sabato 29 dicembre 2007

Poche considerazioni sull'Air France


In questo spazio potremmo dire che ci occupiamo prevalentemente di Astrologia Attiva (che è basata fortemente sull’Astrologia Previsionale) e di viaggi. Dunque la questione Alitalia ci riguarda molto da vicino e vorrei spiegarvi il mio punto di vista che comunque è soltanto il mio punto di vista e che potrebbe anche essere errato.
Beh, sul fatto che ci fossero due competitori e uno è il primo vettore mondiale e l’altro il secondo italiano, pressoché totalmente indebitato con le banche che lo governano, lascio esprimere i guru della finanza e non mi addentro in cose di economia stretta di cui so pochissimo.
Invece penso di poter dire la mia sulla questione degli aeroporti hub (possiamo tradurre condensatori).
Pensiamo ai primi anni di Malpensa e ai tempi in cui non si parlava ancora di crisi Alitalia.
In Europa esistevano tre grandi aeroporti hub (Parigi, Francoforte e Londra) e uno, a molte distanze dai primi tre, Malpensa, che era tale solo nei progetti dei nostri politici.
Che cos’è un aeroporto hub? È un aeroporto in cui si concentrano decine e decine di voli provenienti da tutta l’Europa, solitamente nella mattinata prestissimo, raccogliendo passeggeri da Bologna, Napoli, Catania, Atene, Ljubljana, Budapest, Sassari, Malaga, Marsiglia, Lisbona e via dicendo, e dove vengono sapientemente organizzati voli con grandissimi aeromobili che partono per molte destinazioni intercontinentali e che riescono a tenere tariffe abbastanza basse proprio perché su voli di circa cinquecento passeggeri, vi sono pochissimi posti vuoti.
Usiamo un paradosso e mettiamo che si volesse far diventare aeroporto hub lo scalo di Ancona: pensate sia possibile? No. È necessario che l’aeroporto in questione sia una vera città dove possono atterrare e partire contemporaneamente decine e decine di voli, per non dire centinaia.
La situazione, fino a pochi anni fa era la seguente, numero più numero meno.
Da Parigi, con Air France, partivano e partono giornalmente 170 voli intercontinentali, per ogni parte del mondo.
Da Francoforte 138 (io facevo il tifo per la Lufthansa perché penso sia la migliore compagnia del mondo), da Londra 120 e da Malpensa, quando tutto andava a gonfie vele, 25 destinazioni intercontinentali al giorno.
Da notare che Malpensa, pur essendo un aeroporto nuovissimo, non possiede la terza pista che è un requisito indispensabile quando ci si candida a “stare tra i grandi”. Infatti, personalmente passo per Malpensa diverse volte all’anno e sono costretto a lunghissime file al decollo in quanto, spessissimo, si usa la stessa pista per l’atterraggio e per il decollo degli aeromobili.
Prima considerazione: dati i numeri che vi ho appena scritto, voi pensate che se Alitalia passasse ad Air One i voli intercontinentali lieviterebbero improvvisamente e noi strapperemmo passeggeri alla Lufthansa o ad Air France?
Si sa che c’è una guerra tra Fiumicino e Malpensa, ma è una guerra tutta italiana e, secondo me, si dovrebbe abbandonare del tutto l’idea di un aeroporto hub tra Roma e Milano.
Facciamo un piccolo passo indietro. Una decina di anni fa la Regione Campania, di cui sono un critico senza riserve per il degrado in cui ha gettato quella che forse è la città più bella del mondo, fece qualcosa di magnifico: vendette l’aeroporto di Capodichino a una società inglese. Là per là mi adirai molto e venne fuori la mia italianità, un po’ simile a quella che sta prendendo molti connazionali del nord sulla questione Malpensa. All’inizio ero alquanto critico, ma poi, a distanza di anni, devo dire che quella del Governatore fu una scelta felicissima. Oggi Capodichino è un gioiello di efficienza e di bellezza, da tutti i punti di vista, a cominciare da un catering di eccellenza come ne ho trovati pochi nel mondo.
Spesso sono alle quattro del mattino in aeroporto e trovo gli operai, gli stessi operai napoletani della vecchia gestione, che, piegati in due, lucidano le scale dell’aeroporto: ripeto, alle quattro del mattino!
Torniamo alla questione aeroporto hub.
L’Air France non ha potuto dichiararlo apertamente altrimenti i soliti “inciuci” nostrani l’avrebbero tagliata fuori dalle trattative. Ma – a mio avviso – il magnifico vettore francese potrebbe avere anche una terza idea di cui si è discusso moltissimo tanti anni fa e poi non se n’è fatto nulla sempre per le faide interne tra Fiumicino e Malpensa e soprattutto perché i politici, probabilmente, non sono riusciti a dividersi la torta.
L’idea è l’uovo di Colombo.
Mettiamo che io debba recarmi in Sudafrica oppure in Argentina o in Medio Oriente o alle Maldive. Come stanno le cose, oggi, io da Napoli e tanti di voi da Bari, Firenze, Genova e via dicendo, dovete imbarcarvi per Parigi o per Francoforte o per Londra e raggiungere la parte più settentrionale, e quasi sempre la parte più occidentale e settentrionale di tutta l’Europa, per poi ridiscendere a latitudini geografiche bassissime.
Ciò con grande spreco di carburante, con un conseguente notevole aumento dell’inquinamento atmosferico, con uno stress enorme per passeggeri ed equipaggi e con costi e tempi decisamente superiori.
Immaginiamo, adesso, “per assurdo”, di cercare una soluzione al problema affidandola ad un commissario venuto da Marte e non inquinato ancora dalla politica dei terrestri. Costui studierebbe il problema e troverebbe l’uovo di Colombo: l’aeroporto di Pontecagnano, a sud di Salerno (o tutt’al più quello di Marcianise in provincia di Caserta), potenziato dalle adeguate infrastrutture (che non sarebbero neanche un centesimo di quelle per il ponte sullo Stretto di Messina), magari sovvenzionate in buona parte da una grande compagnia in attivo come l’Air France, potrebbe diventare realmente il quarto aeroporto hub d’Europa. Sì, perché, allora, i francesi, come i tedeschi e gli spagnoli, i portoghesi e gli ungheresi, i russi e gl’italiani e tutti gli europei, insomma, si sposterebbero verso sud, già sulla strada delle mete a latitudine geografica bassa, senza ripetere, due volte all’andata e due volte al ritorno, lo stesso percorso.
Vi immaginate i vantaggi che potrebbero esserci, per tutti? Soprattutto se tale aeroporto hub fosse specializzato rispetto alle destinazioni del Sudafrica, del Sudamerica, del Medio Oriente e via dicendo? Forse, se il Governo non farà marcia indietro, ciò potrebbe accadere e questo non significherebbe chiudere Malpensa che potrebbe, a sua volta, specializzarsi, un po’ come ha fatto Bologna che è il primo aeroporto italiano per voli turistici e/o esotici.
Ciro Discepolo
www.solarreturns.com
www.cirodiscepolo.it
Posta un commento