giovedì 8 agosto 2019

La correzione delle 30 regole




Questo è un mio vecchio articolo, ma – a mio avviso – sempre parecchio attuale e allora ve lo ripropongo aggiungendoci soltanto un breve post scriptum.

Nel mio testo Transiti e Rivoluzioni solari, Armenia, ho elencato trenta regole che a mio avviso potrebbero essere un buon punto di inizio per leggere la realtà degli avvenimenti che ci capitano di anno in anno. Ho subito e doverosamente precisato che si tratta di un punto di partenza e non delle tavole della Bibbia. Tuttavia, la mia dovuta modestia che mi obbligava a precisare ciò, sarà forse stata letta con eccessiva elasticità da parte di molti che hanno inteso essere possibile cambiare, senza troppi sforzi, le suddette regole.

Facciamo un esempio. Ho scritto che, secondo la mia esperienza, i venti giorni prima e i venti giorni dopo del compleanno sono straordinariamente importanti e raccolgono la maggior parte degli avvenimenti importantissimi di una vita (vi ricordo che questa è l’unica legge astrologica che abbia ricevuto l’avallo da parte della Scienza Ufficiale, come potete leggere qui:

https://www.amazon.it/Days-Before-After-Birthday-Astrology/dp/1490339507/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&keywords=ciro+discepolo+AND+the+20+days&qid=1565270092&s=gateway&sr=8-1

NdA).

Ebbene, posso assicurarvi che la cifra di venti non l’ho estratta dal panierino dei numeri della tombola, ma che essa corrisponde a delle lunghe meditazioni sul campo e soprattutto a migliaia di riscontri raccolti nel corso di decenni.

Mi capita, tuttavia, di assistere a dei discorsi o a delle sequenze di messaggi nelle mailing list che recitano pressoché in tal modo: “Io ho notato che a volte gli avvenimenti accadono anche trenta giorni prima e dopo del compleanno”. “E io ho notato che essi accadono anche quaranta giorni prima e dopo”. “Ma io posso provarvi che gli stessi, in alcuni casi, si verificano anche 45 giorni a monte e a valle del ritorno solare”. Allora, in alcuni casi, per alzata di mano, si passa a stabilire che la nuova regola è: 45 giorni prima e dopo il compleanno.

Se me lo si consente vorrei, simpaticamente, richiamare all’ordine costoro. Non è in questo modo che si fanno le statistiche e le ricerche e per chiarirvi meglio il mio punto di vista, vorrei riferirmi al grafico che vedete più sopra che fu elaborato da André Barbault per una sua splendida ricerca sull’orfanilità (articolo).


Osservate bene il disegno. Esso si riferisce alla distribuzione – nelle Case – della presenza di Saturno nei 264 cieli natali degli orfani su cui ha investigato il grande maestro d’oltralpe.  Come potete notare egli ha trovato una concentrazione assai alta nelle Case IV e X. Tuttavia, qualche “puntino” lo troviamo anche nella Casa ottava, sesta, quinta, etc. 

Allora, in tale circostanza, cosa avremmo dovuto dedurne? Che l’orfanilità è una specifica dei settori I°, 2°, 3°, IV °, 5°, 6°, VII°, 8°, 9°, X°, 11° e 12°?

Ritornando al nostro esempio di partenza, non credete che anche io abbia trovato che ci sono avvenimenti importanti che cadono un mese, due o n mesi prima o dopo il compleanno? Se ho scritto che, secondo la mia esperienza, andrebbero considerati i venti giorni prima e dopo, è per un fatto di presenza massiccia in tali giorni di avvenimenti importanti, senza escludere che qualche “puntino” possa esserci anche un po’ più in qua o in là di detto intervallo. In caso contrario, potremmo generalizzare e fare un po’ come la Protezione Civile che manda fax a pioggia, alle singole prefetture, a ogni vigilia di cattivo tempo: tanti allarmi, nessun allarme. Tanti giorni, nessun giorno. 

Pertanto, concludendo queste brevi note, vorrei ribadire che tutti hanno la libertà di cambiare le trenta regole in oggetto, ma almeno lo facciano dopo migliaia di casi esaminati e decenni di studi spesi sull’argomento.



P.S.

Come si vede dal titolo e dal contenuto, questo mio scritto risale a molti anni fa. Infatti, tra le altre cose, mi riferisco a tempi in cui avevo raccolto e pubblicato le prime 30 delle 34 regole: disseminate in tantissimi scritti diversi e poi finalmente riunite e ordinate nella prima edizione di “Transiti e Rivoluzioni Solari”, Armenia, Milano, 1997.

Non si può dire che, da allora, nulla sia cambiato. Ai molti revisori semplicemente stupidi di un tempo, si sono aggiunti tanti ignoranti ruspanti, certificati da Disneyland o autocertificati.
Molti, tra costoro, “correggono” le 34 regole sulla base della propria RSM dell’anno precedente oppure di quella con l’aggiunta della RSM del cognato di due anni prima (ovviamente entrambe lette secondo la “loro scienza”).

Se nei vari Bar dello Sport che furoreggiano attualmente in rete in quantità industriale, qualcuno fa loro osservare che stanno dicendo sciocchezze, costoro non rispondono negli unici due modi possibili e logici:

-          Controbattendo, step by step, a migliaia di esempi pubblicati dal sottoscritto e riguardanti per lo più personaggi pubblici. Non lo fanno perché, nella stragrande maggioranza dei casi, ignorano perfino che essi esistano e ritengono più formativo essere cresciuti al Bar dello Sport dove la cultura è un optional.
-          Presentando migliaia, o magari semplicemente centinaia, di esempi da loro pubblicati non dai maggiori editori di astrologia del mondo, ma almeno sul giornaletto web della parrocchia del proprio quartiere.

Niente. Neanche questo, E allora? Allora gl’ignoranti ruspanti preferiscono fare degli interventi “a gamba tesa”, per restare nel gergo dell’ambiente del Bar dello Sport, oppure “a cazzo”, parlando sotto metafora e più in generale.

Viva i correttori domenicali delle 34 regole!



Per A.P.: Sì, è crisi di Governo. Pupi Avati direbbe: "Festa di compleanno", per Giuseppe Conte. Eppure Nonna Papera e i suoi adepti dicono che sono tutte stronzate... Come la mettiamo?




Dalla pagina:

https://www.youtube.com/watch?v=y8Z4aahbi2E&lc=z22eyfj5exz2yfe5504t1aokgxotg2n214k1fyv5y0bobk0h00410





Per Tutti. Non è una notizia importante, ma vi invito a leggerla perché potrà spiegare, a qualcuno, il perché di un certo rumore di fondo che disturba, da qualche anno, l’Astrologia:


For Everybody. It is not an important news, but I invite you to read it because it can explain, to someone, the why of a certain noise leading that disturbs, from a few years, the astrology:


Buona Giornata a Tutti.




Tutto il materiale contenuto in questo blog, testi, grafici e foto, rigo per rigo, è coperto da Copyright. È vietata ogni riproduzione parziale o totale senza previa autorizzazione dell’owner.


Per vedere bene i grafici zodiacali e le foto, occorre cliccarci sopra: si ingrandiranno.To see well a graph, click on it and it will enlarge itself. Passando il puntatore del mouse su di un grafico, leggerete, in basso a destra dello schermo, il nome della località consigliata. Se ciò non dovesse avvenire, vi consiglio di usare come browser Chrome di Google che è gratuito e, a mio avviso, il migliore.Where it will be my birthday?
Passing the mouse pointer on a graph, you will read, in low to the right of the screen, the name of the recommended place. If this didn't have to happen, I recommend you to use as browser Chrome of Google that is free and, in my opinion, the best.
A che ora sarà il mio compleanno? (At what time I will have my Solar Return?): http://www.cirodiscepolo.it/inetpub/vvrot/oroscopi/rsmirata.asp


Qual è l’Indice di Pericolosità del mio Anno? CALCULATE, FREE, YOUR 
INDEX OF RISK FOR THE YEAR (as explained in the book Transits and Solar Returns, Ricerca ’90 Publisher, pages 397-399): http://www.cirodiscepolo.it/inetpub/oroscopi_net/free/formnascitam.asp?oroscopo=Punteggio


Quanto vale il mio rapporto di coppia?


Test Your Couple Compatibility
http://www.cirodiscepolo.it/inetpub/oroscopi_net/coppia_free/coppia1.asp 


Una bibliografia quasi completa di Ciro Discepolo:

An almost complete bibliography of Ciro Discepolo: 
http://www.amazon.com/Ciro-Discepolo/e/B003DC8JOQ/ref=sr_ntt_srch_lnk_1?qid=1407665052&sr=




giovedì 18 luglio 2019

Resilience and Active Astrology






Resilienza e Astrologia Attiva


Ieri sera, in aereo, ho visto un gran bel film: duro, davvero duro, ma anche pieno di senso della vita.

Descrive la lotta di un superstite di incidente aereo tra i ghiacci dell’artico in cerca di una possibile salvezza. Si tratta di Arctic, film di Joe Penna con Mads Mikkelsen, Islanda 2018.

 

Già guardando le prime scene mi sono chiesto dove avevano potuto girare con tanto freddo, montagne sterminate di ghiaccio, temperature polari e vento gelido senza sosta, dato che ormai il pianeta si sta letteralmente sciogliendo. Mi sono detto che solo in Islanda ciò è ancora possibile e infatti così era.

L’uomo, di cui non si conosce la storia e neanche il nome di battesimo, che praticamente non parla mai, se non per poche sillabe senza risposte, mangia pesce crudo, ha due dita dei piedi perse per il freddo e si ripara, pochissimo, dal gelo all’interno del suo aereo semidistrutto.

Presto gli farà compagnia una giovane donna a sua volta precipitata per soccorrerlo e gravemente ferita. L’uomo si fa carico di questa tremenda realtà e procede a piedi tirandosi, su di una piccola slitta, il corpo quasi morente della donna e piccoli oggetti come una borraccia, due razzi segnalatori, qualche corda…

Ad appesantire il tutto, la presenza di un orso polare che li ha fiutati e che giustamente reclama la loro carne.

 

Non vi svelo il finale, peraltro neanche tanto imprevedibile, e — invece — desidero condividere con voi una breve riflessione.

L’eccezionale resilienza di quest’uomo, cugina stretta dello spirito assoluto dell’Astrologia Attiva, non ha bisogno di decrittazioni o commenti.

 

Ma c’è dell’altro. Perché, da quando nasciamo, siamo così caparbiamente determinati ad andare avanti, a combattere, per non morire, anche quando la morte, come in questo caso, potrebbe essere salvifica, in assoluto, soprattutto per eliminare immediatamente decine e decine di dolori, di sofferenze, di privazioni di ogni genere?

Qui, ovviamente, hanno diritto di cittadinanza tutti i credi personali di ciascuno di noi, credo religioso compreso.

 

Ma, prima di tutto, questa pellicola quasi agghiacciante come The grey (“Vi manderò come pecore in mezzo ai lupi”), con Liam Neeson (di Joe Carnahan, USA 2012), a me ha fatto scaturire una domanda ancora più a monte: qual è il motore principale che alimenta la vita di ciascuno di noi?

Sapete già cosa io pensi della libido e della Casa occupata dal Sole al momento della nascita, ma — ancora prima — qual è, per ciascuno di noi, la fiamma iniziale assoluta?

 

Forse per me è stata, è e sarà sempre la curiosità.











Alcune mie foto scattate l'altro ieri, all'alba, a Samarcanda. Uzbekistan.






















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Quanto vale il mio rapporto di coppia?


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domenica 16 giugno 2019

My journey in Tamanrasset, South Algeria




Il mio viaggio a Tamanrasset, estremo sud sahariano dell’Algeria 


Sicuramente è stato uno dei più difficili della mia vita, sia per la durezza degli orari dei trasferimenti e sia per i controlli di polizia, ma se ce ne fosse l’esigenza, ci tornerei volentieri.

Già procurarmi il visto non è stata cosa da poco: per quello che in Algeria si chiama il Grande Sud, ci sono leggi e regolamenti speciali e la difficoltà di ottenere un visto è decisamente superiore perfino a quella di riuscire a soggiornare in Arabia Saudita. Pur essendo stato facilitato dalla presenza di un efficientissimo consolato a Milano, ho dovuto combattere non poco. La cosa funziona esattamente come nei paesi arabi tipo Arabia Saudita: potete andare lì, solo se invitati da qualcuno del luogo. 
Daniela è stata bravissima a trovare, fuori dai circuiti TripAdvisor e simili, l’hotel dove poi sono stato che è anche agenzia turistica locale e che mi ha fatto da sponsor facendo pervenire l’invito al consolato algerino a Milano.

Sono partito, quindi, abbastanza tranquillo che non vi fossero altri problemi che, invece, purtroppo, ho trovato.

Mancavo da Algeri da undici anni. Ricordo che fu un viaggio brevissimo, come tutte le mie lunari, di solo poche ore. Vidi migliaia di poliziotti per le strade, con posti di blocco ogni 100-200 metri.
Più che criticare cercai di capire e mi feci aiutare da persone del luogo.
L’Algeria stava affrontando — e credo che sia ancora impegnata su questo fronte — il problema di fasce estremiste che tendevano alla radicalizzazione e vi erano stati piccoli, ma non insignificanti massacri, in diversi villaggi interni. Ricorderete anche di quei marittimi italiani, otto o nove pescatori di Torre Annunziata e di Torre del Greco, se ricordo bene, sgozzati sul loro peschereccio mentre dormivano.
In altri paesi, vedi la Siria, dove tali episodi non sono stati immediatamente controllati e anche dominati, è poi successo quello che tutti sapete.

Desidero aggiungere che, come tantissimi democratici di tutto il mondo, da ragazzo feci il tifo per l’indipendenza che l’Algeria conquistò dopo 130 anni di dominazione francese.
Film come la Battaglia di Algeri, di Gillo Pontecorvo, e Lo sciacallo, mi avevano assai sensibilizzato al problema.
Dunque, posso dire, che nutro una spontanea simpatia verso questo paese.

Ritornarci dopo undici anni e trovare un fortissimo stato di polizia, lo comprendo e lo accetto, ma ho comunque avuto non poche difficoltà a realizzare il mio breve soggiorno lì.
Certo, se potessi fare come molti, RL di 5-6 giorni, probabilmente non avrei avuto questi problemi, ma non posso permettermelo.

Da Milano c’è un volo giornaliero, diretto, con Air Algeria, che alle 14.15, in circa due ore vi porta ad Algeri. Qui occorre spostarsi dall’aeroporto internazionale a quello dei voli domestici: circa un chilometro a piedi, all’esterno, e attendere la coincidenza con il volo Algeri-Tamanrasset che parte alle 23 e impiega due ore e trenta per giungere nell’estremo sud del Paese.

Avendo ottenuto un visto non facile dal consolato milanese, pensavo di avere esaurito i problemi. All’ufficio di Milano avevo portato dei miei libri, sia di astrologia che di fotografia, per spiegare le ragioni del mio viaggio, ma evidentemente il visto ricevuto non mi dava diritto ad alcunché.
Ritornando alle tappe del mio spostamento, io dovevo giungere all’1.30 a Tamanrasset per poi ripartire la notte dopo alle 4.05 con lo stesso volo. Andarmene a dormire non se ne parlava proprio e io non stavo nei panni pensando allo spettacolo del deserto visto e fotografato pochi minuti prima e dopo dell’alba. Così ho fatto. Poi ho tentato di dormire (senza riuscirci) un po’ di ore in hotel, prima di tornare in aeroporto per imbarcarmi sul volo di ritorno: dalle 4.05 alle 6.30 fino ad Algeri e dalle 10.30 alle 13.30 (l’Italia è a un fuso orario più avanti) a Malpensa.
In pratica due giorni e due notti senza dormire, ma ne valeva la pena!

Torniamo al mio arrivo ad Algeri. Pochi minuti di fila e sono davanti ad un giovane poliziotto che mi controlla passaporto, visto e cartoncino accompagnatorio da me riempito in ogni più piccolo particolare.
L’agente mi chiede che lavoro faccio. Qui sapevo benissimo che se avessi detto giornalista, mi sarei attirato tutto il mondo addosso, ma sfortunatamente non avevo alternative perché sapevo perfettamente che avrebbero controllato in tempo reale sui social.

Ho risposto che non lavoravo più da molti anni, che ero in pensione e che prima facevo il giornalista.
Lì è scattato il finimondo. Il giovane è andato a chiamare un superiore che parlava un po’ di inglese (credo che fosse un caporale). Desidero subito precisare che sono stati tutti gentilissimi con me: con il pugno di ferrò, senza scorciatoie di alcun genere, ma sempre con estrema cortesia ed educazione.
Qui l’interrogatorio si è fatto più insistente perché il sottufficiale desiderava conoscere in dettaglio le ragioni del mio brevissimo soggiorno (ma credo che non sarebbe cambiato nulla se fossi rimasto lì dieci giorni…).

Poi un altro giovane agente, in borghese, che sembrava essersi trovato a passare lì per caso, si è unito a noi tre e ha dichiarato di avere studiato l’italiano a scuola perché è una lingua che gli piaceva.
Io ho cercato di giocarmi la cosa sui due terreni, che poi erano la sacrosanta verità: andarmi a prendere la mia Rivoluzione Lunare e scattare, possibilmente, delle buone foto del deserto all’alba.
Ma la cosa non migliorava.

Inutile dire che, nonostante avessi disattivato i dati e il roaming alla partenza, appena atterrato la Vodafone mi aveva inviato il messaggio “Benvenuto in Algeria. Stai navigando a 6 euro al giorno e hai tot megabyte a disposizione…”. Niente di più falso: come faceva la TIM in passato, anche la Vodafone, riesce a mandarti questo messaggio anche se hai il cellulare spento, ma se poi lo attivi in tutto e per tutto, non riesci neanche a vedere la posta.

Io volevo mostrare ai miei tre interlocutori le pagine Amazon che mi riguardavano e anche l’angolo francese del mio sito, ma non sono riuscito a fare niente anche perché poi ho scoperto che nell’aeroporto di Algeri non esiste la possibilità di collegarsi a un wi-fi.
Per farla breve, la cosa è andata avanti per più di un’ora, ma io non mi sono minimamente agitato perché ho pensato: nel peggiore dei casi, mi sbattono in una cella e certo non possono picchiarmi.
Poi, finalmente, mi hanno lasciato andare.

Raggiungo a piedi l’altro aeroporto e vado al banco Air Algeria per avere la seconda boarding pass: in tutti i paesi più severi per i visti, non solo non potete fare il check-in online, ma una volta in aeroporto vi danno solo il biglietto per la tratta successiva e non tutti quelli che vi occorrono di lì al giorno dopo. In questo caso mi è stata negata anche tale possibilità perché mi è stato spiegato che la carta mi sarebbe stata consegnata solo tre ore prima della partenza del volo.

Mi sono rassegnato e sono rimasto molte ore in uno stanzone immenso e senza aria condizionata, ma soprattutto isolato dal mondo perché impossibilitato ad accedere alla rete per mancanza di wi-fi aeroportuale e per la solita truffa del gestore telefonico, qualunque esso sia.
Ho chiesto se almeno ci fossero le toilette e non devono avere compreso l’ironia perché mi hanno risposto affermativamente.

Dopo un tempo per me interminabile dove ho bevuto solo un tazzone di caffè per essere certo di restare sveglio fino a missione compiuta, sono riuscito a entrare al gate che era ghiacciato e dove mi sono beccato un colpo di freddo allo stomaco che mi ha fatto stare abbastanza male per due giorni in cui ho praticato il digiuno totale.

Inutile dire che i liquidi e il computer non interessavano loro minimamente e mi hanno fatto cenno di passare e forse lo avrebbero fatto anche se avessi avuto quattro-cinque litri di acqua nella valigia.
Quello che poi mi ha lasciato sconcertato, è stato il numero di volte che mi hanno controllato i documenti prima di farmi salire a bordo: cinque volte.

Ho sempre interagito con un uomo giovane, sui trentacinque anni, sveglio, intelligente e credo anche abbastanza colto. Parlava un inglese fluente e insieme agli altri agenti è stato a pregare diverso tempo (la sala di preghiera era a vista, separata solo da vetri trasparenti, all’interno del gate di partenza).
Lui mi ha controllato una prima volta i documenti.
Gli ho chiesto se il problema wi-fi fosse superabile, ma mi ha risposto di no.
Quando finalmente hanno annunciato il mio volo, lui stesso mi ha controllato una seconda volta i vari documenti. Poi, subito dopo, all’ingresso del bus, un suo collega mi ha ricontrollato tutto.
Quando siamo giunti davanti all’aereo, ci hanno fatto uscire tutti da una sola porta e lì c’era ad aspettarmi sempre questo agente gentilissimo che ha controllato di nuovo passaporto, biglietto e non so cos’altro. Ma subito prima della scaletta, a meno di tre metri da lui, altri due poliziotti formavano una barriera e ricontrollavano tutto prima di farci salire a bordo.

Viaggio normale con un Boing 737-600 credo da 300 passeggeri (nei quattro voli che ho fatto in circa 48 ore, sono stato l’unico caucasico, o europeo — se preferite — a bordo).
Viaggio di due ore e trenta, come da biglietto acquistato mesi fa.

Iniziavo a rilassarmi, quando ho capito che non era finito nulla.
Infatti, già da lontano, ho capito che un ufficiale di polizia, probabilmente il comandante di quell’aeroporto, aspettava proprio me e mi chiesto subito il passaporto.
Da osservare che come per tutti i controlli precedenti, anche questa volta lui mi ha detto di attendere cinque minuti ed è andato via con il mio passaporto: questo sì, che mi ha inquietato non poco.
Ho visto che parlava con diversi altri poliziotti e mostrava il mio documento.
Anche questo secondo interrogatorio si è protratto a lungo e, ad aeroporto ormai chiuso, ero dentro solo io con una dozzina di agenti.

In pratica mi hanno detto qualcosa del tipo: “Ricominciamo d’accapo. Perché siete qui?”. Lui parlava in francese e io rispondevo in inglese. L’ufficiale usava spesso Google translator. Poi sono riuscito a convincerlo a googlare “ciro discepolo” e ci sono stati diversi “Oh” o cose del genere, però il funzionario non si è lasciato intimidire e ha voluto che scrivessi sul suo cellulare (il mio non ha mai funzionato nei due aeroporti e sono riuscito a usarlo solo con il wi-fi dell’hotel): la ragione precisa del mio viaggio. Io ho risposto: “Sono venuto a prendermi le stelle di Tamanrasset”. 
Quest’ultima mia dichiarazione, redatta anche in tono enfatico, deve avere smosso qualcosa perché finalmente il mio interlocutore, anche lui gentilissimo come tutti, ha concluso: “Va bene, ma noi non possiamo mandarla in giro per Tamanrasset senza scorta!”. Per cui, circa un’ora dopo il mio atterraggio, scortato da due Jeep della polizia, una davanti al mio taxi e l’altra dietro, con tre poliziotti armati fino ai denti in ognuna delle due auto, sono finalmente giunto a destinazione dove ho potuto collegarmi a Internet, mandare un messaggio rassicurante a Daniela e stare steso un paio d’ore con gli occhi chiusi, per far riposare la vista, prima di ripartire con il mio driver personale, anziano, tuareg fiero nel suo abito con millenni di storia, e assai simpatico, ma che purtroppo non conosceva una sola parola di inglese (io, come tutti sanno, zoppico molto con la lingua tuareg).

Dato che stavo male con lo stomaco, avrei preferito restare sdraiato a letto, ma non mi sarei perso quell’avventura neanche per tutto l’oro del mondo e quindi, su di un fuoristrada che procedeva come una nave in tempesta e con lo stomaco che mi arrivava in gola ogni secondo, mi sono distillato e goduto ugualmente quei paesaggi magici che mi avevano già rapito nel film di Bertolucci.

Per il ritorno, copione quasi identico: giungere in aeroporto tre ore e mezzo prima del volo, ma riuscire ad avere il biglietto solo un’ora e mezzo prima, senza alcuna certezza che mi avrebbero fatto imbarcare.
Anche qui non ricordo quante volte mi hanno controllato i documenti prima di salire a bordo, ma se ne sono infischiati dei liquidi e del computer della valigia che mi hanno fatto passare senza neanche aprirla.
Partenza alle 4.05 di questa notte e arrivo, come da scheda, alle 6.30 ad Algeri.

Qui stava per prendermi un coccolone.
Da dove mi trovavo non riuscivo a capire perché l’aereo era fermo e non ci lasciavano scendere. Quando finalmente sono uscito dall’aeromobile, sulla parte superiore della scala metallica, ho visto decine di poliziotti super-armati che avevano circondato l’aereo e ho subito pensato: “Questa volta non mi faranno domande e mi spareranno con i mitra appena metto il naso fuori!”.

Invece non erano lì per me e io non ho indagato ulteriormente perché mi è venuta in mente quella scena cult di “Detenuto in attesa di giudizio”, di Nanni Loi, quando Alberto Sordi che si è già fatto un bel po’ di carcere senza motivo, sta per tornare al punto di frontiera dove lo avevano arrestato e immagina di scappare via a piedi, raggiunto, però, dalle raffiche di mitra degli agenti…

Ciliegina finale sulla torta per poter rientrare a Milano. A Tamanrasset non mi avevano voluto dare la carta di imbarco anche per Malpensa e ho dovuto fare una lunga fila per ottenerla. Quindi ho cercato di entrare nella sala di controllo dei passaporti e qui un agente mi ha fermato indicando che mancava un timbro sulla carta di imbarco: altra fila in altra zona distante dell’aeroporto, poi ritorno dal poliziotto di prima che questa volta mi fa passare, ma vengo nuovamente bloccato dall’addetto ai passaporti: 
“Cha lavoro fate?”. 
“Ma nulla, sa, io sono in pensione da molti anni…”.
“Sì, ma prima che lavoro facevate?”
“Giornalista”.

Si è alzato con il mio passaporto ed è andato a chiamare il suo capo. Hanno voluto che scrivessi a penna il nome del giornale dove avevo lavorato e in quale città e anche l’indirizzo preciso dell’albergo di Tamanrasset.
Finalmente l’imbarco con altri tre controlli dei documenti.

Quando sono atterrato a Malpensa avrei voluto baciare la terra, ma mi è sembrato un po’ plateale e mi sono astenuto.

Però, mi sono preso una soddisfazione senza prezzo: migliaia di cittadini non europei erano in fila in quel momento per passare il controllo passaporti: io ho superato tranquillamente la fila, mi sono diretto al piccolo spazio SmartDocument che non funziona neanche a Vancouver e a New York e che qui funziona alla grande, e in meno di 20 secondi sono uscito. Quelli che erano in coda diverse ore fa, credo che siano ancora lì.

Morale?
Non ci sono morali, tranne due considerazioni.
Se soffrite di cuore e non avete il pelo sullo stomaco, non ci andate.
Ma in caso contrario non vi fate mancare questa full immersion in un angolo meraviglioso del mondo, con tantissima storia di cui avere rispetto ed ammirazione.



















Il prossimo Convegno Annuale di Astrologia Attiva, ancora aperto al pubblico, si terrà al Grand Hotel Due Golfi, di Sant’Agata sui Due Golfi, vicino Sorrento, nel weekend 21-23 Giugno. Per le prenotazioni e altre notizie potete rivolgervi direttamente all’Hotel.







Vi ricordo che le sessioni del convegno sono rimaste le stesse da molti anni a questa parte:

venerdì: 15-19
sabato: 9-12 e 14-19
domenica: 9-12

Ingresso libero e gratuito. Come sempre parleremo di ciò che vorremo discutere, anche scegliendo più argomenti al momento. Come sanno i “ripetenti”, i nostri convegni si svolgono più secondo la formula della “tavola rotonda” che di un congresso formale. Tutti possono parlare, volendo, ma a braccio.


I menu delle due serate del convegno, per coloro che desiderano stare con noi e cenare assieme.


Cena di venerdì 21 giugno, ore 20, presso il ristorante di Mimmo (Lo stuzzichino)

Menù normale  euro 30,00 a persona, esclusa la mancia
Antipasto : Fiorilli di zucchine o parmigiana di melanzane

Primo piatto : pasta e patate con provolone del monaco o ravioli al profumo di limone massese con vongole veraci
Secondo piatto : calamaretti spillo con olive , capperi e pomodorino o involtini di pesce bandiera
Dolce : a scelta

Acqua minerale e vino della casa


Menù dietetico euro 30,00

verdurine di stagione miste
filetto di spigola  con insalata
dolce o frutta a scelta
acqua minerale naturale  e vino della casa


Cena di sabato sera 22 giugno, ore 20, nella sala panoramica (quella dove facciamo colazione) del Grand Hotel Due Golfi.


Euro 40,00 a testa, mancia esclusa, comprensivo di antipasto, primo piatto, secondo piatto, dolce e vino. 
Si prega prenotarsi con anticipo inviando una mail con oggetto cena Convegno Discepolo a:mariorusso@grandhotelduegolfi.com

Menù:
Antipasti (uno tra questi)
Tentacoli di polpo arrostito su crema di zucchine con salsa alla pizzaiola e ceci croccanti
Tartare di salmone su mousse di patate allo scalogno, insalatina di erbette e salsa ai cinque fiori
Piatto fantasia bufala campana, prosciutto San Daniele e  bruschetta ai due pomodorini


Primi (uno tra questi)
Mezzi paccheri di Gragnano con vongole veraci, noci di Sorrento e basilico
Spaghetti di grano duro ai sapori del cantone
Scialatiello dell’autore con melanzane e provola di Agerola


Secondi (uno tra questi)
Turbante di branzino e gamberone  su brunoise di verdure
Orata del golfo in panatura di agrumi 
Tagliata di Angus al coriandolo su ruchetta, pomodorini e scaglie di parmigiano, dressing all’aceto di Modena


Dessert

Delizia al limone di Sorrento
Crostatine di frutta fresca
Babà crema e amarena
vino Falanghina o Aglianico   



Coloro che desiderassero cenare con altre pietanze, sono pregati di sedersi a tavoli separati e di ordinare alla carta. Questo vale sia per la cena allo Stuzzichino che per quella al Grand Hotel Due Golfi. Grazie.








Per Tutti. Non è una notizia importante, ma vi invito a leggerla perché potrà spiegare, a qualcuno, il perché di un certo rumore di fondo che disturba, da qualche anno, l’Astrologia:


For Everybody. It is not an important news, but I invite you to read it because it can explain, to someone, the why of a certain noise leading that disturbs, from a few years, the astrology:


Buona Giornata a Tutti.




Tutto il materiale contenuto in questo blog, testi, grafici e foto, rigo per rigo, è coperto da Copyright. È vietata ogni riproduzione parziale o totale senza previa autorizzazione dell’owner.


Per vedere bene i grafici zodiacali e le foto, occorre cliccarci sopra: si ingrandiranno.To see well a graph, click on it and it will enlarge itself. Passando il puntatore del mouse su di un grafico, leggerete, in basso a destra dello schermo, il nome della località consigliata. Se ciò non dovesse avvenire, vi consiglio di usare come browser Chrome di Google che è gratuito e, a mio avviso, il migliore.Where it will be my birthday?
Passing the mouse pointer on a graph, you will read, in low to the right of the screen, the name of the recommended place. If this didn't have to happen, I recommend you to use as browser Chrome of Google that is free and, in my opinion, the best.
A che ora sarà il mio compleanno? (At what time I will have my Solar Return?): http://www.cirodiscepolo.it/inetpub/vvrot/oroscopi/rsmirata.asp


Qual è l’Indice di Pericolosità del mio Anno? CALCULATE, FREE, YOUR 
INDEX OF RISK FOR THE YEAR (as explained in the book Transits and Solar Returns, Ricerca ’90 Publisher, pages 397-399): http://www.cirodiscepolo.it/inetpub/oroscopi_net/free/formnascitam.asp?oroscopo=Punteggio


Quanto vale il mio rapporto di coppia?


Test Your Couple Compatibility
http://www.cirodiscepolo.it/inetpub/oroscopi_net/coppia_free/coppia1.asp 


Una bibliografia quasi completa di Ciro Discepolo:

An almost complete bibliography of Ciro Discepolo: 
http://www.amazon.com/Ciro-Discepolo/e/B003DC8JOQ/ref=sr_ntt_srch_lnk_1?qid=1407665052&sr=