lunedì 18 maggio 2009

Criminali di uno specifico segno?


Per Angel. Io credo che i dispositori funzionino al 100%, non al 99% e così le altre cose che fanno parte del sapere millenario dell’Astrologia e che personalmente ho incluso nel pacchetto “Astrologia Attiva”. Per paradosso dovrei aggiungere che se il dispositore dell’ottava in quinta funziona al 99,99% in caso di morte di un figlio, allora quello della undicesima in quinta dovrebbe valere, non so, il 135%. Ovviamente stiamo dando i numeri e più semplicemente dovremmo ricordare che non si possono fare così le statistiche, ma che prescindendo dalle stesse, dato che vivaddio oggi pomeriggio non dovremo sostenere un esame presso la sede del CICAP, all’interno della naturale elasticità di un simbolo, o della sua estensione longitudinale di significato, possiamo trovare altri significati per queste combinazioni che ci dicono che non tutti coloro che hanno le stesse perderanno uno o più figli nel corso della vita.
Relativamente alla domanda sui criminali, sono assai d’accordo con André Barbault e non sempre le figure della vittima e del carnefice sono divisibili, con un coltello, a monte di ogni considerazione. Mai, forse, come in un caso del genere, quello che spesso viene chiamato erroneamente caso ha una grossa parte nell’evento. Il caso, invece, è la simultaneità di tante variabili, forse con la direzione del Demonio (direbbe qualcuno), in cui una parte enorme di responsabilità l’hanno le stelle (di tutto un gruppo di persone e in cui si mischiano carte natali, transiti, RS, RL e RT), ma un’altra parte non da trascurare è certamente atmosferico-climatica (pensa alla pesantezza mentale prima di un temporale, per esempio), chimica (per esempio cibi cattivi e non digeriti), tossine accumulate pesantemente (alcol, droga, caffè, fumo, ecc.), spettacoli scioccanti visti da poco e tante altre cose ancora.



Per Al Rami. Ho letto tutto il tuo scritto con attenzione. Esso, a mio avviso, è ricco di spunti interessanti sui quali ti invito a proseguire studi e ricerche.
Ti commenterò un punto del tuo breve saggio in particolare. Quello relativo al discorso dei segni rovesciati nell’emisfero Sud.
È una questione antica su cui grandi e piccoli astrologi sono intervenuti tante volte. Come ho già scritto tanti anni fa, e come tu hai ricordato, per me non esiste parlare delle caratteristiche di un segno, bensì di un asse, perché ogni segno può essere se stesso o “compensato”.
Non so se possiamo davvero dire che l’astrologia dell’emisfero Sud sia un aggiustamento di quella dell’emisfero Nord dato che l’Astrologia sarebbe nata in Mesopotamia circa 4-5 mila anni fa. Infatti, come tu sai, lo stesso Jung, e non solo lui, aveva molti dubbi in proposito e formulava l’ipotesi che tale Sapere potrebbe provenire da una civiltà assai precedente a quella mesopotamica, nonché molto più avanzata e scomparsa sulla Terra per motivi non ancora conosciuti.
Personalmente, al di là della teoria, ho avuto a che fare molte volte con persone nate nell’emisfero Sud, ma soprattutto ho inviato centinaia e centinaia di persone nell’emisfero Sud a trascorrere il compleanno.
Da questa pratica scaturisce, per me, che le cose funzionano nello stesso identico modo nell’emisfero Sud e Nord. Come dicevo sono per la pratica molto di più della pura teoria e ho proposto più volte ad altri ciò che vorrei proporre a te: se tu pensi di avere delle idee chiare al riguardo, e se tu pensi che in qualche modo dobbiamo leggere diversamente una mappa celeste dell’emisfero Sud, te la sentiresti di commentare la mia RSM 2007 a Río Gallegos (estremo sud dell’Argentina)? Ovviamente non si tratta di una sfida polemica, ma del desiderio di leggere, in concreto e non soltanto per “grandi linee”, un punto di vista totalmente differente dal mio.



Per Paola. Anche io ho trascorso poche ore sull’isola di Suva, all’andata e al ritorno dall’inferno di Wallis&Futuna. Anche se ero in aeroporto, ho “sentito” un’aria del tutto diversa. Si tratta di un aeroporto particolare, praticamente all’aperto, dove puoi vedere anche ciò che c’è all’esterno dello stesso. Paesaggio e clima non si possono paragonare a quelli di altre isole del Pacifico che sono selvagge e anche brutte da vedere. Quasi tutte le persone che sono state alle Fidji mi hanno riportato sensazioni positive. Resta il fatto, comunque, a mio giudizio, che né le Fidji né le Hawaii né le isole della Polinesia Francese si possono paragonare, per bellezza, clima, cibo, ospitalità e altro alle più suggestive isole del Mediterraneo.


Buon pomeriggio a Tutti.
Ciro Discepolo
www.solarreturns.com
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