Giorgia Meloni,
un ritratto astrologico di Ciro Discepolo.
Le aquile volano più in alto di tutti.
E questo è un fatto, al netto di micro-precisazioni esagerate
di ordine ornitologico.
Non ho mai nascosto la mia recente simpatia per questo
personaggio che prima non conoscevo quasi del tutto. E la mia simpatia è
dovuta, in primis, al fatto che ho riconosciuto nelle sue stelle l’aquila che è
in lei e che da decenni non identifico in alcun leader politico internazionale.
Nelle sue stelle: altre tessere di riconoscimento non mi
interessano minimamente.
Alla vigilia della sua elezione a Presidente del Consiglio e
anche dopo e anche oggi, il parere dell’intera opposizione è stato unanime: si
tratta di una politica mediocre e fascista.
All’opposto, i leader
internazionali di ogni longitudine geografica, e gli organi di stampa, compresi
quelli più schierati a sinistra come il “Washington Post”, il “New York Times”,
“Libération”, “El País” e molti altri ancora, le continuano a dedicare
copertine, la indicano come un grande leader internazionale, la segnalano come
esempio di statista da imitare.
Fin qui la normale dialettica politica che però, ogni giorno
che passa, si infrange contro il libero pensiero di tante menti brillanti di
sinistra, a cominciare da Massimo Cacciari e con un elenco davvero lungo di
accompagnamento, che riconoscono in lei un outsider.
Perché sarebbe un outsider?
Intanto perché parliamo di una Capricorno con una tonnellata
di Saturno sul capo e una direzione mentale da sesta Casa (il Sole). Ma, dunque,
stiamo dicendo semplicemente che Giorgia Meloni è una brava ragioniera?
Niente affatto.
Io, intanto, per legge, in una futura società in cui l’Astrologia
avesse il peso che merita, farei scrivere in Costituzione che i leader del
paese andrebbero scelti tra i Capricorno e i Cancro compensati, possibilmente
con forti valori saturnini, ma anche con indicatori di successo e con zero
valori cattivi in Case temibili come la settima e l’ottava (ricordate i grafici
di Hitler e di Mussolini?).
Ma perché Capricorno e ancora Capricorno (Cancro
compensato)?
Perché costoro hanno bisogno di essere lodati e si
candidano, per default, a essere stacanovisti, instancabili, tutti d’un pezzo.
Se poi non avessero posizioni minacciose in settima e in ottava
Casa, anche il pericolo di andare a sganciare bombe sulla Serbia, verrebbe
evitato.
E, se ci aggiungessimo, un Giove in decima Casa in trigono al
Sole?
Beh, in quel caso, sommando anche il pragmatismo del segno
più importante in questa mappa (la Vergine) avremmo esattamente tale cielo di
nascita e non altri.
Allora sarà santa? Le costruiranno un secondo Colosseo?
No, ma certamente verrà ricordata, nella storia, come uno
dei migliori politici che hanno governato l’Italia.
È soltanto un caso se l’intera Europa ha scelto il suo
modello per opporsi alla immigrazione selvaggia?
Ed è sempre soltanto un caso se perfino l’attuale leader
statunitense sta cercando di cavalcare l’articolo 5 della Nato per trovare un
varco di uscita alla guerra in Ucraina?
Però, ripeto, a me, personalmente, interessa il giudizio degli
astri e dato che questi mi permettono di parlare loro col tu, posso confermarvi
che nel cielo che abbiamo davanti gli astri sono quelli giusti.
Condanno quei colleghi o allievi, al maschile come al
femminile, che disprezzano Giorgia Meloni (ma farebbero lo stesso anche con
tantissimi altri leader) solo perché si riferiscono a bandiere opposte alle
proprie.
E qui, lasciate che io entri, solo per un attimo, davvero,
in un discorso politico: vivo da decenni, il dramma di amiche ed amici a cui
voglio bene, che al netto di qualunque dubbio, soffrono la compressione, all’interno
di un partito, dove loro che sono nati sinceramente democristiani e cattolici,
sono costretti a convivere con presunti figli adottivi del Che Guevara, politici
contemporanei pronti a sparare su chiunque si opponga al comunismo a Cuba o in
Sud America.
E qui chiudo con la parentesi politica e torno a Giorgia che
mi preoccupa non poco per la propria salute.
Intanto qualcuno di voi ha fatto un calcolo anche grossolano
dell’odio che deve ingoiare ogni giorno?
Cosa c’entra?
C’entra, c’entra.
Magari il nostro Presidente del Consiglio non conosce la
potenza del rimedio omeopatico Natrum Muriaticum e, dunque, non sa, che lo
stesso l’aiuterebbe tantissimo ad eliminare fiumi di veleno che le giungono in
circolo ogni giorno…
Senza parlare degli “occhi potenti come schioppettate…”.
Siamo giunti ai suoi compleanni mirati: secondo voi è da
apprezzare o da condannare dato che li pratica in tutta evidenza e quasi alla
luce del sole?
Anche questo è un segno di intelligenza: la buona
intelligenza che le viene dalla congiunzione Mercurio-Marte in Capricorno.
Sono certo che anche in ciò lei applichi la massima di John
Fitzgerald Kennedy: “Non chiederti cosa possa fare il tuo paese per te, ma
domandati cosa puoi fare tu per lo stesso, ogni giorno”.
Guardiamo la sua Rivoluzione Solare, ma notando, prima, che
l’orario di nascita, pubblicato su astro.com, riporta la valutazione “AA Rodden”
sulla precisione del suo orario di nascita e quindi quest’ultimo dovrebbe
essere alquanto giusto, ma pur sempre arrotondato.
Cominciamo col dire che quella italiana (la sua Rivoluzione
Solare per Roma) sarebbe stata davvero micidiale, per lei e per i nostri
connazionali: Ascendente in dodicesima Casa, Saturno stretto al MC e stellium
con Marte in settima: neanche l’oroscopara della Ciociarìa ne avrebbe potuto
consigliare una peggiore.
Quella di Tokyo, ormai nota a tutti e che vi riporto
nuovamente, evita le perle che ho appena citato e già per questo merita
moltissimo, ma – soprattutto – evitando ogni violazione grave delle 34 regole,
aggiunge questi elementi preziosi al tutto:
1) - Una congiunzione non stretta Giove-MC. In
effetti a questi gradi di distanza Giove non è forte, ma non è neanche nulla.
2) - Urano lo fa cadere in ottava e non in settima,
cosa pericolosissima (per le rotture, anche “in famiglia”, in campo politico).
3) - Fa cadere Sole, Venere e Plutone in cuspide o in
quarta Casa e sappiamo che Giorgia Meloni sta per annunciare un piano decennale
di edilizia popolare a cui tiene moltissimo (e noi italiani ancora di più).
4) - Su Saturno e Nettuno ci torno tra poco.
Adesso, mettiamo che con qualche piccolo trucco di
cinema-teatro la Premier avesse voluto incollare Giove al Medio Cielo: non
sarebbe stato difficile per lei, atterrare alle 13 a Tokyo e poi spostarsi con
un volo breve a Oita o dintorni, nell’ovest del Giappone.
Ma avrebbe rischiato troppo: come avrebbe potuto controllare
giornalisti, fotografi, semplici curiosi in giro per l’aeroporto di Tokyo?
Inoltre c’è un secondo motivo che, a questo punto, ritengo
sia stata una scelta buona, se si è trattato di una scelta e non di una resa.
Premetto che, come tutti possono verificare, in tutta la
vita sono sceso in apnea anche in fondo all’oceano per non mettere malefici in
quinta Casa, soprattutto da quando scoprii che tale Casa riguarda strettamente
anche la moglie, oltre che i figli.
Tuttavia il Presidente del Consiglio deve ragionare – è obbligato
a farlo! – come se fosse madre di tutti i cittadini dello Stato e non soltanto
della sua bambina.
E, in tal senso, a mio parere, per lei è stato meglio
lasciare questo cielo che ottenerne un altro con Giove strettissimo al MC, ma
con Saturno e Nettuno in sesta Casa.
Ho detto, infatti, poco più su, che temo per la sua salute
perché l’impegno a cui è sottoposta è esagerato e così l’odio a tonnellate che
incassa ogni giorno della settimana.
Inoltre quei due in sesta non avrebbero significato solo la
salute e avrebbero potuto compromettere seriamente i rapporti all’interno della
sua coalizione, rischio non meno grave per chi sta per raggiungere il primato
di governo più longevo della Repubblica, cosa che si traduce in maggiore
fiducia dei mercati internazionali per l’Italia e in più ricchezza, concreta,
per la stessa.
I rischi, per la sua Ginevra, sono alquanto relativi e, se
la bambina è sostanzialmente sana, piccoli disturbi o piccoli problemi nel
corso dell’anno non saranno un dramma.
Inoltre – e non lo dimentichiamo – anche Ginevra è partita
per il compleanno mirato!
Resta un solo punto che avrebbe meritato una seria
riflessione: Nettuno in cuspide.
Nettuno in quinta è assimilabile a Saturno in quinta e
riguarderà più preoccupazioni della madre verso la figlia che problemi veri e
propri di quest’ultima.
Diciamo, allora, che l’unica cosa che sarebbe stato utile
correggere, è proprio quella cuspide di Nettuno (angosce dagli alleati di
Governo?), ma su questo sarebbe stato difficilissimo o impossibile intervenire.
Poche osservazioni sul fenomeno della proiezione
Vi siete mai
chiesti perché, all’epoca, i film di Fantozzi ebbero un successo esagerato in
molti Paesi europei e soprattutto in Germania?
Perché i
nostri cugini teutonici, o di etnia simile, irridevano ai Fantozzi italiani e,
in questo modo, “esorcizzavano” – o tentavano di esorcizzare – la propria paura
di essere dei Fantozzi.
La stessa
cosa capita a noi quando ridiamo a crepapelle dei personaggi burini, maldestri
o pignolissimi dei film di Carlo Verdone. È come se dicessimo: «Ecco, vedete,
il burino è quello lì, non io!».
E fin qui
qualunque persona di cultura media capirà che non abbiamo prodotto alcuna
scoperta.
Andando un
po’ più in profondità, pur senza avere una vasta cultura psicoanalitica,
comprendiamo meglio anche altri fenomeni mediatici, come i film western che
hanno massacrato, una seconda volta, i nativi americani in pellicole di
bassissimo valore.
Ogni volta
che un americano di Hollywood, con la faccia piena di cerone e una piuma di
uccello tra i capelli, mimava lo scotennamento di un bravo ufficiale americano
di cavalleria, scattava in noi spettatori il suddetto fenomeno e desideravamo,
quasi tutti, che all’ultimo momento un bravo soldato delle giubbe blu sparasse
al petto del “selvaggio”.
Ovviamente
potremmo continuare per molte pagine, ma non occorre. Chi fosse davvero
interessato all’argomento potrebbe leggere i numerosi trattati scritti dai
padri della psicologia e della psicoanalisi.
Allora,
invece, per andare più sul pratico – e in modo sintetico – propongo una breve
antologia di frasi famose sull’argomento.
Sigmund
Freud scrive che la proiezione consiste nel rifiutare ciò che è interno a sé e
attribuirlo all’altro.
Carl Gustav
Jung osserva che tutto ciò che ci irrita negli altri può portarci a comprendere
noi stessi.
In modo ancora più diretto, afferma che la proiezione trasforma il mondo in una
copia del volto sconosciuto che portiamo dentro.
Melanie
Klein sottolinea che la proiezione è uno dei primi modi con cui l’individuo
tenta di liberarsi di ciò che non può tollerare in sé.
Wilfred Bion
afferma che, quando la capacità di proiettare e di riaccogliere le proiezioni fallisce,
il pensiero si interrompe. Qui si allude chiaramente alla mancanza patologica
di proiezione.
Jacques
Lacan osserva che l’aggressività nasce spesso là dove il soggetto non riconosce
più la propria immagine.
E, se
permettete, aggiungo anche un pensiero più modesto, rispetto a quelli qui
citati, del sottoscritto.
La
proiezione è un meccanismo sano quando è reversibile.
Quando manca del tutto, non resta che il sospetto, l’attacco e la paranoia.
A mio
parere, questa riflessione potrebbe fungere da distico ideale alla magnifica e
celebre vignetta di Snoopy che ho riproposto in una veste grafica lievemente
diversa dall’originale.
Nota
Sul piano
astrologico, in tanti anni di pubblicazioni, mi è capitato moltissime volte di
leggere commenti del tipo:
«Ah, allora se scrivi questo, da oggi in poi non leggerò più i tuoi libri!».
Il tutto
accompagnato da insulti del genere:
«Ma non hai capito che questo personaggio è una canaglia e un bugiardo???».
Naturalmente,
quando poi chiedo al mio interlocutore di precisare da quale aspetto
astrologico del Tema di Nascita del personaggio trattato si deduca che egli sia
“una canaglia e un bugiardo”, non seguono risposte.
Aggiornamento del 22/1/2026
Quando a
vent’anni scoprii il vero significato della parola “Proiezione”.
Alcuni di
voi che mi leggono sanno che non ho ancora deciso se tentare o meno di scrivere
una mia autobiografia. Quella a cui magari state pensando — cioè il libro L’uomo
e le stelle, sottotitolo Intervista all’astrologia, che pubblicai
nella primavera-estate del 2023 con le Edizioni di Ricerca ’90, e che è di ben
820 pagine — non è la mia autobiografia vera e propria. O meglio: lo è, ma solo
relativamente all’astrologia.
Non ho
ancora deciso, invece, se tentare di scriverne un’altra che riguardi la mia
vita nella sua parte più intima e personale. Tuttavia, forse, mi porto avanti
con il lavoro, in vista di una possibile decisione positiva in tal senso. E
vorrei raccontarvi come giunsi, a vent’anni, a scoprire il profondo significato
della proiezione — intendo la proiezione nel senso psicoanalitico del termine.
Avevo
appunto vent’anni e vivevo, dentro e fuori di me, in maniera infuocata, il 68.
Fuori di me perché partecipai attivamente alla rivoluzione del 1968. Lavoravo
da poco all’Istituto Motori di Napoli del Consiglio Nazionale delle Ricerche,
dove ero il responsabile del laboratorio di misure elettroniche. E subito mi
gettai nella politica, tanto che già a vent’anni ero nel direttivo della CGIL
Campania, che raccoglieva scuola, università e ricerca.
In questo
direttivo stavo a fianco di colui che sarebbe poi diventato un famoso biologo
ed esperto di etica in campo biologico: il professor Edoardo Boncinelli.
Portavamo avanti quelli che allora chiamavamo progetti rivoluzionari. Come
dicevo, militavo molto a sinistra, tanto è vero che personalmente mi definivo
bordighista, ovvero seguace di Amadeo Bordiga. Per chi non lo sapesse: egli era
a sinistra di Trotskij. Dunque, l’ala più estrema. Diciamo che, prima delle
Brigate Rosse, c’ero io.
Questo era
il mio vissuto esterno nel 1968.
Poi c’era
anche un vissuto interno, perché in quei mesi si attuava una rivoluzione totale
nella mia vita, cagionata da un brutto incidente di tipo psicologico, di cui ho
parlato in un video YouTube recente. A seguito di quell’evento, soffrii di
claustrofobia per alcuni anni.
Rimasi
intrappolato in una carrozza ferroviaria stipata all’inverosimile. Svenni e mi
feci praticamente, da svenuto, tutto il tratto tra Roma e Firenze. Poi fui
ricoverato in ospedale. Insomma, risultai scomparso: i miei genitori non ebbero
mie notizie per una settimana.
A seguito di
tutto ciò, iniziai, a vent’anni, un’analisi del profondo. Non tutti sanno
davvero cosa sia. Leggo a volte anche di psicologi che credono di aver fatto
un’analisi del profondo, ma non sanno neppure cosa essa sia. Alcuni addirittura
credono che uno psicologo, essendo psicologo, possa saltare l’analisi del
profondo, perché “si capisce da solo”.
Ma lo stesso
Jung, lo stesso Freud, facevano analizzare i loro sogni da colleghi, perché
sapevano bene che l’ostacolo principale a guardarsi dentro è dato proprio da un
fenomeno che si chiama proiezione: noi ci rifiutiamo di vedere i difetti
giganteschi che abbiamo dentro e li attribuiamo agli altri.
Con
l’analisi del profondo, invece, si riesce a fare un lavoro di scavo dentro se
stessi. È una palestra di vita, che può darci risultati straordinari negli anni
a venire.
Io compresi
subito il potenziale enorme di questa via. Tant’è vero che, già dopo due o tre
mesi di analisi con un bravissimo analista, Antonio Speranza — verso il quale
ho ancora oggi un enorme debito di riconoscenza, ed è una delle persone più
colte che io abbia mai conosciuto — avevo già risolto il mio problema di claustrofobia.
Potevo
restare chiuso in un ascensore con dieci persone anche per tre giorni: gli
altri si sarebbero impiccati, io avrei resistito. Così come oggi potrei
resistere tranquillamente, anche tre giorni, chiuso dentro.
Nel frattempo, però, avendo intuito il potenziale enorme che questa via mi
offriva, continuai. E non avrei mai potuto immaginare che avrei continuato per
oltre dodici anni, circa tredici: a partire dai vent’anni, feci tre lunghe
analisi del profondo, di cui due con Antonio Speranza.
Vorrei sottolineare che erano analisi ortodosse. “Ortodosso” significava, intanto,
che all’epoca venivano fatte con analisti veri, con tanto di “patente”, perché
c’erano anche allora gli abusivi, come ce ne sono oggi. E in secondo luogo,
perché io facevo quattro o cinque sedute a settimana, il che comportava
sacrifici immensi.
Nel frattempo, però, stavo vivendo il 68 anche
dentro di me, sotto altri aspetti. Questa finestra sul mondo introspettivo,
sulla psicologia del profondo, fece scattare in me delle molle potenziali che
erano già presenti e che trovarono poi una logica conseguenza negli studi che
iniziai contemporaneamente a tutto ciò di cui sto parlando.
E contemporaneamente alle due grandi passioni
della mia vita a vent’anni — l’elettronica e la fotografia — incominciai a
interessarmi di psicologia, di psicologia analitica, poi di yoga, che praticavo
anche con un certo talento, e di macrobiotica, di medicina omeopatica. Mi misi
a studiare gli scacchi. E poi giunsi all’astrologia, che riconobbi come il mio
vero sentiero, quello che avrei percorso per tutta la vita.
Durante i primi mesi di analisi, che vivevo
con un’emozione grandissima, accadeva una cosa molto interessante. Quello che
si dice durante la seduta riceve poi un feedback durante la notte successiva —
e le notti successive — attraverso i sogni, che sono la risposta del nostro
inconscio a ciò che si è tentato di portare in superficie nei giorni
precedenti.
Capitò dunque, dopo pochi mesi che ero in
analisi, che io raccontassi al mio analista — che, si badi bene, era anche lui
dello stesso schieramento politico al quale appartenevo io, cioè era all’epoca
un uomo di estrema sinistra — le vicende delle mie giornate.
Per esempio, c’erano assemblee operaie
congiunte tra noi dell’Istituto Motori e i nostri “cugini”, chiamiamoli così,
dell’Istituto Internazionale di Genetica e di Biofisica, che era attaccato al
nostro, sempre di fronte alla RAI di Napoli.
In queste assemblee veniva fuori tutto il 68
di quel momento: occupazioni di istituti, insulti ai direttori, bandiere rosse
che venivano sventolate, di tutto e di più.
A un certo punto, io, infervorato, raccontavo
al mio analista — me lo ricordo come se fosse oggi — le vicende di un’assemblea
che mi aveva particolarmente agitato.
Lui mi chiese:
“Perché l’ha agitata questa assemblea?”
E io risposi:
“Perché c’è quel fascista della sala macchine che ha fatto così, così e così… e
poi c’è quell’altro fascista che dirige la sala disegno, che ha avuto il
coraggio di dire questo… e poi c’è un altro fascista ancora…”
E continuavo.
A un certo punto, Antonio Speranza mi guardò
e, con calma, mi chiese:
“Perché lei pensa di essere fascista?”
Io saltai sulla poltrona e dissi:
“No, non ha capito, dottore! Io sto parlando dei fascisti che stanno accanto a
me, dove lavoro!”
E lui rispose:
“Beh, ma lei capisce che al suo inconscio non frega assolutamente nulla dei
fascisti che stanno intorno a lei. Al suo inconscio frega solo di lei. E
quindi, se lei è portato a vedere fascisti dappertutto — a destra, a sinistra,
davanti, dietro, al piano di sotto, al piano di sopra — allora significa che il
suo inconscio le sta chiedendo: perché lei pensa di essere fascista?”
E lì scattò qualcosa.
Qualcosa che poi, con anni e anni di lavoro,
mi portò a riconoscere quali fossero le componenti del mio carattere che il mio
inconscio riconosceva come “fasciste” — si badi bene: non in senso politico,
perché non c’erano dubbi sullo schieramento al quale appartenevo all’epoca.
Secondo quella famosa frase attribuita a Winston
Churchill:
“A vent’anni non si può non essere comunisti, e a quarant’anni non si può
essere ancora comunisti.”
Questa, grosso modo, è stata la mia storia
politica, al netto del fatto che ciò, molti anni dopo, mi portò a votare per
lungo tempo Marco Pannella e il Partito Radicale.
Ma tornando alla proiezione, che aveva
generato tutto ciò, io riconobbi quali fossero le componenti caratteriali che,
dentro di me, erano assimilabili all’aggettivo “fascista”: vale a dire quelle
parti intransigenti del mio carattere che, soprattutto nelle discussioni
violente, venivano fuori e che io, a vent’anni, non riuscivo a controllare.
E questo può aiutare — ma solo parzialmente —
a spiegare perché tante persone vedono il mondo come la sommatoria di tanti
singoli fascisti: perché non riconoscono il fascista che è in loro e continuano
quindi a insultare gli altri chiamandoli fascisti.
Aggiornamento del 24/1/2025
Puntata vietata ai minori quella di “Quarto Grado” di ieri sera, con l’ennesimo scoop della trasmissione, realizzato in esclusiva, con tanto di arena nella quale Andrea Sempio ha accettato di scendere in un lungo confronto faccia a faccia con opinionisti, giornalisti, psicologi, criminologi, avvocati ed ospiti di ogni sapere.
A mio parere ne è venuta fuori l’immagine precisa di un uomo giovane, scaraventato dal destino in una fossa di leoni, che cerca di cavarsela alla meglio e senza neanche protestare più di tanto, ma portando la croce dei propri fortissimi valori Pesci–Vergine, di cui, probabilmente, è consapevole.
È stata fatta ascoltare una registrazione, credo ambientale, nella quale l’indagato dell’attuale Procura di Pavia diceva – sembra a una sua amica – cose del tipo: «La società dovrebbe strutturarsi in tribù di 100–150 persone al massimo. Ogni uomo dovrebbe avere quattro o cinque donne che restano a casa a badare a vecchi e bambini, mentre loro vanno a caccia. Si tromba molto perché c’è ricambio e le cose potrebbero funzionare al meglio…».
Beh, chi ha visto la suddetta trasmissione sa come sono andate le cose e chi non l’ha vista non può neanche immaginarlo.
Il povero Andrea è stato quasi lapidato, e non solo dai “soliti noti”…
Però, se me lo consentite, ciò capita quando si è a digiuno di cinema buono e non si conosce il significato di citazione: quando il dottor Stranamore, nel capolavoro di Stanley Kubrick, cerca di convincere il presidente degli Stati Uniti e altri importanti politici ad accettare la guerra nucleare totale che sta per raggiungerli, sacrificandosi e scendendo, ciascuno con una dozzina di giovani donne, in rifugi antiatomici sotterranei per la durata di qualche decennio.
I più malati di cinema, come il sottoscritto, avranno invece sicuramente riconosciuto, in questa morbosa attenzione dei presenti in trasmissione per le cose irripetibili cui ha accennato il nostro, una scena cult di Luis Buñuel: quella iconica della scatoletta di cartone nel capolavoro “Bella di giorno” (Belle de jour, 1967). Un cliente orientale di una casa d’appuntamenti, interpretato dall’attore Iska Khan, mostra a Séverine (Catherine Deneuve) e alle altre ragazze una piccola scatola laccata. Quando la scatola viene aperta, emette un ronzio sommesso e una luce dorata si riflette sui volti dei personaggi che vi guardano dentro con un misto di eccitazione e inquietudine. Proprio come il MacGuffin per eccellenza – simile alla valigetta di “Pulp Fiction” che arriverà decenni dopo – Buñuel non rivelerà mai cosa ci sia dentro la scatola. In diverse interviste, quando gli veniva chiesto il contenuto, il regista rispondeva divertito: «Non lo so nemmeno io».
Parliamo di una delle vette del surrealismo buñueliano: l’oggetto serve a evocare il desiderio e il feticismo senza bisogno di mostrare nulla di esplicito, lasciando che sia l’immaginazione dello spettatore – e lo sguardo magnetico dei personaggi – a riempire il vuoto.
E qui mi corre l’obbligo di confermare che effettivamente l’indagato abbia detto: «Tante belle trombate!», e per di più in fascia protetta.
A questo punto la giornalista Caterina Collovati ha quasi gridato, senza mezzi termini, che questo sarebbe altrettanto grave dei presunti film pedo-pornografici presenti sul computer di Stasi.
Però, consentitemi, eccovi un esempio schiacciante della superiorità dell’Astrologia rispetto a tutti gli altri saperi (perché l’Astrologia può “pre-vedere” e può anche “vedere oltre”): ieri sera ci si è interrogati a lungo, molto a lungo, sul fatto che il giovane di Vigevano non abbia mai avuto relazioni lunghe con donne.
Lo hanno chiesto anche a lui, che lo ha confermato.
Ecco, perdonate l’auto-citazione, ma se c’è non la posso ignorare: credo che quanto scritto da me sulla Sesta Casa – e quindi anche sul Sole e su uno stellium in Sesta Casa di nascita – spieghi al cento per cento questo punto, senza la necessità di chiedere a ChatGPT o a Gemini. Come ho chiarito in più di un mio libro e riferendomi a decine di personaggi storici, la Sesta Casa è quella che spinge, più di ogni altra, verso la condizione di single, al punto che perfino persone che single non lo sono più da decenni si farebbero perfino torturare anziché cambiare la propria convivenza, per esempio, in un matrimonio. Ma già la convivenza è difficilissima, perché il loro senso critico è così acuto e tenacissimo nel tempo che non abdicherebbero mai verso il matrimonio o altre forme surrogate dello stesso.
Sempre dal lungo interrogatorio cui si è prestato ieri Sempio a “Quarto Grado”, abbiamo appreso che probabilmente, dalle perizie dei suoi computer e/o delle periferiche varie, uscirà la prova del fatto che anche lui abbia guardato filmati porno.
Davvero?
Cose innominabili, sono!
Al netto di tutto – e anche della banalità di certi svelamenti di misteri – lasciatemi dire però che “Quarto Grado”, ancora una volta, ha mostrato la validità di una formula, lasciando parlare tutti, perfino persone che non potrebbero proprio.
Se “Quarto Grado” avesse voluto schierarsi, come altre settantadue trasmissioni ufficialmente condotte da nomi diversi ma in realtà guidate esclusivamente dalla difesa di Stasi, e se avesse voluto fare a pezzi l’amico di Marco Poggi anziché gettarlo nell’arena e fargli giungere mitragliate di domande da ognuno dei 360 gradi della circonferenza ideale disegnata intorno a lui, sarebbe bastato lasciarlo solo per mezz’ora alla cura della Collovati e di Abbate e credo che il nostro non avrebbe avuto neanche una sola chance di farcela.
Ma a che punto siamo in questa vicenda, dal nostro osservatorio?
Direi che si sta procedendo come da aspettative di molti, ma con alcune importantissime novità che forse non tutti hanno notato.
I video delle innumerevoli trasmissioni – le “72” di cui parlavo – che da marzo scorso a oggi potrebbero sostituire quasi tutto l’archivio mondiale del cinema prodotto dalla sua nascita a oggi, ci possono provare senza ombra di dubbio che, prima dell’incidente probatorio del 18 dicembre scorso, quasi tutti, in quelle trasmissioni, dichiaravano – no, gridavano – due cose:
1. dall’esame della spazzatura sarebbe venuto fuori il DNA di chi aveva fatto colazione con Chiara Poggi per poi, subito dopo, ucciderla;
2. questo DNA sarebbe stato quello di Andrea Sempio.
Poi c’è stato l’incidente probatorio ed è venuto fuori che l’unico DNA trovato, oltre a quello di Chiara, è quello di Alberto Stasi.
Lo stesso giorno la difesa di Stasi, con un giro velocissimo e di 360 gradi intorno a sé stessa, ha modificato totalmente ciò che predicava fino alla sera prima: l’incidente probatorio avrebbe finalmente confermato che il DNA sulle unghie della vittima non era quello del condannato.
Ora, “Quarto Grado” e pochissimi altri hanno detto come stavano le cose e poi sono passati ad altro.
Invece – e qui vi invito a riflettere con la vostra testa – ci sono altre “testate” che addirittura dedicano una puntata a settimana per ribadire che l’incidente probatorio del 18 dicembre ha dimostrato, senza ombra di dubbio, che il DNA di Stasi non era presente sulle unghie della povera fidanzata uccisa.
Ora il punto non mi sembra da poco e, a mio parere, è anche legittimo schierarsi; ma poi occorre assumersi la responsabilità di certi schieramenti e, se si procede per mesi e mesi ad occhi bendati, continuando a ripetere un mantra che sappiamo tutti essere falso, spetta a chi non sia ancora cieco del tutto tentare di allertare l’attenzione critica di troppi telespettatori acquiescenti – ma così acquiescenti che di più non sarebbe neanche immaginabile.
Quando finalmente parleranno i giudici, Andrea Sempio verrà scagionato da ogni accusa, ma probabilmente il vero scopo di tutta questa Armageddon sarà stato raggiunto.
Aggiornamento del 29/1/2026
No, non è la BBC…
E neanche l’AI.
È la foto “vera” (una ‘tale e quale’) di quando 10 anni fa mi
lanciai con il parapendio sul cielo di Cape Town, South Africa. Quante
meravigliose emozioni…
Volendo, è possibile guardare anche il video:
https://www.youtube.com/watch?v=1xA5hP1TtW8
Aggiornamento del 31/1/2026
Il tema del movente protagonista nella trasmissione di “Quarto Grado” di ieri sera, 30 gennaio 2026.
Lasciate che io elevi una piccola, ma sentita, protesta per la mancanza dell’avvocato Fabrizio Gallo (Jerry Callo per gli amici) nella puntata di ieri sera, 30 gennaio 2026, di Quarto Grado.
Spero si tratti solo di una indisposizione temporanea del Nostro perché, in caso contrario, la componente Salone Margherita della trasmissione perderebbe parecchio, nonostante l’impegno di Carmelo Abbate che ieri ha superato sé stesso e che, oltre a irridere – come fa solitamente – tutti gli esperti di informatica, genetica, medicina legale e un’altra dozzina di discipline scientifiche ancora, si è prodotto in alcuni assolo che a me hanno ricordato pezzi unici di teatro a firma Marlon Brando. Per cui ritengo che la quota di varietà, seppure ai minimi sindacali, sia stata assicurata a chi la apprezza: io davanti a tutti.
Ho trovato questa puntata alquanto interessante, al netto del fatto che si avverta la mancanza del giudice Vitelli e dell’avvocato De Rensis, che avrebbero potuto spiegarci, ancora una volta, perché Stasi fu assolto nei primi due giudizi.
E considero davvero preziose le notizie riferite sia da Paolo Reale sia da Roberta Bruzzone sui nuovi e importanti contributi che ognuno di loro sta per offrire all’indagine in corso.
Qualcuno tra i presenti ha protestato affermando che è giunto il tempo di lasciare in pace “la povera gente” (leggi Alberto Stasi), ma la Bruzzone ha risposto duramente e io sono assolutamente dalla sua parte.
Il tema di buona parte della trasmissione è stato, ancora una volta, il movente nel delitto della povera Chiara Poggi e non possiamo non notare il fatto che, a tutti gli effetti, quando si procede secondo il copione giornaliero di questa storia – il rifacimento completo del processo di condanna di Alberto Stasi, polverizzato in ogni singolo atomo al fine di scagionare un condannato in via definitiva – va tutto bene; ma se qualcuno che usa ancora la testa in questa pièce teatrale osa solo affermare di essere forse in grado di aggiungere altri elementi che rafforzino le ragioni schiaccianti dell’attuale condanna, allora apriti cielo e giù fiumi di parole per dire che Stasi non può essere processato due volte per lo stesso reato.
Come sappiamo tutti, la mancanza (apparente) di un movente non impedisce, secondo la giurisprudenza attuale, di condannare chicchessia; e neppure il mancato ritrovamento del corpo della vittima e dell’arma del delitto può tenere bloccata una condanna, come nel caso di Roberta Ragusa e del marito assassino Antonio Logli.
Tuttavia, lasciatemi ripetere, assai sinteticamente, qualcosa che ho scritto più volte dall’inizio di questa nuova trance giudiziaria.
E vi invito, prima di tutto, a riflettere su qualcosa di base relativamente al movente.
Non occorre un movente “esagerato”, di quelli del tipo: “Se ho scoperto questo segreto, allora ho tutto il diritto di ucciderti”. E non bisogna mai dimenticare che l’uomo è la bestia più feroce che abita questo pianeta, una bestia a cui, molte volte, è sufficiente un nonnulla per far innescare una tragedia.
In questo momento non sono in grado di riferirvi i dettagli perché non li rammento, ma chiunque di voi può effettuare una ricerca per ritrovare i particolari di un omicidio di massa – un’intera famiglia – uccisa nel secolo scorso o alla fine di quello precedente, in uno Stato centrale degli USA. Sembra che, in quel delitto, un peso notevole nella dinamica omicidiaria lo ebbe un elemento tossico dell’alimentazione di quel gruppo di persone: da giorni erano chiusi in casa, con un caldo estivo davvero da record, e continuavano a mangiare i resti di uno stufato di carne (da noi si chiamerebbe “spezzatino”) avanzato, per giorni e giorni, finché i “veleni”, le tossine di quel pasto, non si sommarono ad altri elementi di tensione tra quei familiari e gli stessi armarono la mano del pluriomicida.
Questo per dire che, in molti casi, si dovrebbe tenere conto di variabili solitamente trascurate, come l’olio probabilmente cattivo di una pizza, o una tensione che andava avanti da giorni o settimane, o un carattere rancoroso e aggressivo di base e, quindi, della goccia che fece traboccare il tutto.
Ho già spiegato, nel mio libro Delitti & Delitti, il primo della trilogia, perché il carattere del condannato sia da ritenersi aggressivo, rancoroso, portato alla violenza e anche geloso e possessivo.
Allora, partendo da questi presupposti, non dobbiamo per forza pensare al fatto che la povera Chiara quella sera scoprì, in una di quelle migliaia di “stanze segrete” del computer del fidanzato, un ambiente in cui ci fossero tre orchi invece di uno, o scene di sesso che noi non potremmo neanche immaginare.
I peggiori sentimenti umani possono seguire strade del tutto imprevedibili e, forse, colpì negativamente Chiara Poggi più la foto di una bella ragazza vestita che quella di dieci donne impegnate in un’orgia.
Ci aggiungerei il fatto che i due fidanzati erano giorni che non facevano sesso e che, a mio parere (ma vengo assistito dagli astri, che hanno una vista lunghissima), qualcosa si era rotto a Londra, nel corso di quella sfortunata permanenza.
Poi è del tutto pleonastico dire che sia impossibile un litigio dopo avere mangiato la pizza, perché i due tornarono a lavorare alla tesi di Stasi: un piccolo incendio può essersi prodotto e poi, forse un’ora dopo o durante la notte, ci fu uno scambio forte di collera tra i due, con Chiara che incassava e Stasi che “picchiava”.
Da cosa nasce cosa e da parola nasce parola. Possiamo ipotizzare come nasca un piccolo incendio, ma una volta che esso sia partito non possiamo immaginare dove abbia portato.
O, meglio, possiamo immaginarlo e lo troviamo spiegato in sentenza (definitiva). Qui:
https://www.youtube.com/watch?v=ya_Hi6IrZ0Q
Cara Vicky,
questa volta – ma solo questa volta – ti risponderò qui perché il mio blog
su MyAstral.org è temporaneamente down. Però tu non puoi pensare di programmare
le tue Rivoluzioni Solari Mirate una settimana prima del tuo return…
La soluzione al tuo quesito è il cielo che vedi qui: Hiroshima, Giappone,
con una splendida Venere in cuspide sesta Casa, con Giove in decima Casa e senza
alcuna violazione delle 34 regole.
Ho considerato anche che esistono voli diretti per il Giappone, per esempio
da Milano, e che non occorre seguire prassi difficili per ottenere un visto
turistico.
Pertanto direi che la soluzione c’è ed è più che soddisfacente.
Per le posizioni meno buone di questo cielo di Rivoluzione Solare Mirata,
come Saturno e Nettuno in settima Casa, ti consiglio di seguire le mie regole
per le dovute esorcizzazioni descritte nel libro “Active Astrology”.
Molti auguri.
P.S. Ti rammento anche che tu, in tempi diversi, mi hai dato tre diversi
orari di nascita che ti riguardano: le 6.15, le 6.30 e le 6.35.
Decisa e schietta la trasmissione di Massimo Giletti di ieri sera su
RAI 3.
Devo dire che il giornalista ha abbandonato
totalmente qualsiasi opzione di mezzo e si è schierato come più non poteva.
Innanzitutto una cifra sopra le altre: 4 a
1 nel conteggio degli ospiti accuratamente scelti. Ilenia
Petracalvina, sempre brava, intelligente e preparata sugli argomenti in
discussione, non poteva certo tenere testa a quattro presenti su quattro che
erano dichiaratamente dalla parte di Alberto Stasi: Massimo Giletti, Antonio De
Rensis, Stefano Vitelli e Umberto Brindani.
E, a dire il vero, il Conduttore non ha neanche
tentato di camuffare la cosa, aggiungendo perfino applausi scroscianti e
virtuali ad ogni affondo a favore del condannato in via definitiva.
Ma sì, perché tante ipocrisie? Se prima il giudice Vitelli appariva almeno una
volta a settimana a spiegarci perché Stasi andava assolto, adesso che ha
scritto anche un libro sull’argomento penso che lo vedremo tutti i giorni,
forse anche a reti unificate; e solo chi voglia essere contro a prescindere si
opporrebbe, per esempio, alla decisione del Ministero dell’Istruzione di far
assegnare detto libro come testo di base per l’insegnamento almeno nelle scuole
primarie.
Giletti, più volte, tra lo start di un
applauso e l’altro, ci ha tenuto a ribadire che egli trova di una sensibilità
davvero fuori dal comune l’avere emesso una sentenza del genere, lasciando
intendere che i giudici della sentenza di Cassazione sarebbero persone prive di
sensibilità.
A nulla sono valsi gli argomenti che Ilenia
Petracalvina tentava di riportare in campo: la poverina, anche se non ha
invocato la pace, ha comunque dovuto fare buon viso a cattivo gioco.
E questo dovrebbe consigliare al Conduttore uno schieramento ancora più
massiccio alla prossima puntata, del tipo dieci contro uno.
Quando ci vuole, ci vuole!
Personalmente, come faceva Totò quando
prendeva schiaffi in faccia a ripetizione da uno sconosciuto che lo chiamava
“Pasquale”, voglio vedere dove abbiano intenzione di arrivare e, per questo,
assisto con grande interesse a queste performance che riguardano le famose “72”
trasmissioni condotte dalla difesa di Alberto Stasi e solo virtualmente
assegnate a giornalisti e giornaliste delle varie reti.
Passando ad altro, per il momento segnalo che
l’avvocato Antonio De Rensis ha festeggiato domenica scorsa il compleanno (è
nato il 2 febbraio, ma il suo return solare è avvenuto il primo febbraio). Se
fosse rimasto a Milano o dintorni, si tratterebbe di un cielo di RS davvero
pesantissimo; ma non sapendo dove egli si trovasse l’altro ieri, non vado
oltre.
Interessantissima, invece, sul piano
astrologico, la coincidenza della Rivoluzione Lunare dell’avvocato in oggetto
con quella del suo assistito: entrambe avvenute pochi giorni fa, il 27 gennaio, per la precisione, poiché
sia il Difensore sia il Difeso hanno una Luna alquanto stretta in Toro.
E qui, credo, non vi siano dubbi sul fatto che
il giovane abbia trascorso il return a Milano e che il difensore toscano sia
stato o a Milano e dintorni o a Roma, dovendo passare quotidianamente
attraverso numerose trasmissioni televisive, tra le sedi romane e milanesi
delle stesse.
Le due Rivoluzioni Lunari in oggetto sono
quasi sovrapponibili ed entrambe pesantissime, come potete vedere dai grafici
che vi sto mostrando. In entrambi i casi si tratta di un forte stellium, con
Marte e Plutone vicini al Sole ed all’Ascendente e con altri elementi
decisamente gravosi.
Che cosa potrebbe significare tutto ciò?
Non saprei, perché di Andrea Sempio credo esista addirittura un canale diretto,
tipo Grande Fratello, che lo mostra H24,
anche nei momenti più intimi. Per la “controparte”, invece, vige uno stretto
riserbo.
Secondo la mia esperienza, ciò potrebbe
tradursi, al negativo per entrambi, o in un brutto evento legato alla stampa
(per esempio una fuga di notizie a loro sfavore o un attacco mirato da parte di
giornalisti avversari: ma esistono?) oppure in un problema anche serio di tipo
stradale, per il quale si possono rintracciare prodromi già nei loro cieli
natali e nelle rispettive RSM/RLM.
Mi interessa molto tutto questo, per i miei
studi, e resterò sintonizzato.
Aggiornamento del 7/2/2026
Quarto Grado e la
memoria selettiva degli innocentisti
Poche
osservazioni sulla puntata di “Quarto Grado” del 6/2/2026
Lo dico a
nome di un foltissimo gruppo di Quartograders: non ci togliete
Carmelo Abbate!
In caso contrario, una parte importante di questo appuntamento speciale e
settimanale che abbiamo con voi si dissolverebbe come neve al sole…
Evviva il
cabaret e la sezione Woody Allen del programma!
Passando ad
altro. Interessante l’inserimento di Roberta Bruzzone, con la quale non sono
sempre in accordo (e perché mai dovremmo esserlo su tutto?), ma di cui apprezzo
l’intelligenza (1) e la grande professionalità. La nota criminologa sta
lavorando a una relazione con la quale – lo afferma lei e io le credo –
smonterà ulteriormente i racconti fallaci della presunta ispezione della scena
del delitto da parte di Alberto Stasi, pochi minuti prima di quando egli chiamò
i soccorsi.
Infatti, nel
racconto del Condannato esistono incongruenze elefantiache e sono certo che la
Bruzzone le indicherà punto per punto.
Naturalmente,
in questi casi, assistiamo al finto sdegno dei supporter del Condannato, i
quali, con un candore che non appartiene loro, chiedono:
“Ma, allora, stiamo di nuovo processando Alberto Stasi?”.
E di che
altro si tratta? Ogni giorno va in onda il processo di revisione di Alberto
Stasi, ricchissimo di suggestioni e di false folgorazioni sulla via di Damasco
da parte di un nutrito drappello di innocentisti. Poi, appena qualcuno ricorda
i punti immarcescibili e non superabili di questa bruttissima vicenda, ecco che
i supporter di turno si ribellano…
E fingono di
non capire quando viene spiegato che la sentenza Vitelli fu cassata,
cancellata, dalla Cassazione, nonostante essi la portino in giro e la
esibiscano come se fosse la Bibbia o il distintivo del Rotary.
A questo
proposito – ma sono davvero tantissimi gli elementi di grande interesse della
puntata di ieri sera – finalmente si comincia a parlare della possibilità
concreta che Alberto Stasi sia uscito di casa alle 9.12 e non che vi sia
entrato a quell’ora…
Sorvoliamo,
nuovamente, sul fatto che qualcuno, della serie SoTuttoIo, vorrebbe
correggere esperti informatici come Paolo Reale, ma anche biologi come Marina
Baldi, medici, specialisti di autopsie e di molte altre professionalità ancora,
finanche le parole delle relazioni tecniche di chi gli sta a fianco e tenta
inutilmente di riportarlo alla realtà. Notiamo però che si avvicinano sempre di
più i tempi della discovery, quando sarà evidente che in mano alla
Procura non c’è alcunché (allo stato attuale delle cose).
Vogliamo
citare un’altra perla super attuale di questa vicenda?
Solo pochi
giorni fa, in una delle “72” trasmissioni condotte, non ufficialmente, da
Antonio De Rensis, è stato spiegato – con l’acquiescente presenza del
conduttore ufficiale – come avrebbe fatto Andrea Sempio a creare un falso
scontrino del parcheggio.
Ieri,
invece, la redazione di Quarto Grado e, soprattutto, Ilaria Mura hanno
condotto una semplice, ma importantissima, indagine, passando sia dal sindaco
di Vigevano sia dal manutentore (da sempre) dei parchimetri di quella città, i
quali hanno spiegato come sia impossibile falsificare i biglietti che
escono da quella macchinetta…
Ma voi
pensate che i soldatini di Stasi si arrenderanno? Neanche per sogno!
Il game
procede. Ci aggiorneremo e attendiamo anche, tra adesso e aprile, importanti
sviluppi in direzione di Trieste, augurandoci tutti che sia fatta giustizia, al
più presto, per la povera Liliana Resinovich.
Nota
Sempre per lodare l’acume di Roberta Bruzzone, vorrei far notare qualcosa a
proposito della presunta doppia arma del delitto. Nei mesi passati, in altre
trasmissioni, siamo stati abituati a frasi del genere:
“Ma avete visto le foto della salma della povera Chiara? Vi siete accorti di
come le hanno quasi cavato gli occhi?”.
Fake news
gigantesca. Ieri, in trasmissione, la psicologa e criminologa ha ricordato che
si tratta di due piccole ferite, peraltro assai poco profonde e allineate
rispetto agli occhi, compatibili con lesioni che Chiara stessa potrebbe essersi
procurata battendo il viso sullo spigolo degli scalini nelle ore che ha
impiegato a morire, all’interno di un’atroce agonia.
Gianluigi Nuzzi, ieri sera, a “Quarto Grado”, ha esordito dicendo: «I vari
computer di Sempio, Stasi e Chiara Poggi sono nuovamente all’esame dei
consulenti della Procura e chissà cosa verrà fuori…».
In effetti lo sapremo fra pochi giorni e devo
dire che il giornalista e conduttore della trasmissione Mediaset, insieme ad
Alessandra Viero, non ha pronunciato tali parole con particolare enfasi;
laddove, invece, in quasi ciascuna delle “72” trasmissioni a cura della difesa
di Stasi, come per il passato, le stesse parole sono state dette e ripetute
molte volte, lasciando intendere il… nulla.
Già, il nulla assoluto, così come è stato
finora in questa nuova inchiesta che, se dovesse andare oggi davanti al GIP con
le non-prove di cui dispone, farebbe una gran brutta fine…
Ma questo lo si vedrà e molti perderanno la
faccia per sempre: è legittimo schierarsi, è legittimo schierarsi dalla parte
che più ci aggrada, ma quando questa è schiacciata da tonnellate di evidenze,
si deve poi pagare un prezzo per tanta assurda partigianeria.
Sorvoliamo – ma ripeto che per me è
godibilissima – sulla sezione cabaret gestita da Carmelo Abbate e notiamo,
ancora una volta, che forse sono vere le voci di corridoio secondo cui Paolo
Reale verrà fatto santo, dato che non ha mandato neanche due-tremila volte a
fa… il Nostro.
Invece, passando a qualcosa di molto più
serio, mi corre l’obbligo di far notare a tutti, anche ai più distratti, che una
mia previsione di pochi giorni fa, pubblicata ovunque (su Facebook, su
Instagram, sul mio blog…), si è avverata in modo clamoroso e immediato: un
brutto colpo, una mazzata – in senso giornalistico – arrivata addosso,
contemporaneamente, a Stasi e a De Rensis. Ricordate? Facevo notare che uno
stellium pesantissimo, con anche Marte e il Sole vicini all’Ascendente, era lo
stigma delle due Rivoluzioni Lunari, quasi identiche e quasi contemporanee, del
legale toscano e del condannato in via definitiva.
Le interpretavo secondo due sole direttrici: o
una mazzata proveniente dalla stampa o un incidente stradale (ma potrebbero
esserci anche entrambi).
E secondo voi le importantissime scoperte che
ha fatto Roberta Bruzzone, a valle del sopralluogo nella villetta dei Poggi,
dimostrando – se ce ne fosse ancora bisogno – che Alberto Stasi, nel
ricostruire con grande fantasia quel sopralluogo che non ci fu mai alla
villetta della povera vittima, infilò, una dopo l’altra, una serie davvero
impressionante di bugie, soprattutto relativamente alla presunta apertura e
successiva chiusura della porticina di legno che dà sulle scale della
cantinella, in che direzione vanno lette?
Egli ha mentito, ha mentito su tutto,
stracciando di fatto anche l’impianto assolutorio della sentenza Vitelli che,
vorrei ricordare, fu cassata, cancellata perché sbagliata, dalla sentenza
dell’Alta Corte di Cassazione.
Ma, come tutti sanno, non c’è peggior sordo di
chi non voglia ascoltare…
Adesso, però, la situazione per l’attuale
condannato e per la sua difesa è parecchio peggiorata e, quando anche la
discovery svelerà il fatto che non esiste neanche una singola prova (non
parliamo degli annunci) contro Andrea Sempio, forse finalmente finirà questa
grossa sceneggiata.
Aggiornamento del 18/2/2026
La domanda è: quanto tempo occorrerà ancora prima che facciano santa Ilenia Petracalvina?
L’interrogativo mi viene posto direttamente dal
collega (in quanto giornalista) Nemos IV della Galassia Centrale, che da anni
ci osserva dal suo disco volante per poi inviare continui aggiornamenti sulle
nostre vicende, soprattutto su “Garlasco 3”, che sta interessando moltissimo i
suoi concittadini.
A lui devo molte delle notizie che seguono e anche l’illustrazione grafica, a
mio parere assai carina.
Alcune realtà del nostro sistema giudiziario — e
sociale, più in generale — Nemos IV non riesce proprio a comprenderle.
Per esempio: in relazione alla giornalista de
“Lo Stato delle Cose”, che anche lunedì scorso ha tentato invano di tenere
testa alla squadra locale e ha più volte cercato di dire: «Come si legge nella
sentenza di Cassazione…», ma è stata subito subissata da un coro di «Un’altra
volta con questa sentenza di Cassazione?» da parte di quasi tutti i presenti —
soprattutto da Massimo Giletti, ospite d’onore in una trasmissione condotta
brillantemente da Antonio De Rensis — il nostro si interroga sull’origine di tanto
tifo.
In realtà sono molte le cose che il collega
stellare non riesce a spiegarsi e che chiede a me. Io cerco di fargli capire
che neppure una certa dimestichezza con gli astri mi aiuta a risolvere determinati
misteri, ma lui insiste:
«Scusa, Kuros — mi chiede nel suo dialetto,
che assomiglia un po’ a un greco-barese — ma da noi, in trasmissioni simili,
intervistano continuamente il giudice di Cassazione che spiega perché ha
cancellato la sentenza sbagliata di primo grado, e non viceversa!»
«E che ti devo dire, Nemòs?»
«Sapessi quante cose non mi spiego di tutta
questa vicenda…»
È sempre lui, il collega dello spazio
profondo, che vorrebbe conoscere gli “inciuci”, la parte più colorita che, per
forza di cose, gli sfugge:
«Perché Massimo Giletti nomina spesso Gianluigi
Nuzzi, “Quarto Grado” e Mediaset? E perché, invece di parlare dei flop che ci
sono stati finora, in relazione agli annunci roboanti fatti, la squadra di casa
continua a redigerne altri del tipo: “Adesso che giungeranno i risultati della
BPA, vedrete!”?»
Eppure, ogni volta — posso testimoniarlo senza
difficoltà — quando l’inviato speciale mi pone queste e altre cento domande, lo
fa con il massimo rispetto e con la curiosità che potrebbe avere un entomologo
al suo posto.
Poi loda sempre il padrone di casa, che «parla
come alla messa della domenica mattina…», e credo che abbia anche una mezza
cotta per una giornalista d’assalto dal forte accento siculo…
Insomma, forse sarà anche un grande circo —
con o senza varietà, quando mancano alcuni cabarettisti da Oscar — ma, come non
si stanca mai di sottolineare lui e come direbbe il nostro Pieraccioni, sono
pezzi di vita vissuta!
Alla prossima cosmocronaca…
Aggiornamento del 20/2/2026
Dal libro di
Ciro Discepolo “Requiem for Astrology”.
La questione del metodo – Abstract
Siamo arrivati al punto cruciale. Qui non si tratta più
di difendere l’Astrologia con mezze parole né di chiedere legittimazioni ad
alcuno. Si tratta di parlare di metodo. E di farlo senza inginocchiarsi davanti
agli scientifisti di professione, sempre pronti a pontificare in televisione su
ciò che sarebbe “scientifico” e ciò che non lo sarebbe.
In questo capitolo di “Requiem for Astrology” metto
sotto accusa non la scienza — che rispetto profondamente — ma lo scientifismo
ideologico, arrogante e spesso ipocrita, che pretende di imporre un protocollo
unico a ogni ambito dell’esperienza umana, salvo poi chiudere entrambi gli
occhi davanti ai paradossi del sistema giudiziario, alle contraddizioni della
medicina ufficiale o agli interessi economici che muovono certi “rigorosi”
crociati del metodo.
Ma attenzione: i nemici dell’Astrologia non sono solo
fuori. Io continuo a vedere nei cattivi astrologi i peggiori nemici
dell’Astrologia. Coloro che parlano in astrologhese, che si rifugiano nel
“secondo la mia esperienza”, che dicono di ammirare i peggiori oroscopari del pianeta,
che non scrivono regole chiare prima dei fatti e che non accettano la verifica
dopo. Senza metodo, senza follow-up, senza regole scritte nero su bianco, non
c’è dignità professionale.
Il mio metodo è semplice e radicale: le regole si
scrivono prima. Le previsioni si verificano dopo. Non si cambiano le carte in
tavola “nel corso della gara”. Non si filosofeggia per evitare il confronto.
Non si invoca la statistica solo quando conviene. Si pubblicano esempi, si
espongono casi concreti, si accetta la verifica nel tempo.
Questo è il punto. Non una resa. Non una supplica. Ma
una sfida intellettuale aperta. Chi vuole discutere il mio metodo lo faccia con
altrettanti esempi, altrettanta documentazione, altrettanta chiarezza. Il resto
è rumore.
E peggio di tutti, per me, ci sono quei sedicenti
astrologi di cui spicca soprattutto l’ignoranza e che vorrebbero girare tutto
in politica perché quello è un versante dove non è possibile leggere
direttamente e subito l’ignoranza di coloro che attaccano prima ancora di
affermare alcunché.
Siamo giunti probabilmente al nodo centrale di questo
libro, in cui vorrei chiarire il mio punto di vista sulla questione del metodo.
Cercherò quindi di illustrare quale dovrebbe essere secondo il mio parere
l’atteggiamento di un astrologo nella vita di oggi e nei rapporti con le altre
discipline, alla luce di quanto già detto e di una serie di altri interrogativi
che mi propongo di esporre prima della chiusura di questo breve saggio.
La
(mia) voce è clonata dalla AI. La qualità è eccellente, tuttavia segnalo che la
stessa sbaglia diversi accenti e anche alcune date e varia, spesso, di volume.
In questo libro, che volutamente non è particolarmente
voluminoso, ho cercato di andare dritto al cuore di alcuni problemi non certo
per stabilire la verità sull’argomento, ma per illustrarne il mio personale
punto di vista. Naturalmente, come avviene per ogni “gara” giocata a livello
agonistico, culturale o intellettuale, il metodo che io esporrò potrà avere
tanti estimatori e tanti detrattori come sempre, ma questo non significa che il
mio lavoro sia stato inutile. Credo che l’avere favorito l’accendersi di
qualche lampadina nella testa di persone pensanti vada sempre visto come un
progresso per l’evoluzione dell’Uomo che dovrebbe essere tale per distinguersi
dalla scimmia, nonostante a volte abbiamo l’impressione che dovremmo essere noi
al posto delle scimmie e viceversa, come quel famosissimo libro e film ci
suggeriscono.
Vi consiglierei di leggere o rileggere l’ottimo,
soprattutto per il lavoro svolto dalla coautrice, Scienza e scienze umane, un volume scritto a quattro
mani con la professoressa Marina De Chiara. Il libro è nato da un nostro
dibattito di qualche anno fa in un’aula universitaria, sul sapere, sulla
distinzione tra scienza e scienze umane, e su quella che a nostro avviso è una
discriminazione settaria nei confronti delle cosiddette scienze umane da parte
non degli scienziati, che sono dediti alla ricerca e non hanno il tempo di
baloccarsi in dispute oziose, ma da parte invece degli scientifisti, una
degenerazione “talebana” degli scienziati che vorrebbero tagliare la testa a
tutti quelli che si permettono di non eseguire scientificamente ogni azione
della giornata. Costoro, siccome hanno un carnet ricchissimo di passaggi
televisivi e radiofonici ogni santo giorno, è evidente che di tempo ne hanno in
abbondanza perché di tutto si occupano tranne che di scienza.
La nostra discussione in quel volume si incentra sulla persistente
dicotomia tra scienza e scienze umane ancora oggi molto forte e che genera
ingiustizie vistosissime e paradossi su cui è necessario riflettere. Uno tra i
tanti paradossi, e forse il più importante, di cui discutemmo in quella sede, è
che gli scientifisti non si accorgono che una delle sciabole più affilate che
cercano di usare contro noi astrologi può essere usata ugualmente contro la
scienza. Questo discorso è relativo alla domanda se la scienza si possa
intendere in senso galileiano (e ciò non è possibile perché non si può
riprodurre l’esplosione di una super nova in laboratorio, per cui bisognerebbe
dedurne paradossalmente che l’astrofisica non è una scienza) o se, invece, si
debba riconoscere che ci stiamo riferendo a un paradosso epistemologico. Come
abbiamo già avuto modo di discutere nei capitoli precedenti, ad esempio, le
affermazioni di Popper sull’Astrologia sono falsate dal fatto che il filosofo
non conosceva studi importanti e statisticamente rilevanti come quelli dei
coniugi Gauquelin che dimostrano la validità dell’Astrologia.
L’Astrologia quindi è falsificabile, ma c’è un ambito
sul quale vorrei essere io a fare delle domande agli scientifisti. Dal momento
che molti di loro non sono altro che mercenari sul libro paga delle case farmaceutiche,
appare evidente come il loro grande rigore e accanimento contro l’Astrologia e
tutto il mondo del “paranormale” sia solo un modo per nascondere il preciso
obiettivo di denigrare la medicina omeopatica, che dà molto fastidio alle
multinazionali del farmaco. Il rimedio omeopatico costa poco o nulla mentre le
case farmaceutiche vendono costosissimi medicinali per i malati di cancro; come
una volta facevano i petrolieri o i padroni del tabacco, queste case
farmaceutiche hanno potuto offrire ai cosiddetti ‘scienziati’ cifre
ragguardevoli perché costoro affermassero che mai era stata prodotta una sola
prova che confermasse il legame tra cancro e fumo. Pensate quanti milioni di
morti hanno sulla coscienza i cosiddetti scienziati, e la storia oggi si ripete
quando gli stessi signori dicono la stessa cosa sulle onde elettromagnetiche
dei telefonini, sostenendo in quasi ogni trasmissione televisiva che non
esistono prove scientifiche che i telefonini abbiano una relazione con lo
sviluppo dei tumori al cervello.
La domanda che io farei a questi cialtroni travestiti
da scienziati è: voi che ce l’avete tanto con l’Astrologia o con la medicina
omeopatica, perché non scendete in strada e vi incatenate davanti al ministero
della Giustizia quando assistiamo alle farse che si consumano ogni giorno nei
tribunali che giudicano casi di cronaca nera? Nei recenti efferati omicidi
commessi in Italia, come il caso di Veronica Panariello, la mamma siciliana già
condannata all’ergastolo per aver ucciso il suo bambino, siamo infatti arrivati
a un paradosso pazzesco. Al di là delle prove impressionanti, tra fotogrammi di
registrazioni, esami del DNA, rilevamenti del RIS, alla fine cosa può davvero
determinare, nel sistema giurisprudenziale italiano e di tanti altri Paesi, la
condanna o l’assoluzione dell’imputato? Il parere dello psicologo.
In molti casi si arriva allo scontro tra due pareri
opposti in cui ci si gioca tutto. Dopo mesi di discussione in tribunale, di
preparazione del processo dalle due parti, alla fine interroghiamo tre
cosiddetti esperti di psicologia con diverse specializzazioni e una simile
patente di scientificità potrà decidere il caso. In tanti processi
importantissimi si gioca anche con “il due contro uno”: due pareri a favore e
uno contro o viceversa. In pratica se alla fine due di loro affermano che
l’imputata era capace di intendere e di volere e il terzo insiste sulla sua
infermità mentale a dispetto di tutto, l’imputata è condannata. Se tutto si
riduce a una questione di superiorità numerica, ad un due contro uno, per
decidere della vita di una persona, della sua colpevolezza o innocenza, per
punire un crimine, non sarebbe allora più semplice lanciare una monetina in
aria? E perché gli scientifisti non si fanno incatenare davanti al Palazzo di
Giustizia per protestare contro questa assurdità e vengono invece, quasi ogni
sera e quasi in ogni trasmissione, a rompere le scatole sulla medicina
omeopatica o sull’Astrologia?
Prima di porvi un’ulteriore domanda vorrei portarvi con
me a fare una gita non esattamente piacevole. Immaginiamo di andare a esplorare
un territorio del Centro Africa dove esistono dei piccoli villaggi in cui da
decenni lavora un gruppo di “angeli del cielo”, suore o preti fedeli al
messaggio pastorale. Immaginiamo che tra di loro ci sia un religioso che sia
anche un medico che in questi lunghi anni nel villaggio abbia fatto ricerche su
una certa bacca il cui succo, mischiato con l’estratto di un altro tipo di
foglia, e trattato in un certo modo, avrebbe qualità terapeutiche. Immaginiamo
anche che a un certo punto scoppi una terribile febbre che si porta via uno
degli abitanti di questo insediamento. Dopo poche ore, avviene un secondo
decesso, e così via finché, quando il giorno dopo la conta delle vittime di
questa malattia sconosciuta è salita vertiginosamente, il prete-medico decide
di applicare quella sua conoscenza sviluppata in anni di ricerca. Somministra
una certa quantità di quell’estratto ai pazienti e vede che miracolosamente la
febbre inizia a scendere.
Ora ci troviamo davanti a un dilemma cui vi prego di
rispondere solo dopo aver soppesato almeno per qualche istante la risposta
giusta. Come ben sapete, in tutti i Paesi del mondo, per essere messo in
commercio un farmaco deve avere l’approvazione di un istituto competente
nominato dal Ministero della Sanità che ha il compito di vagliare la sua
efficacia e la sua sicurezza testando il farmaco con lunghe sperimentazioni in
laboratorio e sui pazienti e usando, soprattutto, il metodo scientifico “doppio
cieco”. Dunque, ritenete che questo medico-prete avrebbe dovuto seguire il
protocollo, mandare i suoi campioncini alle autorità competenti e aspettare i
canonici 4-5 anni di test prima di poter utilizzare il farmaco, lasciando che
nel frattempo la febbre decimasse tutta la piccola comunità? Oppure
ragionevolmente poteva somministrare questa medicina? O era, anzi, quasi
moralmente obbligato ad agire in quel modo per tentare di salvare i rimanenti
abitanti del villaggio?
Da qui sorge un’altra domanda assai importante. Nella
vita di tutti i giorni noi ci comportiamo secondo regole che devono rispondere
innanzitutto a leggi conformi ad un protocollo di scientificità, oppure questo
protocollo è qualcosa che ci vogliono propinare a tutti i costi nonostante
nessun giudice al di sopra delle parti abbia mai detto che ci dobbiamo
comportare secondo detto protocollo messo a punto dagli scientifisti?
Ecco un altro caso semplicissimo. Mi trasferisco a
Milano e devo scegliere un bravo medico di base. Sottopongo a test scientifici
tutti i medici di Milano, raccogliendo diagnosi, proponendo campioncini da
analizzare e, facendomi aiutare dall’istituto di statistica della Facoltà di
Matematica, dopo 5 anni mi scelgo il medico di base oppure, più semplicemente,
ascolto 6-7 persone che vivono nella mia zona, raccolgo in giro recensioni
positive relative a un bravo medico e infine lo richiedo come medico di base?
Se come me ritenete giusta la seconda ipotesi, dobbiamo chiederci per quale
motivo sembra quasi che dobbiamo tremare tutti e sempre verga a verga
chiedendoci se quello che stiamo per fare è scientifico o meno. Qui siamo
davvero ai limiti del paradosso.
Non dimentichiamo che c’è una storia tutta scritta
negli atti dei congressi sulla nutrizione che testimonia come la medicina abbia
spesso dato indicazioni alimentari che venivano smentite dopo qualche anno da
altri studi. Su questa falsariga abbiamo assistito anche a svariate altre
demonizzazioni alimentari... Di recente, ad esempio, un qualificato istituto di
agraria di Portici, in collaborazione con un’università californiana, ha
dimostrato che in determinati oli extravergini prodotti nella penisola
sorrentina il punto di fumo è molto più alto rispetto ad altri per cui è preferibile
friggere con olio di oliva e non di semi. Se, dunque, ogni anno la situazione
cambia e le indicazioni sulla salute vengono sistematicamente capovolte,
qualcuno dovrebbe pagare per i morti che questi errori hanno fatalmente
generato nei decenni precedenti.
La situazione non è così chiara come potrebbe essere
quella se Piero Angela decidesse di farsi togliere scientificamente le
emorroidi, se le ha. In quel caso lui avrebbe le idee chiarissime e quindi
anche questo avverrebbe in maniera assolutamente scientifica, ma se ci
spostiamo da questo agli oli usati nell’alimentazione allora viene fuori tutto
e il contrario di tutto.
E arriviamo quindi al discorso sul metodo. Ho già
citato in precedenza bravi astrologi come esempi di validi studiosi mossi da sani
princìpi morali oltre che da una voglia enorme di portare il proprio contributo
in termini scientifici alla disciplina dell’Astrologia. Alcuni sembrano
battersi con ardore e con sincerità perché si arrivi a dimostrare così
oggettivamente che l’Astrologia è scienza che il problema non si dovrebbe mai
più porre. Da parte mia, invece, ribatto loro che non ho più voglia di sentire
il discorso sulla scientificità. Ormai tutti si rendono conto che i veri
scienziati sono quelli che oggi chiamiamo tecnici perché, invece, lo scienziato
puro comincia a ragionare sulle possibili implicazioni delle variabili di
Planck, dei neutrini, dei buchi neri, e tanto altro. Quanto più questi
scienziati tendono ad essere “teorici”, tanto più il loro discorso diventa
evanescente e non arriva da nessuna parte.
Vi cito, invece, un esempio che valga per tutti
ricordando la storia recente di alcuni ricercatori napoletani. Questi biologi
molto creativi e molto in gamba hanno sfruttato un’idea come farebbe un tecnico
e hanno pensato di usare il virus dell’influenza per utilizzarlo come carrier
in una sorta di vaccino per l’ebola. Mettendo a punto la loro idea in alcuni
capannoni industriali di Pomezia, questi ricercatori hanno fatto centro e ora
stanno cercando di applicare lo stesso principio anche all’AIDS e ad altre
terribili malattie.
Il metodo, dunque, per procedere in Astrologia, con il
sigillo altissimo di un arbitro al di sopra delle parti, non può essere quello
statistico perché se volessimo adottarlo, saremmo costretti a rivolgerci a un
qualunque arbitro che, non vi fate illusioni, sarà sempre uno di loro, e cioè
uno degli scientifisti che cercherà di ripetere quel piccolo capolavoro che fu
il suicidio di Michel Gauquelin. Personalmente io non ho alcuna intenzione di
suicidarmi e schifo profondamente non gli scienziati, che invece stimo
tantissimo, bensì gli scientifisti. Il motivo non mi interessa, ma sicuramente
non voglio avere nulla a che fare con loro. E dal momento che non c’è un altro
arbitro in una disputa del genere per decidere se la statistica mi abbia dato o
meno ragione, io faccio a meno della statistica, ma sicuramente non del metodo.
Con questo voglio affermare con decisione che non
dobbiamo più sopportare il ricatto morale di questi scientifisti che ci
vorrebbero far inginocchiare e, come diceva il grande filosofo Raffaello
Franchini, vorrebbero anche farci ruttare e copulare scientificamente. Da parte
mia rifiuto fortemente questi scientifisti così come rifiuto anche quei miei
pseudo colleghi che, pur non facendo gli oroscopetti e sostenendo di fare
Astrologia, quando viene chiesto loro cosa hanno da dire su un dato argomento,
rispondono con frasi come: “Secondo la mia esperienza dobbiamo considerare come
fattore importantissimo in una Rivoluzione Solare non in quale Casa cade
l’Ascendente di Rivoluzione Solare, ma in quale segno...”. Questa in realtà è
una sciocchezza che aveva scritto Volguine. Lo stesso Volguine, però, nel suo
unico libro testimoniò che non fece mai un solo compleanno mirato e di
conseguenza non aveva alcuna esperienza pratica sull’argomento.
Metodo per me significa inserire, riferendoci a oltre
150 libri pubblicati, decine di migliaia di esempi attraverso media diversi,
dalla carta stampata dei libri a una mia rivista pubblicata per vent’anni, a rubriche
di Astrologia su «Il Mattino» di Napoli, agli oltre mille e cinquecento video
su YouTube, a conferenze e seminari, a molte altre migliaia di esempi
pubblicati su di un mio blog giornaliero. Se io ho prodotto questa incredibile
mole di esempi, non mi interessa che questi vengano esaminati dagli
scientifisti-sceriffi che mi diranno di ripetere i risultati ottenuti e di
verificarli con centinaia e centinaia di prove statistiche. Io piuttosto li
mando a quel paese e uso un altro metodo. Ad esempio, nel mio Fondamenti dell’Astrologia Medica,
quando parlo dei disturbi agli occhi, illustro le mie idee con 16 esempi
raccolti dal mio archivio, tra cui anche personaggi famosi come Andrea Bocelli
o Gabriele D’Annunzio.
Quando mi riferisco al metodo io ritengo che chiunque
voglia dire che il mio metodo è sbagliato o che i risultati delle mie ricerche
o dei miei studi non siano corretti, non deve usare frasi apodittiche e
millantatorie come “secondo la mia esperienza”, ma mi deve dimostrare le sue
ragioni con altrettanti esempi, soprattutto di personaggi famosi, così che gli
stessi possano essere verificati. Fino ad oggi però nessuno mi ha mai
contestato sul piano pratico dicendo che per illustrare queste regole avevo
utilizzato, mettiamo, 10.000 esempi, mentre magari il contestatore ne avrebbe
pubblicati 10. Quello che importa è sederci e confrontarci, ma senza inutili
bracci di ferro per cui vince semplicemente chi pubblica più esempi. Se le
regole sono scritte in anticipo, dopo un anno dalla previsione si deve poter
verificare senza alibi se la previsione era esatta, e perché ciò avvenga le
regole devono essere scritte secondo lo stile dell’Astrologia giudiziaria,
quella che emette giudizi. Se non procediamo in questo modo e ognuno dice
“secondo la mia esperienza” oppure “è tutto qui nella mia mente”, io posso
anche avere il dubbio che l’esperienza non risieda più nella mente, ma in un
altro orifizio del corpo.
L’astrologo che voglia agire nel mondo di oggi con
dignità, coerenza e intelligenza, deve seguire necessariamente un metodo. E
l’unico metodo riconosciuto da tutti, scienziati, scientifisti o cultori delle
scienze umane è quello del follow up. Le regole non possono essere cambiate
“nel corso della gara” e in base alle esigenze di Tizio o di Caio. Un astrologo
serio scriverà prima le regole e poi verificherà se queste funzionano. Per fare
ciò è assolutamente necessario esprimersi non in astrologhese, politichese o
avvocatese, occorre non “buttare tutto in filosofia” e restare alle limpide
regole del buon senso: quelle dell’Astrologia Giudiziaria.
Ciro
Discepolo.
Testo rivisto il giorno 19/2/2026.
Aggiornamento del 20/2/2026
Poche riflessioni sul compleanno con arresto per il principe
Andrea d’Inghilterra.
A chi me lo descriveva ho risposto che non era così, nel
senso che vi è molto di più da notare.
Cominciamo dai dati di nascita precisi. Qualcuno ha scritto
sul mio canale YouTube che egli sarebbe nato a Londra il 19 febbraio 1960, alle
3.30 del mattino. Sbagliatissimo. Sul “librone” eccezionale (credo che in
Italia lo avremo in due-tre astrologi al massimo) “The American Book of Charts”
di Lois M. Rodden, ovvero una specie di bibbia per i dati di nascita del
passato o del lontano passato, c’è scritto: “Ore 03:38 PM”, cioè ore 15.38 e su
tale orario potreste giurare.
Nel suo cielo natale troviamo Marte e Saturno in sesta Casa,
cosa che gli avrebbe consigliato di non accettare di svolgere mai alcun lavoro.
Infatti, ciò che gli viene oggi contestato a livello legale e come accusa più
grave non è la pedofilia, ma l’avere confidato segreti di Stato al finanziere Jeffrey
Epstein.
Troviamo anche un Sole in ottava Casa, cuspide settima, che
davvero potrebbe significare il carcere per lui.
La sua RSM 2026 vede sì Marte e Sole in settima Casa e un
Ascendente di RS in prima, ma ANCHE ben 5 astri in ottava Casa!! (il carcere). Urano
in decima è, poi, la ciliegina sulla torta.
Come finirà? Dipende. Da tante cose: certamente egli verrà
difeso dai migliori avvocati del Regno Unito, ma c’è da chiedersi chi li
pagherà.
Se verrà scaricato totalmente dalla famiglia, allora le cose
davvero si metteranno male per lui.
Interessante, per il momento, notare ancora una cosa. Il suo
arresto, in tutta evidenza, è stato deciso poche ore prima, quando egli era ancora
sotto la RSM del 2025 che, se fosse stata quella di Londra, ci restituirebbe un
AS in decima, una grave violazione delle 34 regole (tre astri tra dodicesima e
prima Casa) e una pessima undicesima Casa (la legge).
Ovviamente, su tutto, ancora una volta, spicca l’altissimo
valore (positivo o negativo) del compleanno nel destino di milioni di persone,
al netto delle negazioni, su tale argomento, di papere e affini.
For Everybody. It is not an important news, but I invite you to read it because it can explain, to someone, the why of a certain noise leading that disturbs, from a few years, the astrology:
http://ilblogperidepressi.wordpress.com/
Ciro Discepolo
Tutto il materiale contenuto in questo blog, testi, grafici e foto, rigo per rigo, è coperto da Copyright. È vietata ogni riproduzione parziale o totale senza previa autorizzazione dell’owner.
Per vedere bene i grafici zodiacali e le foto, occorre cliccarci sopra: si ingrandiranno.
Una bibliografia quasi completa di Ciro Discepolo:
An almost complete bibliography of Ciro Discepolo:
http://www.amazon.com/Ciro-Discepolo/e/B003DC8JOQ/ref=sr_ntt_s
e
http://www.programmiastral.com/download/bibliografia_completa_di_ciro_discepolo.txt
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