giovedì 16 luglio 2009

Arrivederci Okhotsk, forse










Questo blog viene pubblicato alle 23, circa, locali. Domattina presto inizierò il viaggio di ritorno che durerà quattro giorni anziché tre come all’andata.
Come ha commentato Luigi Galli privatamente, è accaduto qualcosa che già mi era successo altre volte in viaggi difficili: alla fine sono lieto di esserci stato. Olga (la mia interprete) e Rambo (Andrej), la mia guida, hanno voluto quasi a forza portarmi a fare un giro nei dintorni e ho visto cose che voi umani… Intanto il fatto che non esista strada per andare a Partizanski d’estate è verissimo e lo documento con queste foto. Non vi è neanche una strada sterrata o un sentiero. Ovunque alberi per terra e fiumiciattoli da attraversare con l’acqua che arrivava quasi al finestrino.
Osservate, poi, una cosa quasi incredibile: in decine e decine di chilometri quadrati, in un solo punto, abbiamo trovato la neve e l’abbiamo trovata in riva all’oceano!
Esperienze davvero straordinarie, anche e soprattutto di studio antropologico della location, interrogando gli abitanti sulla loro volontà/capacità di restare, pur tra mille difficoltà.
Tuttavia questo viaggio è stato utilissimo per aggiungere due aeroporti certi alle nostre mete. Oggi ho avuto alcune conferme importanti. Il volo Khabarovsk-Okhotsk esiste tutto l’anno e non solo d’estate. Secondo: l’aeroporto di Nikolaevsk accetta normali passeggeri, tutto l’anno, e vicino all’aeroporto vi è un piccolo villaggio del tipo Okhotsk dove è possibile pernottare. La cosa, mi sembra, ci riempie due vuoti importantissimi in quella regione.
Grazie a Tutti per le molte belle lettere, pubbliche e private, che mi state inviando.

Buon pomeriggio a Tutti.
Ciro Discepolo
www.solarreturns.com
www.cirodiscepolo.it











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