mercoledì 28 aprile 2010

Marx e Freud al balletto di Giselle























Sì, c’erano anche loro, ieri sera al San Carlo, insieme a un foltissimo pubblico di competenti (per lo più) della danza. Roberto Bolle ha deliziato le molte signore intervenute, e anche tanti signori. È stato assai piacevole e godibile, per un profano, assistere a uno spettacolo del genere al fianco di veri appassionati e/o ex ballerine/ballerini di danza classica. La variante portata dal coreografo svedese Mats Ek (nato a Malmö il 18 aprile 1945) ha dato al famoso balletto, ispirato alle musiche di Adolphe-Charles Adam, una connotazione nuova, con un primo tempo in cui si dà spazio a una presunta lotta di classe contadini/nobili e a una Giselle (bravissima Alessandra Veronetti) combattuta tra un fidanzamento al guinzaglio, nel vero senso della parola, con Hilarion (Edmondo Tucci, anche lui molto bravo) e l’amore che nasce al primo incontro con il nobile Albrecht (Roberto Bolle). La sua disperazione, nel secondo tempo dello spettacolo, la farà impazzire ed è il manicomio con le sue mura bianche e i costumi, anch’essi bianchi e ridotti all’essenziale, che fa da cornice all’ultima parte della storia. Questa seconda parte è stata, a mio avviso, la migliore, forse perché per Roberto Bolle e Compagni è più facile declinare, in danza, gli umori della pazzia, e quindi di uno spirito liberato dal controllo censorio della ragione, rispetto alla danza del primo tempo, dove, come dicevo, una improbabile lotta di classe (in questo contesto), con tanto di forconi impugnati dai contadini contro i nobili, non è piaciuta ai fedelissimi del San Carlo, già alla loro …esima Giselle.


Bello, invece, il tutto: l’atmosfera che si respira in un glorioso teatro lirico che porta ancora i segni di una grandezza che fu, quando Napoli era capitale in Europea (e in una certa misura lo è ancora, in quanto a immensità del suo patrimonio museale, artistico e paesaggistico della metropoli e dei luoghi appena circostanti), il silenzio sacrale con cui un pubblico attento e colto in materia (tranne chi scrive) osservava e comparava, una magia di musiche, colori, danze, luci sapientemente governate e scenografie di grande livello.

Pur se nella sua versione politico-psichiatrica non convenzionale e pur con la tanto pubblicizzata danza finale “full monty” (taroccata) di Roberto Bolle che nudo non era, si è trattato, comunque, di un avvenimento che si conserverà nel cuore e nella mente.




Per Maria V. Se la tua amica sta male, penso occorra dare l’assoluta priorità, nella nostra ricerca, all’argomento salute e lasciar perdere quello studi, se le due cose non sono conciliabili. Escluderei di mettere Giove in sesta perché, se la ragazza sta già male, portarsi dentro anche un Urano non mi sembra il massimo. È Venere che deve stare in sesta Casa. La soluzione per Antalaha, Madagascar, è buona perché Venere è in cuspide 5ª/6ª Casa e Giove-Urano sono in decima, pronti a sostenere e a spingere i suoi miglioramenti, in tutte le direzioni.

Tuttavia occorre stare attenti perché, se la tua amica fosse nata prima, Marte potrebbe giungere anch’esso in sesta. Inoltre il Sole e Saturno in quarta potrebbero corrispondere anche a un cambio di domicilio coatto. Quest’ultima cosa, se fosse, per esempio, un periodo in comunità terapeutica, potrebbe giovare molto all’interessata.

L’alternativa di Lappeenranta, Finlandia, invece, ci offre margini di sicurezza in più rispetto a una Venere che andiamo a posizionare, “chirurgicamente”, al confine esterno della zona di cuspide già citata. Anche il Sole e Saturno finiranno in quinta e scongiurano la possibilità di un ricovero. Giove in decima Casa lo perdiamo, ma molte volte esso funziona ancora meglio in undicesima, donando all’interessato un grande apporto umano che viene da amici, parenti, medici…





Ricevo dall’IISU (via del Parco Margherita, 4 – Napoli) e volentieri pubblico, quanto segue:


Dal dolore dell’abbandono
al piacere di abbandonarsi



Workshop esperienziale condotto da

MICHELE ROSSENA



Con la collaborazione del musicista ALEX ROSSENA



7, 8 e 9 Maggio 2010

Villaggio alberghiero Cala d’Arconte - Marina di Camerota (Sa)
Per partecipare è necessario essere iscritti all’Istituto. Per informazioni contattare la segreteria dal lunedì al venerdì dalle 16,00 alle 19,30



Per A.P. Ti mostro i grafici per Tromso, che ti è stata consigliata, e per Lakselv, Norvegia, che penso vada molto meglio.




Benvenuta Francesca. Per la tua amica Sara ti consiglio Pine Point (guarda il grafico), Territori del Nord Ovest in Canada, longitudine 114°28’ e latitudine 60°50’ N.



Buona giornata a Tutti.
Ciro Discepolo
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