giovedì 17 dicembre 2009

Bianco-Valente, Relational, Museo Madre, Napoli











Un’altra importantissima realizzazione dei nostri amici Giovanna Bianco e Pino Valente, tra i pochissimi artisti internazionali scelti per allestire opere speciali, molto speciali, al Museo Madre di Napoli che, nei prossimi mesi, sarà sede della mostra sul Barocco a Napoli. Ecco cosa è stato scritto sulla loro opera:

La rete Elettro-Luminescente di Bianco-Valente avvolge le quattro pareti del cortile interno del Museo per mettere in relazione l’ottocentesco Palazzo Donnaregina con i diversi corpi di fabbrica che, nel tempo, su quest’area si sono succeduti: dal seicentesco Palazzo Capano alle mura Greco-Romane. Non a caso Relational è il titolo dell’opera, tesa a reinserire l’edificio nelle dinamiche relazionali, architettoniche e sociali di Napoli, a partire dal luogo in cui questo insiste.
Un intreccio irregolare di nessi e giunzioni sinaptiche in cui il tempo rimane come irretito, rivelando la vitale energia di questo sito che nella sua storia di stratificazioni, superfetazioni e restauri conserva memoria dei mutamenti che hanno attraversato il quartiere e la città.
È però di notte che questa trama opera la sua più completa metamorfosi: un reticolo di traiettorie astrali e asterismi della volta celeste, tanto da riportare alla memoria le costellazioni osservate per la prima volta da Galileo Galilei con il cannocchiale e descritte nel trattato Sidereus Nuncius del 1610.

(Testo tratto dalla scheda dell’opera, distribuita ai visitatori della mostra Barock, di cui Relational fa parte)



A ciò mi permetto di aggiungere, con parole mie e profane, che Giovanna Bianco e Pino Valente, avendo conosciuto, molti anni fa, la pratica del Compleanno Mirato, ne sono rimasti così impressionati, positivamente, che, oltre a partire ogni anno, entrambi, pervadono la loro opera artistica, quasi totalmente, con i concetti che le RSM ispirano loro. Quei “fili” luminosi che avvolgono una location carica di storia e di civiltà, ma soprattutto di millenni di destini umani che lì sono scorsi, potrebbero essere i fili dei destini che noi muoviamo con il nostro partire.
Meravigliosa, a questo proposito, una frase che la pubblicità ci sta ripetendo ultimamente:


Un viaggio di scoperta non è cercare nuove terre ma avere nuovi occhi


Andrea Pazienza


Naturalmente (credo di parlare a nome di tutti) ci piacerebbe molto se i nostri amici Giovanna Bianco e Pino Valente scrivessero qualcosa per noi, su questo blog.
Grazie in anticipo.


Buona giornata a Tutti.
Ciro Discepolo
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