lunedì 24 novembre 2008

L’ultimo Bond


Avevo quindici anni quando vidi 007 Dalla Russia con Amore e certamente restai impressionato da un prodotto cinematografico buono che ha migliorato sempre più, nel tempo, la propria qualità.
Non ci troviamo di fronte a film problematici e concettualmente difficili come Memento o Solaris e neanche in presenza di capolavori senza tempo come Umberto D o Apocalipse Now, ma pur sempre al confronto di grande cinema.
Così anche per l’ultimo James Bond, Quantum of Solace del regista Marc Forster. Cos’è cambiato da allora? Parecchio. Intanto lo Scorpione (come personaggio) ideato da Jan Fleming è diventato biondo e con gli occhi azzurri: può succedere, si dirà. Anche i siciliani di ceppo normanno sono così. È vero, ma tutti gli Scorpioni che si rispettino sono, come il personaggio originario di Jan Flemming, “sesso e morte”.
Il nostro, invece, vive e mostra i propri sentimenti, perfino sentimenti nostalgici verso una donna.
Il nostro si è, per così dire, umanizzato. E così anche il suo capo, la lady di ferro che dirige i servizi segreti inglesi e che lo tratta con un non nascosto senso materno.
La morte a go-go c’è sempre e anche gl’inseguimenti mozzafiato, le sparatorie incessanti, le bond girl (ma saranno umane?) e i mille gadget che rappresentano un lungo spot che dura quanto il film.
Sempre interessantissimi, tra questi, quelli di altissima tecnologia, come la scrivania di vetro che altro non è che il display ad alta risoluzione di un computer che si comanda sfiorando il vetro con le dita, esattamente come fece per la prima volta il protagonista di Minority Report.
La fotografia, l’uncompressed sound, gli effetti speciali: tutto dieci e lode, anche nelle riproduzioni blue ray per un home cinema di grandissimo effetto dove, tra l’altro, i bassi vi giungono prima alla bocca dello stomaco e poi alle orecchie…
Pura adrenalina. Magnifico cinema.

Buon pomeriggio a Tutti.
Ciro Discepolo
www.solarreturns.com
www.cirodiscepolo.it




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