venerdì 29 febbraio 2008

Ancora sulla dolce morte


Cari Amici,
quando leggerete la cronaca di questo viaggio-esperimento, credo che la stessa vi strapperà qualche sorriso. A me, per adesso, ne sta strappando davvero pochi date le condizioni ambientali in cui mi trovo, per cominciare...
Sono molto stanco e fra pochissime ore dovrò rimettermi in viaggio. Peccato, perché ci sono molti argomenti interessanti (alcuni post non si aprono e mi spiace).
Vi preannuncio che forse su questo spazio ci sarà anche un intervento di Serena Foglia, ma dobbiamo prima parlarne al telefono ed è difficile, per ora.
Già il post di Uranio12 ci potrebbe tenere impegnati per mesi. Lui infatti parla di suicidio e di tendenza al suicidio (che avrei io). Secondo me è improprio parlare di suicidio in questi casi, a meno che non si desideri affrontare l'argomento solo dal punto di vista della Chiesa di Roma.
Infatti noi ci portiamo dietro il retaggio di almeno duemila anni in cui ci è stato detto che soffrire è bello e che ci farà guadagnare il Paradiso (questo spiega anche perché, secondo pochi, dovremmo anche gioire se ci becchiamo un AS in XII^). Mi viene in mente una delle scene finali di Apocalypto, di Mel Gibson, quando si vedono gli spagnoli sbarcare in Perù nel diciassettesimo secolo, il secolo in cui gli europei riuscirono a sommare 150 milioni di morti in Sudamerica: neanche con l'atomica e le camere a gas l'uomo è stato in grado di fare meglio nel secolo scorso. Ebbene, dicevo, in quella scena si vedono le prime barche che portano a riva i "civilizzatori" e spicca la figura del sacerdote, in piedi, con una grande croce di legno tra le braccia...
Allora, per tornare un attimo alla domanda mia iniziale, vi vorrei ricordare lo scopo: giungere alla famosa ricetta. Su tutto il resto, lo ripeto, credo che ciascuno debba rispettare l'opinione di tutti perché, soprattutto in questo caso, ci troviamo nelle zone più delicate della coscienza individuale e collettiva.

Cara Giulia, indubbiamente sei perspicace e intelligente (però non dire più che un colpo di pistola o il tubo di scappamento possano essere una dolce morte: in questo campo possono esprimersi gli anestesisti prima di tutti gli altri e credo che nessun anestesista al mondo consiglierebbe questi due tipi di morte) ed è vero che tutto quello che faccio cerco di farlo rientrare nella logica dell’Astrologia Attiva. Io la vivo decine di volte al giorno e ringrazio il cielo che mi ha permesso di cogliere alcune realtà importanti o importantissime della nostra vita. Se un uomo (o una donna) crede profondamente nell’astrologia e nei simboli, come potrebbe vivere al 70% da astrologo e al 30% da “laico” rispetto all’arte di Urania?

Va da sé che in me c’è un’attenzione, una voglia di mirare, un tentativo costante di cogliere l’attimo, un amore per il motto “qui e ora” che fanno sì che nulla possa essere pensato o agito da me se non in una logica astrologica. Tutto questo, però, con serenità e non con gli occhi fuori dalle orbite.

Quando creai Ricerca ’90, tra le altre cose, dovevo esorcizzare un Saturno in settima: odiavo il telefono e immaginavo a quante persone avrei dovuto fare la cronistoria di una spedizione andata male e tante altre cose simili.
Anche ora sto facendo qualcosa del genere, ma la mia congiunzione Mercurio-Urano, che è l’aspetto di cui più vado fiero, mi permette di lavorare in multitasking (fare più cose contemporaneamente) e, allora, non c’è mai una sola ragione per la quale compio determinate scelte.

Ecco, però, tu mi hai anche dato lo spunto per poter dimostrare, ancora una volta, con i fatti e non con le chiacchiere, una delle regole principali delle RSM: dopo dodici mesi chiunque non sia in malafede o incapace di leggere, si accorgerà che ciò che ha contato durante l’anno sono le posizioni della RS e non i transiti. A luglio terminerà la mia RSM di Rio Gallegos e sarà schiacciante il fatto che forse questo periodo luglio 2007 – luglio 2008 è stato il migliore di tutta la mia vita per i libri: ne sono usciti diversi e ne usciranno ancora, con una diffusione mondiale e in diverse lingue. Ha stravinto Venere in terza di RS rispetto a Saturno nella stessa Casa, di transito, e non sto solo esorcizzando Saturno, accollandomi un impegno di ore al giorno quando non avevo neanche i minuti a disposizione, ma sto anche esorcizzando Venere: il blog, con la vostra viva e felice partecipazione, è oggettivamente un successo e lo sarà ancora di più quando le tantissime persone che fino a oggi lo leggono soltanto, interverranno anche.

Un’ultima cosa, anche se sto pensando di non coricarmi affatto (da un po’ di tempo riesco a dormire un poco in aereo, quanto basta). A mio parere, colui che sceglie quando e come terminare la propria vita, non è un codardo che fugge nel suicidio: paradossalmente questo potrebbe essere un atto di grande Astrologia Attiva. Stiamo parlando, non lo dimenticate mai, di persone condannate e senz’alcuna speranza che decidono di non farsi torturare e di staccare la spina quando hanno ancora voglia di andare al mare, di leggere, di scrivere, di pensare, di amare e magari programmando il momento migliore anche per i propri cari. Non so se sia vera una storia che si racconta sul grande Mitterand, malato da molti anni di cancro alla prostata che sembra abbia programmato, pensando anche alla Francia, in che giorno morire. Se ciò fosse vero, io vedrei in questo l’uomo, l’uomo laico e intelligente e non colui che chiede e riceve forme passive di pietas (che, probabilmente, tutto sono tranne che pietas). E per favore, spazziamo via almeno una ipocrisia. Non permettiamo che taluni medici mentano al paziente con la scusa che domani potrebbe essere scoperto un nuovo farmaco. A mio avviso si dovrebbe giungere a un’onestà intellettuale assoluta e, dicendo questo, il medico dovrebbe anche aggiungere, “E’ possibile anche che da domani cesseranno tutti i crimini, a cominciare dalle mattanze familiari”.

Buona giornata a Tutti.
Ciro Discepolo
www.solarreturns.com
www.cirodiscepolo.it

P.S. Perdonate eventuali refusi, ma sono tanto stanco e con il portatile e con poca luce si lavora male.

Posta un commento