sabato 2 dicembre 2017

Sempre sulle latitudini geografiche altissime



Nell’ultima (in senso temporale) giornata del corso intensivo di Astrologia Attiva che sto tenendo a Milano, abbiamo affrontato molti temi che penso abbiano destato un vivo interesse tra i tredici partecipanti che non hanno mostrato neanche un piccolo cedimento dopo molte ore di esercizi anche tecnici e anche assai difficili: nessuno è uscito a fumare o a prendere caffè o altro. Questo mi sta piacendo tanto perché si tratta, come dicevo, anche di argomenti per nulla facili.
Tra questi abbiamo passato in rassegna, analizzando cieli natali, transiti, Rivoluzioni Solari e Rivoluzioni Lunari, tutte le stelle dei protagonisti di quell’orribile fatto di cronaca che vide i due ragazzi Omar ed Erika quali esecutori di quella che passò alla storia come la strage di Novi Ligure.
Abbiamo ripreso a discutere anche dei pericoli che si corrono a domificare alle latitudini geografiche alte o altissime, diciamo già quando ci avviciniamo ai 66° gradi e dispari di latitudine Nord.
Dico pericoli perché se non si presta la massima attenzione a tale problema, si rischia di posizionare astri in Case diverse da quelle dove desideriamo siano piazzati determinati pianeti in una Rivoluzione Solare.
Abbiamo fatto l’esempio che vedete e che ho riproposto dopo anni in cui lo avevo già analizzato nella mia rivista Ricerca ’90.
In questi casi ho consigliato ai partecipanti di elaborare dei “grafici di avvicinamento” con qualsiasi software, ma per poi chiedere conferma a qualcuno che possiede Aladino che, per i motivi che ho spiegato molte volte e in tante sedi, è l’unico di cui potrei fidarmi per mandare qualcuno “lassù”.
Tra i presenti un collega diceva che oggi esisterebbero 2-3 software in grado di dare gli stessi risultati, ma quando abbiamo fatto una prova pratica, abbiamo letto errori enormi, addirittura di molti gradi nelle cuspidi delle Case (con due diversi programmi di calcolo).
Tuttavia, se qualcuno volesse provarci e mandarci screenshot alternativi, i dati su cui lavorare sono i seguenti:

Soggetto nato a Milano (9.30 E e 45.30 N) il giorno 19/11/1977, alle ore 13.15.

Compleanno 2008 a Selawick, Alaska, longitudine 160.09 W e latitudine 66°45' 
Naturalmente è importantissimo scegliere, sia per Milano che per Selawick, le stesse coordinate che leggete qui.
Chi aveva tentato di fare i calcoli con altro software, aveva sbagliato l’input, seppure solo di pochi primi, ma questo non giustificava risultati sbagliati anche di molti gradi.
Domenica prossima ci occuperemo, sempre in seno a tale corso intensivo, della datazione degli avvenimenti.
Infine, a gennaio prossimo, ci vedremo per un’ultima giornata dedicata a molte domande e risposte e ci saluteremo dopo che avrò consegnato i certificati di partecipazione al corso.










Il collega di cui scrivo più su, mi ha inviato, successivamente, altri calcoli effettuati, questa volta, con le coordinate geografiche giuste. Gli errori si sono ridotti: da oltre 13° (!!) sull’AS a 1 o più gradi rispetto a ogni cuspide di Casa: si tratta sempre di un risultato inaccettabile, soprattutto se consideriamo che l’esempio da me proposto non si riferisce ad una situazione limite, bensì a una semplice latitudine di 66°45', cioè poco oltre il circolo polare artico. Se poi giungiamo a 68-69 gradi, allora i delta schizzano in alto e senza controllo.
Il mio consiglio resta quello di prima.
Nella fattispecie ricordo che il giovane di cui si parla nell’esempio si spostò di un paio di chilometri dall’aeroporto a una baracca dove dormì e quel “piccolo” spostamento determinò, a tale latitudine, un restringimento delle Case con la quasi sovrapposizione dell’AS, della 12^, della 11^ e della X Casa...






Milano, il nuovo Centro City Life, in Piazza Tre Torri (fermata metropolitana M5), inaugurazione del 30 Novembre 2017. Alcune foto di Ciro Discepolo.





























MILANESE WHO HAVE FUN.
MILANESI CHE SI DIVERTONO. By Ciro Discepolo.


Sono assai lieto di presentare il mio terzo libro su Milano e il ventesimo di foto-giornalismo in generale.
Si tratta di “Milanesi che si divertono”, con testi sia in italiano che in inglese (entrambe le lingue nello stesso volume).
Lo potete vedere qui:

https://www.amazon.com/dp/1981301240/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1512114326&sr=8-1&keywords=9781981301249

ed entro poche ore lo potrete ordinare su Amazon.it, su Amazon.es, su Amazon.fr, su Amazon.de, ecc.
La copertina e diverse foto sono dedicate alla manifestazione “Mutande pazze”, davvero divertentissima dello scorso inverno qui a Milano, sia nella metropolitana che a piazza del Duomo e nella Galleria Vittorio Emanuele.
Qui di seguito una prima parte dei testi.
Buona lettura a Tutti.



PREFAZIONE


Ricordo con grande nettezza il giocattolo che accompagnò quasi tutti i miei svaghi dai cinque ai dieci anni di vita: un camioncino di legno rosso, grosso più o meno come una scatola di scarpe, con cui mi divertivo per ore e ore, a volte per giornate intere, caricando sullo stesso poche biglie coloratissime di vetro che mi sembravano gioielli e qualche soldatino di terracotta.
Era terminata da pochi anni la seconda guerra mondiale e mancavano, quasi del tutto, soldi e tecnologia, ma io ricordo come estremamente soddisfacenti quelle ore ludiche in cui la fantasia e l’immaginazione surrogavano perfettamente la mancanza di beni di ogni tipo.
Credo che un bambino di oggi potrebbe avere seri problemi di crescita se non disponesse di centinaia di canali televisivi a colori e di altrettanti videogames, consolle computerizzate, simulatori di corse in Formula 1 e centinaia di altri giochi più o meno costosi e sofisticati.
Rifletto su ciò non in termini nostalgici e non intendo neanche tentare improprie analisi sociologiche sull’argomento, ma — lo ritengo legittimamente — mi abbandono a qualche considerazione sull’oggetto di questo libro di foto-giornalismo in cui spero di offrire ai Lettori se non un documento esaustivo, almeno dei frammenti dell’attività di passatempo che si svolge ogni giorno, sotto i miei occhi, nel capoluogo lombardo.
La stessa, a mio parere, non è diversa da quella di New York o di Sydney o di Shanghai, se la osserviamo dalla prospettiva della domanda, ma — probabilmente — cambia totalmente se la analizziamo dalla direzione dell’offerta.
In altre parole sono convinto che la qualità e la quantità di divertimento che è possibile “produrre” in una metropoli contemporanea, siano direttamente proporzionali innanzitutto ai servizi che la metropoli stessa offre ai cittadini.
E, come esempio, parto da una situazione che mi ha visto soffrire per decenni quando vivevo tra il centro di Napoli (a Mergellina) e la Penisola Sorrentina dove amavo trascorrere molto del mio tempo libero.
Quel tratto non particolarmente esteso di strada (o di mare) che separava casa mia dal centro della meravigliosa Sorrento e dai suoi dintorni, riuscivo a percorrerlo in non meno di due-tre ore di viaggio con un’auto privata, restando spesso bloccato anche ore in colonne lunghissime di traffico.
Non riuscivo a comprendere, e non ci riesco neanche oggi, come mai la Regione Campania e la Provincia di Napoli, pur disponendo di una risorsa straordinaria come il treno della Circumvesuviana, non abbiano mai messo in atto una politica incentivante, per i cittadini campani e anche per i tantissimi turisti stranieri, affinché lasciassero le loro auto a casa e utilizzassero massivamente tale treno, con grandi risparmi per tutti: economici, di stress e anche a beneficio dell’ambiente.
No, solitamente anche d’estate, l’ultimo treno da Sorrento a Napoli partiva (e credo parta ancora) alle 23 per cui, di fatto, mi è sempre stato impedito di trascorrere una serata nell’incantevole insenatura di Marina Grande o nell’altrettanto suggestiva Marina di Seiano o in quell’angolo di paradiso che è il porticciolo di Marina della Lobra e potrei continuare con tale elenco.
Niente aliscafi e niente treni, solo auto.
Questo è, a mio avviso, il primo punto importante.

Se a Milano città è possibile utilizzare al massimo e al meglio le linee della metropolitana e anche i mezzi di superficie, in una città che pulsa freneticamente fino a notte tarda, ciò è a tutto vantaggio di una migliore qualità della vita, in generale, e di una maggiore possibilità fruitiva di ogni tipo di svago, eliminando, a monte, il problema principale: quello degli ingorghi di traffico dovuti al ricorso quasi generale al trasporto privato e alla ricerca di improbabili parcheggi.

Io penso che i milanesi (1) non siano, in quanto a voglia di divertirsi, tanto diversi dai loro cugini francesi o spagnoli e neanche tanto distanti, in quanto a gusti ludici, dai più nordici cittadini dell’Europa, del Nord America o del Canada. Sicuramente esistono delle differenze, ma probabilmente non così grandi da determinare, in pratica, comportamenti lontanissimi da quelli degli abitanti di qualunque altra grande città del mondo.

Sicuramente Milano è una città che corre, che pulsa freneticamente tutto l’anno e che sa che anche per quanto riguarda il divertimento è necessario “muoversi in fretta”, pena rinunciare a una parte delle ore di svago che spettano a ciascuno di noi.
Appena mi stabilii a vivere definitivamente (spero) a Milano, ad agosto 2016, un amico mi scrisse su Facebook: “Ciro, vedrai che quando ti troverai in metropolitana dovrai subito metterti sulla destra altrimenti verrai travolto dagli altri passeggeri...”. E io, pressappoco: “Già, ma dovranno prima raggiungermi...”. E sottolineo ciò non per mostrare i muscoli, ma per evidenziare che condivido pienamente la filosofia del carpe diem che tanti scambiano per fretta, ma che io chiamerei consapevole rinuncia ai tempi morti che a mio parere non fanno bene a nulla.

A tal proposito il sindaco Sala ha dichiarato, recentemente, che vorrebbe che la città da lui amministrata rallentasse: penso sia stato frainteso, ma credo anche che non spetti a me spiegare per lui.
Tornando al mio discorso, mi piace aggiungere che tutto funziona meglio se io so, uscendo di casa, che in 7-10 minuti al massimo raggiungerò quasi ogni punto della città: abito in via Leopardi, all’ingresso della Metropolitana Cadorna M1 ed M2, ma sarebbe lo stesso anche se abitassi in Corso Buenos Aires o a San Siro.
Oggi si parla tanto di smart cities e lo smart deve necessariamente cominciare da una gestione appunto intelligente dei servizi pubblici, in primis dai trasporti che devono funzionare bene e al massimo, con il bel tempo e con la pioggia (ahimé, sempre più assente in ogni parte del mondo!).

Premesso ciò, si può parlare dei divertimenti, sempre partendo dall’offerta: chiunque, in questa città, alzandosi la mattina e dando una scorsa ai giornali, cartacei o online, si dice, più o meno: “Peccato, oggi dovrò perdermi queste due mostre di pittura, l’inaugurazione della palestra TaldeiTali e un incontro con la scrittrice...”. Sono davvero tantissime le iniziative proposte quotidianamente dai privati e dall’amministrazione pubblica della città, in una misura tale, e attraverso una diversificazione notevole di generi e di proposte, che si fa davvero fatica a seguirne più di due o tre al giorno, anche disponendo di tanto tempo libero...

In tal senso devo lodare alcune iniziative che mi hanno fatto decidere, con soddisfazione, di trascorrere praticamente l’intero mese di agosto scorso in città, a cominciare da angoli, come quello in Largo la Foppa, dove il Comune ha attrezzato degli spazi all’ombra e tra gli alberi, con panchine, tavoli, prese di corrente, Wi-Fi gratuito e perfino colonnine dove ogni cittadino può prelevare fino a 6 litri al giorno di acqua fredda, naturale o gasata.
Con questo non voglio dire che si eviteranno i suicidi, ma che il cittadino trova sempre più motivi per essere spinto a vivere con una eccellente qualità di vissuto giornaliero.

Secondo dati ufficiali per la seconda volta in due anni Milano è stata la città più visitata dai turisti in Italia, superando perfino Roma. E forse le ragioni di ciò sono in gran parte quelle che sto cercando di individuare in queste righe e che ho cercato di illustrare con le mie foto.

Ai primissimi posti in una simile Hit Parade, vi è certamente il cibo e la ristorazione più in generale.
Viaggio tantissimo e ho fatto varie volte il giro del mondo nella mia vita. Sono stato decine di volte negli Stati Uniti, ma anche in Canada, Russia, Cina, Siberia, Australia, Oceania, Polinesia, ovunque! E, da viaggiatore, il problema principale che incontro è il cibo: quasi ovunque nel mondo, escludendo le pizze al taglio che spesso sono “di plastica”, occorre spendere grosse cifre per mangiare male o malissimo, come in alcuni posti del Canada dove la bottiglia più economica di vino è quella italiana, a 50/60 dollari, per giungere anche ai 120 dollari in media per una bottiglia di succo d’uva della British Columbia! E dico ciò senz’alcuno spirito polemico.
In ogni supermercato di Milano — e ce ne sono una infinità — è possibile utilizzare un take away economicissimo e pranzare o cenare anche con meno di cinque euro, a base di carne o pesce e tante verdure cucinate molto bene e prim’ancora selezionate nei controllatissimi mercati generali della città.

Tantissimi sono i ristorantini e i bar, da Brera a Corso Como o nei dintorni di Piazza Duomo, Porta Romana, Porta Venezia, ai Navigli e praticamente ovunque dove è possibile mangiare, per esempio, un ottimo risotto accompagnato da una bevanda, seduti a tavola e in ambiente climatizzato, senza fare file, per meno di 10 euro.

Come notavo prima, con un biglietto di soli 4,5 euro al giorno ci si può spostare per tutta la città, prendendo anche 20 mezzi pubblici al giorno e in condizioni di tutto rispetto in rapporto agli standard internazionali di trasporto.

La fruizione di molti e ampi spazi verdi all’interno del capoluogo lombardo, anche a pochi metri dai grattacieli degli ultimi anni, rappresenta una ulteriore prova di quanto i cittadini che vivono qui possano godere dei lati più positivi di un grande centro urbano mitteleuropeo: anziani, bambini, animali domestici e tante mamme da poco tali che trascorrono ore nei parchi pubblici con i loro bambini.

A evitare il sospetto tra i lettori di avere scritto un’agiografia del capoluogo lombardo, magari su commissione del Sindaco, lascerò al capitolo “Fotografare a Milano” anche un piccolo spazio al mio personale dissenso all’interno di una “scheda” che non pretende di esaurire neanche minimamente l’argomento, ma che si candida a rappresentare un punto di riflessione di chi, avendo viaggiato tantissimo in tutta la vita, ha la legittima possibilità di esprimere dei giudizi, critici e a favore.


L’argomento sport meriterebbe un libro a parte (e forse ci lavorerò). Non possiamo dimenticare, prima di tutto, che qui risiedono e operano due delle più importanti squadre calcistiche del nostro paese. Se poi passiamo in rassegna sport per sport, ci accorgiamo che anche da questo punto di vista a Milano c’è tantissimo materiale che solo in parte ho potuto inserire in un libro di poco più di 200 pagine.
Segnalo, tra tutte, due attività che mi hanno particolarmente colpito e interessato: Aero Gravity, cioè il “tunnel del vuoto” dove tutti possono volare, e Zero-Gravity, la più grande palestra acrobatica d’Italia e una delle maggiori d’Europa.

In questo volume troverete anche foto del cinema sui tetti della città (la Galleria Vittorio Emanuele) o sul barcone dei Navigli, di tanti artisti di strada, qui quantomai numerosi, di mostre d’arte, musei, gallerie, mercatini, raduni e tante tante cose ancora, ma soprattutto vi vorrei segnalare alcune altre location che mi hanno entusiasmato parecchio tra settembre e novembre 2017, mentre chiudevo questo libro:

- la sempre straordinaria settimana della moda
- l’altrettanto entusiasmante settimana della moto
- l’apertura di Garage Italia, il nuovo bar caffè di Lapo Elkann in stile auto Ferrari e motoscafi Riva
- Il campionato mondiale di snowboard negli spazi della Expo

Continua...










Per Tutti. Non è una notizia importante, ma vi invito a leggerla perché potrà spiegare, a qualcuno, il perché di un certo rumore di fondo che disturba, da qualche anno, l’Astrologia:


http://ilblogperidepressi.wordpress.com/ 


For Everybody. 
It is not an important news, but I invite you to read it because it can explain, to someone, the why of a certain noise leading that disturbs, from a few years, the astrology: http://ilblogperidepressi.wordpress.com/ 


Buona Giornata a Tutti.





Tutto il materiale contenuto in questo blog, testi, grafici e foto, rigo per rigo, è coperto da Copyright. È vietata ogni riproduzione parziale o totale senza previa autorizzazione dell’owner.


Per vedere bene i grafici zodiacali e le foto, occorre cliccarci sopra: si ingrandiranno.To see well a graph, click on it and it will enlarge itself. Passando il puntatore del mouse su di un grafico, leggerete, in basso a destra dello schermo, il nome della località consigliata. Se ciò non dovesse avvenire, vi consiglio di usare come browser Chrome di Google che è gratuito e, a mio avviso, il migliore.Where it will be my birthday?
Passing the mouse pointer on a graph, you will read, in low to the right of the screen, the name of the recommended place. If this didn't have to happen, I recommend you to use as browser Chrome of Google that is free and, in my opinion, the best.

A che ora sarà il mio compleanno? (At what time I will have my Solar Return?): http://www.cirodiscepolo.it/inetpub/vvrot/oroscopi/rsmirata.asp


Qual è l’Indice di Pericolosità del mio Anno? CALCULATE, FREE, YOUR 
INDEX OF RISK FOR THE YEAR (as explained in the book Transits and Solar Returns, Ricerca ’90 Publisher, pages 397-399): http://www.cirodiscepolo.it/inetpub/oroscopi_net/free/formnascitam.asp?oroscopo=Punteggio


Quanto vale il mio rapporto di coppia?


Test Your Couple Compatibility
http://www.cirodiscepolo.it/inetpub/oroscopi_net/coppia_free/coppia1.asp 



Una bibliografia quasi completa di Ciro Discepolo:

An almost complete bibliography of Ciro Discepolo: 
http://www.amazon.com/Ciro-Discepolo/e/B003DC8JOQ/ref=sr_ntt_srch_lnk_1?qid=1407665052&sr=







Posta un commento