venerdì 10 settembre 2021

Ricevo e volentieri pubblico

Ricevo e volentieri pubblico: 


Valentino Salvato gio 9 set, 21:28 (13 ore fa) 


Parole di Massimo Mazzucco (+ link della puntata di sotto): "Ieri sera Mario Giordano è tornato a fare giornalismo in televisione. Nella puntata di apertura della nuova stagione di “Fuori dal coro”, Giordano ha affrontato tutti i temi tabù della questione covid. Ha criticato apertamente il clima di terrore che si è instaurato contro tutti coloro che non si allineano alla narrazione unificata. Ha denunciato, in proposito, gli insulti impronunciabili contro i no-vax da parte di Burioni, Parenzo, Lucarelli, Scanzi, Cazzola, ecc. Ha fatto parlare senza filtri Luc Montagnier, dimostrando che sia tutt'altro che un "rincoglionito" (come vorrebbero i suoi detrattori). Ha invitato in trasmissione il dott. Mangiagalli, promotore delle cure domiciliari. Ha dedicato un toccante capitolo alla vicenda di De Donno, mostrando la clip nella quale De Donno, in senato, denunciava come gli avessero platealmente scippato la sperimentazione del plasma (per farla finire nel nulla, come tutti sappiamo). Ha dato voce - finalmente! - a persone che hanno subito delle gravi reazioni avverse da vaccino, e ha permesso loro di raccontare in televisione la loro odissea terrificante quando, una volta colpite da queste reazioni avverse, si ritrovano davanti il muro della medicina ufficiale che le ignora e non sa come curarle. Giordano anche chiamato in causa l’AIFA a) per avere respinto un’offerta di monoclonali gratuite nel mese di ottobre dell’anno scorso e b) per non aver ottemperato all’ordinanza del TAR di rendere pubblico il verbale della riunione che decise di rifiutare quelle cure gratuite. Chiunque abbia guardato la puntata di ieri sera deve aver capito che l’AIFA non è affatto un ente indipendente che lavora esclusivamente per la sicurezza e la salute del cittadino, ma è piuttosto una entità ambigua e impenetrabile, portatrice di chissà quali interessi da parte di Big Pharma. Una sola puntata televisiva è una goccia nell’oceano, ma anche i torrenti più impetuosi nascono sempre con un piccolo rivolo spesso invisibile. Vedremo ora se gli altri conduttori avranno il coraggio di seguire la strada indicata da Mario Giordano". 


Ed ecco qui la puntata completa di Fuori dal Coro:


Dio ci aiuti sempre! 


Valentino Salvato, BSc Honours, PGCE, PGCert, PGDip, Ma, Ma 



P.S. Evito di pubblicare su altre piattaforme per non incorrere in rappresaglie da parte di migliaia di giornalisti, scienziati, politici e semplici cittadini mercenari e prezzolati, a difesa del Pensiero Unico e contro ogni forma di confronto dialettico e culturale. c.d.





Aggiornamento del 14 settembre 2021:



Poche osservazioni sui miei ultimi tre viaggi (tra agosto e settembre)




Sono stato, poche settimane fa, a Reykjavík, Islanda; a Rovaniemi, Finlandia, negli ultimi tre giorni, e sarò a Budapest questo fine settimana per il mio seminario di Astrologia Attiva con i colleghi e le colleghe ungheresi.

Sono partito sempre con il solo test rapido per Covid-19. Da notare che sia Reykjavík che Helsinki e Budapest, sono raggiungibili con un solo volo diretto da Milano (qualcuno mi chiede ancora perché ho deciso di venire a vivere a Milano…).

All’arrivo nella capitale islandese ho impiegato meno di cinque minuti a passare i controlli: mostravo il test rapido Covid-19 e il funzionario faceva così con la mano per far capire che non aveva tempo da perdere. Mostravo l’IQ di ingresso in Islanda e idem… Mostravo il mio green pass attivo per due giorni solamente e lui quasi si irritava. Poi, finalmente, gli sottoponevo l’unico documento che egli desiderava vedere, il certificato di vaccinazione a Dubai con due diverse dosi di Sinopharm, il vaccino cinese, e lui mi augurava buon soggiorno in Islanda.

Stessa cosa tre giorni fa a Helsinki, in proseguimento per Rovaniemi: la funzionaria mi chiedeva conferma che si trattava del Sinopharm e mi dava il benvenuto.

Da quanto si legge sul sito della Farnesina e su quello del governo ungherese, avverrà lo stesso questo prossimo venerdì sera.

Insomma il Sinopharm è accettato in molti paesi europei e del mondo e soprattutto dalla Organizzazione Mondiale della Sanità.

Alcuni soggetti, venduti e prezzolati, però, affermano che l’EMA sia “superiore” (la difesa della razza…) all’OMS e chiamano imbecilli quelli, come me e come Daniela, che hanno scelto, usando il proprio cervello, di non farsi fare molto male…

Voi riuscite a capire perché, per esempio, Islanda, Finlandia e Ungheria accettano il vaccino cinese e tanti altri no?

Beh, la risposta mi sembra facile, troppo facile, e non voglio offendere la vostra intelligenza…

Però io credo che l’EMA non potrà continuare all’infinito a farla così sporca e prima o poi sarà costretta a mettere l’etichetta blu anche sul Sinopharm: non nei pochi giorni come ha fatto con Pfizer e AstraZeneca, Moderna e compagnia bella, ma dopo molti mesi di ostracismo, sì.





 

E poi...

Qualcuno saprebbe spiegarmi questo articolo del Corriere della Sera di oggi?
Soprattutto alla luce del fatto che nelle ultime settimane tutti (quasi) i media ci avevano bombardati con la notizia che Londra si avviava a subire altri milioni di lutti per Covid?
E voi riuscite a capire quale sarebbe la “presunta” spiegazione di tale miracolo?




Covid Uk, così a Londra gli inglesi hanno dimenticato la pandemia

di Luigi Ippolito

 

La ripresa dopo l’estate segna un cambiamento evidente a Londra: metropolitana affollata, mascherine quasi assenti anche nei luoghi al chiuso, feste senza distanziamento sociale

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

LONDRA — Ma tu te la ricordi la pandemia? È una domanda che verrebbe da farsi a Londra, dopo la prima settimana di ripresa completa al termine della pausa estiva: perché andando in giro nella capitale britannica bisogna davvero sforzarsi per accorgersi che c’è stato il Covid.

Il segnale lo si è avuto già lunedì scorso, quando la metropolitana ha fatto segnare il giorno più affollato dal marzo dell’anno passato, il mese in cui tutto era cominciato. Di mascherine in strada ormai non se ne vedono più: qui all’aperto non erano mai state imposte, ma tanti le portavano comunque. E anche a luglio, quando il governo aveva decretato la fine dell’obbligo in qualsiasi situazione, la gente aveva reagito con molta cautela: ma adesso nei negozi e nei supermercati non le indossa più nessuno, solo in metropolitana, dove restano raccomandate, c’è chi continua a metterle.

Anche il distanziamento sociale è solo un ricordo. La sera nel West End sono tornate le code davanti ai teatri, mentre i mitici club vanno a pieno regime: a Home House, uno dei più à la page, lo staff ha abbandonato le protezioni usate fino all’estate, i divani del book club del lunedì sono gremiti e la zona notturna ha ripreso tutta l’effervescenza di una volta. E a proposito di feste, al Welcome Back party della stampa estera, che si è tenuto nella nuova sede di Soho del ristorante italiano Il Macellaio, bisognava farsi largo a gomitate fra trofie al pesto e fiumi di prosecco; così come tutto esaurito era il party a Westminster di Politico, che ha visto accalcarsi il who’s who di Londra.

COVID IN GRAN BRETAGNA, GREEN PASS E OBBLIGO VACCINALE: LE NOTIZIE

·        La Gran Bretagna vaccinerà i 12-15enni anche se gli esperti non hanno dato parere favorevole

·        I Paesi che hanno già introdotto l’obbligo vaccinale

·        In Gran Bretagna riaprono le scuole senza barriere

·        Dove viene somministrata la terza dose del vaccino Covid

·        Il governo inglese rinuncia a introdurre il green pass


La vita culturale ha ritrovato slancio: l’inaugurazione della nuova mostra-installazione di Marina Abramovic, in una ex birreria del East End, è stata un vernissage come non si vedeva da tempo, fra champagne, canapé e tipi artistici. E la stessa Abramovic, nonostante i suoi 74 anni, si mischiava senza esitazioni col pubblico accorso ad applaudirla. Anche i celebrati think tank, ossia i pensatoi della capitale, hanno abbandonato la modalità in remoto che li ha visti sopravvivere in tutti questi mesi e mandano inviti a raffica per incontri di persona con ministri e personalità politiche. Così come da Downing Street annunciano il ritorno dei briefing dal vivo con i giornalisti (anche se una portavoce ammette che loro non hanno mai potuto permettersi lo smart working: «Quando Boris ti chiama – sospira – non puoi rispondere su Zoom…»).

La City, ridotta l’anno scorso a una città-zombie, si sta ripopolando: Goldman Sachs, la banca d’affari, ha appena ordinato a tutti i suoi dipendenti il rientro in ufficio full time. E l’università di Oxford ha scritto agli studenti per annunciare che l’anno accademico che sta per prendere il via vedrà il ritorno «alle modalità pre-pandemia», ossia lezioni in presenza, niente mascherine né distanziamento e piena ripresa della vita di college. Pure nello studio di yoga che il vostro corrispondente frequenta, se fino ad agosto si entrava uno alla volta con la mascherina, adesso ci si accalca con un approccio molto poco zen.

D’altra parte, sui giornali le notizie sull’andamento del Covid sono praticamente scomparse: a volte bisogna sfogliare fino a pagina 14 e oltre per trovare qualcosa sul virus. Il tutto è una conseguenza del «liberi tutti» decretato dal governo Johnson lo scorso 19 luglio, quando è stata abolita ogni restrizione: sul momento, la mossa era stata criticata come un pericoloso azzardo, ma Boris sembra aver vinto la sua scommessa. Gli esperti e lo stesso governo ammettevano che, come risultato, i contagi sarebbero potuti schizzare fino a 100-200 mila giorno: ma invece si sono stabilizzati attorno ai 30 mila e soprattutto, grazie ai vaccininon c’è stata una ricaduta allarmante su ricoveri e decessi.

È anche per questo che il governo ha deciso di rinunciare all’introduzione del green pass per discoteche e grandi eventi, che era stata ventilata per la fine di questo mese (ma anche perché la misura difficilmente sarebbe passata in Parlamento: questo è un Paese dove non esistono le carte d’identità, considerate un attentato alla libertà personale, e dove non ti chiedono i documenti neppure quando vai a votare, perché lo ritengono un sopruso inaccettabile. Figuriamoci il green pass…). Inoltre verrà abolita la legislazione d’emergenza, incluso il potere di imporre nuovi lockdown o altre limitazioni.

Non che i timori siano svaniti, però: c’è chi paventa un autunno difficile, dove al Covid che continua a circolare potrebbe sommarsi una brutta influenza, col risultato di mettere a dura prova un sistema sanitario già spesso al limite delle sue capacità. Per cui il governo non esclude di poter reintrodurre le mascherine o il distanziamento sociale. Ma sono scenari ipotetici: la realtà, al momento, è che il Covid appare come un brutto incubo dal quale ci si è finalmente risvegliati.

 

Aggiornamento del 15 Settembre 2021:





Una brutta storia

 

Riguarda una persona a me molto cara, mamma di un magnifico bimbo di sette mesi, bello come il sole, forte come un leone e sempre sorridente ed estremamente empatico, le viene suggerito, da più parti, di vaccinarsi con il vaccino Pfizer.

Qualcuno le fa notare che ella sta ancora allattando e viene invitata, da più parti, a chiedere maggiori delucidazioni ai medici che le rispondono in coro: “Non solo lei può fare il vaccino, ma lo DEVE fare!!, per il bene del suo bambino”.

Lei lo fa e pochi giorni prima di fare la seconda dose, il suo piccolo viene ricoverato in codice rosso in un importante ospedale per bambini.

Ha la febbre altissima, diarrea, difficoltà respiratorie ed è disidratato, in tutta evidenza.

Una settimana di ricovero in ospedale, con la mamma che non lo lascia un minuto e poi, fortunatamente, lo dimettono.

Passano pochi giorni e il bambino, da poco tornato a casa, subisce il secondo ricovero ospedaliero con codice rosso: febbre alta, diarrea, difficoltà di respirazione, disidratazione.

Iter quasi identico alla prima volta.

Anche questa volta il bimbo che, in tutta evidenza, è fortissimo e che non ha mai avuto problemi di salute dalla nascita, torna a casa.

Diagnosi: bronco-polmonite virale presa nell’aria (in una città del sud, a maggio, e sempre attentamente coperto e curato dalla mamma in modo perfetto!).

 

Anche se qualcuno le suggerisce che, con molte evidenze, si tratta della reazione del piccolo al vaccino della madre, i medici, Interrogati, “escludono ciò al 100%”.

Passano tre mesi e, ad agosto, con temperature africane e sempre amorevolmente attenzionato dal papà e dalla mamma, il piccolo riceve un terzo ricovero ospedaliero, sempre con febbre 39/40 e sintomi simili alle altre due volte.

Diagnosi di questo terzo ricovero: “Otite acuta con nessun riferimento al vaccino fatto dalla mamma”.

 

Lei è una persona dall’animo buono e continua a dare tutta la sua fiducia ai suoi medici.

Io no. 

 






 

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giovedì 2 settembre 2021

Il mio prossimo seminario in Ungheria

Ecco la seconda parte dell’intervista che la collega ungherese Juhász Nóra ha redatto per presentare il mio seminario di Astrologia Attiva del prossimo sabato 18 settembre a Budapest. Il seminario sarà organizzato da Asztrológusok Magyarországi Egyesülete, in breve AME, l’Associazione degli Astrologi Ungheresi di cui è presidente Bogdán-Körmöczy Júlia. Per maggiori informazioni potete scrivere a: ame@asztrologusok.hu Il link per questo YouTube è: https://youtu.be/z5Ikh7mxg_o In quella occasione, come ho promesso loro, darò alcune anticipazioni su quella che potremmo chiamare la versione 2.0 del mio software Aladino che dovrebbe essere online tra ottobre e dicembre. Questa sarà un’anticipazione mondiale, solo per i partecipanti. In Italia darò queste notizie intorno alla metà di ottobre attraverso la piattaforma Zoom, prima che sui social. A presto. Per Tutti. Non è una notizia importante, ma vi invito a leggerla perché potrà spiegare, a qualcuno, il perché di un certo rumore di fondo che disturba, da qualche anno, l’Astrologia: http://ilblogperidepressi.wordpress.com/ For Everybody. It is not an important news, but I invite you to read it because it can explain, to someone, the why of a certain noise leading that disturbs, from a few years, the astrology: http://ilblogperidepressi.wordpress.com/ Buona Giornata a Tutti. Ciro Discepolo www.cirodiscepolo.it MyAmazonPage MyGoogleProfile Tutto il materiale contenuto in questo blog, testi, grafici e foto, rigo per rigo, è coperto da Copyright. È vietata ogni riproduzione parziale o totale senza previa autorizzazione dell’owner. Per vedere bene i grafici zodiacali e le foto, occorre cliccarci sopra: si ingrandiranno. Una bibliografia quasi completa di Ciro Discepolo: An almost complete bibliography of Ciro Discepolo: http://www.amazon.com/Ciro-Discepolo/e/B003DC8JOQ/ref=sr_ntt_s e http://www.programmiastral.com/download/bibliografia_completa_di_ciro_discepolo.xls

mercoledì 1 settembre 2021

Heil, Hitler!

 


In anteprima uno dei capitoli del libro sul Covid a cui sto lavorando.

 

Heil, Hitler!

Ho intitolato questo capitolo Heil, Hitler! per riferirmi a tutti gli aspetti sociali, politici, culturali, etici e filosofici della pandemia intesa come fenomeno.

Senza nessuna pretesa di parlare ex cathedra - ma anzi, proprio nell’ottica di alimentare il dibattito combattendo la tendenza al pensiero unico - possiamo affermare che questa pandemia non ha colpito solo i corpi delle persone, ma anche le menti. Elemento questo drammatico alla luce di quanto una situazione così complessa, nell’accezione più positiva del termine, richieda che vengano gettati in campo quanti più punti di domanda possibile al fine di essere analizzata. Cercherò per questo di fare menzione dei binari prestabiliti su cui il pensiero di molti, in assoluta buonafede, e di alcuni, in malafede, si è appiattito.

Partirei da un ricordo, da un personale Amarcord, molto attinente a quanto sto scrivendo. Una memoria con una data precisa, situata tra il 1968 e il 1970. Vissi a vent’anni il movimento del sessantotto a trecentosessanta gradi, con tutto l’entusiasmo giovanile e il trasporto che l’epoca mi infondeva. Rammento in particolare un cineforum presso i Padri Barnabiti dell’Istituto Denza a proposito del film di Buñuel, La Via Lattea; pellicola nella quale, tra le altre cose, si scorgeva un seno nudo. Non appena partì il dibattito, un signore con aria abbastanza autoritaria prese il microfono, annunciò le sue generalità, si dilungò sui punti salienti del suo curriculum vitae, non risparmiandosi tutta una serie di dettagli sulle cose di cui era esperto o professore, impiegando una buona mezz’ora. Finito che ebbe con questa presentazione così prolissa, annunciò senza mezzi termini che il film era una vera schifezza, oltre che volgarmente osceno. Io chiesi subito la parola per replicare, e dissi, tra la costernazione dei molti e gli applausi dei più giovani, che se solo il professore si fosse preso la briga non dico di conoscere meglio Buñuel, ma soltanto di guardare il film con meno pregiudizi, avrebbe forse compreso la metafora del cammino millenario della Chiesa nella società che la pellicola voleva rappresentare. Questo era il clima del sessantotto.

Sempre di quell’epoca ricordo il mio periodo al CNR - ero responsabile del laboratorio di misure elettroniche all’Istituto Motori di Napoli - in cui io facevo anche parte, assieme a pochi altri, del direttivo sindacale della CGIL Scuola, Università, Ricerca. A quel tempo eravamo non solo comunisti, ma comunisti cinesi, e ci definivamo marxisti-leninisti. Anzi, io, per la precisione, mi dichiaravo bordighista, ovvero seguace di Amedeo Bordiga, uomo più a sinistra di Trockij, l’uomo dell’estrema sinistra della Rivoluzione russa. Non nascondo che, ai tempi, mi macchiai di alcune cose alquanto scellerate, negando, nelle varie assemblee, la parola ai cosiddetti borghesi, dando loro dei fascisti. Questo per dire quanto io riconosca i pericoli dei comportamenti antidemocratici in cui anche io incappai, con la sola scusante della gioventù e del periodo storico particolare, pieno di privilegi ingiustificati che favorivano queste ribellioni.

Voglio ricordare ancora, poco tempo dopo questi eventi, la mia partenza per il servizio militare. L’obbligo di leva avrei potuto in realtà procrastinarlo a dopo la laurea - mi ero all’epoca iscritto a Fisica - ma non avevo intenzione di trovarmi a venticinque anni sotto le armi. Nutrivo un vero e proprio odio nel cuore verso questa coercizione per poter convivere tanto a lungo con questa incombenza. Feci dunque domanda e partii come aviere semplice in un reparto di Latina, dove conobbi un amico con il quale siamo tuttora in ottimi rapporti. Tra me, che sono ed ero un divoratore di libri, e lui, professore di filosofia, era possibile trascorrere anche sette, otto, dieci ore a parlare, dando vita a conversazioni meravigliose. Anche il comandante cercava di discutere animatamente con noi, trovandosi però spesso all’angolo di fronte alle nostre argomentazioni più audaci. A quel punto al comandante non rimaneva che richiamarci all’attenti, ponendo solo in questo modo fine alle discussioni, ingannandosi di aver vinto la disputa.

Questa atmosfera di tensione, e questi rapporti di forza sbilanciati tra il potere dell’autorità e quello delle argomentazioni, è lo stesso che sto vivendo ora, mentre assisto impotente a questi pseudo dibattiti televisivi in cui rivedo lo stesso clima di quegli anni. La stampa è ormai del tutto allineata su un solo pensiero, una sola ortodossia, come se in edicola uscisse un giornale unico, al netto delle piccolissime differenze politiche. Perfino le proprietà e le emittenti più storiche hanno spezzato ormai il loro legame secolare di appartenenza agli schieramenti politici, parlando a una sola voce. Questo mi crea rabbia e sconforto, ma anche ribrezzo. Quello che aveva previsto Orwell nel suo celebre 1984 si è realizzato in tutto e per tutto, in uno scenario molto simile a quello del romanzo Fahrenheit 451 in cui i pompieri, invece di spegnere gli incendi, rastrellavano le case per bruciare libri. L’assenza di pluralismo implica l’assenza di democrazia, in un sistema sempre più votato al business per il business, e sintetizzato nelle proverbiale espressione di Falcone Seguite il denaro.

E dove ci porta il denaro? A cifre ingenti, in miliardi di euro, spese per le campagne vaccinali, che promettono di aumentare in misura esponenziale già il prossimo anno, per mezzo del sistema delle certificazioni sanitarie e dei richiami annuali. Un business che promette di essere il più grande della storia, senza paragoni con nessun tipo di affare lecito o illecito (e maggiore, ad esempio, di quello delle armi o di tutti i giri d’affari illegali messi insieme).

Come tutti sanno, io sono di indirizzo junghiano, ma voglio fare un riferimento a un testo, La psicologia di massa del fascismo, nonostante l’autore, Wilhelm Reich, sia noto per aver addirittura esasperato il pensiero di Freud. In quel libro, in modo del tutto lucido e saggio, veniva messo in evidenza come per le masse sia molto più riposante demandare il compito di pensare, e di decidere, a un dittatore, piuttosto che assumersi la responsabilità di fare, e pensare, e capire, di testa propria. E questa è senza dubbio una spiegazione corretta dei larghi consensi popolari di cui le dittature hanno beneficiato, anche quando proponevano soluzioni del tutto folli e criminali.

Questa però non può essere l’unica spiegazione. Ne vedo all’orizzonte una molto più meschina. Quella di un sistema che fa apparire, sfruttando tutto l’apparato di direttori e redattori di televisione e giornali, come ridicolo o complottista chiunque non si allinei al pensiero unico.

Siamo così al nocciolo della questione: la democrazia dovrebbe consistere nella possibilità di contrapporre a un’idea qualsiasi altra idea, stabilendo chi ha ragione e chi ha torto liberamente, e solo in base a un dibattito aperto.

Questo oggi, chiaramente, non avviene. Anche in trasmissioni solitamente controcorrente, medici che hanno soltanto tentato di fare dei distinguo non sul vaccino, ma sulle varie tipologie di vaccinazione, sono stati costretti a tacere, dopo essere stati attaccati in contemporanea, senza alcuna possibilità di un contraddittorio. E ancora lo stesso Andrea Crisanti, che nella primavera 2021 lamentò la penuria dei dati a disposizione sulla campagna vaccinale, fu criticato aspramente a reti unificate, fino a quando egli stesso non rettificò la sua posizione.

La perdita della nostra libertà motoria, che ci ha impedito e ci impedisce di muoverci e di viaggiare - limitandoci enormemente - passa addirittura in secondo piano rispetto alla perdita del diritto di esprimere la nostra opinione. Perfino sui social un sistema preciso di controlli e censure sospende o blocca il mio account non appena scrivo un riferimento alla campagna vaccinale o al ministro di turno.

La televisione non ci ha nemmeno mai offerto un confronto aperto tra scienziati, limitandosi a contraddittori tra giornalisti, senza coinvolgere personalità del calibro di Giulio Filippo Tarro, o Luc Montagnier, premio nobel per la medicina e scopritore dell’HIV, se non per ridicolizzarli.

Tutto questo non credo possa essere definito Scienza. Per Scienza dovremmo invece intendere, a titolo di massimo esempio, lo studio che fece Keplero per calcolare le orbite di Marte, spingendosi alla sensibilità della terza o quarta cifra decimale, che ancora oggi rende possibile l’invio di sonde sul pianeta rosso. Un lavoro del tutto verificabile, e passato alla prova dei fatti senza margini di errore. Una sola svista in quelle formule, infatti, non permetterebbe oggi l’approdo di robot intelligenti così lontano.

Le dichiarazioni giornaliere a cui assistiamo, spesso in palese contraddizione o smentite nel giro di poche ore a proposito dell’immunità di gregge o della persistenza degli anticorpi, vanno invece in aperto contrasto con l’onere della prova, che dovrebbe essere - ed è - un principio non derogabile. E lo stesso Odifreddi, personalità molto lontana dal mio modo di vedere il mondo, ha definito questo dibattito più vicino a un congresso di filosofi che non a un consesso di scienziati. Allo stato attuale basta che il giornalista di turno usi il nome della Scienza come totem, con fare dogmatico e religioso, per soffocare ogni spunto critico sul nascere.

Gli esempi fin qui esposti dimostrano i modi in cui impediscono oggi a ciascuno di dire la propria. E anche io, che non sono un no-vax, non avrò mai la possibilità di spiegare perché ho scelto di vaccinarmi a Dubai con una inoculazione tradizionale a mezzo di un virus morto, fedele al principio omeopatico con cui sono nati tutti i vaccini della storia: similia similibus curantur. Attraverso etichette come no-vax, terrapiattista, complottista, riescono a censurare la libertà di pensiero sancita dalla nostra Costituzione, senza nemmeno dover ricorrere all’olio di ricino.

 




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Ciro Discepolo

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mercoledì 11 agosto 2021

Ravello, il mito continua.

 



Ravello, il mito continua. 

 

Per noi (per me e per mia moglie) era il nostro quarto Concerto dell’Alba nella splendida cornice di villa Rufolo.

Impropriamente qualcuno tenta impossibili parallelismi, anche solo teoricamente parlando, con altre manifestazioni “analoghe” nel mondo, ma il Concerto dell’Alba, a Ravello, nella notte di San Lorenzo, resta un must assoluto nel mondo che tutti dovrebbero poter ammirare almeno una volta nella vita.

In questa riuscita edizione, curatissima in ogni dettaglio (Covid e non Covid) dal presidente Diomede Falconio e dal direttore Maurizio Pietrantonio, l’orchestra giovanile Luigi Cherubini, diretta da James Conlon, ha eseguito, per circa ottanta minuti, brani di Beethoven (sinfonia numero 8 in fa maggiore e sinfonia numero 6 in fa maggiore) di fronte ad un foltissimo pubblico (ma nel rispetto del distanziamento Covid-19) di melomani e non e, soprattutto, sullo sfondo di uno dei panorami più mozzafiato del mondo impreziosito dal sorgere del sole in chiusura di concerto.

Se siete interessati, muovetevi immediatamente per prenotare l’edizione 2022.

 

 

Altre foto nei prossimi giorni.



Ravello, the myth continues.


For us (for me and my wife) it was our fourth Dawn Concert in the splendid setting of Villa Rufolo.

Someone improperly tries impossible parallels, even if only theoretically speaking, with other "similar" events in the world, but the Concert of the Dawn, in Ravello, on the night of San Lorenzo, remains an absolute must in the world that everyone should be able to admire at least once in life.

In this successful edition, with great attention to every detail (Covid and not Covid) by president Diomede Falconio and conductor Maurizio Pietrantonio, the Luigi Cherubini youth orchestra, conducted by James Conlon, performed, for about eighty minutes, pieces by Beethoven (symphony number 8 in F major and symphony number 6 in F major) in front of a very large audience (but respecting the Covid-19 spacing) of music lovers and non-music lovers and, above all, against the backdrop of one of the most breathtaking views in the world embellished by the rising of the sun at the end of the concert.

If you are interested, move immediately to book the 2022 edition.

More photos in the coming days.


















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venerdì 16 luglio 2021

Una delle mie Rivoluzioni Solari Mirate più difficile di tutta la vita. One of my hardest Aimed Solar Returns of my life.

 



In oltre mezzo secolo di viaggi di compleanno, ho percorso tragitti ben più difficili di questo.

Ma quando si combatte con la burocrazia, non c’è nulla di più difficile al mondo.

Il mio target per il compleanno 2021 era Stony Rapids, in Canada, località difficilissima da raggiungere perché occorrevano cinque voli all’andata e cinque voli al ritorno con una spesa, solo degli aerei, superiore ai 3000 euro. Inoltre le ultime due-tre tratte, sia in una direzione che nell’altra, erano servite da piccoli aeromobili con pochi posti a bordo, ragion per cui ero stato costretto ad acquistate tutti i voli già diversi mesi fa e, quando pochi giorni or sono, il governo canadese ha fatto sapere che non avrebbe riaperto alcunché prima del 21 luglio, ho perso la speranza sia di recarmi lì che di riavere il denaro già pagato.

A questo punto ho avviato la ricerca per l’opzione B, Hong Kong, con Giove a zero gradi dal MC e Plutone in Ottava Casa, ma con Urano in 12^ Casa.

Il Consolato Generale Cinese in Italia si trova a Milano, ma ogni volta che chiamavo, mi lasciavano in linea e poi non mi rispondeva alcuno. Quindi mi ci recai di persona e trovai tutto chiuso. Approfittando del fatto che in quel momento un fattorino DHL stava consegnando un pacco, parlai con una signora cinese che aprì il portone. Lei non parlava italiano e neanche inglese e sembrava più un’addetta alle pulizie che una custode. Ne nacque un movimentato tentativo di conversazione cinese-italiano-napoletano, con anche strilli da parte della donna che, infine, più attraverso i miei gesti di mani e braccia, capì che avevo bisogno di un indirizzo email che sul sito non compariva: me lo diede e andai via. Solo diversi giorni dopo scoprii che si trattava di una società privata di Milano, quasi sotto casa mia, che faceva da interfaccia con il vero consolato cinese che credo sia tutto in patria in questo momento…

Da questo contatto appresi che “nessuno” poteva entrare in Cina in  questo periodo. Però io mi lessi le molte carte in inglese a cui mi avevano indirizzato e scoprii che solo per gli investitori c’era la possibilità di un visto di pochi giorni. In effetti io sarei un investitore perché potrei decidere di pubblicare uno dei miei libri in Cina. Dunque iniziai una pratica lunghissima a cui, su loro richiesta, allegai anche foto in un formato strano, decine e decine di pagine di “referenze” e tanti documenti ancora. Daniela mi aiutò molto e lavorammo notte e giorno per una settimana per preparare tutto ciò. Allegai perfino un libro stampato di 130 pagine A4 con mie note bio-bibliografiche.

Dopo tutto ciò, i signori cinesi di Milano, assai gentili, ma assolutamente impotenti rispetto alla mia richiesta, mi comunicarono che l’unica mia chance era di mandare lo “sponsor” (il cittadino originale di Hong Kong che mi invitava e con cui avrei tentato di avviare l’impresa commerciale), di persona, all’ufficio immigrazione di Hong Kong.

Cercai dei colleghi/colleghe astrologi in rete. Ne trovai tre. Una non mi rispose mai. Una seconda mi rispose dicendo che non era disposta e un terza si disse entusiasta, chiedendomi anche di tenere un seminario per il suo gruppo di studio.

La poverina, gentilissima, si recò di persona e lì le dissero che avrebbero potuto esaminare la pratica, redatta in modo diverso, ma poi sarebbero occorse 6-8 settimane per conoscerne l’esito. Purtroppo io non avevo 6-8 settimane di tempo e abbandonai anche quella strada.

Ma non il proposito di essere a Hong Kong di transito, senza uscire dall’aeroporto e solo per le ore del mio compleanno. Daniela studiò tutte le possibilità esistenti e anche quelle non esistenti.

Alla fine ci sembrò di averne trovata una: Milano-Dubai-Bangkok-Hong Kong e Hong Kong-Bangkok, Dubai, Parigi, Milano: restando tre giorni quasi sempre in volo, la cosa sembrava possibile, ma ci fu un “MA” grosso come un palazzo: di transito non si può restare più di 24 ore e il nostro transito durava 26 ore…

Provammo con tutte le compagnie aeree del mondo, anche la Finnair che ha un volo Helsinki-Hong Kong diretto, ma non ci furono possibilità e dopo una settimana di ricerche, dovemmo abbandonare.

La mia opzione C era un transito ad Abu Dhabi in direzione delle Maldive, ma con un rischio grosso come una casa: Urano non era in cuspide tra la Prima e la Seconda solo per 8’; 2°38’. Se fosse caduto in cuspide mi sarei preso tre astri tra 12^ e Prima Casa e avrei fatto la frittata…

A me occorreva, seppure attuando una RSM di cui non ero per nulla entusiasta, una località a metà strada tra Abu Dhabi e Doha, ma, sfortunatamente, entrambi questi aeroporti permettevano il solo transito e non l’ingresso nel Paese.

Allora tentai con l’opzione D: riuscire ad ottenere, tramite un amico influente, una visa per entrare in Arabia Saudita, uno dei paesi al mondo più difficili per avere un visto…

L’amico, assai generosamente, si mosse con estrema velocità e potere e, in pochissimi giorni mi procurò il visto con cui avrei dovuto fare un volo diretto Milano-Riyadh, che esiste, e poi procedere a mezzo di circa otto ore di auto, attraversando tutto il deserto dell’Arabia Saudita, per giungere alla cittadina di Al Batha, praticamente al confine tra Arabia Saudita, Emirati Arabi di Abu Dhabi e Qatar.

La cosa mi preoccupava molto perché in otto ore di auto a fianco a centinaia di pozzi petroliferi, mi avrebbero potuto fermare numerose volte, seppure io fossi munito di un pass regolare.

Inoltre, con la mia ultrasensibilità alla luce, fare otto ore di viaggio con la luce solare del deserto che riesce ad entrare anche all’interno degli pneumatici…

 

Improvvisamente, poche ore prima della mia partenza, finalmente ci fu un piccolo colpo di scena positivo che mi permise di attuare l’opzione E (F, se consideriamo anche Hong Kong come solo transito): rileggendo gli aggiornamenti continui di “Viaggiare sicuri a cura della Farnesina”, scoprii che gli emirati di Abu Dhabi avevano aperto all’Italia, anche se con strettissime norme di voli “Covid free”.

 

E così ho fatto, seppure con enormi timori dato che nelle ultime ore trascorse a Milano c’è stato un crescendo di altri paesi che chiudevano e si minacciava anche la chiusura dell’Italia verso l’estero.

A questo punto, per non lasciare nulla al caso, sono partito l’altro ieri, 14 luglio, alle 10.10 del mattino, con largo anticipo rispetto al mio return, con un ottimo volo Etihad, quasi completamente vuoto, e in sei ore sono giunto ad Abu Dhabi dove ho trovato una organizzazione straordinaria, efficiente e gestita da persone competenti e gentilissime.

Chiaramente io giungevo con un tampone PRC classico fatto poche ore prima di partire e che attestava la mia negatività al Covid-19.

Superati i controlli di polizia, rapidissimi e cortesi, venivo sottoposto a un nuovo tampone Covid rapido che in soli cinque minuti confermava il mio buon stato di salute e mi lasciava uscire dall’aeroporto dove noleggiavo una limousine che in due ore mi portava in un hotel di Al Ruwais, praticamente a metà strada tra Abu Dhabi e Doha, vicinissimo al punto, in territorio saudita, Al Batha, dell’opzione D.

La limousine era necessaria perché viaggiare con i vetri tutti oscurati è importantissimo per non perdere la vista. Inoltre l’aria condizionata funzionante a pompa non era solo un accessorio.

Se poi consideriamo che ho pagato l’equivalente di circa 100 euro per un viaggio del tipo Napoli-Roma, allora…

Ovviamente, per questa opzione E, lontanissima da tutto quanto desideravo mettere in pratica nella opzione A, non ho potuto fare un discorso di cuspidi come solitamente faccio e ho solo potuto evitare Marte in Sesta (a Doha) e Urano in Prima (ad Abu Dhabi).

 

Questo per me significa “provarle tutte e senza arrendersi mai!”, prima di dichiararsi sconfitto e andare ad Otranto o a Ventimiglia come fanno in tantissimi… sarebbero occorse 6-8 settimane per conoscerne l'ero che avrebbero potuto esaminare la pratica, redatta in modo diversa






Aggiornamento del 18 Luglio 2021. Lettera di Daniela Boscotrecase Discepolo alla nostra ASL di competenza a Milano e anche ad alcuni organi di stampa:

Gentile Direttore, 

io e mio marito siamo stati contagiati dal COVID  il 13 gennaio e guariti io il 28 gennaio e lui il 26 febbraio.
A seguito di ciò quando non vi era ancora disponibilità di vaccini in Italia, per seguire le raccomandazioni della Sanità nazionale e regionale, abbiamo avuto la possibilità di recarci  a Dubai dove su consiglio di più medici di nostra fiducia in data 26 aprile e 17 maggio, abbiamo ricevuto due dosi di vaccino Sinopharm per il quale abbiamo regolari certificati rilasciati dal governo degli Emirati Arabi Uniti.
Attualmente ci troviamo nella condizione che da pochi giorni è scaduto il Green Pass di avvenuta guarigione che avevamo ottenuto in data 2 luglio, la cui durata è stata di soli 12 giorni,  ma non ci viene riconosciuto il vaccino ricevuto, il quale  pur essendo stato accettato dall'OMS, utilizzato da milioni di persone, viene ancora ignorato dall’EU.
Pertanto ci troviamo in una condizione di limbo nella quale non possiamo fare un altro vaccino perché sarebbe pericolosissimo per la nostra salute e nel contempo rischiamo, con le nuove disposizioni che verranno decise a breve, per le quali in nessun caso si parla di possibilità di green pass ottenuto attraverso un test sierologico che attesti la presenza di anticorpi,  di non potere avere quelle libertà di cui possono godere le persone  che sono nella condizione, come noi, di avere sviluppato anticorpi ancora attivi e di non poter nuocere in alcun modo alla comunità.
Di tutto il gran parlare che si fa intorno al “green pass”, infatti, a nessuno viene in mente che nella nostra condizione, per diversi motivi, si trovano tantissime persone, che potrebbero vedersi private delle proprie libertà personali senza che ci sia il rischio che possano arrecare alcun danno alla comunità? Nessuno prende in considerazione la eventualità di ottenere la libertà di circolare a seguito di un referto di un test sierologico che attesti di avere ancora, a qualunque titolo, una forte presenza di anticorpi, gli stessi anticorpi generati dai soli vaccini riconosciuti? Ciò potrebbe dipendere da interessi economici della Comunità Europea a discapito di altri, comunque utilizzati su larga scala in altri paesi e riconosciuti dall'OMS?
Oltre ciò c'è anche da dire che non riconoscere il diritto di circolazione alle persone vaccinate con altri vaccini, penalizza enormemente l'economia del paese, basti pensare ai milioni di cittadini cinesi ed arabi e russi che potrebbero con la loro presenza "covid free" risollevare il comparto turismo e beni di consumo.
È facile puntare il dito su chi non è "ufficialmente" vaccinato, ma, nel caso appena descritto, è davvero difficile credere che la priorità sia la tutela della salute della comunità anziché interessi economici e politici.
La ringrazio per l'attenzione e se  vorrà sensibilizzare le istituzioni su questo aspetto.

Daniela Boscotrecase Discepolo

Alcuni dei documenti allegati:















Aggiornamento del 19 luglio 2021

Questa è la risposta del DIPS: non la trovate meravigliosa?

 


 

A mio modo di vedere, essa dice:

 

 

1) All’Organizzazione Mondiale della Sanità sono dei dilettanti allo sbaraglio, fanno le formelle su banchetti improvvisati per strada e non sono all’altezza dei nostri scienziati italiani ed europei.

2) Gli scienziati russi e cinesi sono di serie B e ci fanno un baffo.

3) Voi che avete deciso, su parere dei vostri medici di fiducia, di fare il vaccino considerato meno dannoso al mondo, adesso FOTTETEVI! E, se vi metterete in fila per fare tre vaccini Pfizer o AstraZeneca o Johnson&Johnson, forse il prossimo anno vi daremo un passaporto vaccinale.

4) Intanto beccatevi un tampone PRC ogni due giorni se volete uscire e partecipare a eventi pubblici, spettacoli e quant’altro.

5) Prendetela come lezione e ricordate che il Grande Bracchetto, come la Sfinge, non sbaglia mai e se vi “ordina” quando, dove e con chi fare il vaccino, farete bene a ubbidire sempre in futuro.

Credo che chi ha redatto tale documento, avrebbe voluto aggiungerci anche una manina con il dito dritto e verso l’alto, ma si è voluto moderare.

Io e Daniela speriamo ci sia presto una Norimberga 2.0 e che moltissime persone, dopo di ciò, saranno inviate a pascolare le pecore per il resto della loro miserabile vita. 

 

Questo spazio è ancora libero e senza censure e qui continuerò a scrivere contro questa associazione a delinquere organizzata a livelli mondiali.


Aggiornamento del 25 Luglio 2021

Per intercessione di Gesú Bambino

 Se volete, ascoltate qui:


http://www.programmiastral.com/download/blog25072021.avi 

 







Aggiornamento del 30/7/2021

Vittorio Carità viene trovato morto, in un lago di sangue, nella sua casa napoletana, pochissimi giorni dopo il suo cinquantanovesimo compleanno

Lo stellium in Ottava, con Marte Sole e Mercurio (Marte e Mercurio in cuspide) e la stretta congiunzione Marte-Venere, sulla cuspide Ottava-Nona, che rimarca il suo Marte di nascita in Nona, fanno pensare a una morte violenta causata da un/una straniero/straniera.

Grande cordoglio nella sua città, soprattutto tra i molti amici artisti.
Io lo conobbi molti anni fa.






AGGIORNAMENTO DEL 4 AGOSTO 2021

I due visti più difficili del mondo li ho ottenuti, adesso lavorerò a quello dell’Italia e allora, forse, potrò stare un po’ più tranquillo per 12 mesi...








Questa mattina ho ritirato alla BIP2 di Milano, la mia agenzia di fiducia, il visto valido 12 mesi con il quale posso entrare e uscire dalla Russia (tutta) in ogni giorno del prossimo anno e senza preavviso, presentandomi direttamente all'imbarco a Malpensa o dovunque io mi trovi.


L’altro documento difficilissimo da ottenere, come vi avevo già comunicato, l’ho ottenuto poche settimane fa tramite un caro amico di Riyadh.


La Russia e l’Arabia Saudita sono stati, nei decenni scorsi, i due visti più difficili da ottenere al mondo.


Oggi, invece, l’Italia primeggia anche in questo, oltre che nel medagliere olimpico.


Infatti, qui da noi, abbiamo statisti di prim’ordine, come Mr. Hope, che riescono a renderci la vita più difficile che in qualsiasi altra parte del mondo.
Infatti è proprio di oggi una dichiarazione dell'industriale Riccardo Illy su tale tema:


“Vaccinato con ReiThera, non mi danno il Green Pass. Così non posso lavorare”.


E lo stesso dicasi per centinaia (o migliaia?) di lavoratori e lavoratrici russi che operano nel nostro paese e che, avendo fatto il vaccino Sputnik, adesso risultano fuorilegge (e così anche i loro datori di lavoro).


In TV, H24, su tutte le reti (o quasi) si continua lo sporco lavoro di lavaggio del cervello in cui, invece di dire come stanno veramente le cose per migliaia di cittadini come me, come mia moglie, come i coniugi Illy e migliaia di altre persone, si finge di non capire quale sia il problema reale e si continua a dire che “NOI” siamo tutti “no green pass” e quindi tutti complottisti, no-vax, irresponsabili e vigliacchi, nonché stupidi, terrapiattisti e anche un po’ ricchioni...


Questa mattina, quando ho ritirato il mio passaporto con il visto russo ottenuto in pochissimi giorni, ho scambiato qualche chiacchiera con il titolare dell’Agenzia.
“Le risulta che pur essendo stata riaperta la Russia è difficilissimo andare lì?”.
“Ma quando mai! Noi stiamo consegnando visti in quantità industriale...”.




AGGIORNAMENTO DEL 6 agosto 2021.

ESTATI MILANESI: CANDLELIGHT E TANTA MUSICA SUPERBA!

Candlelight: un evento musicale davvero speciale 🕯
I concerti Candlelight, a lume di candela, si svolgeranno nella meravigliosa Casa Cardinale Ildefonso Schuster. Un’occasione unica per ascoltare la musica classica in un luogo da favola.

Le colonne sonore di film magici a lume di candela, Vivaldi, Chopin, Bach e tanto altro. Dopo aver ottenuto un enorme successo in tutto il mondo – in città come Parigi, Barcellona e New York – l’evento Fever Original è arrivato a Milano!


Foto di Ciro Discepolo


























Per Tutti. Non è una notizia importante, ma vi invito a leggerla perché potrà spiegare, a qualcuno, il perché di un certo rumore di fondo che disturba, da qualche anno, l’Astrologia:

http://ilblogperidepressi.wordpress.com/ 

For Everybody. It is not an important news, but I invite you to read it because it can explain, to someone, the why of a certain noise leading that disturbs, from a few years, the astrology:

 http://ilblogperidepressi.wordpress.com/ 

 

Buona Giornata a Tutti.

Ciro Discepolo

www.cirodiscepolo.it  

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Una bibliografia quasi completa di Ciro Discepolo:

An almost complete bibliography of Ciro Discepolo: http://www.amazon.com/Ciro-Discepolo/e/B003DC8JOQ/ref=sr_ntt_s 

e

http://www.programmiastral.com/download/bibliografia_completa_di_ciro_discepolo.xls