mercoledì 27 febbraio 2008

Di nuovo sulla dolce morte


Ringrazio tutti per i contributi personali che state offrendo a questo discorso. Tuttavia temo che, come succede spesso in casi analoghi, stiamo scivolando su altri argomenti non strettamente legati a quanto scrivevo ieri: mi premerebbe raggiungere uno scopo e ci tornerò fra poco.
Vorrei ripetere che, a mio avviso (ma sono convinto che in questa materia tutti abbiano il diritto di dissentire anche in maniera assoluta), in uno stato che si dichiari laico, si debba riconoscere, a ogni persona, il doppio diritto all’informazione completa circa la propria malattia e il diritto, da parte del paziente, di decidere di far terminare prima dell’arrivo dei dolori fortissimi, della invalidità e della totale dipendenza dagli altri, il modo in cui terminare la propria esistenza.
Torniamo un attimo al caso di mia sorella. Ella sapeva che aveva un tumore maligno, sapeva che aveva, da subito, dodici metastasi al fegato, ma TUTTI i medici che visitò (ed ero sempre presente) le mentirono quando le dissero che con dodici metastasi al fegato sarebbe certamente guarita o avrebbe avuto un’aspettativa di vita di 3-4 anni in condizioni di qualità della vita più che soddisfacenti.
Cara Sabrina, ciò che tu ci hai raccontato è commovente e colpisce e ci porta a condividere il tuo dolore. Ma il punto è un altro: il malato deve essere tutelato dalla verità oppure, se in tempi non sospetti, abbia scritto (e qui siamo al testamento biologico), e non detto, che intende conoscere quanti mesi gli restano da vivere, in caso di grave malattia, e anche il decorso preciso della stessa con i particolari sull’aumento dei dolori e dei gradi di invalidità che lo colpiranno progressivamente, abbia o no il diritto che sia fatta la sua volontà e non quella di parenti caritatevoli. Stiamo parlando di due cose diverse. Nonostante io abbia subito grandi dolori nella vita (indiretti), non so cosa sia la depressione e né il vittimismo. Ho intenzione di vivere il più possibile e con molta grinta. Ma il giorno che mi dovessi trovare nelle condizioni in cui si trovò Rosanna, non desidero vivere tredici mesi spesi quasi tutti nelle corsie di reparti oncologici, con una qualità della vita che peggiore non potrebbe essere e con un finale da film dell’orrore.
Allora vorrei aggiungere qualcosa per chiarire meglio il discorso. Come quasi tutti saprete, la legge Veronesi fu un grosso passo avanti nel nostro Paese perché permise ai medici della terapia del dolore (che sono anestesisti presenti in ogni ASL e addetti specificamente a lenire le sofferenze dei malati terminali) di usare la morfina. Umberto Veronesi oltre a permetterla disse anche: “Usatela a volontà, senza risparmio”.
Nella realtà, invece (e chiunque abbia assistito in senso stretto un malato terminale lo sa bene), le cose vanno in tutt’altro modo. Una grossa percentuale di medici (non sto generalizzando e condannando tutta la categoria che invece molto spesso rischia sulla propria pelle) somministra la morfina anziché con le siringhe, con le gocce sulla lingua. Negli ultimi giorni neanche iniezioni di molti cc di morfina ripetute a breve distanza ottengono il minimo risultato sul dolore, ma moltissimi malati devono agonizzare anche per 10-12 giorni con posologie di gocce sulla lingua, tra urla strazianti che ti fanno pensare: “Anche per i cavalli si prova maggiore pietà”.
Perché molti medici fanno questo? Il motivo è molto semplice. Se la dose di morfina è alta, il malato può morire per apnea (detto da ignorante, dimentica di respirare). In questo caso uno dei parenti del defunto potrebbe denunciare il medico per omicidio. Ecco spiegato, senza tanti fariseismi, il perché succede quello che succede.
Allora, ripeto: io mi batterò (ma trovo legittima ogni posizione contraria alla mia) affinché il malato venga informato sulle percentuali di guarigione (che nel caso di Rosanna erano zero e non si può bypassare questo ostacolo dicendo: “Non possiamo sapere cosa ci regalerà la scienza domani”) e sul numero di mesi che gli restano da vivere. Che egli venga, inoltre, istruito sulle singole fasi del suo peggioramento, a iniziare da quando non sarà più autonomo e non potrà più prendere decisioni personali.
Premesso tutto ciò, si potrebbe dire: “Di quali consigli hai bisogno? Sparisci per un giorno, ti imbottisci di sonniferi e hai risolto”.
Non è così semplice, ma è soprattutto sbagliato. Dei bravi anestesisti mi hanno spiegato che quello è un avvelenamento e non sempre è un modo buono per morire.
In un film recente di cui non ricordo il titolo, si descrive una storia vera della II Guerra Mondiale in cui dei finti partigiani olandesi, uccidevano gli ebrei (per derubarli) a cui fingevano di prestare soccorso, iniettando loro una relativamente piccola dose di glucosio nel sangue. Nel film sembrava che le vittime scivolassero nel sonno eterno senza accorgersene. Ma anche qui mi hanno spiegato che è sbagliato. Mi hanno anche spiegato che oggi esistono metodi molto avanzati del “fai da te” in questo campo con un protocollo (me lo sto inventando) del tipo:

1) Iniettati in vena (o in muscolo) 10 cc di Valium
2) Ingerisci trenta compresse di sonnifero
3) ….

Ora, dato che penso di essere una persona pratica che non ama i voli di fantasia e le filosofie che producono solo chiacchiere, io vorrei che un medico anestesista mi inviasse, affinché io la pubblichi, tale semplice ricetta che non è obbligatoria per alcuno.
Il medico ha la mia parola che verrà tutelato (anche se mi dovessero torturare) e personalmente sono disposto anche a farmi del carcere, se occorre (quando credo profondamente in qualcosa sono pronto a pagarne le conseguenze).
Un’ultima cosa, di carattere assolutamente astrologico. La mia prima sorella morì con la dolce morte, davanti ai miei occhi. Gli ultimi 4-5 giorni dormì soltanto e poi all’improvviso si alzò in mezzo al letto, spalancò gli occhi e spirò. Aveva Giove di nascita in ottava.
La seconda, di cui ho già scritto tanto, credo che dopo Gesù Cristo sia stata una degli esseri umani che ha sofferto di più. Aveva Saturno di nascita incollato all’AS, quel Saturno che gli astrologi bravi, quelli che leggono libri americani, svizzeri e inglesi, ci spiegano che fa crescere, che ci fa diventare migliori.
Una buona giornata a Tutti.
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