venerdì 1 maggio 2009

Polo Nord e dintorni


Per Eva. Il posto più a nord dove ho inviato persone è stato l’aeroporto delle isole Svalbard, Norvegia, oltre 78 gradi Nord! Sì, hai letto bene. È l’isola un po’ più giù del Polo Nord dove il generale Nobile fissò l’ultimo campo base prima del suo sfortunato tentativo di conquista del Polo Nord. Il secondo posto più a Nord dove si sono recate persone consigliate da me è stato Pond Inlet, circa 73° Nord, dove si dovrebbe recare il nostro amico Antonio, new entry di pochi giorni fa. Ma lui ci andrà ad agosto. Invece ti racconto qualcosa di chi ci andò ai primi di febbraio di alcuni anni fa (credo 7-8). Si trattava di una signora nota in Italia che mi chiese se qualcuno dovesse andare lì negli stessi giorni: sembra incredibile, ma io ricordai che ci doveva andare lo stesso giorno un giovane della mia città. Chiesi a entrambi se desideravano li mettessi in contatto rivelando la loro identità e così avvenne. Il giovane, in seguito, pubblicò anche questa loro avventura su Ricerca ’90. Le fasi interessanti del racconto sono, a mio avviso, il fatto che la loro base di partenza in Canada fu Iqaluit che solitamente, invece, è il punto terminale di un lunghissimo viaggio con almeno sei-sette voli partendo da Montreal o da Toronto. Quando giunsero lì, molto ma molto più a sud di dove erano diretti, gli abitanti del luogo ironizzarono sul loro abbigliamento che era stato scelto in negozi specializzati per altissima montagna, con materiali e tecnologie ultramoderne. Gli diedero un consiglio che si rivelò importantissimo: gli dissero di tenere pure le loro tute e i loro giacconi olimpionici, ma di coprirsi, al di sopra degli stessi, esclusivamente con giacconi, guanti, cappelli e altro che vendevano lì. Ciò, mi dissero, li aiutò non poco.
Giunti a destinazione la cosa simpatica fu che la signora, preoccupata di essere riconosciuta (preoccupazione inutile in quel luogo perché gli abitanti di Pond Inlet ignoravano anche che esistesse l’Italia) nei due-tre giorni in cui si trattennero nella baracca-hotel, non tolse mai gli occhiali scuri dagli occhi, il cappello, la sciarpa e tutto il resto. La baracca era perfettamente riscaldata, all’inizio. Successivamente la temperatura esterna giunse oltre i 50° sotto lo zero e restarono senza riscaldamento e senza water. Lavarsi non se ne parlava neanche. Il cibo, in quei posti, è costituito prevalentemente da surgelati tipo le nostre lasagne e affini, ma prodotte in Canada dove forse la cucina non è esattamente come da noi in Italia. Quando tornarono a Iqaluit, che chiunque di noi non vorrebbe mai vedere due volte nella propria vita, sembrò loro di essere alle Hawaii, a cominciare dall’hotel e dalla cena.
La signora ebbe un anno a dir poco pirotecnico, anche se in seguito credo lo abbia dimenticato. Il giovane credo prese maggiore coscienza di sé, da quell’avventura fantastica, e in seguito la sua vita mutò completamente.
Ti ho raccontato questo episodio perché è stata la sola volta che mi sono ricordato di due persone che dovevano recarsi in posti lontanissimi e nello stesso giorno. Diverse persone partite su mio consiglio si sono incontrate nei luoghi più incredibili della Terra: a Dutch Harbor, Alaska, a fine marzo, a Lisbona, su di una barca nell’isola di Fernando de Norogna, in Brasile, e in tanti posti ancora. Su pressione dei “miei viaggiatori” feci realizzare, da tecnici molto bravi, un’apposita pagina che esiste ancora (credo) nel mio sito: ciascuno si può iscrivere e dire dove farà il compleanno. Se altri devono andare nello stesso luogo, negli stessi giorni, si mettono in contatto. Spesi un bel po’ di soldi e di energie, ma quell’elenco credo sia rimasto sempre vuoto perché tutti desideravano leggere dove andavano gli altri, ma avevano e credo hanno ancora molte resistenze a dire, anche in forma anonima, dove andranno loro (forse temendo di essere riconosciuti).
Tante volte nella mia vita ho ascoltato telefonate di donne e di uomini che, di ritorno da viaggi difficilissimi, mi manifestavano la loro commozione per essere riusciti in un’impresa che sembrava loro impossibile. Il viaggio, ricordalo sempre, è comunque un’esperienza meravigliosa.


Per Rossella. Quando ho scritto queste righe, non avevo ancora letto il tuo post. Evidentemente eravamo in un’ottima sintonia mentale. Per la riunione di Sant'Agata è sufficiente che prenoti solo l'hotel; per partecipare non è prevista alcuna formalità.


Buon Primo Maggio a Tutti, soprattutto a quelle persone che hanno perso il lavoro e a cui auguriamo di recuperarlo prestissimo.
Ciro Discepolo
www.solarreturns.com
www.cirodiscepolo.it
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