venerdì 29 aprile 2011

La bella "favoletta" di William e Kate

















Mi è stato chiesto da Lella, da Angelino59 e da altri di commentare il Matrimonio del Giorno.
Ricordo, come se fosse ieri, quando Giuseppe Botteri mi chiese di fare lo stesso per ASTRA, commentando il matrimonio di Carlo con Lady Diana. Fu un mio scritto seguitissimo e che fece parecchio scalpore perché andando controcorrente rispetto alla bella favoletta che nessuno desiderava fosse rovinata nell’immaginario collettivo, scrissi, molto chiaramente, che vedevo la cosa a tinte nere.
Veniamo al matrimonio di oggi. Ho ascoltato, in TV, l’altra favoletta che William fu fatto nascere in un orario che non disturbasse una partita di cricket (?) che il principe Carlo voleva seguire: bugie, bugie, bugie…
Se questo oroscopo non è stato disegnato da un astrologo per “modellare” un futuro re, allora io sono un calzolaio.
Giove al Medio Cielo in perfetta zona Gauquelin, stando attenti a non far cadere l’AS in Capricorno e il Sole in sesta. Da tutte le parti si capisce che c’è la mano di un buon astrologo.
William che ci vogliono descrivere tutti come un bambino delicato e sensibile, in realtà è un gran puttaniere, con la sua potente Venere-Toro-quinta Casa. Ciò, quasi sicuramente, per compensare una forma di impotenza che gli viene dalla stretta congiunzione Marte-Saturno in Bilancia. Desidero rammentare, a questo proposito, che molte forme di impotenza maschile vengono scambiate, anche da brave prostitute per vocazione, per esuberanze sessuali. Le forme di impotenza maschile sessuale sono tante e solo poche riguardano l’incapacità di erezione. Molte altre riguardano l’eiaculazione precoce, l’impotenza dopo penetrazione, l’eiaculazione estremamente prolungata, eccetera, eccetera.
Il Sole e la Luna in settima, uniti agli altri elementi indicati, fanno pensare seriamente a un divorzio.
Veniamo alla bellissima Kate. Circolano due orari, in rete: le 12 e le 11.15. Mi sono basato sulle 12 perché altrimenti sarebbe un caso clamoroso quel Giove sul Discendente (abbastanza stretto): matrimonio con personaggio importantissimo.
Kate, con la sua ambizione da Capricorno quasi puro, con il Sole in decima, avrebbe sposato anche uno storpio, pur di diventare quasi-regina! Ma, invece di uno storpio, ha trovato un ragazzo bellissimo. Purtroppo ciò non basterà a saldare il matrimonio che si vede subito fare acqua da tutte le parti.
Lei ha Giove e Urano in settima Casa: divorzio assicurato.
La loro sinastria è pessima: 13 punti, bassissima, aggravata dal fatto che la Luna di William è in cattivo aspetto al Marte di lei. È come se stessimo parlando di una sinastria a 5-6 punti su 40, circa!
Il Marte di lei è davvero terribile: in esilio, in Bilancia, e quadrato alla Luna, all’interno di una struttura capricorniana che non sopporterà corna di alcun genere e tutto ciò avendo un marito puttaniere.
Il giorno delle nozze è stato scelto, invece, da un cane (che è migliore degli uomini, ma non come astrologo): la Luna è congiunta a Urano e Venere, esiliata in Ariete, è opposta a Saturno.
Qualcuno dirà, come al solito (perché non sa fare le previsioni), che sono il consueto radicale: ma non occorre la zingara per indovinare come finirà questa bella favoletta che, per adesso, serve a ungere milioni di sterline ai sudditi di Sua Maestà.


Ciro Discepolo







La mia "malattia" per il cinema è contagiosa e allora eccovi la nostra bravissima Danila Madau Perra che ci propone un suo godibilissimo commento al film Invictus:







Ho rivisto, qualche mese fa insieme ai miei allievi, il bellissimo INVICTUS (l’invincibile) diretto da Clint Eastwood.

Il film, rappresentato da Morgan Freeman e Matt Damon, rispettivamente nei panni di Nelson Madiba Mandela e del capitano della nazionale sudafricana di rugby, Francois Pienaar, racconta l’ascesa straordinaria fino alla vittoria finale degli Springboks ai mondiali del 1995 disputatisi proprio in Sud Africa.

Belle e trainanti nel film le scene della competizione sportiva, Eastwood riesce a rappresentarle in modo formidabile: ci si sente veramente davanti ad una partita di rugby.

Convincente ed efficace l’interpretazione di Freeman che rende l’umanità straordinaria del leader sudafricano (nato il 18 luglio 1918, con il sole quindi in Cancro) capace di immedesimarsi nei cuori della nazione arcobaleno: “la mia famiglia è assai numerosa: quarantadue milioni..”



Tutti noi conosciamo quanto stessero a cuore i diritti civili al neo eletto presidente del sudafrica e che gli costarono ben ventisette anni di carcere (Marte in 11°e Sole in 8°). Sentimenti ed ideali che lo spinsero, una volta eletto, a considerare il rugby un’occasione imperdibile per far ritrovare motivazione e fiducia a tutta la nazione. “E’ umano il calcolo..” rivela alla sua assistente perplessa nel vedere il suo leader prendersi a cuore una squadra agli ultimi posti in classifica, “non puoi togliere al tuo nemico ciò che di più caro ha, così si rinforza il circolo di paura che ci divide “. Continua: “Non sono più i nostri nemici..” riferendosi ai bianchi Afrikaner in difficoltà a digerire un leader nero, “sono i nostri fratelli in democrazia. A loro stanno a cuore gli Springboks e il Rugby..”.

La prevalenza di elementi fuoco e acqua nel tema gli fanno cogliere una splendida occasione per l’unità nazionale: per tutto il Sudafrica in quel periodo di competizioni sportive girerà lo slogan: ONE TEAM, ONE COUNTRY. I Bokke sorprenderanno tutti andando in giro per il paese a insegnare i rugby ai bambini di colore delle bidonville e, durante le gare, diventando protagonisti di una rimonta sorprendente. Mandela con il suo intento di riconciliazione riuscì a far gridare GO BOKKE!!! anche a chi pochi mesi prima desiderava la morte della squadra.



Fanno riflettere le parole di Pienaar dette la sera prima della finale, quando, alla domanda della fidanzata: “Cosa pensi?” risponde, riferendosi a Mandela, il cui luogo di prigionia aveva visitato giorni prima: “Sto pensando a come si fa a restare per trent’anni dentro una piccola cella ed uscirne pronto a perdonare chi ti ci ha rinchiuso..” riferendosi ai bianchi afrikaner che per anni avevano imposto la politica dell’apartheid, la quale, letteralmente, significa separazione. Come dire: se vuoi uscire dalla spirale di paura e vincere il tuo nemico devi sorprenderlo “con la comprensione, la moderazione, la generosità”. “Dovevo conoscere il mio nemico per prevalere su di lui…”. E ancora: “Il perdono libera l’anima, vince la paura.. Per quello è la più potente delle armi..” (Marte in Bilancia).

Dove si legge in Madiba (così chiamato in segno onorifico), in un uomo così provato dagli eventi, questa capacità “santa” di perdonare, per parafrasare i miei allievi che l’hanno visto con me? Il suo tema di nascita parla chiaro: Venere e Giove in VII°, indicano le energie spese generosamente nel rapporto con l’altro, unite alla capacità di comunicare amabilmente (Venere in Gemelli), l’innata capacità di cogliere e accogliere amorevolmente i bisogni dell’altro ancora prima del soggetto stesso (Sole e Giove in Cancro), il Maestro dell’ASC in VII°. Tutti aspetti che la dicono lunga sulla cordialità immediata che il leader nero emana. “Per Madiba nessuno è invisibile” commentava una sua guardia del corpo.



Il Sole in 8° casa, lo rende uno scorpione lottatore nato e Saturno in 9° indica le difficoltà per l’emancipazione. Se l’orario di nascita fosse da rettificare rispetto alle 14.54 (Astrotheme.fr), quel marte in Bilancia (di nuovo VII° casa) potrebbe agire anche in X° e confermare la sua lotta per la conquista dei diritti.

A mio avviso, chi meglio di un Sole in Cancro, il miglior amante degli spazi piccoli, e nel caso di Mandela, capace di convivere con il tormento (Sole in casa 8°) poteva vivere in uno spazio angusto per ventisette anni?



L’ASC in Sagittario gli conferisce un cuore che sa volare alto, al di sopra delle miserie umane, e che sa trovare ispirazione. A più riprese durante il film si domanda e domanda a Pienaar come fare a superare le aspettative: “Come fai ad ispirare la tua squadra a dare il meglio? Come rendere le persone migliori più di quanto loro credono di essere? Con l’ispirazione è possibile. Come facciamo ad ispirarci alla grandezza quando niente di meglio può bastarci? Come facciamo ad ispirare coloro che ci circondano? La risposta credo sia nel lavoro di altri…” giunge a conclusione.

Nel suo caso, e lo offre come suggerimento a Pienaar affinché i Booke volino verso la vittoria, il premio Nobel per la pace, in quei lunghi anni di prigionia, ebbe come ispirazione una poesia vittoriana di William Ernest Henley che recita in parte così:



“Dalla notte che mi avvolge,

nera come la fossa dell’inferno,

rendo grazie a qualunque Dio ci sia,

per la mia anima invincibile.

…….

Non importa quanto sia angusta sia la porta,

quanto impietosa la sentenza.

Sono il padrone del mio destino.

Il capitano della mia anima.




Funzionò perché, nella disputa finale, neppure l’Haka, la marziale e intimidatoria danza maori degli All Blacks neozelandesi ha potuto nulla contro gli Sprigboks decisi a dare il meglio al presidente che li aveva saputi ispirare e ai quarantadue milioni di sudafricani bianchi e neri davanti ai televisori a tifare per loro.



Un film da vedere e rivedere.

Danila Madau Perra






Caro Giuseppe, non so chi ti abbia fornito questa notizia. Non mi risulta affatto. Comunque, se usassimo Regiomontano, il "grosso" non cambierebbe di una virgola. 



Per Paola di Roma. Ho preso nota della tua richiesta di "Pillola".




Cara Vince, non sarai come quell'altra mia allieva che pensava che facendo i compleanni mirati si diventa  immortali?


Spero di non dimenticare nulla





Buona Giornata a Tutti.
Ciro Discepolo


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