sabato 11 settembre 2010

Un nuovo libro mio e di Michele Rossena






Dedica:

A Pino Valente



Distico iniziale:

“Non piangere se non vedi il sole, perché le lacrime ti impediscono di vedere le stelle”

Sant’Agostino



Ringraziamento particolare:
Il mio grazie speciale va all’amico Lorenzo Vancheri che, con affetto e contemporanea totale assenza di indulgenza verso refusi di ogni genere, è il mio editor preferito, che mi aiuta, con consigli e osservazioni di grande valore, a migliorare la qualità delle mie opere.




Prefazione

Questo libro rappresenta il proseguimento ideale di Astrologia Attiva, edizioni Mediterranee, in cui cercai di organizzare, nel formato di un testo esteso, saggi, articoli, conferenze e scritti vari che andavo raccogliendo già da diversi anni.
Nel libro citato partii, come riferimenti culturali, fondamentalmente da due spunti che sono stati per me essenziali nella crescita e nello sviluppo del mio pensiero astrologico. Mi riferisco all’importantissimo libro di Henri Laborit Elogio della fuga, Oscar Saggi Mondadori, e alla prefazione di Gianfranco Tedeschi al libro di Jung sulla schizofrenia edito da Newton Compton.
Da lì prese corpo l’idea, innanzitutto, di dare un nome a quella che di fatto era divenuta una scuola, l’Astrologia Attiva, e – nel contempo – di organizzare la materia in due differenti sezioni: la pratica dei compleanni (solari, lunari, terrestri) mirati e quella dell’esorcizzazione dei simboli da applicare sempre, quando si parte e quando non si parte, per i propri compleanni.
Insomma, potremmo dire, “vivere gli astri”.

La mia ricerca non è mai finita e spero possa finire soltanto il giorno in cui smetterò di vivere. Nel frattempo ho ritenuto giusto ampliare quei concetti e spingermi molto più indietro nel tempo per cercare, soprattutto nella storia delle religioni, nello sciamanismo, nello yoga, nel buddismo e in tanti altri Saperi antichissimi, le origini di ciò che io ho chiamato esorcizzazione dei simboli.
Per questo ho chiesto a Michele Rossena, psicologo e psicoterapeuta con un forte background culturale nella filosofia antica, di illustrarci questa parte meravigliosa della materia che forma oggetto del presente lavoro, oltre che descrivere ampiamente come la psicoterapia possa contribuire, a stretto contatto con l’astrologia, ad arricchire la crescita personale e collettiva.
Io, invece, cercherò di ampliare le spiegazioni sul modo di applicare, nella nostra vita di tutti i giorni, l’uso pratico della esorcizzazione dei simboli, anche a mezzo di capitoli come quello in cui spiego i moltissimi modi in cui ho cercato di esorcizzare, tra luglio 2008 e luglio 2009, il transito di Saturno nella mia terza Casa radix e il posizionamento, nella Rivoluzione solare mirata di Wallis 2008, di Marte e di Saturno nella mia terza Casa di Rivoluzione Solare.

Prima, però, vorrei anche io proiettarmi migliaia di anni indietro e offrirvi soltanto due possibili agganci alla materia che sarà trattata in questo testo.
Il primo viene dal testo Lo sciamanismo, di Mircea Eliade, Edizioni Mediterranee, Roma, 1974.
Nel capitolo Buddismo, Tantrismo, Lamaismo, leggiamo:
“Quando il Buddha, dopo l’illuminazione, tornò a visitare per la prima volta la sua città nativa, Kapilavastu, egli fece mostra di alcuni ‘poteri miracolosi’. Per convincere i suoi delle sue forze spirituali e per propiziare la loro conversione, egli s’innalzò nello spazio, tagliò a pezzi il proprio corpo e fece ricadere per terra la sua testa e le sue membra, che poi ricompose sotto gli occhi attoniti degli spettatori. Questo miracolo viene anche ricordato da Açvagosha (Buddha-carita-kavya,  vv. 1551 sgg.), ma è così intimamente legato alla tradizione della magia indiana da divenire il prodigio-tipo del fachirismo. Il famoso rope-trick dei fachiri crea l’illusione di una corda che si drizza verso il cielo, sulla quale il maestro fa arrampicare un giovane discepolo finché questi scompare agli sguardi degli spettatori. Allora il fachiro lancia in aria un coltello – e si vedono le membra del giovane cadere l’una dopo l’altra al suolo”.

Il secondo fa parte del libro di Paramahansa Yogananda Autobiografia di uno yogi, Astrolabio, Roma, 1971. Nel capitolo “Sconfiggere gli astri”, leggiamo:
“Un bimbo nasce nel giorno e nell’ora in cui i raggi celesti si trovano in armonia matematica col suo karma individuale. Il suo oroscopo è un ritratto accusatore che rivela il suo inalterabile passato e i suoi probabili risultati futuri. Ma questo certificato di nascita può essere interpretato esattamente solo da uomini dotati di saggezza intuitiva; e sono pochi. Il messaggio arditamente proclamato attraverso i cieli al momento della nascita non va inteso nel senso di dare un’importanza strettamente determinante al fato, cioè al risultato del bene e del male compiuti nel passato, ma al contrario, deve risvegliare la volontà dell’uomo di sottrarsi al suo asservimento. Ciò che egli ha fatto, egli stesso può disfarlo. Nessuno al di fuori di lui ha promosso quelle cause che determinano gli effetti dominanti la sua vita attuale. Egli può superare ogni limitazione, perché egli stesso la creò con i suoi atti, e perché è in possesso di risorse spirituali non soggette alle pressioni planetarie”.

Ma, perdonate, la frase: “…Il messaggio arditamente proclamato attraverso i cieli al momento della nascita non va inteso nel senso di dare un’importanza strettamente determinante al fato, cioè al risultato del bene e del male compiuti nel passato, ma al contrario, deve risvegliare la volontà dell’uomo di sottrarsi al suo asservimento…” non potremmo usarla come manifesto dell’Astrologia Attiva?
E prima di concludere questa prefazione, vorrei trascrivervi un mio commento ai film Gattaca e Codice 46, pubblicati su Ricerca ’90 n. 64 (ottobre 2005), a cui aggiungerò alcune note conclusive.
Nel corso di un dibattito pubblico un giovane studente universitario mi chiese se fossi convinto che con l’aiuto dell’astrologia si potesse, in un futuro non lontano, evitare l’avvento di un Hitler al potere, per esempio facendo uno screening della popolazione attraverso le carte dei cieli natali.
Gli risposi facendo riferimento a due film che in questi ultimi anni mi hanno dato da riflettere alquanto: Gattaca, pellicola statunitense del 1997, del regista Andrei Niccol, e Codice 46, produzione britannica del 2003 a cura del regista Michael Winterbottom. Le pellicole hanno un nesso in comune: una società del nostro prossimo futuro governata, amministrata e pianificata da un totale controllo genetico che tende, in tutta evidenza, a limitare al minimo gli errori della natura, imponendo, nel contempo, una dittatura della “razza perfetta” sui “Non-Validi”.                                          .                                          








Il richiamo, seppure indiretto, al celeberrimo 1984 di George Orwell appare più che esplicito: la dittatura del “Partito”, del “Palazzo”, di una minoranza convinta che una società, per funzionare bene, debba soprattutto poter controllare ogni singolo cittadino. Nel capolavoro orwelliano il mezzo d’indagine erano innumerevoli telecamere nascoste in ogni angolo del mondo abitato, piazzate a spiare ogni più piccolo movimento di tutti gli esseri viventi. In Gattaca e in Codice 46 il “Palazzo” si serve, allo stesso scopo, del DNA di un soggetto: attraverso una goccia di sangue, o anche per mezzo di un piccolissimo frammento di pelle, di un ciglio, di una goccia di saliva, qualunque ispettore di polizia può sapere tutto di tutti e avere, così, un controllo totale sull’umanità. William (in Codice 46) è un ispettore della Sphinx ed ha il compito di scoprire e di arrestare Maria (Samantha Morton) che fabbrica “palambre” false che consentono agli umani di lasciare megalopoli sterminate che dovrebbero essere il paradiso (una Shanghai a cui non è stato necessario rifare il look ultramoderno), e che invece – probabilmente – sono già un inferno, per recarsi in altre megalopoli del mondo abitato. Chi commette un reato viene spedito a “Fuera”, semplicemente “fuori”, una sorta di purgatorio permanente rappresentato dal deserto totale, dove il mondo di chi non possiede la “palambra” rassomiglia a una immensa corte dei miracoli affollata di storpi, mendicanti, rifiuti del genere umano. Il Codice 46 proibisce severamente a chi ha DNA simili di accoppiarsi e il Grande Fratello genetico che sorveglia tutto sa, in tempo reale, se tale violazione sia avvenuta. Succede, così, che l’ispettore William da cacciatore diventa preda e finirà anche lui, con la sua giovane amante, a Fuera. Ovviamente nel film, come si sarà compreso, si intrecciano anche altre tematiche importanti e che ci riguardano da vicino come la libertà di scegliere, il peccato originale di Adamo ed Eva, la possibilità di uscire da uno schema e da un destino. Su di un binario abbastanza parallelo si intreccia e si sviluppa anche l’altro intrigante movie di Andrei Niccol.
In Gattaca, infatti, gli esseri umani vengono concepiti in provetta e ai genitori viene fatto decidere il colore degli occhi del futuro bambino, le sue inclinazioni musicali e sportive e molto altro ancora. Qualche ultimo romantico si affida ancora al caso e concepisce sul sedile posteriore di un’auto, ma la “punizione” arriva diretta e implacabile: pochi secondi dopo la nascita, l’esame del DNA dirà che questo neonato morirà a trent’anni per una grave malformazione cardiaca, con probabilità del 99%. Il padre di questo sfortunato bambino, quasi per ripicca, decide di chiamarlo Vincent e Vincent sognerà, in tutta la sua infanzia, di esserlo oltre che nel nome anche nei fatti. Suo fratello Anton è un “Valido” concepito in provetta e destinato a vivere nell’élite della società.
Vincent, come gli altri “Non-Validi”, viene assegnato ai lavori più umili (il parallelo con la torre dei greci da cui venivano gettati i bambini malati e con la pulizia etnica dei nazisti non ha bisogno di commenti). Ma se la storia finisse qui sarebbe assai banale e poco interessante per noi astrologi. No, questa è la storia di una sfida e di un riscatto. Vincent non accetta la sua condizione di “Non-Valido” e sogna, per tutta l’infanzia e la giovinezza, di fare l’astronauta, di andare sulle stelle (chiara compensazione di stampo adleriano). Tuttavia i “cancelli” della Gattaca Corporation sono blindati e ineludibili: si entra solo se una piccolissima quantità della propria urina stabilirà che il candidato è un “Valido” con quoziente di intelligenza altissimo e senza difetti fisici. Come farà, allora, Vincent a superare una barriera del genere? Ricorrendo a una truffa genetica e prendendo in prestito i geni di un “Super-Valido” finito su una sedia a rotelle per un incidente stradale.
Per fare ciò il protagonista della nostra storia dovrà perfino farsi allungare le gambe per ottenere la statura dell’altro, radersi il corpo ogni mattina affinché  neanche la più piccola scoria possa cadere sulla sua tastiera elettronica e urinare attraverso una micropompa che rilascia il liquido del “Super-Valido” ad ogni controllo mattutino. L’intreccio del racconto è davvero interessante e anche lo scambio di ruoli continuo tra il “Valido” e il “Non-Valido” è tutto da decodificare: nella scenografia, nei dialoghi, nelle pieghe apparentemente insignificanti della trama… Ogni sera, tornando da Gattaca, Vincent scende lungo una interminabile scala a chiocciola al cui fondo c’è il “Super-Valido” Jerome Morrow (Jude Law) seduto su di una sedia a rotelle: come nel racconto Il coinquilino segreto di Joseph Conrad, vi è un continuo scambio di ruoli nell’eterno doppio dr. Jekyll/Mr. Hyde.
Il film si tinge di rosso per un omicidio necessario a tappare la bocca del presidente della compagnia spaziale che aveva scoperto l’inganno. Alla fine del film Vincent, dopo avere battuto per la seconda volta, in una gara di nuoto all’ultimo respiro, il fratello Anton (“…il segreto della mia vittoria consiste nel fatto che io non ho risparmiato mai il fiato per tornare a riva…”), e avere anche salvato, sempre per la seconda volta, la vita a quest’ultimo, riesce a eludere ogni sorveglianza e parte per Titano, realizzando il suo sogno di sempre ed aprendo un universo di speranze ai “Non-Validi”. Qui, mi sembra, andiamo addirittura oltre il concetto di scelta e di libero arbitrio: nel film si ipotizza la possibilità che esista qualcosa, oltre al DNA e agli altri elementi controllabili scientificamente, che ti possa permettere di andare nello spazio anche se ciò era teoricamente impossibile.
Possiamo dire, allora, che esiste un’altra variabile (gli astri, in senso astrologico) che determina il destino di un uomo? Possiamo sostenere, anche, che qualunque forma “totale” di controllo sugli esseri umani è al tempo stesso stupida e razzista (per rispondere allo studente di cui alla domanda iniziale)? E possiamo anche aggiungere, come penso oramai da una vita, che il nostro destino è scritto fin nei più piccoli particolari, ma che ciascuno di noi è in grado di cambiarne la sceneggiatura? Allora lascio a voi altre infinite riflessioni e le conclusioni (se esistono) e mi piace chiudere con il distico finale del film, le parole di Vincent che viene sospinto dal razzo vettore in direzione di Titano:
 “…Qualcuno ha detto che ogni atomo del nostro corpo apparteneva a una stella: forse non sto partendo; forse sto tornando a casa”.
Questo era il mio scritto pubblicato su Ricerca ’90. Nell’estate del 2009, mentre scrivo, ho avuto il piacere di rivedere un paio di volte l’imperdibile Gattaca e mi sono soffermato su di un passo dello stesso. Si tratta di quel momento topico del film in cui Vincent gareggia, per l’ennesima volta, con il fratello Anton in una corsa di nuoto quasi con finalità suicide. Avviene l’impossibile e Vincent non solo stravince sul fratello Valido, ma deve addirittura salvargli la vita. Quel momento cambiò definitivamente la loro vita e la voce di Vincent, fuori campo, osserva che, evidentemente, in quella pseudo società perfetta basata sul dio Scienza, una variabile sfuggiva agli amministratori di quel potere. Quella variabile, noi lo sappiamo, è l’Astrologia che, se la utilizziamo in modo Attivo, potrebbe anche farci tornare alle stelle da dove siamo partiti.
Ciro Discepolo
Napoli, 2 settembre 2009



Indice

Prefazione .................................................................................................7
1. Il sale della vita, ovvero la sapienza di riuscire a mescolare Saturno-Senex e Giove-Edonismo ........................................................................12
2. Il viaggio più difficile della mia vita ...................................................45
3. Le molte esorcizzazioni di Terza Casa del mio compleanno 2008 .....70
4. Prefazione ai Transiti e alle posizioni nelle RS e nelle RL ..............77
5. Dieci buone regole per “esorcizzare” i simboli ................................79
6. I transiti di Marte e Marte nelle Case della Rivoluzione Solare o della Rivoluzione Lunare ...........................................................................81
7. I transiti di Giove e Giove nelle Case della Rivoluzione Solare o della Rivoluzione Lunare ...........................................................................119
8. I transiti di Saturno e Saturno nelle Case della Rivoluzione Solare o della Rivoluzione Lunare .........................................................................120
9. I transiti di Urano e Urano nelle Case della Rivoluzione Solare o della Rivoluzione Lunare .............................................................................141
10. I transiti di Nettuno e Nettuno nelle Case della Rivoluzione Solare o della Rivoluzione Lunare ...........................................................................162
11. I transiti di Plutone e Plutone nelle Case della Rivoluzione Solare o della Rivoluzione Lunare ........................................................................176
12. Bibliografia astrologica essenziale ....................................................189

Seconda Parte a cura di Michele Rossena e della sociologa Rita De Carolis
Premessa ...................................................................................................198
13. Evidenza della mancanza ...................................................................207
14. Il viaggio della vita .............................................................................216
15. Il  percorso teraupetico .....................................................................242
16. Per una psicoterapia del quotidiano .................................................264    
17. Psicoterapia e Astrologia ..................................................................275
18. Bibliografia ........................................................................................281
19. Brevi note biografiche e bibliografia di Rita De Carolis ...............283



Welcome Ekaterina Lenova from Russia!
Your birthday situation is very difficult, but non for stars: you have only a few hours available and at last 5/6 longitude hours towards East or towards West to avoid this bad Solar Return for Moscow and the locations near Moscow.
However we are trying, in this blog, to test some miracles and then here are two of them for you: Petropavlovsk-Kamthchanka and Bela Vista – Mato Grosso – Brazil. See the two charts: those are very good!
And we have even to say that you don’t need some VISA. Happy Birthday!















Per Michele. Mi sembra tu stia esorcizzando al meglio il tuo Marte in terza che non è un nemico, ma potrebbe essere splendido!


Complimenti vivissimi ad Al Rami che ha creato un blog vivo, interessante, pieno di passione e che, sono certo, non sarà un rifugio per vigliacchi. Con i migliori auguri!


Caro Michele, l’operazione iscrizione, anche se ostacolata, non mi sembra andata male. Se essa non dovesse andare in porto bene, fatti dire qualcosa su Valencia.


Dall’amico e bravo collega Antonio Alessi ricevo, e volentieri pubblico, quanto segue:

Caro Ciro,
una breve pausa  mi ha consentito di inserire la tua immagine in un mio ristretto ventaglio di siti:


_________________

Ti segnalo con l'occasione un mio ultimo, pubblicato a mano dalla Redazione della testata AdnKronos, nella stessa pagina della notizia, anziché in automatico nella pagina destinata ai commenti del pubblico (sarebbe: SecondoMe):


Mi hanno fatto "rossonero" (forse ho la voce da milanista), ma non è stata modificata una virgola, incluso il link al mio sito con relativa analisi astrologica.
Era stato inoltrato due giorni prima (come ho documentato presso astrotime.org), ma avevano dei problemi di login sul loro server. 
Ho dovuto imbracciare il telefono; così è uscito in concomitanza dell'ultimo aggiornamento da Teheran, che confermava le mie previsioni.

Astri a parte, che nella lettera aperta non figurano, credo che lo sforzo sia servito, perché il giorno dopo - cioè oggi -  Gino Strada, fondatore di Emergency ha affermato all'AdnKronos le identiche cose che fino a ieri ero stato il solo a gridare a 360°:



salutoni,
a n t o n i o


Vi prego, per i prossimi giorni di non impegnarmi direttamente con domande difficili perché viaggerò molto e in poco tempo, con poche possibilità di connettermi a Internet.
A presto.


Buon weekend a Tutti.
Ciro Discepolo


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