domenica 26 giugno 2022

Poche riflessioni sul catering “napoletano” di Milano




Sono andato a mangiare la pizza nel locale di Flavio Briatore e…

Ph. Ciro Discepolo

 

Premetto che in tale materia (quella delle recensioni dei ristoranti) mi considero un qualunque avventore del “Bar dello Sport”, ma pensante, e pertanto non mi farò coinvolgere dalla febbre nazionale di assegnare voti con la matita rossa e blu come sono tentati di fare quasi tutti i miei connazionali.

Penso, tuttavia, di poter scrivere poche cose e di poterlo fare sorretto anche da buon senso.

Come mi insegnò, tanti tanti anni fa, qualcuno che amavo molto, il test più importante, per me, è stata “la notte dopo degli esami”: trascorsa dormendo bene, digerendo benissimo e senza avvertire sete. 

E tale primissimo dato non mi sembra affatto scontato o secondario.

Ci aggiungo che la pizza mi è piaciuta e che l’ho mangiata tutta.

Non sono affatto un esperto e mi limito a poche osservazioni da consumatore che legge anche tanto.

Condivido quanto ho letto e ascoltato in questi giorni; anche secondo me i due punti fondamentali della “Crazy Pizza” sono: l’assenza totale (o quasi) di lievito, che la rende leggerissima, sia durante la degustazione che nel dopo cena, e la cottura in forno elettrico, particolare che potrebbe preludere a un tentativo imprenditoriale da sviluppare in ogni parte del mondo a mezzo di un apposito marchio.

La pizza si presenta sottilissima, praticamente senza cornicione, ma senza neanche bruciature, su cui – ne sono certo – sono “atterrati” buoni ingredienti DOP, a cominciare dall’olio.

Il basilico, poverino, era rappresentato da una simbolica e piccolissima foglia centrale.

Il raffronto con le più blasonate cugine dirette o indirette non è solo possibile, ma assolutamente ineludibile.

Come già detto fino alla noia, da quasi ogni osservatore, Briatore compreso, il paragone con la pizza napoletana non esiste: ritengo non ci sia alcun grado di parentela fra le due.

E lo stesso dicasi relativamente alla cuginanza con altri prodotti blasonati del milanese: la giustamente super-citata di Cracco e la buonissima di Crosta, entrambe focacce non buone, ma squisite, e che non hanno alcun grado di parentela con prodotti del tipo pizza di Enzo Coccia (che docet in materia) o manufatto di Ciro a Mergellina, di Sorbillo o di altri celeberrimi brand partenopei.

Le due “milanesi” sono alte, altrettanto soffici, con abbondante cornicione, con mozzarella di bufala in pezzi, visibile, e non resa liquida (ultimamente Cracco ha sostituito quest’ultima con la burrata, ma credo sia stato un incidente di percorso), profumatissime, con basilico e altrettanto gustose.

A mio parere la Crazy Pizza assomiglia moltissimo al trancio che è possibile gustare a Manhattan per mano dei portoricani: e ciò non vuole essere assolutamente un’offesa! Anche a New York, come a via Varese 1, sono tutti convinti di essere stati loro a inventare la pizza (ma Donatella Mattozzi, da ricercatrice, ha fatto giustizia su ciò). Personalmente, ogni volta che torno nella Grande Mela, non volendo spendere cento dollari per una bistecca, in uno dei moltissimi ristoranti italiani di Times Square o della 42esima strada, essendo assai “ripetente”, vado a mangiarmi la pizza dei portoricani che, secondo me, è la più buona di tutte a quella longitudine del mondo e che assomiglia tantissimo al prodotto del Flavio nazionale.

E sul prezzo? Non trovo alcunché di scandaloso far pagare innanzitutto la location: se vi sedete in quello scrigno meraviglioso di architettura arte e storia che è la “Galleria” di Milano, oppure se vi prendete una pausa nel cuore della movida meneghina, esattamente all’angolo con largo la Foppa e corso Como, poi non potete pretendere di pagare lo stesso che in via Bellotti (Pizzeria Crosta, NdR)…

E allora?

Allora niente. Non mi farò coinvolgere in questa presunta gara sulla “lunghezza del pene” che sta infiammando gli animi di tanti miei concittadini: questa è soltanto la cornice strumentale per un’ottima operazione di marketing.

Poi, ognuno mangerà tutte le pizze del mondo che più gli aggradano. Non ultima quella che si può consumare a pochi metri da lì e a pochi metri dal Duomo, presso “Sophia Loren”, il ristorante appena aperto da Gennarino Esposito (“La Torre del Saracino” di Vico Equense!!) e da Francesco Martucci, “Numero 1 per 50 Top Pizza 2019, 2020 e 2021”…

Buon appetito a Tutti.

 





 

 Viva Gennarino Esposito!

Ovvero: restando in tema di catering “napoletano” a Milano.

Ph. Daniela Boscotrecase Discepolo





 


E siamo stati anche qui, a due passi dal Duomo e da piazza Cordusio, al Ristorante Sophia Loren, creatura di tre stelle di prima grandezza nel firmamento italiano, che poi significa mondiale, o galattico, che dir si voglia…

Infatti, già nell’introduzione del sito web https://www.sophialorenrestaurant.com/

leggiamo:

Le pizze nel menù sono state firmate da Francesco Martucci, miglior pizzaiolo d’Italia 2020 con il locale ‘I Masanielli’ a Caserta, la cucina da Gennarino Esposito, chef con due stelle Michelin patron del ristorante Torre del Saracino, a Vico Equense, e la pasticceria da Carmine di Donna miglior Pastry Chef 2020 per Identità Golose e 2019 per il Gambero Rosso

 

E, chiosando Peppino De Filippo, potremmo aggiungere:

“E abbiamo detto tutto!”.

Ma c’è molto di più. Per comprendere cosa sia la ristorazione nel capoluogo lombardo, farò riferimento a due ricordi in particolare.

Un anno prima di trasferirmi con Daniela qui, per viverci, nel segmento di vita che mi riguarda ancora, venni a Milano per una Rivoluzione Lunare e cenai a Brera in quello che un tempo fu il mio ristorante preferito e che oggi non c’è più: “L’osteria di Brera”.

A fine cena, simpaticamente, lo Chef, un simpatico mio corregionale di Nola, venne a sedersi a fianco a me per scambiare due chiacchiere:

 

“Le è piaciuta la cena a base di pesce?”.

“Moltissimo, e non avevo dubbi: le recensioni erano univoche. E poi, con il cuoco di Nola…”.

“Sì, ma c’è dell’altro…  Lei sa perché a Milano c’è il migliore pesce d’Italia e di gran parte del mondo?”.

“No”.

“Perché c’è un accordo tra i pescatori di Mazara del Vallo, riuniti in cooperative, è i mercati generali di Milano: tutto il pesce, TUTTO, che viene pescato durante la notte, sempre durante la notte, giunge qui a mezzo di aerei cargo-frigoriferi che permettono di farlo trovare in centinaia di cucine di ristoratori milanesi già per il pranzo delle 12…”.

“E sapete (intanto aveva iniziato a darmi del voi – come si fa da noi, in segno di cortesia –) perché le cooperative di pescatori di Mazara del Vallo…

 

Parentesi, dal sito https://www.ristorantedapiero.info/pesca-a-mazara-del-vallo:

 

Mazara del Vallo, cittadina costiera in provincia di Trapani, è da sempre inestricabilmente legata allo splendido mare siciliano al quale deve la sua storia millenaria.

La città ospitava già un importante porto in epoca fenicia e con il trascorrere dei secoli non ha mai smesso di coltivare la sua antica tradizione marittima e pescivendola, tanto che oggi è sede della più importante flotta peschereccia del Mediterraneo: ben 400 motopescherecci di grandi dimensioni che si occupano di pesca d’altura.

La grande svolta nella tecnica di pesca è avvenuta negli anni Venti e Trenta del Novecento, quando i pescatori locali hanno saputo sfruttare le potenzialità offerte dalla motorizzazione delle navi per la pesca a strascico riuscendo così ad aumentare sensibilmente il volume del pescato.

Il pescato di Mazara: eccellenza italiana

Il pescato di Mazara è ormai noto in tutto il mondo per la sua freschezza e bontà, grazie anche alle moderne tecniche di congelamento a bordo che consentono di conservarne intatti il sapore intenso e le proprietà organolettiche.

Tra i prodotti che il mare regala ogni giorno ai pescatori di Mazara spicca senza dubbio il celebre Gambero Rosso, ma non mancano neppure tonno, pesce azzurro, pesce spada e orata; veri e propri tesori che costituiscono la base dell’economia mazarese.

Le tecniche di pesca

Le tecniche usate oggi dai pescatori di Mazara affondano le radici nell’antica tradizione peschereccia siciliana:

Lo strascico: consiste nel trainare con la barca una rete di forma conica. Si tratta di una tecnica molto usata per gamberi rossi, scampi e gamberi rosa; i gamberi rossi, in particolare, si pescano a grandi profondità;

Il tramaglio: questa è invece una rete da posta fissa, calata in verticale e formata da tre strati con maglie sempre più fitte nelle quali il pesce rimane intrappolato;

La tonnara volante: uno dei moderni sistemi per la pesca del tonno, che viene realizzata lanciando le reti in mare nel momento in cui il banco dei tonni sta passando. L’uso di moderni radar e scandagli è fondamentale per capire quando calare le reti;

I palangari: sono delle lenze molto lunghe e robuste, a cui vengono collegate varie lenze secondarie con altrettanti ami; il palangaro viene solitamente messo in mare la sera e recuperato il giorno dopo con il suo prezioso carico di tonni, pesci spada e altri tipi di pesce.

Chiusa parentesi, riprendiamo il racconto.

“E sapete (intanto aveva iniziato a darmi del voi – come si fa da noi, in segno di cortesia –) perché le cooperative di pescatori di Mazara del Vallo vendono tutto il pescato, in esclusiva, al mercato di Milano e non ad altri pur importanti mercati?”.

“No”.

“Ve lo dico io. Per due ragioni: la prima è che il mercato di Milano acquista qualunque quantità di pesce giunga ogni notte con gli aerei cargo: anche se quella notte c’è stato il miracolo della moltiplicazione dei pesci. E il secondo è che lo pagano pure, sull’unghia!!”.

“Io sorrisi, simpaticamente, perché credevo profondamente in questa storia.

Il mio secondo “amarcord”.

Pochi giorni dopo essermi stabilito a vivere qui, mi vennero due distinte voglie di cibo, a distanza di due-tre giorni.

La prima fu di uno spaghetto alla carbonara. Cercai su Google e la Sfinge (l’immenso e onnipotente motore di ricerca di Mountain View) mi fornì una lista di ristoranti dove mangiare, ogni giorno, tale pietanza: attratto da alcune recensioni in particolare, scelsi “Oscar a Porta Venezia” e non lo cambiai più…

Allo stesso modo, pochi giorni dopo, cercai abbacchio al forno con patate…

Sì, perché è uno dei miei piatti preferiti che mangio al “Moro” di Fontana di Trevi ogni volta che torno a Roma oppure che gusto tantissimo, in versioni etniche diverse, in tutti i miei viaggi in Medio Oriente, in Asia Centrale o in Scozia dove viene assai proposto e dove lo cucinano meravigliosamente.

Venendo da Napoli, su questo aspetto lamentavo una carenza a mio vedere incolmabile: il pur buonissimo piatto cucinato con grande maestria da Ciro a Mergellina, si poteva gustare solo il primo dell’anno e a Pasqua, per un solo giorno, in doppio turno, a pranzo, e con prenotazioni di mesi prima…

Qui a Milano fu assi più semplice: il motore di ricerca mi offrì una non breve lista di ristoranti dove fosse possibile mangiare questa pietanza davvero gustosissima, e verificai sul campo che ciò era vero, quasi tutti i giorni dell’anno…

Ma veniamo al nostro punto di partenza ragionando su di una considerazione di carattere generale e a monte di tutto:

In Campania (ma anche in altri splendidi angoli del Bel Paese) è possibile effettuare uno dei più fantastici giri gastronomici del mondo:

dalla Torre del Saracino del grandissimo Gennarino Esposito, all’immarcescibile Mustafà, alla “Pizza a metro di Gigino” e a Gabriele (dolci, briosce, mozzarelle, …), solo volendo fare quattro nomi di una nomenclatura tendente all’infinito di Vico Equense, uno dei più begli angoli di paradiso del mondo (mio nonno nacque lì), ma proseguendo per altri templi assoluti della migliore (secondo me) cucina mondiale: Michele alla Lobra, vicino Sorrento, Mimmo, Lo Stuzzichino a Sant’Agata sui Due Golfi, La Taverna del Capitano e Mariagrazia a Nerano (è possibile vivere senza mangiare spesso gli spaghetti alla Nerano?), Il Covo dei Saraceni a Positano, Sal De Riso a Minori, il Sant’Alfonso, sempre a Sant’Agata sui Due Golfi e l’agriturismo Le Tore, il ristorante di Villa Cimbrone a Ravello e un paio di altre migliaia di uno short (shortissimo!) elenco appena abbozzato che raggruppa il meglio del pianeta… (lo so, sono di parte: ma come non potrei esserlo su tale argomento?).

Già, ma qualcuno si starà chiedendo: cosa c’entra tutto ciò, con il nostro discorso di partenza?

C’entra, c’entra.

Infatti, mettiamo che un napoletano del quartiere Chiaja-Posillipo, di Mergellina, insomma, come me, decida, un qualunque giorno, di voler scegliere uno di questi tantissimi templi mondiali della gastronomia e recarsi la sera a cena lì: cosa lo aspetterebbe?

Beh, a seconda della location scelta e a seconda se si desidera giungere alle porte di Vico Equense o a Ravello, dall’altre parte proprio, e a seconda dell’orario della giornata settimanale, del mese, e del traffico di quel momento (frane a parte), si potrebbe impiegare da un minimo di due ore ad un massimo anche di sette-otto ore di auto privata…

E allora?

Allora sto scrivendo che, a mio parere, la meraviglia di una città come Milano risiede anche nel fatto che stasera io potrei dire a Daniela: “Vogliamo festeggiare quel nostro anniversario da Gennarino Esposito, da Sorbillo, da Sal De Riso o sorteggiando uno tra gli altri cento nomi presenti su Milano città?”. E poi, una volta scelto il posto, con una percorrenza massima di 10-15 minuti tra metropolitana e mezzi pubblici, raggiungere la location e, in un ambiente pulitissimo e perfettamente climatizzato, coccolati da persone professionali ed educate, godere di una cena fantastica come nell’originale, panorama a parte perché la vista di Capri come quella che vi offrono al Relais Blu di Massa Lubrense non la potrete trovare uguale in alcun angolo del mondo…

E adesso veniamo alla nostra “incursione” di ieri sera presso il ristorante “Sophia Loren”, a pochi passi dal Duomo e da piazza Cordusio: un locale interno/esterno per 150 coperti, arredato carinamente e monotematicamente: ritratti della meravigliosa Sophia nazionale in ogni forgia e in ogni età della sua lunga e bella vita.

I sottopiatti sono tutti ricavati da dipinti di Ernesto Tatafiore e come l’aglianico, il greco di tufo e le falanghine presenti nell’apposito menu, tratteggiano, volutamente, il carattere assai etnico del posto.

L’ambiente, magnificamente climatizzato, non sembra rimbombare, ma alle 19.30 c’erano ancora poche persone.

Partiamo dal menu, davvero impressionante!!:

 

E cominciamo da quello dell’Ostricaro Fisico ®

 

le OSTRICHE

 

FINE DE CLAIR

PROVENIENZA MARENNES-OLÉRON - I PRODUTTORI DI QUESTA REGIONE HANNO SAPUTO NEL CORSO DEI SECOLI ELEVARE AD ARTE L'OSTRICOLTURA UTILIZZANDO LE ANTICHE SALINE DI ARGILLA DETTE CLAIRE PER AFFINARE LE OSTRICHE DOPO UN PROCESSO DI CRESCITA CHE PUÒ AVVENIRE SU TUTTA LA COSTA FRANCESE. L'AFFINAMENTO È DI MINIMO 28 GIORNI DI IMMERSIONE NELLE CLAIRE, CIÒ DONA ALL'OSTRICA UN CARATTERISTICO GUSTO DI NOCCIOLA. [14]

3 PZ

€ 6,00

 

6 PZ

€ 18,00

 

12 PZ

€ 36,00

 

PRESTIGE DE MERS

PROVENIENZA NORMANDIA - OSTRICA PLASMATA DALLE MAREE FRANCESI DI UTAH BEACH CON UNA SPICCATA DOLCEZZA E GRANDE COERENZA GUSTO-OLFATTIVA IN CUI SI RITROVA IL FINE SAPORE DI ERBE AGLIATE. L’ESPRESSIONE DI QUEST’OSTRICA È DECISAMENTE MOLTO PERSISTENTE, SAREMO PERVASI DALLA SUA EQUILIBRATA DOLCEZZA PER LUNGHI SECONDI. [14]

3 pz

€ 12,00

 

6 pz

€ 24,00

 

12 pz

€ 48,00

 

KRYSTALE

PROVENIENZA NORMANDIA - OSTRICA DALLE LINEE ELEGANTI E DAL SAPORE UNICO PLASMATA DALLE CORRENTI OCEANICHE DELLE COSTE DI GOUVILLE SUR MER. AL NASO SENTIAMO UN’INTENSA BREZZA MARINA, TIPICA NELL’ESPOSIZIONE OVEST DELLA PENISOLA DEL CONTENTIN. POSSIEDE UNA SPICCATA MINERALITÀ BALSAMICA E LA VENA SAPIDA SARÀ SUBITO COMPENSATA DA UN’INASPETTATA DOLCEZZA E DA UNA MAGNIFICA CROCCANTEZZA. [14]

3 PZ

€ 15,00

 

6 PZ

€ 30,00

 

12 PZ

€ 60,00

gli ANTIPASTI

SAUTÉ DI FRUTTI DI MARE

COZZE, VONGOLE E SCAMPI IN SAUTÉ CON POMODORINI, PEPERONCINO E PREZZEMOLO [2, 14]

€ 18,00

 

PARMIGIANA DI MELANZANE

MELANZANE FRITTE CON SALSA DI POMODORO FRESCO E BASILICO, MOZZARELLA FIORDILATTE E PARMIGIANO REGGIANO [1, 7]

€ 10,00

 

SELEZIONE DI SALUMI

PROSCIUTTO CRUDO DI PARMA, MORTADELLA DI BOLOGNA DOP, PROSCIUTTO COTTO ALTA QUALITÀ

€ 13,00

 

CRUDITÈ DI MARE

MISTO DI PESCATO DEL GIORNO [4]

€ 20,00

 

i FRITTI alla NAPOLETANA

MONTANARA GENOVESE

2 DISCHI DI PASTA DI PIZZA FRITTA CON RAGÙ GENOVESE DI MANZO E MAIALE, CIPOLLA RAMATA [1, 7, 8, 12]

€ 4,00

 

MONTANARA AL POMODORO

2 DISCHI DI PASTA DI PIZZA FRITTA CON SALSA DI POMODORO FRESCO [1, 7]

€ 3,50

 

ASSAGGIO DI MONTANARA

UNA MONTANARA CON RAGÙ GENOVESE E UNA CON SALSA DI POMODORO FRESCO [1]

€ 4,00

 

CROCCHÈ

PATATE, PROSCIUTTO COTTO E PROVOLA AFFUMICATA [1, 3, 7]

€ 4,00

 

CROCCHÈ IMBOTTITO

PATATE, PROSCIUTTO COTTO E PROVOLA AFFUMICATA, FARCITO CON MORTADELLA, GRANELLA DI PISTACCHIO E STRACCIATELLA DI BURRATA [1, 3, 7, 8]

€ 5,50

 

SCAMORZA AFFUMICATA

IMPANATA E FRITTA [1, 3, 7]

€ 5,50

 

ARANCINO

RAGÙ DI MANZO CON PISELLI* [1, 3, 7, 9, 11, 12]

€ 4,50

 

FRITTATINA CLASSICA

BUCATINI, BESCIAMELLA, PROSCIUTTO COTTO, MOZZARELLA, PISELLI* [1, 3, 7]

€ 5,00

 

la MOZZARELLA di Sophia - servita a temperatura

Viaggia di notte per arrivare all’alba, tutti i giorni, a Milano. Non esiste altro metodo per conservarne intatti la freschezza ed il sapore unici. Tutto ha origine dal latte proveniente dagli allevamenti delle bufale nelle incontaminate pianure che circondano Paestum, un luogo magico già scelto dai Greci migliaia di anni fa per edificare uno degli insediamenti più importanti del Mediterraneo. Appena munto, il latte viene analizzato e subito lavorato con i metodi degli antichi ed esperti casari in ambienti igienicamente protetti e costantemente controllati. Prodotti unici, vanto della gastronomia italiana, che con orgoglio proponiamo ai clienti del Nostro Ristorante.

Le nostre mozzarelle di bufala campana d.o.p. sono tutte mozzate a mano:

ZIZZONA DI BATTIPAGLIA

1 KG [7]

€ 48,00

 

TRECCIONE

250 G [7]

€ 14,00

 

TRECCIONE

500 G [7]

€ 26,00

 

MOZZARELLA

125 G CA. [7]

€ 7,00

 

MOZZARELLA AFFUMICATA

250 G CA. [7]

€ 13,00

 

RICOTTA DI BUFALA

[7]

€ 5,50

 

PRIMOSALE DI BUFALA

[7]

€ 7,00

 

BURRATINA

DI LATTE VACCINO [7]

€ 7,00

 

lo SPECIALE

L'ANTIPASTO DI CASA LOREN

DEGUSTAZIONE DI FRITTI DELLA TRADIZIONE NAPOLETANA E MOZZARELLE DI BUFALA CAMPANA DOP [1, 3, 7, 8, 12]

€ 25,00

 

i PRIMI

SPAGHETTI AL POMODORO DEL PIENNOLO

SALSA DI POMODORO DEL PIENNOLO FRESCO E BASILICO FRESCO [1]

€ 13,00

 

SPAGHETTI ALLE VONGOLE

CON VONGOLE VERACI [1, 14]

€ 20,00

 

PASTA MISTA FAGIOLI E COZZE

PASTA MISTA CON FAGIOLI, COZZE NEL LORO BRODO E PREZZEMOLO [1, 14]

€ 14,00

 

LINGUINE CON RAGÙ DI POLPO

LINGUINE CON POLPO, SALSA DI POMODORO E PEPERONCINO [1, 12, 14]

€ 18,00

 

ZITI ALLA GENOVESE

ZITI CON RAGÙ DI MANZO E MAIALE, CIPOLLA RAMATA E PECORINO [1, 7, 8, 12]

€ 14,00

 

GNOCCHI ALLA SORRENTINA

GNOCCHI DI PATATE AL FORNO CON SALSA DI POMODORO, MOZZARELLA FIORDILATTE E PARMIGIANO REGGIANO [1, 7]

€ 14,00

 

SCIALATIELLI AI FRUTTI DI MARE

SCIALATIELLI FATTI A MANO CON TARATUFI, COZZE, VONGOLE, SEPPIE, GAMBERI, SCAMPI, CALAMARI E POMODORINI [1, 2, 4, 7, 14]

€ 24,00

 

i SECONDI

PESCATO DEL GIORNO AL SALE

SECONDO DISPONIBILITÀ DEL MERCATO ITTICO [4]

da 9,00 €/hg

 

PESCATO DEL GIORNO ALL'ACQUA PAZZA

SECONDO DISPONIBILITÀ DEL MERCATO ITTICO [4]

da 9,00 €/hg

 

DENTICE SELVAGGIO AL FORNO

CON PATATE, OLIVE, CAPPERI E POMODORINI [4]

€ 25,00

 

CALAMARO ALLA GRIGLIA

[14]

€ 20,00

 

CUOPPO DI FRITTURA DI PARANZA

FRITTURA MISTA DI CALAMARETTI SPILLO, BACCALÀ*, SEPPIE, GAMBERI E CHIPS DI PATATE [1, 2, 4, 14]

€ 22,00

 

la PIZZA di Francesco Martucci

MARGHERITA

POMODORO SAN MARZANO D.O.P., FIOR DI LATTE, OLIO EVO, BASILICO [1, 7]

€ 11,00

 

BUFALA

POMODORO SAN MARZANO D.O.P., MOZZARELLA DI BUFALA CAMPANA D.O.P., OLIO EVO, BASILICO [1]

€ 13,00

 

MANI DI VELLUTO

CREMA DI FRIARIELLI IN ACQUA DI RICOTTA DI BUFALA, MOZZARELLA DI BUFALA CAMPANA D.O.P., SALSICCIA DI SUINO GRIGIO ARDESIA A PUNTA DI COLTELLO, CALCAGNO A CROSTA LISCIA, OLIO EVO [1, 7]

€ 18,00

 

SOPHIA LOREN

SCAROLA RICCIA, DATTERINO GIALLO E ROSSO CONFIT, OLIVE CAIAZZANE, CAPPERI, STRACCIATELLA DI BURRATA. FUORI COTTURA: ALICI DI CETARA, OLIO EVO [1, 4, 7]

€ 18,00

 

ASSOLUTO DI POMODORI

CREMA DI POMODORO ARROSTITO, POMODORINI CILIEGINO SEMI-DRIED, POMODORI DATTERINO GIALLO E ROSSO CONFIT, MOZZARELLA DI BUFALA CAMPANA D.O.P. FUORI COTTURA: PRIMO SALE DI BUFALA, BASILICO, POMODORINI DEL PIENNOLO SECCHI [1, 7]

€ 18,00

 

VEGAN

POMODORO SAN MARZANO D.O.P. CARAMELLATO IN ZUCCHERO DI CANNA, INSALATA DI MISTICANZA, GERMOGLI (30 VARIETÀ), MENTA, CREMA DI RAPA ROSSA, CREMA DI POMODORO ARROSTITO, MAIONESE AL CAVOLFIORE, CAPPERI FRITTI [1, 6, 9, 10]

€ 16,50

 

CAPRICCIOSA

POMODORO SAN MARZANO D.O.P., FIOR DI LATTE, FUNGHI CHAMPIGNON FRESCHI, CARCIOFO SCOTTATO FRESCO. DOPO COTTURA: PROSCIUTTO COTTO ARTIGIANALE, BASILICO [1, 7]

€ 16,50

 

5 CONSISTENZE DI CIPOLLA

IN CREMA, FERMENTATA, CROCCANTE, BRUCIATA, MAIONESE DI CIPOLLA, FIOR DI LATTE, OLIO EVO [1, 3, 7]

€ 16,00

 

FIORI DI ZUCCA AL QUADRATO

CREMA DI FIORI DI ZUCCA, PROVOLA AFFUMICATA DOPO COTTURA: MAIONESE ALLA COLATURA DI ALICI, FIORI DI ZUCCA, RICOTTA DURA (VACCINA), CREMA DI FIORI DI ZUCCA ED ALGA KOMBU, OLIO EVO AFFUMICATO [1, 3, 4, 7]

€ 17,50

 

FUTURO DI MARINARA

PIZZA A DOPPIA COTTURA: FRITTA A 180° ED AL FORNO A 400° - OGNI GIORNO IN EDIZIONE LIMITATA CREMA DI POMODORO ARROSTO, PESTO DI AGLIO ORSINO, CAPPERI, OLIVE CAIAZZANE, ORIGANO FUORI COTTURA: ALICI DI TRAPANI [1, 4]

€ 17,00

 

ALICE A MILANO

PESTO DI PREZZEMOLO CON LATTE DI BUFALA, MOZZARELLA DI BUFALA, ALICI MARINATE IN SALE E ZUCCHERO E AFFUMICATE, GEL DI LIMONE, PINOLI TOSTATI. OLIO EVO [1, 4, 7, 8]

€ 18,00

 

gli SFIZI della CUCINA NAPOLETANA

SCAROLA MARITATA

SCAROLA RICCIA SALTATA CON OLIVE, CAPPERI, PINOLI E UVETTA [5, 8]

€ 7,00

 

MELANZANE A FUNGHETTO

MELANZANE FRITTE CON POMODORINI SCOTTATI E BASILICO

€ 6,00

 

CIANFROTTA DI VERDURE

VERDURE DI STAGIONE IN UMIDO, BASILICO FRESCO ED ORIGANO

€ 6,00

 

le INSALATE

GRANO SARACENO E POLPO*

CON MELA VERDE, INDIVIA, POMODORINI, CORIANDOLO E CITRONETTE [14]

€ 15,50

 

RUCOLA E FINOCCHI

CON CAROTE MARINATE IN OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA E POMODORINI

€ 6,50

 

LATTUGA E TONNO SOTT’OLIO

CON JULIENNE DI PEPERONI GIALLI E ROSSI E CIPOLLOTTO NOVELLO IN AGRODOLCE, FAGIOLI BUTIRRI, POMODORINI E CREMA DI BROCCOLI [12]

€ 13,50

 

CAPRESE

MOZZARELLA DI BUFALA CAMPANA D.O.P., POMODORO NOSTRANO E BASILICO FRESCO [7]

€ 11,50

 

INSALATA MISTA

MISTICANZA E POMODORO

€ 6,00

 

i DOLCI

TIRAMISÙ

CLASSICO CON BAGNA AL CAFFÈ, SAVOIARDI, CREMA AL MASCARPONE E POLVERE DI CAFFÈ [1, 3, 7]

€ 6,00

 

DELIZIA AL LIMONE

PAN DI SPAGNA, CREMA PASTICCIERA, PANNA MONTATA, GLASSA AL DI LIMONE [1, 3, 7]

€ 6,50

 

MACEDONIA

CON FRUTTA DI STAGIONE

€ 5,00

 

BABÀ

BABÀ LEGGERMENTE ALCOLICO [1, 3, 7]

€ 5,50

 

BABÀ FARCITO

BABÀ LEGGERMENTE ALCOLICO CON CREMA PASTICCIERA E FRAGOLINE DI BOSCO [1, 3, 7]

€ 6,50

 

CAPRESE AL CIOCCOLATO

TORTA AL CIOCCOLATO CON MANDORLE [1, 3, 7]

€ 5,50

 

CAPRESE AL LIMONE

TORTA AL LIMONE CON MANDORLE [1, 3, 7]

€ 5,50

 

PASTIERA NAPOLETANA

PASTA FROLLA, GRANO COTTO, RICOTTA, AGRUMI CANDITI ACQUA DI FIORI D’ARANCIO [1, 3, 7]

€ 5,50

 

SFOGLIATELLA RICCIA

PASTA SFOGLIA, RICOTTA, AGRUMI CANDITI ACQUA DI FIORI D’ARANCIO [1, 3, 7]

€ 3,50

 

SFOGLIATELLA FROLLA

PASTA FROLLA, RICOTTA, AGRUMI CANDITI ACQUA DI FIORI D’ARANCIO [1, 3, 7]

€ 3,50

 

COPPA GELATO

GELATO ARTIGIANALE [1, 3, 7]

€ 7,00

 

TARTELLETTA ALLA FRUTTA

CON FRUTTA FRESCA E CREMA PASTICCIERA [1, 3, 7]

€ 6,00

 

dal banco della PASTICCERIA*

CARTOCCIO NAPOLETANO

ASSORTIMENTO DI PICCOLA PASTICCERIA

€ 12,00

 

COFANETTO CALDO ASSORTITO

DEGUSTAZIONE DI DOLCI DA FORNO DELLA TRADIZIONE CAMPANA

€ 13,00

 

SERVIZIO

COPERTO

€ 3,00

 

 

per una persona

 

€ 49,00

per due persone

 

PLATEAU ROYAL

SELEZIONE DI OSTRICHE, MOLLUSCHI E CROSTACEI CON GRANCHIO FEMMINA IRLANDESE ACCOMPAGNATI DA SALSA AIOLI E BURRO FRANCESE (CONSIGLIATO PER 3/4 PERSONE) [4, 14]

€ 150,00


Ci siete ancora? Siete svenuti?

Sarei tentato di scrivere oltre e di lanciarmi in una sfida di proporzioni con l’Antico Testamento, ma — fortunatamente — la testa mi funziona ancora e mi taccio qui, non prima, però, di aggiungere delle brevissime osservazioni su due pietanze gustate ieri:

1)      Le montanare!

Erano più di trent’anni che non mangiavo, perché non le trovavo da nessuna parte, questi preziosissimi antipasti della cucina povera napoletana. Pizzette fritte, appena fritte in olio buonissimo!!, con pomodoro e basilico sparsi sopra. Una libidine per il palato che non si può descrivere. Qui ve ne offrono due, straordinariamente buone, al prezzo di 3,5 euro (complessivo) e io avrei potuto cenare anche solo con le stesse…

2)   2) Gli ziti spezzati alla genovese

Qui mi dispiace dover dire che Daniela ha perso un primato di esclusività su Milano: la sua genovese è ormai mitica, come sanno le pochissime persone che hanno potuto assaggiarla!!

Diciamo che quella di Sophia Loren è almeno all’altezza dell’altra di Daniela. Qui potete mangiarla al prezzo di 14 euro.

 

Ultimissima considerazione: non ho provato questa nuova icona di Milano perché l’altro ieri si sono incontrati lì, a cena, Silvio Berlusconi e i Ferragnez…

E poi, infine, probabilmente, Flavio Briatore dirà che le montanare e gli ziti alla genovese li ha inventati lui e che li sa cucinare meglio di Gennarino Esposito… ma nessuno gli crederà.









Per Tutti. Non è una notizia importante, ma vi invito a leggerla perché potrà spiegare, a qualcuno, il perché di un certo rumore di fondo che disturba, da qualche anno, l’Astrologia:

http://ilblogperidepressi.wordpress.com/ 

For Everybody. It is not an important news, but I invite you to read it because it can explain, to someone, the why of a certain noise leading that disturbs, from a few years, the astrology:

 http://ilblogperidepressi.wordpress.com/ 

 

Ciro Discepolo

www.cirodiscepolo.it  

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Per vedere bene i grafici zodiacali e le foto, occorre cliccarci sopra: si ingrandiranno. 

Una bibliografia quasi completa di Ciro Discepolo:

An almost complete bibliography of Ciro Discepolo:

 http://www.amazon.com/Ciro-Discepolo/e/B003DC8JOQ/ref=sr_ntt_s 

e

http://www.programmiastral.com/download/bibliografia_completa_di_ciro_discepolo.xls

 



venerdì 6 maggio 2022

Nessuna guerra nucleare totale. Nessuna fine del mondo. Per il momento.

 



Nessuna guerra nucleare totale. Nessuna fine del mondo. Per il momento.

 

Qualcuno mi ha chiesto di scrivere qualcosa relativamente alla guerra Russia-Ucraina.

Lo faccio mal volentieri perché odio ripetermi.

Partiamo da questo mio scritto che pubblicai su Facebook il 27 febbraio scorso (2022).

 

Ultra-teleobbiettivo e grandangolo

Nel 1972 vidi un paio di volte il film russo “Solaris” del regista Andrej Arsen'evič Tarkovskij, assai affascinante come storia (dal romanzo del polacco Stanisław Lem), ma pessimo come scenografie.

Recentemente fu realizzato un remake dello stesso con George Clooney.

Se ricordo bene, l’originale iniziava con una scena che mi colpì tantissimo. Non la ricordo in ogni particolare, ma nel suo contenuto principale: la macchina da presa inquadrava la testa di un’ape alle prese con il bulbo centrale di una margherita, o qualcosa del genere. L’utilizzo di un tele-obbiettivo esageratamente spinto, non ci permetteva neanche di vedere oltre la testa dell’insetto.

Poi la cinepresa faceva una lenta e lunghissima zoomata all’indietro e ci mostrava prima l’intera ape e il fiore, quindi la minuscola porzione di campagna dove avveniva ciò che il regista desiderava raccontarci, quindi, andando sempre più indietro, la macchina cinematografica permetteva al telespettatore di osservare un immenso campo di fiori, quindi una zona vasta di territorio, una città con i dintorni, una nazione intera, un continente e quindi, la Terra, il nostro sistema solare e sempre più all’indietro la galassia e una parte sempre più vasta di universo nel quale siamo anche noi.

Non credo ci siano intenzioni nascoste dietro questo originale inizio di racconto di Arsen'evič Tarkovskij che ci invita, in tutta evidenza, a usare il grandangolare, il più esagerato dei grandangolari se vogliamo tentare di avere una visione di insieme di ciò che abbiamo davanti agli occhi.

Ciò, a mio parere, è quanto sta accadendo ancora una volta oggi.

Fino a ieri tutti i telegiornali del mondo aprivano con inquadrature in primissimo piano di mascherine FFP2 sulla bocca e sul naso di persone per la strada, di viaggiatori in metropolitana, di clienti che entravano in un bar…

Poi di colpo tutto sparito e alla domanda retorica “Per quanti decenni durerà la pandemia?” e all’altrettanto retorico secondo quesito “Si tratterà della fine del mondo?”, oggi abbiamo sostituito le immagini dei carri-armati ex sovietici, ma sempre con il cuore sovietico, che stanno bombardando i poveri cittadini ucraini, con i russi che non sono Putin, e con nuove tantissime lacrime di sangue.

Anche qui i titoli di giornali, usando potentissimi tele-obbiettivi, ci parlano di guerre nucleari che sopraggiungeranno entro poche ore e di una nuova fine del mondo visibile già dietro l’angolo.

Io mi rifiuto di redigere previsioni su ciò perché le risposte le trovate già nel mio libro “Covid-19” pubblicato una decina di giorni fa e redatto a partire dal 1° febbraio 2020, ma un commento desidero farlo.

E ve lo rivolgo sotto forma di domanda: quanti di voi, sanno o ricordano, delle stragi etniche in Ruanda dove nei primi anni Novanta morirono circa un milione di persone negli scontri etnici tra hutu e tutsi?

E allora? Allora ciò significa che a moltissime persone manca una visione a mezzo di obbiettivo grandangolare.

 

Ecco. Ricordo che il mio motto principale, dall’inizio del mio percorso astrologico, è sempre stato: “Credo di più agli astri che agli uomini”. E tale frase viene ripetuta spessissimo anche da miei allievi che però dimenticano di citare la fonte.

Dunque, anche se da un giorno all’altro i media hanno smesso di bombardarci, H24, sulla catastrofe imminente del genere umano a mezzo Covid-19 e ci hanno proiettati, all’istante, nella “imminente e probabile guerra nucleare totale e conseguente fine del mondo per il conflitto Russia-Ucraina”, la mia previsione non può cambiare: l’Indice Ciclico Planetario sta crescendo e questo significa che il mondo sta viaggiando verso un altro dei suoi periodi di espansione soprattutto economica che in nessun modo può essere rapportato a una ipotetica guerra nucleare totale e tantomeno alla fine del mondo.

 

E qualcuno: “Ma non li vedi i bambini che piangono?”.

Certo e, credo da persona sensibile come tante, ne soffro maledettamente.

Come soffro anche quando vedo qualcuno lasciare un cane, a Ferragosto, in una piazzola autostradale.

Ma cosa c’entra questo con l’aritmetica?

Le mie previsioni, a livello mondiale, le ho già scritte in tanti libri ed articoli, dove spiegai anche perché ero convinto che la contingenza appena passata avrebbe riguardato soprattutto una brusca impennata di molti milioni di morti per cancro: come potete leggere nel mio libro “Covid-19”1, l’impennata, negli anni della forte flessione dell’ICP, c’è stata ed è quantizzabile in un aumento brusco di circa il 50% di milioni di morti all’anno, in più, per tale tremenda malattia: reso graficamente, tale dato, si può esprimere con un segnale quasi “a gradino” anziché con una curva esponenziale.

Ora stiamo risalendo e dunque, al di là della volontà dei “padroni del vapore” nelle cui mani, poche, è attualmente tutto il potere dei media, non vi è e non vi sarà alcuna distruzione del pianeta che ci ospita.

Le mie preoccupazioni a livello mondiale sono tante, ma le vedo soprattutto connesse a qualcosa che è sotto gli occhi di tutti: l’ineludibile, purtroppo, lenta distruzione della nostra navicella spaziale per cause ecologiche, a cominciare dal mancato controllo delle emissioni nocive e delle temperature che stanno rendendo il nostro mondo invivibile.

Ma non quest’anno o i prossimi a venire.

Ne riparleremo (di grandi crisi mondiali), grosso modo, tra il 2029 e il 2035.

 

Nota:

È di questi giorni un altro nuovo e strano balletto di notizie contrastanti.

Da una parte vediamo come il virologo Massimo Galli affermi che il numero dei morti conteggiati “per Covid” sia stato assai gonfiato da chi di dovere e dall’altra l’OMS dica, a dispetto di tutte le curve presentate dai massimi istituti mondiali di ricerca sulle malattie e morti nel mondo, che il reale numero di deceduti per Covid-19 non sia più 5 milioni e settecentomila persone, ma il triplo: stiamo affettando del prosciutto?

Non intendo entrare in polemiche del genere, ma ricordo a tutti la curva con cui ho concluso l’analisi della mia previsione, sempre nel mio libro “Covid-19”: o 5,7 milioni di morti o 15 milioni di morti, contro i 342 milioni di morti, nello stesso periodo, per cancro e per malattie cardio-vascolari, ai fini del risultato del conteggio finale, non cambiano, purtroppo, alcunché.

 




In memoria di Luigi Galli

dalla mia comunicazione di ieri su Facebook:

Se n’è andato questo pomeriggio, forse per un infarto durante il sonno, nella sua casa di Gallarate, di fianco all’aeroporto di Malpensa, dove io ero stato più di una volta a trovarlo.

Era il mio migliore amico/collega. Per me è davvero una perdita grandissima che mi lascia quasi solo all’interno di un lungo percorso.

Ci conoscemmo, se non vado errato, durante il ponte di Sant’Ambrogio nel 1982, qui a Milano, presentati da una persona nemica dell’Astrologia Attiva. Fu subito feeling: condividevamo la Luna a nove gradi e dispari in Sagittario.

Io mi trovavo a Milano per una conferenza al Palazzo delle Stelline, vicino al Cenacolo. Dopo pochi minuti che parlavamo gli chiesi se avesse forti valori Vergine e lui negò. Gli chiesi l’orario e poi dissi: “Capisco, tu credi di avere il Sole in Quinta, ma è impossibile e il tuo Sole è in Sesta perché… E tu sei fortemente Vergine”.

Lui se ne andò piuttosto contrariato, ma due giorni dopo mi telefonò e mi disse che era rimasto sveglio due notti e che avevo ragione…

Questo mi piacque subito di lui: l’intelligenza analitica, lo spirito del vero ricercatore, guardare senza paraocchi.

Diventammo molto amici e io inviai a lui tantissime persone quando smisi di fare consulti, persone che rimasero tutte soddisfatte e che ora lo rimpiangeranno davvero.

Sono contento, però, di avere trascorso quasi solo con lui e con l’amatissima Paola (Urbani), il mio ultimo incontro dal vivo di astrologia, a Stresa, poche settimane fa.

Per comprendere, forse, il legame speciale che avevo con lui vorrei solo aggiungere che quando demmo, assieme, alle stampe, il nostro “Atlante Geografico per le Rivoluzioni Solari”, Luigi mi chiese se accettavo di pubblicare in copertina prima il suo nome e poi il mio: non esitai un solo attimo.

Non credo proprio che ci rincontreremo, e questo è uno di quei momenti in cui provo invidia per i credenti, ma finché vivrò conserverò un grande e magnifico ricordo di lui che avevo indicato più volte come il possibile mio successore per guidare il cammino futuro dell’Astrologia Attiva.




I funerali saranno celebrati lunedì 9 maggio alle 14, nella chiesa di Santa Maria Assunta a Casorate Sempione, a poche centinaia di metri dall'aeroporto di Malpensa.

Oggi, 8 maggio, sono ancora sotto shock e assai provato da questa perdita enorme, per me.
Luigi non era l'autore di GALRO come qualcuno ha scioccamente scritto (GALRO è una mia creatura), ma molto di più: è stato il faro, tra i miei moltissimi allievi, a indicare la rotta a quanti intendono continuare su questa strada. Non ricordo, in questo lungo percorso di circa quarant'anni di amicizia e di condivisione di idee, un solo caso che ci abbia visti contrapposti. 
Tanti sapevano questo e chiedevano a lui di essere la voce di molti, soprattutto quando si trattava di dire cose scomode.
È mia ferma intenzione ricordare, in occasione del trigesimo della sua morte, con un incontro pubblico, la sua figura a quanti lo hanno amato, come me. 
Ve ne darò notizie precise nei prossimi giorni.


Approfitto di questo mio breve blog odierno, anche per ricordare a tutti che il blog non ha ripreso a funzionare come molti anni fa, con me impegnato diverse ore ogni giorno a rispondere ad ogni domanda.
Né qui, né sul blog che redigo per MyAstral, tornerò più a quella formula che mi ha fatto guadagnare solo tanta ingratitudine.


Per ricordare l’amico e collega Luigi Galli nel trigesimo della morte

Nella sala Cronos dello Spazio Pin di viale Sondrio 5, a pochi passi dalla Stazione Centrale di Milano, lunedì 6 giugno, dalle 17 alle 19. Per la sorella Carla, per i nipoti Enzo, Vittorio Emanuele e Lorena con Massimo, per l’amatissima Paola (architetto Urbani), sua compagna, e per chi, come me, gli ha voluto bene. Parleremo di lui e anche delle sue stelle.


La sorpresa è soltanto di alcuni media: personalmente sono anni che lo sto scrivendo nel mio blog


Dai dati degli osservatori ufficiali che moniterano il PIL, conferme sulla eccellente crescita economica dell’Italia, molto di più della media Europea.

Questi numeri sono certamente la prova più evidente della bontà della mia previsione di diversi anni fa in cui definivo questo periodo di “nuovo rinascimento”, a livello mondiale.









Il racconto di Daniela relativo al suo compleanno 2022 a Irkutsk, Siberia


Irkutsk, Siberia orientale, il lago Bajkal. Ph. Ciro Discepolo 

A gennaio era tutto deciso

La mia RS 2022 era stata una scelta semplice: Ciro aveva trovato una splendida Rivoluzione Solare in Russia, e si sa che questo è un paese che consente, per i seguaci della AA, la possibilità di Compleanni Mirati in pochi giorni, con voli abbastanza economici e con destinazioni raggiungibili da Milano con un solo scalo a Mosca. A me poi, che ho avuto il mio “battesimo di RS” a Novosibirsk, … andare in Russia fa sempre piacere. Alcune città mi piacciono molto e adoro frequentare i loro teatri ed osservare, come faccio sempre in viaggio, come si muovono le persone, in particolare quelle molto giovani e gli anziani.

 Così, nonostante la mia proverbiale tendenza a rimandare, quando Ciro ai primi di gennaio mi ha proposto di acquistare subito il biglietto, ad evitare che le tariffe lievitassero, ho studiato un viaggio lampo: partenza il 6 con rientro l’8 pochi minuti dopo l’ora del compleanno, volo Aeroflot con scalo a Mosca, e sono passata ad altro.

 Quando è iniziata la guerra sono iniziati i pensieri, per la guerra stessa, ed anche per la preoccupazione che forse non sarebbe stato il caso, ora che il mondo aveva riaperto quasi tutti i confini bloccati per la pandemia, avventurarsi in un paese comunque in guerra e che avrebbe potuto perdere la simpatia per gli italiani.

Nonostante ciò speravo, ed anche qui non egoisticamente, che la cosa si sarebbe risolta in pochi giorni. Invece subito vennero chiusi gli spazi aerei ed iniziarono le sanzioni che bloccarono l’uso delle carte di credito. Una sera Ciro mi disse che, se avessimo ritenuto sicuro andare in Russia, sarebbe stato opportuno comprare subito un biglietto per Mosca via Istanbul con la Turkish Airlines perché poi i prezzi sarebbero lievitati, e così, decidendo a quel punto di anticipare la partenza di un giorno per sicurezza, feci un biglietto per soli 250 euro da Milano a Mosca via Istanbul.

Certo la soluzione non era comoda come la precedente: avrei dovuto cambiare aeroporto per volare da Mosca a Irkutsk considerato che il volo della Turkish sarebbe arrivato all’aeroporto di Vnukovo dal quale c’è un solo volo al giorno per Irkutsk con la compagnia Pobeda (Gruppo Aeroflot, NdR), volo che però non trovavo in coincidenza con gli altri. A quel punto, poi, nei giorni successivi, tra un impegno ed un altro, iniziai a pormi il problema di come confermare la tratta Mosca - Irkutsk, visto che avrei utilizzato solo parzialmente il biglietto Aeroflot che avevo in tasca e temevo, giustamente, che non potendo partire da Milano, la compagnia avrebbe cancellato l’intero biglietto.

Contattai, quindi, l’agenzia di viaggi a cui in questo periodo spesso mi appoggio per avere un supporto maggiore del “turista fai da te”, ma loro mi risposero che la cosa non era fattibile, che la scelta migliore sarebbe stata richiedere il rimborso di tutto il biglietto ed acquistarne un altro solo per i voli interni, ma non era una strada percorribile da loro in quanto bloccati dal sistema di emissione biglietti delle agenzie. 

A quel punto iniziarono una serie di telefonate con il servizio clienti della compagnia Aeroflot: ogni volta dovevo rispiegare tutta la questione, per fortuna in lingua italiana, ed ogni volta diverse signore, collocate non so dove nel mondo, tutte con la stessa voce, mi rispondevano qualcosa di diverso.

Probabilmente ancora non si era verificato un caso del genere e dedussi che non sapevano nemmeno dell’impossibilità di effettuare pagamenti con le carte di credito emesse all’interno della EU. Una certa Natasha prese a cuore il mio caso ed insieme decidemmo di mettere in piedi una nuova prenotazione per i voli interni nelle date e orari a me più comodi e fare effettuare il pagamento da una mia amica con la sua carta di credito emessa negli Emirati Arabi. Mi sentii un genio, ma la cosa purtroppo non riuscì ed apprendemmo così che nessuna compagnia aerea russa può ricevere pagamenti da carte di credito emesse al di fuori del paese. Poi le notizie che si erano dimessi gli AD dell’ Aeroflot e di Pobeda, e che in Russia c’era carenza di banconote e file interminabili alle banche…

Nel frattempo Ciro studiò le varie alternative ed io lo spinsi molto affinché trovasse anche una ‘schifezza di soluzione’ che però mi permettesse un viaggio tranquillo. Ma ottenere da Ciro una ‘schifezza di Rivoluzione’ è impossibile; la sua esperienza ed il senso di responsabilità che si assume quando decide di studiare un caso gli fanno decisamente escludere soluzioni che ad altri possono sembrare ottime.

 “Per le schifezze di RS rivolgiti altrove” disse l’anno scorso ad un’amica, la quale non comprese il senso ed il valore delle sue soluzioni, all’interno di quelle fattibili come dice sempre “anche appeso alle ruote dell’aereo”, ma che privilegino il raggiungimento degli obiettivi rispetto alla comodità del viaggio. 

 A questo proposito ricordo sempre un episodio non legato all’Astrologia, ma che mi conduce ad un comportamento simile. Qualche anno fa ero da ore al Pronto Soccorso dell’ospedale Cardarelli di Napoli con mio Papà che aveva avuto due collassi nel giro di poche ore e, preoccupata, tramite una conoscenza, feci telefonare al medico responsabile del Pronto Soccorso dal Direttore Sanitario per sollecitare una sistemazione in reparto (al Cardarelli, talvolta, si resta all’ingresso, su di una barella, anche per giorni di seguito, NdR). Ebbene questa ‘cazzuta’ dottoressa davanti a me rispose a colui che aveva il potere di licenziarla: “Ma insomma, lei mi chiama per accertarsi che questo paziente sia seguito bene, ma vuole che prediliga l’aspetto sanitario o quello alberghiero? Questo signore sta aspettando qui perché deve andare nel reparto di pneumologia non nel primo reparto che ha il letto disponibile!”.

E così fu che poche ore dopo mio Papà fu salvato dalla polmonite da un medico dirigente del reparto di pneumologia che solo guardandolo, senza bisogno di attendere radiografie o analisi, ma basandosi sulla sua esperienza, gli diagnosticò una polmonite e iniziò seduta stante la terapia.

 Tornando al mio viaggio, c’erano delle soluzioni alternative, ma con posizioni decisamente inferiori e con viaggi anche complicati. Tra le alternative quindi iniziammo a considerare una località della Tailandia con volo su Bangkok, 24 ore di quarantena in hotel dedicato e in attesa di un secondo test, oltre quello fatto prima di partire, e poi volo di un'ora per la destinazione finale. Inoltre avevamo un voucher della Thai Airways che mi avrebbe consentito un comodo viaggio in business. Ma, disse Ciro: “Resta sempre Urano in dodicesima casa che anche se non è contro le mie regole, porterà un colpo di scena che potrebbe farti molto male”.

 Ed io, che avevo già subìto pesantemente questa posizione nel 2020 nell’unica RS possibile in piena pandemia, davvero non avevo alcun piacere di espormi allo stesso rischio.

Con nella testa programmato anche il viaggio per la Tailandia, quindi, continuai a sperare in un trip ragionevolmente sicuro in Russia ed a telefonare all’Aeroflot ed a mandare mail ad un albergo di Irkutsk per tenere monitorata la situazione in città visto che leggevo di manifestazioni per la pace con disordini nelle maggiori città della Russia.

La solita Natasha si informò con i suoi responsabili e mi riferì, alla fine, che sarebbe stato possibile confermare il solo volo da Mosca a Irkutsk del mio intero biglietto da Milano e richiedere, al rientro, il rimborso della tratta non volata, ma che però, necessariamente, dovevo mantenere le stesse date e gli stessi orari di volo già previsti. 

A questo punto si inserì un’altra variabile a complicare le cose: il programma di viaggio così concepito prevedeva che io passassi la mia Rivoluzione Lunare del 5 Aprile ad Istanbul anziché a Milano, mettendo delle posizioni che avrebbero potuto compromettere proprio la riuscita del viaggio di compleanno (Ciro, più volte e in più libri, ha spiegato il valore delle Rivoluzioni Lunari all’interno di un anno, valore che non è assoluto, ma che può determinare la riuscita o meno di un mini-progetto all’interno di un disegno più grande). 

 A quel punto egli comprese che sarebbe stato meglio per me prendere la Lunare a Mosca anziché a Istanbul e dovevo anticipare di un giorno la partenza da Milano. Con pazienza, quindi, provai a modificare il biglietto della Turkish dal sito ufficiale, ma pur incrociando per ore tutte le combinazioni possibili, mi venne richiesto un supplemento per il cambio biglietto e quindi di classe di prenotazione di 990 euro (!!!).

 Ho imparato, in queste situazioni, a non fermarmi alla prima risposta e contattai il servizio clienti scoprendo così che non solo la Turkish ha stabilito, considerata la situazione conflittuale, che è consentito il cambio gratuito dei voli per la Federazione Russa, ma come nel mio caso, quando dopo l’emissione di un biglietto la compagnia modifica anche di solo 5 minuti la partenza di una tratta all’interno del biglietto, si ha sempre diritto al cambio gratuito dei voli. Bisogna però fare una forzatura nel sistema di prenotazione e quindi per questo io non vedevo tale possibilità, ma solo l’operatore del call center è abilitato ad operare in tal senso. Quindi anche qui venne riemesso gratuitamente il biglietto con la nuova tratta. 

 Prenotai anche il Novotel di Sheremetyevo (Ciro ci alloggia da oltre trent’anni) e l’hotel di Irkutsk direttamente dai loro siti con la formula “pagamento in hotel”, in modo da bypassare il problema dell’impossibilità dell’uso delle carte di credito. 

Nel frattempo me ne fregavo della RS e continuavo a sperare in accordi di pace, soprattutto per fermare le conseguenze dei bombardamenti e della perdita di vite umane (con relative scene strazianti dei migliaia e migliaia di profughi).

 Mi domandavo durante le notti insonni se fosse politicamente corretto operare una scelta del genere in un momento in cui tantissime persone morivano al fronte…

Tuttavia riflettevo anche sul fatto che la Russia era in guerra, ma che la guerra non era in Russia ed io dovevo recarmi in zone assolutamente lontane dai confini a rischio.

Così, alla fine, preparai la valigia.

Io che sono abituata ad andare dall’altra parte del mondo con 200 euro in tasca (a volte anche meno) ed ad utilizzare solo una carta di credito o un bancomat, invece partii con una somma di danaro in contanti, euro e dollari, prevedendo anche la possibilità, oltre che di pagare tutte le spese di vitto alloggio e taxi, di dover acquistare ex novo un volo di ritorno anche via Dubai, o Doha, o passando dal Marocco o qualunque altra ‘via di fuga’. Mi preparai, studiando gli orari, anche il tragitto da Istanbul a Bangkok se qualcosa fosse andato storto e se non fossi riuscita a raggiungere Mosca.

Dunque iniziai il mio viaggio. Prima tappa fu Istanbul dove giunsi alle 18.30 del 4 aprile. Nel nuovo aeroporto di Istanbul ci sono due hotel della catena Yotel che io adoro, una catena presente quasi solo all’interno degli aeroporti e concepita per i passeggeri in transito, con servizi H24. Scelsi quello “land side”, dal lato arrivi, piuttosto che quello “airside”, proprio all’interno dell’area transiti, il quale, anche se meno comodo perché occorre rifare i controlli, costa il 30% in meno e conosco già il menù del ristorante e so cosa ordinare. 

Il mio volo il mattino successivo sarebbe stato alle 7.15 e, come mio solito in questi casi, non riuscii a dormire se non per un paio di ore, tanta fu l’ansia di non svegliarmi nonostante mi fossi portata una sveglietta da viaggio e avessi attivato anche quella del cellulare: ho il sonno pesante, sono un po’ sorda e abituata a non fidarmi delle sveglie degli alberghi.

Infatti, anche questa volta, come mi è accaduto spesso, dalla reception si dimenticarono di chiamarmi.

I controlli del volo per Mosca furono alquanto accurati e al gate, oltre a verificare che il PCR test fosse stato fatto entro le 48 ore precedenti (partendo di lunedì e con i laboratori in città chiusi nel weekend fui costretta a subire il “furto” di 180 euro per un test realizzato a Malpensa con il referto in una puntualissima ora) mi perquisirono minuziosamente il bagaglio, ma il volo fu confortevole (in classe economica, come l’intero viaggio) e puntuale ed in sole tre ore giungemmo a destinazione.

Atterrata all’aeroporto di Vnukovo, iniziai a guardarmi intorno e constatai che non c’era molta gente; tuttavia la situazione mi sembrò tranquilla e dopo il controllo del passaporto ed un nuovo controllo del PCR, fui fuori.

Cercai subito un ufficio di cambio valuta aeroportuale e, in un primo momento, mi sembrò di capire che non avrei potuto cambiare gli euro. Andai nel panico anche perché avevo avuto la possibilità di comprare dei rubli in aeroporto ad Istanbul, ma non lo avevo fatto pensando che non sarebbe stato conveniente. Per fortuna, notando il mio disappunto, si avvicinò una signora russa anche lei lì per lo stesso motivo e che parlava inglese meglio dell’addetta allo sportello, signora che mi informò che avrei solo dovuto attendere che la cassa fosse rifornita. Con il mio gruzzoletto di rubli, quindi, dopo pochi minuti, mi recai al banco dei taxi e prenotai un trasferimento dall'aeroporto di Vnukovo al Novotel, accanto all’aeroporto di Sheremetyevo, al costo di circa 25 euro che mi sembrò più che onesto per un’ora di taxi, e ciò non perché il rublo vale poco, ma perché, come avrei avuto modo di constatare in seguito, c’era stato un crollo di prezzi per alberghi e relativi ristoranti. 

Al Novotel mi sentii a casa. Dovevo restarci dalle 13 del 5 aprile e, avendo il volo la sera successiva, 6 aprile, alla 21, fino alle 17 del giorno dopo, chiesi un late check-out che mi concessero gratuitamente e finalmente riuscii a concedermi una buona dormita. Nella TV del Novotel di Mosca sono sintonizzati i canali italiani, ma io desideravo cercare di capire qualcosa della situazione del paese e guardai i canali russi.

 Il volo notturno da Mosca a Irkutsk dura 5 ore, l’aereo era pienissimo. Io stetti scomodissima e capii subito che anche questa volta non avrei dormito un solo minuto. Mi immersi, allora, nella visione di una serie Netflix, leggera, tra quelle che avevo scaricato così, episodio dopo episodio, giungemmo a destinazione la mattina del 7 aprile, con circa ventiquattro ore di anticipo rispetto al mio ritorno solare in questa città dell’estremo est siberiano.

L’hotel mi mandò, su mia richiesta, un autista e, poiché sapendo di arrivare alle 8.30 del mattino, avevo chiesto, questa volta con il pagamento di un supplemento, un check-in anticipato, dopo avere fatto colazione mi recai subito in camera dove comunicai a Ciro che ero giunta a destinazione e mi rilassai leggendo, prima di dormire per qualche ora.

In un altro momento avrei utilizzato il resto del pomeriggio per andare in giro per la città, per una passeggiata sulle rive del lago Bajkal, ma non mi sentii sicura ad andare in giro, quindi uscii solo per il tempo di andare di nuovo in banca per cambiare degli altri soldi in modo da essere sicura di potermi pagare la cena e le necessità del giorno successivo, avendo già messo da parte il denaro per i taxi.

Dopo di che mi concessi una sauna alla SPA dell’hotel e un rigenerante massaggio di un’ora in vista dello stress del viaggio di ritorno da affrontare, viaggio che prevede ancora uno scomodo volo notturno. 

Al mattino successivo, con calma, mi preparai, prenotando il transfer per l’aeroporto dove giunsi con largo anticipo (il mio ritorno solare avvenne intorno alle 10.20 ed il volo partì alle 13.20).

Durante il volo mi dedicai alla stesura di questo racconto. Avevo ancora un po’ di ansia addosso per i voli successivi, ma ormai avevo compreso che non avrei avuto nulla da temere per problemi legati al conflitto.

 Atterrai puntuale all’aeroporto di Sheremetyevo e feci un giro al supermercato. Ero curiosa di vedere se c’erano ancora prodotti italiani in vendita. In effetti, a livello alimentare, non mancavano: olio extravergine, sugo di pomodoro, gallette e pasta di grano duro. Mi domandai se fossero scorte precedenti o se si trattava di prodotti arrivati, come me, tramite una tappa turca.

Andai in cerca del taxi che mi portò all’aeroporto di Vnukovo. Anche questa volta evitai il “fai da te” e puntai dritto al chiosco ufficiale dei taxi dove mi prenotarono il transfer. Avevo ancora un po’ di rubli e pagai in contanti; poiché, però, non mi funzionava il Wi-Fi per tracciare l’arrivo dell’autista, carinamente venni scortata e restai in attesa della vettura con i due boys della compagnia di taxi. 

Passammo con l’auto davanti ad un centro commerciale ed il tassista mi confermò che IKEA era chiusa. Cercammo di dialogare durante l’ora abbondante del tragitto, ma non ci capimmo molto e io non volli consumare gli ultimi dati a disposizione sulla mia SIM per l’uso di Google Translator.

Il volo sembrava confermato, ma mi attendevano sei ore di standby in aeroporto e, come al solito, prima di tre ore prima della partenza, non puoi avere la carta di imbarco per cui non mi diedero il check-in in quanto dovevano controllare i documenti e non mi restò che mettermi a rispondere ai messaggi di auguri mentre attendevo, scomodamente seduta, nell’area dei check-in.

Quando finalmente riuscii ad accedere ai gate, scoprii che il volo era ritardato e, anziché partire all’ 1.25 di notte, sarebbe partito alle 3, quindi la già prevista lunga attesa diventò quasi infinita nella mia percezione troppo ‘stanca’…

Avevo anche finito, di nuovo, i rubli e nessuno mi accettava dollari o euro. Non riuscivo ad accedere al Wi-Fi dell’aeroporto e avevo terminato i dati della promozione acquistata prima di partire; inoltre gli ultimi collegamenti a pagamento mi avevano anche esaurito il credito telefonico.

Ecco che Marte e Saturno in nona casa di Rivoluzione Solare avevano cominciato ad agire, a poche ore dal compleanno!!

Ma la mia Venere in 9 casa di nascita passò al contrattacco manifestandosi in Victoria, una bellissima barista che non solo mi fece utilizzare il suo cellulare come Wi-Fi, ma che accettò i miei dollari in pagamento per un panino e due birre. 

Le sedie del bar, tuttavia, erano scomodissime e, quindi, dopo un po’ la ringraziai e continuai a vagare per l’aeroporto.

Ero ovviamente alquanto stanca, tanto da avere paura a stare seduta perché temevo di addormentarmi davanti al gate e di perdere il volo.

Quando la lunga attesa finì e finalmente ci imbarchiamo crollai e dormii per tutto il tragitto. Arrivai, quindi, a Istanbul terribilmente in ritardo e stava per cominciare l’imbarco del volo per Milano e dovetti letteralmente attraversare correndo tutto l’immenso nuovo aeroporto di Istanbul, ma ormai ero a casa! 

Daniela Boscotrecase Discepolo




Per Tutti. Non è una notizia importante, ma vi invito a leggerla perché potrà spiegare, a qualcuno, il perché di un certo rumore di fondo che disturba, da qualche anno, l’Astrologia:

http://ilblogperidepressi.wordpress.com/ 

For Everybody. It is not an important news, but I invite you to read it because it can explain, to someone, the why of a certain noise leading that disturbs, from a few years, the astrology:

 http://ilblogperidepressi.wordpress.com/ 

 

Ciro Discepolo

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Una bibliografia quasi completa di Ciro Discepolo:

An almost complete bibliography of Ciro Discepolo:

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http://www.programmiastral.com/download/bibliografia_completa_di_ciro_discepolo.xls