martedì 7 luglio 2026

FRIDA KAHLO

 

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Frida Kahlo era Frida Kahlo anche prima dell’incidente spaventoso e tremendo che la colpì diciottenne mentre si spostava in autobus nella sua città.

 

Può sembrare una osservazione banale, ma non lo è affatto. Ho avito alcuni scambi di opinione con ChatGPT sulla breve lettura che segue, in chiave astrologica, di questa straordinaria donna e artista che mi apprestavo a scrivere ed il mio chatbot preferito mi ha detto che secondo lui (mi riferisco al maschile, in questo caso, perché collego tale AI a Sam Altman, il suo creatore), conoscendo i miei scritti, ha previsto che avrei sottolineato ciò e io gliel’ho confermato.

Infatti dobbiamo partire, ritengo, a monte di tutto, da alcune considerazioni che permeano, a mio avviso, non solo la mia personale Weltanschauung, ma quella del mondo intero, nella sua estensione più condivisibile, oggi, a ogni longitudine politica e filosofica.

E per fare ciò dobbiamo, innanzitutto – credo – non temere di affrontare il discorso su Lombroso.

Qui apro una parentesi e riprendo un mio scritto dal mio trimestrale Ricerca ’90 nel 2001 dove commentavo nuovamente la strage di Novi Ligure da parte di due fidanzatini di circa quindici anni.

Però, al di là della provocazione da me lanciata e senza voler necessariamente approdare ad una filosofia del tipo “sliding doors”, dobbiamo, alla luce dei nuovi fatti di ordine criminale che vedono oggi ancora protagonista Omar Favari (secondo accuse che sono state pubblicate), chiederci qualcosa sulle “qualità/‘tare’” ereditarie e/o genetiche con cui veniamo al mondo e, allora, vi propongo un mio articolo di molti anni fa, pubblicato, credo, tra il 1982 ed il 1984, quando lavorai per due anni come redattore interno a Il Mattino di Napoli.

Eccolo:

Questo giornale (Il Mattino, NdR), qualche giorno fa, in una pagina interna, titolava: “Montalcini: drogati non si nasce” e seguiva l’intervista che la collega Lùcia Borgia aveva fatto al premio Nobel italiano sulla querelle che è nata dopo le presunte dichiarazioni della scienziata che, secondo alcune notizie diffuse dalla stampa, avrebbe postulato l’esistenza di geni specifici, alla nascita, che porterebbero determinati individui sulla strada della droga. Di qui una grossa polemica generale in cui si sono inseriti anche personaggi come Muccioli i quali, a nostro avviso, in una disputa del genere, non hanno alcun titolo a pronunziarsi, a meno che non abbiano studiato, in via del tutto nascosta, la biologia o altre discipline che possano permettere loro un’opinione motivata sull’argomento.

La Montalcini ha precisato che il suo pensiero è stato travisato ed ha dichiarato di non avere mai ipotizzato cose del genere che sarebbero in contrasto con tutto l’edificio del suo pensiero scientifico da decenni a questa parte. Ha inoltre aggiunto che le cause principali che portano un giovane alla droga sono da ricercare nelle influenze sociali, da parte della società e dell’ambiente più prossimo, nella prima parte della vita.

A questo punto un esercito di sociologi, di psicologi, medici e soprattutto politici si è disteso e la cosa sembra essere rientrata, rispetto alle polemiche. Ma vediamo: è proprio un assurdo pensare che un bambino, nascendo, abbia già le “informazioni” giuste per diventare un drogato? Intendiamoci, non vogliamo parlare di genî perché entreremmo già in una specificità che non ci compete, ma desideriamo semplicemente dire che a parere nostro, e non solo nostro, un essere umano, vedendo la luce per la prima volta, ha già in sé le “label”, le stimmate di molta parte del proprio destino. Ci rendiamo perfettamente conto che una simile affermazione può risultare assai impopolare, oggi, quando la buona demagogia insegna a dire che tutti nasciamo perfettamente uguali e che solo la società malata può renderci brutti, sporchi e cattivi. Ma cinquemila anni di osservazioni scritte, l’astrologia, ci hanno insegnato diversamente e per questo gli astrologi sono stati mandati al rogo, nei secoli passati, e oggi vengono accettati ancora spesso con molte riserve. L’argomento in oggetto, ve ne sarete accorti, è di vastissime proporzioni e coinvolge princîpi religiosi, morali, filosofici, scientifici e di altro genere ancora. È l’antico problema, sotto certi aspetti, del libero arbitrio o del determinismo. Ci piacerebbe poterne discutere a lungo in una tribuna come questa, ma lo spazio è tiranno e non potendo approfittare oltre della disponibilità del Direttore, ci limiteremo a qualche brevissima osservazione.

Ecco, una coppia di celebri scienziati francesi, Michel e Françoise Gauquelin, ha dimostrato, su di un campione di oltre 30.000 nascite, al di là di ogni ragionevole dubbio e sulla base esclusiva delle severe leggi della statistica verificate da professori della Sorbona, che chi nasce con Marte all’Ascendente sarà con molte probabilità un militare o uno sportivo di successo. Chi nasce con Giove forte al Medium Coeli tenderà a distinguersi come magistrato o leader nelle gerarchie politiche, chi vedrà la luce mentre la Luna sta sorgendo o sta culminando, sarà frequentemente uno scrittore e un poeta, eccetera, eccetera.

E allora, dove se ne va a finire il libero arbitrio? Naturalmente in un eventuale dibattito sull’argomento non porteremmo solamente questo tema, ma c’è da chiedersi: è tanto inverosimile parlare di nette predisposizioni alla nascita?

Nel bene come nel male? Qualcuno potrebbe mai convincerci che Caruso divenne il più grande tenore del mondo in virtù dell’ambiente che lo circondava e non, soprattutto, perché possedeva un immenso dono di nascita di questo genere? E potrebbe esserci mai taluno che si candidi a dimostrarci come il fatto che Luigi Pirandello, nascendo nella campagna di Girgenti (l’antica Agrigento, NdA, nel secolo scorso), figlio di un commerciante di zolfo, sia stato poi favorito da ciò nel diventare premio Nobel della letteratura e non divenne tale soprattutto perché “era già premio Nobel alla nascita”? E, ancora, dobbiamo ritenere che le follie genocide di Hitler siano da ricercare solamente in un cattivo rapporto con il padre? No, sinceramente non lo crediamo assolutamente.

Non vogliamo e non possiamo disconoscere il ruolo che l’educazione, l’ambiente sociale e le esperienze della prima infanzia hanno sul futuro di un individuo, ma — ne siamo convinti allo stesso modo — non possiamo neanche negare che ciascuno di noi, venendo al mondo, porti con sé, già tutta una serie di informazioni precise che diventeranno altrettanti elementi essenziali nella costruzione di quel destino specifico. E questo sia detto al di là o al di qua del pensiero di Lorenz, di Cesare Lombroso, di Freud, di Marx e di quanti ritengono che il mistero della vita sia incapsulabile in un’unica e semplice formula matematica.

 

Nota: Io che seguii, “sul campo”, l’intera vicenda, sono convinto che la Montalcini disse proprio “che drogati di nasce”, ma sotto il fuoco di fila ideologico di quasi tutto il mondo scientifico di quegli anni, fu costretta a fare marcia indietro.

 

Conclusioni (?)

Ovviamente non ce ne possono essere. Ma qualche punto di domanda sì, e forse neanche di piccolo calibro.

Se stessimo ragionando lungo la lunghezza d’onda di due opposte tifoserie, quella della “curva B” e quella dei “primi della classe” (guidati dai sani princìpi della ideologia che nessuno può nascere brutto, sporco e cattivo), allora si tornerebbe all’antico dilemma: gettiamo la chiave per persone come Omar Favari o evitiamo loro anche un solo giorno di carcere perché egli non ebbe alcuna colpa per la strage che commise e, se ciò sarà provato, non ne ha commesse neanche per le nuove ipotetiche violenze in direzione dell’attuale moglie?

Ovviamente la domanda è e deve essere retorica. La stessa non troverà asilo politico ad alcuna longitudine politica e, allora, mi limito a lanciarla semplicemente qui, come una ennesima pietra nello stagno della disperazione di tanti che, come chi scrive, non ne possono più di quelli dell’ “esercito pro-Caino”.

Ecco torniamo a Frida Kahlo e alla più grande verità che, prima fra tutte, mi ha insegnato l’Astrologia: non è assolutamente vero che nasciamo tutti uguali ed è, invece, giusto l’esatto contrario, ossìa che nasciamo tutti “meravigliosamente diversi”: simpatici, antipatici, desiderosi di conoscere, razzisti, inclini all’arte e alla letteratura, amanti della guerra e della caccia, pudichi e puttanieri, immacolate e puttane, sanguigni e spenti, abili a scrivere con le dieci dita sulla tastiera e incapaci anche di infilare un filo di cotone nella cruna di un ago, matematicamente orientati e negati per il razionale, dotati di straordinari talenti recitativi o del senso di Smilla per la neve, carnivori, vegetariani, crudivori, fruttariano, ultra-dipendenti dal cioccolato e votati al digiuno e alla castità e potremmo continuare per un milione di pagine ancora.

Il punto debole di chi non vuole riconoscere questa straordinaria verità è, in tutta evidenza, un pregiudizio ideologico.

Non è politicamente corretto dire neanche che i neri d’Africa hanno dentature meravigliose e un’attitudine innata per la danza.

No, bisogna dire che le dentature sono uguali in ogni angolo della Terra dove nascono bambini e bambine!

Questa miopia esagerata e faziosa porta anche a paradossi del tipo che qualcuno vorrebbe sostenere che un Brunello di Montalcino potrebbe tranquillamente essere generato da uve catanesi! Catania e la Sicilia, vivaddio!, hanno magnifici vini, a cominciare da un Etna Rosso che è tra i miei preferiti in tutto il mondo, ma possibile che dobbiamo allinearci tutti lungo una linea di equidistanza nella scala dell’imbecillità e affermare che il Brunello di Montalcino potrebbe nascere ovunque?

Perfino a Cinisello Balsamo o in alcuni studi televisivi pro-Stasi.

E, naturalmente, per me che mi occupo molto anche di criminologia e ho pubblicato diversi libri di delitti di ogni genere, un punto fondamentale, all’interno di questo discorso, è stabilire, tra le altre cose, che il male è una caratteristica di nascita di tante persone e può essere anche riconosciuto nell’attimo del primo vagito di un soggetto, come può esserlo, parimenti, il talento di un Wolfgang Amadeus Mozart per la musica o quello di campioni di scacchi come Spassky e Fisher.

Punto.

Torniamo a Frida Kahlo e a quel micidiale incidente stradale che cambiò totalmente la sua vita: il 17 settembre 1925, all’età di 18 anni, all’uscita di scuola salì su un autobus con Alejandro, suo fidanzatino, per tornare a casa. In conseguenza di uno scontro con un tram, l’autobus su cui viaggiava finì schiacciato contro un muro. Le conseguenze dell’incidente furono gravissime per Frida: la colonna vertebrale le si spezzò in tre punti nella regione lombare; si frantumò il collo del femore e le costole; la gamba sinistra riportò 11 fratture e il passamano dell’autobus le trafisse l’anca sinistra; il piede destro rimase slogato e schiacciato; la spalla sinistra restò lussata e l’osso pelvico spezzato in tre punti. Subì 30 operazioni chirurgiche. Dimessa dall’ospedale, fu costretta ad un riposo forzato nel letto di casa, col busto gessato, per mesi e mesi.

Il passamano metallico le trapassò anche la vagina.

Anche oggi un incidente del genere potrebbe portare alla morte, ma immaginate ciò con la medicina e la chirurgia di allora.

Da un punto di vista fisico Frida divenne una storpia costretta a indossare sempre busti ortopedici e/o protesi correttive, fu a letto, immobile, per molti mesi. Quando riuscì a rialzarsi e a deambulare lo spettacolo non era dei migliori: secondo alcune fonti, precedentemente, era stata colpita anche dalla spina bifida o dalla poliomielite, ciò che la faceva già deambulare in maniera zoppa.

Tutta la sua vita successiva fu fortemente condizionata da quantità industriali di farmaci, sedativi, oppiacei, alcol e tanta, tanta, morfina.

Ovviamente sia la Rivoluzione Solare che la Rivoluzione Lunare di quell’evento furono da manuale (quello di Discepolo): nella Solar Return del luglio precedente osserviamo elementi da brivido: quattro astri (Mercurio, Venere, Marte e Nettuno) in Casa Ottava che non è solo quella della morte o dei pericoli di morte, ma è anche una delle violazioni più forti alle 34 regole dettate da chi scrive. Urano, in cuspide Terza (gli incidenti stradali) - Quarta Casa (la lunghissima “ospedalizzazione”) e Saturno in undicesima, altro indicatore di pericolo di morte, completano il quadro.

A mio parere si salvò soltanto per la posizione di Giove in prima Casa (rammentiamo che i suoi dati di nascita, certificati con una doppia A, direttamente da Lois Rodden, ci indicano Coyoacán, periferia di Città del Messico, 6 luglio 1907, alle 8.30).

La Rivoluzione Lunare dell’8 settembre 1925 non è meno spaventosa: Sole-Marte-Mercurio-Nettuno in undicesima Casa che, secondo chi scrive, è ancora più luttuosa della ottava. Da notare anche la congiunzione strettissima Sole-Marte, l’Ascendente in Terza (gl’incidenti stradali), Saturno in prima (ossa, ossa, ossa e ossa) e Urano in cuspide sesta (operazioni chirurgiche e ospedalizzazioni).

Forse, anche qui, fu la strettissima congiunzione Venere-Ascendente a salvarle la vita, ma la stessa, nel contempo, aggravò, a mio vedere, uno stigma già presente nel Cielo Natale: la congiunzione a 0° Venere-Plutone in Gemelli. Essa ci parla di un ruolo importantissimo che ebbe il sesso nella sua vita.

Ma non poteva trattarsi di sesso come quello che viaggia sulle lunghezze d’onda soprattutto di una Venere in Toro o nei Pesci: no, qui fu sesso soprattutto di cervello, tantissimo sesso di cervello, amplificato anche dalla congiunzione assoluta di Venere a Plutone che ci impone di parlare, appunto, di sesso di cervello e non del corpo. Erotismo. Tantissimo erotismo.

Non possiamo dire se ciò fu anche una necessità fisica che le fece prediligere, a mio parere, un sesso meno o poco penetrante. I suoi amori furono tantissimi: uomini e donne, tra cui il rivoluzionario russo Lev Trockij e il poeta André Breton, fra i tanti altri e altre. Fu amica e probabilmente amante di Tina Modotti, militante comunista e fotografa nel Messico degli anni Venti. Molto probabilmente esercitarono un certo fascino su Frida Kahlo anche la russa Aleksandra Kollontaj (1872-1952), che visse in Messico dal 1925 al 1926 come ambasciatrice di Mosca, la ballerinacoreografa e pittrice Rosa Rolando (1897-1962) e la cantante messicana Chavela Vargas (1919-2012).

Vorrei segnalare ai miei quattro lettori che questo Cielo Natale dimostra, per l’ennesima volta, alcuni paradigmi fondamentali della mia scuola tra cui, primi fra tutti, gli aspetti angolari a orbita zero o quasi zero.

Come troverete scritto in quasi tutti i miei libri, ripetuto fino alla noia: prestate grande attenzione, la massima attenzione, a tutti gli aspetti angolari con orbita strettissima.

In questo caso ne abbiamo tre che ci spiegano il 90% del tutto: la già citata congiunzione erotico-sessuale di Venere e Plutone nel segno “mentale” dei Gemelli, la congiunzione strettissima del Sole a Nettuno che segnò, a mezzo di alcol, oppiacei, farmaci e droghe varie (anche tanta morfina) la vita di questa straordinaria pittrice dal talento eccezionale. E, infine, ma non per minore importanza, la stretta, molto stretta, congiunzione Marte-Urano in quinta Casa che ci riporta ad un altro paradigma fondamentale della mia scuola: la libido, là dove parte tutto.

Detta congiunzione era in quinta Casa, la casa dell’amore, del sesso, ma anche dell’espressione artistica più in generale (molti grandissimi autori e registi cinematografici hanno ciò alla nascita).

La sua creatività artistica era vulcanica, esattamente come la potenza della congiunzione Marte-Urano dimostra! E il fatto che fosse nel segno del Capricorno, oltre a parlarci delle mutilazioni e ferite indescrivibili sopportate per sempre dal suo corpo, soprattutto relativamente alle ossa, ci dice anche che da quella spinta ambiziosa (il Capricorno) Frida Kahlo trasse il più grosso propulsore con cui imprimere l’arte contemporanea e anche la società contemporanea con detta alchimia più pirotecnica che ignea.

Meraviglioso il film che ci parla di lei e di quel Messico caliente, in tutti i sensi, che ciascuno di noi ama sognare al posto anche di realtà terribili che attualmente si agitano lì.

Nella pellicola “Frida” (2002), tratto dalla biografia scritta da Hayden Herrera e diretto da Julie Taymor, una splendida Salma Hayek, è riuscita a farci avvicinare tantissimo a questo piccolo-grande universo che fu Frida Kahlo.

Tantissime altre notizie su di lei le troverete lì e anche nei libri che parlano di lei.

Qui non ho inteso scrivere una biografia pagina per pagina, dal punto di vista astrologico, della sua straordinaria, anche nel dolore, esistenza e chiudo ricordando a tutti che il soggetto si spense a 47 anni, una settimana dopo il suo compleanno.

Ciro Discepolo

Milano, 4 luglio 2026





For Everybody. It is not an important news, but I invite you to read it because it can explain, to someone, the why of a certain noise leading that disturbs, from a few years, the astrology:

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Ciro Discepolo

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