sabato 1 febbraio 2020

About coronavirus. Cosa penso del coronavirus.




Le mie previsioni astrologiche sul coronavirus. By Ciro Discepolo.

In questi giorni di panico quasi collettivo e generale per il coronavirus, sono in tanti, per lo più amici e amiche stretti che mi scrivono per ottenere rassicurazioni: “Sto partendo per l’Argentina, pensi che stia commettendo una pazzia?”.
A tutti rispondo che:

-        Non credo assolutamente che tale attuale situazione potrà sfociare in una pandemia con milioni di morti, come nel caso della “spagnola” che mieté milioni di vittime (da 20 a 60, secondo gli storici), negli anni della Prima Guerra Mondiale.
-        Se anche la situazione si dovesse aggravare, io penso che l’Italia sarebbe uno dei paesi più esposti perché qui entrano tutti e da ogni parte, compresi i cinesi provenienti in auto o treno e che atterrano, probabilmente, in Germania o Francia, via Istanbul.
-        Sono assai pessimista sulla situazione sanitaria mondiale, soprattutto in rapporto al cancro, dove il numero di milioni di morti solo negli ultimi anni, è un fatto certo e non una ipotesi di lavoro degli epidemiologi.
Allora ho deciso di scrivere questo blog dove partirò, per cominciare, da una mia esperienza personale: mi trovavo ad Hong Kong il 10 aprile 2003, durante il picco massimo di mortalità per SARS, nell’epicentro esatto di tale malattia, e per le strade, anche sotto il mio albergo, vi erano ammassate decine di bare dove venivano inseriti i cadaveri che diventavano tali anche passando sul marciapiede laterale.
La situazione era davvero drammatica e io la descrissi in un mio articolo che intitolai “Reportage dall’inferno” e che ora vi ripropongo.
Il tutto, relativamente a tutta quella vicenda, visto attraverso la mia personale prospettiva, come vi spiegherò meglio più avanti, assunse tutti i toni della commedia all’italiana: un mix di situazioni comiche e tragiche al tempo stesso che in questo genere ci fanno eccellere nel mondo intero, seppure come “spaghetti”.
Cominciamo dal mio articolo e poi proseguirò nel racconto dei fatti e anche relativamente a ciò che prevedo in merito al coronavirus.
(le due foto sono di Hong Kong Free Press).

Reportage dall’inferno. Di Ciro Discepolo.

La mattina del 10 aprile scorso (2003) mi trovavo a Hong Kong per il compleanno di mia moglie.
Sebbene avessi un viaggio faticosissimo alle spalle, essendo uno dei pochissimi giornalisti occidentali presenti lì (forse l’unico italiano), in quel momento di grande drammaticità per quel paese, pensai di mettermi subito alla tastiera e di spedire in pochi minuti un reportage al mio giornale, Il Mattino.
L’articolo non fu pubblicato perché, come mi disse un capo-redattore mio amico presente alla riunione mattutina con il Direttore, l’allora inviato per l’estero, nonostante il parere favorevole del Direttore, si oppose perché “io non avevo la qualifica di corrispondente per gli esteri…”. Miserie umane. Addirittura peggiori della SARS.
Ma penso che tale testimonianza possa interessare comunque i nostri lettori (l’articolo lo pubblicai sul numero di luglio 2003 del mio trimestrale Ricerca ’90, numero 55, e pertanto ve la propongo.
L’aeroporto di Hong Kong, alla sezione Arrivi, pur nella sua magnifica struttura di architettura ultramoderna, ha qualcosa di spettrale che lo caratterizza e che ci procura il primo dejà vu del nostro soggiorno nell’ex colonia inglese passata, nel l997, e dopo 156 anni di amministrazione britannica, nuovamente sotto il dominio del governo popolare cinese.
Sono le 10.30 del mattino ed ai volumi enormi della stazione aeroportuale fanno da contraltare le pochissime presenze umane appena giunte dall’Europa: una cinquantina di passeggeri provenienti da Amsterdam a bordo di un azzurro e mastodontico Boeing 747-400 che ha volato praticamente vuoto e con i pochissimi passeggeri impegnati a provare, disordinatamente e in tempi diversi, tutti i posti liberi nelle diverse location dell’aereo.
ll tassista che ci porta in centro non ha la mascherina protettiva sulla bocca e sul naso e neanche i guanti, ma è trai pochissimi dell’intera città che mostra (o finge di mostrare) indifferenza verso l’emergenza più attuale al mondo in questo momento. Dovunque, invece, le mascherine, in massima parte, ed i guanti, stanno lì ad indicare l’icona di una sofferenza più morale che fisica di cittadini impegnati ad affrontare una nuova dura prova dopo le delusioni del passaggio dal regime speciale sotto il protettorato della corona inglese a quello decisamente molto meno libertario (e interessante dal punto di vista economico) della Cina comunista.
La gente, per strada, poca in verità, non si affretta e non si attarda neanche, ostenta – forse – una certa calma e questa parvenza di normalità ci riporta al secondo dejà vu che stavolta ci consente di decrittare un pensiero affacciatosi alla mente dall’istante dell’arrivo: alcune scene dal film di Terry Gilliam “L’esercito delle 12 scimmie”, 1995, protagonista Bruce Willis. In quella fiction, già divenuta un cult movie, il protagonista, un sempre credibile e bravissimo Bruce Willis, è inviato indietro nel tempo, dal 2035, nei giorni in cui si pensa che sulla Terra fu diffuso un terribile virus che in pochi mesi avrebbe spazzato via la quasi totalità della popolazione mondiale, costringendo i pochi superstiti a rifugiarsi nelle viscere profonde della Terra, dove il virus non era potuto arrivare. Volendo sdrammatizzare la situazione che ci circonda ed esorcizzare il fantasma della SARS (acronimo di Severe Acute Respiratory Syndrome), cerchiamo di buttare giù una battuta con il tassista che, però, non sembra capirla: “Probabilmente ho scoperto la causa della SARS. I passeggeri dei voli che giungono ad Hong Kong si devono sorbire più di undici ore di aria condizionata intorno agli zero gradi centigradi e ciò li potrebbe far giungere nella vostra città già con una seria polmonite addosso, tipica o atipica...".
Ma il tassista non ha voglia di sorridere o non capisce bene l’inglese di cui ha imparato, probabilmente, le parole ed i verbi principali venendo chissà da quale provincia lontanissima di questo grande paese.
Gli chiedo, tuttavia, di non portarmi direttamente in albergo e di farmi effettuare un largo giro della city. Ho modo, cosi, di scattare tante istantanee mentali (erano i decenni in cui non usai mai una fotocamera): molteplici e variopinti ƒrames di una quotidianità avvelenata da quel pensiero fisso ed ossessivo. Probabilmente come nel film di science fiction già citato, alla fine si scoprirà che L'esercito delle 12 scimmie non ha nulla a che fare con le origini della propagazione del virus, causato, invece, dalla follia ossessiva e sterminatrice di un paranoico manipolatore genetico.
Anche nel nostro caso, come si sa, è stata avanzata l’ipotesi del bioterrorismo, ma essa, tra le varie opzioni, resta la meno credibile o è stata addirittura archiviata del tutto e per sempre.
In uno dei tanti fotogrammi salvati a mente vi è, all’angolo della strada, un europeo che osserva, con particolare attenzione, la mascherina “tecnologicamente avanzata” di un “indigeno” e si chiede, forse, se questa gli dia qualche atout in più rispetto all’epidemia.
Tra gli ultimi sospettati della diffusione epidemica – ci riportano le cronache – ci sono gli scarafaggi, dei comuni scarafaggi come il Periplaneta americana, ma occorre tener presente, come ci insegnano gli psicologi, che in questi casi i fenomeni di proiezione singola e collettiva possono perfino esondare i limiti delle oggettività scientifiche per sconfinare negli scenari mostruosi ed incredibili dell’immaginario collettivo, riflettore, quest’ultimo, a mo’ di specchio, delle più ancestrali e spaventose immagini degli archetipi paurosi dell’uomo.
La storia della colonna infame, che fece da preambolo all’importantissima sezione costruita poi, in senso letterario, dal Manzoni ne I promessi sposi e relativa alla diffusione della peste a Milano nel novembre del 1629, deve pur insegnarci qualcosa: quel Guglielmo Piazza visto nell’atto di “ungere” i muri e quel Giangiacomo Mora denunciato, dopo tortura, dal primo, bruciati assieme sulla pubblica piazza, sono lì a ricordarci qualcosa di importante. Il pregiudizio, in questi casi, la fa da padrone: la diffidenza verso tutto e tutti.
Qui, quelli della Hong Kong ex dei Windsor e di Tony Blair, la chiamano mistrustfulness.
Nei pullman c’è pochissima gente e così nei caffè che oggi sembrano essersi tutti omologati all’architettura dei Mc Donald`s.
La giornata è grigia, con un cielo cupo e tetro, anche se il termometro oscilla intorno ai ventidue gradi. La primavera, se c`è, non si nota, sullo sfondo di orribili grattacieli che sembrano più infiniti alveoli di altrettanti eserciti di api operaie.
Non si vedono persone ridere o sorridere, ma neanche disperarsi.
Nella zona più elegante, quella degli alberghi di lusso, i vetri delle finestre dei grattacieli di acciaio riflettono cieli grigi e acque del porto altrettanto tristi.
Qui alla guerra si pensa davvero poco: una certa rassegnazione, per chi sa che dovrà comunque restare, è inevitabile. Si sa, perché l’informazione sanitaria gestita dal governo è davvero capillare, che il contatto diretto con un ammalato resta la forma di maggiore pericolo in un ipotetico contagio.
Jean Paul Sartre scrisse: “L’inferno sono gli altri".
E forse è vero.




Nel tornare in Italia ci fu un risvolto al tempo stesso comico e drammatico di quel viaggio. La donna da cui mi separai nel 2008, lavorava, come dirigente, presso il Comune di Napoli. Durante la sua assenza, una sua collega, sapendo dove si trovava, avvertì il Sindaco o il capo del personale e fu deciso di “metterla in quarantena, proibendole, per quaranta giorni, di tornare a lavorare”.
Il fatto eclatante è che ciò fu scritto e pubblicato nella bacheca di Palazzo San Giacomo, con tanto di nomi dei protagonisti.
Ovviamente, lì scattarono delle nostre denunce perché nei negozi di Mergellina alcuni commercianti si rifiutavano perfino di servirci.
Ci fu un putiferio e finimmo in prima pagina su molti quotidiani e in apertura di vari telegiornali.
Denunciammo i fatti all’allora garante per la privacy Stefano Rodotà, considerato da tutti e per sempre, un Salomone immarcescibile. Ma non solo non ottenemmo alcuna giustizia, ma subimmo anche la beffa che il suo parere contrario alla censura verso chi aveva agito così, ci venne comunicato per telefono e non per lettera, da una giovane assistente del Professore.
Commedia all’italiana, come dicevo.
Un paese di spaghetti.


Ecco, torniamo al nostro discorso di prima. Adesso vi dirò perché, a mio parere, non dobbiamo temere la pandemia che taluni prospettano.
Riferiamoci nuovamente alla curva dell’Indice Ciclico Planetario di André Barbault, per questo secolo, e che vi ho già illustrato nel mio blog precedente.
Osserviamo il grafico.





Il picco eccezionale, il più importante di tutto il secolo, che è al tempo stesso la punta più negativa di vari anni di “catabasi” e il momento contemporaneo dell’inizio della ripresa, picco che si situa, appunto, tra il 2020 e il 2021, non può essere in alcun modo in rapporto al coronavirus, secondo il mio parere, perché, come ho già spiegato tante volte negli ultimi decenni e riferendomi alle curve dei millenni scorsi, ogni picco corrisponde a milioni di morti.
Ora sappiamo che tale preoccupante, ma non terrifica epidemia, sta portando, a pochi giorni da quello che già viene considerato il suo massimo picco di virulenza, ad una mortalità di meno del 3% delle persone colpite: addirittura molti meno morti delle povere vittime di femminicidio.
Invece i milioni di morti ci sono già stati, e proprio in questi ultimi anni: milioni di morti per cancro, dagli anziani ai bambini e passando per uomini e donne giovani. Una mattanza che per il momento non accenna minimamente a diminuire, ma di cui mi sembra di leggere segnali positivi in straordinarie nuove cure che la Scienza sta mettendo a punto e nella ritrovata (seppure molto tarda) maggiore coscienza civica ed ecologica che ci sta facendo guardare con la massima attenzione al fenomeno dell’inquinamento totale del pianeta Terra.

E, visto che siamo in tema, aggiungerò, ripetendomi e trovandomi orgogliosamente contrario al pensiero della maggioranza delle persone, che tale picco non sarà neanche la temuta Terza Guerra Mondiale “scatenata da Trump, Putin e l’Iran”.

Questi ultimi quasi tre quarti di secolo che ci separano dall’ultimo conflitto planetario, ci hanno fatto crescere nel consumismo e difficilmente i potenti della Terra, pazzi o non pazzi che siano, vorranno rinunciare a tutte le “cose buone” che rendono il quotidiano meravigliosamente appetibile per ciascuno di noi: da una fantastica pizza al pomodoro e basilico, a una altrettanto meravigliosa vacanza a Positano o a Taormina o nel Golfo del Messico, a tutti i “giocattoli elettronici” con cui ci deliziamo quotidianamente e l’elenco potrebbe continuare per centinaia e centinaia di pagine…
No, non lo credo. E seppure in futuro “dovesse essere sganciata qualche bombetta pesante, ciò non significherebbe, automaticamente, l’innesco della irreversibile guerra totale di cui Stanley Kubrick ci ha lasciato pagine indimenticabili nel suo capolavoro sul dottor Stranamore”.

Insomma, molti mi hanno chiesto cosa pensassi della situazione attuale e ve l’ho detto.
Adesso, per rilassarmi, mi andrò a rivedere, godendo tantissimo, l’ottimo “L’esercito delle 12 scimmie”, di  Terry Gilliam.





Questo è un breve estratto di una intervista che “La vita in diretta” mi fece a proposito di quella vicenda. Il giornalista chiede: “E lei, per difendere la salute di sua moglie, la porta proprio a Hong Kong?”. Non gli si può dare torto, data la sua totale ignoranza in materia astrologica.
Un astrologo di Paperopoli mi avrebbe fatto la stessa domanda:









Una notizia non buona




A causa dell’emergenza coronavirus, sono stato costretto ad annullare il nostro convegno annuale di Astrologia Attiva che si sarebbe dovuto tenere, come sempre, al Grand Hotel Due Golfi di Sant’Agata, vicino Sorrento.
Personalmente sono ottimista sull’evoluzione della crisi (come potete leggere nel mio blog), tuttavia la situazione attuale impone delle restrizioni che, a loro volta, determinano problemi contingenti legati alle prenotazioni di aerei, treni, hotel, noleggi di auto e altro ancora.
In queste condizioni potremmo arrecare danni alla struttura che ci ospita sempre con molta simpatia e questo non lo voglio assolutamente.
D’altra parte va anche considerato che solo pochi giorni prima, il prossimo 31 maggio, qui a Milano, ci sarà la giornata intensiva di completamento e chiusura del corso di Astrologia Attiva relativo al mio giubileo professionale (1970-2020) e i 25 iscritti saranno la quasi totalità della parte più rappresentativa di questa scuola negli ultimi decenni, comprese alcune interessanti new entry.
Pertanto in quella occasione avremo modo di confrontarci, per molte ore, sui temi stessi di detta pandemia, ma anche sull’uso intelligente di possibili Rivoluzioni Lunari che ognuno potrebbe, in alcuni periodi dell’anno, affiancare alla Rivoluzione Solare. Nel corso di quella domenica svilupperò anche alcuni argomenti proposti dai partecipanti che stanno già studiando da mesi le nuove 80 video-lezioni.
Inoltre, sempre il 31 maggio, spiegherò ai presenti un altro argomento a mio parere assai importante che annuncerò entro fine aprile.
Chi ha già prenotato l’Hotel Due Golfi è pregato di comunicare alla Reception la propria cancellazione.
Un caro saluto a Tutti e, per alcuni, arrivederci al 31 maggio!




Foto di Ciro Discepolo



L’importanza dell’Astrologia Psicologica




Spesso il mio pensiero di astrologo viene travisato e, nonostante io abbia scritto tante cose su numerosi libri, dei lettori distratti o poco desiderosi di conoscere, mi attribuiscono posizioni che non mi appartengono. È il caso, per esempio, delle statistiche: leggo da più parti che io sostenga che tutto quanto si desideri affermare, nell’ambito astrologico, debba prima essere validato dalla Statistica. Ciò è assolutamente falso e chiunque abbia letto, senza neanche studiarli, i miei molti libri a carattere epistemologico, si rende conto che si tratta di una fake news.
Personalmente sostengo la necessità di utilizzare “il metodo”, che potremmo avvicinare molto al cosiddetto follow-up utilizzato in medicina, ma “metodo” e “statistica” sono due realtà completamente diverse tra loro.

Chi fosse davvero interessato a conoscere il mio pensiero su tale argomento, potrebbe fare riferimento a testi come “Scienza e Scienze Umane”, di Marina De Chiara e Ciro Discepolo, edizioni Ricerca ’90, 2017, 106 pagine oppure “Requiem for Astrology”, di Ciro Discepolo, edizioni Ricerca ’90, 2017, 212 pagine.

Allo stesso modo io vengo, purtroppo, totalmente frainteso quando mi esprimo relativamente alle scuole di Astrologia diverse dalla mia.
Molti sentenziano: “Ciro Discepolo disprezza qualunque scuola di Astrologia che non sia la sua e in particolare ce l’ha a morte con quella che chiama ‘L’Astrologia Psicologica o Filosofica’”.

Ciò è assolutamente falso e sfido chiunque a ricostruire attraverso la storia del mio pensiero una posizione simile.
Io ho un grande rispetto per tutte le altre scuole di Astrologia. Per esempio per l’Astrologia Classica che, secondo me, rappresenta il tracciato storico che ci ha traghettati tutti dalle prime cosmogonie appartenute ai nostri colleghi di cinquemila anni fa fino all’oggi.
Adoro la Storia e adoro anche la storia dell’Astrologia.

Allo stesso modo, anche se con gradi diversi, rispetto l’Astrologia Psicologica, l’Astrologia Filosofica, l’Astrologia Esoterica, l’Astrologia Karmica e simili perché penso che ciascuna di esse si rivolga a uno specifico segmento di studiosi e di fruitori che hanno bisogno di quella e basta.

Tutti sanno che non sono credente e dunque parto assai svantaggiato rispetto a chi può rifugiarsi nella fede ed essere convinto che adesso si stia soffrendo, ma che dopo la morte ci attenderà un paradiso: cristiano, musulmano, ebreo…

L’Astrologia Giudiziaria, alla quale faccio nettamente riferimento con la mia Astrologia Attiva, non è per tutti.
Noi non diciamo a una persona frasi del tipo: “Marte di Rivoluzione Solare nella tua Dodicesima Casa ti farà diventare una donna decisamente migliore e ti porterà a una crescita spirituale enorme e tu ringrazierai mille volte il cielo per tale dono che hai ricevuto quest’anno”.
No, noi cercheremo con tutti i mezzi di convincere il soggetto a non prendersi le prove spesso durissime che ciò comporta e gli suggeriremo come fare per evitare ciò.

Ma tutti possono essere in grado di accettare l’Astrologia Attiva?

No, la stragrande maggioranza delle persone non ce la fa e non ce la farà mai.
Per molti salire su di un aereo che faccia più di due ore di volo è superiore a qualunque prova diversa possa o debba affrontare nel corso della vita.

E allora ecco che, se un bravo collega o una brava collega, che conosca anche tanta psicologia, riesce a convincere il soggetto che adesso patirà — e forse anche tanto — ma poi, nella prossima reincarnazione egli sarà un nuovo Gandhi oppure semplicemente una persona serena che avrà una vita semplice e felice, ecco, allora, che un collega che pratichi l’Astrologia Karmica potrà essere non solo accettabile, ma utilissimo. Per tanti.

Allo stesso modo possiamo dire delle mille e una astrologie a indirizzo psicologico, filosofico, possibilista: ai deboli di carattere — o semplicemente a chi oggettivamente non può partire e non può neanche attuare le molte forme di esorcizzazione dei simboli (transiti e posizioni di RS e di RL) descritte nei miei libri, questi colleghi potranno essere di grande aiuto e svolgere una funzione salvifica, come tanti bravi psicologi fanno, per esempio, assistendo persone appena scampate a un attentato terroristico in cui hanno perso dei familiari.

Perciò, per favore, smettiamola con queste falsità sul mio conto.

Naturalmente, poi, ci sono delle categorie che personalmente condanno e combatto anche assai duramente: quelle dei farisei, di coloro che prima affermano di muoversi entro un ambito psicologico e poi, se il consultante, con la rabbia che gli scoppia in corpo grida loro in faccia: “Ma come evito lo sfratto entro un anno?”, allora voi vedete che molti di questi delinquenti-bugiardi cambiano registro e si lanciano lungo sentieri che non dovrebbero neanche nominare. Sentieri del tipo: “Beh, potresti sì, partire per un compleanno mirato, ma non necessariamente in Siberia o in Canada. Potresti spostarti di due o trecento  chilometri e mettere l’AS in sestile al tuo Giove radix…”.

Per queste persone nutro un totale disprezzo che amo gridare al mondo intero.






Una buona notizia






Un esempio intelligente, a mio avviso, di gestione del problema coronavirus.
È quello attuato da Dubai, come potete leggere dallo screenshot che pubblico.
Le autorità degli Emirati Arabi Uniti, anziché vietare l’ingresso a tutti i “potenziali untori” oppure, all’opposto, permettere l’entrata nel loro stato a chiunque, oltre a misurare la temperatura a tutti i passeggeri, alle persone provenienti dall’Italia, per esempio, fanno anche il tampone specifico del COVID -19 e, nel caso lo stesso risulti negativo, lasciano entrare nel territorio di Dubai.
Ma non è tutto e questa è la notizia davvero eccellente per molti di noi, dato che la Emirates è una delle più importanti e delle migliori compagnie aeree al mondo: se il passeggero è solo in transito per recarsi altrove, mettiamo in Australia, Oceania e via dicendo, non viene fatto neanche il tampone.

Naturalmente tale è la situazione ora, alle ore 09.15, circa, del 9 marzo 2020 e non possiamo sapere quale sarà fra sette o ventisette o x giorni, ma mi sembra una delle poche news buone che ci capita di leggere in questo nuovo medioevo che stiamo vivendo.

Un saluto non lieto da Novosibirsk, Siberia centrale, Russia.

Qui siamo  a circa sette gradi sotto lo zero e a sei ore di orologio più avanti di voi. Le ragioni di questo mio viaggio, e soprattutto il motivo di essere qui partito con diversi giorni di anticipo rispetto alla mia RL, le spiegherò in un report a cui lavorerò e che poi pubblicherò solo sul mio blog perché si tratta di questioni strettamente legate all’Astrologia Attiva e dunque non di interesse generale.
Inoltre, tanto per cambiare, ho problemi di connessione Internet e non so se e quando potrò rispondere ai vostri commenti che per adesso non ho letto.
Inoltre devo recuperare la stanchezza di quasi ventiquattro ore di viaggio senza dormire.

Potrei impiegare anche un giorno intero a scrivere detto report. Un saluto a Tutti.



Report sulla mia lunare di Novosibirsk.

Premessa. Questo testo è indirizzato solo ad allievi/e e colleghi/colleghe che si rifanno alla mia scuola. Chi la pensa diversamente farà bene a non leggere neanche queste note di viaggio, e non solo, e a non cercare inutilmente tentativi di duelli che non ci saranno: se vi trovate bene con altre strade da percorrere, ricevete i miei migliori auguri per i prossimi mesi.
Allo tesso modo non concederò alcuno spazio agli scettici del’Astrologia in generale.

Ero e sono molto, moltissimo, preoccupato: assai poco per il coronavirus e tanto, davvero tanto, per quello che è stato il mio peggiore incubo negli ultimi cinquant’anni di vita: non riuscire a partire e non riuscire a far partire le persone care.

Come sapete, queste RS e RL tra marzo e aprile fanno venire i brividi. “Quei quattro”, ammassati o qui o lì, destano davvero tante legittime preoccupazioni a quelli, tra noi, che usano il cervello per ragionare e non un’altra parte del corpo.
Non so se Daniela riuscirà a partire e non so neanche se e quando potrò rientrare in Italia o se mi toccherà, a lungo, restare comunque in un posto tra persone che amo e che amano noi italiani, come ha dimostrato la Russia che finora ci ha accolti nonostante tutto e nonostante anche il fatto che noi votiamo sempre per le sanzioni contro la Federazione Russa, cosa dalla quale mi dissocio totalmente, trattandosi di persone splendide e certamente accoglienti.

Per la mia Rivoluzione Lunare di domenica prossima, avevo scelto Sharm El Sheik, Egitto, che non era male, che era supereconomica e anche comodissima: volo diretto da Milano il sabato e rientro il giorno dopo sempre su Milano, quasi a costo zero.
Inoltre l’Egitto non aveva chiuso i propri confini a noi italiani e c’era un ulteriore motivo che mi rendeva ottimista: la comunità straniera più numerosa che vive a Milano è quella egiziana (ha superato o sta superando, in questi mesi, quella filippina); dunque, pensavo, non avrebbero tolto la possibilità ai loro connazionali di rientrare a casa.

Ma le notizie, negli ultimi giorni, sono andate precipitando di ora in ora e io le controllavo su vari display: il sito della Farnesina, il tabellone partenze di Malpensa e il tabellone arrivi del luogo di destinazione.
Il mio era un volo Neos all’andata (volo charter solo di sabato) e Air Italy al ritorno che avevo già sostituito con altro dopo il fallimento della nostra seconda compagnia di bandiera.
Martedì mattina sembrava ancora tutto OK, ma io non ero riuscito a dormire ed ero anche assai preoccupato. Il 31 maggio spiegherò (occorre che io mostri tanti grafici e che dedichi a tale argomento molto tempo) perché ritenevo e ritengo che fossero assai preziose le lunari di marzo anche per chi faceva il compleanno a marzo o ad aprile-maggio.

Ho pensato che siccome, in tutta evidenza la situazione stava precipitando, sarei dovuto partire subito e quindi ho fatto la prima cosa credo logica in quella situazione: ho prenotato per il giorno successivo, il volo della compagnia di bandiera egiziana per il Cairo e poi un volo Cairo-Sharm (anche sulle scelte tecniche di queste RL discuterò, con tanti di voi, a mezzo di molti grafici, nella  giornata di chiusura del corso il 31 maggio qui a Milano).

Daniela che a mio avviso è la numero uno al mondo a organizzare viaggi, mi ha aiutato davvero tanto e ha organizzato tutto per bene (per l’Egitto non occorre visto e neanche passaporto).
Naturalmente avevo in tasca (nel cervello) altre due possibili destinazioni: Dallas, via Parigi o via Francoforte, e Novosibirsk via Mosca oppure via Dubai, con S7.

Ieri mattina, mercoledì 11 (la mia lunare cade il 15), mi sono alzato presto, verso le 6, per partire, e appena alzato ho consultato il sito della Farnesina: l’Egitto chiude tutti i voli da e per l’Italia. Contemporaneamente ricevevo l’avviso della compagnia che mi cancellava il volo.
Adesso dovevo fare una scommessa. La RL di Dallas era ottima, ma costosissima (e anche questo non era un particolare di poco rilievo) e con un numero di ore di volo in classe economica davvero elevato. Inoltre temevo il blocco dei voli Italia-Germania e Italia-Francia ogni minto.
Mi sono deciso, allora, dando più fiducia alla Russia che finora non mi ha mai tradito, anche se, oggettivamente, avrebbero già dovuto chiudere i voli con noi.

Altro grosso impegno in tempi brevissimi di Daniela che riusciva a organizzare tutto (Malpensa-Mosca-Novosibirsk e ritorno su Roma) a circa 450 euro in tutto, contro i 1300 che ne chiedeva la compagnia per il mancato preavviso.

Ho avuto giusto il tempo (dieci minuti) di preparare una valigia, stampare tutti i documenti di viaggio compresa l’autodichiarazione di necessità assoluta (dopo scriverò di ciò) e di correre a Malpensa per non perdere il volo che è partito quasi vuoto (con una dozzina di cittadini russi di rientro dall’Italia e che sapevano che avrebbero dovuto fare la quarantena in patria) e io unico italiano.
Durante il volo ci hanno fatto compilare due documenti con molte richieste di notizie sul nostro viaggio.
Atterrati a Šeremét'evo, è salita a bordo un medico, in tuta quasi spaziale, che ci ha controllato la temperatura e anche osservato per bene per accertarsi se avessimo sintomi da coronavirus di qualunque genere (tosse, raffreddore forte, difficoltà respiratorie…).
Poi ci hanno fatto scendere e hanno controllato i passaporti: lì ho giocato in casa perché faccio un visto annuale che costa molto anche perché è accompagnato da un’assicurazione medica obbligatoria. Se non avessi avuto il visto annuale per entrare in Russia, tutto ciò non sarebbe stato possibile. Da notare, a questo proposito, che da diversi giorni non uscivo di casa, che mi sento in ottima salute, che quando l’ho fatto avevo mascherina a norme, guanti e occhiali e, inoltre, una discreta certezza di non essere ammalato (data la mia attuale RL e quella di Daniela).
A Malpensa, prima di farmi entrare nell’area voli, mi hanno misurato la temperatura.

Dopo il controllo passaporti, a Mosca, siamo entrati in’area che rimandava alla mente film sulle peggiori epidemie della fiction: più di venti, tra medici e infermieri, in tuta “spaziale”, che controllavano varie cose. Tutti gentilissimi, cortesi fino all’eccesso e mai con tono inquisitorio.

A questo punto sono passato dal terminal F a quello B e all’1 di notte sono partito per Novosibirsk dove sono atterrato stamattina alle 8.30.
Come dicevo non so quando e come riuscirò a rientrare, ma forse sono stato tra gli ultimi cittadini italiani a giungere qui (non ho potuto seguire le notizie del mondo in queste ore e, a tal proposito, prego tutti di non martellarmi con decisioni davvero lievi da prendere, soprattutto chi non ho mai conosciuto o seguito in passato).

Legittima difesa

Natalia che è un bravo medico con tantissimi anni di esperienza alle spalle, ha già scritto qui che, da medico, secondo il suo parere, il Governo sta commettendo anche molti errori (leggo tra le altre cose: tutti i negozi chiusi nella Penisola, a eccezione di alimentari, farmacie e tabaccherie (!!!). E che c’entrano le tabaccherie? Magari diranno per far pagare le bollette…

Anche io avrei una short list di cose che non mi convincono per nulla anche se ritengo che molte di quelle suggerite dagli epidemiologi siano state attuate in buona fede e magari anche con risultati positivi, ma partendo da menzogne eclatanti!

Si è detto, da subito, che il virus sopravvive 15 minuti nell’aria. Poi da studi successivi è stato stabilito che invece sopravvive nove giorni. Adesso i politici si sono accorati per una sopravvivenza di mezz’ora, ma non sappiamo se il COVID-19 sia d’accordo.

Altra grande stupidaggine che ci è stata indicata come verità scientifica: la distanza di sicurezza è 1 metro. Ma studi cinesi parlano di 4,5 metri. E poi, anche un ragazzo capisce che questo non è un dato scientifico: in quali condizioni di temperatura, umidità dell’aria e di vento, sarebbe un metro?
Questa, in tutta evidenza, è una bugia grandissima che è stata imposta da motivi politici: se avessero accettato il fatto che siamo oltre due metri, si sarebbero dovuti fermare subito tutti i viaggi in aereo, nave, treno, bus, metropolitane e anche le riunioni dei consigli dei ministri, delle prefetture, delle regioni, dei comuni e via dicendo. E avrebbero dovuto liberare tutti i detenuti.

Ora, diciamo per ragioni di opportunità, ci hanno riempito di bugie e noi possiamo anche accettarlo, ma vogliamo palare anche delle mascherine?
Hanno detto da subito che non servivano a nulla, ma le verità, però, è che non sono disponibili e (qui sono d’accordo) le uniche che avevano le hanno date al personale medico e ai militari.
In tutta la Cina credo non ci sia un solo cittadino senza la mascherina regolamentare e non mi risulta che i cinesi siano stupidi.
Fin qui mi sta bene, ma poi, come dice Natalia, siamo giunti vicino alle decisioni di uno stato di tipo militare dove io potrei subire un processo per essermi recato in Russia, “senza necessità”, secondo loro.

Qui il punto è fondamentale: si dà diritto alle minoranze di esercitare il proprio credo, per esempio ai testimoni di Geova che non lasciano fare le trasfusioni ai figli o ai no-vax che rifiutano determinate vaccinazioni e si lasciano gli elettori votare perfino per Prodi e Mastella.  E se io avessi ragione a consigliare a migliaia di persone di tutto il mondo di spostarsi per aumentare, di moltissimo, le difese di ogni singolo soggetto?

Io sto qui anche per voi e non solo per togliermi “quei quattro” dall’AS di RL mettendoli in Nona, seppure con un Saturno non lontano dal MC.

Ecco, se fossimo in USA, io potrei invocare il primo o l’X emendamento. E in Italia? Non posso appellarmi ad alcun emendamento perché “Giuseppi” ha deciso che la cosa migliore, per salvaguardare la mia salute e quella degli altri, è che io mi chiuda a doppia mandata la porta di casa.
Ma lui non sa che le stelle sono più forti di qualunque altra realtà di vita. A prescindere.






Amata Gioviale ha scritto:

Ciao Ciro
ascolta, ho letto sul tuo blog che non credi il virus sia la causa del picco negativo 2020-2021 indicato da Barbault.Tu hai sempre fatto un battaglia per il riconoscimento del tumore come piaga di questi tempi
ma i milioni di morti li ha fatti anche nei lustri scorsi e altrettanti ne farà nei lustri prossimi
quindi mi chiedo, i milioni di morti del 2020 da dove provengono?

Ciao Amata Gioviale,
la tua domanda mi offre la stura a ulteriori precisazioni che mi sembravano ovvie, ma che forse non sono tali.

Dobbiamo parlare di matematica, addirittura di semplice aritmetica, di funzioni matematiche e di altro ancora.

Partiamo da una premessa andando a pescare nei miei amarcord personali.
Iniziavo a studiare Astrologia e quindi era il 1970 e io avevo ventidue anni. Rammento questo episodio con grande vivezza perché mi restò fortemente impresso.
Incontrai, al viale Gramsci, che allora si chiamava ancora (se ricordo bene) Viale Regina Elena, una mia conoscente, più che amica. Ci fermammo a scambiare due chiacchiere e lei mi disse qualcosa che io intuii stesse dicendo a tutti:

“Ricordi il nostro amico Umberto?”.
“Certo”.
“Non sai cosa gli è accaduto?”.
“No”.
“È andato a vivere a Roma. Lì si è fidanzato e ho appena saputo che la cognata, di meno di trent’anni, si è ammalata di un tumore maligno!”.

Restai scosso. Ma dovette passare altro tempo – e non pochissimo – prima che io avessi un altro incontro ravvicinato con questa terribile malattia.
Un mio zio, che mi piaceva molto come persona, si ammalò di cancro al polmone e io seguii abbastanza da vicino la sua terribile odissea: operazione a Zurigo, chemioterapie devastanti, tre anni a letto a casa sua, qualcosa come cinquanta compresse al giorno che lui inghiottiva anche a stomaco vuoto (era uno Scorpione e non ebbe mai problemi di stomaco), sofferenze atroci e infine la morte, mentre Giove transitava il Sole radix della moglie che visse quella malattia in prima linea, senza mai dormire, in pratica.

Poi potrei raccontare altre migliaia di episodi, ma come tutti, immagino.
Lessi libri come Kankropoli, molti altri testi di medicina e specificamente sul cancro, lessi tanto di Umberto Veronesi e soprattutto mi avvicinai a persone che già da tantissimo usavano protocolli terapeutici e preventivi che in seguito sposai in pieno, protocolli come quello del Vischio Iscador, del metodo Pantellini, della curcuma associata al pepe nero, del compleanno mirato e via dicendo.

Adesso facciamo un altro passo indietro e prendiamo in esame la curva dell’Indice Ciclico Planetario del secolo scorso, dal 1900 al 1999: se non comprendiamo bene questa curva, è inutile passare alla curva successiva.





L’ho già spiegata, dal mio punto di vista che non coincideva e non coincide con la lettura di altri grandi autori, già dagli anni Settanta.
Questo meraviglioso strumento messo a punto da Henri J. Gouchon e poi perfezionato da André Barbault, in tutta evidenza può essere la lettura “a blocchi” della storia del genere umano, attraverso degli step successivi selezionati – secondo la mia visione – dai milioni di morti tra un picco negativo e il successivo.
Soffermiamoci su due picchi in particolare: il 1915-1918 e il 1939-1945; la Prima Guerra Mondiale, con molti milioni di morti e la terribile pandemia della Spagnola, che fece molte più vittime, da 20 a 60 milioni di decessi.
Quindi milioni di morti tra il 1939 e il 1945.

Ecco: se non comprendiamo questi due picchi, è inutile proseguire.

I punti più bassi di questi due picchi furono il 1918 e il 1945: ciò vuol dire che in quei due anni si ebbero più milioni di morti che negli anni precedenti?
No, assolutamente.

E come dobbiamo leggere quei picchi?
Complessivamente.

Ci furono molti milioni di morti tra il 1915 e il 1918, senza una concentrazione nell’ultimo anno, e ci furono milioni di morti tra il 1939 e il 1945, senza una particolare concentrazione nell’ultimo anno.

Ecco, dobbiamo partire da qui se vogliamo capire bene di cosa stiamo parlando e dobbiamo partire da qui anche se vogliamo comprendere una seconda realtà importante: il 1918 e il 1945 furono, al tempo stesso, la fine di un precipizio e l’inizio di un nuovo rinascimento, con tutto il mondo, non solo occidentale, che si rimboccò le maniche e cominciò la ricostruzione dal punto più basso; portando via i detriti di intere città bombardate e distrutte.

Adesso possiamo tornare alla nostra curva che ci illumina sulla situazione attuale.




  
L’attuale caduta dell’ICP, Indice Ciclico Planetario, si situa, in tutta evidenza, tra il 2014 e il 2021, senza andare a cavillare sui mesi perché sarebbe da ipovedenti.

E qui giungiamo all’essenza della tua domanda.
I milioni di morti non ci saranno tra il 2020 e il 2021, ma spalmati su tutto il periodo delineato da tale grafico: tra il 2014 e il 2021, così com’è stato fino ad oggi, se noi esaminiamo le curve dell’anno 1000, dell’anno 1110, 1200, 1300, 1400 e via dicendo.

E spero che fino a qui mi abbiate seguito perché è fondamentale, ai fini della corretta lettura dell’ICP, comprendere che l’ammasso di milioni di morti non lo dobbiamo cercare nell’anno finale del segmento temporale considerato, ma durante i vari anni dall’inizio alla fine dello stesso.

Dunque, mi auguro, che anche ciò sia chiaro.
Andiamo oltre.
Lasciando perdere le pubblicazioni sul web che si possono correggere a piacimento, anche vent’anni dopo averle scritte e riferendoci ai solo libri e alle riviste conservati nelle biblioteche pubbliche, possiamo trovare traccia di quando, già dagli anni Ottanta, si parlava di ciò e i diversi autori facevano le loro previsioni.
Come si sa, il mio Grande Maestro pensava che si trattasse della Terza Guerra Mondiale. Io ritenevo e – a questo punto – ritengo di avere visto giusto nel considerare tale picco l’espressione diretta delle morti per cancro divenute, ormai, una piaga mondiale di portata smisurata.

Anziché riferirci a tutta la storia pregressa dell’umanità e ad espressioni generiche da libro dell’apocalisse, fermiamoci a due dati concreti e precisamente databili:

Il grande Umberto Veronesi morì a Milano l’8 novembre 2016, venti giorni prima del suo compleanno. Nei due-tre anni prima di morire (e non venti o cinquant’anni prima) ci aveva lasciato una tristissima verità: “Siamo arrivati al pareggio e oggi (2014-2016, grosso modo) per ogni persona sana, c’è un malato di cancro”.

PER OGNI PERSONA SANA C’È UNA PERSONA AMMALATA DI CANCRO

La dimensione della tragedia, negli anni appena successivi alla sua morte ci è stata meglio chiarita dai maggiori oncologi ed epidemiologi del mondo:

NEI PROSSIMI ANNI TUTTI, ANCHE I BAMBINI CHE NASCERANNO DOMANI, CI AMMALEREMO DI CANCRO


Ciò lo hanno dichiarato in questi ultimi anni (quattro o cinque!) e non nel 1930 oppure nel 1970 oppure nel 2000: no, lo hanno dichiarato in questi ultimi quattro-cinque anni.

Questi sono i fatti e rappresentano la lettura matematica del segmento in questione dell’ICP. Tutto il resto possono essere ottimi argomenti filosofici, ma sono, comunque, off topic.

Adesso, tornando alla tua domanda iniziale, anche se non ce ne dovrebbe essere bisogno, aggiungerò quanto segue:

1)    Confermo che il numero di morti relativo alla discesa 2014-2021 dell’ICP non va letto come una concentrazione tra il 2020 e il 2021, ma come una distribuzione più o meno omogenea e crescente in tutti detti anni.
2)    Confermo anche che – a mio parere – l’attuale orribile situazione relativa al Covid-19 non può essere neanche lontanamente legata ai “milioni di morti” di cui “parla la curva”.
3)    Confermo – e qui parlano i grandi specialisti mondiali di medicina e di virologia – che anche supponendo gli scenari peggiori, il coronavirus non produrrà milioni di decessi.
4)    Confermo anche, ma non perché io supponga di essere stato unto dal Signore – che, come in tutti i casi simili dei secoli passati, dopo questo tremendo periodo inizierà un nuovo rinascimento mondiale in cui ci sarà una forte ripresa economica generale e credo anche degli assist straordinari e specifici nella lotta contro il cancro, assist che non bloccheranno tale mostruosa malattia, ma che, a mio parere, faranno cambiare la tendenza della curva non a chiacchiere, ma attraverso la prova tangibile di milioni di morti in meno per questa causa.





Mascherine per tutti. Fissate bene nella vostra mente questa notizia.

Ieri, 22 marzo 2020, Domenico Arcuri, il commissario per il potenziamento delle infrastrutture ospedaliere necessarie a far fronte all’emergenza Coronavirus,  ha dichiarato che, entro domani martedì 24 marzo 2020, “tutte le regioni avranno mascherine per medici, operatori sanitari e malati. Dalla settimana successiva contiamo di dare a tutti gli italiani i dispositivi di protezione individuale”.
Questa è una prova importante e con data del fatto che si provvede, a distanza di due mesi dall’inizio della crisi e dopo che ci sono stati migliaia di morti, ad iniziare ad affrontare il problema delle mascherine.
Occorre ricordare che sin dal primo giorno di crisi, nelle varie conferenze stampa, il Governo, anche per voce diretta di Giuseppe Conte, ha sempre sostenuto che le mascherine erano inutili.
Se, invece, ci avessero detto che le mascherine erano assolutamente indispensabili, ognuno di noi, nel peggiore dei casi, se le sarebbe auto-costruite in casa, magari utilizzando spezzoni di camici, pullover e sciarpe.

Adesso non è il momento delle polemiche e dobbiamo essere davvero tutti coesi e impegnati in uno sforzo comune per superare questa maledetta emergenza che ci toglie anche i più elementari diritti di libertà, ma a giochi fermi, quando tutto ciò sarà solo un brutto ricordo, qualcuno dovrà pagare per questa enorme menzogna agli italiani.





“Noi che abbiamo usato le mascherine fin da subito, siamo gli unici aperti”.




Patrizia ha scritto:


Maestro,
in questo momento di cambiamento anche di tipo economico-lavorativo, sembra si percepisca un sistema economico che sta crollando per far posto sicuramente ad una new economy. Secondo lei, quale sarà? quale saranno i nuovi lavori che nasceranno dopo i danni di questa emergenza? Ovviamente questa è anche una domanda personale, sono una delle tante persone che quando finirà tutto questa storia non saprà come rientrare nel mondo del lavoro. Un’angoscia che riguarda tantissime persone. Ma la mia non è una posizione da vittima, ma di chi non vede l’ora di ricominciare e vorrebbe già un po’ prepararsi adesso.
Grazie per la sua attenzione
Patrizia, scorpione ascendente sagittario

Risposta

Premessa:

Come state osservando, ultimamente ho scritto di frequente su questo spazio perché sento il dovere morale e civico di offrire il mio contributo a tanti che mi seguono, da anni o da decenni.
Non ho riaperto e non riaprirò, nel blog, la modalità “Domande/Risposte” su argomenti personali (vi ricordo che per questo ci sono bravi colleghi e colleghe che, come lavoro, lo fanno regolarmente), ma su argomenti di interesse generale sono disposto a fare la mia parte in questo brutto momento che stiamo attraversando.
Poi, magari, in un ambito più ridotto, intendo continuare l’insegnamento diretto a un gruppo coeso e ristretto di bravi allievi/e e colleghi/e che mi stanno seguendo assai da vicino in questi ultimi anni.
Naturalmente, come per il passato, non spenderò neanche una sola parola a favore di chi mi dice e mi dirà che è quasi impossibile partire: come ho dimostrato molte volte in passato, talvolta si riesce perfino a camminare sulle acque, se davvero si è intenzionati a partire. Chi, invece, simpatizzando con altre scuole, ritiene che sia assai modesto il contributo dei compleanni mirati e dell’Astrologia Attiva tutta nella vita degli esseri umani, non riceverà critiche da parte mia: che abbiano, invece, la mia benedizione a usare il pensiero positivo, i viaggi con il pendolino, il ricorso ad amuleti e santini e via dicendo.





Franklin Delano Roosevelt, foto di Tra il cuore e la mente, Altervista.org


E veniamo al commento di Patrizia.
Non sono un economista e dunque non mi azzardo a uscire dai confini del mio seminato per tentare di produrmi in previsioni off topic.
Ma qualcosa posso dire più in generale.
La prima è che gli ultimissimi decenni ci hanno insegnato a cancellare dalla nostra mente “il posto fisso” e ci hanno già suggerito di riciclarci assai elasticamente, di lustro in lustro, lungo i nuovi sentieri verso cui si indirizza il mercato mondiale e locale.
Da citare, simpaticamente, la battuta che viene messa in bocca al “Duce” che è tornato sulla Terra, seppure all’interno di un film: “Sto guardando la televisione e si capisce che tutti vogliono fare i cuochi!”.

Meno sull’ilare un secondo e ultimo esempio. Alla fine del secondo millennio, quando la borsa volò per alcuni anni di seguito, a chiunque si chiedesse cosa faceva come lavoro, in risposta si udiva: “Consulente finanziario”.
Poi, purtroppo, nei primi anni del terzo millennio, a causa di enormi perdite in borsa, tutte queste persone persero il lavoro e furono anche perseguitate legalmente.

Io non credo sia necessario o indispensabile cominciare a pensare cosa faremo dopo questa crisi, ma piuttosto cercare di capire se e come e quando finirà la stessa.

Allora ti invito a leggere il mio blog precedente che trovi qui:


e che non mi imbarazza affatto, tanto che non gli ho cambiato neanche una virgola.
Lo confermo, secondo le mie convinzioni, punto per punto, e ribadisco il centro assoluto dello stesso:

il biennio 2020-2021 segnerà la discesa peggiore di questo secolo e, al tempo stesso, l’inizio di una nuova intensa e meravigliosa primavera, del tipo di quelle che ci furono dopo la Prima Guerra Mondiale, dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale o durante i favolosi Anni Sessanta

Rammentiamo, a tal riguardo, cosa avvenne a seguito della Grande Depressione, ovvero della crisi economica di Wall Street del 1929 quando molti milioni di uomini e donne persero il lavoro e anche la vita (soprattutto perché restarono senza una casa ad affrontare i rigidissimi inverni statunitensi del tipo Michigan o Mid-West).

Come ne uscirono? Con dei provvedimenti che furono presi dal presidente Roosevelt che, semplificando un poco, potremmo descrivere in questo modo: lo Stato entrò direttamente nell’economia del Paese mettendo in circolazione una quantità enorme di denaro. Come?
Sempre semplificando: “Dando un dollaro al giorno a milioni di persone per scavare un fosso, ricoprirlo il giorno successivo e riscavarlo il giorno dopo ancora”.
In questo modo milioni di persone, dopo una giornata di lavoro, poterono comprare un chilo di pane da portare a casa, insieme a pochi altri generi di primissima necessità. A sua volta il panettiere, con i soldi incassati, poté comprare un paio di scarpe alla sua bambina e così via in un nuovo ciclo in cui lentamente ricominciò a circolare denaro e vita.

Qualcuno afferma che Franklin Delano Roosevelt, nel fare ciò, aveva sposato e messo in pratica le dottrine economiche di John Maynard Keynes, ma da quanto io conosco, fu l’inverso e Keynes elaborò la propria dottrina economica basandosi soprattutto sui fatti che sto descrivendo.
Tuttavia non è importante, almeno in questa sede, stabilire chi fu il mentore dell’altro tra questi due grandi protagonisti di quel tremendo periodo della storia dell’umanità e mi piace, invece, notare che la Federal Reserve, la Banca Centrale Europea e altre grandi istituzioni economiche mondiali si stiano muovendo in questa stessa e identica direzione.

Non solo.
Come avrete notato, in questi ultimi anni, Matteo Renzi era stato alla ribalta due volte.
La prima volta, alcuni anni fa, quando si fece promotore di un pacchetto di riforme costituzionali con cui noi italiani avremmo potuto affrancarci da un bicameralismo senza fine e da un sistema proporzionale che dietro la facciata della democrazia (qualcuno vorrebbe sostenere che in Inghilterra non sono democratici?) erano e sono il più grande viatico per la produzione di inciuci in puro stile spaghetti.
Molti, anche persone colte e davvero democratiche, dissero che Renzi era antipatico oppure arrogante e votarono contro, lasciando tutto come prima.
Poi, recentemente, il leader di Italia Viva si era rifatto avanti proponendo il “Modello Milano” contro il “Modello Roma”: anche in questo caso, il politico toscano inviso a tantissimi è stato messo in un angolo e hanno vinto i follower della politica degli spaghetti.

Però, adesso che stiamo in una situazione anche economica drammatica, ecco che coloro che lo avevano insultato fino a ieri, si sono fatti venire un’idea brillante (quella di Matteo Renzi): “Abbiamo oltre cento miliardi già pronti da spendere: bypassiamo, per un paio d’anni, tutti i lacci e lacciuoli amministrativi e gettiamo sul mercato questi cento miliardi nel giro di pochi mesi. L’Italia, come quando si costruì l’Autostrada del Sole (circa 9 miliardi di euro spesi, quanto è costata fino ad oggi anche la gestione passiva dell’Alitalia), produsse il più grande volano economico del dopoguerra dando il là a quel miracolo economico che tutti ricordiamo con tanta nostalgia.

Ecco perché, personalmente, io sono ottimista su entrambi i fronti, epidemiologico ed economico: la curva dell’ICP non ha mai fallito studiando fino a oltre mille anni fa e non fallirà neanche questa volta.
L’Italia, l’Europa e il Mondo stanno per conoscere una nuova meravigliosa primavera e tu, Patrizia, o aprirai, magari, una piccola azienda di mascherine autoctone o ti specializzerai nella progettazione di APP o farai la psicologa o l’agente di viaggi – non so dirlo –, ma di sicuro sarai protagonista di questa nuova primavera, come tantissimi altri giovani e meno giovani.




John Maynard Keynes, foto di Movimento Roosevelt








Alberto scrive:

Gentile Ciro Discepolo,
con il sito Viaggiaresicuri che ci ammonisce a non viaggiare, sapendo che non c’è modo di esorcizzare le RS, e dobbiamo solo sperare di riuscire a partire, che consigli può darci per l’esorcizzazione delle lunari con lo stellium dei quattro pianeti in prima, sesta, dodicesima, ottava e decima?
Grazie.
Alberto.

Prima di rispondere ad Alberto, vorrei riproporvi un mio breve scritto di alcuni anni fa e che potremmo intitolare “Homo homini lupus”, l’uomo è lupo all’uomo, l’uomo mangia l’uomo, a mio avviso quanto mai attuale in questo momento dove l’hashtag più adatto potrebbe essere “Fuori ci sono i lupi!”. Una delle leggi fondamentali che regolano la vita sulla terra.
Leggiamolo assieme e poi torneremo alla domanda di Alberto.




“The Grey”, or: I Send You As Sheep In The Middle of the Wolves


“The Grey”, o:


Io Vi Mando Come Pecore In Mezzo Ai Lupi

Matteo, 10: 16-22



Ho visto la prima cittadina del film The Grey di Joe Carnahan, USA, 2012, con Liam Neeson nella parte del protagonista Ottway; sceneggiatura del regista e di Ian Jeffers.

Il film, in tutta evidenza, è una non celata metafora del momento difficile, drammatico, che il mondo sta attraversando oggi.

In un impianto estrattivo nell’Alaska più sperduta e anonima, un gruppo di disperati lavora come bestie durante il giorno per poi ubriacarsi di notte. Tanti uomini, tante storie dolorose come quella di Ottway che è l’uomo incaricato dalla proprietà di uccidere quanti più lupi è possibile prima che questi, a centinaia, sbranino gli operai al lavoro. Il protagonista è un uomo triste che non ha più stimoli per vivere avendo perso da poco la moglie che adorava, spentasi in seguito a un tumore. Storia di tutti i giorni.

La seconda scena ce lo mostra a bordo di un piccolo aereo con altri del campo che torna (per un break?) ad Anchorage. Ma l’aereo precipita e si salvano soltanto in sette. A questo punto l’uomo, che sembrava vinto, si auto-elegge capo e guida gli operai superstiti alla molto improbabile ricerca della salvezza. Il territorio è sterminato e fuori da ogni rotta aerea, completamente disabitato, popolato da branchi di lupi e numerosi gruppi di orsi. Il freddo è glaciale, totale, inimmaginabile. Ciascuno di loro ha anche qualche ferita ricordo dell’atterraggio spaventoso. Non hanno armi, non hanno cibo, sono mal coperti, mancano di ogni risorsa che possa far sperare loro di sfidare quell’inferno di ghiaccio che è molto di più di una minaccia dell’inferno che li attende.

Il regista, narrandoci la storia di questi pochi uomini superstiti, trova anche il modo di raccontarci qualcosa di loro o di farcelo intuire: c’è l’uomo religioso che continua a pregare e vorrebbe fermarsi a seppellire i morti; vi è il finto duro-sarcastico che dichiara di non avere paura e che non accetta l’autorità di Ottway; osserviamo anche un uomo poco loquace e intelligente; un pragmatico e…

Ma li vediamo per poco perché uno dopo l’altro, chi perché si è fermato un solo momento, chi perché si è staccato di pochi metri dal gruppo, vengono sbranati dai lupi con un’abbondanza di particolari da cui, forse, il regista avrebbe potuto astenersi.

Alla fine restano in due: i più determinati, i più attivi, i più positivi del gruppo, ma anche uno di essi muore nel fiume ghiacciato dove ha tentato di sfuggire all’ultimo assalto di lupi in ordine di tempo.

Ottway resta solo: sembra di acciaio, non si ferma mai ed è assolutamente determinato a farcela.

Però anche lui che non mangia e non dorme da giorni, anche lui ghiacciato dall’acqua del fiume, anche lui senza alcuna risorsa e con la coscienza che da un momento all’altro verrà assalito da venti, trenta, cento lupi…

Ha un momento di sbandamento: si inginocchia e impreca contro Dio: “Dammi una prova che ci sei! Salvami e io crederò per sempre in te!”.

Ma da lassù non giunge alcun segnale ed egli esclama: “Non importa, ce la farò da solo!”, ricominciando a trascinarsi su un oceano di ghiaccio senza fine.

A un tratto si inginocchia per prendere fiato e si accorge di essere finito esattamente nella tana dei lupi che intanto lo stanno circondando a decine. Egli spezza delle piccole punte acuminate e frettolosamente ne fa prolunghe delle dita, ricordando una frase che gli ripeteva spesso il padre: “Vivi e muori in questo giorno” (non è una delle frasi topiche dell’Astrologia Attiva?).

Cala il sipario e scorrono i titoli di coda.

Lasciate a casa i bambini e non dimenticate di portare con voi le lamette da barba.

Tuttavia, per chi lo guarda con occhi come i nostri, il film – credo – vuole essere un messaggio positivo nell’ambito dell’Astrologia Attiva, ma anche all’interno di questa crisi terribile in cui ci saranno molte vittime, ma anche tanti eroi da ricordare.



E torniamo alla domanda di Alberto

Come state notando, purtroppo, ha preso forma il mio più grosso incubo di sempre e che pensavo fosse solo una mia angoscia infinita quanto teorica: l’impossibilità di non riuscire a partire per il proprio compleanno mirato.

Molti miei avversari stanno gioiendo. Ma di cosa, poi, non si è capito.

Gli stessi indicano ai loro seguaci, incredibile ma vero!, come forma non passiva di affrontare le cattive posizioni del cielo, nientemeno che l’esorcizzazione dei simboli (transiti, posizioni cattive nelle RS, nelle RL, …), cioè come a dire: utilizzate il sapere di Ciro Discepolo per combattere le idee di Ciro Discepolo.
Ma se volessimo parlare soltanto dell’imbecillità umana, oltre che a ripeterci troppo, finiremmo per scoprire l’acqua calda.
Interessante, invece, notare come la doppia presenza di Plutone e di Saturno in Capricorno, rafforzata da Giove e Marte che stanno dando loro una mano, ha prodotto ciò che era assolutamente facile attendersi e di cui avevo anche scritto: la Scienza imposta per decreti legge, con la ghigliottina di multe salatissime o anche dell’arresto per chi la trasgredisce; una Scienza che non è quella degli scienziati e dei ricercatori puri, ma un derivato, pessimo, della stessa, ottenuto dalla commistione tra politica e titolarità di talune posizioni di vertice all’interno di organismi più di sotto-governo che di scienza in senso stretto.
In questi tristissimi mesi ne stiamo vedendo di tutti i colori e vorrei citare solo gli esempi più clamorosi.

1)    Sin dalle prime conferenze stampa il Governo, o chi parlava in sua vece, rispondeva alle domande dei giornalisti affermando che le mascherine non erano affatto utili o necessarie in questa guerra. E, non adesso, ma quando saremo a “bocce ferme”, qualcuno dovrà pagare per questo. E subito si aggiungeva: “Invece è di primaria importanza mantenere una distanza di sicurezza adeguata e lavarsi spesso le mani”. Tale distanza di sicurezza veniva fissata, da noi, in un metro. In Germania si stabiliva essere pari a 1,5 metri e gli specialisti cinesi consigliavano 4,5 metri. Ma come avrebbero potuto tenere le stesse riunioni del consiglio dei ministri se la distanza fosse stata di 4,5 metri? E come avrebbero potuto continuare a mantenere decine di migliaia di carcerati assieme, con quella distanza di sicurezza? Dunque, per decreto ministeriale, la Scienza stabiliva che la distanza giusta era 1 metro (con grande soddisfazione dello stellium in Capricorno che se la rideva alla grande).
2)    I decreti salva-nazione non si annunciano: si attuano e basta. Se volete evitare che migliaia di persone dal Nord si spostino al Sud (migliaia di incoscienti e di cittadini con un senso civico bassissimo), non dovete annunciare che ci sarà un decreto in tal senso il giorno dopo, ma dovrete dire che il decreto è in vigore da mezz’ora prima e prevede l’arresto per chi si sposta.
3)    Quando provvedimenti del tutto illogici o addirittura comici (se non stessimo vivendo mesi drammatici) stabilivano che i bar dovevano chiudere alle 18 e, invece, i ristoranti potevano restare aperti fino a notte tarda (altra espressione della Scienza nella versione stellium in Capricorno), si permetteva la partita Atalanta (la squadra di calcio di Bergamo)-Valencia, il 18 febbraio 2020!!, a cui assistevano decine di migliaia di tifosi lombardi e spagnoli. È un caso se due-tre settimane dopo scoppiava, letteralmente, una strage sia a Bergamo che in Spagna?
4)    E potremmo continuare a lungo perché sono purtroppo convinto che ci saranno lunghissimi strascichi giudiziari che però non ci restituiranno tutto ciò che ci è stato tolto, comprese tantissime vite, e quando anche oggi 27 marzo 2020 si continua a lanciare l’hashtag più scemo del mondo: “L’importante è rispettare la distanza di sicurezza di un metro e lavarsi le mani continuamente!”. Questo uso burocratico-politico della Scienza (sempre dovuto a quel brutto stellium in Capricorno) è anche palesemente stupido: si dice che la distanza di sicurezza deve essere quella di un metro, ma in quali condizioni atmosferiche? A quale temperatura e umidità dell’ambiente? E con quale intensità di vento? Perché non si dice che se c’è vento, anche dal balconcino di fronte casa mia, a oltre venti metri, il coronavirus potrebbe arrivarmi in bocca? E perché si tappa la bocca a scienziati veri come la Ilaria Capua che parla di “sciame virale” per il quale continuare a parlare di distanza di un metro o di lavarsi spesso le mani fa solo ridere. O piangere.


Io credo, oltre a tutto quanto sto scrivendo in questa sorta di diario minimo dell’attuale peste, vista dalla mia prospettiva, che i giorni terribili che tutti noi stiamo vivendo, forniranno tonnellate di materiale su cui lavorare a sociologi, soprattutto, ma anche a storici e giuristi, visto che in pratica stiamo vivendo in uno stato di polizia che ci dicono essere assolutamente indispensabile, ma che ci fa venire in mente le porte della chiesa di Santa Chiara a Napoli che furono messe dopo che i ladri ebbero trafugato tutto quanto c’era da trafugare.
Leggete questo link di ieri sera, dove si fa esplicitamente divieto a lasciare l’Italia:


Questo è certamente il punto che ci tocca più da vicino perché, per legge, ci si vieta di andare all’estero: ancora lo staffile pesante dei pianeti in Capricorno, inflitto con la maschera della Scienza (quale?)!

E qui siamo giunti alla domanda topica di Alberto

Caro Alberto, anche io sono preoccupatissimo, non tanto per me perché credo che a metà luglio avremo superato, in un modo o nell’altro, questa emergenza mondiale, ma per Daniela, innanzitutto, per la quale studio giorno e notte possibili mete, senza violare la legge.
Il punto, però, è proprio questo: ci sono alcuni paesi nel mondo dove ancora questa mattina del 27 marzo 2020 sarebbe possibile recarsi perché non ci hanno chiuso le porte in faccia, ma dove non ci viene concesso dall’Italia di andare.
Purtroppo devo confermarti quanto ho scritto negli ultimi decenni: quando siamo di fronte a quella che io chiamo la regola 34, non c’è esorcizzazione sufficiente che possa bastare a sostituire un compleanno mirato che ci consentirebbe di piazzare quei quattro o in Nona Casa o in Terza.
Punto.

Ciò detto, pur sapendo che non sarà sufficiente, anche io, personalmente, cercherò di mettere in pratica tutte le mie regole e suggerimenti di esorcizzazione dei simboli che ho descritto in molti libri e saggi vari.
Purtroppo non sarà sufficiente. E naturalmente continuerò a tentare di fare anche le Rivoluzioni Lunari, ogni volta che potrò, seppure devo ripetere quanto già da me scritto molti anni fa: alcuna RL può essere più forte della RS sotto la quale cade.
E allora?

Allora il mio vademecum, per questo periodo di guerra, è il seguente:

1)    Esorcizzazione dei simboli assai spinta, esagerata, quasi eroica, e seguendo regole che ho suggerito in diversi dei miei libri e soprattutto non seguendo la metodologia che potremmo chiamare “a cazzo di cane” di molti dilettanti allo sbaraglio.
2)    Fare, ogni volta che potremo, anche le Rivoluzioni Lunari nell’anno in cui non siamo riusciti a partire.
3)    Fare tutto ciò soprattutto in coppia: in una logica di mutuo soccorso dove, prendendo come riferimento il nucleo familiare base, appunto la coppia (ma meglio se estendiamo ciò a un’intera famiglia), in un mese particolarmente pesante, il soggetto A tenta di “proteggere” il più possibile il soggetto B. E viceversa e ricordando che se in una famiglia, mettiamo di quattro persone, almeno due partono, è difficile che in quell’anno accadano fatti particolarmente spiacevoli in quella casa.
4)    Rassegnarsi comunque a subire dei danni che quasi certamente saranno irreversibili. Come in una guerra si può perdere un braccio, anche in questa Waterloo imposta per legge a tantissimi di noi, potremo perdere un arto, ma anche un affetto, un lavoro, una libertà che non riconquisteremo più… Già rassegnandoci a perdere qualcosa, staremo esorcizzando.
5)    Rammentare che la regola 34 non riguarda solo le Case che hai citato tu: ma anche la Seconda, la Quarta, la Settima…
6)    Ora sarà proprio una regia sapiente di gestione complessiva di queste regole appena scritte che ci permetterà di affrontare meglio simili emergenze che speriamo di non dover più vivere in futuro. Come vedrete, entro fine Aprile io dovrò affrontare delle situazioni piuttosto drammatiche, come ho previsto da molti mesi o, per meglio dire, da qualche anno. Inoltre non mi sembra questa la sede più opportuna per sviluppare un tema del genere e, per tale motivo, trattandosi di questioni anche assai private, ne discuterò durante la giornata conclusiva del corso di Astrologia Attiva 2020 dove ai partecipanti mostrerò decine di grafici per far comprendere meglio tutto ciò nell’interezza della sua essenza.

Conclusioni

Questa mattina ho ricevuto una delle tante email che ricevo ogni giorno, quasi in ciclostile. Una signora mi diceva di avere letto dei molti servizi che offro in rete (quali? A me non risulta neanche un solo servizio offerto) e mi diceva che pur non avendo perso fiducia nel Signore a cui si è raccomandata, vorrebbe valutare, in parallelo, anche una soluzione con l’Astrologia Attiva.
Non ho ben compreso se lei si stesse rivolgendo a me o stesse mandando un messaggio indiretto a Dio, ma questa potrebbe essere la cifra che contraddistingue ancora tantissime persone che non hanno deciso se praticare o no il compleanno mirato: tranquilli, almeno per questi prossimi mesi, non avrete da scegliere alcunché perché, per decreto governativo, è stato stabilito che sarà Dio a salvarvi.

Infine, prima di congedarmi da questo blog di oggi, vorrei ricordare a Mariolina, almeno il primo rigo di quanto scrissi all’inizio degli Anni Settanta e che poi pubblicai nel 1979 (Guida all’Astrologia), a proposito di Saturno in Acquario: “Distacco passionale e quasi totale assenza di emotività che aiutano sia le carriere in campo medico-chirurgico che la ricerca scientifica…”.
E, personalmente, spero molto da questo passaggio che mi piace decisamente di più rispetto alla gestione legale-giudiziaria della Scienza.





Per Tutti. Non è una notizia importante, ma vi invito a leggerla perché potrà spiegare, a qualcuno, il perché di un certo rumore di fondo che disturba, da qualche anno, l’Astrologia:



For Everybody. It is not an important news, but I invite you to read it because it can explain, to someone, the why of a certain noise leading that disturbs, from a few years, the astrology:


Buona Giornata a Tutti.

Ciro Discepolo






Tutto il materiale contenuto in questo blog, testi, grafici e foto, rigo per rigo, è coperto da Copyright. È vietata ogni riproduzione parziale o totale senza previa autorizzazione dell’owner.


Per vedere bene i grafici zodiacali e le foto, occorre cliccarci sopra: si ingrandiranno.To see well a graph, click on it and it will enlarge itself. Passando il puntatore del mouse su di un grafico, leggerete, in basso a destra dello schermo, il nome della località consigliata. 
Se ciò non dovesse avvenire, vi consiglio di usare come browser Chrome di Google che è gratuito e, a mio avviso, il migliore.Where it will be my birthday?Passing the mouse pointer on a graph, you will read, in low to the right of the screen, the name of the recommended place. If this didn't have to happen, I recommend you to use as browser Chrome of Google that is free and, in my opinion, the best.
A che ora sarà il mio compleanno? (At what time I will have my Solar Return?): http://www.cirodiscepolo.it/inetpub/vvrot/oroscopi/rsmirata.asp


Qual è l’Indice di Pericolosità del mio Anno? 
CALCULATE, FREE, YOUR INDEX OF RISK FOR THE YEAR (as explained in the book Transits and Solar Returns, Ricerca ’90 Publisher, pages 397-399): http://www.cirodiscepolo.it/inetpub/oroscopi_net/free/formnascitam.asp?oroscopo=Punteggio


Quanto vale il mio rapporto di coppia?


Test Your Couple Compatibility
http://www.cirodiscepolo.it/inetpub/oroscopi_net/coppia_free/coppia1.asp


Una bibliografia quasi completa di Ciro Discepolo:

An almost complete bibliography of Ciro Discepolo: 
http://www.amazon.com/Ciro-Discepolo/e/B003DC8JOQ/ref=sr_ntt_s