Disponibile da subito anche l’edizione Kindle del mio nuovo
libro che vuole rispondere alla domanda “Siamo già entrati nella Terza Guerra
Mondiale?” e anche all’altra “Finirà e quando finirà la guerra in Medio Oriente”.
Il libro è in italiano e in inglese, entrambe le lingue all’interno
dello stesso volume.
Ho usato, come distico iniziale, tre frasi tratte dal mio
stesso libro:
-
La
borsa non scommette sulla fine del mondo, perché nella fine del mondo non
esistono dividendi.
-
Il
teleobiettivo vede l’emergenza. Il grandangolare vede il ciclo.
-
L’umanità
non sceglie la guerra totale quando può scegliere una pizza al pomodoro e un
tramonto a Positano.
Ciro
Discepolo
Questa è
la dedica del libro:
A Daniela, mio grande amore che a sessant’anni mi ha proiettato in
un secondo ciclo di vita.
Da subito su Amazon, 224 pagine, 4,37 euro.
My new book
is available now, answering the question "Have we already entered World
War III?" as well as the other question "Will the war in the Middle
East end, and when will it end?"
The book is
in Italian and English, both languages within the same volume.
As the
opening couplet, I used three sentences from my own book:
-
The
stock market doesn't bet on the end of the world, because there are no
dividends in the end of the world.
-
The
telephoto lens sees the emergency. The wide-angle lens sees the cycle.
-
Humanity
doesn't choose total war when it can choose a tomato pizza and a sunset in
Positano.
Ciro
Discepolo
This is the
book's dedication:
To Daniela,
my great love, who at sixty projected me into a second life cycle.
Now on Amazon, 224 pages, €4,37.
Woody Allen, un breve ritratto astrologico di Ciro Discepolo
La (mia) voce è clonata dalla AI. La qualità è eccellente, tuttavia segnalo che la stessa sbaglia diversi accenti e anche alcune date e varia, spesso, di volume.
26 s
È davvero difficile separare il dramma dalla comicità che ci viene servita dai maggiori comici viventi che portano in scena soprattutto le proprie angosce di cui tutti ridiamo perché riconosciamo nelle stesse le nostre, ma che preferiamo attribuire agli altri. Ciò spiega, per esempio, l’enorme successo che ebbero soprattutto in Germania i film di Fantozzi: i nostri cugini tedeschi ridevano a crepapelle dei “fantozzi italiani” per esorcizzare la paura di dover riconoscere la quota fantozziana presente in ciascuno di loro.
E poi, penso, si tratti anche di uno sforzo di autodifesa per mascherare con l’ironia le paure ancestrali che albergano dentro di noi. Anche io scrivo ciò il 24 marzo 2026, alla vigilia di prove importanti che mi colpiranno a breve.
Aggiornamento del 25/3/2026
Annunci clamorosi da “Ignoto X”
Quando la TV decide prima della scienza
I miei quattro lettori — che resistono eroicamente — sanno che sono un fan di Pino Rinaldi. Non tanto (o non solo) per ciò che dice, ma per come lo dice: senza esitazioni, senza freni, senza quelle estenuanti cautele che oggi vanno sotto il nome di politicamente corretto.
E
soprattutto perché ha elevato a metodo scientifico il celebre teorema
dell’oste:
“Oste, il
tuo vino è buono?”
“Assolutamente sì!”
“Perfetto, cambiamo argomento.”
Rinaldi
funziona così: se è convinto, è convinto. Punto. Nessuna perdita di tempo.
E infatti,
anche ieri sera, ci ha regalato uno dei suoi ormai consueti annunci
“definitivi in attesa di conferma”:
“Sembrerebbe
— ma attendiamo solo una conferma ufficiale — che l’ora della morte di Chiara
Poggi sia stata spostata verso la tarda mattinata dalla perizia Cattaneo.
Quindi Alberto Stasi esce definitivamente dalla vicenda e la situazione si fa
pesante, pesantissima, per Andrea Sempio.”
Traduzione:
il processo è chiuso. Manca solo la burocrazia.
Il coro,
puntuale, non si è fatto attendere:
Vitelli (custode quotidiano della teoria secondo cui le Corti d’Assise
correggono la Cassazione) e Schininà, in perfetta modalità coro greco,
hanno certificato il tutto.
Sipario.
A disturbare
questa armonia perfetta, un solo elemento fuori posto:
Armando Palmegiani, consulente di Sempio. Il classico convitato di pietra.
E infatti ha
detto l’unica cosa sensata — e dunque inutilizzabile in quel contesto:
“Per ora
sono indiscrezioni. Quando diventeranno atti, risponderemo nelle sedi
opportune.”
Ecco.
Politicamente corretto allo stato puro.
Quella roba insopportabile che rallenta il treno delle certezze televisive.
Personalmente,
lo dico senza ipocrisie:
io sono pronto. Mi basta un cenno di Rinaldi e parto — insieme alla maggioranza
silenziosa del Paese — per Bollate a liberare Stasi.
Perché
aspettare i tribunali, quando abbiamo già la TV?
Poi, però, entra in scena un elemento di disturbo.
Uno di quelli fastidiosi. Uno che porta numeri, metodo, dubbi.
Il professor
Vittorio Fineschi.
Un vero
luminare. E si sente.
Ieri ha
ribadito — con la calma dei competenti — una verità semplice e devastante:
l’ora della
morte non è un punto, ma un problema complesso, fatto di variabili
spesso ignote.
Temperatura
del corpo: sconosciuta.
Peso: sconosciuto.
Rigor mortis: rilevato ore dopo.
Temperatura ambientale: 23 gradi, misurati alle 17 (il 13 agosto, in Pianura
Padana…).
Già questo
basterebbe.
Ma c’è di
più.
C’è quella
frase che Fineschi ripete spesso — e che ieri, guarda caso, non è stata
sottolineata abbastanza:
anche quando
credi di aver trovato l’ora della morte, devi applicare una forchetta minima
di ±5 ore.
Cinque ore
prima. Cinque ore dopo.
Non minuti.
Ore.
Tradotto in
italiano semplice:
se l’orario passa dalle 9 alle 11, la finestra reale diventa 8.30–13.30.
Altro che
“esce definitivamente”.
Altro che
sentenze televisive.
Ma capisco:
questo è linguaggio scientifico.
È lento, prudente, noioso.
Non funziona
in TV.
Non fa
audience.
E
soprattutto — cosa ancora più grave — non permette annunci.
Perciò sì, lo ripeto anch’io, con un filo di ironia (ma neanche troppo):
queste sono
menate da politicamente corretto.
E noi,
ormai, abbiamo fretta.
Troppa
fretta.



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4 commenti:
https://www.tgcom24.mediaset.it/spettacolo/chuck-norris-morto-86-anni_110213135-202602k.shtml
Il combattivo Chuck Norris si è arreso 10 giorni dopo il compleanno.
10 marzo 1940
Volevo approfittare della notizia della scomparsa del Senatùr Umberto Bossi che nacque
il 19 settembre 1941 a Gemonio (VA).
Nel suo excursus politico -lo ricorderete in molti- c'era anche il rito dell'ampolla contenente l'acqua del Po.
Il primo, seguito da tanti altri, si svolse il 13 settembre 1996...
La mozione di sfiducia su Daniela Santanchè da lunedì nell'Aula della Camera - Ultima ora - Ansa.it https://share.google/raJort7wxKbhM5wrs
La ministra Santanché non ne vuole sapere di dimettersi...
7 aprile 1961
'Relazione con Piantedosi', nel governo scoppia il caso di Claudia Conte | ANSA.it https://share.google/p28BaGYmBNl7kKBGZ
Claudia Conte, 19 marzo 1992
Matteo Piantedosi, 20 aprile 1963
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