martedì 26 febbraio 2008

Impegno sui temi della bioetica


Cari Amici,
come ho scritto in altre date è mia intenzione impegnarmi maggiormente sui temi della bioetica in generale e su quelli della dolce morte e dell’eutanasia in particolare. Ciò, credo, per una sensibilità di nascita che possiedo verso questi argomenti e poi perché ho dovuto assistere, inerme, alle atroci sofferenze con cui è finita la mia seconda sorella qualche anno fa. Su questi temi, come sapete, è assai impegnata anche Serena Foglia. Si tratta di argomenti che investono il profondo di ciascuno di noi da tutti i punti di vista: etico, sociale, religioso…Rispetto, in tal senso, tutte le opinioni, anche quelle esattamente opposte alle mie.
Chi non è d’accordo lo può scrivere apertamente o può anche non partecipare al dibattito. Quello che scriverò, sarà a titolo personale.
Vorrei cominciare dalla dolce morte.
Secondo me l’ammalato ha due grandi principali diritti:

1) Essere costantemente e sempre informato, al 100%, sulla gravità della propria condizione
2) Il malato ha diritto di decidere se e come morire prima delle sofferenze finali in una malattia senza via di scampo

Il giorno che mia sorella scoprì di avere un tumore vecchio di almeno dieci anni all’intestino, andò da sola a farsi fare una TAC e le dissero che aveva 12 lesioni (metastasi) al fegato. Io ho letto molto su tale argomento, sul web, e dovunque viene precisato che, in via teorica, fino a due lesioni e mezzo è ancora possibile che una persona si salvi.
Poi sono stato presente a tutti i colloqui che mia sorella ebbe con tanti oncologi in ogni parte d’Italia.
Tutti le dissero che vi erano ottime probabilità di guarigione e che, comunque, le potevano garantire dai due ai tre anni di vita in condizioni accettabili di qualità della vita, se la terapia fosse fallita.
Le ultime parole che pronunciò mia sorella entrando in coma (eravamo accanto a lei io e mio fratello) furono, con un filo di voce: “… soltanto un anno…”.
Non so cosa avrebbe fatto mia sorella se avesse saputo che la Scienza l’aveva già condannata e se avesse saputo, soprattutto, a quali sofferenze atroci sarebbe andata incontro nelle ultime settimane di vita.
Io vorrei chiedere, a quelli che la pensano come me, di fare ricerche in rete e di portare, magari, anche la testimonianza diretta di medici che possano spiegare a chi sia di questo orientamento, come poter agire con un “fai da te” che non coinvolga altri e che sia, tecnicamente, la strada più rapida e meno dolorosa che consenta a chiunque di lasciare questa vita nel modo che più ritiene giusto.


Ringrazio nuovamente Zia Paperina e Uranio12 che aiutano parecchio i meno esperti a comprendere alcune cose di questa meravigliosa Astrologia che ci accomuna. Zia Paperina è tra le più attente lettrici ed esecutrici di ciò che è contenuto nei miei libri e dunque fa notare, spesso, quando si stanno prendendo lucciole per lanterne (ma così fa anche Uranio12 e altri). A parte il mio piccolo refuso-lapsus sul 23 novembre (cara Giulia, tu non hai compreso bene il funzionamento di AstralDetector perché hai visto di esso solo una cinquantina di grafici, non possedendo il software che lo genera), a volte i meno esperti, e li si può comprendere tranquillamente, fanno affermazioni che si possono smentire con centinaia di esempi pubblicati, come quella di guardare gli aspetti all’interno di una RS, oppure quella di credere che i transiti siano più forti delle posizioni nel cielo di RS (ma in quel caso parliamo di persone al primo livello di alfabetizzazione nel campo delle RS).
A Sabrina devo dire che le patologie epatiche (e ne ho studiate a decine di migliaia pubblicando i risultati e non dicendolo soltanto) non c’entrano nulla con la seconda e con l’ottava Casa.
A te Paola, vorrei ricordare due grandi che avevano la tua stessa posizione: Piero Chiara (di cui ho avuto l’onore di essere amico) e Giacomo Casanova. Entrambi scrissero in vecchiaia. Tu hai iniziato molto prima, essendo stata prima giornalista e comunque avendo diretto importanti uffici stampa di grandi aziende, ma come scrittrice hai cominciato un po’ tardi. Chi oserebbe dire, però, che le memorie del grande Casanova siano inferiori a qualunque altra opera letteraria? Vai tranquilla e regalaci altri eccellenti romanzi. Un’ultima cosa, sempre sulla terza Casa. Maria Teresa di Lascia, già leader dei radicali e morta molto prematuramente per un cancro alla mammella, venne da me, quando era poco più che una ragazza, a farsi leggere il quadro astrale. Molti anni dopo, dopo la sua morte, fu pubblicato il suo fantastico romanzo “Passaggio in ombra”, una possente saga familiare che, personalmente, oserei paragonare alla grande opera di Tomasi di Lampedusa. Qui avevamo un Plutone strettamente congiunto al Fondo del Cielo e quindi di appartenenza sia alla terza che alla quarta Casa (Maria Teresa era nata a Rocchetta Sant’Antonio il 25/12/1953, alle 15.30).
Buona giornata a Tutti.
P.S. Giovedì e venerdì sarò all’estero e non so ancora se e come riuscirò a collegarmi, e neanche per quanto tempo, al web.
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