sabato 4 giugno 2011

The Tree Of Life






















A mio avviso vedere questo film senz’avere letto Risposta a Giobbe di Carl Gustav Jung è come voler discutere di femminismo senz’avere letto Paura di Volare di Erica Jong.
I richiami più che larvati e indiretti sono precisi come saette e il sermone centrale del film, da parte del pastore nella chiesa battista di una città come Waco, che ci riporta a un fondamentalismo  cristiano che ebbe nel massacro-incendio di una setta estrema e antibattista la sua peggiore icona, è anche la cifra più alta di un assolutismo religioso che pervade ogni fotogramma del film.
Nel racconto della bibbia Giobbe, ai piedi del monte sacro, interroga Dio e gli chiede conto dell’accanimento con cui il destino gli ha distrutto ogni avere, ogni affetto, ogni risorsa, a lui che si riteneva il più umile e osservante delle leggi del Signore.
La risposta di Dio è potente e severa. Gli rimprovera di fare domande e di rivolgersi a Lui con quel tono. Seguono circa ottanta pagine in cui l’Altissimo gli domanda dov’era lui, Giobbe, mentre egli creava i mari, le terre, il cielo, la vegetazione, gli animali, gli astri, la micro e la macro vita e prosegue dettagliando tutte le bellezze meravigliose della Terra.
Ecco, questo catalogo immenso e senza fine, una sorta di Amazon.com dell’intero universo, viene tradotto da Terrence Malick nel più straordinario caleidoscopio di immagini stupende mai viste dallo spettatore del cinema, un flusso ininterrotto di quasi mezz’ora di pictures che vanno dallo spazio interplanetario alla vita all’interno del più piccolo batterio esistente, passando per continue eruzioni vulcaniche in cui i boati sordi prodotti dalle esplosioni laviche richiamano anche la collera di Dio che in questo film, come nell’omologo racconto della bibbia, viene chiamato in causa dai protagonisti per la morte del loro giovane figlio.
In detto caleidoscopio l’acqua governa sovrana, in ogni forma, di ogni origine, riconducibile a ogni situazione: il richiamo alla sacralità dell’acqua battesimale non potrebbe essere più esplicito.
Non ci siamo comportati bene? Abbiamo forse peccato? Perché ci fai questo? Le musiche sacre e ritmati enormi boati a bassa frequenza ci suggeriscono la presenza non silenziosa del Signore che viene chiamato in causa, ma che, anche questa volta, non risponde alle domande di suoi figli integerrimi. Però nel sermone del pastore vi è una possibile quanto improbabile spiegazione: “Gli amici di Giobbe pensano che lui abbia offeso il signore di nascosto e per questo si è meritato le terribili punizioni”.
Ma il pastore battista spiega, invece, che dobbiamo convincerci che a volte il caso, la disgrazia, giungono anche ai giusti e non soltanto all’uomo empio. Forse egli non ha letto o non ha voluto leggere bene le scritture e finge di ignorare che le terribili sevizie propinate dal Demonio a Giobbe sono il frutto di una scommessa tra quest’ultimo e Jahvè, il dio del vecchio testamento.
Un film possente, importante, un must della futura storia del cinema che, tuttavia, risulta inutilmente ridondante e che poteva essere contenuto, a mio avviso, nella metà dei minuti in cui lo spettatore non preparato a tali tematiche finisce perfino per annoiarsi e andarsene.
Superbe le interpretazioni, la fotografia, i dialoghi (ridotti quasi a zero); superlativa la regia.
Qualcuno ha giustamente notato delle citazioni importanti (2001 Odissea nello Spazio, Hereafter, …), ma esse, volute o no, erano comunque d’obbligo.
L’immagine finale poteva soltanto essere un ponte.
Terrence Malick nacque a Waco il 30 novembre 1943, ora sconosciuta, e dal suo grafico mi piace notare, soprattutto, una enorme spiritualità intercettata dai valori Sagittario e da un trigono quasi perfetto Urano-Nettuno.

Ciro Discepolo





E per restare in tema di cinema, ecco un altro godibilissimo scritto di Danila Madau Perra sul Dracula di Bram Stocker:











DRACULA DI BRAM STOKER

Forse sarò l’unica donna del pianeta ad aver trovato affascinante Gary Oldman nel film “Dracula di Bram Stoker”, pellicola del 1992 diretta dal regista Francis Ford Coppola.
In realtà mi piace sempre la faccia di questo attore, che presta sé stessa a parti in cui esplosioni di sofferenza particolari e direi uniche, sono dominanti.

“Bram Stoker’s Dracula” è l’ennesima versione cinematografica non solo diretta ma anche prodotta da Coppola e tratta dal romanzo di fine ottocento dell’irlandese Bram Stoker incentrato sul mito del vampiro. E’ un film che ebbe un grande successo, con rivisitazioni del romanzo che non rendono scontata la pellicola.

Nel 1453, ai tempi della caduta di Costantinopoli, il Conte Draculia, cavaliere rumeno del sacro ordine del Dragone, ha tutti i motivi per essere furioso e disperato oltre ogni dire. La sua amata moglie Elisabetta, “la cosa più preziosa che egli aveva in terra”, cito dal film, si uccide credendolo morto. Dopo aver combattuto in nome della Santa Croce, “per eliminare i nemici di Dio”, il Conte subisce la vendetta dell’esercito dell’impero ottomano che manda per rappresaglia una lettera alla consorte dichiarando l’amatissimo marito morto sul campo. Alla notizia, la giovane moglie non regge il dolore e si butta nel fiume da una finestra del suo castello.
E’ la versione plutoniana del dramma romantico di Romeo e Giulietta, dove qui l’ottavo segno non delude, rendendo in questo film il nostro uomo innamorato così furente da maledire Dio, rinnegare la Chiesa che aveva difeso, perdere la sua anima diventando vampiro e cercare vendetta per l’insopportabile tradimento.

Nel sogno romantico di ogni donna (e di qualche uomo) c’è il desiderio che il proprio amore duri per sempre, che superi il tempo e vinca la morte. Se non ci fa orrore la faccia del Conte Draculia invecchiato di quattro secoli, un Gary Oldman sapientemente truccato e vestito con costumi bellissimi che valsero al film ben tre Oscar (migliori costumi, miglior trucco e anche miglior montaggio sonoro) e non ci impressiona la sua sete di sangue per mantenersi vivo in attesa che la sua bella Elisabetta rinasca in un nuovo corpo fisico per andare a riprendersela, (è tutta di Coppola e non di Stoker l’idea della reincarnazione) non possiamo che trovare questa storia d’amore molto affascinante.
Il fascino sta tutto nell’amore che vince la morte, nell’attesa mai esausta di congiungersi all’amato bene richiamati dal ricordo atavico dell’unità perfetta dell’essere umano al divino.

Veniamo a Gary Oldman.
Attore britannico, nato a Londra il 21 marzo del 1958 alle 10.56, ha un Sole a neppure un grado dell’Ariete e un ASC in Cancro.

Una volta, parecchi anni fa, partecipai a una serie di serate con un appassionato Astrologo che mi introdusse al libro “L’arte rotonda” di Mann.
Le serate si tenevano in un locale appena aperto in pieno centro a Torino, in cui, una mia conoscenza di quel tempo, straordinaria cuoca espertissima in cucina macrobiotica, ci deliziava con dolci gourmet senza latte, senza burro e senza uova. Io, confesso, andavo più per quei sublimi break che per l’Astrologo, ma mi rimase impressa una cosa che il relatore disse in una di quelle serate, cioè che il carattere di ogni persona si poteva sintetizzare mettendo in relazione due parole: una di queste rappresentava il segno solare e l’altra rappresentava il segno dell’Ascendente. Ad esempio, nel caso di Gary Oldman, avrebbe detto che la passione (Sole in Ariete) si riversava nell’accudimento (ASC Cancro).
Avendo io, a quel tempo, già letto l’Hadés, il Trattato pratico di Astrologia di Barbault, nonché il Sementovsky Kurilo ed essendo iniziato il mio tempo sui libri e sugli articoli del nostro Maestro, sapevo bene che le interpretazioni non finivano lì, e senz’altro, anche l’Astrologo in questione lo sapeva. Io comunque per un po’ di tempo mi divertì ad utilizzare tale giochino con i miei allievi assolutamente digiuni di Astrologia e funzionò, perché, sul principio che se ascolto dimentico, se leggo capisco e se faccio imparo, questi allievi, con dodici aggettivi qualificativi per ognuno dei dodici segni zodiacali, tornavano a casa e iniziavano le loro piccole interpretazioni a tutto il loro clan. La volta dopo mi chiedevano approfondimenti e grazie a ciò oggi partono per i viaggi di compleanno.

Questa divagazione è per sottolineare che nel personaggio del Conte Draculia c’è questo mix affascinante (all’inverosimile per me) di passione e sentimento, aspetti dell’amore che non sempre si accompagnano. Ma ve lo immaginate (parlo alle donne) cosa c’è di più sexi di un guerriero che ammazza tutti i nemici per difenderti?
Questa lettura, però, dando retta al simpatico Astrologo, vale forse solo nell’apparenza cinematografica.
Di dolce il nostro magnetico attore ha in realtà veramente poco: direi che l’ASC in Cancro e la Luna componente di uno stellium in Ariete nella casa del Capricorno lo rendono un uomo ambizioso, con energie tutte maschili, tenace e audace nel conseguire i suoi obiettivi. Il suo ASC Cancro si esprimerebbe quindi in modo molto diverso rispetto alla tipica natura femminile del segno.
Gary Oldman ha il Sole, la Luna e Mercurio in Ariete in X° casa, Giove e Nettuno in Scorpione in 5° e Venere e Marte in Acquario in 8°. Andando a cercare i valori che lo rendono particolarmente convincente quando fa il cattivo, (Marte in 8° quadrato a Giove e Nettuno e opposto a Urano) ne troviamo molti. Ma Oldman non è il solito cattivo, c’è qualcosa di mefistofelico in lui (Marte in casa di Plutone stimolato da Giove e Nettuno in Scorpione) anche quando non caratterizza personaggi orribili (Hannibal, 2001 dove rappresenta un uomo fortemente sfigurato o nella storia vera di Murder in the first, 1994 dove interpreta la parte dello spietato direttore del carcere di Alcatraz) e tiene parti più “sobrie” (“JFK”,1991 in cui è Lee Harvey Oswald o in “Leon”, 1994 dove veste i panni di un poliziotto corrotto e tossicomane). Il suo personaggio è teso, alterato (Nettuno in 5°) e sempre pronto ad esplodere (Marte in Acquario opposto a Urano) e questi aspetti ci sono anche purtroppo nella sua vita privata (Giove accanto a Nettuno in 5° lesi non solo da Marte ma ancora una volta anche da Urano) a causa della sua dipendenza dall’alcool “ereditata” dal padre. Si legge che questo bravissimo attore britannico non sia riuscito a trovare pace nelle relazioni (noto a tutti il suo secondo matrimonio con Uma Thurman durato solo diciotto mesi) ma il nostro, purtroppo, si porta dietro quotidianamente il peso di una Venere opposta (anche questa) ad Urano. Ora è al suo terzo matrimonio e i gossips internazionali dichiarano che è felice. Speriamo che andando avanti con l’età, Gary Oldman abbia iniziato a esorcizzare i suoi aspetti disarmonici: soprattutto che stia imparando ad esorcizzare quel Marte, per dirla con il Maestro, “scassato da tutte le parti” che in 8°, così leso, non promette bene.

Danila Madau Perra






Cara Paola, sei tutto tranne che stupida! L'importante è che sarai tra noi. Io sarò per diversi giorni all'estero e tornerò poche ore prima dell'inizio del nostro convegno. 





Caro Uranio15, come puoi pensare di avermi offeso? Tu sei un giovane squisito! No, io mi riferivo davvero ai "maleducati ruspanti", come li definisce Hannibal Lecter. 






Molti affettuosi auguri a Grazia Barchi che sta festeggiando il compleanno a latitudini interessanti...












Buona Giornata a Tutti.
Ciro Discepolo
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