domenica 15 marzo 2026

Il mio nuovo libro “ALGORITMI DEL DESTINO”

 



Disponibile da subito anche l’edizione Kindle del mio nuovo libro che vuole rispondere alla domanda “Siamo già entrati nella Terza Guerra Mondiale?” e anche all’altra “Finirà e quando finirà la guerra in Medio Oriente”.

Il libro è in italiano e in inglese, entrambe le lingue all’interno dello stesso volume.

Ho usato, come distico iniziale, tre frasi tratte dal mio stesso libro:

-          La borsa non scommette sulla fine del mondo, perché nella fine del mondo non esistono dividendi.

 

-          Il teleobiettivo vede l’emergenza. Il grandangolare vede il ciclo.

 

-          L’umanità non sceglie la guerra totale quando può scegliere una pizza al pomodoro e un tramonto a Positano.

 

Ciro Discepolo

Questa è la dedica del libro:

A Daniela, mio grande amore che a sessant’anni mi ha proiettato in un secondo ciclo di vita.

 

Da subito su Amazon, 224 pagine, 4,37 euro.

 

My new book is available now, answering the question "Have we already entered World War III?" as well as the other question "Will the war in the Middle East end, and when will it end?"

 

The book is in Italian and English, both languages ​​within the same volume.

As the opening couplet, I used three sentences from my own book:

-          The stock market doesn't bet on the end of the world, because there are no dividends in the end of the world.

 

-          The telephoto lens sees the emergency. The wide-angle lens sees the cycle.

 

-          Humanity doesn't choose total war when it can choose a tomato pizza and a sunset in Positano.

 

Ciro Discepolo

This is the book's dedication:

To Daniela, my great love, who at sixty projected me into a second life cycle.

 

Now on Amazon, 224 pages, €4,37.




Woody Allen, un breve ritratto astrologico di Ciro Discepolo

https://youtu.be/GgjJ5QDoiho

La (mia) voce è clonata dalla AI. La qualità è eccellente, tuttavia segnalo che la stessa sbaglia diversi accenti e anche alcune date e varia, spesso, di volume.

26 s

È davvero difficile separare il dramma dalla comicità che ci viene servita dai maggiori comici viventi che portano in scena soprattutto le proprie angosce di cui tutti ridiamo perché riconosciamo nelle stesse le nostre, ma che preferiamo attribuire agli altri. Ciò spiega, per esempio, l’enorme successo che ebbero soprattutto in Germania i film di Fantozzi: i nostri cugini tedeschi ridevano a crepapelle dei “fantozzi italiani” per esorcizzare la paura di dover riconoscere la quota fantozziana presente in ciascuno di loro.

E poi, penso, si tratti anche di uno sforzo di autodifesa per mascherare con l’ironia le paure ancestrali che albergano dentro di noi. Anche io scrivo ciò il 24 marzo 2026, alla vigilia di prove importanti che mi colpiranno a breve.



Aggiornamento del 25/3/2026

 

Annunci clamorosi da “Ignoto X”
Quando la TV decide prima della scienza

 

I miei quattro lettori — che resistono eroicamente — sanno che sono un fan di Pino Rinaldi. Non tanto (o non solo) per ciò che dice, ma per come lo dice: senza esitazioni, senza freni, senza quelle estenuanti cautele che oggi vanno sotto il nome di politicamente corretto.

E soprattutto perché ha elevato a metodo scientifico il celebre teorema dell’oste:

“Oste, il tuo vino è buono?”
“Assolutamente sì!”
“Perfetto, cambiamo argomento.”

Rinaldi funziona così: se è convinto, è convinto. Punto. Nessuna perdita di tempo.

E infatti, anche ieri sera, ci ha regalato uno dei suoi ormai consueti annunci “definitivi in attesa di conferma”:

“Sembrerebbe — ma attendiamo solo una conferma ufficiale — che l’ora della morte di Chiara Poggi sia stata spostata verso la tarda mattinata dalla perizia Cattaneo.
Quindi Alberto Stasi esce definitivamente dalla vicenda e la situazione si fa pesante, pesantissima, per Andrea Sempio.”

Traduzione: il processo è chiuso. Manca solo la burocrazia.

Il coro, puntuale, non si è fatto attendere:
Vitelli (custode quotidiano della teoria secondo cui le Corti d’Assise correggono la Cassazione) e Schininà, in perfetta modalità coro greco, hanno certificato il tutto.

Sipario.

A disturbare questa armonia perfetta, un solo elemento fuori posto:
Armando Palmegiani, consulente di Sempio. Il classico convitato di pietra.

E infatti ha detto l’unica cosa sensata — e dunque inutilizzabile in quel contesto:

“Per ora sono indiscrezioni. Quando diventeranno atti, risponderemo nelle sedi opportune.”

Ecco. Politicamente corretto allo stato puro.
Quella roba insopportabile che rallenta il treno delle certezze televisive.

Personalmente, lo dico senza ipocrisie:
io sono pronto. Mi basta un cenno di Rinaldi e parto — insieme alla maggioranza silenziosa del Paese — per Bollate a liberare Stasi.

Perché aspettare i tribunali, quando abbiamo già la TV?

Poi, però, entra in scena un elemento di disturbo.

Uno di quelli fastidiosi. Uno che porta numeri, metodo, dubbi.

Il professor Vittorio Fineschi.

Un vero luminare. E si sente.

Ieri ha ribadito — con la calma dei competenti — una verità semplice e devastante:

l’ora della morte non è un punto, ma un problema complesso, fatto di variabili spesso ignote.

Temperatura del corpo: sconosciuta.
Peso: sconosciuto.
Rigor mortis: rilevato ore dopo.
Temperatura ambientale: 23 gradi, misurati alle 17 (il 13 agosto, in Pianura Padana…).

Già questo basterebbe.

Ma c’è di più.

C’è quella frase che Fineschi ripete spesso — e che ieri, guarda caso, non è stata sottolineata abbastanza:

anche quando credi di aver trovato l’ora della morte, devi applicare una forchetta minima di ±5 ore.

Cinque ore prima. Cinque ore dopo.

Non minuti. Ore.

Tradotto in italiano semplice:
se l’orario passa dalle 9 alle 11, la finestra reale diventa 8.30–13.30.

Altro che “esce definitivamente”.

Altro che sentenze televisive.

Ma capisco:

questo è linguaggio scientifico.
È lento, prudente, noioso.

Non funziona in TV.

Non fa audience.

E soprattutto — cosa ancora più grave — non permette annunci.

Perciò sì, lo ripeto anch’io, con un filo di ironia (ma neanche troppo):

queste sono menate da politicamente corretto.

E noi, ormai, abbiamo fretta.

Troppa fretta.





 Ipocrisie & Ipocrisie: il paradosso della privacy

La storia orribile di Emanuele De Maria, detenuto in semilibertà, dopo avere commesso un femminicidio, che uccise nuovamente un’altra giovane donna, tentò di uccidere anche un uomo e, infine, si tolse la vita gettandosi dalla sommità del Duomo di Milano.

Nelle scorse settimane avrei voluto approfondire questo caso che nella primavera del 2025 mi scosse moltissimo, al netto dello sguardo diabolico che quest’uomo ostentava anche quando si lasciava intervistare dalla TV come modello da lodare di detenuto del carcere di Bollate che aveva ottenuto la semilibertà e lavorava come portiere di notte di un albergo in centro a Milano.

Di lui, pur sollecitando l’immensa memoria delle migliori chatBot, si riesce a sapere solo il nome ed il cognome (forse), Emanuele De Maria, l’età (forse), nato nel 1990 e la provincia di nascita (forse), Caserta.

E tutto il resto?

I dati precisi per poter chiedere secondo la legge un suo estratto di nascita? impossibile!

Perché?

“Per la legge sulla privacy!”

È la risposta ormai preconfezionata di un mondo di plastica dove si sembrano celebrare altissimi valori di civiltà giuridica, ma dove la onnipresente “legge sulla privacy” non c’entra alcunché con quanto appena detto e la si usa come un machete o come un’arma impropria ogni volta che si desideri attuare qualsiasi forma di censura.

Ricordiamo in breve i fatti. Il soggetto uccise, nel casertano, una ragazza, una giovane prostituta di ventitré anni. Scappò all’estero e fu arrestato in Germania. Quindi iniziò la pena detentiva (credo che fosse all’undicesimo anno di carcere o giù di lì e quindi si avviava già alla conclusione della stessa, quando, per i suoi modi apparentemente gentili e raffinati, fu raccomandato dagli stessi dirigenti del carcere per un lavoro come portiere di notte in un albergo del centro del capoluogo meneghino).

Qualcuno potrebbe chiedersi perché no come cassiere in una banca, ma qui usciremmo fuori tema.

Dopo pochissimi giorni dall’inizio di tale lavoro, riuscì a sedurre una giovane collega, una donna sposata di origini srilankesi, con cui iniziò una relazione di cui si accorse anche un altro collega che cercò di mettere in guardia la ragazza.

I fatti precisi, in ogni più piccolo dettaglio, non si conoscono “per la legge sulla privacy”, ma sembrerebbe che questo spregevole individuo chiese del denaro alla donna che non fu in grado di darglielo e lui la uccise in un parco cittadino non lontano dal luogo di lavoro. Poi attese, nel buio, l’arrivo dell’altro portiere, e tentò di accoltellarlo, ma l’altro si salvò miracolosamente ed il De Maria, consapevole di non poter contare su di un nuovo mazzo di carte immacolate, salì sulla sommità del Duomo di Milano e si lanciò nel vuoto.

Sono tante le domande che da uomo e da strologo mi faccio su questa orribile storia e sono tante le cose che avrei voluto studiare per proporle a tante lettrici e a tanti lettori interessati ad esplorare le latitudine di putredine dell’animo umano.

Ma non si può.

Per la legge sulla privacy.

Falso.

Falso.

Falso.

Io vorrei che una buona volta ci sedessimo in tanti davanti ad un tavolo e discutessimo a proposito di questa stronzata travestita da mantra spendibile, per i sostenitori fanatici del “politicamente corretto” a tutte le longitudini di pensiero che esistono.

Facciamo un esempio da cui si possa intuire tutta la falsità di una posizione del genere.

Mettiamo che i miei nipotini, tre adorabili bambini (due maschietti e una femminuccia) abitassero a Milano e mi venissero a trovare ogni tanto per trascorrere assieme qualche pomeriggio. Io amerei parlare con loro, rispondere alle molte domande che mi rivolgono per telefono, creare con loro disegni carini di animali, di paesaggi, di pianeti e di stelle…

Poi, mettiamo che un giorno, venga ad abitare a fianco al mio appartamento, un uomo sui cinquant’anni, un certo Mario Rossi e ipotizziamo che “per la legge sulla privacy” nessuno mi dica che si tratti di un pedofilo più volte assassino.

Come la dovremmo gestire questa faccenda?

E, chiedendo a quei geni della Comunità Europea, potremmo fare loro anche la seguente domanda: “Mi spiegate perché, secondo la nuova normativa europea, qualunque cittadino può chiedere di vedere, in ogni dettaglio, la busta paga di un suo collega di lavoro e poi non può sapere, per la legge sulla privacy, se Emanuele De Maria era nato a San Felice al Cancello, a Mondragoni o ad Aversa?

E in che modo la privacy della sua morte verrebbe violata se mi si desse il modo di studiare il suo cielo natale dopo la sua scomparsa dalla stessa navicella spaziale su cui viaggiavamo assieme fino a pochi mesi fa?

E ancora: perché qualunque giudice può autorizzare la Guardia di Finanza a leggere l’elenco dei farmaci che ho acquistato ieri con la mia carta di credito e a visionare le mie ricerche su Internet e io non posso sapere se Emanuele De Maria era nato a maggio o a novembre?

Me la spiegate meglio questa faccenda-bufala della privacy?

La stessa che quando un bambino viene massacrato dal padre e sta per morire, tutti i telegiornali lo mostrano con il volto pixellato e poi, un minuto dopo, lo visualizzano senza filtri?

È prevista una logica in tutto questo o dobbiamo continuare ad andare avanti nel buio dei secoli sempre secondo il mantra della “privacy”?

Nelle sentenze il Giudice parla anche a nome mio e dice: “In nome del popolo italiano – e anche di Ciro Discepolo – condanno Emanuele De Maria, nato a … alla pena di anni.”.

E fino a pochi anni fa, abbonandomi a siti tipo Cassazione.net, riuscivo a recuperare detti dati per poi iniziare un lungo ed estenuante braccio di ferro con l’anagrafe del Comune di nascita che, nella maggioranza dei casi, tentava di non darmi l’estratto di nascita che chiedevo…

Adesso non è più possibile neanche questo perché tali sentenze, tutte le sentenze, vengono redatte con il nipotino scemo di Enigma, il codice segreto con cui i nazisti trasmettevano i dati sulle navi anglo-americane da affondare durante la seconda Guerra Mondiale.

Ed ecco che nel nostro caso, forse, la sentenza potrebbe diventare “condanna E.D.M, nato a S.F.A.C., provincia di C, il omissis, omissis, omissis, alla pena di anni...”.

Non trovate meraviglioso tutto ciò?

Se non del trionfo dell’ipocrisia, di cosa, allora, stiamo parlando?

Se non del trionfo dell’ipocrisia, di cosa, allora, stiamo parlando?

È proprio di questi giorni la ribalta dell’ultimissimo scandalo che coinvolge decine di ex poliziotti della società di investigazione Equalize Srl, fondata da Enrico Pazzali (presidente di Fondazione Fiera, che si è autosospeso), società che dietro pagamento anche di migliaia di euro, secondo l’Accusa, forniva dati sensibili di chiunque, dall’uso di pomate emorroidali a vizietti erotico-sessuali agiti nel segreto dell’alcova.

Il trionfo del politicamente corretto, dell’ipocrisia, della menzogna, della natura fake di grossa parte della società attuale e allora mi torna alla mente la scena di uno di quei drammi assoluti (ma perché li chiamava “commedie”?) di Eduardo De Filippo, credo “Napoli milionaria!”, quando il grande drammaturgo napoletano che aveva Venere nel cuore (al Discendente) e Saturno sul volto (all’Ascendente) si insaponava con grande impegno il viso, davanti ad un mezzo vetro rotto e usato come specchio, per poi procedere a depilarsi le guance ed il suo ospite gli chiedeva: “Don Ferdinando, vi state facendo la barba?”.

E, l’altro, dopo uno dei suoi più che espliciti lunghi silenzi, rispondeva: “No!”.




Aggiornamento del 19/4/2026

Grande dolore per questa povera piccola vittima.

Un carissimo augurio, invece, a Sandro NH che domani festeggerà il compleanno in un luogo assai esotico e bello.


Aggiornamento del 20/4/2026

 

L’Italia, gli USA ed il doppio ‘scazzo’ di Sigonella.

Come sapete evito, quasi sempre, di parlare di politica perché penso che la stessa fomenti soprattutto l’odio tra le persone, in particolare tra quelle meno colte che pensano di poter gridare, in quel campo, laddove sono costrette a tacere quasi a trecentosessanta gradi.

Questa volta farò una piccola eccezione, ma – se ci riflettete – la stessa non è neanche tale dato che vi proporrò, in grande sintesi, solo un aspetto tecnico di un discorso più vasto.

Mi sono chiesto da astrologo, dopo il secondo grosso scazzo USA-Italia, sempre per Sigonella, come fosse da leggersi tale potenziale punto di rottura che secondo autorevoli storici fu, addirittura, la base di partenza per la distruzione a tavolino della Prima Repubblica.

Allora, senza girarci tanto intorno, da astrologo, mi sono andato a guardare la Rilocazione di Sigonella nel cielo di nascita degli USA.

Già, si fa presto a dire il cielo di nascita degli USA!

Secondo la maggioranza degli astrologi e secondo l’autorevole opinione del bravo collega inglese Nicholas Campion (tutti dovrebbero avere il suo splendido libro “The Book Of World Horoscopes”), gli Stati Uniti d’America sarebbero nati a Philadelphia il in una di queste quattro diverse date:


1)      Philadelphia, 2/7/1776, h 16

2)      Philadelphia, 2/7/1776, h 12

3)      Philadelphia, 4/7/ 1776, h 16.50

4)      Philadelphia, 4/7/1776, h 17.10

 

(I relative grafici li potete vedere nel mio ultimo libro, “Algoritmi del Destino”).

Invece, sono già molti lustri che un altro mio collega tedesco assai bravo sostiene una tesi del tutto diversa e che io considero giustissima.

Leggiamo quello che pubblicai molti anni fa sul mio trimestrale di Astrologia “Ricerca ‘90” e poi ripreso nel libro appena citato:

 

Finalmente risolto un vecchio mistero: La serie di decessi dei Presidenti degli Stati Uniti.

di Gerhard Lukert

dal numero 64 (ottobre 2005) di Ricerca ‘90

Grafico N°1: Nascita degli Stati Uniti d’America, Mount Vernon, Virginia (long. 77° 06' 18" e lat. 38° 44' 25"), 14 aprile 1789, alle ore 13.00.

primo passo: La ricerca del vero Tema Natale

Quando la Costituzione degli Stati Uniti entrò in vigore il 21 giugno del 1788, il vecchio Continental Congress decise che dopo le elezioni da tenersi in novembre, il nuovo governo si sarebbe dovuto riunire a New York il primo mercoledì di marzo del 1789. Tuttavia, pochi fra i Senatori e i fra i Membri della Camera giunsero in tempo, e fino al 6 aprile 1789 non ci fu nemmeno il quorum per costituire il Senato.

 

Quel giorno, in tarda mattinata, il Presidente del Senato John Langdon ricevette, aprì e contò i voti degli elettori, e dichiarò George Washington eletto all’unanimità Presidente degli Stati Uniti.

Di conseguenza il Segretario del Congresso Charles Thompson fu incaricato di comunicare il risultato a George Washington, che in quei giorni soggiornava nella sua fattoria di Mount Vernon.

Dopo una lunga cavalcata verso sud attraverso le foreste e i campi della Pennsylvania e della Virginia, attraversando i fiumi di quella fredda primavera, Thomson, secondo il suo proprio diario, giunse a Mount Vernon attorno a mezzogiorno del 14 aprile 1789. Questa storica informazione ci viene confermata da una lettera dello stesso giorno, scritta da George Washington al Presidente del Senato, in cui Washington conferma l’arrivo di Thomson e promette di mettersi in viaggio per New York. La lettera indica “attorno all’una di oggi” il momento decisivo in cui George Washington viene informato dell’elezione e ne accetta il risultato – fondando e rendendo così operante l’istituto presidenziale. Da quel momento in poi c’è sempre stato un Presidente degli USA in carica a rappresentare il popolo degli Stati Uniti e ad agire per esso in ogni affare di governo sia interno che estero, conformemente alla costituzione. La catena di tutti i presidenti da allora non è mai stata interrotta per oltre 200 anni; è stata solo alterata o da nuove elezioni, o da dimissioni (Nixon 1974) o da decessi.

George Washington accetta l’elezione a primo Presidente USA conformemente

alla Costituzione del 1788: Mount Vernon, 14 aprile 1789, una del pomeriggio.

L’articolo continua, ma per i nostri scopi, fermiamoci qui.

Dunque quello che vedete più sotto è il cielo natale degli Stati Uniti d’America e, a fianco, la sua rilocazione per Sigonella (vicino Catania).

Come potete osservare, nel cielo di rilocazione per quella base aerea, troviamo Urano stretto al Medio Cielo e Nettuno anch’esso dominante, all’Ascendente.

Abbastanza per dare il titolo a questa serie:

“L’Italia, gli USA e gli scazzi di Sigonella”.

 


http://ilblogperidepressi.wordpress.com/ 

For Everybody. It is not an important news, but I invite you to read it because it can explain, to someone, the why of a certain noise leading that disturbs, from a few years, the astrology:

 http://ilblogperidepressi.wordpress.com/ 

 

Ciro Discepolo

www.cirodiscepolo.it  

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Per vedere bene i grafici zodiacali e le foto, occorre cliccarci sopra: si ingrandiranno. 

Una bibliografia quasi completa di Ciro Discepolo:

An almost complete bibliography of Ciro Discepolo:

 http://www.amazon.com/Ciro-Discepolo/e/B003DC8JOQ/ref=sr_ntt_s 

e

http://www.programmiastral.com/download/bibliografia_completa_di_ciro_discepolo.txt



5 commenti:

Sandro NH ha detto...

https://www.tgcom24.mediaset.it/spettacolo/chuck-norris-morto-86-anni_110213135-202602k.shtml

Il combattivo Chuck Norris si è arreso 10 giorni dopo il compleanno.
10 marzo 1940

Sandro NH ha detto...

Volevo approfittare della notizia della scomparsa del Senatùr Umberto Bossi che nacque
il 19 settembre 1941 a Gemonio (VA).
Nel suo excursus politico -lo ricorderete in molti- c'era anche il rito dell'ampolla contenente l'acqua del Po.
Il primo, seguito da tanti altri, si svolse il 13 settembre 1996...

Sandro NH ha detto...

La mozione di sfiducia su Daniela Santanchè da lunedì nell'Aula della Camera - Ultima ora - Ansa.it https://share.google/raJort7wxKbhM5wrs

La ministra Santanché non ne vuole sapere di dimettersi...

7 aprile 1961

Sandro NH ha detto...

'Relazione con Piantedosi', nel governo scoppia il caso di Claudia Conte | ANSA.it https://share.google/p28BaGYmBNl7kKBGZ

Claudia Conte, 19 marzo 1992
Matteo Piantedosi, 20 aprile 1963

Sandro NH ha detto...

Tragedia di Suio, Gabriele morto a 7 anni nella piscina termale: cosa sappiamo https://www.latinatoday.it/cronaca/gabriele-bambino-morto-piscina-suio-cosa-sappiamo.html

Aveva compiuto 7 anni giovedì scorso.