lunedì 19 gennaio 2026

Giorgia Meloni, un ritratto astrologico di Ciro Discepolo

 


Giorgia Meloni, 

un ritratto astrologico di Ciro Discepolo.

 

Le aquile volano più in alto di tutti.

E questo è un fatto, al netto di micro-precisazioni esagerate di ordine ornitologico.

Non ho mai nascosto la mia recente simpatia per questo personaggio che prima non conoscevo quasi del tutto. E la mia simpatia è dovuta, in primis, al fatto che ho riconosciuto nelle sue stelle l’aquila che è in lei e che da decenni non identifico in alcun leader politico internazionale.

Nelle sue stelle: altre tessere di riconoscimento non mi interessano minimamente.

Alla vigilia della sua elezione a Presidente del Consiglio e anche dopo e anche oggi, il parere dell’intera opposizione è stato unanime: si tratta di una politica mediocre e fascista.

All’opposto, i leader internazionali di ogni longitudine geografica, e gli organi di stampa, compresi quelli più schierati a sinistra come il “Washington Post”, il “New York Times”, “Libération”, “El País” e molti altri ancora, le continuano a dedicare copertine, la indicano come un grande leader internazionale, la segnalano come esempio di statista da imitare.

Fin qui la normale dialettica politica che però, ogni giorno che passa, si infrange contro il libero pensiero di tante menti brillanti di sinistra, a cominciare da Massimo Cacciari e con un elenco davvero lungo di accompagnamento, che riconoscono in lei un outsider.

Perché sarebbe un outsider?

Intanto perché parliamo di una Capricorno con una tonnellata di Saturno sul capo e una direzione mentale da sesta Casa (il Sole). Ma, dunque, stiamo dicendo semplicemente che Giorgia Meloni è una brava ragioniera?

Niente affatto.

Io, intanto, per legge, in una futura società in cui l’Astrologia avesse il peso che merita, farei scrivere in Costituzione che i leader del paese andrebbero scelti tra i Capricorno e i Cancro compensati, possibilmente con forti valori saturnini, ma anche con indicatori di successo e con zero valori cattivi in Case temibili come la settima e l’ottava (ricordate i grafici di Hitler e di Mussolini?).

Ma perché Capricorno e ancora Capricorno (Cancro compensato)?

Perché costoro hanno bisogno di essere lodati e si candidano, per default, a essere stacanovisti, instancabili, tutti d’un pezzo.

Se poi non avessero posizioni minacciose in settima e in ottava Casa, anche il pericolo di andare a sganciare bombe sulla Serbia, verrebbe evitato.

E, se ci aggiungessimo, un Giove in decima Casa in trigono al Sole?

Beh, in quel caso, sommando anche il pragmatismo del segno più importante in questa mappa (la Vergine) avremmo esattamente tale cielo di nascita e non altri.

Allora sarà santa? Le costruiranno un secondo Colosseo?

No, ma certamente verrà ricordata, nella storia, come uno dei migliori politici che hanno governato l’Italia.

È soltanto un caso se l’intera Europa ha scelto il suo modello per opporsi alla immigrazione selvaggia?

Ed è sempre soltanto un caso se perfino l’attuale leader statunitense sta cercando di cavalcare l’articolo 5 della Nato per trovare un varco di uscita alla guerra in Ucraina?

Però, ripeto, a me, personalmente, interessa il giudizio degli astri e dato che questi mi permettono di parlare loro col tu, posso confermarvi che nel cielo che abbiamo davanti gli astri sono quelli giusti.

Condanno quei colleghi o allievi, al maschile come al femminile, che disprezzano Giorgia Meloni (ma farebbero lo stesso anche con tantissimi altri leader) solo perché si riferiscono a bandiere opposte alle proprie.

E qui, lasciate che io entri, solo per un attimo, davvero, in un discorso politico: vivo da decenni, il dramma di amiche ed amici a cui voglio bene, che al netto di qualunque dubbio, soffrono la compressione, all’interno di un partito, dove loro che sono nati sinceramente democristiani e cattolici, sono costretti a convivere con presunti figli adottivi del Che Guevara, politici contemporanei pronti a sparare su chiunque si opponga al comunismo a Cuba o in Sud America.

E qui chiudo con la parentesi politica e torno a Giorgia che mi preoccupa non poco per la propria salute.

Intanto qualcuno di voi ha fatto un calcolo anche grossolano dell’odio che deve ingoiare ogni giorno?

Cosa c’entra?

C’entra, c’entra.

Magari il nostro Presidente del Consiglio non conosce la potenza del rimedio omeopatico Natrum Muriaticum e, dunque, non sa, che lo stesso l’aiuterebbe tantissimo ad eliminare fiumi di veleno che le giungono in circolo ogni giorno…

Senza parlare degli “occhi potenti come schioppettate…”.

Siamo giunti ai suoi compleanni mirati: secondo voi è da apprezzare o da condannare dato che li pratica in tutta evidenza e quasi alla luce del sole?

Anche questo è un segno di intelligenza: la buona intelligenza che le viene dalla congiunzione Mercurio-Marte in Capricorno.

Sono certo che anche in ciò lei applichi la massima di John Fitzgerald Kennedy: “Non chiederti cosa possa fare il tuo paese per te, ma domandati cosa puoi fare tu per lo stesso, ogni giorno”.

Guardiamo la sua Rivoluzione Solare, ma notando, prima, che l’orario di nascita, pubblicato su astro.com, riporta la valutazione “AA Rodden” sulla precisione del suo orario di nascita e quindi quest’ultimo dovrebbe essere alquanto giusto, ma pur sempre arrotondato.

Cominciamo col dire che quella italiana (la sua Rivoluzione Solare per Roma) sarebbe stata davvero micidiale, per lei e per i nostri connazionali: Ascendente in dodicesima Casa, Saturno stretto al MC e stellium con Marte in settima: neanche l’oroscopara della Ciociarìa ne avrebbe potuto consigliare una peggiore.

Quella di Tokyo, ormai nota a tutti e che vi riporto nuovamente, evita le perle che ho appena citato e già per questo merita moltissimo, ma – soprattutto – evitando ogni violazione grave delle 34 regole, aggiunge questi elementi preziosi al tutto:

1)      - Una congiunzione non stretta Giove-MC. In effetti a questi gradi di distanza Giove non è forte, ma non è neanche nulla.

2)      - Urano lo fa cadere in ottava e non in settima, cosa pericolosissima (per le rotture, anche “in famiglia”, in campo politico).

3)      - Fa cadere Sole, Venere e Plutone in cuspide o in quarta Casa e sappiamo che Giorgia Meloni sta per annunciare un piano decennale di edilizia popolare a cui tiene moltissimo (e noi italiani ancora di più).

4)     - Su Saturno e Nettuno ci torno tra poco.

Adesso, mettiamo che con qualche piccolo trucco di cinema-teatro la Premier avesse voluto incollare Giove al Medio Cielo: non sarebbe stato difficile per lei, atterrare alle 13 a Tokyo e poi spostarsi con un volo breve a Oita o dintorni, nell’ovest del Giappone.

Ma avrebbe rischiato troppo: come avrebbe potuto controllare giornalisti, fotografi, semplici curiosi in giro per l’aeroporto di Tokyo?

Inoltre c’è un secondo motivo che, a questo punto, ritengo sia stata una scelta buona, se si è trattato di una scelta e non di una resa.

Premetto che, come tutti possono verificare, in tutta la vita sono sceso in apnea anche in fondo all’oceano per non mettere malefici in quinta Casa, soprattutto da quando scoprii che tale Casa riguarda strettamente anche la moglie, oltre che i figli.

Tuttavia il Presidente del Consiglio deve ragionare – è obbligato a farlo! – come se fosse madre di tutti i cittadini dello Stato e non soltanto della sua bambina.

E, in tal senso, a mio parere, per lei è stato meglio lasciare questo cielo che ottenerne un altro con Giove strettissimo al MC, ma con Saturno e Nettuno in sesta Casa.

Ho detto, infatti, poco più su, che temo per la sua salute perché l’impegno a cui è sottoposta è esagerato e così l’odio a tonnellate che incassa ogni giorno della settimana.

Inoltre quei due in sesta non avrebbero significato solo la salute e avrebbero potuto compromettere seriamente i rapporti all’interno della sua coalizione, rischio non meno grave per chi sta per raggiungere il primato di governo più longevo della Repubblica, cosa che si traduce in maggiore fiducia dei mercati internazionali per l’Italia e in più ricchezza, concreta, per la stessa.

I rischi, per la sua Ginevra, sono alquanto relativi e, se la bambina è sostanzialmente sana, piccoli disturbi o piccoli problemi nel corso dell’anno non saranno un dramma.

Inoltre – e non lo dimentichiamo – anche Ginevra è partita per il compleanno mirato!

Resta un solo punto che avrebbe meritato una seria riflessione: Nettuno in cuspide.

Nettuno in quinta è assimilabile a Saturno in quinta e riguarderà più preoccupazioni della madre verso la figlia che problemi veri e propri di quest’ultima.

Diciamo, allora, che l’unica cosa che sarebbe stato utile correggere, è proprio quella cuspide di Nettuno (angosce dagli alleati di Governo?), ma su questo sarebbe stato difficilissimo o impossibile intervenire.

 

 


 Aggiornamento del 20/1/2026


Poche osservazioni sul fenomeno della proiezione

Vi siete mai chiesti perché, all’epoca, i film di Fantozzi ebbero un successo esagerato in molti Paesi europei e soprattutto in Germania?

Perché i nostri cugini teutonici, o di etnia simile, irridevano ai Fantozzi italiani e, in questo modo, “esorcizzavano” – o tentavano di esorcizzare – la propria paura di essere dei Fantozzi.

La stessa cosa capita a noi quando ridiamo a crepapelle dei personaggi burini, maldestri o pignolissimi dei film di Carlo Verdone. È come se dicessimo: «Ecco, vedete, il burino è quello lì, non io!».

E fin qui qualunque persona di cultura media capirà che non abbiamo prodotto alcuna scoperta.

Andando un po’ più in profondità, pur senza avere una vasta cultura psicoanalitica, comprendiamo meglio anche altri fenomeni mediatici, come i film western che hanno massacrato, una seconda volta, i nativi americani in pellicole di bassissimo valore.

Ogni volta che un americano di Hollywood, con la faccia piena di cerone e una piuma di uccello tra i capelli, mimava lo scotennamento di un bravo ufficiale americano di cavalleria, scattava in noi spettatori il suddetto fenomeno e desideravamo, quasi tutti, che all’ultimo momento un bravo soldato delle giubbe blu sparasse al petto del “selvaggio”.

Ovviamente potremmo continuare per molte pagine, ma non occorre. Chi fosse davvero interessato all’argomento potrebbe leggere i numerosi trattati scritti dai padri della psicologia e della psicoanalisi.

Allora, invece, per andare più sul pratico – e in modo sintetico – propongo una breve antologia di frasi famose sull’argomento.

Sigmund Freud scrive che la proiezione consiste nel rifiutare ciò che è interno a sé e attribuirlo all’altro.

Carl Gustav Jung osserva che tutto ciò che ci irrita negli altri può portarci a comprendere noi stessi.
In modo ancora più diretto, afferma che la proiezione trasforma il mondo in una copia del volto sconosciuto che portiamo dentro.

Melanie Klein sottolinea che la proiezione è uno dei primi modi con cui l’individuo tenta di liberarsi di ciò che non può tollerare in sé.

Wilfred Bion afferma che, quando la capacità di proiettare e di riaccogliere le proiezioni fallisce, il pensiero si interrompe. Qui si allude chiaramente alla mancanza patologica di proiezione.

Jacques Lacan osserva che l’aggressività nasce spesso là dove il soggetto non riconosce più la propria immagine.

E, se permettete, aggiungo anche un pensiero più modesto, rispetto a quelli qui citati, del sottoscritto.

La proiezione è un meccanismo sano quando è reversibile.
Quando manca del tutto, non resta che il sospetto, l’attacco e la paranoia.

A mio parere, questa riflessione potrebbe fungere da distico ideale alla magnifica e celebre vignetta di Snoopy che ho riproposto in una veste grafica lievemente diversa dall’originale.


Nota

Sul piano astrologico, in tanti anni di pubblicazioni, mi è capitato moltissime volte di leggere commenti del tipo:
«Ah, allora se scrivi questo, da oggi in poi non leggerò più i tuoi libri!».

Il tutto accompagnato da insulti del genere:
«Ma non hai capito che questo personaggio è una canaglia e un bugiardo???».

Naturalmente, quando poi chiedo al mio interlocutore di precisare da quale aspetto astrologico del Tema di Nascita del personaggio trattato si deduca che egli sia “una canaglia e un bugiardo”, non seguono risposte.




Aggiornamento del 22/1/2026

Quando a vent’anni scoprii il vero significato della parola “Proiezione”.

Alcuni di voi che mi leggono sanno che non ho ancora deciso se tentare o meno di scrivere una mia autobiografia. Quella a cui magari state pensando — cioè il libro L’uomo e le stelle, sottotitolo Intervista all’astrologia, che pubblicai nella primavera-estate del 2023 con le Edizioni di Ricerca ’90, e che è di ben 820 pagine — non è la mia autobiografia vera e propria. O meglio: lo è, ma solo relativamente all’astrologia.

Non ho ancora deciso, invece, se tentare di scriverne un’altra che riguardi la mia vita nella sua parte più intima e personale. Tuttavia, forse, mi porto avanti con il lavoro, in vista di una possibile decisione positiva in tal senso. E vorrei raccontarvi come giunsi, a vent’anni, a scoprire il profondo significato della proiezione — intendo la proiezione nel senso psicoanalitico del termine.

Avevo appunto vent’anni e vivevo, dentro e fuori di me, in maniera infuocata, il 68. Fuori di me perché partecipai attivamente alla rivoluzione del 1968. Lavoravo da poco all’Istituto Motori di Napoli del Consiglio Nazionale delle Ricerche, dove ero il responsabile del laboratorio di misure elettroniche. E subito mi gettai nella politica, tanto che già a vent’anni ero nel direttivo della CGIL Campania, che raccoglieva scuola, università e ricerca.

In questo direttivo stavo a fianco di colui che sarebbe poi diventato un famoso biologo ed esperto di etica in campo biologico: il professor Edoardo Boncinelli. Portavamo avanti quelli che allora chiamavamo progetti rivoluzionari. Come dicevo, militavo molto a sinistra, tanto è vero che personalmente mi definivo bordighista, ovvero seguace di Amadeo Bordiga. Per chi non lo sapesse: egli era a sinistra di Trotskij. Dunque, l’ala più estrema. Diciamo che, prima delle Brigate Rosse, c’ero io.

Questo era il mio vissuto esterno nel 1968.

Poi c’era anche un vissuto interno, perché in quei mesi si attuava una rivoluzione totale nella mia vita, cagionata da un brutto incidente di tipo psicologico, di cui ho parlato in un video YouTube recente. A seguito di quell’evento, soffrii di claustrofobia per alcuni anni.

Rimasi intrappolato in una carrozza ferroviaria stipata all’inverosimile. Svenni e mi feci praticamente, da svenuto, tutto il tratto tra Roma e Firenze. Poi fui ricoverato in ospedale. Insomma, risultai scomparso: i miei genitori non ebbero mie notizie per una settimana.

A seguito di tutto ciò, iniziai, a vent’anni, un’analisi del profondo. Non tutti sanno davvero cosa sia. Leggo a volte anche di psicologi che credono di aver fatto un’analisi del profondo, ma non sanno neppure cosa essa sia. Alcuni addirittura credono che uno psicologo, essendo psicologo, possa saltare l’analisi del profondo, perché “si capisce da solo”.

Ma lo stesso Jung, lo stesso Freud, facevano analizzare i loro sogni da colleghi, perché sapevano bene che l’ostacolo principale a guardarsi dentro è dato proprio da un fenomeno che si chiama proiezione: noi ci rifiutiamo di vedere i difetti giganteschi che abbiamo dentro e li attribuiamo agli altri.

Con l’analisi del profondo, invece, si riesce a fare un lavoro di scavo dentro se stessi. È una palestra di vita, che può darci risultati straordinari negli anni a venire.

Io compresi subito il potenziale enorme di questa via. Tant’è vero che, già dopo due o tre mesi di analisi con un bravissimo analista, Antonio Speranza — verso il quale ho ancora oggi un enorme debito di riconoscenza, ed è una delle persone più colte che io abbia mai conosciuto — avevo già risolto il mio problema di claustrofobia.

Potevo restare chiuso in un ascensore con dieci persone anche per tre giorni: gli altri si sarebbero impiccati, io avrei resistito. Così come oggi potrei resistere tranquillamente, anche tre giorni, chiuso dentro.

Nel frattempo, però, avendo intuito il potenziale enorme che questa via mi offriva, continuai. E non avrei mai potuto immaginare che avrei continuato per oltre dodici anni, circa tredici: a partire dai vent’anni, feci tre lunghe analisi del profondo, di cui due con Antonio Speranza.

Vorrei sottolineare che erano analisi ortodosse. “Ortodosso” significava, intanto, che all’epoca venivano fatte con analisti veri, con tanto di “patente”, perché c’erano anche allora gli abusivi, come ce ne sono oggi. E in secondo luogo, perché io facevo quattro o cinque sedute a settimana, il che comportava sacrifici immensi.

Nel frattempo, però, stavo vivendo il 68 anche dentro di me, sotto altri aspetti. Questa finestra sul mondo introspettivo, sulla psicologia del profondo, fece scattare in me delle molle potenziali che erano già presenti e che trovarono poi una logica conseguenza negli studi che iniziai contemporaneamente a tutto ciò di cui sto parlando.

E contemporaneamente alle due grandi passioni della mia vita a vent’anni — l’elettronica e la fotografia — incominciai a interessarmi di psicologia, di psicologia analitica, poi di yoga, che praticavo anche con un certo talento, e di macrobiotica, di medicina omeopatica. Mi misi a studiare gli scacchi. E poi giunsi all’astrologia, che riconobbi come il mio vero sentiero, quello che avrei percorso per tutta la vita.

Durante i primi mesi di analisi, che vivevo con un’emozione grandissima, accadeva una cosa molto interessante. Quello che si dice durante la seduta riceve poi un feedback durante la notte successiva — e le notti successive — attraverso i sogni, che sono la risposta del nostro inconscio a ciò che si è tentato di portare in superficie nei giorni precedenti.

Capitò dunque, dopo pochi mesi che ero in analisi, che io raccontassi al mio analista — che, si badi bene, era anche lui dello stesso schieramento politico al quale appartenevo io, cioè era all’epoca un uomo di estrema sinistra — le vicende delle mie giornate.

Per esempio, c’erano assemblee operaie congiunte tra noi dell’Istituto Motori e i nostri “cugini”, chiamiamoli così, dell’Istituto Internazionale di Genetica e di Biofisica, che era attaccato al nostro, sempre di fronte alla RAI di Napoli.

In queste assemblee veniva fuori tutto il 68 di quel momento: occupazioni di istituti, insulti ai direttori, bandiere rosse che venivano sventolate, di tutto e di più.

A un certo punto, io, infervorato, raccontavo al mio analista — me lo ricordo come se fosse oggi — le vicende di un’assemblea che mi aveva particolarmente agitato.

Lui mi chiese:
“Perché l’ha agitata questa assemblea?”

E io risposi:
“Perché c’è quel fascista della sala macchine che ha fatto così, così e così… e poi c’è quell’altro fascista che dirige la sala disegno, che ha avuto il coraggio di dire questo… e poi c’è un altro fascista ancora…”

E continuavo.

A un certo punto, Antonio Speranza mi guardò e, con calma, mi chiese:
“Perché lei pensa di essere fascista?”

Io saltai sulla poltrona e dissi:
“No, non ha capito, dottore! Io sto parlando dei fascisti che stanno accanto a me, dove lavoro!”

E lui rispose:
“Beh, ma lei capisce che al suo inconscio non frega assolutamente nulla dei fascisti che stanno intorno a lei. Al suo inconscio frega solo di lei. E quindi, se lei è portato a vedere fascisti dappertutto — a destra, a sinistra, davanti, dietro, al piano di sotto, al piano di sopra — allora significa che il suo inconscio le sta chiedendo: perché lei pensa di essere fascista?”

E lì scattò qualcosa.

Qualcosa che poi, con anni e anni di lavoro, mi portò a riconoscere quali fossero le componenti del mio carattere che il mio inconscio riconosceva come “fasciste” — si badi bene: non in senso politico, perché non c’erano dubbi sullo schieramento al quale appartenevo all’epoca.

Secondo quella famosa frase attribuita a Winston Churchill:
“A vent’anni non si può non essere comunisti, e a quarant’anni non si può essere ancora comunisti.”

Questa, grosso modo, è stata la mia storia politica, al netto del fatto che ciò, molti anni dopo, mi portò a votare per lungo tempo Marco Pannella e il Partito Radicale.

Ma tornando alla proiezione, che aveva generato tutto ciò, io riconobbi quali fossero le componenti caratteriali che, dentro di me, erano assimilabili all’aggettivo “fascista”: vale a dire quelle parti intransigenti del mio carattere che, soprattutto nelle discussioni violente, venivano fuori e che io, a vent’anni, non riuscivo a controllare.

E questo può aiutare — ma solo parzialmente — a spiegare perché tante persone vedono il mondo come la sommatoria di tanti singoli fascisti: perché non riconoscono il fascista che è in loro e continuano quindi a insultare gli altri chiamandoli fascisti.

 

 


 

Aggiornamento del 24/1/2025

Puntata vietata ai minori quella di “Quarto Grado” di ieri sera, con l’ennesimo scoop della trasmissione, realizzato in esclusiva, con tanto di arena nella quale Andrea Sempio ha accettato di scendere in un lungo confronto faccia a faccia con opinionisti, giornalisti, psicologi, criminologi, avvocati ed ospiti di ogni sapere.


A mio parere ne è venuta fuori l’immagine precisa di un uomo giovane, scaraventato dal destino in una fossa di leoni, che cerca di cavarsela alla meglio e senza neanche protestare più di tanto, ma portando la croce dei propri fortissimi valori Pesci–Vergine, di cui, probabilmente, è consapevole.

È stata fatta ascoltare una registrazione, credo ambientale, nella quale l’indagato dell’attuale Procura di Pavia diceva – sembra a una sua amica – cose del tipo: «La società dovrebbe strutturarsi in tribù di 100–150 persone al massimo. Ogni uomo dovrebbe avere quattro o cinque donne che restano a casa a badare a vecchi e bambini, mentre loro vanno a caccia. Si tromba molto perché c’è ricambio e le cose potrebbero funzionare al meglio…».

Beh, chi ha visto la suddetta trasmissione sa come sono andate le cose e chi non l’ha vista non può neanche immaginarlo.

Il povero Andrea è stato quasi lapidato, e non solo dai “soliti noti”…

Però, se me lo consentite, ciò capita quando si è a digiuno di cinema buono e non si conosce il significato di citazione: quando il dottor Stranamore, nel capolavoro di Stanley Kubrick, cerca di convincere il presidente degli Stati Uniti e altri importanti politici ad accettare la guerra nucleare totale che sta per raggiungerli, sacrificandosi e scendendo, ciascuno con una dozzina di giovani donne, in rifugi antiatomici sotterranei per la durata di qualche decennio.

I più malati di cinema, come il sottoscritto, avranno invece sicuramente riconosciuto, in questa morbosa attenzione dei presenti in trasmissione per le cose irripetibili cui ha accennato il nostro, una scena cult di Luis Buñuel: quella iconica della scatoletta di cartone nel capolavoro “Bella di giorno” (Belle de jour, 1967). Un cliente orientale di una casa d’appuntamenti, interpretato dall’attore Iska Khan, mostra a Séverine (Catherine Deneuve) e alle altre ragazze una piccola scatola laccata. Quando la scatola viene aperta, emette un ronzio sommesso e una luce dorata si riflette sui volti dei personaggi che vi guardano dentro con un misto di eccitazione e inquietudine. Proprio come il MacGuffin per eccellenza – simile alla valigetta di “Pulp Fiction” che arriverà decenni dopo – Buñuel non rivelerà mai cosa ci sia dentro la scatola. In diverse interviste, quando gli veniva chiesto il contenuto, il regista rispondeva divertito: «Non lo so nemmeno io».

Parliamo di una delle vette del surrealismo buñueliano: l’oggetto serve a evocare il desiderio e il feticismo senza bisogno di mostrare nulla di esplicito, lasciando che sia l’immaginazione dello spettatore – e lo sguardo magnetico dei personaggi – a riempire il vuoto.

E qui mi corre l’obbligo di confermare che effettivamente l’indagato abbia detto: «Tante belle trombate!», e per di più in fascia protetta.

A questo punto la giornalista Caterina Collovati ha quasi gridato, senza mezzi termini, che questo sarebbe altrettanto grave dei presunti film pedo-pornografici presenti sul computer di Stasi.

Però, consentitemi, eccovi un esempio schiacciante della superiorità dell’Astrologia rispetto a tutti gli altri saperi (perché l’Astrologia può “pre-vedere” e può anche “vedere oltre”): ieri sera ci si è interrogati a lungo, molto a lungo, sul fatto che il giovane di Vigevano non abbia mai avuto relazioni lunghe con donne.

Lo hanno chiesto anche a lui, che lo ha confermato.

Ecco, perdonate l’auto-citazione, ma se c’è non la posso ignorare: credo che quanto scritto da me sulla Sesta Casa – e quindi anche sul Sole e su uno stellium in Sesta Casa di nascita – spieghi al cento per cento questo punto, senza la necessità di chiedere a ChatGPT o a Gemini. Come ho chiarito in più di un mio libro e riferendomi a decine di personaggi storici, la Sesta Casa è quella che spinge, più di ogni altra, verso la condizione di single, al punto che perfino persone che single non lo sono più da decenni si farebbero perfino torturare anziché cambiare la propria convivenza, per esempio, in un matrimonio. Ma già la convivenza è difficilissima, perché il loro senso critico è così acuto e tenacissimo nel tempo che non abdicherebbero mai verso il matrimonio o altre forme surrogate dello stesso.

Sempre dal lungo interrogatorio cui si è prestato ieri Sempio a “Quarto Grado”, abbiamo appreso che probabilmente, dalle perizie dei suoi computer e/o delle periferiche varie, uscirà la prova del fatto che anche lui abbia guardato filmati porno.

Davvero?

Cose innominabili, sono!

Al netto di tutto – e anche della banalità di certi svelamenti di misteri – lasciatemi dire però che “Quarto Grado”, ancora una volta, ha mostrato la validità di una formula, lasciando parlare tutti, perfino persone che non potrebbero proprio.

Se “Quarto Grado” avesse voluto schierarsi, come altre settantadue trasmissioni ufficialmente condotte da nomi diversi ma in realtà guidate esclusivamente dalla difesa di Stasi, e se avesse voluto fare a pezzi l’amico di Marco Poggi anziché gettarlo nell’arena e fargli giungere mitragliate di domande da ognuno dei 360 gradi della circonferenza ideale disegnata intorno a lui, sarebbe bastato lasciarlo solo per mezz’ora alla cura della Collovati e di Abbate e credo che il nostro non avrebbe avuto neanche una sola chance di farcela.

Ma a che punto siamo in questa vicenda, dal nostro osservatorio?

Direi che si sta procedendo come da aspettative di molti, ma con alcune importantissime novità che forse non tutti hanno notato.

I video delle innumerevoli trasmissioni – le “72” di cui parlavo – che da marzo scorso a oggi potrebbero sostituire quasi tutto l’archivio mondiale del cinema prodotto dalla sua nascita a oggi, ci possono provare senza ombra di dubbio che, prima dell’incidente probatorio del 18 dicembre scorso, quasi tutti, in quelle trasmissioni, dichiaravano – no, gridavano – due cose:

1. dall’esame della spazzatura sarebbe venuto fuori il DNA di chi aveva fatto colazione con Chiara Poggi per poi, subito dopo, ucciderla;

2. questo DNA sarebbe stato quello di Andrea Sempio.

Poi c’è stato l’incidente probatorio ed è venuto fuori che l’unico DNA trovato, oltre a quello di Chiara, è quello di Alberto Stasi.

Lo stesso giorno la difesa di Stasi, con un giro velocissimo e di 360 gradi intorno a sé stessa, ha modificato totalmente ciò che predicava fino alla sera prima: l’incidente probatorio avrebbe finalmente confermato che il DNA sulle unghie della vittima non era quello del condannato.

Ora, “Quarto Grado” e pochissimi altri hanno detto come stavano le cose e poi sono passati ad altro.

Invece – e qui vi invito a riflettere con la vostra testa – ci sono altre “testate” che addirittura dedicano una puntata a settimana per ribadire che l’incidente probatorio del 18 dicembre ha dimostrato, senza ombra di dubbio, che il DNA di Stasi non era presente sulle unghie della povera fidanzata uccisa.

Ora il punto non mi sembra da poco e, a mio parere, è anche legittimo schierarsi; ma poi occorre assumersi la responsabilità di certi schieramenti e, se si procede per mesi e mesi ad occhi bendati, continuando a ripetere un mantra che sappiamo tutti essere falso, spetta a chi non sia ancora cieco del tutto tentare di allertare l’attenzione critica di troppi telespettatori acquiescenti – ma così acquiescenti che di più non sarebbe neanche immaginabile.

Quando finalmente parleranno i giudici, Andrea Sempio verrà scagionato da ogni accusa, ma probabilmente il vero scopo di tutta questa Armageddon sarà stato raggiunto.



Aggiornamento del 29/1/2026


No, non è la BBC…

E neanche l’AI.

È la foto “vera” (una ‘tale e quale’) di quando 10 anni fa mi lanciai con il parapendio sul cielo di Cape Town, South Africa. Quante meravigliose emozioni…

Volendo, è possibile guardare anche il video:

https://www.youtube.com/watch?v=1xA5hP1TtW8

 




Aggiornamento del 31/1/2026

Il tema del movente protagonista nella trasmissione di “Quarto Grado” di ieri sera, 30 gennaio 2026.

Lasciate che io elevi una piccola, ma sentita, protesta per la mancanza dell’avvocato Fabrizio Gallo (Jerry Callo per gli amici) nella puntata di ieri sera, 30 gennaio 2026, di Quarto Grado.
Spero si tratti solo di una indisposizione temporanea del Nostro perché, in caso contrario, la componente Salone Margherita della trasmissione perderebbe parecchio, nonostante l’impegno di Carmelo Abbate che ieri ha superato sé stesso e che, oltre a irridere – come fa solitamente – tutti gli esperti di informatica, genetica, medicina legale e un’altra dozzina di discipline scientifiche ancora, si è prodotto in alcuni assolo che a me hanno ricordato pezzi unici di teatro a firma Marlon Brando. Per cui ritengo che la quota di varietà, seppure ai minimi sindacali, sia stata assicurata a chi la apprezza: io davanti a tutti.

Ho trovato questa puntata alquanto interessante, al netto del fatto che si avverta la mancanza del giudice Vitelli e dell’avvocato De Rensis, che avrebbero potuto spiegarci, ancora una volta, perché Stasi fu assolto nei primi due giudizi.
E considero davvero preziose le notizie riferite sia da Paolo Reale sia da Roberta Bruzzone sui nuovi e importanti contributi che ognuno di loro sta per offrire all’indagine in corso.

Qualcuno tra i presenti ha protestato affermando che è giunto il tempo di lasciare in pace “la povera gente” (leggi Alberto Stasi), ma la Bruzzone ha risposto duramente e io sono assolutamente dalla sua parte.

Il tema di buona parte della trasmissione è stato, ancora una volta, il movente nel delitto della povera Chiara Poggi e non possiamo non notare il fatto che, a tutti gli effetti, quando si procede secondo il copione giornaliero di questa storia – il rifacimento completo del processo di condanna di Alberto Stasi, polverizzato in ogni singolo atomo al fine di scagionare un condannato in via definitiva – va tutto bene; ma se qualcuno che usa ancora la testa in questa pièce teatrale osa solo affermare di essere forse in grado di aggiungere altri elementi che rafforzino le ragioni schiaccianti dell’attuale condanna, allora apriti cielo e giù fiumi di parole per dire che Stasi non può essere processato due volte per lo stesso reato.

Come sappiamo tutti, la mancanza (apparente) di un movente non impedisce, secondo la giurisprudenza attuale, di condannare chicchessia; e neppure il mancato ritrovamento del corpo della vittima e dell’arma del delitto può tenere bloccata una condanna, come nel caso di Roberta Ragusa e del marito assassino Antonio Logli.

Tuttavia, lasciatemi ripetere, assai sinteticamente, qualcosa che ho scritto più volte dall’inizio di questa nuova trance giudiziaria.
E vi invito, prima di tutto, a riflettere su qualcosa di base relativamente al movente.

Non occorre un movente “esagerato”, di quelli del tipo: “Se ho scoperto questo segreto, allora ho tutto il diritto di ucciderti”. E non bisogna mai dimenticare che l’uomo è la bestia più feroce che abita questo pianeta, una bestia a cui, molte volte, è sufficiente un nonnulla per far innescare una tragedia.

In questo momento non sono in grado di riferirvi i dettagli perché non li rammento, ma chiunque di voi può effettuare una ricerca per ritrovare i particolari di un omicidio di massa – un’intera famiglia – uccisa nel secolo scorso o alla fine di quello precedente, in uno Stato centrale degli USA. Sembra che, in quel delitto, un peso notevole nella dinamica omicidiaria lo ebbe un elemento tossico dell’alimentazione di quel gruppo di persone: da giorni erano chiusi in casa, con un caldo estivo davvero da record, e continuavano a mangiare i resti di uno stufato di carne (da noi si chiamerebbe “spezzatino”) avanzato, per giorni e giorni, finché i “veleni”, le tossine di quel pasto, non si sommarono ad altri elementi di tensione tra quei familiari e gli stessi armarono la mano del pluriomicida.

Questo per dire che, in molti casi, si dovrebbe tenere conto di variabili solitamente trascurate, come l’olio probabilmente cattivo di una pizza, o una tensione che andava avanti da giorni o settimane, o un carattere rancoroso e aggressivo di base e, quindi, della goccia che fece traboccare il tutto.

Ho già spiegato, nel mio libro Delitti & Delitti, il primo della trilogia, perché il carattere del condannato sia da ritenersi aggressivo, rancoroso, portato alla violenza e anche geloso e possessivo.

Allora, partendo da questi presupposti, non dobbiamo per forza pensare al fatto che la povera Chiara quella sera scoprì, in una di quelle migliaia di “stanze segrete” del computer del fidanzato, un ambiente in cui ci fossero tre orchi invece di uno, o scene di sesso che noi non potremmo neanche immaginare.

I peggiori sentimenti umani possono seguire strade del tutto imprevedibili e, forse, colpì negativamente Chiara Poggi più la foto di una bella ragazza vestita che quella di dieci donne impegnate in un’orgia.

Ci aggiungerei il fatto che i due fidanzati erano giorni che non facevano sesso e che, a mio parere (ma vengo assistito dagli astri, che hanno una vista lunghissima), qualcosa si era rotto a Londra, nel corso di quella sfortunata permanenza.

Poi è del tutto pleonastico dire che sia impossibile un litigio dopo avere mangiato la pizza, perché i due tornarono a lavorare alla tesi di Stasi: un piccolo incendio può essersi prodotto e poi, forse un’ora dopo o durante la notte, ci fu uno scambio forte di collera tra i due, con Chiara che incassava e Stasi che “picchiava”.

Da cosa nasce cosa e da parola nasce parola. Possiamo ipotizzare come nasca un piccolo incendio, ma una volta che esso sia partito non possiamo immaginare dove abbia portato.
O, meglio, possiamo immaginarlo e lo troviamo spiegato in sentenza (definitiva). Qui:
https://www.youtube.com/watch?v=ya_Hi6IrZ0Q

 


Aggiornamento del 2/2/2026

Perché le Rivoluzioni Solari Immaginarie (o virtuali o fasulle, come le volete chiamare) non possono funzionare nemmeno in via teorica. Trascrizione completa del mio omonimo YouTube watch?v=rlFrWocLj6g
Vorrei proporvi alcune riflessioni su qualcosa che sta diventando di moda in questo periodo e alla cui base c’è un’idea suggestiva, quella di poter trasformare il ferro in oro, questo antico sogno alchemico. Evidentemente corrisponde ad un archetipo, ad un mitologema, ad un simbolo universale che preesiste all’uomo e che quindi poi finisce per albergare nell’animo di ogni essere umano.
Ciò è legittimo.
Ciascuno di noi può, e oserei dire anche deve, sognare di “poter volare”. E quindi, come avviene a volte nei nostri sogni, durante la notte, a occhi chiusi, noi sogniamo di volare come possono fare le aquile.
Si tratta di un sogno meraviglioso che, da un punto di vista psicoanalitico, è denso di significati, di prospettive positive, di crescita e via dicendo. Allora è legittimo, tutto ciò è legittimo. Questo per dirvi che si iscrive nel sogno di tante persone l’atto di trasformare il ferro in oro, di fare la giocata che gli frutterà cento milioni di euro, di poter volare verso il sole con le braccia aperte e via dicendo. Poi, passando dalla dimensione onirica a quella pratica, purtroppo le cose cambiano completamente. Allora, mentre non è sbagliato sognare, accarezzare un sogno, cullarsi con l’idea che un giorno sarà possibile un fatto del genere, invece non possiamo essere altrettanto indulgenti nel classificare il comportamento di determinate persone che poi sfruttano economicamente questi bisogni ancestrali dell’uomo e cercano di lucrare fraudolentemente su qualcosa che non può avvenire.
Ma per motivi oggettivamente fisici, e mi riferisco al fatto che adesso ci sono delle persone che, tra l’altro, affermano anche di essere della mia scuola e che promettono a quelli che non possono partire per il compleanno né per le solari né per le lunari: “Non ti preoccupare, non è necessario che tu vada nel Pacifico per toglierti questo Marte dalla prima Casa…” 
Dicono: “Io te lo tolgo e senza che tu parta da casa, tu mi dai cento euro e io te lo tolgo…” e l’altro chiede: “Ma come lo togli?” 
“Beh, io te lo tolgo col pendolino…”
Poi c’è un altro che dice: io applico le energie “quantiche”, io metto le mani sulla tua carta del cielo e muovo gli astri… Diciamo che questo ci ricorda un famoso film di Walt Disney, un meraviglioso movie che abbiamo visto tutti da bambini, relativo a queste cose magiche che avvenivano in quelle scene, ma quando erano i cartoni animati del grande Disney, meravigliosamente colorati, che si muovevano non solo sullo schermo cinematografico, ma anche nel nostro cuore, poteva essere suggestivo, carino e bello lasciarsi andare a questo oblio, come può essere bello l’elogio della fuga di cui parla Henry Laborit. Diversamente siamo nel fake totale.
Quando passiamo dal piano teorico dei sogni, che in qualche modo potrebbero lenire alcune nostre sofferenze, e ci spostiamo sul piano pratico, dove c’è Tizio o Caio che dice: “Non ti preoccupare, tu dai cento euro a me, io metto le mani sopra il disegno o addirittura metto le mie dita sulle tempie e guardo intensamente il tuo quadro di Rivoluzione Lunare e sposto Marte nella Casa che mi dici uno, Giove nella Casa che ti piace maggiormente. Dammi cento euro che faccio questo…” allora qui la faccenda diventa più pesante. Chiedi, ma a te che interessa tutto ciò, questo dovrebbe essere più una questione di ordine pubblico, di magistratura. 
Io ho avuto il privilegio di frequentare per un paio di anni, come ho scritto, il grande Giambattista Callegari il quale aveva fatto delle scoperte sensazionali con la sua centralina di radiobiologia sperimentale e che nei libri che scriveva metteva anche l’esempio che io ho riprodotto sulla mia rivista “Ricerca ‘90” e che ho fatto io stesso a casa mia, avvolgendo una semplice spirale di una piccolissima bobina, un filo di rame, che in particolari condizioni permetteva di eseguire un esperimento che, secondo la fisica, era impossibile e che invece dimostrava l’effetto K del circuito K della centralina Callegari e vorrei ricordare lui aveva creato questo sistema che era basato su di un oscillatore.
In elettronica poi i circuiti non sono diecimila, i circuiti fondamentali saranno sette o otto: c’è l’oscillatore, c’è l’amplificatore, c’è il cimatore, cioè quello che ci taglia un’onda oltre una certa soglia. Sono sette-otto circuiti… Lui aveva realizzato questo oscillatore che aveva come frequenza di lavoro un ristretto campo di frequenze che era compreso tra le onde radar e uno dei due estremi della zona dei raggi visibili (i colori) e allora, all’interno di queste frequenze, lui che cosa faceva? Creava un circuito di risonanza, poi faceva applicare le dita al soggetto su due reofori, cioè su due bottoncini di metallo, faceva applicare le dita del soggetto oppure se il soggetto non era presente infilava una sua fotografia dentro questo circuito oscillante e a me all’inizio sembrava magia ma la spiegazione era molto semplice: i sali d’argento che costituivano quella immagine, quella foto, non erano altro che l’imprinting elettromagnetico di quel soggetto sulla carta con quei sali d’argento. In poche parole la fotografia aveva una sua specificità che è come le impronte digitali, quindi quando lui infilava la foto in questo circuito poi manovrava sui condensatori che andavano a cambiare le frequenze del circuito oscillante e creava una risonanza, come quando noi, con le vecchie radio analogiche, cercavamo una stazione radio: muovevamo il condensatore fino a che la frequenza del ricevitore era uguale alla frequenza del trasmettitore e sentivamo ‘O sole mio’ oppure sentivamo Charles Aznavour o quello che vi pare. Allora tutto ciò non faceva una piega, non fa una piega, e anche quello che diceva Callegari sulla possibilità di lenire determinate patologie è tutta l’eredità che suo figlio, l’ingegnere Giuseppe Callegari, sta tesaurizzando, facendo un’opera meritoria notevole perché sta ripubblicando i libri del padre, con un lavoro certosino, raccogliendo documenti, le testimonianze di centinaia di noi che ci abbeverammo a quella fonte e sta producendo realtà straordinarie.
Adesso è impegnato con gli ultimi due volumi, quando saranno terminati io gli ho proposto che gli farò “da ragazzo”, ovviamente gratuitamente, e mi dedicherò a lui anche per un paio di giorni per presentare questi libri a Milano, per far conoscere a tantissime persone quel gioiello che è la scienza di Callegari. Allora lui, figlio, con sua figlia, che a sua volta è una biologa, hanno messo a punto una serie di test per dimostrare la validità dell’effetto Callegari. Dice ma tutto questo che c’entra poi con spostare Marte o Giove? Ci arriviamo, abbiate un po’ di pazienza. Allora hanno messo su degli esperimenti che sono così obiettivi che non si possono negare.
Partiamo dall’esperimento secondo me più importante di tutti: quello della modifica del pH di un liquido in condizioni più o meno costanti ambientali. Cosa si intende “più o meno costanti ambientali”? Quelle che nella scienza vengono definite all’interno di una black box, di una scatola nera dove umidità, pressione atmosferica, temperatura e via dicendo sono pressoché costanti. Ora senza arrivare agli estremi di un laboratorio, anche nel corso di una conferenza, se stiamo all’interno di una sala climatizzata, le oscillazioni di temperatura e di umidità e di pressione atmosferica saranno lievissime, non possono incidere su questo esperimento, ve lo posso garantire perché la materia che io studiai con più passione quando mi stavo diplomando e mi diplomai in elettronica industriale era “misure elettroniche”, una materia che mi appassionava enormemente perché corrispondeva al mio spirito critico, al mio Marte in Vergine, ed io desideravo spaccare un capello in quattro e andare a vedere se le quattro parti erano uguali e lo facevo seguendo dei protocolli ripetibili, questa è la sostanza… Allora prendiamo un liquido. Voi sapete che ogni liquido, come ogni sostanza liquida o solida, ha un suo pH e il pH è l’indice di acidità di un elemento.
Quindi prendiamo dell’acqua bi-distillata purissima, della semplice acqua bi-distillata, magari in una boccettina sigillata. Ecco, quest’acqua bi-distillata partirà con un suo specifico pH che noi possiamo stabilire con grande precisione. Perché? Perché quando andiamo a misurare con un apparecchio, un misuratore di pH, questo pH, noi che sappiamo più o meno quanto sarà il pH di detta sostanza, mettiamo che noi siamo più o meno certi che sarà tra 5 e 7 di pH. Allora noi, prima di iniziare le nostre misure, ci muniremo di due fialette sigillate prodotte da case farmaceutiche specifiche o case direttamente collegate alla costruzione di questi apparecchi di misura del pH che ci daranno dei campioni certi con un pH certo che ci permetterà di leggere anche la seconda cifra decimale, Quindi, per esempio, ci daranno una fialetta che sarà 5,03 di pH e un’altra che sarà 6,98 di pH.
Quando noi avremo misurato queste due fialette e avremo trovato che sul nostro apparecchio di misura i dati corrispondono con l’approssimazione massima di un digit, che vuol dire la seconda cifra decimale, quindi un centesimo di pH, noi potremo essere certi quasi al cento per cento che tutto quello che misureremo un minuto dopo, all’interno di quel range, tra il 5 ed il 7, lo misureremo con grande precisione e questa grande precisione ci restituirà un risultato che avrà come errore massimo un centesimo di unità di pH. Importante quello che stiamo dicendo. Ora, in cosa consiste l’esperimento dei Callegari juniors, figlio e nipote? Consiste nel fatto che loro nel corso della conferenza, prima di iniziare a parlare, vi misureranno questo pH di detta sostanza e ve lo misureranno davanti a voi. Tutti si potranno avvicinare e potranno controllare che non ci siano giochetti di prestigio dei vari, non so, Ivan o di quell’altro mago che è diventato segretario del CICAP, cose di questo genere.
No, che tutto avviene alla luce del giorno. Dopodiché, loro, nel corso della chiacchierata, sottoporranno per la foto di questa boccetta dentro la centralina Callegari e imporranno una frequenza che si può applicare dalla centralina stessa, stabilendo a monte in quanto tempo cambierà questo pH e a quale valore si avvicinerà. Quindi, per esempio, l’esperimento dirà io cercherò di portarvi questo pH che è acido perché è 5, mettiamo, io cercherò di portarvelo molto di più in direzione basica e lo farò avvicinare a 6 nel corso della chiacchierata. Se noi abbiamo appurato che alla partenza questo pH era 5,03, mettiamo, e alla fine della chiacchierata noi verifichiamo che il pH è il 5,80, beh mi sembra che non ci potranno essere dubbi sull’effetto della centralina Callegari: essa è stata in grado di far variare il grado di acidità e di basicità di quell’acqua, ripeto, bi-distillata e sigillata.
Allora, quindi, qualcuno potrebbe dire: allora lo vedi? Tu puoi agire trasformando anche la chimica inorganica, ma se riesci a trasformare la chimica inorganica, sei anche in grado di trasformare la chimica organica e quindi, ad una persona che per esempio ha dei problemi fortissimi di acidità allo stomaco, tu puoi fare lo stesso lavoro e questa persona dopo due o tre ore che hai messo la sua foto sotto la centralina Callegari si sentirà molto meglio con lo stomaco e se gli faranno una gastroscopia verificheranno che quella persona sta davvero molto meglio con lo stomaco perché il pH all’interno del suo stomaco è andato molto più in direzione basica. 
Certo, ma stiamo parlando di due cose completamente diverse. 
Cioè, per essere chiari, mettiamo di poter creare un collegamento diretto e logico che ci sia tra un Marte in una determinata Casa e l’acidità di stomaco di Tizio. Allora una cosa è quella che diceva Callegari senior e che oggi dice Callegari junior e anche sua figlia e tanti di noi, e tra noi c’erano diversi professori di fisica, docenti di cattedra in università d’Italia e anche docenti di chimica in università diverse d’Italia, ma non solo d’Italia (a Callegari offrirono una cattedra in Canada e lui non accettò e restò a Napoli di tutta la vita), e un altro fatto è la “magia” di cui parlano taluni…
Tutti vi diranno che è possibile, sulla base di una situazione di una determinante astrale che provoca acidità allo stomaco, a un soggetto, di lenire gli effetti di questo attacco allo stomaco del soggetto. Adesso, per farla semplice, perché se no il discorso diventerebbe complicatissimo, mettiamo che questa forte acidità allo stomaco sia dovuta a Marte nella prima Casa di Rivoluzione Solare. Allora se noi utilizzeremo, e badate bene che non è che una centralina Callegari possa fare cinque, sei, sette, dieci cose contemporaneamente, no, noi gli mettiamo un’onda e lavora su quell’onda, allora noi per un anno potremmo tentare di lenire gli effetti di quel Marte che sta nella prima Casa del soggetto e che si esprime soprattutto attraverso una forte acidità allo stomaco. Va bene? Ma questo non significa che noi abbiamo tolto Marte dalla prima Casa tant’è vero che se noi stacchiamo la centralina solo un minuto per tutto l’anno successivo il mal di stomaco al signor Rossi ritornerà uguale a com’era prima.
Quindi noi non abbiamo fatto quello che alcuni promettono, non abbiamo tolto Marte dalla prima Casa per metterlo, non lo so, nella quarta, perché costoro magari si illudono che uccideranno la suocera in questo modo. No, sono stupidi, sciocchi. A parte il fatto che poi ci sono suocere in gamba che a molti, me compreso, fa piacere avere, ma per rapportarci alle barzellette qualcuno crede che mettendo Marte nella quarta Casa ucciderà la suocera e se lo toglierà dalla prima. Non è così perché la centralina Callegari e quindi l’effetto k, che poi un altro chiamerà “l’effetto quantico delle mie mani applicate sulla foto” e un altro dirà “è una tirata d’orecchio che io faccio”, insomma tutto quello che volete, però, alla fine, il concetto è che coloro che dicono di fare questa cosa affermano di avere mosso Marte dalla prima alla quarta Casa, ma non è vero, non lo possono fare perché ammesso che loro fossero in grado di operare un’azione come quella che vi ho appena descritto a mezzo della centralina Callegari, dovrebbero rimanere “con le mani applicate a quella foto per trecentosessantacinque giorni all’anno” e non si tratterebbe dell’effetto di spostare Marte dalla prima alla quarta, ma – teoricamente –  riuscirebbero a lenire solo uno degli effetti secondari di quel Marte in prima, cioè l’acidità di stomaco, ma non potrebbero eliminare Marte che sta in cielo, perché il Marte che sta in cielo, a monte di tutto, è la realtà più potente che esiste. Non c’è nell’universo una forza più potente degli astri che ci girano intorno, quindi noi possiamo mettere una patch, un cerotto per lenire gli effetti di un Marte che rimarrà in prima, ma non possiamo spostare Marte dalla prima alla quarta e questo credo che lo capiscano tutti.



Aggiornamento del 2/2/2026


Solo per questa volta, essendo temporaneamente down il mio blog su MyAstral.org, rispondo qui alla lettera di una lettrice:

Caro Maestro Ciro,
Ti seguo da oltre 10 anni, leggendo e imparando molto dai tuoi blog e libri. Mi hai anche aiutato ad avere ottimi ASR in tutto il mondo. Grazie mille!
Negli ultimi due anni ho usato MyAstral ed è stato relativamente facile trovare un buon posto. Purtroppo, quest'anno è davvero difficile trovarne uno.
Dopo molte verifiche, riletture e confronti, sto pensando a Copenaghen, in Danimarca, cercando di posizionare sia il Sole sulla cuspide del Medio Cielo che Giove sulla cuspide della Seconda Casa per coprire in una certa misura l'Astrologia Alternativa. :) Purtroppo Marte è in 9a casa, ma a una distanza di circa 8 gradi dal Medio Cielo. E sono un po' preoccupata per Plutone, che si trova sulla cuspide della 9a casa. Qual è la tua opinione e il tuo consiglio?
Vicky: nata il 9 febbraio 1963 alle 6:35, Dobrich, Bulgaria
Il mio obiettivo è il benessere generale e, soprattutto, quest'anno migliorare la salute.
So che sei molto impegnata, ma dato che il mio compleanno solare è tra meno di una settimana, apprezzerei molto una tua risposta al più presto. Scusa per il disturbo e grazie mille per il tuo tempo!
Cordiali saluti, Vicky

Cordiali saluti,
Vicky

Cara Vicky,

questa volta – ma solo questa volta – ti risponderò qui perché il mio blog su MyAstral.org è temporaneamente down. Però tu non puoi pensare di programmare le tue Rivoluzioni Solari Mirate una settimana prima del tuo return…

La soluzione al tuo quesito è il cielo che vedi qui: Hiroshima, Giappone, con una splendida Venere in cuspide sesta Casa, con Giove in decima Casa e senza alcuna violazione delle 34 regole.

Ho considerato anche che esistono voli diretti per il Giappone, per esempio da Milano, e che non occorre seguire prassi difficili per ottenere un visto turistico.

Pertanto direi che la soluzione c’è ed è più che soddisfacente.

Per le posizioni meno buone di questo cielo di Rivoluzione Solare Mirata, come Saturno e Nettuno in settima Casa, ti consiglio di seguire le mie regole per le dovute esorcizzazioni descritte nel libro “Active Astrology”.

Molti auguri.

 

P.S. Ti rammento anche che tu, in tempi diversi, mi hai dato tre diversi orari di nascita che ti riguardano: le 6.15, le 6.30 e le 6.35.





Aggiornamento del 3/2/2026

Decisa e schietta la trasmissione di Massimo Giletti di ieri sera su RAI 3.

Devo dire che il giornalista ha abbandonato totalmente qualsiasi opzione di mezzo e si è schierato come più non poteva. Innanzitutto una cifra sopra le altre: 4 a 1 nel conteggio degli ospiti accuratamente scelti. Ilenia Petracalvina, sempre brava, intelligente e preparata sugli argomenti in discussione, non poteva certo tenere testa a quattro presenti su quattro che erano dichiaratamente dalla parte di Alberto Stasi: Massimo Giletti, Antonio De Rensis, Stefano Vitelli e Umberto Brindani.

E, a dire il vero, il Conduttore non ha neanche tentato di camuffare la cosa, aggiungendo perfino applausi scroscianti e virtuali ad ogni affondo a favore del condannato in via definitiva.
Ma sì, perché tante ipocrisie? Se prima il giudice Vitelli appariva almeno una volta a settimana a spiegarci perché Stasi andava assolto, adesso che ha scritto anche un libro sull’argomento penso che lo vedremo tutti i giorni, forse anche a reti unificate; e solo chi voglia essere contro a prescindere si opporrebbe, per esempio, alla decisione del Ministero dell’Istruzione di far assegnare detto libro come testo di base per l’insegnamento almeno nelle scuole primarie.

Giletti, più volte, tra lo start di un applauso e l’altro, ci ha tenuto a ribadire che egli trova di una sensibilità davvero fuori dal comune l’avere emesso una sentenza del genere, lasciando intendere che i giudici della sentenza di Cassazione sarebbero persone prive di sensibilità.

A nulla sono valsi gli argomenti che Ilenia Petracalvina tentava di riportare in campo: la poverina, anche se non ha invocato la pace, ha comunque dovuto fare buon viso a cattivo gioco.
E questo dovrebbe consigliare al Conduttore uno schieramento ancora più massiccio alla prossima puntata, del tipo dieci contro uno.
Quando ci vuole, ci vuole!

Personalmente, come faceva Totò quando prendeva schiaffi in faccia a ripetizione da uno sconosciuto che lo chiamava “Pasquale”, voglio vedere dove abbiano intenzione di arrivare e, per questo, assisto con grande interesse a queste performance che riguardano le famose “72” trasmissioni condotte dalla difesa di Alberto Stasi e solo virtualmente assegnate a giornalisti e giornaliste delle varie reti.

Passando ad altro, per il momento segnalo che l’avvocato Antonio De Rensis ha festeggiato domenica scorsa il compleanno (è nato il 2 febbraio, ma il suo return solare è avvenuto il primo febbraio). Se fosse rimasto a Milano o dintorni, si tratterebbe di un cielo di RS davvero pesantissimo; ma non sapendo dove egli si trovasse l’altro ieri, non vado oltre.

Interessantissima, invece, sul piano astrologico, la coincidenza della Rivoluzione Lunare dell’avvocato in oggetto con quella del suo assistito: entrambe avvenute pochi giorni fa, il 27 gennaio, per la precisione, poiché sia il Difensore sia il Difeso hanno una Luna alquanto stretta in Toro.

E qui, credo, non vi siano dubbi sul fatto che il giovane abbia trascorso il return a Milano e che il difensore toscano sia stato o a Milano e dintorni o a Roma, dovendo passare quotidianamente attraverso numerose trasmissioni televisive, tra le sedi romane e milanesi delle stesse.

Le due Rivoluzioni Lunari in oggetto sono quasi sovrapponibili ed entrambe pesantissime, come potete vedere dai grafici che vi sto mostrando. In entrambi i casi si tratta di un forte stellium, con Marte e Plutone vicini al Sole ed all’Ascendente e con altri elementi decisamente gravosi.

Che cosa potrebbe significare tutto ciò?
Non saprei, perché di Andrea Sempio credo esista addirittura un canale diretto, tipo Grande Fratello, che lo mostra H24, anche nei momenti più intimi. Per la “controparte”, invece, vige uno stretto riserbo.

Secondo la mia esperienza, ciò potrebbe tradursi, al negativo per entrambi, o in un brutto evento legato alla stampa (per esempio una fuga di notizie a loro sfavore o un attacco mirato da parte di giornalisti avversari: ma esistono?) oppure in un problema anche serio di tipo stradale, per il quale si possono rintracciare prodromi già nei loro cieli natali e nelle rispettive RSM/RLM.

Mi interessa molto tutto questo, per i miei studi, e resterò sintonizzato.




 

 http://ilblogperidepressi.wordpress.com/ 

For Everybody. It is not an important news, but I invite you to read it because it can explain, to someone, the why of a certain noise leading that disturbs, from a few years, the astrology:

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Ciro Discepolo

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Una bibliografia quasi completa di Ciro Discepolo:

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