lunedì 1 gennaio 2018

In Praise of Doubt. Elogio del dubbio.




Cartesio diceva: “Cogito ergo sum”, penso e dunque esisto. Ciò non è altro che l’elogio del dubbio che condivido assolutamente.

Ma anche il grande Luciano De Crescenzo si esprimeva in tal senso:

“Guagliù stateme a sentì: questo è il bene (Disegnando alla lavagna un punto interrogativo)... e questo è il male (Disegnando un punto esclamativo). Il bene è il dubbio, quando voi incontrate una persona che ha dei dubbi state tranquilli, vuol dire che è una brava persona, vuol dire che è democratico, che è tollerante, quando invece incontrate questi qui (Indicando il punto esclamativo), quelli che hanno le certezze, la fede incrollabile, e allora stateve accorte, vi dovete mettere paura, perché ricordatevi quello che vi dico: la fede è violenza, la fede in qualsiasi cosa è sempre violenza. Gli uomini, invece, gli uomini si dividono in uomini d’amore e uomini di libertà, a secondo se preferiscono vivere abbracciati gli uni con gli altri, oppure preferiscono vivere da soli e non essere scocciati. (Così parlò Bellavista).


Come si potrebbero non condividere simili pensieri?
Tuttavia una domanda si presenta imperiosa e legittima davanti a noi: “Coltivare il dubbio ci aiuta a essere maggiormente pensanti all’interno di una direzione di azione o potrebbe essere il migliore viatico, per alcuni non proprio dotati di volontà granitica, valido a giustificare il proprio totale immobilismo?”.

Ecco, a mio parere, questo è un importante motivo di riflessione.
Su ciò, sulla immarcescibile vexata quaestio/giochetto di società dell'uomo che corre verso  Samarcanda e su altri argomenti simili ho scritto una infinità di volte e non desidero perpetuare all’infinito una discussione che in sostanza mi sembra abbastanza inutile, ma mi piace ricordare solo due brevi passaggi di miei libri.





“... Cosa aggiungere a questa risposta che mi sembra perfetta? Magari ribadire soltanto quanto già detto molte volte. Agli scettici che ci chiedono come può influire un Nettuno o un Plutone, tanto piccoli e lontanissimi, sul nostro destino, noi che rispondiamo? Prova a studiare l’astrologia, dei temi natali, e ti convincerai. I discorsi sulla morte, su Samarcanda e tante belle storie che potremmo trarre dal database immenso della fiction e della letteratura di ogni tempo e di ogni Paese, sono suggestivi, affascinanti, ma restano soltanto teoria. Personalmente, pur provando simpatia per tutti i colleghi che continuano a discernere per una vita intera sul libero arbitrio, preferisco collocarmi, scusate se mi ripeto, come il radiotecnico della situazione che sa che cambiando quella valvola la radio si metterà a funzionare e non mi preoccupo se il premio Nobel per la fisica mi dice che ciò non è possibile in quanto il mio cliente è rimasto soddisfatto della riparazione. Ora potreste portarmi tutti i ragionamenti teorici per tentare di convincermi che noi non siamo in grado di influire sul nostro destino con il compleanno mirato, ma trent’anni di pratica (scrivevo tanti anni fa, oggi siamo a 48 anni e mi avvio — speriamo — in direzione del mio giubileo professionale che spero di festeggiare come ho in mente..., nda) mi hanno dimostrato esattamente il contrario”.

Dal mio libro “Quattro cose sui compleanni mirati”, http://www.programmiastral.com/Quattro_cose_sui_compleanni_mirati.pdf




... E qui entra in gioco un’altra categoria di sedicenti astrologi, coloro i quali non sapendo fare le previsioni, si battono a spada tratta pur di non ammettere di non essere in grado di fare ciò, volendo a tutti i costi dimostrare che le previsioni non si possono fare. Quali sono i loro argomenti? Siccome le variabili sulla terra sono infinite, e poiché nessun essere umano è in grado di gestire milioni di variabili, di conseguenza non è possibile fare previsioni. Una volta ho sentito addirittura qualcuno affermare che la nostra vita è influenzata da quello che mangiavano i nostri avi 300 anni fa. Dal momento che non possiamo sapere in cosa consistesse la dieta dei nostri bisavoli, come è possibile sostenere che un nostro soggetto contemporaneo morirà o no quest’anno? Qui si entra davvero nel ridicolo perché se volessimo a tutti i costi introdurre la teoria della relatività, potremmo dire che sì, effettivamente la relatività esiste, ma nel 99% dei casi noi ce ne “fottiamo”.
Quando ad esempio fu scoperta la penicillina a cavallo della seconda guerra mondiale, credete forse che quando questa fu messa in vendita i medici della FDA (Food and Drugs Administration) abbiano iniziato a relativizzare il valore di questo farmaco sostenendo che, seguendo la teoria di Einstein sulla relatività, poiché non possiamo sapere se il livello di diossina nelle acciaierie di Baotou nella Mongolia cinese abbia avuto un’impennata in un particolare anno e se le correnti d’aria ad alta quota abbiano portato quantità maggiori di diossina sulle nostre teste, come si può essere sicuri che la penicillina, di cui non si conoscono ancora tutti gli effetti combinatori, unita alla diossina, non risulti letale? Non sarebbe meglio a questo punto morire di polmonite ed evitare l’uso della penicillina?
Secondo questo ragionamento assurdo noi dovremmo applicare questa linea di pensiero ad ogni attività umana, dal momento che le varabili sono infinite. Di conseguenza, noi non dovremmo mai attraversare la strada, non dovremmo mai sottoporci a cure mediche, non dovremmo mai farci operare, non potremmo mai cenare fuori casa, e dovremmo fare come i Testimoni di Geova i quali rifiutano anche le trasfusioni di sangue e lasciano morire i propri figli piccoli sostenendo di non voler andare contro la volontà di Dio. Non c’è da parte mia nessuna intenzione di dare giudizi morali, e vi chiedo scusa se qualche volta do libero sfogo al mio sdegno chiamando alcune persone “teste di cazzo”. So già che questo libro mi procurerà altre decine di migliaia di nemici oltre a quelli che ho già, soprattutto tra i miei colleghi. A tutto questo do comunque pochissima importanza perché, se avessi cercato nella mia vita il posto caldo e sicuro accanto al caminetto, in una posizione inattaccabile, sarei rimasto iscritto a Fisica. Mi sarei potuto laureare, avrei lavorato sodo giorno e notte grazie alla mia insonnia e probabilmente mi avrebbero dato una cattedra in Fisica, dove mi sarei trovato in una posizione comoda e inattaccabile. Ma io non ho mai avuto questa aspirazione. Mi sono scelto invece una strada difficile dove, nel migliore dei casi, sento i risolini delle persone a cui vengo presentato come astrologo. Nel peggiore dei casi trovo persone arroganti che vorrebbero addirittura iniziare duelli con me che, se dovessi accettarli, lascerebbero costoro con le ossa rotte, come il materiale audio e video pubblicato sul mio sito può dimostrare e dove chiunque non sia prevenuto può accertare. Vi prego quindi di non lasciarvi influenzare da mie espressioni quali “mentecatto” o “testa di cazzo”, perché quando il mio sdegno sale al massimo di fronte all’ipocrisia di alcune persone devo usare per forza queste espressioni per non soffrire troppo.
Siccome questo, consentitemi di dire, alla vigilia del mio giubileo professionale, vorrà essere il mio testamento spirituale nei confronti dell’Astrologia, questa meravigliosa disciplina che ho amato con tutte le mie forze, non mi è assolutamente possibile scendere a patti. Questo vi spiega anche perché questo libro è pubblicato in proprio. Mi sarei potuto sicuramente rivolgere all’editore “scomodo” Tullio Pironti, a Napoli (testimone di grande coraggio soprattutto quando si va, con argomenti, contro il Palazzo), o ad altri editori italiani o internazionali disposti a pubblicare il testo senza modificare neanche una virgola dello stesso. Io, però, volevo la certezza di non subire la benché minima censura né sui tempi né sulle forme che avrebbero potuto adottare eventuali editori su questo libro, ed è per tale motivo che ho deciso di pubblicare in proprio il presente volume in cui posso permettermi di gridare tutto il mio sdegno. E pazienza se qualcuno mi odierà un po’ di più, ma forse qualche mente aperta, che ha pensato che l’Astrologia fosse qualcosa da sorseggiare come il tè in un salotto di persone perbene nei pomeriggi invernali e piovosi, magari si renderà conto che tra queste signore perbene ci sono anche bei cervelli, scienziati di fama internazionale, letterati e letterate di livello internazionale.
Vorrei farla finita con queste ipocrisie, e per questo la mia denuncia dovrà essere totale. A lungo ho atteso invano che si aprisse un dibattito su questo argomento, ma questi “mezzi uomini, ominicchi e quaquaraquà”, come li chiamava il grande Leonardo Sciascia ne Il giorno della civetta (1961), tale dibattito non lo inizieranno mai. Qualche volta ci ho anche provato, e in un’occasione anche a mie spese e in una sede prestigiosissima, l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli, in cui avevo invitato, oltre ad André Barbault, due tra coloro che a torto vengono considerati i maggiori astrologi al mondo e di cui personalmente condivido meno dello 0,00001%. La mia intenzione era quella di sederci a un tavolo e confrontarci dando inizio a un vero dibattito, perché non è possibile che si continui a fingere e che non si parli di tutte queste assurdità che gravitano attorno alla disciplina Astrologia. Non se ne parla probabilmente per censura, per autocensura, perché si ha paura di parlarne, perché non si è all’altezza di parlarne, e perché se scendiamo nel profondo bisogna almeno conoscere la storia e l’epistemologia che riguardano l’Astrologia, cosa che non tutti conoscono.
Mi direte che forse non servirà a nulla, perché se finora i miei nemici hanno vietato ai propri allievi di comprare i miei libri, a maggior ragione adesso emetteranno due divieti e una scomunica per chiunque comprerà un mio libro. Ma mi sembra evidente che io non voglia guadagnarci nulla, perché per un simile tipo di libro non c’è nulla da guadagnare. Al contrario. Mi interessa però che esso, come altri miei volumi che lo sono già, sia conservato nelle principali biblioteche di tutto il mondo a partire dalla Biblioteca Centrale del Congresso di Washington, dove già sono depositate copie di altri miei libri. Quando la pratica demenziale degli oroscopetti finalmente sarà soltanto un ricordo – forse tra tre o quattro secoli –, e si faranno strada studiosi seri che vorranno prendere in mano la storia dell’Astrologia, allora si potrà dire che forse non tutti erano oroscopari, e che c’era anche qualcuno che diceva le cose come andavano dette.


“Requiem for Astrology”, 






Milano, Natale 2017 sui Navigli. Alcune foto di Ciro Discepolo















































Per Tutti. Non è una notizia importante, ma vi invito a leggerla perché potrà spiegare, a qualcuno, il perché di un certo rumore di fondo che disturba, da qualche anno, l’Astrologia:


http://ilblogperidepressi.wordpress.com/ 


For Everybody. 
It is not an important news, but I invite you to read it because it can explain, to someone, the why of a certain noise leading that disturbs, from a few years, the astrology: http://ilblogperidepressi.wordpress.com/ 


Buona Giornata a Tutti.







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Passing the mouse pointer on a graph, you will read, in low to the right of the screen, the name of the recommended place. If this didn't have to happen, I recommend you to use as browser Chrome of Google that is free and, in my opinion, the best.

A che ora sarà il mio compleanno? (At what time I will have my Solar Return?): http://www.cirodiscepolo.it/inetpub/vvrot/oroscopi/rsmirata.asp


Qual è l’Indice di Pericolosità del mio Anno? CALCULATE, FREE, YOUR 
INDEX OF RISK FOR THE YEAR (as explained in the book Transits and Solar Returns, Ricerca ’90 Publisher, pages 397-399): http://www.cirodiscepolo.it/inetpub/oroscopi_net/free/formnascitam.asp?oroscopo=Punteggio


Quanto vale il mio rapporto di coppia?


Test Your Couple Compatibility
http://www.cirodiscepolo.it/inetpub/oroscopi_net/coppia_free/coppia1.asp 



Una bibliografia quasi completa di Ciro Discepolo:

An almost complete bibliography of Ciro Discepolo: 
http://www.amazon.com/Ciro-Discepolo/e/B003DC8JOQ/ref=sr_ntt_srch_lnk_1?qid=1407665052&sr=










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