano quattro miei viaggi nella splendida isola caraibica.
Quelle presentate qui riguardano l’Avana e Oriente, la parte
più a est dell’isola, vicino Guantanámo, per intenderci.
Nel libro ho anche descritto il simpatico “pacco cubano” che
fecero a me e a Daniela e che portammo con noi a casa.
Presentation of Transits and Solar Returns, Fourth Edition, in English.
It is with great satisfaction, and with a touch of emotion, that I announce the birth of this new creation: 760 pages, approximately 15 × 22.5 centimetres in size, printed on paper and bound as a paperback. I believe that, indirectly, these pages also contain the story of my personal journey since, more than half a century ago, in 1970, the idea of Active Astrology first flashed through my mind. I studied day and night, and the hours of study, the many books and the countless consultations were never enough for me. Indeed, I came close to giving up altogether: “But then,” I said to myself, “if we can see the future so clearly and yet can do nothing to change it, this knowledge is not only useless—it is downright immoral!” Already during that first year, however, when I would not let so much as a comma escape me in the books I was reading, I came across this sentence in one of the books by my teacher, André Barbault: “The Solar Return chart must be domified for the place of residence at the moment of the return, and not for the place of birth!” “There it is!” I exclaimed. But both my teacher and almost all my colleagues, yesterday and today, said that it could not possibly work… This is not the place to discuss the matter, and several of my books are devoted specifically to this subject. But the fact remains that, for the first few decades, everyone called me crazy, whereas today 99.99% of the astrologers in the world claim that they themselves were recommending Aimed Solar Returns in their previous lives… None of this interests me very much, and I doubt that it interests you either. What matters most to me is to help you understand the journey that has brought me to this point. The second edition of my best-known and most successful book worldwide, when it was published by the prestigious American Federation of Astrologers, ran to 240 pages. The fourth edition, which I published in print in Italy last July, contained 673 pages; and the edition appearing today in the United States, in print, runs to no fewer than 760 pages! As for the contents, I leave the judgement to my Readers, and I shall remind you only of what I have always asked: test my rules and, if they do not work, throw my book away or burn it. But if they do work, then always keep it close at hand and consult it constantly. And this is why I subjected myself to this further enormous effort. Together with ChatGPT, ASTRA and Work, which worked on the translation and revision, I worked twice as hard as usual, and I can now present you with this substantial volume which, from my point of view, becomes, as of today, the reference work of my school of Active Astrology, Aimed Solar Returns and Aimed Lunar Returns. Here is the brief preface to this edition: The fourth edition of Transits and Solar Returns appears six years after the previous one and has been expanded by approximately eighty pages. I felt this new edition was necessary, first to resolve a minor technical issue that had made a few lines of text illegible, and second because I wanted to be a bit kinder to myself—and to the reader—by avoiding the need to decipher pages of notes printed in minuscule font size. I have also decided to add a new afterword covering three topics I consider fundamental to a book of this kind: • A chapter explaining how to interpret celestial bodies positioned on the cusps—whether in a natal chart, a Solar Return, or a Lunar Return—between two Houses or at the four angles of the chart, while distinguishing these interpretations from the Gauquelin zones. • The reasons why Solar and Lunar Returns must be considered far more powerful than transits. • Proceeding from the premise that any competent astrologer should be able to calculate and hand-draw natal charts, Solar Returns, and Lunar Returns, I have gone a step further to champion a long-held conviction: to truly master these subjects, one should attempt to construct a Solar Return entirely in one’s mind—without even consulting an ephemeris—and then “fine-tune” it using only the brain (not a computer) by visualizing how the celestial map shifts with changes in geographic longitude. To this end, I have included the full text of a lecture I gave many years ago in Lavagna, near Genoa, during which I publicly demonstrated the very concepts argued in these pages. Just a couple more things, and then I shall leave you. I deliberately chose an “exaggerated” price for the American market: $50. For me, this is intended as a sign, a symbol. And those who wish to understand it will understand. I often find myself discussing the 34 rules with male and female students of mine who would prefer to interpret them differently from me. This reminds me of an extremely amusing episode involving my favourite book and my favourite writer: Les Misérables, by Victor Hugo. When, at last, after many long months of waiting, the book was published simultaneously in Paris and New York in April 1862, something extraordinary for those times occurred: from the evening before its release, enormous queues had already begun to form outside the bookshops that were going to sell this magnificent novel. Its success was sensational. The writer’s followers multiplied beyond measure. One of them repeatedly wrote to Hugo, insisting that he wished to be received by him so that he could personally congratulate him. Hugo finally gave in and received the gentleman, who began talking and simply never stopped. He strongly disagreed with some of the author’s choices and, at a certain point, visibly beside himself, shouted in Hugo’s face: “You understand absolutely nothing about Les Misérables!” Now, with all due distinctions—and passing over a letter I once received from a French reader who was among the first to read the beautiful edition of this volume published by the highly prestigious Éditions Traditionnelles and magnificently translated by my friend Claudine Galtieri, in which he simply wrote, “502 pages and you haven’t mentioned God even once. Merde!”—I think instead of the fact that more than one of my students, male and female, would sometimes like to challenge me to a duel over how one or more of the 34 rules actually work, and ends up exclaiming: “You haven’t understood anything about the 34 rules!” Presentazione di “Transits And Solar Returns”, quarta edizione, in inglese È davvero con grande soddisfazione e con un pizzico di emozione che annuncio la nascita di questa creatura: 760 pagine, nel formato di circa 15 × 22,5 centimetri, su carta e con copertina flessibile. Penso che qui vi sia, indirettamente, la storia del mio percorso personale da quando, oltre mezzo secolo fa, nel 1970, balenò per la prima volta nella mia mente l’idea dell’Astrologia Attiva. Studiavo giorno e notte e le ore di studio, i tanti libri e i molti consulti non mi bastavano mai; anzi, fui sul punto di abbandonare: «Ma allora — mi dissi — se noi riusciamo a vedere così chiaramente e non possiamo far nulla per cambiare il nostro futuro, non solo questo sapere è inutile, ma è addirittura immorale!». Già il primo anno, però, quando non mi perdevo neanche una virgola dei libri che leggevo, lessi in uno di quelli del mio maestro André Barbault: «Il cielo di Rivoluzione Solare va domificato per il luogo di residenza nel momento del return e non per quello di nascita!». «Eccolo!», esclamai. Ma sia il mio maestro sia la quasi totalità dei miei colleghi, di ieri e di oggi, dissero che la cosa non poteva funzionare… Non è questa la sede per discutere di ciò e ci sono diversi miei libri dedicati a tale argomento, ma è un fatto che per i primi decenni mi diedero tutti del pazzo e oggi il 99,99% degli astrologi del mondo afferma che loro stessi consigliavano Aimed Solar Returns già dalle vite precedenti… Tutto ciò non mi interessa e credo non interessi neanche a voi. Ciò che mi sta più a cuore è farvi comprendere il percorso che mi ha portato fin qui: la seconda edizione del mio libro più famoso e di maggiore successo nel mondo, quando fu pubblicata dalla prestigiosa American Federation of Astrologers, contava 240 pagine. La quarta edizione, che ho pubblicato su carta in Italia nel luglio scorso, ne contava 673; quella che vede la luce oggi, negli USA, su carta, conta ben 760 pagine! Sui contenuti lascio giudicare i Lettori e vi ricordo solo quello che chiedo da sempre: provate le mie regole e, se non funzionano, gettate o bruciate il mio libro. Ma, se funzionano, allora tenetelo sempre a portata di mano per consultarlo continuamente. Ed ecco perché mi sono sottoposto a questa ulteriore enorme fatica. Insieme a ChatGPT, ASTRA e Work, che hanno lavorato alla traduzione e alla revisione (della traduzione), ho lavorato il doppio del solito e posso presentarvi adesso questo tomo che, dal mio punto di vista, è, da oggi, il punto di riferimento della mia scuola di Astrologia Attiva, delle Aimed Solar Returns e delle Aimed Lunar Returns. Quella che segue è la breve prefazione a tale edizione: La quarta edizione di “Transiti e Rivoluzioni Solari” esce a sei anni di distanza dalla precedente, arricchita di circa ottanta pagine. Ho ritenuto necessario, innanzitutto, risolvere un piccolo problema tecnico che rendeva illeggibili alcune righe di testo; inoltre, mi è sembrato giusto concedermi un po’ più di indulgenza, evitando di costringere i lettori a decifrare pagine di note stampate con caratteri minuscoli. Ho deciso anche di aggiungere una nuova postfazione che tratta tre argomenti da me ritenuti fondamentali per un’opera di questo genere: • Il capitolo dedicato alla lettura dei corpi celesti situati su una cuspide — che si tratti di Tema Natale, Rivoluzione Solare o Rivoluzione Lunare — tra due Case, oppure in corrispondenza dei quattro angoli del cielo, distinguendone l’interpretazione da quella relativa alle zone Gauquelin. • Le ragioni per cui le Rivoluzioni Solari e Lunari vanno considerate molto più potenti dei transiti. • Partendo dal presupposto che ogni buon astrologo debba saper calcolare e tracciare a mano un tema natale, una Rivoluzione Solare e una Rivoluzione Lunare, mi sono spinto oltre, sostenendo una tesi che ho sempre promosso: per padroneggiare davvero queste materie, bisognerebbe provare a elaborare una Rivoluzione Solare direttamente nella propria mente, senza consultare le effemeridi, per poi “orientarla” — sempre affidandosi esclusivamente al cervello e non al computer — immaginando le diverse configurazioni celesti in funzione delle variazioni di longitudine geografica. A tal proposito, ho riportato integralmente il testo di una conferenza tenuta molti anni fa a Lavagna, in provincia di Genova, durante la quale dimostrai pubblicamente quanto sostengo in queste pagine. Ancora un paio di cose e poi vi lascio. Volutamente ho scelto un prezzo “esagerato” per il mercato americano: 50 dollari. Ciò vuole essere, da parte mia, un segno, un simbolo. E chi lo vuol capire lo capisca. Spesso mi trovo a discutere con miei allievi o allieve che vorrebbero leggere diversamente da me le 34 regole. La cosa mi fa pensare a un episodio divertentissimo che riguarda il mio libro preferito e il mio scrittore preferito: “I miserabili”, di Victor Hugo. Quando finalmente, dopo lunghi mesi di attesa, il libro fu stampato contemporaneamente a Parigi e a New York, nell’aprile del 1862, si registrò qualcosa di eccezionale per quei tempi: già dalla sera prima si formarono lunghissime file davanti alle librerie che avrebbero venduto questo meraviglioso romanzo. Il successo fu strepitoso. Aumentarono a dismisura i follower dello scrittore. Uno di essi insistette, con molte lettere, per essere ricevuto e potersi complimentare direttamente, a voce. Hugo cedette e ricevette questo signore, che iniziò a parlare senza mai smettere. Non era assolutamente d’accordo con alcune scelte dell’autore e, a un tratto, visibilmente sconvolto, gli gridò in faccia: «Lei non capisce niente de “I miserabili”!». Adesso, seppure con i dovuti distinguo e sorvolando su una lettera che ricevetti da un lettore francese — uno dei primi a leggere la bellissima edizione di questo volume pubblicata dalle prestigiosissime Éditions Traditionnelles e magnificamente tradotta dalla mia amica Claudine Galtieri — nella quale vergò semplicemente: «502 pagine e non hai nominato neanche una volta Dio. Merde!», penso invece al fatto che più d’uno tra i miei allievi e allieve, talvolta, vorrebbe sfidarmi a duello sul funzionamento di una o più delle 34 regole e finisce per esclamare: «Lei non ha capito niente delle 34 regole!».



























