lunedì 20 agosto 2012

Again About Astrology&Epistemology





Tratto dal "NUOVO TRATTATO DI ASTROLOGIA", di Ciro Discepolo, Armenia Editore, Biblioteca di Astrologia, Milano, circa 800 pagine, 2004





48.
Intervista allo scienziato: Luigi Smaldone

Può darci una sua definizione di Scienza e di Sapere?

Rispondo in modo molto sintetico.
Sapere: Il complesso delle conoscenze acquisite dall’umanità (e dal singolo individuo).
Scienza: Il complesso delle conoscenze acquisite dall’umanità e organizzate in un sistema in cui sono incorporati criteri di garanzia e controllo della loro validità.
Sono essenzialmente i criteri di garanzia e controllo che caratterizzano come “scienza” parte del “sapere”.
In tutto lo sviluppo della cultura occidentale si sono riscontrati fondamentalmente due criteri di controllo e garanzia:
- il criterio “logico formale” (si può considerare scientifico un insieme di enunciazioni non contraddittorie, compatibili tra loro e deducibili da alcuni principi base);
- il criterio “empirico” o “sperimentale” (è scientificamente vera una conoscenza che trova riscontro nei dati di osservazioni effettuate in condizioni perfettamente definite e ripetibili).


Nel presente capitolo sto raccogliendo il diverso pensiero di studiosi di saperi differenti, non si meravigli dunque se qualche domanda potrà sembrarle strana o retorica. Nell’elenco che segue potrebbe indicarci quali discipline o materie, come preferiamo dire, che vengono insegnate all’università, andrebbero classificate scienze, secondo il suo parere, e quali no?

1) Fisica
2) Matematica
3) Astronomia
4) Biologia
5) Medicina
6) Sociologia
7) Filosofia
8) Psicologia
9) Statistica
10) Psicoanalisi
11) Economia
12) Scienza delle comunicazioni
13) Politologia
14) Critica letteraria


Il criterio è sempre lo stesso: conoscenze acquisite più criterio di controllo e l’unione di tali conoscenze in un sistema. Quindi, da questo punto di vista, non ho dubbi: Fisica, Matematica, Astronomia, Biologia e Statistica possono essere considerate Scienze a tutti gli effetti. Per la Medicina, ci sono degli aspetti che certamente sono da considerare Scienza, quelli che riguardano soprattutto l’interazione a livello molecolare, mentre l’altra parte della Medicina non si può considerare Scienza, ma piuttosto sapere, esperienza, tecnologia.
Lo stesso si può dire per Sociologia, Filosofia, Psicologia, Psicoanalisi, Economia, Scienza delle comunicazioni, Politologia e Critica letteraria: tali discipline riguardano aspetti completamente diversi della vita umana, ma non rivestono, almeno secondo il criterio ampiamente accettato, aspetti di Scienza.


È molto interessante, professore, quello che dice e vorrei soffermarmi su una in particolare delle cose da lei citate, cioè sulla Statistica. Ora, come lei sa, una parte fondamentale, per esempio, degli studi di Sociologia e di Psicologia, si basa sulla Statistica. Infatti ho anche chiesto delle interviste a un sociologo e ad uno psicologo a cui ho rivolto le stesse domande e secondo loro l’uso della Statistica potrebbe, diciamo così, validare determinate ricerche che si fanno in Sociologia e determinate ricerche che si fanno in Psicologia. Ora, secondo me, questo è molto importante, perché poi è il nocciolo del discorso, almeno di questa parte del libro a cui sto lavorando. Vale a dire ci si chiede se effettivamente materie come la Psicologia o la Sociologia, nel momento in cui usano strumenti come la Statistica (che invece secondo dei suoi colleghi non sarebbe neanche una Scienza), possano avere una validità di tipo scientifico in rapporto ai canoni che lei prima ha citato, oppure no.

Aspetti, una cosa è l’analisi quantitativa anche di tipo statistico, altra cosa è la Scienza.
Tipicamente la Scienza utilizza metodi quantitativi, metodi statistici etc., ma non si riduce a questo. Per essere Scienza, il Sapere deve essere organizzato in sistema con criteri di garanzia e controllo. Questo implica o autoconsistenza interna, cioè una regola di controllo interna come per la matematica, oppure un controllo di tipo empirico accettato dalla comunità, ovverosia ripetibilità dei risultati in condizioni controllate, ma questo, sia per Psicologia che per Sociologia, spesso non c’è. Certo, si possono avere dei risultati più o meno validanti (il 50 per cento, più del 50 per cento…) ma ciò non vuol dire che l’esperimento sia perfettamente definito e ripetibile. Tutti i parametri che definiscono l’esperimento sono sotto controllo?
Il grande problema, come le dicevo, anche di buona parte della Medicina, è proprio questo, che c’è un numero enorme di fattori (sono sistemi complessi), fattori che possono influenzare drasticamente l’esperimento e determinare anche il risultato.
Si dice che “il battito d’ali di una farfalla in Cina può influenzare il clima in Occidente”... Ecco, questo è uno di quei casi in cui cause minime trascurate o non tenute sotto controllo possono completamente invalidare i risultati.
Ecco, proprio un teorema fondamentale della statistica che permette l’analisi di fenomeni a cui contribuiscono un gran numero di cause (si chiama legge dei grandi numeri) viene, in molti casi, applicato in modo improprio. È un teorema e, come tutti i teoremi, prevede delle ipotesi… Non lo si può applicare senza aver prima verificato che per il caso in esame siano valide tutte le ipotesi del teorema!

Quindi, in sostanza (non vorrei costringerla a una risposta di tipo apodittico), se lei dovesse dare, ferme restanti queste specifiche che lei ha appena elencato, un giudizio globale sulla Psicologia e sulla Sociologia con l’uso della Statistica, cosa direbbe, che le possiamo, almeno per una parte dei loro studi, annoverare tra le Scienze o che in nessun caso possiamo annoverarle fra le Scienze che chiamiamo di tipo “esatto”?

Per me Scienza significa, come ho detto prima, non solo Sapere, cioè conoscenza acquisita e di dominio della comunità, ma anche sistema di controllo: se essa non ha un sistema di controllo, non è una Scienza. Questo è il principio e queste due discipline non mi sembra abbiano un sistema di controllo.
Per me due matematici che litigano per qualcosa che sta alla frontiera non litigano perché non accettano o non riconoscono la verità, ma perché non riconoscono la verità di Scienza a una tesi fino a quando non si dimostra inconfutabilmente che essa non è in contraddizione con una verità precedentemente accertata.


Però, a questo punto, il lettore (l’uomo della strada, il comune cittadino, come posso essere io) potrebbe obiettare che queste materie sono riconosciute nell’ambito sempre strettamente universitario…

Non è proprio così. L’ingegneria usa metodi e risultati di altre Scienze, ma non è una Scienza. Non viene definito un sistema con controllo e garanzia.
Questa è tecnologia, ed è una cosa diversa dalla Scienza.

Sì, però io mi chiedo allora che cos’è, per esempio, questo sapere della Sociologia e della Psicologia, con l’uso dei canoni precisi della Statistica. Lei mi insegna che il campione deve essere raccolto in un certo modo e che non ci devono essere vizi nella raccolta del campione…

Non è un problema di vizi nella raccolta del campione, si tratta di intendersi su cosa significhi un campione ben definito, quindi che cos’è un esperimento ben definito e ripetibile. Quando esso dipende da un numero enorme di cause e di variabili non controllabili, come facciamo a dire che se ci mettiamo in certe condizioni otteniamo un certo risultato?
Dei due criteri finora utilizzati, uno è di logica interna, di non contraddizione, l’altro è di tipo empirico. In altre parole, se lei costruisce l’esperimento in un certo modo, trova un certo tipo di risultato. Mi vanno benissimo risultati in senso statistico, che, per esempio, nel 63 per cento dei casi il risultato sia di un certo tipo, per un altro 15 per cento sia di tipo diverso e per un altro 22 per cento di un altro tipo ancora.
È perfetto, insito proprio nella teoria della misura, individuare ed indicare intervalli di confidenza. È il metodo scientifico per enunciare, in molti casi, i risultati. Il problema è il controllo, come si definisce l’esperimento, come si controlla l’esperimento, e se non c’è controllo non c’è valore scientifico, almeno a mio avviso.

Capisco benissimo il suo punto di vista, però - mi scusi se insisto su questo - la domanda viene spontanea: “Ma allora, questi professori che insegnano le suddette materie, nell’ambito delle università dove si insegnano tali discipline, cosa fanno? Letteratura?”.

No, non è letteratura, si chiamano Scienze Umane, però in un’accezione completamente diversa dalla Scienza, e trattano normalmente lo studio dei rapporti tra individui (e quindi anche con sé stessi) e la ricerca delle regole più o meno generali che governano tali rapporti. Letteratura, almeno per me, è pura emozione, richiamo di sensazioni etc.

Io capisco perfettamente il suo punto di vista, anzi ho cercato, nei limiti delle mie conoscenze, di approfondire il discorso che facciamo oggi, leggendo Popper e leggendo altri autori, però mi chiedo ancora, facendo un esempio pratico, come valutare il caso dell’omicidio che è avvenuto nei pressi di Aosta, il caso della signora Franzoni, la madre presunta assassina del suo bambino. Il Tribunale ha chiesto una perizia a psicologi ed a psichiatri per stabilire se questa donna era in grado di uccidere ancora, e quindi di essere pericolosa nei confronti dell’altro figlio. Lei cosa ne pensa? In altre parole, la risposta che questi periti hanno dato ai giudici, senza voler accusare alcuno o voler intendere che si tratta di scienza o di letteratura in senso spregiativo, serve a qualcosa o può anche non servire a nulla?

Fissate o trovate delle regole più o meno generali, credo che quello che loro hanno in qualche modo stabilito è il comportamento usuale in “certe condizioni” e quello che dista da un comportamento tipico. In tal senso, va considerata la validità di certe conclusioni. Ma tra questo e dire “è certamente così” oppure “non è certamente così” oppure “vi è il tot di probabilità che…” c’è una bella differenza. Il motivo sta nell’impossibilità di definire e determinare completamente l’esperimento ossia quelle che sono “certe condizioni”.
È lo stesso risultato che si può ottenere con un certo tipo di cure mediche, perché io e altre 80 persone possiamo avere un certo tipo di risposta, altre 30 persone ne hanno un altro e poi altre 15 non rientrano affatto in queste risposte.
Qual è la causa di tale risultato? Ecco, se si riesce a isolare e a definire l’esperimento in maniera ripetibile, allora sì, può essere un risultato utile. Un sacco di cure mediche sono efficacissime, ma in alcuni casi non funzionano: se mi spiegano perché non funzionano, sono soddisfatto… Questa non è Scienza, nel senso generale, e non perché non si usano metodologie di tipo scientifico, ma perché la disciplina non ha al suo interno quella regola di controllo che definisce la Scienza.


Molti anni fa ebbi il piacere e l’onore di fare un’intervista al professor Raffaello Franchini, nella sua casa del Vomero. Lui era un po’ “arrabbiato” con quegli scienziati (una parte naturalmente degli scienziati, perché non si vuole fare di tante erbe un solo fascio) che lui chiamava scientisti, anzi in senso un po’ polemico “scientifisti”, e addirittura lui diceva che “pretenderebbero di farci anche ruttare e copulare scientificamente”. In questo senso, a suo parere, ci sarebbe una dicotomia all’interno del Sapere, all’interno del Palazzo, diciamo, della Scienza, del Sapere, dell’Università. Una dicotomia tra gli scienziati o, se vogliamo dire come il professore Franchini, tra gli scientisti e gli scientifisti da una parte e i cosiddetti professori delle Scienze Umane dall’altra.
Ebbene, lui lamentava che ci sarebbe una sorta di prevaricazione o di tentativo di prevaricazione da parte degli scienziati, i quali vorrebbero - queste sono sue parole dell’intervista - arrogarsi il diritto di stabilire, nell’ambito del sapere, l’esistenza di discipline di serie A e di discipline di serie B, in cui alcune hanno il “bollino blu”, quelle cosiddette di scienza, e altre invece non ce l’avrebbero. Egli si chiedeva sostanzialmente: chi mai e con quale diritto può applicare la stella di sceriffo alla propria giacca e stabilire quali sono i professori di serie B e quelli di serie A?

Questa classifica non mi piace affatto, non è questione di serie B o di serie A. Una cosa è predominante nella vita di una persona, un’altra ha grossi effetti nella vita sociale… No, quello che lei ha chiamato il bollino blu è semplicemente un certo tipo di schema.
Allora, il fatto di seguire un certo tipo di schema non chiamiamolo Scienza, chiamiamolo “disciplina di intervento basato su un sistema di controllo”. Un altro tipo di schema lo chiameremo in un altro modo, ma non è questione di serie A o di serie B.
Abbiamo fondato, una decina di anni fa a Caserta, un’associazione culturale tra amici, denominata Nuova Accademia Olimpia e ogni mese teniamo un seminario, che chiamiamo “Incontri dell’umanesimo della Nuova Accademia Olimpia”. La particolarità è che cerchiamo sempre, quando l’argomento è di tipo scientifico, di mettere l’essere umano al centro di quegli argomenti scientifici. Quando invece l’argomento è di tipo letterario cerchiamo di dare al seminario una stile di conduzione di tipo scientifico.
Non si tratta di serie A o serie B, significa solo che alcune discipline hanno al proprio interno un certo sistema di controllo. Parlo di un sistema di controllo per cui uno può dire: “Se io faccio questo esperimento in queste condizioni, perfettamente definite, allora ottengo un certo risultato”. Badi che “un certo risultato” non significa “trovo questo numero” (può anche essere che si ottenga questo con un certo grado di probabilità…). Si ottiene però “ripetibilità”, e cioè, ovunque avvenga l’esperimento, quando ci si mette in quelle definite condizioni, si deve ottenere quel risultato.


Ciò che mi appare assai stimolante, tra le molte cose interessanti che lei ha detto, è il riferimento alla Medicina. Infatti, nella mia esperienza, molte persone ritengono che la Medicina sia una Scienza, mentre invece io faccio notare che gli stessi medici sul loro simbolo grafico, il Caduceo, hanno scritto Ars Medica. Questo, a mio avviso, non depone a sfavore della materia, nel senso che è vero che una lastra radiografica interpretata da dieci medici differenti può avere delle sfumature di interpretazione differenti, ma in questo caso il fattore, diciamo così,”artistico” può costituire un valore aggiunto: in positivo e non in negativo, nel senso che poi dipende dalla sensibilità del singolo medico e dalla sua cultura generale (se questo medico ha coltivato interessi anche in altri settori) il riuscire a vedere in quella radiografia qualche particolare in più o di diverso significato rispetto a un suo collega. Quindi, a mio parere, lei non ha denigrato la Medicina nel momento in cui ha detto che non è una Scienza.

È assolutamente così. Nel caso da lei citato tutto dipende dall’esperienza del medico che controlla quella radiografia: si tratta di un piccolissimo segnale e per qualche medico con scarsa esperienza di certe patologie, delle loro modalità di sviluppo, esso non ha alcuna importanza, mentre per altri ne ha molta. È il sapere, tornando a ciò che ho detto nella prima risposta.

A me questo sembra un aspetto importantissimo perché, come lei sa, alcuni suoi colleghi del mondo scientifico sostengono, innanzitutto, che la medicina sia una Scienza, mentre invece, come lei ha spiegato, in questo senso essa non si può considerare una Scienza, anche se usa strumenti scientifici…

I fenomeni a livello molecolare, di chirurgia molecolare, di interazione molecolare, sono Scienza, le altre componenti non lo sono, perché si tratta di sistemi molto complessi e non perfettamente definiti e controllabili.

Le variabili sono migliaia e migliaia, e quindi è chiaro che una variabile di cui non si tiene conto potrebbe invalidare tutto il sistema di ricerca…

Ricordo una situazione che coinvolse Astronomia e Medicina. Negli anni ‘40 e ’50 si ipotizzava l’influenza della Luna sul menarca: si sono fatte ricerche, si sono trovati risultati contrastanti, sembrava trattarsi di ipotesi senza fondamento scientifico, ma poi, non molti anni fa, si è scoperto l’effetto di sincronizzazione da ferormoni, la luna non c’entrava affatto. È chiaro che quando è coinvolto un numero enorme di parametri, diventa difficile la loro valutazione, nel senso che l’esperimento diventa non controllabile.
Professore, un’ultima domanda, poi la lascio al suo lavoro prezioso.
Il distico iniziale di questo libro (tratto da una frase di Martin Heidegger in “Lettera sull’umanesimo”) è il seguente: “L’uomo dell’era atomica potrebbe trovarsi sgomento ed inerme, in balia dell’inarrestabile strapotere della tecnica, e ciò accadrà senz’altro se l’uomo di oggi rinuncia a gettare in campo, in questo gioco decisivo, il pensiero meditante contro il pensiero puramente calcolante”. La vuole commentare per noi?


Mi trovo perfettamente d’accordo.
Il calcolante significa spesso “smanettante”. È quel che fanno i ragazzi: essi non leggono i manuali, ma “provano”, facendo “disperare” noi che siamo stati educati, “prima di fare”, a cogitare per cercare di trovare la soluzione più semplice, la più elegante, forse perché ogni tentativo ci costava tantissimo. Attualmente provare costa molto meno che pensare, ma non riesco a prevedere dove questo cambiamento ci porterà. Ci sono colleghi, appunto, che ritengono che dobbiamo essere noi a cambiare (parlo in questo caso come docente).
Forse non esiste un unico sistema di apprendimento e, in effetti, rispetto a un secolo fa, il sistema scolastico e didattico è completamente cambiato. Ora, forse, i nuovi mezzi e le nuove tecnologie ci imporranno di non seguire più un apprendimento di tipo lineare (attraverso le tappe fondamentali), di avere capacità di connessione ignote a noi persone di una certa età e formazione.
Basta guardare i nostri figli: simultaneamente ascoltano musica, studiano, comunicano; non seguono mai un unico programma televisivo, ma almeno tre contemporaneamente.
Questa modalità non lineare e multitasking è una maniera diversa di apprendere. Può darsi che, con i mezzi tecnologici a disposizione, questa sia la metodologia più efficace di apprendimento. Ma tutto questo cambia poco a proposito della Scienza: solo il modo di fruirla e diffonderla.


Note bio-bibliografiche

Laureato in Fisica, con lode, all’Università di Napoli Federico II, dal 1977 al 1985 è stato astronomo presso l’Osservatorio Astronomico di Capodimonte in Napoli. Dall’85 è docente di discipline astrofisiche presso la Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali della Federico II. Dal 1999 è direttore del Corso di Perfezionamento in Didattica della Fisica.
è membro della International Astronomical Union, della Solar Physics Division presso l’American Astronomical Society e socio fondatore della European Astronomical Society.
La sua attività di ricerca è di carattere prevalentemente sperimentale ed indirizzata alle problematiche dell’atmosfera solare. Le due linee principali di ricerca, Attività Solare e Fisica della Magneto-convezione, vengono sviluppate in stretta collaborazione con ricercatori del National Solar Observatory (situato negli Stati Uniti, a 3000 metri di altezza, sulle propaggini delle Montagne Rocciose del New Mexico).











Attenzione ai picchi di AstralDetector, riferiti all’Italia, tra il 23/24 Agosto e la fine dello stesso mese:















Grazie Ciro. Un caro saluto anche da parte di Giovanna a te e a Daniela.

Stefano Meriggi.












Il mio intervento non sarà di certo colto quanto quello dell’amico carissimo Vania che saluto con affetto ma ha come obiettivo quello di ridimensionare questo clima da “caccia alle streghe” che aleggia nel blog. Questo binomio oroscoparo uguale a ciarlatano e la stessa parola “oroscoparo” la dice lunga sulla volontà di denigrare e screditare l’astrologo che redige oroscopi come se fosse un’onta, qualcosa di cui vergognarsi ed essere per questo stigmatizzato e confinato alla peggior categoria, quella dei ciarlatani. Prima di tutto non concordo assolutamente che l’oroscopo segno solare non abbia alcuna valenza, ha chiaramente i suoi limiti dettati dal fatto che si prende in considerazione solo la posizione del Sole, ma che pur sempre è e rimane il punto focale del cielo di nascita come lo è del sistema solare. Sfido chiunque ad intervistare amici, parenti, conoscenti che abbiano il Sole ai primi gradi del Capricorno, Cancro, Ariete e Bilancia che hanno vissuto e stanno vivendo la configurazione pesantissima di Saturno, Urano e Plutone e non ritrovare situazioni di grande stravolgimento, vissute in modi e contesti diversi da ognuno di loro a seconda delle altre variabili che evidentemente non possono essere considerate in una previsione molto generalizzata come quella segno solare. Ma qualsiasi astrologo che redige oroscopi ben scritti, come quelli dell’ottima collega e carissima amica Sandra Zagatti, lo ripete fino alla noia che l’oroscopo segno solare ha i suoi limiti e che per una previsione più approfondita e accurata è necessario redigere un tema natale. E credo che come lei lo sappia pure Marco Pesatori, Antonio Capitani, Paolo Crimaldi, Franca Mazzei e tanti altri che scrivono oroscopi e non per questo devono essere considerati dei ciarlatani.
Io penso che questo settore sia poco credibile proprio perché gli astrologi passano il tempo a insultarsi a vicenda e a denigrare il lavoro dell’altro, cosa che non avviene negli altri ambiti accademici perché c’è rispetto per il collega, per i suoi studi, per le sue ricerche. Per cambiare veramente qualcosa forse si dovrebbe partire proprio da un atteggiamento diverso, più rispettoso nei confronti dei singoli membri che fanno parte della comunità astrologica e smetterla di massacrarsi l’uno con l’altro.
Un saluto a tutti
Katia





Abbiamo registrato che sei favorevole all’oroscopia; io sono nettamente contrario alla stessa. Non so quanto questa notizia possa interessare i Blogger, comunque l’abbiamo salvata in memoria e siamo a posto.

Dopo di ciò tu prosegui con delle inesattezze che se non fossero sviste mi chiederei cosa abbia ispirato la tua lettera, a monte di tutto, e perché hai pensato di mandarla a me e non ad altri che avrebbero davvero "meritato".
Vediamo.
 
Il numero di variabili che entrano in gioco nella possibile teorica analisi di un Cielo Natale è pari a una cifra con trenta zeri. Tu sai cosa possa significare un numero con trenta zeri? Io no: mi fermo sui dodici zeri e faccio molta fatica a immaginare come si possano tenere sotto controllo tante variabili. Naturalmente quando si analizza la situazione astrologica di un soggetto io non guardo solo il Tema Natale, ma anche la ASR in corso, la prossima, la ALR in corso, i transiti e spesso la curva di AstralDetector. Come saprai l’intreccio di queste variabili non si conta elaborando 30 cifre + 30 cifre + 30 cifre + 30 cifre …, bensì 30 cifre x 30 cifre x 30 cifre x 30 cifre (sto un po’ banalizzando perché credo che non interessi ad alcuno il numero preciso di permutazioni e di combinazioni che ci fa avvicinare all’infinito).

Io tengo conto di un numero di variabili infinito quando studio la situazione di una persona? No, assolutamente: mi fermo alle centinaia e le mie previsioni viaggiano normalmente vicine all’80% di precisione  di un modello che, volendo, potremmo definire.

Se io analizzassi solo il fatto che chi mi siede davanti è Toro o Gemelli o Sagittario, quanto ci prenderei? Penso zero su zero.

Sarebbe come se un medico, invece di fare una diagnosi basandosi su centinaia di dati del paziente, tentasse di giungere alla stessa misurando la sola pressione del sangue di costui.

Per questo motivo l’oroscopia non c’è nella Storia dell’Astrologia ed è nata come una moda consumistica in California, negli anni Venti del secolo scorso. Da qui il saggio di Adorno “Stelle su misura” che mi diede lo spunto, su Il Mattino (anni Ottanta) di coniare il neologismo “oroscopia”.

Condivido quando scrivi: “... Per cambiare veramente qualcosa forse si dovrebbe partire proprio da un atteggiamento diverso, più rispettoso nei confronti dei singoli membri che fanno parte della comunità astrologica...”. È proprio questo il punto: la comunità Astrologica non ha nulla a che vedere con l’oroscopia che è, nella sua stessa essenza, la negazione dell’Astrologia dato che pretende di stilare previsioni per i nati in ogni anno, in ogni mese, in ogni giorno, in ogni ora e in ogni luogo.

Non è vero, però, che io disprezzi chiunque rediga oroscopi segno-solari: ho detto molte volte e lo ripeto per chi fosse duro di udito, che tra i miei migliori colleghi annovero persone come Peter Van Wood, Antonino Anzaldi, Francesco Waldner e molti altri. Ma loro non erano fieri di redigere oroscopi segno-solari e hanno prodotto cose eccelse in campo astrologico (e Antonino Anzaldi ne può produrre ancora tantissime).

Disistimo profondamente, invece, quei redattori di oroscopi segno-solari che lo fanno quasi a tempo pieno e se ne vantano anche e vorrebbero perfino parlare come rappresentanti dell’Astrologia in pseudo-duelli di carattere epistemologico.

Tuttavia, al di fuori di 4-5 personaggi che conosci bene, hai mai letto che io abbia dato dell’oroscoparo a chicchessia?

L’accezione volutamente offensiva, in quei pochissimi casi, era ed è in risposta a reiterati (“di anni”) volgari e vili attacchi ricevuti da costoro: a proposito, come mai non ho mai letto tue lettere sdegnate quando queste persone mi hanno insultato per mesi di seguito, dimenticando quello che ho dato all’Astrologia?

Ti eri distratta?

In futuro pubblicherò i documenti in oggetto e allora sarà mia premura chiederti se continui a pensarla come in questa lettera.

Ricordati: non ho mai attaccato un collega in vita mia, se non dopo ripetute offese ricevute dal medesimo. Le prove sono tutte scritte. Per esempio nelle mie biografie, in libri che vengono pubblicati dai migliori editori di Astrologia del mondo, ho sempre citato perfino colleghi divenuti tali il giorno prima: puoi citarmi casi analoghi? Almeno uno su un milione di astrologi?

Deduco che per farti piacere dovrei tenermi gl’insulti e tacere. Ma non è nel mio carattere.

Nel mondo vivono vegetariani e carnivori, bianchi e neri, progressisti e conservatori, amanti dell’astrologia a livelli impensabili e persone che danneggiano quotidianamente l’Arte di Urania.

Continua pure a fare il tifo per l’oroscopia o a giustificarla: è un tuo diritto. Io continuerò a seguire l’esempio dei miei maestri: André Barbault, Henri J. Gouchon, Reinhold Ebertin…

Grazie, infine, per il timing scelto nell’inviarmi questa lettera.


  






Ciao Ciro, 
Innanzitutto spero che le tue vacanze stiano procedendo per il meglio.
Ironia del destino a maggio ti avevo chiesto una buona rsm (mio compleanno 6 settembre) ed immediatamente mi ero attivata per biglietto e quant'altro.
Destinazione Da Nang Vietnam.
Facendo il biglietto e tutto il resto a maggio ovviamente avevo abbattuto i costi. biglietto circa 900 euro e hotel per 5 notti circa 750 tutto non rimborsabile 
La scorsa settimana l'agenzia mi comunica che la compagnia asiatica ha cancellato il volo del 3 di settembre per raggiungere da Seul Da Nang pertnato mi riborseranno il biglietto ma i tempi tecnici sono di circa 2 mesi e non posso permettermi di pagarne un altro con altra compagnia visto che ad oggi non riesco a raggiungere Da Nang a meno di 1.650 euro.
Ed è così che mi trovo con l'obiettivo di un compleanno con Saturno e Marte in sesta casa e un ascendente in prima casa: il peggio del peggio
Dati di nascita 6 settembre 1958 ore 19,52 a Torremaggiore. Residenza a Torino
Vince
...Per i lettori su consigliodi Ciro che non riesce a rispodermi ho postato sul suo Blog. Al vostro buon cuore 



PER VINCE

Spendendo circa la metà di Da Nang , puoi porre rimedio alla tua pessima RS recandoti a Bangkok, in cui Marte e Saturno vengono suddivisi fra terza e quarta e Venere risulta congiunta all'ascendente.
Se ti accontenti a Bangkok puoi trovare alloggio a poco prezzo.

Molti Auguri

Luigi Galli



Per VInce,
mi pare di aver capito che hanno cancellato il volo da SEUL a Da Nang. Perchè non hai fatto il volo per Hanoi, Ho Chi Minh city, cosi eri già in Vietnam? se il volo da ho Chi minh non esisteva prendevi un bus, in vietnam come in thailandia si viaggia molto bene in bus.
Angelino59 


Ancora per Vince, su www.skyskanner.it
ci sta un volo 2 Settembre/9Settembre, Milano-Da Nag a 1.100 euro.
750 euro per 5 notti in Vietnam mi sembra una esagerazione hotel a 5 stelle... Ci sono hotel carini e puliti anche con 25/50 Euro per notte. Vivo in Thailandia quindi so per certo quello che scrivo.

Angelino59 


Per vince,ancora,
se vai su www.skyskanner.it
ci sta un volo Milano Da NAng a/r a 1100 euro. Partenza 2 settembre ritorno 9 settembre.
ricordati che 750 euro 5 notti in Vietnam è una esagerazione trovi hotel anche a 25/50 euro per notte molto carini.Fidati che vivo in Thailandia e conosco quei luoghi.

Angelino59










Signor Ciro la prego di scusarmi,
ma è stata una mia gaffe: credevo di aver cancellato il primo messaggio, perchè volevo farle domande più generiche su Nettuno e basta, perchè sul mio timore della psicoterapia potrei anche aver preso un granchio.
Riguardo ciò che ha detto dopo, anche se di Roma, questo Maurizio non lo conosco affatto. E da come lo descrive, è meglio così.

Francesco Manfredi


Caro Francesco,
nessun problema. Vieni a trovarci ogni volta che vuoi.








Ciao carissimo Ciro ed anche ad Al Rami.
Ho letto solo oggi questo post.
Ritengo molto interessante l'osservazione di Sabri su ALan Leo, che è stato un pioniere dell'Astrologia Esoterica diversi anni prima che il Maestro Tibetano divulgasse i suoi elevatissimi insegnamenti astro-cosmologici nei libri di Alice Bailey.
Interessante anche l'ultimo commento di Balinas: oltre ai due noti libri tradotti da Alessandro Guzzi, qualcuno sa se sono stati tradotti gli altri libri di Leo?
Andrea Fontana



Caro Andrea,
non avendo con me i miei libri, passo la parola ai colleghi colti che frequentano questo blog.
Un caro saluto.











I will be in holiday until the end of this month, I hope. I hope to continue with light blogs. A dear greeting to All the Bloggers.






Io sarò, spero, in vacanza fino alla fine di questo mese. Cercherò di continuare con dei blog abbastanza "light" (penna USB permettendo). Un caro saluto a Tutti. 
















Buona Giornata a Tutti.
Ciro Discepolo




STATE MOLTO ATTENTI A DARE I VOSTRI RISPARMI ALLE POSTE ITALIANE SE NON VOLETE PERDERLI




Notizie di servizio


Per postare una domanda o un commento, visualizzare la pagina con il blog di quel giorno e portarsi sotto a tutta la pagina. Quindi entrare nella scritta “Posta un Commento” oppure “Tot Commenti” e lasciare il pallino nero su Anonimo. Quindi scrivere il messaggio e, dopo averlo firmato con il proprio nome e cognome o con un nickname, spedirlo. Occorre sempre che aggiungiate luogo, giorno, mese, ora e anno di nascita. Solitamente rispondo nel blog del giorno dopo.


To post a Query or a Comment

To post a question or a comment, visualize the page with the blog of that day and go under to the whole page. Then enter the writing “Sets a Comment” or “Tot Commenti” and leave the black little ball on Anonymous. Then write the message and, after having signed it with your own name and last name or with a nickname, send this message. It always needs that you add place, day, month, time and year of birth. I answer usually in the blog of the day after.


Per vedere bene i grafici zodiacali e le foto, occorre cliccarci sopra: si ingrandiranno.

To see well a graph, click on it and it will enlarge itself.


Passando il puntatore del mouse su di un grafico, leggerete, in basso a destra dello schermo, il nome della località consigliata. Se ciò non dovesse avvenire, vi consiglio di usare come browser Chrome di Google che è gratuito e, a mio avviso, il migliore.

Where it will be my birthday?
Passing the mouse pointer on a graph, you will read, in low to the right of the screen, the name of the recommended place. If this didn't have to happen, I recommend you to use as browser Chrome of Google that is free and, in my opinion, the best.



A che ora sarà il mio compleanno? (At what time I will have my Solar Return?):





Qual è l’Indice di Pericolosità del Mio Anno?
CALCULATE, FREE, YOUR INDEX OF RISK FOR THE YEAR (as explained in the book Transits and Solar Returns, Ricerca ’90 Publisher, pages 397-399):




Quanto Vale il Mio Rapporto di Coppia?
Test Your Couple Compatibility:


Posta un commento