mercoledì 12 settembre 2012

The Moon's Voice By Federico Fellini (English)





Federico Fellini asks himself, in his last film The Moon’s Voice if it is right closing the dripping faucets. Really it is an ancient and important question that moves the more open minds of the national and international intellighenzia of every time. The characteristic of the “doctor”, with the raincoat and the briefcase in his hand, almost to indicate his condition of perennial hastiness in relation to the problems that he should help to examine, declares that where there is a shutter that risks to permit filtering liquids it is better to close it, to be more tranquil.
But, Fellini, instead, prefers to go down in the tubes, to go exploring the deep wells of the Padan countrysides but that could be even the beautiful ones of Capri’s cottages.
The author of Eight and a Half is fascinated by the selenic hydraulics of the night wells and of the underground world of the water flows and of the hidden tubes. As his Savini’s prefect of police, of Ermanno Cavazzoni’s book to which Fellini inspired himself ultra-freely, he goes looking for the Moon, tries to understand something of this very ancient satellite that spies us from thousands of years and departs for this night and deep travel in the Padan country side. He feels, at a certain moment of the movie, that this journey is to be done in two persons, other wise the burden would be very heavy to support on ones own shoulders and we know that many times, in Jungian analysis, Fellini tried the voyage in his unconscious accompanied by the analyst.
We liked a lot of things very much, over all the first movie’s scenes, the preambles, the poetic and baby talk of a Benigni made even more infantile by the lunar pallor that whitens his face, the equal white and metallic Aldina Ferruzzi that is another face of the Moon, some scenes of the universal selenic images database where, but, we have to remember others of a very great suggestion, from Bertolucci, to the Taviani brothers, from Ingmar Bergman to Stanley Kubrick.
Even during Jung’s life (read Dreams, Memories and Reflections) there was a mysterious room that the Zürich studious, the most important inspirer of Fellini’s thematic, discovered after his forties, enriching spiritually a lot, but in that case it was related to a dark room and in the cellar, instead here Benigni discovers it well illuminated and gets there going up the stairs. Benigni goes up the stairs and goes on the roofs to discover that “if the petals of the solar plexus flower will bloom it is possible to fly, it is possible to be happy and this even if a person has the vocation of the horse meat”: the important thing is to have a target, to raise ourselves, to address the libido.
In this sense the church’s images and the same high position of the Moon in the sky indicate us a target that if we would avoid from a Jungian lecture of this movie, it would make us loose ninety per cent of the film.
It, in some moments, between a cut and another, even a little tired, but it has some rare poetry and suggestion segments in the field scenes, with the “specialized personnel”: the fat coloured matrons that propitiate, rolling their gluteals, the action of our white satellite.
Not as nice, in according to my opinion, the pyrotechnical and explosive epilogue of the “insane” that shoots to the Moon, in a festival with a Ciociaria (a rural zone near Rome) taste in which we have the impression to read captions by Renzo Arbore, Biberon (an Italian variety show) and Woody Allen, but we must not forget that Fellini was born several decades before them.
To conclude we should solicit the tolerance of the cinema critics recommending them this friend of ours, friend of track that, however sometimes he assumes the moralist and over-devout behaviour of the Gonnella prefect of police that would love to interdict the barbarians people that expresses itself over the border of the eighty decibels, he is, however, a kind soul that still dreams to go listening the tubes and the wells voices of the Padana country sides, during the plenilune nights.
He doesn’t want to shoot on the superficial shouting legions and usual consumers of the “vaginal activity”, but he feels the exigency, declared by Terzio, that some small modifications should be made to the Moon.

Translated by Ciro Discepolo and Anna Carmela Mellone




La Voce della Luna




Federico Fellini si chiede, nel suo ultimo film sulla Voce della Luna se bisogna chiudere i rubinetti che gocciolano. In effetti è un'antica e importante questione che muove le menti più aperte dell'intellighentia nazionale ed internazionale d'ogni tempo. La figura del "dottore", con l'impermeabile e la borsa in mano, quasi ad indicare una sua condizione di perenne frettolosità rispetto ai problemi che dovrebbe aiutare a sviscerare, asserisce che dove c'è una saracinesca che rischia di far filtrare liquidi è meglio chiuderla, per essere più tranquilli. Ma Fellini, invece, preferisce calarsi nei tubi, andare ad esplorare i pozzi profondi delle campagne padane ma che potrebbero essere anche quelli bellissimi dei casolari capresi. L'autore di Otto e mezzo è affascinato dall'idraulica selenica dei pozzi notturni e del mondo sotterraneo dei flussi d'acqua e delle tubature nascoste. Come il suo prefetto Savini, del libro di Ermanno Cavazzoni a cui si è ultraliberamente ispirato, egli va in cerca della Luna, cerca di comprendere qualcosa di questo antichissimo satellite che ci spia da migliaia di anni e parte per questo viaggio notturno e profondo nella campagna padana. Egli avverte, ad un tratto del film, che questo viaggio bisogna farlo in due, altrimenti il peso sarebbe troppo forte da reggere sulle sole proprie spalle e noi sappiamo che più volte, in analisi junghiana, Fellini ha tentato il viaggio nel suo inconscio accompagnato dall'analista.

Alcune cose ci sono piaciute molto, soprattutto le prime scene del film, le premesse, il parlare infantile e poetico di un Benigni reso ancora più infantile dal pallore lunare che gl'imbianca il viso, l'altrettanto bianca e metallica Aldina Ferruzzi che è un'altra faccia della Luna, certe scene del database universale delle immagini seleniche dove però dobbiamo ricordarne altre di grandissima suggestione, da Bertolucci, ai fratelli Taviani, da Bergman a Stanley Kubrick.

Anche nella vita di Jung (leggi Sogni, ricordi e riflessioni) c'era una stanza misteriosa che lo studioso zurighese, ispiratore principale delle tematiche felliniane, scopre dopo i quarant'anni, arricchendosi spiritualmente moltissimo, ma in quel caso si trattava di una stanza buia ed in cantina, mentre qui Benigni la trova ben illuminata e ci arriva salendo le scale. Benigni sale le scale e va sui tetti a scoprire che se sbocciano i petali del fiore del plesso solare si può volare, si può essere felici e questo anche se uno "ci ha la vocazione della carne equina": l'importante è avere una meta, innalzarsi, indirizzare la libido.

In questo senso le immagini della chiesa e la stessa posizione alta della Luna ci indicano un obiettivo che se prescindessimo da una lettura junghiana del film, ci farebbe perdere il novanta per cento dello stesso.

Quest'ultimo, in qualche momento, tra un taglio e un altro, stanca anche un poco, ma ha dei segmenti di rara poesia e suggestione nelle scene dei campi, con il "personale specializzato": le grasse matrone di colore che propiziano, roteando i glutei, l'azione del nostro bianco satellite.

Meno bello, a nostro avviso, l'epilogo pirotecnico ed esplosivo del "folle" che spara alla Luna, in una sagra di sapore ciociaro in cui sembra di leggere didascalie di Arbore, Biberon e Woody Allen, ma non bisogna dimenticare che Fellini è nato diversi decenni prima dei nostri.

Per concludere vorremmo sollecitare la tolleranza dei critici raccomandando loro questo nostro amico di percorso che, seppure a volte assume l'aria moralista e bacchettona del prefetto Gonnella che interdirebbe il popolo di barbari che si esprime oltre la soglia degli ottanta decibel, è pur sempre un animo gentile che sogna ancora di andare ad ascoltare le voci dei tubi e dei pozzi delle campagne della Padana, nelle notti di plenilunio. Egli non vuole sparare sulle legioni di superficiali vocianti e consumatori della "gnoccata", ma avverte l'esigenza, dichiarata da Terzio, che qualche piccola modifica andrebbe pur fatta alla Luna.



Ciro Discepolo

Tratto da Estri&Astri, edizioni Ricerca '90




Ho accolto l'invito di Diocleziano di iniziare a entrare già nell'atmosfera del nostro convegno di Rimini a Novembre e ho ripubblicato questo mio breve saggio di tanti anni fa, a beneficio dei nuovi tanti Lettori che ci visitano ogni giorno. 


Caro Ciro,
nell'attesa di incontrarci a Rimini, sto entrando nell'atmosfera, rivendendomi (sarà la sesta volta?) Amarcord di Fellini. C'è un passo in cui Aurelio (interpretato da Armando Brancia), alza gli occhi alle stelle.
C' tutta la poesia del regista (e di Tonino Guerra) nello slancio di Aurelio, un burbero dal cuore puro: "Mo guarda quante ce ne sono, oh! Milioni di milioni di milioni di stelle! Ostcia, ragazzi! Io mi domando come cavolo fa a reggersi, tutta 'sta baracca... Perché per noi, dico così per dire, in fondo è abbastanza facile: devo fare un palazzo, tot mattoni, tot quintali di calce. Ma lassù, viva la Madonna, dove le metto le fondamenta, eh? Son mica coriandoli!".
Non sarà bello, a Rimini, rivedere insieme il cielo e i coriandoli che hanno ispirato Fellini?
Un caro saluto
Diocleziano



Caro Diocleziano, ottima idea per rendere omaggio alla bellissima Rimini e a uno dei suoi figli migliori che è anche uno dei miei registi preferiti.
La scena che mi fa "vibrare" maggiormente, nel film, è l'arrivo notturno del transatlantico, visto quasi come un'astronave dai genuini riminesi che salutano generosamente. Il tutto è girato in una piscina di Cinecittà, con un transatlantico di cartonaccio, ma la magia del grande Fellini sta proprio nel riuscire a trasmetterti emozioni straordinarie, anche partendo da una parete di cartone...











Dear Ciro,

Of course, I have not forgotten your advice. My question was that in your books I have not read what can be done if one cannot leave and the SR ascendant falls in the radix first house. I understand that it is utmost important that one leaves the place, but I am sure that due to various unfortunate circumstances a person might not be able to leave. What can be done in this case?

thanks.
Alfred


Dear Alfred,
there is another book of mine that explains, step by step, how you can exorcize the bad positions of an Aimed Solar Returns: 




 




Carissimo Ciro
una persona nata il 19 marzo 1959 ore 15,40 a Belluno sta pensando di comperare casa. Visto che in questa rivoluzione solare Saturno cade in 4 casa tu cosa ne pensi?
Forse sarebbe opportuno aspettare la prossima rivoluzione cercando di piazzare Giove o Venere in 4 casa?
Grazie per la tua grande disponibilità
Francesco54



Caro Francesco,
se nella prossima ASR riesci a mettergli assieme una buona combinazione IV/2^ o IV/8^, magari con l'appoggio anche di una VII o di una 11^ favorevole, questa persona la casa la venderà certamente meglio di adesso. Molti auguri. 





 



Oggi gran brutta giornata! Sto cercando disperatamente un accompagnatore per il primo gennaio che parta per la Siberia con me . Ho pochi soldi ma accenderei un mutuo pur di poter trovare un essere umano che si presti. Macché! non viaggio da sola perché non sono in grado, vedi crisi abbandoniche prima età. Conosci qualcuno
del tuo team in grado di partire con me? Per chi nasce in estate è più facile. Curiosità. Perchè pensi che la prima in prima sia un errore? C'è pericolo? E lillith al MC che avrò per Surgut è grave? Grazie. Non vedo l'ora di leggere la risposta. maria antonietta bertoli



Cara Maria Antonietta, ho paura che non partirai e, se così sarà, la cosa, purtroppo, non è più di nostra competenza perché qui ci occupiamo di AA e non di Astrologia Passiva. Spero che troverai la forza per partire. Di nuovo auguri.
P.S. Con l'enorme disoccupazione che c'è oggi - e con quella che si prepara nei prossimi mesi - non dovresti avere problemi a trovare un accompagnatore/accompagnatrice a costi contenuti.










Gentile Maestro, apprezzo molto la sua gentilezza nel rispondermi ma temo di non aver colto il senso della sua risposta; io le chiedevo, così come ho visto che fanno molti altri, quando e dove dovrò trascorrere il mio prossimo compleanno per, non incorrere in quei rischi di cui mi hanno parlato;seguo tutte le sue pillole su ytube, ho letto "Tecnica delle RS" di A. Volguine sull'argomento, ma non posso dire di essere in grado di trovare una risposta per il mio quesito, lei vorrebbe aiutarmi? La ringrazio ancora; Maria da Roma (Roma, 28/01/55, ore 21,00 circa) 





Cara Maria, il mio consiglio della location, con relativo grafico, c'era: avevo solamente dimenticato di inserirlo. Eccolo qui. Molti auguri.













Caro Ciro ,

purtroppo non sono riuscita a partire per Budapest , spero di poter partire la prossima volta che tu me lo consiglierai per confermare l'orario di nascita.

Un caro saluto

Elvira



Cara Elvira, mi spiace. Ora mi attendono dei viaggi alquanto impegnativi. Fai passare almeno un mese e poi, se vuoi, ripostami la scheda sintetica con tutta la mini-storia che dovrò ristudiarmi. Molti auguri per il concerto.













Buongiorno a tutti. Per calcolare il tema natale del Sommo poeta Dante, questi dati sono corretti? Qualcuno potrebbe confermarli? Grazie
02 giugno del 1265 a Firenze alle ore 12 con il Sole a 17.52



Su di un numero di Ricerca '90 di molti anni fa pubblicammo qualcosa relativo al lavoro di Giovangualberto Ceri che è un collega che si è occupato moltissimo di questo argomento. Cerca sul web e chiedi direttamente a lui.





 





Per la Bodoni


Capisco, dalle cose che scrivi e da come le scrivi, che sei alla disperazione e posso capirlo, sia per le ragioni di invidia che per quelle di scorrettezza con cui distingui il tuo operato e questa tua attuale deriva nevrotico-psicotica che ti accomuna a un altro tuo socio che fa altrettanto.
Credo tu sia la vergogna di molti insegnanti perché togliere delle parole da uno scritto altrui per farlo sembrare ciò che non è va condannato come un crimine intellettuale dei peggiori e se tu insegnassi ancora ai giovani, ai quali occorre insegnare soprattutto la lealtà, dovresti essere cacciata via.
L'ho già scritto una volta e lo ripeto solo a beneficio dei nuovi Lettori che qui sono tanti ogni giorno: io non ho mai scritto di non avere mai insultato alcuno; ho scritto che ogni 30-40 volte che qualcuno mi insulta, faccio altrettanto e lo faccio anche duramente.
Purtroppo non faccio oroscopetti e gossip come te e devo lavorare duro. Per questo motivo lascio correre quasi ogni giorno quando insieme alle molte scemenze che scrivi, aggiungi sempre che Tizio o Caio non sono morti nel giorno del compleanno. Pensa un po' se i professori di Zurigo che hanno confermato la mia regola sulla maggiore incidenza di morti, e non solo, nel giorno del compleanno non dormiranno la prossima notte perché una persona che è alla frutta, crede di poter prendere in giro il metodo scientifico-statistico.
Anche relativamente all'oroscopia sei molto scorretta perché io ho scritto, molte volte e su carta, che condanno senza riserve l'oroscopia che è una truffa, ma ciò non m'impedisce di avere stima di decine e decine di colleghi ai quali ho anche scritto recensioni di libri o prefazioni in loro libri (di Astrologia). Dunque il tuo tentativo di attribuirmi il presunto linciaggio di molti colleghi denuncia, ancora, il lato miserabile del tuo comportamento scorretto: io chiamo oroscoparo, volutamente con disprezzo, 4-5 persone che hanno avuto la sfrontatezza di insultarmi, senza vergognarsi per quello che fanno e dunque non confondere te e Marco Pensatori-oroscoparo e vigliacco che non ha il coraggio di firmarsi con tutti gli altri miei (non tuoi) colleghi.
Come ti ho detto non posso insultarti ogni giorno perché non ho tempo, ma ogni tanto lo farò così altre migliaia di persone potranno sapere di che pasta sono fatte certe persone. Poi, se avrò un po' di tempo in futuro, rinuncerò a un film e ti inserirò insieme al tuo compare Pensatori nella paginetta dei depressi-vigliacchi.












Per Tutti. Non è una notizia importante, ma vi invito a leggerla perché potrà spiegare, a qualcuno, il perché di un certo rumore di fondo che disturba, da qualche anno, l’Astrologia:





For Everybody. It is not an important news, but I invite you to read it because it can explain, to someone, the why of a certain noise leading that disturbs, from a few years, the astrology:









Buona Giornata a Tutti.
Ciro Discepolo




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Per vedere bene i grafici zodiacali e le foto, occorre cliccarci sopra: si ingrandiranno.

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Where it will be my birthday?
Passing the mouse pointer on a graph, you will read, in low to the right of the screen, the name of the recommended place. If this didn't have to happen, I recommend you to use as browser Chrome of Google that is free and, in my opinion, the best.



A che ora sarà il mio compleanno? (At what time I will have my Solar Return?):





Qual è l’Indice di Pericolosità del Mio Anno?
CALCULATE, FREE, YOUR INDEX OF RISK FOR THE YEAR (as explained in the book Transits and Solar Returns, Ricerca ’90 Publisher, pages 397-399):




Quanto Vale il Mio Rapporto di Coppia?
Test Your Couple Compatibility:



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