sabato 1 febbraio 2020

About coronavirus. Cosa penso del coronavirus.




Le mie previsioni astrologiche sul coronavirus. By Ciro Discepolo.

In questi giorni di panico quasi collettivo e generale per il coronavirus, sono in tanti, per lo più amici e amiche stretti che mi scrivono per ottenere rassicurazioni: “Sto partendo per l’Argentina, pensi che stia commettendo una pazzia?”.
A tutti rispondo che:

-        Non credo assolutamente che tale attuale situazione potrà sfociare in una pandemia con milioni di morti, come nel caso della “spagnola” che mieté milioni di vittime (da 20 a 60, secondo gli storici), negli anni della Prima Guerra Mondiale.
-        Se anche la situazione si dovesse aggravare, io penso che l’Italia sarebbe uno dei paesi più esposti perché qui entrano tutti e da ogni parte, compresi i cinesi provenienti in auto o treno e che atterrano, probabilmente, in Germania o Francia, via Istanbul.
-        Sono assai pessimista sulla situazione sanitaria mondiale, soprattutto in rapporto al cancro, dove il numero di milioni di morti solo negli ultimi anni, è un fatto certo e non una ipotesi di lavoro degli epidemiologi.
Allora ho deciso di scrivere questo blog dove partirò, per cominciare, da una mia esperienza personale: mi trovavo ad Hong Kong il 10 aprile 2003, durante il picco massimo di mortalità per SARS, nell’epicentro esatto di tale malattia, e per le strade, anche sotto il mio albergo, vi erano ammassate decine di bare dove venivano inseriti i cadaveri che diventavano tali anche passando sul marciapiede laterale.
La situazione era davvero drammatica e io la descrissi in un mio articolo che intitolai “Reportage dall’inferno” e che ora vi ripropongo.
Il tutto, relativamente a tutta quella vicenda, visto attraverso la mia personale prospettiva, come vi spiegherò meglio più avanti, assunse tutti i toni della commedia all’italiana: un mix di situazioni comiche e tragiche al tempo stesso che in questo genere ci fanno eccellere nel mondo intero, seppure come “spaghetti”.
Cominciamo dal mio articolo e poi proseguirò nel racconto dei fatti e anche relativamente a ciò che prevedo in merito al coronavirus.
(le due foto sono di Hong Kong Free Press).

Reportage dall’inferno. Di Ciro Discepolo.

La mattina del 10 aprile scorso (2003) mi trovavo a Hong Kong per il compleanno di mia moglie.
Sebbene avessi un viaggio faticosissimo alle spalle, essendo uno dei pochissimi giornalisti occidentali presenti lì (forse l’unico italiano), in quel momento di grande drammaticità per quel paese, pensai di mettermi subito alla tastiera e di spedire in pochi minuti un reportage al mio giornale, Il Mattino.
L’articolo non fu pubblicato perché, come mi disse un capo-redattore mio amico presente alla riunione mattutina con il Direttore, l’allora inviato per l’estero, nonostante il parere favorevole del Direttore, si oppose perché “io non avevo la qualifica di corrispondente per gli esteri…”. Miserie umane. Addirittura peggiori della SARS.
Ma penso che tale testimonianza possa interessare comunque i nostri lettori (l’articolo lo pubblicai sul numero di luglio 2003 del mio trimestrale Ricerca ’90, numero 55, e pertanto ve la propongo.
L’aeroporto di Hong Kong, alla sezione Arrivi, pur nella sua magnifica struttura di architettura ultramoderna, ha qualcosa di spettrale che lo caratterizza e che ci procura il primo dejà vu del nostro soggiorno nell’ex colonia inglese passata, nel l997, e dopo 156 anni di amministrazione britannica, nuovamente sotto il dominio del governo popolare cinese.
Sono le 10.30 del mattino ed ai volumi enormi della stazione aeroportuale fanno da contraltare le pochissime presenze umane appena giunte dall’Europa: una cinquantina di passeggeri provenienti da Amsterdam a bordo di un azzurro e mastodontico Boeing 747-400 che ha volato praticamente vuoto e con i pochissimi passeggeri impegnati a provare, disordinatamente e in tempi diversi, tutti i posti liberi nelle diverse location dell’aereo.
ll tassista che ci porta in centro non ha la mascherina protettiva sulla bocca e sul naso e neanche i guanti, ma è trai pochissimi dell’intera città che mostra (o finge di mostrare) indifferenza verso l’emergenza più attuale al mondo in questo momento. Dovunque, invece, le mascherine, in massima parte, ed i guanti, stanno lì ad indicare l’icona di una sofferenza più morale che fisica di cittadini impegnati ad affrontare una nuova dura prova dopo le delusioni del passaggio dal regime speciale sotto il protettorato della corona inglese a quello decisamente molto meno libertario (e interessante dal punto di vista economico) della Cina comunista.
La gente, per strada, poca in verità, non si affretta e non si attarda neanche, ostenta – forse – una certa calma e questa parvenza di normalità ci riporta al secondo dejà vu che stavolta ci consente di decrittare un pensiero affacciatosi alla mente dall’istante dell’arrivo: alcune scene dal film di Terry Gilliam “L’esercito delle 12 scimmie”, 1995, protagonista Bruce Willis. In quella fiction, già divenuta un cult movie, il protagonista, un sempre credibile e bravissimo Bruce Willis, è inviato indietro nel tempo, dal 2035, nei giorni in cui si pensa che sulla Terra fu diffuso un terribile virus che in pochi mesi avrebbe spazzato via la quasi totalità della popolazione mondiale, costringendo i pochi superstiti a rifugiarsi nelle viscere profonde della Terra, dove il virus non era potuto arrivare. Volendo sdrammatizzare la situazione che ci circonda ed esorcizzare il fantasma della SARS (acronimo di Severe Acute Respiratory Syndrome), cerchiamo di buttare giù una battuta con il tassista che, però, non sembra capirla: “Probabilmente ho scoperto la causa della SARS. I passeggeri dei voli che giungono ad Hong Kong si devono sorbire più di undici ore di aria condizionata intorno agli zero gradi centigradi e ciò li potrebbe far giungere nella vostra città già con una seria polmonite addosso, tipica o atipica...".
Ma il tassista non ha voglia di sorridere o non capisce bene l’inglese di cui ha imparato, probabilmente, le parole ed i verbi principali venendo chissà da quale provincia lontanissima di questo grande paese.
Gli chiedo, tuttavia, di non portarmi direttamente in albergo e di farmi effettuare un largo giro della city. Ho modo, cosi, di scattare tante istantanee mentali (erano i decenni in cui non usai mai una fotocamera): molteplici e variopinti ƒrames di una quotidianità avvelenata da quel pensiero fisso ed ossessivo. Probabilmente come nel film di science fiction già citato, alla fine si scoprirà che L'esercito delle 12 scimmie non ha nulla a che fare con le origini della propagazione del virus, causato, invece, dalla follia ossessiva e sterminatrice di un paranoico manipolatore genetico.
Anche nel nostro caso, come si sa, è stata avanzata l’ipotesi del bioterrorismo, ma essa, tra le varie opzioni, resta la meno credibile o è stata addirittura archiviata del tutto e per sempre.
In uno dei tanti fotogrammi salvati a mente vi è, all’angolo della strada, un europeo che osserva, con particolare attenzione, la mascherina “tecnologicamente avanzata” di un “indigeno” e si chiede, forse, se questa gli dia qualche atout in più rispetto all’epidemia.
Tra gli ultimi sospettati della diffusione epidemica – ci riportano le cronache – ci sono gli scarafaggi, dei comuni scarafaggi come il Periplaneta americana, ma occorre tener presente, come ci insegnano gli psicologi, che in questi casi i fenomeni di proiezione singola e collettiva possono perfino esondare i limiti delle oggettività scientifiche per sconfinare negli scenari mostruosi ed incredibili dell’immaginario collettivo, riflettore, quest’ultimo, a mo’ di specchio, delle più ancestrali e spaventose immagini degli archetipi paurosi dell’uomo.
La storia della colonna infame, che fece da preambolo all’importantissima sezione costruita poi, in senso letterario, dal Manzoni ne I promessi sposi e relativa alla diffusione della peste a Milano nel novembre del 1629, deve pur insegnarci qualcosa: quel Guglielmo Piazza visto nell’atto di “ungere” i muri e quel Giangiacomo Mora denunciato, dopo tortura, dal primo, bruciati assieme sulla pubblica piazza, sono lì a ricordarci qualcosa di importante. Il pregiudizio, in questi casi, la fa da padrone: la diffidenza verso tutto e tutti.
Qui, quelli della Hong Kong ex dei Windsor e di Tony Blair, la chiamano mistrustfulness.
Nei pullman c’è pochissima gente e così nei caffè che oggi sembrano essersi tutti omologati all’architettura dei Mc Donald`s.
La giornata è grigia, con un cielo cupo e tetro, anche se il termometro oscilla intorno ai ventidue gradi. La primavera, se c`è, non si nota, sullo sfondo di orribili grattacieli che sembrano più infiniti alveoli di altrettanti eserciti di api operaie.
Non si vedono persone ridere o sorridere, ma neanche disperarsi.
Nella zona più elegante, quella degli alberghi di lusso, i vetri delle finestre dei grattacieli di acciaio riflettono cieli grigi e acque del porto altrettanto tristi.
Qui alla guerra si pensa davvero poco: una certa rassegnazione, per chi sa che dovrà comunque restare, è inevitabile. Si sa, perché l’informazione sanitaria gestita dal governo è davvero capillare, che il contatto diretto con un ammalato resta la forma di maggiore pericolo in un ipotetico contagio.
Jean Paul Sartre scrisse: “L’inferno sono gli altri".
E forse è vero.




Nel tornare in Italia ci fu un risvolto al tempo stesso comico e drammatico di quel viaggio. La donna da cui mi separai nel 2008, lavorava, come dirigente, presso il Comune di Napoli. Durante la sua assenza, una sua collega, sapendo dove si trovava, avvertì il Sindaco o il capo del personale e fu deciso di “metterla in quarantena, proibendole, per quaranta giorni, di tornare a lavorare”.
Il fatto eclatante è che ciò fu scritto e pubblicato nella bacheca di Palazzo San Giacomo, con tanto di nomi dei protagonisti.
Ovviamente, lì scattarono delle nostre denunce perché nei negozi di Mergellina alcuni commercianti si rifiutavano perfino di servirci.
Ci fu un putiferio e finimmo in prima pagina su molti quotidiani e in apertura di vari telegiornali.
Denunciammo i fatti all’allora garante per la privacy Stefano Rodotà, considerato da tutti e per sempre, un Salomone immarcescibile. Ma non solo non ottenemmo alcuna giustizia, ma subimmo anche la beffa che il suo parere contrario alla censura verso chi aveva agito così, ci venne comunicato per telefono e non per lettera, da una giovane assistente del Professore.
Commedia all’italiana, come dicevo.
Un paese di spaghetti.


Ecco, torniamo al nostro discorso di prima. Adesso vi dirò perché, a mio parere, non dobbiamo temere la pandemia che taluni prospettano.
Riferiamoci nuovamente alla curva dell’Indice Ciclico Planetario di André Barbault, per questo secolo, e che vi ho già illustrato nel mio blog precedente.
Osserviamo il grafico.





Il picco eccezionale, il più importante di tutto il secolo, che è al tempo stesso la punta più negativa di vari anni di “catabasi” e il momento contemporaneo dell’inizio della ripresa, picco che si situa, appunto, tra il 2020 e il 2021, non può essere in alcun modo in rapporto al coronavirus, secondo il mio parere, perché, come ho già spiegato tante volte negli ultimi decenni e riferendomi alle curve dei millenni scorsi, ogni picco corrisponde a milioni di morti.
Ora sappiamo che tale preoccupante, ma non terrifica epidemia, sta portando, a pochi giorni da quello che già viene considerato il suo massimo picco di virulenza, ad una mortalità di meno del 3% delle persone colpite: addirittura molti meno morti delle povere vittime di femminicidio.
Invece i milioni di morti ci sono già stati, e proprio in questi ultimi anni: milioni di morti per cancro, dagli anziani ai bambini e passando per uomini e donne giovani. Una mattanza che per il momento non accenna minimamente a diminuire, ma di cui mi sembra di leggere segnali positivi in straordinarie nuove cure che la Scienza sta mettendo a punto e nella ritrovata (seppure molto tarda) maggiore coscienza civica ed ecologica che ci sta facendo guardare con la massima attenzione al fenomeno dell’inquinamento totale del pianeta Terra.

E, visto che siamo in tema, aggiungerò, ripetendomi e trovandomi orgogliosamente contrario al pensiero della maggioranza delle persone, che tale picco non sarà neanche la temuta Terza Guerra Mondiale “scatenata da Trump, Putin e l’Iran”.

Questi ultimi quasi tre quarti di secolo che ci separano dall’ultimo conflitto planetario, ci hanno fatto crescere nel consumismo e difficilmente i potenti della Terra, pazzi o non pazzi che siano, vorranno rinunciare a tutte le “cose buone” che rendono il quotidiano meravigliosamente appetibile per ciascuno di noi: da una fantastica pizza al pomodoro e basilico, a una altrettanto meravigliosa vacanza a Positano o a Taormina o nel Golfo del Messico, a tutti i “giocattoli elettronici” con cui ci deliziamo quotidianamente e l’elenco potrebbe continuare per centinaia e centinaia di pagine…
No, non lo credo. E seppure in futuro “dovesse essere sganciata qualche bombetta pesante, ciò non significherebbe, automaticamente, l’innesco della irreversibile guerra totale di cui Stanley Kubrick ci ha lasciato pagine indimenticabili nel suo capolavoro sul dottor Stranamore”.

Insomma, molti mi hanno chiesto cosa pensassi della situazione attuale e ve l’ho detto.
Adesso, per rilassarmi, mi andrò a rivedere, godendo tantissimo, l’ottimo “L’esercito delle 12 scimmie”, di  Terry Gilliam.







Per Tutti. Non è una notizia importante, ma vi invito a leggerla perché potrà spiegare, a qualcuno, il perché di un certo rumore di fondo che disturba, da qualche anno, l’Astrologia:





For Everybody. It is not an important news, but I invite you to read it because it can explain, to someone, the why of a certain noise leading that disturbs, from a few years, the astrology:


Buona Giornata a Tutti.

Ciro Discepolo






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A che ora sarà il mio compleanno? (At what time I will have my Solar Return?): http://www.cirodiscepolo.it/inetpub/vvrot/oroscopi/rsmirata.asp


Qual è l’Indice di Pericolosità del mio Anno? 
CALCULATE, FREE, YOUR INDEX OF RISK FOR THE YEAR (as explained in the book Transits and Solar Returns, Ricerca ’90 Publisher, pages 397-399): http://www.cirodiscepolo.it/inetpub/oroscopi_net/free/formnascitam.asp?oroscopo=Punteggio


Quanto vale il mio rapporto di coppia?


Test Your Couple Compatibility
http://www.cirodiscepolo.it/inetpub/oroscopi_net/coppia_free/coppia1.asp


Una bibliografia quasi completa di Ciro Discepolo:

An almost complete bibliography of Ciro Discepolo: 
http://www.amazon.com/Ciro-Discepolo/e/B003DC8JOQ/ref=sr_ntt_s