domenica 10 maggio 2009

Ricerca&Sofferenza


Apparentemente, a mio avviso, i punti di vista di Al Rami e di Chandra sarebbero in totale antitesi, ma a ben osservare non è così. Forse si tratta solo di due prospettive diverse rispetto allo stesso argomento.
Secondo me il vero punto di confine su di una discussione del genere non è tanto se accettare o meno la sofferenza in quanto, come dice il proverbio, non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace. Diversamente ci sarebbe da chiedersi, invece, se come afferma Chandra la sofferenza sia sempre propedeutica alle piccole e grandi scoperte dell’umanità e al progresso stesso, in senso lato, dell’umanità.
Io penso che non sia così e vorrei citare tre esempi.
Uno dei più grossi salti in avanti nella storia dell’umanità fu quando Keplero capì che per calcolare le leggi dei movimenti di Marte intorno al Sole avrebbe dovuto staccarsi dalla logica di un’orbita sferica e abbracciare l’altra di un’orbita ellittica: sembra una cosa da poco, ma fu un scoperta stratosferica! E quali furono le modalità con cui il grande genio tedesco elaborò la sua formidabile idea? Sotto tortura? Immerso a mezzo busto nelle fiamme dell’inferno? Senz’acqua e senza pane per mesi? Niente di tutto questo: egli fece questa formidabile scoperta non in funzione di nobili sentimenti e sotto il peso di sofferenze inenarrabili, ma mosso dall’odio verso il suo padrone-semischiavista Tito Brahe con cui, in una sera d’ira, fece la scommessa che sarebbe riuscito, in pochi giorni, a scoprire le leggi del movimento di Marte: gli ci vollero anni, e non pochi giorni, e fu necessario tutto il suo odio per giungere a tanto.
Kary Mullis, premio Nobel della chimica nel 1993, colui che gettò le basi per la realizzazione della clonazione, racconta nella sua biografia “Ballando nudi nel campo della mente”, Baldini&Castoldi editore, che le sue più importanti scoperte scientifiche le fece fumando hashish o sotto l’effetto di altre potentissime droghe con cui si è trastullato per mezza vita, droghe assunte con obbiettivi di piacere e non di sofferenza.
Scendiamo molto più giù di importanza. Nella mia carriera di astrologo ho consegnato, a tutti gli studiosi di Astrologia, molte probabili verità (l’undicesima Casa come Casa molto più luttuosa dell’ottava, il collegamento vista con le Case dodicesima e sesta, la pericolosità delle Case prima e sesta nelle RS, i 2,5 gradi come misura di definizione di una cuspide, i 20 giorni prima e dopo di un compleanno, la pianificazione completa della tecnica dei compleanni mirati, la definizione del concetto di esorcizzazione dei simboli e la sua applicazione in astrologia, la logica e il calcolo delle Rivoluzioni Terrestri, l’effetto bistabile di Giove in tre specifiche Case, la possibile potenzialità assai negativa di un AS di RS in decima natale, l’enorme importanza del segno compensato, la spiegazione, per la prima volta, di tecniche precise per compiere un compleanno mirato in volo e via dicendo per decine e decine di altri item). Saranno i posteri a dire se si è trattato di inezie o, al contrario, di elementi di grande importanza nella conoscenza dell’Astrologia. Per adesso, e in questo preciso contesto discorsivo, mi limito a osservare una cosa.
Quando stavo lavorando al libro “Nuovo trattato di astrologia” (da non confondere con “Nuovo trattato delle Rivoluzioni Solari”) mi impegnai molti mesi per sviluppare quasi cinquecento pagine di esempi di datazione degli avvenimenti.
Nel corso di quel lavoro mi venne in mente di elaborare un software per ridurre di mesi i calcoli e i ragionamenti da fare a mente. Iniziai, così, a lavorare, al progetto AstralDetector: le idee le avevo ben chiare nella mente perché esse derivavano direttamente dai tanti esercizi sviluppati in quel trattato. Il software, però, aveva bisogno di un valore aggiunto: si trattava di assegnare, ai punteggi numerici, una specie di premio extra, come avviene con il premio di maggioranza nelle elezioni politiche di cui oggi tanto si discute in Italia. Il problema era doppio: chi premiare e in quali circostanze premiare. Sì, perché, se per esempio, avessi scritto semplicemente che Saturno sul Sole avrebbe dovuto far crescere del 30% la curva di AstralDetector, non avrei ottenuto alcun risultato.
Annunciai questa cosa pubblicamente e dissi anche che, probabilmente, non sarei mai giunto alla fine della mia impresa perché le prove potevano andare avanti all’infinito e non darmi mai il risultato che inseguivo.
Invece fu proprio una magnifica Rivoluzione Solare Mirata che avevo messo in campo quell’anno a donarmi, anche a mezzo di tanta fortuna, il risultato sperato in sole poche settimane di lavoro!
Per questo io penso che i grandi passi avanti per l’umanità, come disse anche Neil Armstrong posando per primo il piede sulla Luna, si possono ottenere anche in un clima di gioia, di piacere, di divertimento.
Il sacrificio e la sofferenza ci possono essere, ma a mio avviso non sono delle variabili assolutamente necessarie.


È corretto il discorso di Pasquale Iacuvelle: sia che si faccia l’idraulico che lo scrittore, un Saturno in decima “ammazza” molto di più di quanto possa donare il governatore del “mestiere” in oggetto ben piazzato in una determinata Casa.
Buona serata a Tutti.
Ciro Discepolo
www.solarreturns.com
www.cirodiscepolo.it
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