sabato 29 maggio 2010

Dove sta andando l'Alitalia?





Premetto che quanto sto per scrivere è il pensiero del cittadino della strada o, se preferite, dell’avventore del Bar dello Sport, dato che il sottoscritto non capisce nulla di economia e neanche di economia astrologica, ma ritiene di essere in diritto di esternare il proprio pensiero di very frequent flyer su di un argomento che credo ci stia particolarmente a cuore, nel nostro Paese. Negli ultimi dodici mesi ho volato molto, anche spesso con Alitalia e sono francamente sconcertato per come vanno le cose.


Ho l’impressione che ci sia una sottesa, generalizzata, volontà di far affondare (si può oltre l’attuale limite) totalmente la nostra compagnia di bandiera in un degrado senza limiti e senza decenza.

Pensavo che con l’acquisto di un quarto delle azioni da parte della prestigiosa Air France le cose sarebbero cambiate in meglio, ma forse neanche l’Air France lo desidera.

Prima della costituzione della nuova società, l’Alitalia era una delle poche compagnie occidentali a vantare il servizio di check-in online, ma in pratica lo stesso non funzionava mai. Oggi, da questo punto di vista, non è cambiato nulla. Ogni volta che tento di farlo mi viene risposto dal server della compagnia di “riprovare più tardi”. Se si tratta di una singola tratta, per esempio Napoli-Malpensa, allora qualche volta ci riesco. Nel caso di voli con più scali il server è sempre out of order.

La cosa ha del paradossale, poi, quando l’operazione di check-in non riesce neppure in aeroporto. Recentemente sono stato a Parigi (eravamo in tre) con un volo misto Alitalia-Air France: all’andata con scalo a Linate e al ritorno con scalo a Torino. Lo so che farete fatica a credermi, ma vi dico che è così: al check-in Alitalia si sono detti impossibilitati a darci due carte d’imbarco e ci hanno indicato di fare un secondo check-in nei suddetti aeroporti intermedi. Non è finita: non mi permettono di fare il check-in online il giorno prima, non mi consegnano due carte d’imbarco in aeroporto e, udite udite udite, mi consegnano, forse volendo riparare, tre carte d’imbarco per altrettanti posti su tre file differenti per tre persone che viaggiano assieme. E questo oltre due ore prima dell’imbarco.

Per offrirvi un termine di paragone, in uno dei miei frequenti voli Lufthansa, avrei dovuto prendere quattro aerei un giorno e altrettanti il successivo, tornando da una RLM. Alle 5 del mattino, a Capodichino, chiedo il check-in alla Lufthansa e prego l’impiegata di poter avere tutte e quattro le carte d’imbarco. Lei mi risponde: “Vuole anche le quattro di domani?”. Pensavo fosse uno scherzo, ma mi consegnò otto carte d’imbarco. Inutile aggiungere che volai alla grande e senza inconvenienti, come sempre.

Mesi fa mi trovavo in transito da Istanbul a Roma e non volevano lasciarmi l’unico bagaglio a mano (valigetta Samsonite assolutamente a norma) perché pesava 9 Kg e loro avevano ricevuto nuove disposizioni di far imbarcare solo 6 kg (qualunque valigetta ne pesa almeno tre vuota)!

Su di un volo Roma-Napoli ho udito (lo giuro!) il seguente messaggio, in italiano e in inglese, da parte del comandante: “Ancora un po’ di pazienza. Siamo senz’acqua e senza bevande a bordo. Questo ci passa la compagnia… Abbiamo chiesto ad amici del catering di portarci qualcosa per poter partire”. Soprattutto i passeggeri stranieri erano costernati.

Un’altra volta al gate di imbarco vi era un solo addetto e io mi ero accorto che parlava al telefono e fingeva di controllare i documenti e i biglietti dei passeggeri, ma non li guardava neanche. Di proposito chiusi il passaporto e gli diedi il biglietto sopra il documento chiuso: il giovane non lo aprì e mi lasciò passare senza controllare la mia identità.

Ho volato più di cento volte nel tratto Roma-Napoli e solitamente il tempo di percorrenza è di 40 minuti, ma a volte sono giunto anche in trenta minuti. L’ultima volta che ho percorso questa tratta, l’aeromobile ha impiegato esattamente 20 minuti dal decollo all’atterraggio: benissimo, direte voi! Non ne sono certo. Probabilmente il comandante non si è alzato alla massima quota di volo per poi ridiscendere subito, ma avrà volato più basso e a fortissima velocità, con grave dispendio di carburante.



Non so quale sia il piano dietro tutto ciò e neanche chi sia l’eventuale mente di un simile piano. Sappiamo che Air France non può vendere a terzi e non può neanche comprare ulteriori quote, se ho ben capito. Ma siamo nel Paese dove la parola impossibile la stanno togliendo dai dizionari.

Non pensate, come me, che se un giorno si facesse un pubblico referendum gl’italiani voterebbero all’unanimità di passare al cento per cento sotto la bandiera Air France o Lufthansa?



Staremo a vedere. Intanto vi invito a scriverci sempre, sull’argomento viaggi, tutto quanto va storto e tutto quanto noi viaggiatori siamo costretti a sopportare.





Buona giornata a Tutti.
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