mercoledì 23 aprile 2008

La tragedia dei fratellini di Gravina







Una tragedia quella dei fratellini di Gravina di Puglia che contiene altre tragedie al suo interno. Una storia atroce, da qualunque angolo la si guardi. Due bambini che scompaiono il 5 giugno 2006 e vengono ritrovati solo poche settimane fa. Il non sapere, in questi casi, è quanto di più disumano possa accadere a una famiglia che non trova più i propri figli, da un momento all’altro. Mi vengono in mente le parole del grande Francis Ford Coppola e di Mario Puzo pronunciate da Al Pacino, Michael Corleone (Il Padrino II), mentre chiede, con la morte nel cuore, alla propria madre: “Mamma’, ma uno se la può perdere la famiglia?” e la madre: “Ma che dici, figlio mio, come fai a perderti la famiglia?”. In questo caso la Famiglia si è persa: i due genitori, già separati, si accusano a vicenda e potevano avere legittimi sospetti, entrambi, che i due bambini fossero stati almeno nascosti dal coniuge. Poi fiumi di veleni che li hanno sepolti in un linciaggio collettivo che ancora continua. Dolore, rabbia, pianti, angoscia per i figli di cui non si sapeva nulla.
Poi anche il carcere per il padre Filippo Pappalardi. Io credo che davvero questa famiglia abbia sofferto pene atroci nei primi due anni di un doppio lutto che probabilmente non elaboreranno mai. Personalmente non sono d’accordo con il buonismo con cui sono stati sbrigativamente assolti i responsabili delle ricerche in nome di una permanente benemerenza indirizzata alle Forze dell’Ordine: sì, le nostre Forze dell’Ordine svolgono, solitamente, un lavoro coraggioso, faticosissimo, pericoloso e mal pagato. Ma ciò non autorizza a dire che non ci siano colpe: i fratellini Pappalardi erano a pochi metri da casa loro e, a mio avviso, esistono gravi responsabilità in chi ha diretto le ricerche.
Ma veniamo agli astri. Ringrazio l’Anagrafe del Comune di Gravina che gentilmente mi ha fornito tre estratti di nascita con ora, ma non mi ha potuto fornire quello della madre nata a Bari. Se qualcuno di voi volesse collaborare…
Intanto la situazione è drammaticamente chiara ugualmente.
Francesco Pappalardi, il più grande dei due bellissimi fratellini, era nato a Gravina di Puglia il 3 ottobre 1992, alle ore 13.35. I grafici vi mostrano il TN e la RS 2005, quella che comprende la data dell’evento. Ci sarebbe da scrivere un libro su detti grafici, ma mi limiterò a poche osservazioni. La RS mette in evidenza due cose, a mio avviso assai importanti: il clima di guerra (lo stellium in settima) che precedette la tragedia e che il bambino visse, evidentemente, in un crescendo spaventoso di angosce. E poi la terribile posizione di Urano in dodicesima che è stato certamente il protagonista dell’incidente alla base del dramma di cui ci stiamo occupando. Vediamo anche Venere in ottava (morte di una persona cara) e Nettuno in undicesima, forse la posizione che più delle altre fa accapponare la pelle: le terribili angosce che hanno preceduto e accompagnato la sua morte. Salvatore Pappalardi, il fratellino più piccolo, era nato ad Altamura il 24 agosto 1994, alle ore 18.10. La sua RS 2005/2006 ci mostra, soprattutto, un Sole in undicesima e un AS in ottava, entrambe Case legate strettamente alla morte (ma l’undicesima è più forte). Marte è anch’esso significativo, essendo in cuspide settima-ottava: la guerra e la morte violenta. Giove all’AS potrebbe essere stata la vera causa della tragedia: un errore di valutazione, un ottimismo illusorio che li ha fatti precipitare nel pozzo maledetto.
Filippo Pappalardi, il padre, nacque a Gravina il 28 settembre 1966, alle 14, secondo l’estratto. La sua RS 2005/2006 è pesante come le altre, soprattutto per la stretta congiunzione Luna-Saturno-AS che è come dire “la morte nel cuore”, un’angoscia infinita che dura tutto l’anno. Plutone in quinta è sufficiente a spiegare cosa sia accaduto. Urano in ottava, idem. Marte in decima e Nettuno in settima sono gli aspetti sociali della vicenda: il massacro operato dai media e la condanna pensata da moltissime persone anche se non dichiarata a voce alta. Come sempre è AstralDetector che ci lascia sbalorditi. Voi sapete che di solito può sbagliare di 10-15 giorni un evento, ma nella maggior parte dei casi l’errore è soltanto di pochissimi giorni. Guardate quel picco molto negativo: si tratta del 1° giugno e la tragedia è avvenuta il 5 giugno. Insomma, solo 4 giorni di errore! E teniamo conto che abbiamo potuto immettere soltanto i dati di tre familiari. Molto probabilmente, come in tanti casi già esaminati, se avessimo inserito anche i dati della madre e dei quattro nonni (seppure fossero defunti), avremmo potuto avere il giorno esatto della tragedia.
E veniamo, frettolosamente, al nostro blog di oggi. Anche se, come dicevo, la mia RLM di oggi era troppo facile da intuire, diamo onore al merito e un bel bravo a Giulia che si conquista, oltre alla canottiera usata del CICAP, anche un panettone Motta prodotto originale di Shanghai... Questo, al di là di tutto, vuol dire una cosa: che c'è una fortissima logica che regge l'AA e che coloro che la praticano sanno che funziona, altrimenti non si potrebbe giungere a questi risultati.
Buona giornata a Tutti.
Ciro Discepolo
www.solarreturns.com
www.cirodiscepolo.it



2 commenti:

Celeste ha detto...

Caro Ciro, ribadisco quel che commentavo al post di ieri e cioè che nella sua drammaticità purtroppo Astraldetector è unoo strumento impressionante e la logica che lo sottendende evidentemente valida.
Ho anche una domanda: dato il tema di nascita di questi bimbi, avremmo potuto fare qualcosa con le RSM? il loro TN è terribile...

Sergio ha detto...

Caro Ciro,
scusami ma non riesco a capire il grafico dei picchi, mi pare che solo aplile e ottobre abbiano 20 giorni senza picchi. Sineramente non comprendo.
Concordo sulle tue considerazioni.

Cara Celeste,

cito Rita Levi Montalcini “La creatività è la caratteristica essenziale delle attività cerebrali dell’Homo sapiens. Sia la scoperta scientifica che l’opera d’arte sono ovviamente il prodotto realizzato in quel formidabile complesso di sistemi e circuiti nervosi neocorticali così altamente sviluppati in individui della nostra specie. Con l’istruzione si sconfigge l’ignoranza che è alle radici della povertà e della fame”.

cari saluti
Sergio