venerdì 20 novembre 2009

È nata, oggi, la piccola Laura



Oggi, 20 novembre, alle 2.10, a San Candido. Augurissimi alla Mamma e al Papà (Albertolai)!



Il libro del mio amico Elio Cadelo ha esaurito, in pochissimo tempo, la prima tiratura!
In bocca al lupo per la prossima!




PALOMBI EDITORI®
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Comunicato Stampa
Titolo del libro:
Quando i Romani andavano in America
Scienza e conoscenze degli antichi navigatori
Autore:
Elio Cadelo
Editore:
Palombi Editori
Prezzo:
e 15,00
Il Nuovo Continente fu scoperto ufficialmente da Cristoforo Colombo nel 1492, ma non
era la prima volta: antiche civiltà marinare, tra cui quella romana, erano già sbarcate nelle
Americhe lasciando numerose tracce come monete, statuette, tombe ed anche una nave.
Il racconto dei viaggi avvenuti molti secoli prima di quello “ufficiale” è oggetto del saggio
di Elio Cadelo Quando i Romani andavano in America (Palombi Editori, pagine 220, euro
15), che illustra la cultura scientifica e le basi teoriche in possesso del mondo antico,
in particolare per quanto riguarda la matematica, l’astronomia e la geografia, e dimostra
come i Romani conoscessero la scienza nautica e avessero anche navi adatte per
attraversare l’oceano Atlantico.
I Romani furono grandi navigatori. Ad est commerciavano con l’India, la Cina e l’Indonesia:
le loro esplorazioni raggiunsero e superarono la Nuova Zelanda; navigarono lungo le
coste atlantiche dell’Europa fino alle Orcadi, l’Islanda ed oltre. In Africa sono state trovate
tracce della presenza romana nello Zimbabwe e lungo le coste orientali. Questo è quanto
ci dice la vulgata, ma in età imperiale i marinai romani raggiunsero anche l’America, che
i geografi del tempo ritenevano essere la “terza India”. Equivoco che rimarrà anche dopo
la scoperta di Colombo.
I ritrovamenti archeologici e molti passi della letteratura latina parlano di nuove terre (o
isole) ad ovest e provano che i Romani conoscevano bene cosa ci fosse al di là delle
colonne d’Ercole. Un testimone attento del tempo, Plutarco, scrive che «a cinque giorni
di navigazione dalla Britannia, verso occidente, ci sono isole e dietro di loro un continente»;
e Plinio nota «che tutto l’Occidente al di fuori delle colonne d’Ercole è ormai osservato
ed esplorato».
Ma anche piante come il mais o l’ananas, la cui diffusione in Europa è fatta risalire alla
scoperta dell’America, in realtà, come è ampiamente descritto nel volume, erano presenti
nel Mediterraneo già in epoca romana.
Nel volume vengono esaminate anche diverse culture che con il mare ebbero un rapporto
importante, come quella babilonese (che è all’origine del calendario e del concetto di
latitudine e longitudine), quella indiana (che nell’antichità sviluppa eccezionali strutture
portuali ed estese i suoi commerci in tutto l’oceano Indiano) e quella polinesiana, che fece
della navigazione la base della propria organizzazione sociale: tutte elaborarono in maniera
molto simile la scienza della navigazione.
I Romani non furono i soli a giungere nel Nuovo Continente: la genetica ha fornito prove
della presenza in America dei Polinesiani, l’archeologia e la letteratura della presenza
cinese ed indiana almeno duemila anni fa.
Perché di tutto ciò non ci sono tracce prima di Cristoforo Colombo? Le rotte commerciali,
spiega Elio Cadelo, erano segretissime e le mappe non venivano diffuse, avendo un enorme
valore economico per i loro proprietari che potevano così avere l’esclusiva per importazioni
di prodotti provenienti da terre sconosciute. E poi, come scrive nella sua prefazione l’astrofisico
Giovanni F. Bignami, c’è il paradosso di Cristoforo Colombo: «L’importante, per avere il merito
di una grande scoperta, è essere l’ultimo a farla, non il primo».
Collaborazioni
Al lavoro hanno collaborato astronomi dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, storici del Consiglio
Nazionale delle Ricerche, scienziati dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, dell’ENEA,
ammiragli e note personalità della scienza. Il volume è presentato dal professor Giovanni F. Bignami.
Elio Cadelo,
giornalista, laureato in Scienze politiche, caporedattore e inviato speciale del Giornale Radio
Rai per la Scienza e l’Ambiente. Ha lavorato al Corriere della sera, al Mattino, è stato collaboratore
di Panorama, Scienza Duemila, Epoca. Autore e coautore di numerose pubblicazioni quali:
Sette Nobel per un futuro (Teknos), Un rito, un diavolo, due culture (Storia e Medicina Popolare);
ha curato per Marsilio Idea di Natura, 13 scienziati a confronto. Premio ENEA 1999 per la
divulgazione scientifica, è stato membro del Gruppo di lavoro sulla Informazione e Comunicazione
in Biotecnologia del Comitato Nazionale per la Biosicurezza e le Biotecnologie della Presidenza
del Consiglio.
Giovanni F. Bignami,
astrofisico, scopritore delle prime sorgenti gamma del cielo, ha proposto il metodo, ora
seguito in tutto il mondo, per la loro interpretazione. Professore di Astronomia presso l’Istituto
Universitario di Studi Superiori di Pavia, è stato Direttore Scientifico della Agenzia Spaziale
Italiana, Direttore del Centre d’Etude Spatiale des Rayonnements del CNRS/Université de
Toulouse (2003-2006), Presidente del Comitato Scientifico della ESA. È membro della
International Astronautics Academy, dell’Accademia Europea e dell’ Accademia dei Lincei.
Ufficio Stampa
COMXCOM: Gabriella Guerra – tel. 3392785957;
Federica Cingolani – tel. 3351329316




Ricevo, dalla collega Lucia Bellizia, e volentieri pubblico:

Il 5 dicembre 2009 a Genova, presso il Rex Hotel, avrà luogo con orario 10 - 17,30, un seminario di astrologia e grafologia dal titolo:
I pianeti e la scrittura:segni del Cielo e segni della Terra
Relatrici per la parte astrologica Lucia Bellizia (Associazione Culturale Apotélesma www.apotelesma.it)e per quella grafologica Sara Vergnano(Associazione Culturale delle Arti).Questa la scaletta dei lavori:Mattino (ore 10 - 13): presentazione delle due discipline, con particolare riguardo agli aspetti storici e tecnici.Segue la pausa pranzo (dalle h. 13 a h. 14,30) per consentire alle relatricie ai convenuti di gustare insieme una buona pizza o qualchepiatto genovese tipico e di commentare gli argomenti presentati al mattino. Pomeriggio (h. 14,30 - 17,30): Focus sui pianeti per l'astrologia e sui segni grafici cardine per la grafologia.Il seminario si concluderà con un dibattito volto ad interagire col pubblicoe a sottolineare come entrambe le discipline si pongano quale potentestrumento per valutare la personalità ed il vissuto del soggetto, il cui tema natale o la cui grafia vengono presi in esame. Per la prenotazione al seminario (che è caldamente consigliatadato il numero limitato di posti) e per quella al pranzo,si prega di contattare l'indirizzo e mail.info@apotelesma.it .



Ricevo e pubblico volentieri:

Istituto Italiano per le Scienze Umane - ONLUSVia del Parco Margherita 2/4 80121 Napoli Tel. 081 406369 Fax 081 409191http://www.scienzeumane.it e-mail: info@scienzeumane.it


FUORI PROGRAMMA
Attività Patrocinata dall'Istituto

Mercoledì 25 Novembre 2009 ore 17,30


ZEN SHIATSU
Liberare le energie per liberarsi dallo stress

a cura di Silvana Cesareo
operatrice professionista shiatsu

Lo Zen Shiatsu è una tecnica che affida all'armonia e all'equilibrio dell'energia vitale presente in ciascun essere umano, la possibilità di mantenersi in perfetta salute in ogni momento dell'esistenza. Lo Shiatsu considera l'essere umano come un sistema multifunzionale, composto da elementi energetici, psichici e fisici in condizione di costante interdipendenza, dove l'assenza di salute, e quindi di benessere, è l'espressione concreta e percepibile della perdita di equilibrio energetico o "disarmonia". Gli effetti del trattamento Shiatsu infatti sono risultati di particolare efficacia anche nell'educare il ricevente alla sensibilità e all'autopercezione. In questo modo l'utente partecipa in modo nuovo e coinvolgente alla scoperta di se stesso.

Ricevere Shiatsu significa dedicare attenzione a se stessi
per ritrovare l’unità nel corpo e nella mente

INGRESSO LIBERO



Per informazioni contattare la segreteria dal martedì al venerdì dalle 9,30 alle 13,30.



Per Simona.
Mi scrivi: “Prendo spunto dalla risposta di Ciro a Barbara (...the Ascendant of a Solar Return is at the top, usually, in the tenth House of the Natal Chart, BUT NOT when Saturn is in the same House or when, during that year, Saturn or Uranus or Pluto… are square or in opposition to Sun, Moon, AS… in the Natal Chart)per porre una domanda rispetto a una RSM che sto studiando: avrei l'occasione di porre l'Ascendente di Rivoluzione in X casa, contemporaneamente a Giove di Rivoluzione al MC, ma... Nettuno transita in aspetto di quadratura alla mia congiunzione Luna-Venere natali. La mia domanda è questa: il fatto che Ciro, nella risposta a Barbara, non abbia nominato Nettuno tra i pianeti lenti che possono capovolgere la situazione della RSM, dipende dal fatto che la sua azione viene ritenuta di poco conto o invece é meglio che io eviti una RSM con Ascendente in X casa di Rivoluzione l'anno in cui Nettuno di pone in quadratura con Luna e Venere?”.

Ecco, proprio pochi giorni fa scrivevo che non sono assolutamente contrario a essere lapidato, ma vorrei che, se ciò dovesse avvenire, lo fosse a seguito di mie parole e non di ciò che moltissime volte alcuni mi fanno dire seguendo l’estro della loro personale interpretazione di quanto da me scritto.
Nel caso dell’AS che non va messo in decima se Saturno… io ho usato - **appunto** - i puntini sospensivi dopo Saturno, Urano e Plutone, per indicare che l’elenco non era terminato.
Comunque, con la promessa da parte tua di non farmi dire cose che non ho mai scritto, ti confermo che non è consigliabile mettere l’AS in decima anche con contemporanei transiti dissonanti di Nettuno.
Ricordo, inoltre, che la regola non è schematica tanto che è l’unica che non lascio decidere ad Aladino, in automatico, e rimando gl’interessati ai miei libri dove ne parlo diffusamente.





La situazione dei voli in Siberia.
Premetto che sono consapevole di intendermi di Rivoluzioni Solari (anche se una nostra blogger lo metteva in dubbio), ma non di viaggi e lascio ogni parola definitiva, su questo argomento, agli addetti ai lavori. Tuttavia come utente, o anche come uomo della strada, penso di avere il diritto di dire la mia e, se quanto sto per scrivere, stridesse fortemente con quanto vi consigliano le agenzie, fate una prova, in tutta tranquillità, e dopo sarete in grado di decidere, da soli, qual è la strada migliore ricordando ciò che saggiamente consiglia Woody Allen: basta che funzioni.
Confesso che fino ad alcuni anni fa facevo un po’ di confusione tra Sheremetyevo 1 e Domodedovo. Ora non credo di farne più e vorrei dirvi le ultime mie impressioni sui tre principali aeroporti della capitale della Russia.
I tre principali aeroporti di Mosca sono Sheremetyevo 2 (che possiamo considerare l’aeroporto principale), Sheremetyevo 1, che era il vecchio aeroporto dei voli interni (domestici) e Domodedovo che ultimamente è stato completamente ristrutturato e che, solo al limite, possiamo chiamare aeroporto dei voli interni. In effetti questa suddivisione categorica tra voli interni ed esterni non sussiste più, nel 90% dei casi. Infatti, giusto per farvi un esempio di pochi giorni fa, il mio semi-allucinante trip in 72 ore Napoli-Munich-Moscow-Omsk-Moscow-Munich-Napoli è stato effettuato tutto passando soltanto da Domodedovo, sia col volo internazionale dalla Germania che con quello di andata e ritorno a Omsk e di nuovo con quello internazionale con Monaco.
I miei molti amici russi, che stimo e a cui voglio bene, non me ne vogliano se io do loro un consiglio: firmate una petizione affinché Sheremetyevo 1 e 2 siano rasi al suolo, subito.
Essi, infatti, credo che siano se non i peggiori aeroporti che io abbia visto in tutto il mondo, almeno tra i primi dieci più brutti e inospitali di tutto il pianeta.
Discorso completamente diverso per Domodedovo che ha tutte le caratteristiche di un grande, addirittura enorme, aeroporto con standard di benessere molto alto per i passeggeri.
Cominciamo da Sheremetyevo 2. Al di là del fatto che in esso si fuma in diverse aeree, come al gate di partenza dei voli per l’Italia, e io non ricordo un solo aeroporto in tutto il mondo dove si sia costretti a rischiare un “cancro ai polmoni speed” come lì a Mosca, resta un impianto antichissimo, pensato per i pochi voli che avvenivano dietro la cortina di ferro almeno cinquant’anni fa.
L’ingresso alla parte “Internazionale” è consentita solo un paio d’ore prima della partenza di ogni volo. La zona “arrivi” (dove a volte si è costretti ad attendere anche dieci ore il proprio volo) offre quasi zero confort ai passeggeri che troveranno servizi (toilette, bar, piccolissimi negozi di generi di prima necessità) a un livello davvero così basso che non vorrei usare alcun aggettivo per non essere offensivo.
A sedersi neanche parlarne: le pochissime sedie a disposizione sono prese d’assalto e guardate a vista dai poveri passeggeri quasi tutti in piedi.
Una volta entrati nella zona “Internazionale” la situazione non cambia moltissimo e permane il problema del sedersi e molti altri ancora (per esempio un’offerta di catering davvero minima e di scadente valore).
Più o meno la stessa cosa vale per Sheremetyevo 1, con punte anche peggiori soprattutto per il sedersi.
Di tutt’altro genere, come vi anticipavo, la situazione di Domodedovo dove, al contrario, senza voler parlare dei negozi di orologeria o di valigeria o di moda di alto lusso, esiste una varietà incredibile di negozi, quasi di ogni genere merceologico (vi è perfino l’auto fuoriserie, sul modello di Dubai, che il passeggero può acquistare e ritirare subito…). Il catering è assai variato e comprende diverse firme internazionali. È possibile mangiare da un semplice panino a pasti completi nelle cucine di etnie diverse. Esistono moltissimi bar con poltrone e tavolini dove servono ottimo cappuccino, gelati, torte, bibite di ogni genere, panini al salmone e via dicendo.
Le sale sono immense e lì si trovano moltissime poltrone (rigide) per passeggeri in sosta lunga (tanti dormono lì per ore). Vi sono perfino alcune prese di corrente elettrica vicine a queste poltrone per permettere il collegamento a computer, caricabatteria e altro.
Non esistono problemi per sedersi e l’offerta è di molte volte superiore alla domanda.
Tutta l’intera aerea aeroportuale gode di una climatizzazione superiore alle aspettative…
Il WI-FI per Internet è dovunque.
Le toilette sono numerosissime, ogni poche decine di metri, e continuamente pulite da inservienti.
I check-in possono avvenire con diverse ore di anticipo rispetto alla partenza del volo, ma – tutto sommato – in questo rimodernato ed efficientissimo aeroporto, non vi è il problema di stare “fuori” o “dentro” l’area internazionale perché, come dicevo, negozi, bar, ristoranti e servizi vari si trovano da una parte e dall’altra del varco controllo bagagli e passeggeri.
Ora veniamo a un altro punto importantissimo.
Evidentemente a dirigere questo aeroporto deve esserci un capo o un team che usa molto la testa.
Infatti non credo che gli accordi presi con le varie compagnie aeree siano da inquadrarsi tra i fatti casuali: no, si vede una ben precisa strategia.
In passato ho volato con Alitalia, Aeroflot e Lufthansa, soprattutto. Quasi sempre ho avuto il problema di dovermi spostare tra Sheremetyevo 1 e 2. Ciò comporta, nel migliore dei casi, l’uso di navette o di taxi e una quindicina di minuti di viaggio, cosa che quando la temperatura esterna è bassissima è tutt’altro che piacevole.
Poi ci sono le attese anche di dieci ore senza sedersi.
Vediamo Domodedovo, invece.
Parto da Napoli con Lufthansa. A Monaco proseguo con Air Berlin, una giovane, dinamica e ottima compagnia. Proprio perché volo dalla Germania con Air Berlin, non finisco a Sheremetyevo 1 o 2, ma a Domodedovo. E proprio perché ho scelto S7 (Siberian7), invece di Aeroflot, riparto stesso da lì per Omsk.
Utilizzando tre compagnie diverse e scegliendo orari giusti, ho potuto fare una RLM in 72 ore e senza rimetterci la vita (e neanche il portafoglio: 750 euro in tutto): se volete fare un confronto, vi suggerisco di guardare quanto costa, oggi, il volo da JFK di New York fino a una cittadina del North Dakota: circa 650 euro!!!
Però, come dicevo all’inizio, queste sono le mie impressioni da viaggiatore, attaccabilissime da esperti del settore: voi provatele entrambe e poi decidete quale scegliere.
Basta che funzioni.


Buona serata a Tutti.
Ciro Discepolo
www.solarreturns.com
www.cirodiscepolo.it
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