venerdì 29 febbraio 2008

Il numero 74 di Ricerca ’90 dedicato a Lisa Morpurgo


Sarebbe dovuto partire oggi, ma è sabato e quindi verrà inviato, agli Abbonati, lunedì prossimo.
Qui di seguito potete leggere l’Editoriale e anche il Sommario.

Editoriale

Questo numero 74 di Ricerca ’90 è un numero speciale dedicato, in gran parte, a Lisa Morpurgo, in ricordo della sua opera e della nostra amicizia. Lisa ci lasciò dieci anni fa, esattamente lunedì 9 marzo 1998, intorno alle sette del mattino, secondo quanto mi comunicò, pochi minuti dopo, l’amica e collega Maddalena Magliano. Abbiamo pensato che, per celebrare un decennale così importante, non bastasse vergare un semplice amarcord, ma fosse necessario regalare al “ricordo” (per chi, come me, non crede alla vita dopo la morte, può trattarsi solo di riferirsi a un “ricordo”) e a quanti le hanno voluto veramente bene e l’hanno realmente apprezzata, qualcosa di tangibile, di importante, di oggettivamente speciale. Di qui l’idea lanciata da Mariagrazia Pelaia e molto ben accolta da me di pubblicare, in un solo numero della rivista, non solo tutte e sei le puntate successive del suo “Lungo cammino” (vi ricordiamo che si tratta di un copyright e che non è possibile pubblicare altrove neanche frazioni dello stesso), che, a questo punto, diventano un libro a sé, ma anche il suo ultimo e interessantissimo articolo con le prime due voci del dizionario a cui stava lavorando quando la morte la prese con sé troppo presto.

Lisa non potrà vedere questo suo nuovo libro, fresco di stampa, ma tutti i suoi veri amici e fan sì e tanto ci basta.

Il numero 74 di Ricerca ’90 non è speciale soltanto per questo, ma perché contiene anche degli scritti preziosissimi che Luciana Marinangeli, il cui ultimo libro Risonanze celesti, Marsilio editore, sta avendo un grosso e meritato successo, ha voluto offrire in esclusiva a noi, forse perché ha ricordato che noi la stimiamo e le vogliamo bene da sempre e non solo da pochi mesi.

Non perdetevi anche gli altri scritti davvero interessanti, a partire da quello di Andrea Rossetti che diventa sempre più prezioso al punto tale che a lui dedicheranno una puntata di “Chi l’ha visto?”.

Scherzo, naturalmente, e buona straordinaria lettura a Tutti.

Ciro Discepolo
www.solarreturns.com
www.cirodiscepolo.it

Sommario

Editoriale ......................................... pag. 2

Ciro Discepolo

Cara Lisa, ti scrivo... ............................" " 3

Mariagrazia Pelaia

Omaggio dialettico a Lisa ...................." " 5

Lisa Morpurgo

Un lungo cammino (1) ......................" " 15

Lisa Morpurgo

Un lungo cammino (2) ......................" " 21

Lisa Morpurgo

Un lungo cammino (3) ....................." " 28

Lisa Morpurgo

Un lungo cammino (4) ......................" " 36

Lisa Morpurgo

Un lungo cammino (5) ......................" " 48

Lisa Morpurgo

Un lungo cammino (6) ......................" " 56

Lisa Morpurgo

La musica delle sfere ......................" " 65

Luciana Marinangeli

L’ Antichità Classica, l’astrologia medica dei greci e dei romani ......................" " 75

Andrea Rossetti

La morte di Enzo Biagi ......................." " 90

Andrea Rossetti

La “strana” morte di Gigi Sabani ........" " 94

Ciro Discepolo

Astri&Arti:

Dracula, la caduta dell’ICP, l’ingresso di Plutone in Capricorno,

la spazzatura e altro ancora ..............." " 98

Luigi Galli & Ciro Discepolo

Supporto Tecnico per la pratica delle RSM:

Tour Operator italiani nel mondo (2) ..." " 102

Marco Lorenzon

Filosofia della natura e astrologia in Tommaso Campanella ...." " 110

Recensioni ........................................." " 130

Ancora sulla dolce morte


Cari Amici,
quando leggerete la cronaca di questo viaggio-esperimento, credo che la stessa vi strapperà qualche sorriso. A me, per adesso, ne sta strappando davvero pochi date le condizioni ambientali in cui mi trovo, per cominciare...
Sono molto stanco e fra pochissime ore dovrò rimettermi in viaggio. Peccato, perché ci sono molti argomenti interessanti (alcuni post non si aprono e mi spiace).
Vi preannuncio che forse su questo spazio ci sarà anche un intervento di Serena Foglia, ma dobbiamo prima parlarne al telefono ed è difficile, per ora.
Già il post di Uranio12 ci potrebbe tenere impegnati per mesi. Lui infatti parla di suicidio e di tendenza al suicidio (che avrei io). Secondo me è improprio parlare di suicidio in questi casi, a meno che non si desideri affrontare l'argomento solo dal punto di vista della Chiesa di Roma.
Infatti noi ci portiamo dietro il retaggio di almeno duemila anni in cui ci è stato detto che soffrire è bello e che ci farà guadagnare il Paradiso (questo spiega anche perché, secondo pochi, dovremmo anche gioire se ci becchiamo un AS in XII^). Mi viene in mente una delle scene finali di Apocalypto, di Mel Gibson, quando si vedono gli spagnoli sbarcare in Perù nel diciassettesimo secolo, il secolo in cui gli europei riuscirono a sommare 150 milioni di morti in Sudamerica: neanche con l'atomica e le camere a gas l'uomo è stato in grado di fare meglio nel secolo scorso. Ebbene, dicevo, in quella scena si vedono le prime barche che portano a riva i "civilizzatori" e spicca la figura del sacerdote, in piedi, con una grande croce di legno tra le braccia...
Allora, per tornare un attimo alla domanda mia iniziale, vi vorrei ricordare lo scopo: giungere alla famosa ricetta. Su tutto il resto, lo ripeto, credo che ciascuno debba rispettare l'opinione di tutti perché, soprattutto in questo caso, ci troviamo nelle zone più delicate della coscienza individuale e collettiva.

Cara Giulia, indubbiamente sei perspicace e intelligente (però non dire più che un colpo di pistola o il tubo di scappamento possano essere una dolce morte: in questo campo possono esprimersi gli anestesisti prima di tutti gli altri e credo che nessun anestesista al mondo consiglierebbe questi due tipi di morte) ed è vero che tutto quello che faccio cerco di farlo rientrare nella logica dell’Astrologia Attiva. Io la vivo decine di volte al giorno e ringrazio il cielo che mi ha permesso di cogliere alcune realtà importanti o importantissime della nostra vita. Se un uomo (o una donna) crede profondamente nell’astrologia e nei simboli, come potrebbe vivere al 70% da astrologo e al 30% da “laico” rispetto all’arte di Urania?

Va da sé che in me c’è un’attenzione, una voglia di mirare, un tentativo costante di cogliere l’attimo, un amore per il motto “qui e ora” che fanno sì che nulla possa essere pensato o agito da me se non in una logica astrologica. Tutto questo, però, con serenità e non con gli occhi fuori dalle orbite.

Quando creai Ricerca ’90, tra le altre cose, dovevo esorcizzare un Saturno in settima: odiavo il telefono e immaginavo a quante persone avrei dovuto fare la cronistoria di una spedizione andata male e tante altre cose simili.
Anche ora sto facendo qualcosa del genere, ma la mia congiunzione Mercurio-Urano, che è l’aspetto di cui più vado fiero, mi permette di lavorare in multitasking (fare più cose contemporaneamente) e, allora, non c’è mai una sola ragione per la quale compio determinate scelte.

Ecco, però, tu mi hai anche dato lo spunto per poter dimostrare, ancora una volta, con i fatti e non con le chiacchiere, una delle regole principali delle RSM: dopo dodici mesi chiunque non sia in malafede o incapace di leggere, si accorgerà che ciò che ha contato durante l’anno sono le posizioni della RS e non i transiti. A luglio terminerà la mia RSM di Rio Gallegos e sarà schiacciante il fatto che forse questo periodo luglio 2007 – luglio 2008 è stato il migliore di tutta la mia vita per i libri: ne sono usciti diversi e ne usciranno ancora, con una diffusione mondiale e in diverse lingue. Ha stravinto Venere in terza di RS rispetto a Saturno nella stessa Casa, di transito, e non sto solo esorcizzando Saturno, accollandomi un impegno di ore al giorno quando non avevo neanche i minuti a disposizione, ma sto anche esorcizzando Venere: il blog, con la vostra viva e felice partecipazione, è oggettivamente un successo e lo sarà ancora di più quando le tantissime persone che fino a oggi lo leggono soltanto, interverranno anche.

Un’ultima cosa, anche se sto pensando di non coricarmi affatto (da un po’ di tempo riesco a dormire un poco in aereo, quanto basta). A mio parere, colui che sceglie quando e come terminare la propria vita, non è un codardo che fugge nel suicidio: paradossalmente questo potrebbe essere un atto di grande Astrologia Attiva. Stiamo parlando, non lo dimenticate mai, di persone condannate e senz’alcuna speranza che decidono di non farsi torturare e di staccare la spina quando hanno ancora voglia di andare al mare, di leggere, di scrivere, di pensare, di amare e magari programmando il momento migliore anche per i propri cari. Non so se sia vera una storia che si racconta sul grande Mitterand, malato da molti anni di cancro alla prostata che sembra abbia programmato, pensando anche alla Francia, in che giorno morire. Se ciò fosse vero, io vedrei in questo l’uomo, l’uomo laico e intelligente e non colui che chiede e riceve forme passive di pietas (che, probabilmente, tutto sono tranne che pietas). E per favore, spazziamo via almeno una ipocrisia. Non permettiamo che taluni medici mentano al paziente con la scusa che domani potrebbe essere scoperto un nuovo farmaco. A mio avviso si dovrebbe giungere a un’onestà intellettuale assoluta e, dicendo questo, il medico dovrebbe anche aggiungere, “E’ possibile anche che da domani cesseranno tutti i crimini, a cominciare dalle mattanze familiari”.

Buona giornata a Tutti.
Ciro Discepolo
www.solarreturns.com
www.cirodiscepolo.it

P.S. Perdonate eventuali refusi, ma sono tanto stanco e con il portatile e con poca luce si lavora male.

giovedì 28 febbraio 2008

Sempre sulla dolce morte



Solo pochi minuti perché sto partendo. Cara Giulia, credo che questa volta tu non abbia letto bene i miei post. Io non parlavo di dare la morte a qualcuno (che comunque è un altro argomento che vorrei affrontare dopo di questo), ma di darla a sé stessi e non in una situazione di borderline in cui c'è bisogno di un "grande amico". Inoltre tu parli di pistole come se stessi parlando dell'Aspirina da banco. Chi queste cose le studia scientificamente non è d'accordo sul fatto che un colpo di pistola o un tubo di scappamento in bocca rappresentino una dolce morte. I molti medici che ho frequentato si sono rifiutati di darmi questa ricetta e per questo io la sto chiedendo: ripeto, non per me che godo di ottima salute, ma per chi decidesse di farlo senza avere bisogno di tutele morali o mentali di chicchessia. L'abbiamo scritto come dato di default che questo discorso vale solo per chi desidera farlo e non desidera le tutele caritatevoli di familiari e amici. Desidera farlo con o senza il permesso del Vaticano e desidera farlo non gli ultimi giorni di vita, ma rinunciando ai mesi di terribili sofferenze che lo attendono e quando, informato pienamente dai medici, sappia, con certezza, che non ci sono speranze. I miracoli li lasciamo a chi, invece, non desidera fare ciò e vuole sperare fino in fondo, legittimamente, nel miracolo. Ho già detto e ripeto che credo in questa cosa e se ci sarà da farsi del carcere per pubblicare una "ricetta", non ci sono problemi, almeno da parte mia. Piuttosto (cito a memoria) credo che in un post di ieri io abbia parlato di glucosio: ovviamente intendevo dire insulina.

Però, lo ripeto ancora una volta, per chi non fosse in grado di capire bene: stiamo parlando del diritto o meno di fare questa scelta e non delle buone e sagge raccomandazioni che molte persone illuminate possono darci sul fatto che anche in casi disperati...

Per quanto riguarda Antonio penso che non abbia letto bene i post che critica. Se li avesse letti bene avrebbe individuato un range di pochi giorni di date comprese tra gennaio e febbraio, una manciata di giorni. Nel primo scrivevo che ritenevo importantissima la posizione della signora Mastella di cui non conosco i dati e utilizzavo quelli del marito. Nel secondo ricordavo che da quel giorno l'on. Mastella entrava nei venti giorni prima del compleanno e la situazione diventava critica: due ore dopo ascoltavo al telegiornale che avevano arrestato la signora Mastella e 25 collaboratori stretti dell'on. Mastella che si era dimesso e aveva decretato la crisi di Governo.
Se il nostro anonimo amico vuole suggerirci dove possiamo leggere delle previsioni in cui si parla di giorni precisi e non di vaghe frasi che possono significare tutto e il contrario di tutto, gliene saremo molto grati. Ci piacerebbe anche conoscere quale scuola utilizza lui per fare previsioni.

Buona giornata a Tutti.
Ciro Discepolo
www.solarreturns.com
www.cirodiscepolo.it

mercoledì 27 febbraio 2008

Di nuovo sulla dolce morte


Ringrazio tutti per i contributi personali che state offrendo a questo discorso. Tuttavia temo che, come succede spesso in casi analoghi, stiamo scivolando su altri argomenti non strettamente legati a quanto scrivevo ieri: mi premerebbe raggiungere uno scopo e ci tornerò fra poco.
Vorrei ripetere che, a mio avviso (ma sono convinto che in questa materia tutti abbiano il diritto di dissentire anche in maniera assoluta), in uno stato che si dichiari laico, si debba riconoscere, a ogni persona, il doppio diritto all’informazione completa circa la propria malattia e il diritto, da parte del paziente, di decidere di far terminare prima dell’arrivo dei dolori fortissimi, della invalidità e della totale dipendenza dagli altri, il modo in cui terminare la propria esistenza.
Torniamo un attimo al caso di mia sorella. Ella sapeva che aveva un tumore maligno, sapeva che aveva, da subito, dodici metastasi al fegato, ma TUTTI i medici che visitò (ed ero sempre presente) le mentirono quando le dissero che con dodici metastasi al fegato sarebbe certamente guarita o avrebbe avuto un’aspettativa di vita di 3-4 anni in condizioni di qualità della vita più che soddisfacenti.
Cara Sabrina, ciò che tu ci hai raccontato è commovente e colpisce e ci porta a condividere il tuo dolore. Ma il punto è un altro: il malato deve essere tutelato dalla verità oppure, se in tempi non sospetti, abbia scritto (e qui siamo al testamento biologico), e non detto, che intende conoscere quanti mesi gli restano da vivere, in caso di grave malattia, e anche il decorso preciso della stessa con i particolari sull’aumento dei dolori e dei gradi di invalidità che lo colpiranno progressivamente, abbia o no il diritto che sia fatta la sua volontà e non quella di parenti caritatevoli. Stiamo parlando di due cose diverse. Nonostante io abbia subito grandi dolori nella vita (indiretti), non so cosa sia la depressione e né il vittimismo. Ho intenzione di vivere il più possibile e con molta grinta. Ma il giorno che mi dovessi trovare nelle condizioni in cui si trovò Rosanna, non desidero vivere tredici mesi spesi quasi tutti nelle corsie di reparti oncologici, con una qualità della vita che peggiore non potrebbe essere e con un finale da film dell’orrore.
Allora vorrei aggiungere qualcosa per chiarire meglio il discorso. Come quasi tutti saprete, la legge Veronesi fu un grosso passo avanti nel nostro Paese perché permise ai medici della terapia del dolore (che sono anestesisti presenti in ogni ASL e addetti specificamente a lenire le sofferenze dei malati terminali) di usare la morfina. Umberto Veronesi oltre a permetterla disse anche: “Usatela a volontà, senza risparmio”.
Nella realtà, invece (e chiunque abbia assistito in senso stretto un malato terminale lo sa bene), le cose vanno in tutt’altro modo. Una grossa percentuale di medici (non sto generalizzando e condannando tutta la categoria che invece molto spesso rischia sulla propria pelle) somministra la morfina anziché con le siringhe, con le gocce sulla lingua. Negli ultimi giorni neanche iniezioni di molti cc di morfina ripetute a breve distanza ottengono il minimo risultato sul dolore, ma moltissimi malati devono agonizzare anche per 10-12 giorni con posologie di gocce sulla lingua, tra urla strazianti che ti fanno pensare: “Anche per i cavalli si prova maggiore pietà”.
Perché molti medici fanno questo? Il motivo è molto semplice. Se la dose di morfina è alta, il malato può morire per apnea (detto da ignorante, dimentica di respirare). In questo caso uno dei parenti del defunto potrebbe denunciare il medico per omicidio. Ecco spiegato, senza tanti fariseismi, il perché succede quello che succede.
Allora, ripeto: io mi batterò (ma trovo legittima ogni posizione contraria alla mia) affinché il malato venga informato sulle percentuali di guarigione (che nel caso di Rosanna erano zero e non si può bypassare questo ostacolo dicendo: “Non possiamo sapere cosa ci regalerà la scienza domani”) e sul numero di mesi che gli restano da vivere. Che egli venga, inoltre, istruito sulle singole fasi del suo peggioramento, a iniziare da quando non sarà più autonomo e non potrà più prendere decisioni personali.
Premesso tutto ciò, si potrebbe dire: “Di quali consigli hai bisogno? Sparisci per un giorno, ti imbottisci di sonniferi e hai risolto”.
Non è così semplice, ma è soprattutto sbagliato. Dei bravi anestesisti mi hanno spiegato che quello è un avvelenamento e non sempre è un modo buono per morire.
In un film recente di cui non ricordo il titolo, si descrive una storia vera della II Guerra Mondiale in cui dei finti partigiani olandesi, uccidevano gli ebrei (per derubarli) a cui fingevano di prestare soccorso, iniettando loro una relativamente piccola dose di glucosio nel sangue. Nel film sembrava che le vittime scivolassero nel sonno eterno senza accorgersene. Ma anche qui mi hanno spiegato che è sbagliato. Mi hanno anche spiegato che oggi esistono metodi molto avanzati del “fai da te” in questo campo con un protocollo (me lo sto inventando) del tipo:

1) Iniettati in vena (o in muscolo) 10 cc di Valium
2) Ingerisci trenta compresse di sonnifero
3) ….

Ora, dato che penso di essere una persona pratica che non ama i voli di fantasia e le filosofie che producono solo chiacchiere, io vorrei che un medico anestesista mi inviasse, affinché io la pubblichi, tale semplice ricetta che non è obbligatoria per alcuno.
Il medico ha la mia parola che verrà tutelato (anche se mi dovessero torturare) e personalmente sono disposto anche a farmi del carcere, se occorre (quando credo profondamente in qualcosa sono pronto a pagarne le conseguenze).
Un’ultima cosa, di carattere assolutamente astrologico. La mia prima sorella morì con la dolce morte, davanti ai miei occhi. Gli ultimi 4-5 giorni dormì soltanto e poi all’improvviso si alzò in mezzo al letto, spalancò gli occhi e spirò. Aveva Giove di nascita in ottava.
La seconda, di cui ho già scritto tanto, credo che dopo Gesù Cristo sia stata una degli esseri umani che ha sofferto di più. Aveva Saturno di nascita incollato all’AS, quel Saturno che gli astrologi bravi, quelli che leggono libri americani, svizzeri e inglesi, ci spiegano che fa crescere, che ci fa diventare migliori.
Una buona giornata a Tutti.

martedì 26 febbraio 2008

Impegno sui temi della bioetica


Cari Amici,
come ho scritto in altre date è mia intenzione impegnarmi maggiormente sui temi della bioetica in generale e su quelli della dolce morte e dell’eutanasia in particolare. Ciò, credo, per una sensibilità di nascita che possiedo verso questi argomenti e poi perché ho dovuto assistere, inerme, alle atroci sofferenze con cui è finita la mia seconda sorella qualche anno fa. Su questi temi, come sapete, è assai impegnata anche Serena Foglia. Si tratta di argomenti che investono il profondo di ciascuno di noi da tutti i punti di vista: etico, sociale, religioso…Rispetto, in tal senso, tutte le opinioni, anche quelle esattamente opposte alle mie.
Chi non è d’accordo lo può scrivere apertamente o può anche non partecipare al dibattito. Quello che scriverò, sarà a titolo personale.
Vorrei cominciare dalla dolce morte.
Secondo me l’ammalato ha due grandi principali diritti:

1) Essere costantemente e sempre informato, al 100%, sulla gravità della propria condizione
2) Il malato ha diritto di decidere se e come morire prima delle sofferenze finali in una malattia senza via di scampo

Il giorno che mia sorella scoprì di avere un tumore vecchio di almeno dieci anni all’intestino, andò da sola a farsi fare una TAC e le dissero che aveva 12 lesioni (metastasi) al fegato. Io ho letto molto su tale argomento, sul web, e dovunque viene precisato che, in via teorica, fino a due lesioni e mezzo è ancora possibile che una persona si salvi.
Poi sono stato presente a tutti i colloqui che mia sorella ebbe con tanti oncologi in ogni parte d’Italia.
Tutti le dissero che vi erano ottime probabilità di guarigione e che, comunque, le potevano garantire dai due ai tre anni di vita in condizioni accettabili di qualità della vita, se la terapia fosse fallita.
Le ultime parole che pronunciò mia sorella entrando in coma (eravamo accanto a lei io e mio fratello) furono, con un filo di voce: “… soltanto un anno…”.
Non so cosa avrebbe fatto mia sorella se avesse saputo che la Scienza l’aveva già condannata e se avesse saputo, soprattutto, a quali sofferenze atroci sarebbe andata incontro nelle ultime settimane di vita.
Io vorrei chiedere, a quelli che la pensano come me, di fare ricerche in rete e di portare, magari, anche la testimonianza diretta di medici che possano spiegare a chi sia di questo orientamento, come poter agire con un “fai da te” che non coinvolga altri e che sia, tecnicamente, la strada più rapida e meno dolorosa che consenta a chiunque di lasciare questa vita nel modo che più ritiene giusto.


Ringrazio nuovamente Zia Paperina e Uranio12 che aiutano parecchio i meno esperti a comprendere alcune cose di questa meravigliosa Astrologia che ci accomuna. Zia Paperina è tra le più attente lettrici ed esecutrici di ciò che è contenuto nei miei libri e dunque fa notare, spesso, quando si stanno prendendo lucciole per lanterne (ma così fa anche Uranio12 e altri). A parte il mio piccolo refuso-lapsus sul 23 novembre (cara Giulia, tu non hai compreso bene il funzionamento di AstralDetector perché hai visto di esso solo una cinquantina di grafici, non possedendo il software che lo genera), a volte i meno esperti, e li si può comprendere tranquillamente, fanno affermazioni che si possono smentire con centinaia di esempi pubblicati, come quella di guardare gli aspetti all’interno di una RS, oppure quella di credere che i transiti siano più forti delle posizioni nel cielo di RS (ma in quel caso parliamo di persone al primo livello di alfabetizzazione nel campo delle RS).
A Sabrina devo dire che le patologie epatiche (e ne ho studiate a decine di migliaia pubblicando i risultati e non dicendolo soltanto) non c’entrano nulla con la seconda e con l’ottava Casa.
A te Paola, vorrei ricordare due grandi che avevano la tua stessa posizione: Piero Chiara (di cui ho avuto l’onore di essere amico) e Giacomo Casanova. Entrambi scrissero in vecchiaia. Tu hai iniziato molto prima, essendo stata prima giornalista e comunque avendo diretto importanti uffici stampa di grandi aziende, ma come scrittrice hai cominciato un po’ tardi. Chi oserebbe dire, però, che le memorie del grande Casanova siano inferiori a qualunque altra opera letteraria? Vai tranquilla e regalaci altri eccellenti romanzi. Un’ultima cosa, sempre sulla terza Casa. Maria Teresa di Lascia, già leader dei radicali e morta molto prematuramente per un cancro alla mammella, venne da me, quando era poco più che una ragazza, a farsi leggere il quadro astrale. Molti anni dopo, dopo la sua morte, fu pubblicato il suo fantastico romanzo “Passaggio in ombra”, una possente saga familiare che, personalmente, oserei paragonare alla grande opera di Tomasi di Lampedusa. Qui avevamo un Plutone strettamente congiunto al Fondo del Cielo e quindi di appartenenza sia alla terza che alla quarta Casa (Maria Teresa era nata a Rocchetta Sant’Antonio il 25/12/1953, alle 15.30).
Buona giornata a Tutti.
P.S. Giovedì e venerdì sarò all’estero e non so ancora se e come riuscirò a collegarmi, e neanche per quanto tempo, al web.

lunedì 25 febbraio 2008

Il furto in casa Tognazzi-Izzo





Il 19 febbraio scorso c'è stata la visita dei ladri in casa di Simona Izzo e di Ricky Tognazzi con un bottino valutato 100.000 euro. È possibile che i due abbiano trascorso il loro compleanno in Italia. La regista aveva Saturno in decima e Sole in settima, davvero una pessima accoppiata che spiega questo e altro. Il marito un AS in sesta radicale e un Saturno in ottava: che volete di più?Ancora più interessante il grafico di AstralDetector dopo avere inserito i dati di nascita di Ugo Tognazzi, Ricky Tognazzi, Gianmarco Tognazzi e Simona Izzo. Il picco vero e proprio ce lo dà per il 23 novembre, ma quattro giorni di "errore" mi sembrano davvero un ottimo risultato! O no?
Più tardi spero di scrivere qualcosa sui commenti.
Buona giornata a Tutti.

domenica 24 febbraio 2008

Dove sta andando l’America?


Avevo scritto che intendevo rivedere il nuovo film dei fratelli Coen e così, ieri, l’ho rivisto e ritengo di avere compreso diverse cose nuove di questa pellicola candidata a otto premi Oscar.
Quasi tutti i buoni film li gusto particolarmente dopo averli guardati diverse volte perché vi colgo delle sfumature che prima mi erano sfuggite: è come vedere un’opera di Botticelli o di Leonardo che non ci stancheremmo di ammirare per ore e ore. Se non vado errato, nella finalissima di questa sera, a Hollywood, in cui verranno assegnati gli award del cinema, sarà in concorso anche un altro film molto interessante e recente: Nella valle di Elah, USA 2007, di Paul Haggis. A questo punto penso sia estremamente interessante notare come i due film in oggetto finiscano con una scena in cui lo stesso attore, Tommy Lee Jones, indica una prospettiva completamente diversa per l’America che noi tutti abbiamo di fronte a noi. Nella pellicola di Haggis, infatti, il protagonista issa la bandiera statunitense capovolta che, nel linguaggio militare, indica una richiesta di aiuto di quel Paese agli altri Paesi.
Nel film dei fratelli Coen lo stesso attore, nelle vesti di un vecchio sceriffo, figlio e nipote di sceriffi che, con la propria voce fuori campo sembra fornirci un commento moralista durante tutto il percorso del film, ricorda alla compagna due brevi sogni che lo hanno scosso quella notte, dopo essersi dimesso dalla polizia.
In entrambi è insieme al padre. Nel primo il genitore gli dà del denaro e lui lo perde. Nel secondo suo padre lo precede, a cavallo, facendo luce con una torcia naturale. Si accampa, gli prepara un buon fuoco per la notte e lo aspetta.
Il significato mi sembra chiaro e gravido di belle prospettive, diversamente dalla prima impressione che il film mi aveva suggerito il giorno prima. I soldi dati e persi sono i “valori” che la sua generazione ci aveva lasciato e che noi stiamo distruggendo. Credo che una simile realtà sia sotto gli occhi di tutti e non abbia bisogno di commenti: primo fra tutti la voglia di tanti figli di aprire con il martello quei salvadanai che sono i propri genitori per avere subito “la roba”.
Il secondo, molto più seducente, poetico e in cui, a mio avviso, c’è anche una citazione dalla scena finale del grande “Il posto delle fragole” di Ingmar Bergman, è, invece, a mio parere, un motivo di grande speranza: davanti a noi c’è già una luce, seppure lontana, che ci donerà chiarore e calore. Una promessa o, almeno, una speranza di tempi futuri migliori.
Con il dovuto rispetto, è anche il finale del mio scritto su Dracula, l’ICP, l’ingresso di Plutone in Capricorno, la spazzatura, l’inquinamento e tutto il resto.


Caro Uranio12 se ci sarà un premio fedeltà per questo spazio, te lo sei già assicurato… Non so quanti e quali libri di Hadès siano stati tradotti in italiano. Io ne possiedo alcuni, ma in francese e acquistati durante i primi anni Settanta. Purtroppo una volta esisteva la benemerita Libreria Arethusa di Torino (via Po, 2) che importava e teneva a magazzino preziosissimi testi stranieri. Non so se i nuovi proprietari facciano lo stesso, ma lo spero tanto.

Buona giornata a Tutti.