Hai visto che successo? Perfino Luigi Galli si è messo a studiare per te! Molti auguri.
CHI S'ACCONTENTA GODE, COSI' COSI'
postato da Laura Poggiani [24/05/2011 20:33]
Vorrei parlare di una situazione piuttosto familiare a chi si occupa di Astrologia Attiva. Il dialogo è più o meno il seguente: "La mia ditta sta attraversando un periodo non troppo brillante ed un'astrologa da me interpellata, un po' guardando il TN della ditta e un po' perché Giove sta diventando favorevole al mio TN, mi ha rassicurato che in un certo arco di tempo tutto tornerà a posto. Lei cosa ne pensa?" La risposta non solo mia ma di un qualsiasi supporter della AA diventa "Sì, ok. Ma il compleanno lo ha trascorso nella località che le avevo indicato?" A questo punto la risposta diventa scontata e quasi candida "Beh, non esattamente... Poiché avevo qualche problema economico e poi non potevo assentarmi troppo dal lavoro, ho pensato comunque di spostarmi e di fare una bella vacanza con la famiglia in una città d'arte".
Naturalmente questa conversazione alquanto standard per chi si occupa di AA si conclude sempre con un "ah, ma intanto mi dica pure dove devo andare il prossimo anno che poi vediamo". Ritengo che sia più che giusto che chiunque di noi scelga, in Astrologia come nella vita, ciò che gli è più congeniale e pertanto, se non si crede al primo principio fondamentale della AA che consiste nello spostarsi per il compleanno, è assolutamente inutile ricorrere a questo sistema. Personalmente non sto nemmeno a perdere tempo a cercare di convincere chicchessia della bontà della AA o a fare confronti con altre tecniche perché chi segue questo blog ha già avuto modo di verificare, con le analisi che via via vengono proposte, quello che una RS indica e cosa significa spostarsi per modificare l'andamento di un anno e sono certa che, chi condivide differenti metodologie, troverà certamente in rete altri blog che esprimono teorie assai più affini al suo pensiero.
Perché allora parlare di questo? Perché mi offre lo spunto per un'interessante riflessione. Se si prende in considerazione un'attività commerciale, meglio l'analisi del suo TN oppure meglio la RS di chi in tale attività commerciale è coinvolto? In altre parole: la Parmalat, in procinto di una crisi con un Tanzi che ne approfittava per fare il "sacco di Roma", si sarebbe salvata dal crac finanziario semplicemente osservandone il TN oppure ci sarebbe stata qualche chance facendo fare la RS a Tanzi? Qui subentra un'altra riflessione: prima ancora della RS occorre che, chi gestisce un'attività commerciale, sia soprattutto onesto. Ma questa è un'altra storia.
Di Laura Poggiani - Tutti i diritti riservati.
QUANDO IL SAGGIO INDICA LA LUNA . . .
postato da Laura Poggiani [26/05/2011 15:35]
Su questo spazio ci siamo permessi di fare alcune riflessioni. Di per sé l'intervento appariva chiaro visto che bastano le basilari nozioni dell'uso della punteggiatura per afferrare il senso di quanto stavamo dicendo. Per i più distratti riportiamo quanto ci chiedevamo:
"Se si prende in considerazione un'attività commerciale, meglio l'analisi del suo TN oppure meglio la RS di chi in tale attività commerciale è coinvolto? In altre parole: la Parmalat, in procinto di una crisi con un Tanzi che ne approfittava per fare il "sacco di Roma", si sarebbe salvata dal crac finanziario semplicemente osservandone il TN oppure ci sarebbe stata qualche chance facendo fare la RS a Tanzi? Qui subentra un'altra riflessione: prima ancora della RS occorre che, chi gestisce un'attività commerciale, sia soprattutto onesto. Ma questa è un'altra storia."
Come appare evidente ci ponevamo delle domande che partivano dai seguenti presupposti:
•1) in caso di attività commerciale è imprescindibile -al di là di qualsiasi tecnica astrologica e non - l'onestà dell'amministratore/proprietario;
•2) qualora questa onestà fosse anche acclarata, ci chiedevamo: sarebbe stato più opportuno, sotto il profilo astrologico, basarsi solo sul TN dell'azienda o non sarebbe stato più utile l'uso anche delle RSM?
Leggiamo oggi quanto ha scritto una collega nel "suo" blog:
"Per esempio, pochi giorni fa un'astrologa sostenitrice della validità dell'Astrologia Attiva, affermava sul suo blog che se Calisto Tanzi si fosse spostato per il suo compleanno, avrebbe potuto evitare il fallimento e tutti i disastri che ne sono conseguiti."
Non vogliamo certo credere che a questa collega non siano note le basi essenziali della lingua italiana: preferiamo pensare ad una certa, diciamo così, frettolosità nella lettura. Però dopo aver letto il suo intervento ci sentiamo di condividere almeno una cosa: è bene diffidare da certi assolutismi in Astrologia e visto l'ostilità bulgara che alcuni colleghi hanno verso l'AA lascio ai lettori le opportune considerazioni.
Di Laura Poggiani - Tutti i diritti riservati
(Quasi) Tutti hanno diritto di vivere e noi abbiamo il diritto di impiegare per fini utili il nostro tempo.
Lo ammetto: non ho simpatia per chi produce aria fritta e acqua calda ogni giorno in quantità industriali, ma anche chi tiene rubriche tipo Donna Letizia o Novella 2000, secondo me, andrebbe aiutato e non lapidato. Tuttavia, tu che mi conosci da una vita, sai che sono contro il qualunquismo e allora ti dirò esattamente come la penso, facendo anche dono ai miei Lettori di una piccola "chicca", un'anteprima mondiale assoluta: il primo capitolo di un libro che iniziai a scrivere diversi mesi fa, ma che, per adesso, ho messo da parte.
Un saluto affettuoso e complimenti per come pratichi l'Astrologia.
Per molti anni veniva a consulto da me una simpatica professoressa di scuole superiori che insegnava matematica, se non erro. Un giorno parlavamo di transiti e lei mi disse: “Ah, secondo me di transiti possono parlare solo due autori al mondo, (… omissis) e lei (Transits and Solar Returns), però io preferisco (… omissis) perché le sue interpretazioni sono sfumate e lasciano la possibilità al Lettore di interpretare quasi in ogni modo un certo specifico passaggio. Ciò mi tranquillizza. Invece, pur constatando che le descrizioni del suo libro sono sbalorditive e sempre verificabili, ciò non mi piace affatto…”.
Vi è una scena topica di un film che amo molto, City Hall, di Herold Becker (USA 1995) in cui un grande John Cusack, vicesindaco, affronta un grandissimo Al Pacino, sindaco, e gli rinfaccia di essere rimasto deluso: “Avevo creduto in te, ti avevo messo a disposizione tutta la mia vita e poi…”. Egli si riferiva a un caso di corruzione in cui era rimasto invischiato il sindaco. Allora Al Pacino, in una performance magistrale che nel doppiaggio italiano, secondo me, acquista ancora più punti, allarga le braccia al cielo e con occhi e voce penetranti attacca il suo braccio destro: “Cosa credevi tu? Sì, esiste il bianco ed esiste il nero, ma in mezzo vi sono tantissime sfumature di grigio…”.
Parliamo, allora, un poco, del relativismo. Io penso che esso sia qualcosa di molto bello, di affascinante e, per molti versi sono d’accordo con lo scrittore napoletano Luciano De Crescenzo quando afferma che gli uomini con tantissimi punti interrogativi sono uomini d’amore, al contrario di quelli guidati da fortissime convinzioni e sorretti da altrettanti punti esclamativi.
Trovo anche che sia meraviglioso trascorrere ore, giorni e anche anni, magari in lunghissimi e profumati pomeriggi primaverili, magari circondati da alberi, fiori e laghetti, a discettare su quanto tutto sia relativo e su come sia impossibile affermare, in modo apodittico, anche la più elementare apparente verità perché, volendo essere nel giusto, è necessario una visione olistica della vita, così olistica da non permettere alcuna conclusione su alcunché.
Da giovane frequentavo cineforum, dibattiti pubblici, conferenze e “duelli intellettuali”. Mi appassionavo a quelli celebri come lo fu un incontro tra il libertino (e coltissimo) Giacomo Casanova e Voltaire. Io stesso sono stato numerose volte protagonista di accanite discussioni che andavano dal sesso degli angeli all’epistemologia.
E proprio la lettura di molti testi di epistemologia mi ha convinto che, all’interno del Relativismo, non si possa affermare nulla di definitivo, neanche che un bicchiere, scivolando da un tavolo, cadrà al suolo. Ma come, dirà qualcuno, e la legge di gravità di Newton? Noi sappiamo che tutte le volte che lasciamo la presa su di un bicchiere questo cadrà al suolo. Sì, però, la nostra affermazione si basa sulle probabilità: possiamo esser certi che se ripeteremo l’esperimento un miliardo di volte il bicchiere cadrà sempre? No, non possiamo esserne certi perché la fisica, come nel caso di quella einsteniana, ha dimostrato di potersi correggere numerose volte nei secoli.
A mio avviso il Relativismo è meraviglioso nella filosofia, nella politica, nella critica artistica e musicale. Prendiamo quell’ultimo gioiello di Eyes Wide Shut del grande Stanley Kubrick. Un suo amico gli disse, poco prima che morisse (durante il montaggio del film): “C’è un giornalista che afferma di avere compreso il senso pieno della pellicola”. E Kubrick: “Peccato! Vuol dire che ho fallito nel mio scopo!”.
Credo, ripeto, che il Relativismo sia una espressione meravigliosa dell’intelligenza umana, però ritengo anche che esso non possa essere applicato sempre, come nel caso dei medici di pronto soccorso in un’ambulanza. Voi pensate che di fronte a un incidentato grave che forse ha pochi minuti per essere salvato o per morire, il medico dell’ambulanza si ponga a riempire, seppure mentalmente, una sorta di foglio Excel in cui domandarsi se i farmaci che prende il paziente, che in quel momento è privo di sensi, possano essere dannosi per fermare la tracheotomia che egli intende praticare subito per tentare di strapparlo alla morte?
Potrei continuare all’infinito, con centinaia di esempi, ma credo abbiate già compreso il punto e vi comunicherò, allora, ciò che io penso del Determinismo, che ovviamente è l’esatto opposto del Relativismo.
Esso viene pronunciato o scritto, tante volte, in maniera offensiva, per apostrofare qualcuno come quando un tempo gli si dava del “fascista” o del “comunista”.
Dal dizionario Gabrielli della lingua italiana: “Concezione secondo la quale ogni evento o fenomeno dell’universo è il risultato necessario di fattori o eventi precedenti o di condizioni complessive determinanti”.
In Astrologia questo termine viene usato per lo più in senso offensivo nei confronti di quegli Astrologi che praticano l’Astrologia Predittiva. Con esso – i suoi denigratori – vorrebbero presentare il “determinista” (così lo chiameremo da ora in poi) come una specie di troglodita che non tiene conto delle migliaia di variabili in gioco che, di fatto, secondo loro, impedirebbero ogni previsione.
Allora permettetemi di utilizzare due esempi storici per tentare di esprimervi meglio il mio pensiero.
Si tratta di due grandissime previsioni astrologiche realizzate da Johannes Kepler e da André Barbault.
Prendiamo due casi precisi: la previsione che il grande André Barbault redasse con lustri e lustri di anticipo sulla fine del blocco comunismo/capitalismo e le eccellenti previsioni che il grande Kepler fece al nobile boemo
Albrecht von Wallenstein.
Quando il grande André Barbault fece la sua previsione che coincise perfettamente con la caduta del muro di Berlino e la fine del comunismo dalla sera alla mattina del 9 novembre 1989, non scrisse: “Essa potrebbe avvenire, ma occorrerà prima analizzare gl’indici della Borsa mondiale, poi il tasso di diossina nell’aria in Europa, quindi i rapporti interni alla famiglia reale svedese e a quella spagnola e valutare anche altre dodicimila variabili in campo faunistico, ambientale, nutrizionale, atmosferico e via dicendo”.
No, da grande astrologo, fece una previsione: senza ma e senza se, soprattutto senza rete, non tirò in ballo l’impossibilità di fare previsioni, non tirò in ballo il libero arbitrio, non finse di combattere i deterministi, non fece niente di tutto questo. Egli redasse una difficilissima e precisa previsione che è rimasta nella storia dell’astrologia.
Lo stesso fece Johannes Kepler (confronta, a tal proposito, diversi articoli e commenti di Enzo Barillà e Lioba Kirfel sul mio trimestrale di astrologia
Ricerca ’90). Egli redasse un oroscopo per il nobile boemo Albrecht von Wallenstein e si spinse in previsioni nettissime e precise su molti aspetti della sua vita, datando avvenimenti, precisando fatti belli e cattivi e gravi dell’esistenza di quest’uomo. Nella sua relazione che entusiasmò Albrecht von Wallenstein per la grande precisione e per la puntuale verifica di molti aspetti importantissimi della sua vita, Kepler non scrisse mai, “Caro Duca, quello che adesso vi scriverò in forma di previsioni, potrà avverarsi o no, a seconda del tipo di alimentazione dei vostri nonni e bisnonni, a seconda del tasso di inquinamento del sangue degli abitanti della Sicilia, a seconda del tasso alcolico degli abitanti della Mongolia, a seconda della “morìa delle vacche”, e via discorrendo e tirando in ballo come possibili cause di errori nelle sue previsioni, l’ineludibile e irrisolvibile contrapposizione determinismo/libero arbitrio, e neanche il buon funzionamento (o il cattivo funzionamento) del ducale intestino. Egli non avvertì che si sarebbe dovuto tenere conto dei cicli undecennali delle macchie solari, della precessione degli equinozi, delle Parti Arabe e della posizione di migliaia di asteroidi. Non si appellò neanche alle precedenti reincarnazioni di Wallenstein o al suo credo religioso e neppure se egli, per le date indicate, sarebbe stato in grado di gestire o meno un “pensiero positivo” capace di permettergli di scansare o meno determinati avvenimenti che il genio astronomico-astrologico stava vergando con anni di anticipo.
No, il grande Keplero, da grande astrologo qual era, fece importanti previsioni, senza se e senza ma, e poi non ricorse a tutta una serie di scuse per dire per quale motivo aveva, a suo giudizio, fallito leggermente in qualche previsione: quando il Duca gli chiese una seconda redazione di previsioni, Johannes Kepler si limitò ad osservare che c’era stato uno slittamento temporale in avanti negli avvenimenti del signore di Wallenstein e che quindi l’orario di nascita del soggetto andava posticipato di un po’, in rapporto a quanto era avvenuto.
Noi che pratichiamo l’Astrologia Attiva e che affiliamo sempre meglio le nostre armi per una migliore Astrologia Predittiva, non temiamo il termine Determinismo.
Se determinismo vuol dire che cogliamo nel segno, senza tirare in ballo diecimila variabili inutili o che comunque non invalideranno le nostre previsioni, allora siamo fieri di essere deterministi perché ciò significa che riusciamo a redigere previsioni buone in altissima percentuale, esattamente come fecero André Barbault e Johannes Kepler, senza con questo voler fare paragoni inappropriati.
Insomma, in conclusione, questo libro è destinato a quegli astrologi convinti che, come dice il grande André Barbault, le previsioni astrologiche non solo si possono fare, ma si devono fare!
E con questo termino qui il presente breve capitolo, ma non senza avere ribadito, con forza, che qui non si tratta di una disputa: i colleghi che pensano sia impossibile ottenere previsioni attendibili senza considerare olisticamente e all’infinito tutte le variabili dell’universo, hanno pieno diritto di esercitare il proprio credo. Se essi pensano che in astrologia non sia possibile ragionare con il bianco e il nero, ma che tutto vada sfumato in una serie quasi infinita di variabili tali da interdire ogni reale possibilità di redigere previsioni difficili e audaci, essi sono nel pieno diritto di pensarlo.
Noi possiamo fare altrettanto nella piena convinzione che sia possibile anche prevedere, con anni di anticipo, la data di morte di un soggetto, nonostante le migliaia di variabili che condizionano la nostra esistenza.
Ciro Discepolo
Ricevo e volentieri pubblico:
Cari amici,
Vi segnaliamo le ns. ultime novità: Rimaniamo a Vs. disposizione per
eventuale inviol su Vs. richiesta di copie per recensione.
Cordiali saluti,
Assia Canonico