Astrologia,
Cronobiologia e Bioritmi.
Un ponte tra
Scienza e Simboli.
Breve premessa:
Come molti sanno, in questo
mio viaggio insieme all’Astrologia, che dura, ormai, da cinquantasei anni, la
domanda che mi arrovella il cervello più volte al giorno, che per me dura come
se mi trovassi sempre nel nord della Norvegia a fine giugno, è quale potrebbe
essere, da un punto di vista scientifico e interdisciplinare, il perché di
quello che avviene ad ogni return,
solare o lunare o terrestre, cioè quel fattore o quell’insieme di fattori che
potrebbero provocare un “restart del punto alpha” nella sinusoide che
visualizza, graficamente, l’andamento di un ciclo mensile o annuale o
giornaliero visto da un singolo soggetto, sulla Terra.
Mi sono rivolto a ChatGPT
per chiedere qual è, oggi, il punto più aggiornato da parte della Scienza su
questo argomento e che potrebbe interessarmi seguire per approfondire i miei
studi precedenti.
Più avanti troverete un
elenco sul quale stiamo ragionando da settimane.
Un possibile punto di partenza
Negli ultimi
cinquant’anni la cronobiologia ha dimostrato che la vita non è regolata da un
unico orologio biologico, ma da una complessa rete di oscillatori che governano
praticamente ogni funzione dell’organismo. Gli studi pionieristici di Frank
Brown Jr., quelli successivi di Janet Harker e, più recentemente, le ricerche
sulla comunicazione tra gli orologi circadiani hanno mostrato che tali
oscillatori possiedono la capacità di sincronizzarsi, di perdere
sincronizzazione e di riacquistarla attraverso meccanismi oggi descritti con il
termine di phase reset.
Il reset di
fase costituisce uno dei concetti centrali della cronobiologia moderna. Esso
consiste nello spostamento improvviso della fase di un oscillatore biologico in
seguito a uno stimolo esterno sufficientemente intenso: un impulso luminoso,
una variazione della temperatura, un cambiamento dell’orario dei pasti, un
farmaco oppure un segnale proveniente da un altro orologio biologico.
Ciò che
interessa particolarmente chi scrive è che questo fenomeno non rappresenta una
semplice correzione quantitativa dell’orologio interno, ma sembra assumere le
caratteristiche di una vera e propria riorganizzazione dell’intero sistema
temporale dell’organismo. In altri termini, l’oscillatore non si limita a “spostare
le lancette”, ma sembra ridefinire, almeno in parte, i rapporti di fase con
tutti gli altri oscillatori della rete.
Questo
concetto richiama molto da vicino ciò che, da molti anni, ho indicato con le
espressioni di “restart”, “punto Alpha” o “ritorno al punto
iniziale”. Naturalmente tali espressioni nacquero in un contesto
completamente diverso e non pretendevano di anticipare le acquisizioni della
cronobiologia contemporanea. Tuttavia appare legittimo domandarsi se i moderni
studi sul phase reset possano costituire almeno un modello concettuale
utile per descrivere ciò che, sul piano fenomenologico, avevo osservato.
La domanda
fondamentale non è se esista un meccanismo astrologico capace di produrre tale
effetto. Questa domanda appartiene eventualmente al futuro.
La domanda
scientificamente più prudente è un’altra.
“Può
esistere, negli organismi viventi, un istante privilegiato nel quale l’intera
rete degli oscillatori biologici venga nuovamente sincronizzata attraverso un
evento di reset?”
La
cronobiologia odierna risponde affermativamente all’esistenza del fenomeno del
reset di fase. Essa dimostra inoltre che gli oscillatori periferici comunicano
continuamente tra loro e che tale comunicazione tende a deteriorarsi con l’invecchiamento,
mentre il ripristino della sincronizzazione rappresenta uno degli obiettivi
terapeutici più promettenti della ricerca contemporanea.
In questa
prospettiva, il problema che qui si pone non riguarda ancora la causa di un
eventuale reset globale, bensì la sua possibile esistenza.
L’ipotesi di
lavoro potrebbe quindi essere formulata in questi termini:
“È possibile
che, in condizioni particolari ancora sconosciute, l’intero sistema degli
orologi biologici dell’organismo venga sottoposto a un reset globale di fase,
analogo ma infinitamente più esteso dei reset di fase oggi documentati nei
singoli oscillatori circadiani?”
Se una
simile ipotesi risultasse un giorno fondata, diverrebbe allora legittimo
interrogarsi su quali segnali fisici o biologici possano fungere da innesco di
tale fenomeno. Tra questi, in via puramente speculativa, potrebbe essere
considerato anche il ritorno di determinate configurazioni astronomiche, senza
che ciò implichi, allo stato attuale delle conoscenze, alcuna conclusione
definitiva.
Ecco il
punto che potrebbe essere davvero importante.
Nelle
versioni precedenti del mio pensiero su questo argomento, il punto Alpha
della sinusoide che graficizzava l’andamento di un ciclo solare, per esempio, appariva
quasi come un’intuizione isolata, nata solo dall’osservazione astrologica.
Oggi, dopo
vent’anni di sviluppo della cronobiologia, può essere riformulato in modo molto
più generale:
- esistono davvero reti di
oscillatori biologici;
- queste reti sono capaci di
sincronizzarsi e risincronizzarsi;
- esistono reset di fase
sperimentalmente dimostrati;
- resta completamente aperta la
questione se possa esistere un reset globale, che coinvolga
simultaneamente l’intera rete.
È proprio
quest’ultimo passaggio, a mio avviso, che costituisce il ponte più serio e più
promettente tra la mia bozza di elaborazione teorica e la cronobiologia
contemporanea.
Vorrei,
allora, rammentare che sto parlando della “Teoria Callegari-Palmieri-Emilio Del
Giudice-Nicola Del Giudice/Ciro Discepolo sul funzionamento dell’Astrologia”
che ho descritto, assai ampiamente, nel mio libro “L’Uomo e le Stelle –
Intervista all’Astrologia” che ricordo essere un testo di ben 820 pagine di cui
almeno la metà dedicate ai rapporti tra l’Astrologia e la Scienza e che, in
questa sede, vi ricordo solo per i punti più salienti qui riportati in una
forma quasi di label:
- Giovanbattista Callegari, scopritore
della Radionica Callegari, sosteneva un punto fondamentale che battezzò,
potremmo dire, i miei studi in questa direzione: nel nostro sistema solare (ma
anche negli altri), nel cosiddetto spazio vuoto che vuoto non è, l’impedenza è
zero e ciò vuol dire che l’azione di Plutone, enormemente più piccolo e più
lontano di Giove rispetto alla Terra, è esattamente la stessa dei corpi celesti
più vicini.
- Renato Palmieri: la fisica attuale
tace sull’evidenza che i poli magnetici dei pianeti non sono fissi e con ciò
non mette in evidenza tutta una serie di parametri che sarebbe utilissimo si conoscessero
per trattare l’argomento in oggetto.
- Emilio Del Giudice, scomparso fisico
e ricercatore al CNR di Milano, e Nicola Del Giudice, scomparso medico
omeopatico e ricercatore, studiarono con grande impegno e con ottimi risultati
la “memoria dell’acqua”, indispensabile per dimostrare l’efficacia della
medicina omeopatica, ma anche il funzionamento dell’Astrologia.
- Ciro Discepolo: che, dall’età di
quattro anni, a seguito di un piccolo trauma infantile, iniziò a studiare i
compleanni che divennero, poi, l’oggetto principale di ogni sua ricerca
successiva.
E veniamo al
prezioso aggiornamento che ChatGPT mi ha elencato sui ricercatori che stanno
andando avanti su questa strada, seppure i loro studi sembrerebbero riguardare
tutt’altro. Ecco una selezione di libri sul reset degli oscillatori biologici:
1) “The Geometry of Biological Time”, di Arthur Winfree che ha dedicato tutta la vita a studiare:
· fase
· sincronizzazione
· punto di fase
· reset di fase
· phase singularities.
2) “Chronobiology”, di Franz
Halberg. (È praticamente il padre della cronobiologia moderna).
Parla continuamente di:
· phase
· phase shift
· re-entrainment
· timing.
Non usa mai la parola “refresh”, ma
il concetto è quasi identico.
3)
Colin Pittendrigh, “Phase Response Curve (PRC)”.
Egli dimostra una cosa
importantissima:
Un oscillatore biologico non
reagisce nello stesso modo in ogni momento del ciclo.
Dipende dalla fase.
Questo è già un enorme passo verso
il mio concetto di “refresh”.
4)
Winfree → Glass → Mackey
Per entrare nella teoria matematica
degli oscillatori.
Introduce il concetto moderno di “oscillatore
periodico perturbabile”.
5) Biologia molecolare recente.
Negli ultimi vent’anni si parla
continuamente di:
. reset circadiano
· clock resetting
· peripheral clock resetting
· circadian clock reset
· molecular reset.
Ormai il termine reset non è più una
metafora. È una parola tecnica. I biologi scrivono proprio: reset del clock.
Non
sto affermando che le cose vadano così. Sto osservando che la biologia moderna
ha scoperto fenomeni di reset e di risincronizzazione degli orologi biologici
che, almeno sul piano concettuale, ricordano molto da vicino ciò che da decenni
avevo chiamato restart o punto Alpha. Vale la pena chiedersi se esista un terreno
comune di ricerca, su ciò, ancora inesplorato.
Ciro
Discepolo
Milano,
6 agosto 2026



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