venerdì 10 settembre 2021

Ricevo e volentieri pubblico

Ricevo e volentieri pubblico: 


Valentino Salvato gio 9 set, 21:28 (13 ore fa) 


Parole di Massimo Mazzucco (+ link della puntata di sotto): "Ieri sera Mario Giordano è tornato a fare giornalismo in televisione. Nella puntata di apertura della nuova stagione di “Fuori dal coro”, Giordano ha affrontato tutti i temi tabù della questione covid. Ha criticato apertamente il clima di terrore che si è instaurato contro tutti coloro che non si allineano alla narrazione unificata. Ha denunciato, in proposito, gli insulti impronunciabili contro i no-vax da parte di Burioni, Parenzo, Lucarelli, Scanzi, Cazzola, ecc. Ha fatto parlare senza filtri Luc Montagnier, dimostrando che sia tutt'altro che un "rincoglionito" (come vorrebbero i suoi detrattori). Ha invitato in trasmissione il dott. Mangiagalli, promotore delle cure domiciliari. Ha dedicato un toccante capitolo alla vicenda di De Donno, mostrando la clip nella quale De Donno, in senato, denunciava come gli avessero platealmente scippato la sperimentazione del plasma (per farla finire nel nulla, come tutti sappiamo). Ha dato voce - finalmente! - a persone che hanno subito delle gravi reazioni avverse da vaccino, e ha permesso loro di raccontare in televisione la loro odissea terrificante quando, una volta colpite da queste reazioni avverse, si ritrovano davanti il muro della medicina ufficiale che le ignora e non sa come curarle. Giordano anche chiamato in causa l’AIFA a) per avere respinto un’offerta di monoclonali gratuite nel mese di ottobre dell’anno scorso e b) per non aver ottemperato all’ordinanza del TAR di rendere pubblico il verbale della riunione che decise di rifiutare quelle cure gratuite. Chiunque abbia guardato la puntata di ieri sera deve aver capito che l’AIFA non è affatto un ente indipendente che lavora esclusivamente per la sicurezza e la salute del cittadino, ma è piuttosto una entità ambigua e impenetrabile, portatrice di chissà quali interessi da parte di Big Pharma. Una sola puntata televisiva è una goccia nell’oceano, ma anche i torrenti più impetuosi nascono sempre con un piccolo rivolo spesso invisibile. Vedremo ora se gli altri conduttori avranno il coraggio di seguire la strada indicata da Mario Giordano". 


Ed ecco qui la puntata completa di Fuori dal Coro:


Dio ci aiuti sempre! 


Valentino Salvato, BSc Honours, PGCE, PGCert, PGDip, Ma, Ma 



P.S. Evito di pubblicare su altre piattaforme per non incorrere in rappresaglie da parte di migliaia di giornalisti, scienziati, politici e semplici cittadini mercenari e prezzolati, a difesa del Pensiero Unico e contro ogni forma di confronto dialettico e culturale. c.d.





Aggiornamento del 14 settembre 2021:



Poche osservazioni sui miei ultimi tre viaggi (tra agosto e settembre)




Sono stato, poche settimane fa, a Reykjavík, Islanda; a Rovaniemi, Finlandia, negli ultimi tre giorni, e sarò a Budapest questo fine settimana per il mio seminario di Astrologia Attiva con i colleghi e le colleghe ungheresi.

Sono partito sempre con il solo test rapido per Covid-19. Da notare che sia Reykjavík che Helsinki e Budapest, sono raggiungibili con un solo volo diretto da Milano (qualcuno mi chiede ancora perché ho deciso di venire a vivere a Milano…).

All’arrivo nella capitale islandese ho impiegato meno di cinque minuti a passare i controlli: mostravo il test rapido Covid-19 e il funzionario faceva così con la mano per far capire che non aveva tempo da perdere. Mostravo l’IQ di ingresso in Islanda e idem… Mostravo il mio green pass attivo per due giorni solamente e lui quasi si irritava. Poi, finalmente, gli sottoponevo l’unico documento che egli desiderava vedere, il certificato di vaccinazione a Dubai con due diverse dosi di Sinopharm, il vaccino cinese, e lui mi augurava buon soggiorno in Islanda.

Stessa cosa tre giorni fa a Helsinki, in proseguimento per Rovaniemi: la funzionaria mi chiedeva conferma che si trattava del Sinopharm e mi dava il benvenuto.

Da quanto si legge sul sito della Farnesina e su quello del governo ungherese, avverrà lo stesso questo prossimo venerdì sera.

Insomma il Sinopharm è accettato in molti paesi europei e del mondo e soprattutto dalla Organizzazione Mondiale della Sanità.

Alcuni soggetti, venduti e prezzolati, però, affermano che l’EMA sia “superiore” (la difesa della razza…) all’OMS e chiamano imbecilli quelli, come me e come Daniela, che hanno scelto, usando il proprio cervello, di non farsi fare molto male…

Voi riuscite a capire perché, per esempio, Islanda, Finlandia e Ungheria accettano il vaccino cinese e tanti altri no?

Beh, la risposta mi sembra facile, troppo facile, e non voglio offendere la vostra intelligenza…

Però io credo che l’EMA non potrà continuare all’infinito a farla così sporca e prima o poi sarà costretta a mettere l’etichetta blu anche sul Sinopharm: non nei pochi giorni come ha fatto con Pfizer e AstraZeneca, Moderna e compagnia bella, ma dopo molti mesi di ostracismo, sì.





 

E poi...

Qualcuno saprebbe spiegarmi questo articolo del Corriere della Sera di oggi?
Soprattutto alla luce del fatto che nelle ultime settimane tutti (quasi) i media ci avevano bombardati con la notizia che Londra si avviava a subire altri milioni di lutti per Covid?
E voi riuscite a capire quale sarebbe la “presunta” spiegazione di tale miracolo?




Covid Uk, così a Londra gli inglesi hanno dimenticato la pandemia

di Luigi Ippolito

 

La ripresa dopo l’estate segna un cambiamento evidente a Londra: metropolitana affollata, mascherine quasi assenti anche nei luoghi al chiuso, feste senza distanziamento sociale

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

LONDRA — Ma tu te la ricordi la pandemia? È una domanda che verrebbe da farsi a Londra, dopo la prima settimana di ripresa completa al termine della pausa estiva: perché andando in giro nella capitale britannica bisogna davvero sforzarsi per accorgersi che c’è stato il Covid.

Il segnale lo si è avuto già lunedì scorso, quando la metropolitana ha fatto segnare il giorno più affollato dal marzo dell’anno passato, il mese in cui tutto era cominciato. Di mascherine in strada ormai non se ne vedono più: qui all’aperto non erano mai state imposte, ma tanti le portavano comunque. E anche a luglio, quando il governo aveva decretato la fine dell’obbligo in qualsiasi situazione, la gente aveva reagito con molta cautela: ma adesso nei negozi e nei supermercati non le indossa più nessuno, solo in metropolitana, dove restano raccomandate, c’è chi continua a metterle.

Anche il distanziamento sociale è solo un ricordo. La sera nel West End sono tornate le code davanti ai teatri, mentre i mitici club vanno a pieno regime: a Home House, uno dei più à la page, lo staff ha abbandonato le protezioni usate fino all’estate, i divani del book club del lunedì sono gremiti e la zona notturna ha ripreso tutta l’effervescenza di una volta. E a proposito di feste, al Welcome Back party della stampa estera, che si è tenuto nella nuova sede di Soho del ristorante italiano Il Macellaio, bisognava farsi largo a gomitate fra trofie al pesto e fiumi di prosecco; così come tutto esaurito era il party a Westminster di Politico, che ha visto accalcarsi il who’s who di Londra.

COVID IN GRAN BRETAGNA, GREEN PASS E OBBLIGO VACCINALE: LE NOTIZIE

·        La Gran Bretagna vaccinerà i 12-15enni anche se gli esperti non hanno dato parere favorevole

·        I Paesi che hanno già introdotto l’obbligo vaccinale

·        In Gran Bretagna riaprono le scuole senza barriere

·        Dove viene somministrata la terza dose del vaccino Covid

·        Il governo inglese rinuncia a introdurre il green pass


La vita culturale ha ritrovato slancio: l’inaugurazione della nuova mostra-installazione di Marina Abramovic, in una ex birreria del East End, è stata un vernissage come non si vedeva da tempo, fra champagne, canapé e tipi artistici. E la stessa Abramovic, nonostante i suoi 74 anni, si mischiava senza esitazioni col pubblico accorso ad applaudirla. Anche i celebrati think tank, ossia i pensatoi della capitale, hanno abbandonato la modalità in remoto che li ha visti sopravvivere in tutti questi mesi e mandano inviti a raffica per incontri di persona con ministri e personalità politiche. Così come da Downing Street annunciano il ritorno dei briefing dal vivo con i giornalisti (anche se una portavoce ammette che loro non hanno mai potuto permettersi lo smart working: «Quando Boris ti chiama – sospira – non puoi rispondere su Zoom…»).

La City, ridotta l’anno scorso a una città-zombie, si sta ripopolando: Goldman Sachs, la banca d’affari, ha appena ordinato a tutti i suoi dipendenti il rientro in ufficio full time. E l’università di Oxford ha scritto agli studenti per annunciare che l’anno accademico che sta per prendere il via vedrà il ritorno «alle modalità pre-pandemia», ossia lezioni in presenza, niente mascherine né distanziamento e piena ripresa della vita di college. Pure nello studio di yoga che il vostro corrispondente frequenta, se fino ad agosto si entrava uno alla volta con la mascherina, adesso ci si accalca con un approccio molto poco zen.

D’altra parte, sui giornali le notizie sull’andamento del Covid sono praticamente scomparse: a volte bisogna sfogliare fino a pagina 14 e oltre per trovare qualcosa sul virus. Il tutto è una conseguenza del «liberi tutti» decretato dal governo Johnson lo scorso 19 luglio, quando è stata abolita ogni restrizione: sul momento, la mossa era stata criticata come un pericoloso azzardo, ma Boris sembra aver vinto la sua scommessa. Gli esperti e lo stesso governo ammettevano che, come risultato, i contagi sarebbero potuti schizzare fino a 100-200 mila giorno: ma invece si sono stabilizzati attorno ai 30 mila e soprattutto, grazie ai vaccininon c’è stata una ricaduta allarmante su ricoveri e decessi.

È anche per questo che il governo ha deciso di rinunciare all’introduzione del green pass per discoteche e grandi eventi, che era stata ventilata per la fine di questo mese (ma anche perché la misura difficilmente sarebbe passata in Parlamento: questo è un Paese dove non esistono le carte d’identità, considerate un attentato alla libertà personale, e dove non ti chiedono i documenti neppure quando vai a votare, perché lo ritengono un sopruso inaccettabile. Figuriamoci il green pass…). Inoltre verrà abolita la legislazione d’emergenza, incluso il potere di imporre nuovi lockdown o altre limitazioni.

Non che i timori siano svaniti, però: c’è chi paventa un autunno difficile, dove al Covid che continua a circolare potrebbe sommarsi una brutta influenza, col risultato di mettere a dura prova un sistema sanitario già spesso al limite delle sue capacità. Per cui il governo non esclude di poter reintrodurre le mascherine o il distanziamento sociale. Ma sono scenari ipotetici: la realtà, al momento, è che il Covid appare come un brutto incubo dal quale ci si è finalmente risvegliati.

 

Aggiornamento del 15 Settembre 2021:





Una brutta storia

 

Riguarda una persona a me molto cara, mamma di un magnifico bimbo di sette mesi, bello come il sole, forte come un leone e sempre sorridente ed estremamente empatico, le viene suggerito, da più parti, di vaccinarsi con il vaccino Pfizer.

Qualcuno le fa notare che ella sta ancora allattando e viene invitata, da più parti, a chiedere maggiori delucidazioni ai medici che le rispondono in coro: “Non solo lei può fare il vaccino, ma lo DEVE fare!!, per il bene del suo bambino”.

Lei lo fa e pochi giorni prima di fare la seconda dose, il suo piccolo viene ricoverato in codice rosso in un importante ospedale per bambini.

Ha la febbre altissima, diarrea, difficoltà respiratorie ed è disidratato, in tutta evidenza.

Una settimana di ricovero in ospedale, con la mamma che non lo lascia un minuto e poi, fortunatamente, lo dimettono.

Passano pochi giorni e il bambino, da poco tornato a casa, subisce il secondo ricovero ospedaliero con codice rosso: febbre alta, diarrea, difficoltà di respirazione, disidratazione.

Iter quasi identico alla prima volta.

Anche questa volta il bimbo che, in tutta evidenza, è fortissimo e che non ha mai avuto problemi di salute dalla nascita, torna a casa.

Diagnosi: bronco-polmonite virale presa nell’aria (in una città del sud, a maggio, e sempre attentamente coperto e curato dalla mamma in modo perfetto!).

 

Anche se qualcuno le suggerisce che, con molte evidenze, si tratta della reazione del piccolo al vaccino della madre, i medici, Interrogati, “escludono ciò al 100%”.

Passano tre mesi e, ad agosto, con temperature africane e sempre amorevolmente attenzionato dal papà e dalla mamma, il piccolo riceve un terzo ricovero ospedaliero, sempre con febbre 39/40 e sintomi simili alle altre due volte.

Diagnosi di questo terzo ricovero: “Otite acuta con nessun riferimento al vaccino fatto dalla mamma”.

 

Lei è una persona dall’animo buono e continua a dare tutta la sua fiducia ai suoi medici.

Io no. 

 






 

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Ciro Discepolo

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giovedì 2 settembre 2021

Il mio prossimo seminario in Ungheria

Ecco la seconda parte dell’intervista che la collega ungherese Juhász Nóra ha redatto per presentare il mio seminario di Astrologia Attiva del prossimo sabato 18 settembre a Budapest. Il seminario sarà organizzato da Asztrológusok Magyarországi Egyesülete, in breve AME, l’Associazione degli Astrologi Ungheresi di cui è presidente Bogdán-Körmöczy Júlia. Per maggiori informazioni potete scrivere a: ame@asztrologusok.hu Il link per questo YouTube è: https://youtu.be/z5Ikh7mxg_o In quella occasione, come ho promesso loro, darò alcune anticipazioni su quella che potremmo chiamare la versione 2.0 del mio software Aladino che dovrebbe essere online tra ottobre e dicembre. Questa sarà un’anticipazione mondiale, solo per i partecipanti. In Italia darò queste notizie intorno alla metà di ottobre attraverso la piattaforma Zoom, prima che sui social. A presto. Per Tutti. Non è una notizia importante, ma vi invito a leggerla perché potrà spiegare, a qualcuno, il perché di un certo rumore di fondo che disturba, da qualche anno, l’Astrologia: http://ilblogperidepressi.wordpress.com/ For Everybody. It is not an important news, but I invite you to read it because it can explain, to someone, the why of a certain noise leading that disturbs, from a few years, the astrology: http://ilblogperidepressi.wordpress.com/ Buona Giornata a Tutti. Ciro Discepolo www.cirodiscepolo.it MyAmazonPage MyGoogleProfile Tutto il materiale contenuto in questo blog, testi, grafici e foto, rigo per rigo, è coperto da Copyright. È vietata ogni riproduzione parziale o totale senza previa autorizzazione dell’owner. Per vedere bene i grafici zodiacali e le foto, occorre cliccarci sopra: si ingrandiranno. Una bibliografia quasi completa di Ciro Discepolo: An almost complete bibliography of Ciro Discepolo: http://www.amazon.com/Ciro-Discepolo/e/B003DC8JOQ/ref=sr_ntt_s e http://www.programmiastral.com/download/bibliografia_completa_di_ciro_discepolo.xls

mercoledì 1 settembre 2021

Heil, Hitler!

 


In anteprima uno dei capitoli del libro sul Covid a cui sto lavorando.

 

Heil, Hitler!

Ho intitolato questo capitolo Heil, Hitler! per riferirmi a tutti gli aspetti sociali, politici, culturali, etici e filosofici della pandemia intesa come fenomeno.

Senza nessuna pretesa di parlare ex cathedra - ma anzi, proprio nell’ottica di alimentare il dibattito combattendo la tendenza al pensiero unico - possiamo affermare che questa pandemia non ha colpito solo i corpi delle persone, ma anche le menti. Elemento questo drammatico alla luce di quanto una situazione così complessa, nell’accezione più positiva del termine, richieda che vengano gettati in campo quanti più punti di domanda possibile al fine di essere analizzata. Cercherò per questo di fare menzione dei binari prestabiliti su cui il pensiero di molti, in assoluta buonafede, e di alcuni, in malafede, si è appiattito.

Partirei da un ricordo, da un personale Amarcord, molto attinente a quanto sto scrivendo. Una memoria con una data precisa, situata tra il 1968 e il 1970. Vissi a vent’anni il movimento del sessantotto a trecentosessanta gradi, con tutto l’entusiasmo giovanile e il trasporto che l’epoca mi infondeva. Rammento in particolare un cineforum presso i Padri Barnabiti dell’Istituto Denza a proposito del film di Buñuel, La Via Lattea; pellicola nella quale, tra le altre cose, si scorgeva un seno nudo. Non appena partì il dibattito, un signore con aria abbastanza autoritaria prese il microfono, annunciò le sue generalità, si dilungò sui punti salienti del suo curriculum vitae, non risparmiandosi tutta una serie di dettagli sulle cose di cui era esperto o professore, impiegando una buona mezz’ora. Finito che ebbe con questa presentazione così prolissa, annunciò senza mezzi termini che il film era una vera schifezza, oltre che volgarmente osceno. Io chiesi subito la parola per replicare, e dissi, tra la costernazione dei molti e gli applausi dei più giovani, che se solo il professore si fosse preso la briga non dico di conoscere meglio Buñuel, ma soltanto di guardare il film con meno pregiudizi, avrebbe forse compreso la metafora del cammino millenario della Chiesa nella società che la pellicola voleva rappresentare. Questo era il clima del sessantotto.

Sempre di quell’epoca ricordo il mio periodo al CNR - ero responsabile del laboratorio di misure elettroniche all’Istituto Motori di Napoli - in cui io facevo anche parte, assieme a pochi altri, del direttivo sindacale della CGIL Scuola, Università, Ricerca. A quel tempo eravamo non solo comunisti, ma comunisti cinesi, e ci definivamo marxisti-leninisti. Anzi, io, per la precisione, mi dichiaravo bordighista, ovvero seguace di Amedeo Bordiga, uomo più a sinistra di Trockij, l’uomo dell’estrema sinistra della Rivoluzione russa. Non nascondo che, ai tempi, mi macchiai di alcune cose alquanto scellerate, negando, nelle varie assemblee, la parola ai cosiddetti borghesi, dando loro dei fascisti. Questo per dire quanto io riconosca i pericoli dei comportamenti antidemocratici in cui anche io incappai, con la sola scusante della gioventù e del periodo storico particolare, pieno di privilegi ingiustificati che favorivano queste ribellioni.

Voglio ricordare ancora, poco tempo dopo questi eventi, la mia partenza per il servizio militare. L’obbligo di leva avrei potuto in realtà procrastinarlo a dopo la laurea - mi ero all’epoca iscritto a Fisica - ma non avevo intenzione di trovarmi a venticinque anni sotto le armi. Nutrivo un vero e proprio odio nel cuore verso questa coercizione per poter convivere tanto a lungo con questa incombenza. Feci dunque domanda e partii come aviere semplice in un reparto di Latina, dove conobbi un amico con il quale siamo tuttora in ottimi rapporti. Tra me, che sono ed ero un divoratore di libri, e lui, professore di filosofia, era possibile trascorrere anche sette, otto, dieci ore a parlare, dando vita a conversazioni meravigliose. Anche il comandante cercava di discutere animatamente con noi, trovandosi però spesso all’angolo di fronte alle nostre argomentazioni più audaci. A quel punto al comandante non rimaneva che richiamarci all’attenti, ponendo solo in questo modo fine alle discussioni, ingannandosi di aver vinto la disputa.

Questa atmosfera di tensione, e questi rapporti di forza sbilanciati tra il potere dell’autorità e quello delle argomentazioni, è lo stesso che sto vivendo ora, mentre assisto impotente a questi pseudo dibattiti televisivi in cui rivedo lo stesso clima di quegli anni. La stampa è ormai del tutto allineata su un solo pensiero, una sola ortodossia, come se in edicola uscisse un giornale unico, al netto delle piccolissime differenze politiche. Perfino le proprietà e le emittenti più storiche hanno spezzato ormai il loro legame secolare di appartenenza agli schieramenti politici, parlando a una sola voce. Questo mi crea rabbia e sconforto, ma anche ribrezzo. Quello che aveva previsto Orwell nel suo celebre 1984 si è realizzato in tutto e per tutto, in uno scenario molto simile a quello del romanzo Fahrenheit 451 in cui i pompieri, invece di spegnere gli incendi, rastrellavano le case per bruciare libri. L’assenza di pluralismo implica l’assenza di democrazia, in un sistema sempre più votato al business per il business, e sintetizzato nelle proverbiale espressione di Falcone Seguite il denaro.

E dove ci porta il denaro? A cifre ingenti, in miliardi di euro, spese per le campagne vaccinali, che promettono di aumentare in misura esponenziale già il prossimo anno, per mezzo del sistema delle certificazioni sanitarie e dei richiami annuali. Un business che promette di essere il più grande della storia, senza paragoni con nessun tipo di affare lecito o illecito (e maggiore, ad esempio, di quello delle armi o di tutti i giri d’affari illegali messi insieme).

Come tutti sanno, io sono di indirizzo junghiano, ma voglio fare un riferimento a un testo, La psicologia di massa del fascismo, nonostante l’autore, Wilhelm Reich, sia noto per aver addirittura esasperato il pensiero di Freud. In quel libro, in modo del tutto lucido e saggio, veniva messo in evidenza come per le masse sia molto più riposante demandare il compito di pensare, e di decidere, a un dittatore, piuttosto che assumersi la responsabilità di fare, e pensare, e capire, di testa propria. E questa è senza dubbio una spiegazione corretta dei larghi consensi popolari di cui le dittature hanno beneficiato, anche quando proponevano soluzioni del tutto folli e criminali.

Questa però non può essere l’unica spiegazione. Ne vedo all’orizzonte una molto più meschina. Quella di un sistema che fa apparire, sfruttando tutto l’apparato di direttori e redattori di televisione e giornali, come ridicolo o complottista chiunque non si allinei al pensiero unico.

Siamo così al nocciolo della questione: la democrazia dovrebbe consistere nella possibilità di contrapporre a un’idea qualsiasi altra idea, stabilendo chi ha ragione e chi ha torto liberamente, e solo in base a un dibattito aperto.

Questo oggi, chiaramente, non avviene. Anche in trasmissioni solitamente controcorrente, medici che hanno soltanto tentato di fare dei distinguo non sul vaccino, ma sulle varie tipologie di vaccinazione, sono stati costretti a tacere, dopo essere stati attaccati in contemporanea, senza alcuna possibilità di un contraddittorio. E ancora lo stesso Andrea Crisanti, che nella primavera 2021 lamentò la penuria dei dati a disposizione sulla campagna vaccinale, fu criticato aspramente a reti unificate, fino a quando egli stesso non rettificò la sua posizione.

La perdita della nostra libertà motoria, che ci ha impedito e ci impedisce di muoverci e di viaggiare - limitandoci enormemente - passa addirittura in secondo piano rispetto alla perdita del diritto di esprimere la nostra opinione. Perfino sui social un sistema preciso di controlli e censure sospende o blocca il mio account non appena scrivo un riferimento alla campagna vaccinale o al ministro di turno.

La televisione non ci ha nemmeno mai offerto un confronto aperto tra scienziati, limitandosi a contraddittori tra giornalisti, senza coinvolgere personalità del calibro di Giulio Filippo Tarro, o Luc Montagnier, premio nobel per la medicina e scopritore dell’HIV, se non per ridicolizzarli.

Tutto questo non credo possa essere definito Scienza. Per Scienza dovremmo invece intendere, a titolo di massimo esempio, lo studio che fece Keplero per calcolare le orbite di Marte, spingendosi alla sensibilità della terza o quarta cifra decimale, che ancora oggi rende possibile l’invio di sonde sul pianeta rosso. Un lavoro del tutto verificabile, e passato alla prova dei fatti senza margini di errore. Una sola svista in quelle formule, infatti, non permetterebbe oggi l’approdo di robot intelligenti così lontano.

Le dichiarazioni giornaliere a cui assistiamo, spesso in palese contraddizione o smentite nel giro di poche ore a proposito dell’immunità di gregge o della persistenza degli anticorpi, vanno invece in aperto contrasto con l’onere della prova, che dovrebbe essere - ed è - un principio non derogabile. E lo stesso Odifreddi, personalità molto lontana dal mio modo di vedere il mondo, ha definito questo dibattito più vicino a un congresso di filosofi che non a un consesso di scienziati. Allo stato attuale basta che il giornalista di turno usi il nome della Scienza come totem, con fare dogmatico e religioso, per soffocare ogni spunto critico sul nascere.

Gli esempi fin qui esposti dimostrano i modi in cui impediscono oggi a ciascuno di dire la propria. E anche io, che non sono un no-vax, non avrò mai la possibilità di spiegare perché ho scelto di vaccinarmi a Dubai con una inoculazione tradizionale a mezzo di un virus morto, fedele al principio omeopatico con cui sono nati tutti i vaccini della storia: similia similibus curantur. Attraverso etichette come no-vax, terrapiattista, complottista, riescono a censurare la libertà di pensiero sancita dalla nostra Costituzione, senza nemmeno dover ricorrere all’olio di ricino.

 




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Buona Giornata a Tutti.




Ciro Discepolo

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