domenica 25 novembre 2007

Viaggio a Narsarssuaq

Questa è stata pubblicata su La Repubblica, con il permesso dell'interessato, un simpatico avvocato napoletano, di circa 65 anni. Costui non prendeva un aereo da oltre trent'anni ed era spaventato a morte di farlo. Inoltre non parlava lingue straniere e gli capita, in pieno febbraio, la Groenlandia (un volo alla settimana, da Copenaghen, e poi chiuso in una baracca per sette giorni con un cibo che non è proprio il massimo per un partenopeo abituato a saporitissimi piatti a base di pesce e alle deliziose pastiere napoletane di Gambrinus, senza parlare del caffè e della pizza unici al mondo). Costui parte con il terrore addosso, ma poi il viaggio lo ha fatto crescere moltissimo e ora ne ride. Giunge ad Amsterdam dove aveva l'aereo per Copenaghen e, per l'emozione, perde i biglietti per la tratta successiva. Non si sa come, riesce (con i gesti?) a farsi dare nuovi biglietti e corre nell'aeromobile mentre stanno già chiudendo le porte. Ha il fiatone, è stravolto e agitando i biglietti con una mano, chiede, quasi gridando: "Copenaghen, Copenaghen?". Davanti a lui un assistente di volo nerissimo e alto oltre due metri, comprende al volo la situazione e facendo la faccia più truce che gli riesca di fare, risponde: "No, Ruanda!". Il nostro avvocato fa marcia indietro e scappa come un siluro, inseguito da altre due assistenti di volo. Quando rientra in aereo trova l'uomo di colore steso sul pavimento, a pancia all'aria, che si torceva dalle risate. L'emozione, però, era stata troppo forte e il nostro giunge a Narsarssuaq con una cistite di chiara origine psicosomatica e febbre a 40° centigradi...
Ciro Discepolo
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