martedì 30 dicembre 2008

Biancaneve


Come si fa a restare insensibili di fronte al capolavoro di Walt Disney e David Hand, 1937? Bianacaneve è molto di più di un film: è una poesia, una carezza dell’animo, uno stato mentale e filosofico. Oltre che un manufatto di straordinaria bravura cinematografica.
Esso è, soprattutto, un luogo della mente, potremmo dire.
Molto di più del grande ma criticabile Frank Capra a cui potremmo chiedere: ma davvero, superati i trent’anni, credi ancora che la vita sia meravigliosa?
No, invece questa meravigliosa bambina, in tutti i supertechnicolor dell’animo umano, è davvero credibile nel proprio sgomento, nella sua timida indifesa commovente espressione di sbigottimento di fronte alla lama tagliente del servitore incaricato di squarciarle il petto per portare alla Regina Cattiva la prova del suo omicidio.

A questo pensavo ieri sera quando ho rivisto, per l’ennesima volta e con immensa gioia, il capolavoro disneyano.

E a questo ho pensato oggi quando Biancaneve ha fatto visita al nostro sito.

I fatti, in breve, prima di archiviarli definitivamente e per sempre.

Nei commenti al blog “Serena vecchiaia”, del 28 dicembre scorso, si legge lo scritto di un talebano della scienza, non condizionato dai dubbi dei comuni mortali, pieno di certezze assolute e su tutte una in particolare: Ciro Discepolo, e gli altri che scrivono qui, sono un manica di st… che non capiscono una mazza e a cui “ci piace” dare una buona dose di legnate.
Naturalmente tutto è relativo e oggi è anche possibile leggere in maniera problematica le leggi antisemite naziste o trovare possibili giustificazioni alle deportazioni di milioni di non comunisti nei lager siberiani, ma a parte queste poche eccezioni, direi che la lingua italiana si presta meravigliosamente a essere letta esattamente come andrebbe letta, senza l’aiuto di alcun suggeritore.

Ecco alcune perle di questo pamphlet che aveva la pretesa di avere scoperto le vere leggi della fisica e che invece reiterava, copiandola malamente, la scoperta dell’acqua calda:

… Infatti, se i pianeti esercitano i loro influssi attraverso le ben note forze naturali (e in effetti non si vede in che altro modo potrebbero), ognuno di noi può farsi un'idea della loro intensità. Si scopre così che Plutone ci attrae gravitazionalmente come una tazzina di tè nell'altra stanza (o di un tir che passa a 1 chilometro). Più importante dell'attrazione, a mio avviso, è la forza di marea. Allora basta spostare un portasigarette (vuoto) in salotto per raddoppiare o annullare gl'influssi plutoniani in camera da letto. Il bello è che se quello del piano di sopra sposta i mobili mi stravolge il quadro astrale inviandomi sollecitazioni superiori a quelle di qualunque pianeta. Forza elettromagnetica: poichè Plutone ha un campo evanescente (e rivolto verso lo spazio esterno e non verso la Terra), l'unico modo che abbiamo per "avvertirlo" è attraverso la luce solare (radiazione elettromagnetica) che riflette verso di noi. Così le lucine dell'albero di Natale in fondo alla strada emanano un'orgia di radiazione che soverchia senza speranza quella di Plutone. Anche il display di un cellulare a 10 Km è più invasivo dell'emissione plutoniana (e ce ne sono parecchi di cellulari entro 10 Km!).Cambiare città, con palazzi, insolazione, fiumi e montagne disposti in maniera differente, comporta una mutazione di sollecitazioni gravitazionali ed elettromagnetiche così travolgenti, rispetto a quelle dei pianeti, che risulta inutile darsi la pena di calcolare il cielo di RSM in quella città (un po' come togliere il pettine dalla valigia sennò pesa troppo)….

Ci leggete espressioni di dubbio? Vi fa pensare che l’autore stia cercando un confronto dialettico con noi? Vi sembra di scorgere in queste righe un’incertezza che si vorrebbe confrontata a una diversa visione della vita sulla Terra? Ho esercitato io una forzatura o il talebano di turno ci sta dando degl’imbecilli a tutti?

E trovate originale quanto va declamando? O non vi sembra di leggere le stesse stupidissime frasi che usavano i nostri avversari sin dai tempi di Paul Coderc quando (erano gli anni Cinquanta) gli si faceva notare che solo lui parlava di influenze planetarie mettendole in rapporto alla legge di gravitazione di Newton?

Andiamo avanti.

… Ma la meraviglia non si ferma qui. Marte, per esempio, i cui influssi, ricordiamolo, sono inferiori a quelli del comodino al piano di sopra, o al traffico sulla tangenziale, varia così strabocchevolmente la sua distanza da noi poveri uomini zodiacali, che i suoi effetti hanno una variazione di 60 volte (sessanta, non due). Cioè in certi momenti Marte si fa sentire come 60 "Marti" tutti insieme. O, alternativamente, in certi periodi Marte è 60 volte meno potente che in altri. Gli astrologi tengono conto di una simile impressionante variabilità del segnale marziano?...

Il nostro continua per la propria strada e “misura” il mondo con il suo unico e miope metro di misura: una giuria superiore ed indipendente si è forse pronunciata sull’abbinamento effetto Marte a ciò che egli chiama “il segnale marziano”?

Costui capisce qualcosa delle ricerche dell’Effetto Marte dei coniugi Gauquelin o della fisica letta soprattutto attraverso un testo fondamentale come quello di Renato Palmieri? E capisce qualcosa di ciò che ha spiegato Giovanbattista Callegari o di ciò che hanno piegato i fisici e medici Emilio e Nicola Del Giudice in rapporto alla memoria dell’acqua? Niente, assolutamente niente, altrimenti vi si troverebbe traccia in questo scritto dove, al di là di un’ironia da bar dello sport e di un evidentissimo disprezzo per dei mentecatti come gli astrologi, non risulta altro che arroganza a tonnellate, altro che ricerca di dialogo!

Questo ieri e il nostro deve avere pensato: toh, beccatevi questo scritto e quando vi tremeranno le gambe, per le stangate ricevute, ci risentiamo per una seconda puntata.

L’accoglienza ricevuta non deve essere stata del tipo da lui ipotizzata, però, e dopo avere preso, credo, pali di ferro sulle gengive, a ripetizione, cosa accade?

Il miracolo. Il nostro talebano si trasforma in Biancaneve:

“Ma caro Ciro, cosa dici? Perché mi scrivi cose tanto dure? Perché vuoi vedere una ostilità nella mia lettera? Essa traboccava di domande, di richieste di spiegazioni, di tentativi di gettare ponti di comunicazione? Non mi sarei presentato? Ma che dici? Se tu anagrammi le prime cinque lettere del mio nome e cognome e le metti insieme con il numero del peso atomico dell’Uranio, dividendo il risultato per il nome della capitale dello stato di Azerbaigian, ottieni subito il mio nome, cognome e indirizzo postale completo.
Certamente c’è stato un frainteso e io sono sinceramente convinto che voi astrologi siate i migliori amici dell’uomo, lo dimostra perfino il fatto che ti ho inviato gli auguri a Natale…”.

Quest’ultima affermazione è quella che mi ha tolto ogni parola di bocca, per sempre.

P.S. Dalla carta dei diritti dell’uomo promulgata dal Grande Bracchetto, 5° emendamento: Tutti gli uomini possono esprimere le proprie idee, tranne i vigliacchi che non si firmano e che insultano per poi affermare che chiedevano soltanto umili risposte.

P.P.S. Anche mio zio costruiva laboratori: era una bravo carpentiere e soprattutto preferiva tenere la bocca chiusa quando l’alternativa era quella di dire caz…



E ora veniamo alle persone che meritano tutta la nostra attenzione. Credo siate tutti nel giusto quando scrivete che vi state riferendo ad argomenti assai diversi tra loro: il cielo natale, il cielo di RS o di RL o di RT, le zone Gauquelin, le cuspidi che dividono le Case. Vi posso assicurare che su ciascuno di questi argomenti ho scritto molto. Forse quello che manca è uno scritto che tratti questi argomenti tentando di confrontarli tra loro: non ce ne sarebbe motivo, ma se il dubbio esiste…
Chissà, magari se potremo dedicarci di più ai nostri studi e non dovremo più occuparci di umili scienziati in cerca francescana di dialogo, troveremo il tempo, più avanti, di fare il punto anche su ciò. L’argomento, tuttavia, è così importante, che potrei anche decidere di scrivere un intero capitolo nella prossima edizione di un mio libro straniero.

Buon pomeriggio a Tutti.
Ciro Discepolo
www.solarreturns.com
www.cirodiscepolo.it
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