sabato 8 agosto 2026

Astrologia, Cronobiologia e Bioritmi.

 


Astrologia, Cronobiologia e Bioritmi.

Un ponte tra Scienza e Simboli.

 

Breve premessa:

Come molti sanno, in questo mio viaggio insieme all’Astrologia, che dura, ormai, da cinquantasei anni, la domanda che mi arrovella il cervello più volte al giorno, che per me dura come se mi trovassi sempre nel nord della Norvegia a fine giugno, è quale potrebbe essere, da un punto di vista scientifico e interdisciplinare, il perché di quello che avviene ad ogni return, solare o lunare o terrestre, cioè quel fattore o quell’insieme di fattori che potrebbero provocare un “restart del punto alpha” nella sinusoide che visualizza, graficamente, l’andamento di un ciclo mensile o annuale o giornaliero visto da un singolo soggetto, sulla Terra.

Mi sono rivolto a ChatGPT per chiedere qual è, oggi, il punto più aggiornato da parte della Scienza su questo argomento e che potrebbe interessarmi seguire per approfondire i miei studi precedenti.

Più avanti troverete un elenco sul quale stiamo ragionando da settimane.

 

Un possibile punto di partenza

Negli ultimi cinquant’anni la cronobiologia ha dimostrato che la vita non è regolata da un unico orologio biologico, ma da una complessa rete di oscillatori che governano praticamente ogni funzione dell’organismo. Gli studi pionieristici di Frank Brown Jr., quelli successivi di Janet Harker e, più recentemente, le ricerche sulla comunicazione tra gli orologi circadiani hanno mostrato che tali oscillatori possiedono la capacità di sincronizzarsi, di perdere sincronizzazione e di riacquistarla attraverso meccanismi oggi descritti con il termine di phase reset.

Il reset di fase costituisce uno dei concetti centrali della cronobiologia moderna. Esso consiste nello spostamento improvviso della fase di un oscillatore biologico in seguito a uno stimolo esterno sufficientemente intenso: un impulso luminoso, una variazione della temperatura, un cambiamento dell’orario dei pasti, un farmaco oppure un segnale proveniente da un altro orologio biologico.

Ciò che interessa particolarmente chi scrive è che questo fenomeno non rappresenta una semplice correzione quantitativa dell’orologio interno, ma sembra assumere le caratteristiche di una vera e propria riorganizzazione dell’intero sistema temporale dell’organismo. In altri termini, l’oscillatore non si limita a “spostare le lancette”, ma sembra ridefinire, almeno in parte, i rapporti di fase con tutti gli altri oscillatori della rete.

Questo concetto richiama molto da vicino ciò che, da molti anni, ho indicato con le espressioni di “restart”, “punto Alpha” o “ritorno al punto iniziale”. Naturalmente tali espressioni nacquero in un contesto completamente diverso e non pretendevano di anticipare le acquisizioni della cronobiologia contemporanea. Tuttavia appare legittimo domandarsi se i moderni studi sul phase reset possano costituire almeno un modello concettuale utile per descrivere ciò che, sul piano fenomenologico, avevo osservato.

La domanda fondamentale non è se esista un meccanismo astrologico capace di produrre tale effetto. Questa domanda appartiene eventualmente al futuro.

La domanda scientificamente più prudente è un’altra.

“Può esistere, negli organismi viventi, un istante privilegiato nel quale l’intera rete degli oscillatori biologici venga nuovamente sincronizzata attraverso un evento di reset?”

La cronobiologia odierna risponde affermativamente all’esistenza del fenomeno del reset di fase. Essa dimostra inoltre che gli oscillatori periferici comunicano continuamente tra loro e che tale comunicazione tende a deteriorarsi con l’invecchiamento, mentre il ripristino della sincronizzazione rappresenta uno degli obiettivi terapeutici più promettenti della ricerca contemporanea.

In questa prospettiva, il problema che qui si pone non riguarda ancora la causa di un eventuale reset globale, bensì la sua possibile esistenza.

L’ipotesi di lavoro potrebbe quindi essere formulata in questi termini:

“È possibile che, in condizioni particolari ancora sconosciute, l’intero sistema degli orologi biologici dell’organismo venga sottoposto a un reset globale di fase, analogo ma infinitamente più esteso dei reset di fase oggi documentati nei singoli oscillatori circadiani?”

Se una simile ipotesi risultasse un giorno fondata, diverrebbe allora legittimo interrogarsi su quali segnali fisici o biologici possano fungere da innesco di tale fenomeno. Tra questi, in via puramente speculativa, potrebbe essere considerato anche il ritorno di determinate configurazioni astronomiche, senza che ciò implichi, allo stato attuale delle conoscenze, alcuna conclusione definitiva.

Ecco il punto che potrebbe essere davvero importante.

Nelle versioni precedenti del mio pensiero su questo argomento, il punto Alpha della sinusoide che graficizzava l’andamento di un ciclo solare, per esempio, appariva quasi come un’intuizione isolata, nata solo dall’osservazione astrologica.

Oggi, dopo vent’anni di sviluppo della cronobiologia, può essere riformulato in modo molto più generale:

  • esistono davvero reti di oscillatori biologici;
  • queste reti sono capaci di sincronizzarsi e risincronizzarsi;
  • esistono reset di fase sperimentalmente dimostrati;
  • resta completamente aperta la questione se possa esistere un reset globale, che coinvolga simultaneamente l’intera rete.

È proprio quest’ultimo passaggio, a mio avviso, che costituisce il ponte più serio e più promettente tra la mia bozza di elaborazione teorica e la cronobiologia contemporanea.

Vorrei, allora, rammentare che sto parlando della “Teoria Callegari-Palmieri-Emilio Del Giudice-Nicola Del Giudice/Ciro Discepolo sul funzionamento dell’Astrologia” che ho descritto, assai ampiamente, nel mio libro “L’Uomo e le Stelle – Intervista all’Astrologia” che ricordo essere un testo di ben 820 pagine di cui almeno la metà dedicate ai rapporti tra l’Astrologia e la Scienza e che, in questa sede, vi ricordo solo per i punti più salienti qui riportati in una forma quasi di label:

 

-       Giovanbattista Callegari, scopritore della Radionica Callegari, sosteneva un punto fondamentale che battezzò, potremmo dire, i miei studi in questa direzione: nel nostro sistema solare (ma anche negli altri), nel cosiddetto spazio vuoto che vuoto non è, l’impedenza è zero e ciò vuol dire che l’azione di Plutone, enormemente più piccolo e più lontano di Giove rispetto alla Terra, è esattamente la stessa dei corpi celesti più vicini.

-       Renato Palmieri: la fisica attuale tace sull’evidenza che i poli magnetici dei pianeti non sono fissi e con ciò non mette in evidenza tutta una serie di parametri che sarebbe utilissimo si conoscessero per trattare l’argomento in oggetto.

-       Emilio Del Giudice, scomparso fisico e ricercatore al CNR di Milano, e Nicola Del Giudice, scomparso medico omeopatico e ricercatore, studiarono con grande impegno e con ottimi risultati la “memoria dell’acqua”, indispensabile per dimostrare l’efficacia della medicina omeopatica, ma anche il funzionamento dell’Astrologia.

-       Ciro Discepolo: che, dall’età di quattro anni, a seguito di un piccolo trauma infantile, iniziò a studiare i compleanni che divennero, poi, l’oggetto principale di ogni sua ricerca successiva.

 

E veniamo al prezioso aggiornamento che ChatGPT mi ha elencato sui ricercatori che stanno andando avanti su questa strada, seppure i loro studi sembrerebbero riguardare tutt’altro. Ecco una selezione di libri sul reset degli oscillatori biologici:

1)    The Geometry of Biological Time”, di Arthur Winfree che ha dedicato tutta la vita a studiare:

·       fase

·       sincronizzazione

·       punto di fase

·       reset di fase

·       phase singularities.

2)    Chronobiology”, di Franz Halberg. (È praticamente il padre della cronobiologia moderna).

 

Parla continuamente di:

 

·       phase

 

·       phase shift

 

·       re-entrainment

 

·       timing.

 

Non usa mai la parola “refresh”, ma il concetto è quasi identico.

 

3)    Colin Pittendrigh, “Phase Response Curve (PRC)”.

 

Egli dimostra una cosa importantissima:

Un oscillatore biologico non reagisce nello stesso modo in ogni momento del ciclo.

 

Dipende dalla fase.

 

Questo è già un enorme passo verso il mio concetto di “refresh”.

 

4)    Winfree → Glass → Mackey

Per entrare nella teoria matematica degli oscillatori.

Introduce il concetto moderno di “oscillatore periodico perturbabile”.

 

5)    Biologia molecolare recente.

Negli ultimi vent’anni si parla continuamente di:

.       reset circadiano

 

·       clock resetting

 

·       peripheral clock resetting

 

·       circadian clock reset

 

·       molecular reset.

 

Ormai il termine reset non è più una metafora. È una parola tecnica. I biologi scrivono proprio: reset del clock.

 

 

Non sto affermando che le cose vadano così. Sto osservando che la biologia moderna ha scoperto fenomeni di reset e di risincronizzazione degli orologi biologici che, almeno sul piano concettuale, ricordano molto da vicino ciò che da decenni avevo chiamato restart o punto Alpha. Vale la pena chiedersi se esista un terreno comune di ricerca, su ciò, ancora inesplorato.

 

Ciro Discepolo

Milano, 6 agosto 2026

 


For Everybody. It is not an important news, but I invite you to read it because it can explain, to someone, the why of a certain noise leading that disturbs, from a few years, the astrology:

 http://ilblogperidepressi.wordpress.com/ 

 

Ciro Discepolo

www.cirodiscepolo.it  

MyAmazonPage 

MyGoogleProfile

Tutto il materiale contenuto in questo blog, testi, grafici e foto, rigo per rigo, è coperto da Copyright. È vietata ogni riproduzione parziale o totale senza previa autorizzazione dell’owner.

Per vedere bene i grafici zodiacali e le foto, occorre cliccarci sopra: si ingrandiranno. 

Una bibliografia quasi completa di Ciro Discepolo:

An almost complete bibliography of Ciro Discepolo:

 http://www.amazon.com/Ciro-Discepolo/e/B003DC8JOQ/ref=sr_ntt_s 

e

http://www.programmiastral.com/download/bibliografia_completa_di_ciro_discepolo.txt






sabato 1 agosto 2026

Il delitto di Simonetta Cesaroni a via Poma a Roma

 


Il delitto di via Poma a Roma: il giallo dei gialli

dal libro “Delitti&Delitti” di Ciro Discepolo.

 

Leggiamo prima l’ottima sintesi dei fatti a cura di Fanpage.it:

https://www.fanpage.it/

 

25 NOVEMBRE 2016

 

Giallo di via Poma, i punti oscuri della sentenza che assolse Raniero Busco

 

Il 7 agosto 1990 Simonetta Cesaroni fu trovata morta negli uffici al civico 2 di via Poma. Solo nel 2008 il test del Dna ha permesso di aprire un processo per il suo omicidio: imputato, Raniero Busco, il fidanzato dell’epoca della ragazza. Dopo una condanna a 24 anni di carcere la sentenza di appello ribaltò il verdetto giudicando Busco “non colpevole”. Restano, nelle motivazioni della sentenza, quelli che la stessa corte definiscono “punti oscuri”. Dal morso sul seno di Simonetta, alle tracce di Dna, ecco quali sono le ombre sul caso Cesaroni.

 

A cura di Angela Marino

 

Assolto per non aver commesso il fatto. Con questa formula granitica e inappellabile il 48enne Raniero Busco fu prosciolto, nel 2012, dall’accusa di omicidio nel processo per il delitto di via Poma. A 22 anni dall’omicidio di Simonetta Cesaroni l’ex fidanzato della segretaria festeggiò l’assoluzione con la moglie e i due figli: “La fine di un incubo”. La sentenza rovesciò completamente le conclusioni del primo grado che condannavano Busco a 24 anni di reclusione con l’accusa di omicidio aggravato dalla crudeltà. Un coupe de theatre inaspettato in quel processo che l’Italia seguiva con il fiato sospeso, assetata di verità, ma anche morbosamente attratta da quel giallo della stanza chiusa andato in scena in pieno giorno fra le quattro mura del palazzo signorile di via Carlo Poma, nel cuore di una Roma deserta di inizio agosto. L’Italia colpevolista che voleva l’ex fidanzato dagli occhi di ghiaccio autore del massacro rimase delusa, ma anche attonita: dalla condanna all’assoluzione piena. Come era possibile? Alla fine del processo, nondimeno, l’accusa chiese di annullare la sentenza perché era mancata una “corretta elaborazione delle prove.”

Già le prime indagini sul caso Cesaroni mostrano lacune e carenze. Nelle prime battute di indagine al giovane fidanzato della vittima non viene chiesto un alibi. Poi, quando gli viene richiesto, il giovane afferma di aver passato il pomeriggio in compagnia di un amico, tale Simone Palombi. Questi, però, smentisce, quel giorno era da tutt’altra parte. Successivamente Busco fornisce altri due alibi diversi, coinvolgendo altre persone. Alcune versioni collimano perfettamente con le notizie divulgate di volta in volta dalla stampa. Il secondo alibi lo vede intento a riparare lo stereo dell’auto di un suo amico. Non è possibile stabilire con certezza questa versione. Successivamente due amiche di sua madre riferiscono di averlo visto lavorare nel cortile di casa sua ma, le intercettazioni dimostrarono che le due avevano concordato alcuni punti della versione. Infine una vicina di casa disse di averlo visto con suo figlio in casa Busco, ma anche questa versione non trovò conferme. Dopo oltre vent’anni accertare con esattezza dove fosse Raniero Busco quando è morta Simonetta Cesaroni (in appello l’ora della morte verrà collocata tra le 18 -19, ndr.) diventa un vero e proprio rebus. I giudici della Corte d’Appello, infine, accettano l’ultima versione proposta da Busco: si trovava a casa, a riparare l’auto del fratello, dalle 17 alle 18. Chi lo conferma? Sua madre. Mentre alle 19 e 15 Busco si sarebbe trovato insieme ad alcuni amici.

 

Il capitolo Dna dovrebbe essere quello che inchioda l’ex fidanzato. E invece no. All’epoca dei fatti la prova del Dna consisteva solo nella determinazione del gruppo sanguigno. Fu proprio l’evoluzione della tecnica che oggi porta alla determinazione del profilo genetico dell’individuo a consentire la riapertura del processo nel 2008, per analizzare nuovamente i reperti alla luce di nuove prove. Sui vestiti di Simonetta i periti della Corte d’Appello e i consulenti della difesa furono concordi nel riconoscere due soli profili genetici: quello della vittima e quello di un ignoto. Come nel caso di Yara Gambirasio, anche in quello di Simonetta si cercò un “ignoto 1”, anche se all’epoca la dicitura non era nota ai giornali. Il codice genetico fu confrontato con quello di 29 sospettati, tra cui Raniero Busco, che risultò corrispondente, proprio nella traccia a livello del seno sinistro sul reggiseno trovato abbassato sul corpo della vittima, dove era presente una singolare lesione. Il processo d’appello, però, declassa la prova del Dna a “circostanziale”, Un lungo esame delle modalità di lavaggio dei vestiti in casa Cesaroni, infatti, porta i giudici a ritenere che la traccia potesse essere presente da giorni sugli indumenti di Simonetta, avendo resistito a un delicato lavaggio a mano. A questo proposito, esiste una perizia richiesta dalla parte civile e realizzata dalla psicologa forense, Laura Volpini, sull’analisi delle modalitaÌ di cambio abito a cui era generalmente abituata Simonetta e la sua famiglia e le modalità di lavaggio, che però non è mai stata ammessa in Tribunale, in quanto non riguardava l’imputato, ma le abitudini igieniche della vittima. Respinta anche l’analisi della stessa consulente sulla relazione tra Simonetta e Busco dalla quale emergeva una dinamica conflittuale. Nelle lettere che Simonetta scriveva alle amiche, la ragazza si lamentava di non essere amata e di essere considerata quasi solo un oggetto sessuale. “Ti calpesterebbe, se potesse” le scriveva in risposta l’amica Donatella, spiegandole i motivi per cui non voleva più uscire con la stessa compagnia frequentata da Raniero Busco. La consulenza evidenzia in Simonetta “una sensibile vulnerabilità affettiva, che va oltre l’amore per se stessa e il proprio rispetto: un meccanismo psicologico – si legge nel documento –  riscontrabile nelle vittime di violenza e nell’omicidio di prossimità.”

 

Ma è sulla lesione localizzata sul capezzolo sinistro di Simonetta che si combatte la battaglia più aspra. Il primo processo stabilisce che è un morso e che è del Busco. In appello, un team di consulenti composto da Chantal Milani, odontologo forense e da Fabio Boscolo esperto di ricostruzioni di scene del crimine, ribadisce il concetto dimostrando la tesi con le tecniche scientifiche normalmente applicate a livello internazionale in casi analoghi. La perizia dal medico legale Corrado Maria Cipolla d’Abruzzo, tuttavia, declassa il morso a lesioni di altro tipo ma non identificabili. La Cassazione, infine, conferma. Le 26 pagine della consulenza firmata da Chantal Milani, nominata dalla famiglia Cesaroni, invece, raccontano un’altra storia: dallo studio delle foto l’esperta stabilisce che quella ferita, inferta con tale violenza da causare una deformazione ‘a goccia’, è un morso umano corrispondente all’arcata dentaria del Busco. Il lavoro della ondontologa contesta quello fatto dal medico legale Corrado Maria Cipolla d’Abruzzo che, all’epoca dei fatti, sottolinea Milani, non fu affiancato da un odontologo forense, competente in materia. Tuttavia, in sede di dibattimento, a tali analisi non fu data la possibilità di essere discusse dai tecnici che le avevano prodotte, ma solo attraverso i legali della famiglia Cesaroni. I periti della Corte, alla fine, stabiliscono che quello non è un morso, sminuendo così anche il valore di quel Dna trovato sul reggiseno.

 

Si conclude così, tra mille contestazioni e la richiesta di invalidare la sentenza da parte dell’accusa, il primo tra i grandi processi mediatici della storia della cronaca nera italiana. La sentenza stessa fa riferimento ai “punti oscuri” che restano nella vicenda. L’omicidio di Simonetta, dopo oltre vent’anni, resta senza colpevole.

 

Il delitto di via Poma

 

7 agosto 1990. Simonetta Cesaroni torna a casa dopo aver lavorato tutta la mattina negli uffici di via Maggi, a Roma. Simonetta Cesaroni pranza velocemente a casa con la madre e poi sale in auto con a sorella Paola, che la accompagna alla fermata della metropolitana. Sono le 15. Simonetta è sul posto di lavoro, negli uffici dell’Aiag in via Carlo Poma. Alle 17 e 25 la ragazza parla al telefono con una sua collega di lavoro. Dalle 18 in poi, di Simonetta non ci sono notizie. Dopo ore di silenzio in casa Cesaroni comincia il travaglio. Passate le venti, Paola decide di andarla a cercare con il fidanzato. Raggiungono Salvatore Volponi, il datore di lavoro, che a sua volta fa alcune telefonate per sapere dove fossero ubicati gli uffici in cui in quei giorni Simonetta lavorava in sostituzione di un’altra persona. Paola, Antonio, Volponi e suo figlio partono alla volta di via Poma, per cercare Simonetta. Giunti sul posto chiedono aiuto alla portiera, Giuseppa De Luca, che prima non ha le chiavi, poi, però, le trova. Li scorta al piano dove si trovano gli uffici e apre la porta. È Volponi a scoprire la sagoma di una cadavere nella stanza opposta a quella in cui la giovane segretaria lavorava. È Simonetta: è stata trafitta con 29 pugnalate inferte con un arma da punta e taglio. È stata colpita ovunque: sul seno, agli occhi, all’inguine e, mortalmente, sul ventre. È seminuda, indossa solo i calzini bianchi, il reggiseno abbassato sotto i seni. Non ha subito violenza carnale. Su un capezzolo ha un vistosa lesione. I vestiti sono spariti, così come le chiavi dell’ufficio e alcuni effetti personali, ma c’è di più: l’assassino, oltre ad aver portato via l’arma del delitto – che non verrà mai più ritrovata – ha ripulito la scena. Il sangue che la vittima ha perso copiosamente è stato asciugato. Questa la fotografia di una scena sulla quale gli investigatori lavoreranno per i successivi 20 anni.

continua su: https://www.fanpage.it/attualita/giallo-di-via-poma-i-punti-oscuri-della-sentenza-che-assolse-raniero-busco/

https://www.fanpage.it/

 

La mia  lettura  astrologica  dei  fatti

 

Facciamo così: immaginiamo che non ci siano state le sentenze che tutti conoscono e che hanno riguardato anche altri protagonisti di questa vicenda, a cominciare da quella che interessò il portiere Pietrino Vanacore di cui scriverò dopo.

Se io esaminassi oggi, per la prima volta, dal mio osservatorio non solo astrologico, tutti quei fatti e quel “mare” di documenti, giungerei alla conclusione che il colpevole fu Raniero Busco.

Ovviamente devo sottolineare che pur credendo moltissimo nell’analisi astrologica dei fatti, sono consapevole del fatto che la stessa non corrisponde ai canoni di una scienza esatta.

Ma le altre variabili che alla fine determinano una condanna o una assoluzione, in ogni processo soprattutto penale, fanno parte di una “scienza esatta?”

A mio parere, no. Assolutamente.

Tranne casi come quello del DNA di Paolo Giuseppe Bossetti sulle mutandine della povera Yara Gambirasio dove la sentenza è certamente assoluta.

Qui, invece, come sappiamo, pur essendoci stato un DNA rilevato sul corpetto della povera Simonetta Cesaroni, il DNA di Raniero Busco, una sapiente lettura dello stesso da parte di un team di scienziati ben organizzati, ha convinto la Corte di Appello di Roma sull’estraneità del soggetto all’omicidio della ragazza con cui costui faceva sesso (non credo si possa dire “della sua fidanzata” in quanto, a quanto risulta, Simonetta aspirava ad essere tale, ma il Soggetto aveva più di una storia parallela).

Personalmente, come cittadino che ha seguito tantissimo questo caso, credo molto di più alle conclusioni del generale Luciano Garofano e del R.I.S. di Parma sul DNA di Busco e sul morso sul seno della vittima, che alla interpretazione di queste prove elaborata e presentata dal collegio difensivo dell’Accusato già condannato a 24 anni di carcere per quell’omicidio.

Ma qui, in questa sede, non scriverò come cittadino-spettatore, che però si è documentato tantissimo su tale caso, ma da astrologo.

Non è scienza esatta? OK, come non è scienza esatta, a questo punto, neanche la valutazione del ritrovamento sul DNA rinvenuto addosso ad una vittima.

Dunque, ripeto per chi si fosse distratto, che secondo me, al 90%, gli indicatori astrologici dicono che l’assassino fu Raniero Busco.

Vediamo perché.

L’Accusato nacque a Roma il 17 ottobre del 1965, alle 17.30.

Mi sembra abbastanza evidente che egli sia nato qualche minuto prima e ciò è compatibile con l’arrotondamento che solitamente si usava e si usa nel dichiarare un’ora di nascita all’anagrafe (Nota1).

E mi sembra anche evidente per una persona che è stata “sotto processo”, pesantemente, per anni: il Sole, a mio parere, non può che stare in settima Casa. Ma accettiamo anche l’orario così com’è: abbiamo sempre un Sole dominante al Discendente che, ai fini pratici, è come un Sole in settima Casa.

Cosa vuol dire? Che Renato Busco è una “Bilancia compensata”, sia per l’Ascendente in Ariete e sia per i pessimi aspetti tra Marte e Saturno e tra Sole e Saturno, Luna e Marte e Luna e Sole: ce n’è addirittura una sovrabbondanza, una esagerazione!

Partiamo da un primo step: qual è la caratteristica prevalente di una “Bilancia compensata”? Quella di essere aggressiva, perfino violenta.

E qual è l’aspetto che personalmente, in ogni mio libro, indico come il peggiore per una persona? Quello di una dissonanza tra Marte e Saturno, per esempio il quadrato con orbita strettissima tra i due, come in questo Cielo di Nascita.

Ma c’è molto di più, da questo punto di vista ovvero da quello che astrologicamente identifica una crudeltà notevole in quasi tutte le persone che ne sono portatrici.

Leggiamo cosa scrivo della dissonanza Marte-Saturno, soprattutto con orbita strettissima, nella mia “Nuova Guida all’Astrologia”:

Può indicare l’individuo di stampo «nazista»: duro, autoritario, rigido, drastico ed anche cattivo. È fattore d’intransigenza, di monoliticità, di cinismo (soggetti che sarebbero capaci anche di passare sul cadavere dei genitori, se ciò servisse loro). Talvolta esprime problemi psicologici dovuti a contrasti interni tra la volontà e l’inibizione. Può produrre individui bloccati, trattenuti da un punto di vista psicologico. Tendenza agl’incidenti, soprattutto alle ossa (difficilmente chi ha questa posizione nel proprio cielo di nascita non si frattura un osso nel corso della vita), ed alle operazioni. Violenza, ambizione, lotte. Spesso, nell’uomo, può riferirsi ad organi sessuali poco sviluppati.

Il soggetto n. 41 (congiunzione in dodicesima Casa) inattivo e piuttosto statico (anche in rapporto alla congiunzione Sole-Luna), colpito da un male assai grave.

Anche il soggetto numero 45 risulta psicologicamente bloccato in quanto inibito (anche l’opposizione Sole-Nettuno, presente nel suo tema di nascita, gioca un ruolo rilevante in tal senso. È interessante confrontare questo caso con quello precedente: in entrambi si ha l’inazione, ma mentre qui è accentuata l’inibizione per la dissonanza Sole-Nettuno, lì troviamo più apatia da collegare, come già detto, alla congiunzione Sole-Luna). Lo spirito bellicoso, violento e risonante con i concetti di morte e di distruzione negli oroscopi di Mussolini: grafico 74 (congiunzione) e di Hitler: grafico 82 (quadratura) Nota 2.

 

Torniamo al Cielo Natale di Busco.

È davvero insolito trovare una pletora simile di questi specifici aspetti dissonanti, tutti insieme e nello stesso cielo:

 

-           Quadratura stretta tra Marte e Saturno

-           Semi-quadrato stretto tra il Sole e Marte

-           Sesqui-quadrato stretto tra Sole e Saturno

-           Sesqui-quadrato stretto tra Luna e Marte

-           Quadrato stretto tra Venere e Saturno

-           Semi-quadrato stretto tra il Sole e Venere

-           Quadrato stretto tra il Sole e la Luna

-           Strettissima congiunzione Marte-Venere in ottava Casa, quella della morte

-           Valori Ariete e Bilancia-compensati

 

Tutti convergono, o si sommano, alla descrizione della disarmonìa tra Marte e Saturno su riportata.

Ma, allora, l’astrologia può portare a pregiudizi? Sì, se questi poi saranno suffragati da altri elementi.

Non fa lo stesso anche la medicina?

Se un soggetto è “un sanguigno” o un “epatico-sanguigno con pressione alta” ha o non ha una predisposizione ad aggredire gli altri? Certo che sì. Altrimenti torniamo al discorso del “politically correct” secondo il quale nasceremmo tutti come lenzuoli bianchi e immacolati su cui andranno a depositarsi, nel corso della vita, “macchie” dovute non al fatto che esistano persone cattive, ma che dette fallanze andrebbero attribuite in massima parte alla cattiva educazione ricevuta dai genitori e dagli insegnanti.

A mio parere, se non usciamo da questa ipocrisia-ambiguità, non andiamo da nessuna parte.

Il male esiste e chi si ostina a non vederlo o è ipovedente o è ipocrita. Punto.

Ma, allora, perché ho scritto che dalle mie analisi Busco risulta colpevole al 90% e non al 100%?

Perché, secondo il calcolo delle probabilità, questo specifico mosaico perfettamente indirizzato, fin dalla nascita, a poter commettere un delitto del genere, potrebbe essersi trovato “nel posto sbagliato e al momento sbagliato.”

Cosa significa ciò?

Facciamo un altro esempio che credo sia più facile da comprendere.

Mettiamo che “Igor il russo” (Nota 3), venga fermato a 100 metri da tre cadaveri di persone massacrate a colpi d’ascia dieci minuti prima. È sicuro al 100% che sia stato lui a conciarli così? No, ma è molto, ma molto probabile, se evitiamo, anche qui, di scivolare nuovamente nel ‘politically correct’…

E Raniero Busco è “Igor il russo”? No, naturalmente. Per questo mi sto esprimendo – per semplicità – con la formula “al 90%.”

La mia convinzione è basata solo su ciò?

No, essa si fonda su ciò e sul timing dell’azione omicidiaria.

Vediamola.

Stiamo parlando della sua Rivoluzione Solare che comprende il giorno dell’omicidio. Secondo la mia ipotesi di partenza, se noi togliamo pochi minuti alle 17.30 di orario di nascita dichiarato, otteniamo che Saturno sia stretto all’Ascendente e Giove lo sia al Discendente, ma anche se non apportiamo tale piccolissima correzione, abbiamo tre astri in dodicesima Casa (una violazione grave delle 34 regole) che fissano un primo ed importante step.

Ora seguitemi bene, per favore. Secondo voi, un Giove al Discendente, in quell’anno, cosa significa, in rapporto ai fatti che avvennero?

Significa che Raniero fu molto felice per quello che accadde alla “fidanzata?”

O vuol dire, invece, una fortuna esagerata con la legge?

Lui, che sarebbe dovuto essere il primo e importantissimo sospettato, fu quasi ignorato per anni.

Come sappiamo sparì perfino un verbale con una sua dichiarazione di alibi rilasciato poche ore dopo i fatti, alibi del tutto falso.

E la Venere in undicesima Casa, non significa la stessa cosa? Se gli astri ci stessero raccontando i fatti, non starebbero dicendo che il Soggetto, in rapporto ad una grande rabbia o a sentimenti malevoli (lo stellium di Saturno, Nettuno e Urano in dodicesima Casa e vicino all’Ascendente) abbia commesso un omicidio, dato il “terreno di coltura” del suo DNA astrologico già descritto, e poi, fortunosamente, sia stato ignorato dalle indagini per anni?

Ci potrebbe essere una lettura alternativa? Sì, per esempio: Busco stava per essere ucciso da un rapinatore sotto casa sua, montò in lui una rabbia omicida e, quando stava per accadere qualcosa di irreparabile, intervenne la polizia (Giove al Discendente e Venere in undicesima) e tutto si rimise a posto.

Che probabilità ci sono di una narrazione del genere? Più o meno le stesse, a mio parere, di quelle che ha un motociclista in corsa che cerchi di infilare un filo di cotone nella cruna di un ago che gli viene porto da un passante sul ciglio della strada.

Come si può capire, la mia convinzione – sempre al 90% delle probabilità – è che l’allora “fidanzato” di Simonetta, uccise la stessa in un momento di impeto e subito dopo avere iniziato con lei i preliminari del sesso.

Non dimentichiamo che l’assassino fu fatto entrare dalla ragazza e che sulla porta non ci sono segni di scasso. Non dimentichiamo neanche che la povera vittima, anche attraverso i ricordi precisi di sua sorella, investì molto in questo rapporto: Raniero fu il primo ragazzo a cui lei si concesse completamente, iniziando anche a prendere un anticoncezionale. La scena del delitto ripulita (ne scriverò dopo) evidenzia, comunque, un particolare importantissimo: le scarpe da ginnastica della vittima sono disposte in modo ordinato in un angolo della stanza: in tutta evidenza Simonetta si era spogliata in modo consenziente e quello che accadde dopo lo sanno solo coloro che furono presenti, ma è certo che la ragazza non fu violentata da uno stupratore di passaggio.

E tutti i “misteri” di cui si continua a parlare sono tali, secondo il mio punto di vista, soltanto per il fatto che una persona non può essere processata una seconda volta e per lo stesso crimine.

Vediamo anche la Rivoluzione Lunare dell’evento: Saturno, Nettuno e Urano sono nuovamente assieme e nella prima Casa (una grave violazione delle 34 regole). E l’Ascendente dove lo troviamo? Nella ottava Casa, quella della morte. E Plutone e il Sole? Rispettivamente in undicesima (la morte) e in ottava (la morte. Il Sole è in cuspide).

Occorre altro?

 

Guardiamo, ora, ai cieli della povera e bella Simonetta.

Simonetta era una Scorpione con Ascendente in Bilancia e con la Luna in Vergine, ma avendo il Sole nella seconda Casa, ella era soprattutto Toro e del Toro stava vivendo la sanissima componente sensuale di tale dodicesimo zodiacale. Era felice, appagata, da quel rapporto anche fisico per il quale, come ho già scritto, aveva iniziato a usare anche anticoncezionali. Ma non era contenta per il distacco freddo con cui quel ragazzo sembrava volerla usare solo come un toy o qualcosa del genere (Nota 4).

La stretta congiunzione di Venere e di Giove in Bilancia e in prima Casa ci parla di una sessualità “normale e gratificante”, senza ricerche perverse o particolari. Sicuramente l’oralità, per i valori Toro, era assai importante per lei.

Va notato, comunque, che Plutone dominante all’Ascendente le dava certamente una forte carica erotica: e che ci sarebbe di male? Viveva la sua giovinezza nel modo più sano e più gratificante che la natura ci insegna.

Ricordiamo che da tutte le ricostruzioni, compreso il rifiuto al suo datore di lavoro che voleva raggiungerla nel pomeriggio, Simonetta si preparava a quell’incontro, lo desiderava. E qui, ancora una volta, è da fantascienza l’ipotesi dell’aggressore occasionale. Simonetta aspettava l’uomo per il quale si spogliò e mise da parte e ordinatamente le scarpe.

Ma Plutone, come sappiamo, è anche morte e quando non si è assassini, con esso dominante, spesso si è vittime, come in questo caso dove osserviamo anche il brutto Saturno che guarda il resto del cielo dalla Casa ottava, quella della morte. Una morte orribile e anche troppo precoce. Ricordiamo anche che ella morì a seguito di ventinove coltellate, di cui tante nella zona pubica, cosa che i criminologi descrivono come una modalità quasi assoluta nei delitti passionali e non occasionali (il portiere, il fattorino, il fioraio…)

 

La sua ultima Rivoluzione Solare ci mostra un Ascendente nella Casa della morte e uno stellium esagerato (Luna, Venere, Saturno, Urano e Nettuno) nella quinta Casa, quella della passione, del sesso, dell’amore.

Non dimentichiamo che questa Rivoluzione Solare iniziò molti mesi prima e che rappresentò soprattutto quel molto, tanto, sesso che la gratificò tantissimo, ma lo stesso fu anche un sesso su cui gravavano quei tre brutti astri (Saturno, Nettuno e Urano) che poi si espressero più chiaramente a lettura postuma dei fatti.

Della Rivoluzione Lunare è sufficiente un solo dato: l’Ascendente cadde nella dodicesima Casa di nascita, quella che definisco “la madre di tutte le sventure.”

 

E adesso guardiamo a Pietrino Vanacore che ebbe a che fare solo in “modo tangente”, a mio parere, con “quer pasticciaccio brutto”, per dirla alla Carlo Emilio Gadda.

Non ripeterò tutto quanto si sa o si può leggere in rete sulla intera vicenda e non seguirò neanche la lunga odissea giudiziaria oltre che umana di quest’uomo, limitandomi a poche ed essenziali considerazioni che dal mio osservatorio – e secondo il mio parere – possono essere utili a fare quel tanto di chiarezza anche su di lui, all’interno dell’omicidio di via Poma.

Pietrino Vanacore nasce a Sava, in provincia di Taranto, il 14 ottobre del 1932, alle 17.

La sua vita, come vedremo anche dal suo Cielo Natale, è segnata pesantemente dalle prove, a cominciare dalla lunga e grave malattia della moglie (11 anni) poi deceduta prematuramente e anche dalla malattia abbastanza seria del figlio, malattia durata tre anni, entrambe visibili attraverso la sua posizione di nascita di Marte in quinta Casa. Anche lo stesso Vanacore soffrì di vari problemi di salute, come si può evincere dallo stellium in sesta Casa, seppure con Venere e con Giove. La stessa congiunzione strettissima Luna-Urano all’Ascendente non è una buona posizione e annuncia anche grossi colpi di scena nella vita.

Pietrino Vanacore era una Bilancia compensata, come ci dicono i fatti della sua vita, ma anche la posizione del Sole al Discendente e un Ascendente in Ariete: ebbe tantissimo a che fare con la legge e con la giustizia, suo malgrado.

Ma facciamo un passo indietro.

Nacque in una famiglia agiata di commercianti che poi ebbe una caduta verticale per problemi economici. Lui lavorò come camionista e realizzò, in tarda età, il sogno della sua vita: ottenere un portierato in zona elegante di Roma. Fu fiero di ciò e fece di tutto per meritarsi la stima e la fiducia dei condomini, sentimenti che ottenne: Venere e Giove in sesta Casa.

Purtroppo, però, il primo crollo “di destino”, quello subito dai genitori, non fu sufficiente e Saturno mal messo in decima Casa gli chiese altro, facendolo addirittura finire in carcere, seppure per poche settimane.

Se io mi fossi basato solo sull’esame delle sue stelle e non su tutte quelle dei protagonisti del giallo di via Poma, probabilmente avrei indicato lui come l’assassino di Simonetta, ma studiando bene gli astri di tutti i personaggi, come ho già scritto, sono certo che Vanacore non uccise Simonetta, soprattutto attraverso una lettura esaustiva di tutti i cieli in gioco in questa vicenda, ma anche esaminando le molte carte processuali e a seguito  dell’osservazione dei fatti processuali attinti studiando trasmissioni tipo “Un giorno in pretura” che dedicò ore ed ore di documenti importantissimi per lo studio dell’omicidio della povera Simonetta Cesaroni.

L’idea che mi sono fatto, non a mezzo di fantasie, ma – come scrivevo poco fa – attraverso lo studio di “tutte le stelle” qui in gioco e di tutti i fatti processuali, è che Pietrino Vanacore fece certamente una “cavolata”, ovvero scoprì per primo il delitto, quel pomeriggio, e per un eccesso di zelo verso i condomini, direi per un moto di servilismo verso i suoi “datori di lavoro”, quasi con lo spirito di un samurai, avvertì i condomini di quell’ufficio o tentò di farlo, prima di chiamare la Polizia.

Io credo che appena scoprì il corpo della povera Simonetta Cesaroni orrendamente massacrata da ventinove coltellate e giacente in una pozza di sangue sul pavimento, prima di chiamare la Polizia tentò di telefonare ai datori di lavoro, ovvero a quei condomini a cui faceva capo lo studio dentro il quale Simonetta svolgeva questo secondo suo lavoro collegato agli ostelli della gioventù.

Perché penso questo che fu ritenuto altamente probabile anche dai Pubblici Ministeri che si stavano occupando del delitto?

Per tre ragioni:

 

-           Sul luogo del delitto fu rinvenuta una sua agendina con molti numeri di telefono che poi la polizia consegnò per errore ai genitori di Simonetta: come poteva essere finita lì, se non subito prima che giungessero le forze dell’ordine?

-           Perché sua moglie aprì la porta dello studio con un mazzo di chiavi con un nastrino giallo che era certamente quello che si trovava dentro lo studio stesso. E come avrebbe potuto possedere quel mazzo di chiavi se non glielo avesse dato suo marito, poco prima e subito dopo avere scoperto l’omicidio?

-           Perché gli inquirenti sono quasi certi che Vanacore telefonò due volte, quella sera, ad un collaboratore dell’avvocato Francesco Caracciolo, uno dei due “datori di lavoro” di Simonetta, anche se non riuscì a raggiungerlo. Secondo le varie testimonianze dei presenti al ritrovamento, sembrerebbe anche che il comportamento dell’altro datore di lavoro, Salvatore Volponi, anche lui processato ed assolto, diede l’impressione che lui fosse già a conoscenza dell’orribile fine fatta dalla ragazza quando, insieme alla sorella di lei, Paola, e al fidanzato della stessa, si recò nell’ufficio, verso le 23.30 di quella maledetta sera, e scoprì il cadavere.

Ripeto che, a mio parere, Vanacore non ebbe alcuna responsabilità diretta nell’omicidio e credo che si limitò semplicemente a fare qualcosa in senso servile, troppo servile, nei confronti del “Condominio”, o, almeno, questa fu la sua intima motivazione nel commettere una simile leggerezza. Credo, come gli inquirenti, che Vanacore procedette anche a pulire la stanza del delitto, ma poi fu interrotto dall’arrivo di Volponi, della sorella di Simonetta e da quello del fidanzato di lei.

Lasciatemi aggiungere che relativamente a lui le stelle sembrerebbero accusarlo pesantemente e solo una lettura esaustiva ed attenta di tutti i fatti processuali e corale e contemporanea di tutti gli astri dei vari protagonisti della vicenda, mi ha fatto convincere molto della sua innocenza.

Ma il suo Cielo Natale, secondo quanto sto scrivendo nei vari capitoli di questo libro e secondo il mio sapere astrologico, avrebbe potuto essere quello di un assassino?

Sì, come dicevo, ma solo ad una lettura superficiale del tutto.

Vanacore fu arrestato non solo per un buco nel suo alibi di quel pomeriggio, ma anche perché disse di non avere visto alcuno salire quelle scale e poi perché furono trovate macchie di sangue addosso a lui. Però, pochi giorni dopo, si poté dimostrare che si trattava di sangue proprio, soffrendo egli di emorroidi.

Da un punto di vista astrologico si potrebbe essere tratti in inganno perché il Soggetto, come ho già spiegato, aveva Marte nella quinta Casa e una un po’ equivoca Venere stretta a Nettuno: ma il primo è la prova della lunga malattia della moglie e anche di quella del figlio e la seconda può autorizzare, tutt’al più, a pensare ad una sua sessualità deviata, del tipo “origliare alla porta di un locale dove qualcuno fa sesso.”

Niente altro.

Ovviamente le sue Solar Return e Lunar Return del giorno in oggetto e anche quelle del suo suicidio, sono pesantissime, ma ciò è normale: le prime gli diedero il carcere e lo fecero precipitare dal semi-piedistallo dove lui stesso pensava di essere e le seconde, alla vigilia dell’ennesimo processo in cui avrebbe dovuto testimoniare sugli stessi fatti di quel maledetto 7 agosto 1990, furono nuovamente una “montagna” da superare e Pietrino, dopo decenni di sospetti, come scrisse prima di uccidersi, non ce la faceva più…

Volete la prova del nove di quanto sto scrivendo?

Eccola.

La sua Rivoluzione Solare che abbraccia il giorno del delitto: Saturno, Nettuno e Urano, sono stretti intorno all’Ascendente e Giove è in settima, come da manuale (di Discepolo). Ma dove si vedrebbe il godimento sessuale o relativo all’esecuzione del delitto?

Non c’è. Non c’è nel suo cielo di nascita e non c’è nelle sue stelle di quel momento.

Punto.

La Rivoluzione Lunare, idem: certo, Marte è in settima Casa e il Sole stretto a zero gradi a Giove è in decima, ma cosa avremmo dovuto trovare dal momento che il suo comportamento maldestro nel ritrovamento del cadavere lo fece investire da un treno in corsa?

Le RS e RL relative al suicidio si commentano da sole.

 

Note:

 

1)         Sugli orari di nascita dichiarati alle anagrafi, soprattutto in Italia, ma non solo, ho parecchia esperienza perché per anni ho anche frequentato l’ufficio napoletano, a piazza Dante, dove venivano raccolti enormi volumi con migliaia e migliaia di tali atti. Molti orari venivano arrotondati, nei decenni passati, all’ora intera o alla mezz’ora. Più raramente al quarto d’ora. Vi è anche un mio libro su tale argomento, pubblicato solo in lingua inglese e reperibile su Amazon: “The Protocol for Correction of Birth Time”, 2011, 156 pagine.

 

2)         Ma, allora, ciò significa che tutti quelli che nascono con una forte dissonanza Marte-Saturno sono Hitler o Mussolini? No, naturalmente, perché le variabili che contribuiscono a formare un essere umano sono astrali, genetiche, sociali, ambientali, familiari, politiche, storiche e via dicendo, però, è vero il contrario e cioè che, se troviamo un nuovo Hitler o un nuovo Mussolini in giro, è assai probabile che costoro siano segnati da detto aspetto astrologico.

 

3)         Ovviamente “Igor il russo” è diventato, per forza di cose, l’espressione attuale di un archetipo: quello della violenza, della crudeltà, della parte bestia, in senso dantesco, dell’essere umano.

4)         Ciò risulta dalle prove esposte da Ilaria Calò, l’allora Pubblico Ministero nel processo a Raniero Busco. PM che tra l’altro lesse una lettera-diario della sfortunata ragazza: “Voglio odiarlo, odiarlo più di quanto lo amo, sono disgustata da tutto questo. Io merito qualcosa di più, qualcosa di vero e di pulito. L’amore è fatto di piccole cose, un sorriso, una carezza. Invece io l’unica cosa che ho ricevuto in cambio è indifferenza e sesso.”

 

 

 



Aggiornamento del 5/8/2026

Paolo e Vittorio Taviani

L’astrologia di un matrimonio artistico.

 

Pubblicato sul mensile ASTRA nel 1978 e poi, l’anno successivo, nel libro “Gli Astri del Successo, editore Giovanni Armenia di Milano.

 

Paolo ha detto: «Ha appena due anni più di me (Vittorio, N.d.R.), ma è del segno della Vergine, io sono Scorpione e me lo mangio quando voglio».

 

 

Sullo stato di famiglia di Paolo e Vittorio Taviani non vi è traccia del loro matrimonio artistico. Scorrendo la loro biografia potremmo datarlo 1955, quando decidono di darsi anima e corpo al cinema, interrompendo gli studi universitari giunti quasi alla conclusione. Ma poi notiamo che nel 1954 avevano già firmato il loro primo documentario (San Miniato, luglio 1944) e nel 1950 dirigevano il circolo del cinema a Pisa. Ancora prima...

È tutta una vita che i due intelligenti cineasti fanno cultura insieme, da quando il padre li portava giovanissimi ai maggi fiorentini dove i loro spiriti si arricchivano di musica, canto, rappresentazioni teatrali e tanto altro. La loro fratellanza è un mistero per tutti soprattutto oggi che hanno raggiunto il successo mondiale ed essi stessi dichiarano: «Il nostro lavoro insieme è un’eccezione...». Ma se l’argomento in oggetto può costituire materia di studio tra i misteri antropologici non lo è per l’astrologia che, come ci accingiamo a vedere in dettaglio, illumina il caso nitidissimamente. La domanda di partenza potrebbe essere: «Com’è possibile che due fratelli — pur appartenenti alla specie per la quale vale la verità “homo homini lupus” — dimostrino un affiatamento tale, dopo decine di anni trascorsi gomito a gomito, nella cattiva come nella buona sorte, senza che il demone dell’individualismo li prenda per incitarli al divorzio?». L’analisi comparata dei loro temi di nascita è un ennesimo esempio di come sia valida l’astrologia e spiega, senza alcuna possibilità di dubbio, il perché di una così profonda e durevole simbiosi. Vittorio (coi baffi e con meno capelli) è nato a San Miniato di Pisa il 20/9/1929 alle ore 01.20; Paolo è nato nello stesso paese l’8/11/1931, alle ore 05.00. Il primo è dunque Vergine, con Ascendente Leone e Luna in Ariete, l’altro è Scorpione, con Ascendente Bilancia e Luna anche in Bilancia. Il primo indiscutibile dato di fondo che li accomuna è l’appartenenza di entrambi alla categoria caratteriale dei cosiddetti anali ritenuti, ossia di quegli individui in cui le funzioni di controllo razionali prevalgono sugl’istinti con la conseguenza che l’Io appare costipato, bloccato. Ciò è provato da vari elementi tra cui l’enorme attenzione (confinante con la pignoleria) che essi dedicano ad ogni più piccolo particolare di scena; l’uno gira l’altro assiste senza intervenire); all’ottimo autocontrollo che li rende dei gentlemen della regia: «Non urlano mai» (intervista di Isabella Rossellini al Corriere della Sera).

In effetti, essi si difendono dalle «accuse» di distacco brechtiano, già mosse loro da più parti, rivendicando anche un ruolo napoletano, ossia di visceralità tutta espressa, della loro anima; ma in effetti la storia della loro vita, le opere, le testimonianze di collaboratori e amici e soprattutto i temi di nascita, dimostrano una netta prevalenza del lato censorio dei loro caratteri su quello istintivo.

Vittorio è una Vergine con quadratura quasi netta tra Sole e Saturno: è l’analista per antonomasia, quello che spacca un capello in quattro e analizza le singole parti al microscopio per assicurarsi che siano reciprocamente uguali.

Paolo è Scorpione, con Ascendente e Luna in Bilancia quadrata a Saturno dominante, dunque viaggiante in direzione assai vicina a quella del fratello, almeno da questo punto di vista.

Continuando nell’analisi astrologica ci imbattiamo in un segno di affinità polivalente davvero eccezionale: il Mercurio di Vittorio è allo stesso preciso grado dell’Ascendente di Paolo e a 2 gradi di distanza dalla Luna di questi, nonché in aspetto a Saturno, Urano, Plutone, MC e Giove, sempre del tema del fratello. È una testimonianza pressoché unica di identità culturale, di gemellaggio e sul piano esterno e su quello emotivo-inconscio. Basterebbe soltanto detto aspetto a spiegare il caso Taviani, ma c’è dell’altro e non poco.

Entrambi hanno l’aspetto Luna-Urano dominante: Vittorio in forma di congiunzione all’MC e Paolo come opposizione tra l’Ascendente e il Discendente. In entrambi i casi è segno sia dell’interesse nei confronti del cinema e sia di un radicalismo caratteriale che li fa essere ancora oggi, non più giovanissimi e con famiglia, dei rivoluzionari sotto vari aspetti. Inoltre troviamo ancora che il Sole di Vittorio è perfettamente in sestile al Mercurio di Paolo (altro indice di vicinanza intellettuale), che il MC di quest’ultimo è congiunto all’Ascendente dell’altro, che l’Ascendente e la Luna del più giovane sono sestili alla Venere e trigoni al Giove del più anziano, che...

Basta, c’è affinità elettiva.

Se a tutto questo si aggiunge che i due fratelli sono cresciuti insieme, nello stesso ambiente culturale e sociale, hanno ricevuto pressappoco la stessa educazione, sono stati iniziati quasi contemporaneamente alla vita artistica e istruiti alla musica (Paolo suona il violino, Vittorio il piano), allora si comprende su che basi è nato e vive il loro profondo, autentico legame.

Leggendo il dottissimo saggio sul loro cinema, scritto da Guido Aristarco e intitolato «Sotto il segno dello Scorpione» (edizioni D’Anna), si capisce che la chiave di lettura più idonea a comprendere i loro film è quella che tiene conto delle tre componenti fondamentali della loro cultura: il marxismo, la psicanalisi e l’astrologia anche se in questi ultimi tempi, gli acclamatissimi autori di «Padre padrone» non sono più tanto disposti ad ammettere in pubblico il loro credo astrologico.

Tutta la loro opera è comunque impregnata di astrologia, e basta leggere le sceneggiature dei film per rendersene conto, ma non solo di questa: come già detto vi è anche la psicanalisi a qualificare e veicolare in una specifica direzione la loro attività artistica. Non si spiegherebbe altrimenti il relativismo affiorante dai loro personaggi che al di là dall’essere gli ottimistici eroi a senso unico di gran parte della letteratura marxista, rivelano invece tutte quelle componenti contradditorie che animano appunto gli esseri umani e che da questi traspaiono quando li si osserva senza il filtro del dogmatismo. Succede così che spesso gli eroi delle loro storie, pur continuando a guardare in avanti, come hanno sempre fatto Paolo e Vittorio Taviani, si arrestino in un momento di critica attenzione per interrogarsi sul loro ruolo rispetto alla storia e sul rapporto pubblico-privato. Particolarmente eloquente al riguardo è “Allonsanfan”:

«Hai capito quello che nemmeno Tito osa pensare: che noi siamo arrivati troppo tardi... o troppo presto (rispetto alla storia, N.d.R)... E ti sei ribellato.»

Film che procurò non poche critiche ai due fratelli, soprattutto da parte della sinistra extraparlamentare.

Guido Aristarco, oltre alle componenti culturali che, a suo avviso, indirizzano il cinema dei nostri e che abbiamo già citato, ne indica una quarta: il cristologismo.

I due temi in oggetto illustrano appunto che, se di religione si deve parlare nel loro caso, questa va vista proprio come componente educativa e non come traguardo.

A questo punto ci sembra giusto sottolineare le peculiarità dei singoli caratteri del regista a due teste, così come le vediamo noi.

Viene naturale chiedersi, infatti, quali siano e in che modo si articolino i rapporti di forza che inevitabilmente stanno a monte di questo rapporto, anche se, come abbiamo visto, esso è tra i migliori ipotizzabili.

In un’intervista al Secolo XIX (25 ottobre 1978), Paolo ha detto:

«Ha appena due anni più di me (Vittorio, N.d.R.), ma è del segno della Vergine, io sono Scorpione e me lo mangio quando voglio.»

Anche se detta in tono scherzoso, l’affermazione lascerebbe intendere che, tra i due, «il duro» sia Paolo.

Ma noi non siamo di questo parere.

L’appartenenza al segno dello Scorpione, infatti, non giustifica, in questo caso, un giudizio del genere.

Paolo ha la Luna angolare all’Ascendente, in Bilancia, e ciò vuol dire che è più disponibile, più portato alla diplomazia, più conciliante, come suggerisce anche la sua Venere congiunta a Mercurio.

Vittorio, invece, è senz’altro più incline alla critica e alla polemica, come risulta innanzitutto dalla congiunzione Mercurio-Marte in Bilancia, significante, tra l’altro, che egli è facile ad accendersi.

Inoltre, l’Ascendente Leone e la Luna in Ariete lo rendono senz’altro più coriaceo e combattivo del fratello che, avendo la Luna all’Ascendente, risulta maggiormente permeabile alle influenze esterne e più volubile.

Interessante notare che entrambi hanno un forte Campo Secondo (soprattutto Paolo) che, per Lisa Morpurgo, è significatore di cinema.

Da un punto di vista creativo Paolo può dare maggiori contributi poetici (Luna all’Ascendente) ed estetici (Luna e Ascendente Bilancia), mentre Vittorio appare più dotato in quanto a rigore culturale.

Entrambi risultano fecondi sul piano dell’originalità e delle invenzioni lavorative: Urano in sesta Casa e Urano al Medio Cielo, tutti e due in aspetto alla Luna.

Se l’orario di nascita di Paolo è esatto, o se comunque egli non è nato prima delle cinque antimeridiane, allora è lui, fra i due, il più assillato dal problema economico.

Per «sopravvivere» da questo punto di vista, come dichiarano essi stessi, hanno cercato di fare quattrini senza «sporcare» i loro film.

Si sdoppiano, per cui non accettano compromessi commerciali (o ne accettano pochi) quando firmano le loro opere e fanno quattrini girando anonimamente caroselli per la televisione.

Anche in questo esercizio sono perfettamente intercambiabili, come sempre:

ne girano uno a testa.

Si è detto prima, e lo ribadiamo adesso, che i temi di nascita dei due bravissimi registi si sposano perfettamente, dando vita a un matrimonio esemplare.

Ma tutti i matrimoni, anche i migliori, non sono immuni dal rischio del divorzio e quello in oggetto presenta tale rischio in maniera piuttosto evidente.

Innanzitutto Urano angolare al Discendente, nel tema di Paolo, nel segno dell’Ariete, opposto alla Luna e quadrato a Saturno in Terza Casa: è un indice assai probabile di divorzio dal fratello.

Anche nel cielo natale di Vittorio vi sono segni equivalenti relativi al Settimo Settore e al suo governatore.

Ma è soprattutto la congiunzione Marte-Mercurio in Quarta Casa che, in questo oroscopo, fa pensare a una «separazione dal fratello nella seconda parte della vita».

Non è detto che, se la cosa si realizzerà come sembra, non giovi a entrambi sul piano professionale; d’altra parte, però, appare che, da un punto di vista psicologico, inciderebbe più negativamente su Paolo che, avendo Saturno in Casa Terza, risulterebbe orbato della presenza del fratello.

 

Nota

Per restare nei personaggi, vorrei raccontare questo breve episodio personale che mi lega, in qualche modo, ai due registi.

Posso dire con quasi certezza che i miei scritti influenzarono l’arte dei due grandi fratelli e potrei indicarvi dei punti particolari delle loro opere nei quali ciò si potrebbe verificare con sufficiente certezza. Tuttavia riterrei la cosa un’inutile vanteria dal momento che tutte le grandi persone colte sono liete e consapevoli di questo scambio, non tanto sotterraneo, di saperi tra persone che producono Cultura.

Io e Daniela ci recammo, a Milano, al cinema Anteo, dove si tenne una proiezione privata di “Cesare deve morire” (2012).

La pellicola, vincitrice dell’Orso d’oro al Festival di Berlino, racconta la messa in scena del Giulio Cesare di Shakespeare interpretata dai detenuti del braccio di Alta Sicurezza del carcere di Rebibbia.

Vittorio Taviani, già molto malato, non presenziò.

Io e Daniela ci avvicinammo a Paolo Taviani e io gli offrii una copia del «ritratto» che state leggendo.

Lui lo riconobbe subito e, con entusiasmo, chiamò una sua amica che sedeva poco distante e glielo mostrò chiedendole:

«Lo ricordi?».

Incoraggiato da ciò, gli chiesi se potessi avere la sua e-mail personale per poterlo contattare e lui, sorridendo con un ghigno scorpionico, rispose:

«Sì, gliela do, tanto non le rispondo!».

E gioì facendo il gesto di negazione con l’indice della mano destra...

Pensai:

Anche quasi alla fine del suo percorso, Paolo Taviani è sempre uno Scorpione e gode di queste piccole cose...

La mia stima e la mia ammirazione per le sue opere non diminuirono affatto.

 




For Everybody. It is not an important news, but I invite you to read it because it can explain, to someone, the why of a certain noise leading that disturbs, from a few years, the astrology:

 http://ilblogperidepressi.wordpress.com/ 

 

Ciro Discepolo

www.cirodiscepolo.it  

MyAmazonPage 

MyGoogleProfile

Tutto il materiale contenuto in questo blog, testi, grafici e foto, rigo per rigo, è coperto da Copyright. È vietata ogni riproduzione parziale o totale senza previa autorizzazione dell’owner.

Per vedere bene i grafici zodiacali e le foto, occorre cliccarci sopra: si ingrandiranno. 

Una bibliografia quasi completa di Ciro Discepolo:

An almost complete bibliography of Ciro Discepolo:

 http://www.amazon.com/Ciro-Discepolo/e/B003DC8JOQ/ref=sr_ntt_s 

e

http://www.programmiastral.com/download/bibliografia_completa_di_ciro_discepolo.txt