giovedì 8 gennaio 2009

Il cavaliere oscuro


Effetti speciali straordinari, grande cinema nel senso dello spettacolo, decisamente in competizione con i film di 007: questa la prima impressione dopo avere visto, in blue ray e in home cinema, l’ultimo lavoro di Christopher Nolan.
A proposito di blue ray vorrei allertarvi a evitare possibili truffe. Come molti di voi sapranno, tale supporto permette di salvare oltre 20 gigabyte di informazioni, contro i circa 8,5 di un normale DVD. Ciò si traduce certamente, tra le altre cose, in una risoluzione video superba (se lo schermo è in Full HD), ma – soprattutto – nella straordinaria qualità dell’audio nella modalità “uncompressed sound”, con bassi dinamici che vi entrano direttamente, e piacevolmente, nello stomaco. Un film in blue ray costa, mediamente, 25 euro, contro anche gli 8-10 euro di un DVD in promozione. Ultimamente stanno riproponendo anche vecchi film, tipo Rocky, in blue ray: attenzione alle truffe perché, nella maggior parte dei casi, le suddette meraviglie del suono sono presenti soltanto per la lingua inglese e si perdono del tutto nella versione italiana, cosa che, a mio avviso, renderebbe disonesto perfino proporre la vendita di alcuni blue ray.

Per Giulia. Il tuo post di ieri mi offre la stura a delle brevi considerazioni a margine dell’oggetto specifico di cui abbiamo scritto entrambi. Dopo che ho letto il tuo post sono andato a rileggermi il mio, sì perché dal tuo sembrava che io avessi scritto che il film “L’ospite inatteso” non mi fosse piaciuto e, al contrario, mi è piaciuto parecchio.
Come mi dice spesso la carissima amica Mara De Chiara, che queste cose le insegna all’università, insieme alla letteratura inglese e a tanti altri argomenti, spesso la semplice comunicazione scritta e, in particolare l’e-mail, senza il supporto del tono vocale o delle espressioni del viso, può trarre in inganno e si finisce per fraintendersi.
A me il film è piaciuto molto e non per gli argomenti sociali che affronta, ma per le ragioni che ho esposto ieri: per l’approfondimento del personaggio Walter Vale, soprattutto in rapporto alla sua contemporanea fuga dalla realtà e alla messa in campo dei suoi sentimenti più autentici.
Com’è stato possibile, allora, un simile equivoco? Penso che esso sia dovuto al fatto che io ho scritto: “Non è un grandissimo film…”.
Ora, nella mia scala dei valori, un grandissimo film potrebbe essere “Luci della città” o “Il grande dittatore” di Charlie Chaplin. Se io classificassi grandissimo film “L’ospite inatteso”, mi chiedo: come dovrei etichettare, che so, “I sette samurai”? “Grandissimissimo” film? Forse sì. E “Umberto D” e “Schindler’s List” come dovrei classificarli? “Super Grandissimissimi” film?
Ovviamente ciascuno può redigere la propria classifica come più gli aggrada, e, come mi diceva il filosofo Raffaello Franchini, fortunatamente possiamo ancora “ruttare e copulare non scientificamente e senza il permesso dello scientifista di turno”. Forse fra trent'anni, per te Giulia, L'ospite inatteso resterà tra i migliori film visti nella tua vita. Per me non è così, già da oggi, ma sono consapevole che non possiamo proporre equazioni in cui mettiamo due Kubrick da una parte contro un Bergman dall'altra. Io ci tenevo soltanto a osservare come, a volte, la semplice comunicazione scritta possa indurre in errore il lettore o chi scrive.

Per Paola. Vai forte. Stiamo facendo tutti il tifo per te. Domani festeggeremo e vedrai che non ti sarai mai sentita così vicino a casa come a Bethel, Alaska.

Buon pomeriggio a Tutti.
Ciro Discepolo
www.solarreturns.com
www.cirodiscepolo.it
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