I sogni proibiti di Andrea Sempio
Ovvero “Di testicoli rimossi, banane rubate e frattaglie varie viaggianti...”
Sta venendo fuori il finimondo. Giustamente. E i giornali specializzati nel gossip di questo genere ci informano anche su particolari estremamente piccanti di tale telenovela. Qualcuno promette addirittura link ai filmati privati dell’indagato con la sua avvocata.
Da più parti si chiede la censura a gran voce. A Sempio, ovviamente.
Condivido e mi associo al popolo dei figli ideali del prefetto Gonnella (“La voce della Luna”, Federico Fellini) e anch’io sono contro il popolo della gnoccata.
E sì, abbiate pazienza! C’è un limite a ogni cosa!
Qui a Milano il Sindaco (o chi per lui) ha giustamente fatto eliminare i testicoli al Toro, in Galleria, dopo il restauro dello stesso, a difesa del pubblico pudore e per salvare l’innocenza di bambini e bambine, nonché di tante religiose che vengono ad ammirare il Duomo.
Bene hanno fatto anche a Parigi a rubare, nuovamente, la “banana di Cattelan”, altra sconcezza (ma lì la cosa è endemica e facile, digitando la password “Louvre”).
Adesso dovremmo solo sforbiciare un tantino l’arte e la letteratura degli ultimi due millenni e passa, almeno, e poi staremmo a posto.
Io partirei senz’altro dall’oscurare totalmente, a mezzo Photoshop o ChatGPT, la Casa dei Vettii a Pompei, per poi passare a tutta l’arte pittorica e scultorea dal tempo degli Egizi a oggi, senza esclusione dei Bronzi di Riace, delle Cappelle Sistine e di altre scappatoie per potenziali sporcaccioni e sporcaccione.
Non mi si parli di arte o di scusanti simili: occorre fare un solo e grande falò delle sconcezze scritte da Boccaccio e di libri come il Decamerone e simili.
Ecco una short list di autori e di “opere” da bruciare all’istante:
• Geoffrey Chaucer con i Canterbury Tales
• François Rabelais con Gargantua e Pantagruele
• Pietro Aretino e la sua oscena produzione
• Giacomo Casanova e le sue perverse memorie
• Donatien Alphonse François de Sade (questo qui va cassato subito!)
• Gustave Flaubert e la sua Madame Bovary
• Charles Baudelaire, almeno per “I fiori del male”
• D. H. Lawrence per “L’amante di Lady Chatterley”
• Vladimir Nabokov con “Lolita”
• Pier Paolo Pasolini (qui occorre ordinare ai pompieri di Fahrenheit 451 di bruciare tutto)
• Federico Fellini con “La città delle donne” (Marcello Mastroianni che, più perversamente di Andrea Sempio, frusta le donne)
• Luis Buñuel con “Bella di giorno”
• Stanley Kubrick con “Eyes Wide Shut”
Ma senza dimenticare, assolutamente, le prosperose popolane di Renzo Arbore in “Indietro tutta!” o le maggiorate del cinema italiano degli anni Cinquanta.
Ovviamente il primo testo da elidere immediatamente, anche dalla mente di chi lo ha letto, è “L’interpretazione dei sogni” di Sigmund Freud, primo fornicatore fra tutti, capace di immaginare uomini e donne che fanno sesso “nei modi più strani”.
Come dicevo, c’è un limite a tutto e, personalmente, in alcuni casi non sarei contrario neanche alla castrazione chimica dei criminali onirici!


