domenica 14 agosto 2011

Oslo - Nerano, viaggio di solo andata






Un mio breve racconto di qualche anno fa...






Oslo – Nerano: viaggio di solo andata

Era giunta con il volo SK1634 delle 15.45, atterrato con la consueta superefficienza teutonica alle 15.27. Kirsten si guardò intorno e si sentì a casa, ancora una volta, nel modernissimo aeroporto di Gardermoen, Oslo. In ogni angolo, anche il più piccolo dello stesso, si poteva toccare con mano il concetto di efficienza nordica, ma anche quello di civiltà, di rigore, di funzionalità, di presenza dello Stato, di ordine. In giro non si vedeva un solo poliziotto in tutta l’area grandissima del piano stradale. Entrò un momento nella toilette delle donne per rimettersi in ordine e ritrovò quei fantastici lavabi di legno massiccio e di acciaio che le mancavano tanto quando era all’estero. Quasi automaticamente si avviò al banco della SAS Airport Bus e acquistò un biglietto per arrivare in centro: 80 corone norvegesi. Prendere un taxi era davvero un lusso inutile con un servizio perfetto come quello che assicurava un bus ogni 15 minuti, dalle 4.05 del mattino. Da loro, pensò ancora una volta Kirsten, l’affollamento non esisteva. Il grosso mezzo era proprio davanti all’uscita della sezione arrivi internazionali dell’aeroporto, in un luogo pensato per offrire il massimo comfort al viaggiatore che poteva lasciare in loco il carrello dei bagagli. Quando le porte automatiche dell’aeroporto si furono chiuse alle sue spalle avvertì immediatamente l’aria fredda che la investì sul viso, prima che altrove, e le ricordò che da loro metà ottobre è assai diverso che nel resto del mondo. Salì sul mezzo modernissimo, obliterò il piccolo titolo di viaggio e si sedette dove più le piacque: l’interno era occupato da non più di quindici persone. Nessuno la guardò e probabilmente nessuno si accorse che era salita a bordo. Il sole, vuoi per l’orario legale estivo, vuoi per la latitudine geografica di Oslo e vuoi per il mese, era ancora molto alto nel cielo, rispetto al punto di mezzogiorno, ma la sua relativamente elevata declinazione non corrispondeva a un’altrettanto significativa temperatura che invece seguiva le leggi quasi assolute della latitudine geografica di questo lembo settentrionalissimo del mondo civilizzato. Quando i pistoni idraulici dello sportello d’ingresso dell’automezzo fecero udire il loro frastuono, il bus si mosse, senza che alcuno avesse nel frattempo fiatato. I più leggevano un libro, eretti e rigidi rispetto allo schienale, un paio di giovani ascoltavano musica attraverso un auricolare, una donna anziana dormiva in modo composto e silenzioso. Tutto a posto, tutto in ordine, pensò l’ingegnere Kirsten, come noi norvegesi ci aspettiamo che sia. Il pullman si diresse a sud, ma lei si accorse che stava viaggiando verso est, in quell’incanto di stretta lingua di asfalto che si snoda tra Sorrento e Nerano, attraversando luoghi incantevoli sospesi tra il mare e la collina completamente ricoperta da un mantello di olivi pronti per la raccolta dei propri frutti. Era con Enzo, ed erano i primi giorni di ottobre, come ogni anno da cinque, ormai. Prendevano il vettore della Sita alla stazione della Circumvesuviana di Sorrento ed era sempre un’avventura: gli orari quasi mai corrispondevano con quelli stampati e indovinare il capolinea era quasi una lotteria. Ogni volta il mezzo parcheggiava in un luogo diverso nel raggio di una settantina di metri dalle scale della stazione. Una calca incredibile di gente, di ogni tipo, si spostava velocemente a ogni arrivo di una nuova macchina per informarsi se era quella giusta. Adesso, però, alla sua destra scorreva la terza fila dell’autostrada che da Gardermoen porta al centro di Oslo, un’autostrada che di notte è illuminata a giorno: un lampione ogni cinquanta metri, da un lato e dall’altro della strada. Ora era di nuovo con Enzo, mano nella mano, e gli pneumatici del pesante mezzo mordevano un asfalto consunto e irregolare per vincere la forte pendenza nel tratto tra Massa Lubrense e Marciano. Lo spettacolo, all’altezza della Punta della Campanella, con Capri sullo sfondo, era di quelli che ti tolgono il respiro! Poi, giù per la discesa ripida che porta alla Marina del Cantone in una esplosione di verde e di viola e di fucsia delle bouganvillee che trovano ogni varco possibile in mezzo agli olivi sotto i quali sono già state dispiegate le reti per la prossima battitura. Quel breve tragitto, della durata praticamente uguale all’altro di quell’istante, lo ripeteva ogni volta con la speranza che non finisse mai: un incanto di natura, di vita, di sensazioni irripetibili. E poi c’era Enzo. Sulla spiaggia del Lido Mary ai primi di ottobre era tutto più bello: il sole era ancora assai caldo e l’affollamento quasi inesistente per quei luoghi. Un leggero rallentamento del veicolo le rammentò che non era a Nerano, ma nella sua altrettanto amatissima Norvegia, e le ricordò anche che doveva prendere una decisione, come aveva promesso al suo uomo: tornare da lui o decidere di restare per sempre a casa. Scegliere tra l’amore, la vita, una natura meravigliosa e ineguagliabile, con tanti problemi di vita quotidiana, riguardanti cose irrazionali e inconcepibili per una scandinava, o restare nella fredda civiltà di una nazione perfetta dove ogni cosa funziona come deve funzionare e dove non esistono neanche le zanzare. Ancora una volta godé di quel sole radiante che le dorava la pelle bianchissima e delicata. Il profumo del mare le penetrava fortemente nelle narici e si mischiava agli odori robusti di tante pietanze deliziose cucinate nei diversi ristoranti affacciati sulla spiaggia, troppo vicini alla spiaggia… Il bagno, poi, immergendosi in un’acqua non pulitissima ma ancora fruibile rispetto al degrado ambientale planetario e provare quella piacevolissima sensazione di fresco dopo ore di abbronzatura stesi come lucertole pietrificate o ammaliate dall’astro che dona la vita.

Di nuovo il fischio dei pistoni idraulici l’avvertì che si trovava alla sua fermata, davanti al Radisson SAS Scandinavia Hotel, a due passi da casa sua: 47 minuti per 47 chilometri, come era scritto – senza enfasi – su ogni guida turistica locale e come l’autista aveva rispettato senza produrre alcuno sforzo particolare. Scese e nessuno se ne accorse o parve accorgersene. Il suo pensiero tornò alla Marina del Cantone e al pasto intorno alle quindici, da Maria Grazia, su quel semplice ma impareggiabile rettangolo di legno eretto direttamente sul mare, a gustare una squisita pezzogna alla brace e poi a godersi dell’uva ghiacciata in una sospensione totale di pensieri, di affanni e di scadenze da rispettare. Aprì la porta di casa e le luci si accesero automaticamente rievocandole i vantaggi di una perfetta climatizzazione e insonorizzazione in un appartamento studiato in ogni più piccolo dettaglio da architetti capaci e intelligenti. Doveva dare una risposta a Enzo. Si lasciò cadere sul divano e con la tastiera cordless sulle gambe si collegò alla rete riferendosi alle immagini dell’enorme schermo piatto da parete. Entrò nel link delle webcam e scelse, ovviamente, quella corrispondente a Nerano. In tempo reale fu di nuovo alla Marina del Cantone. La sua superlinea in fibre ottiche, a 10 megabit al secondo, le rimandò lo scenario fatato di sempre: una barca si allontanava dal pontile, un raggio di sole obliquo produceva riflessi dorati sull’acqua, dei gabbiani volavano bassi.

Deciderò domani, pensò Kirsten.



Ciro Discepolo






Da Roberto Minichini che, tra l'altro, scrive: 

"Capita spesso di incontrare persone che sanno tutto di tutto e invece sanno niente su niente . Armand Barbault invece era certamente uno studioso serio ed altamente qualificato . Cari Saluti da Roberto Minichini". 


Hai ragione, Roberto, e un altro grande uomo che faceva previsioni esatte usando contemporaneamente l'astrologia, la chiromanzia e la psicoanalisi fu il grande Ernst Bernhard.




Cara Giulia, chiedendo ad Astrologiainlinea.it il tabulato di questa sinastria, potrai capire, punto per punto, che cosa vi unisce e che cosa vi divide. Il mio consiglio per te è quello di diventare sempre più forte, partendo ogni anno nel giorno del tuo compleanno. La tua vita cambierà certamente in meglio. Molti auguri.





Per Laura. Tu hai scelto l'anonimato. Poi non ci hai indicato la tua città di nascita e neanche quella dove avresti trascorso il suddetto compleanno. Non ci hai fornito neanche il tuo giorno, mese e anno di nascita. Non ci hai informato sulla tua ora di nascita. In compenso ci hai descritto una presunta situazione paradossale, la più paradossale che si possa immaginare. E qui nessuno ti conosce. In sintesi tu potresti chiamarti Gianfranco o Alessandro e la tua storia potrebbe essere un falso. Ma io voglio ragionare in positivo e allora facciamo così: io ti regalo il mio tempo, mi studio la tua situazione e ti spiego come interpretarla e tu mi mandi il tuo estratto di nascita dove si legga bene tutto: nome, cognome, città e dati di nascita compresa l'ora (chiaramente non li divulgherò) con cui io possa verificare che la tua RSM sia davvero quella descritta. Restiamo tutti in attesa.







For all. This is not an important piece of news but I ask you to read it anyhow because it will explain, to some, the background noise which has been disturbing Astrology for some years (Per Tutti. Non è una notizia importante, ma vi invito a leggerla in quanto potrà spiegare, a qualcuno, il perché di un certo rumore di fondo che disturba, da qualche anno, l’Astrologia. Appena avrò un po’ di tempo, creerò altri tre o quattro blog per altre persone su cui vi state ponendo delle domande):














Buona Giornata a Tutti.
Ciro Discepolo




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