sabato 18 luglio 2009

Non mi ero perso







Cari Amici,
qualcuno ha inviato una segnalazione a “Chi l’ha visto?”, ma, in effetti, le cose sono andate più semplicemente.
A causa del jet lag, negli ultimi giorni avevo dormito pochissimo. Giunto a Khabarovsk mi sembrava di stare nella Grande Mela: i pavimenti sulle strade, grandi e bellissime chiese, piazze maestose ed edifici suggestivi e curatissimi, grandi negozi (perfino con il mio profumo preferito), bar, ristoranti e finanche cibo!
Sono rimasto un po’ ubriacato da tutto ciò e mi ha preso come una sindrome da Conte di Montecristo dopo la fuga dall’isola-carcere…
Così ho mangiato due uova al bacon e un’insalata di frutta con yogurt e un cappuccino. Tanto è stato sufficiente. Tornato in hotel mi sono detto, mi stendo dieci minuti sul letto… Erano le 18 e mi sono svegliato alle 8 di questa mattina.
Ecco spiegato il tutto.
Giusto per strapparvi un sorriso, vorrei raccontarvi come i simboli di una pesante terza Casa di RSM si siano manifestati fino a pochi minuti prima del mio ritorno solare avvenuto ieri alle 8.14 del mattino a Okhotsk, mentre salivo sull’aereo di Fantozzi.
Nel volo da Mosca a Khabarovsk, su di un nuovissimo Boeing 767 300, speravo in una compagnia migliore, ma non per fare “acchiappanze”, come di dice dalle parti mie, ma perché il viaggio può essere più piacevole in certi casi.
A Sheremeteyevo 1 mi è toccato il famigerato gate 12 (pregate che non vi capiti mai) dove ero già passato una volta o due per recarmi nella Siberia orientale. Anche quando andai a Petropavlovsk, con un magnifico aereo da quasi 500 posti, il gate era sempre il numero 12: un budello di 2,5 metri per dieci, con soli otto posti a sedere, anche per ore di attesa, e senz’aria condizionata (d’estate a Mosca il caldo è torrido, molto più che a Bologna o a Firenze).
Beh, mi capita un vecchietto che forse aveva la mia età, ma che sembrava essere mio nonno. Mi aveva già dato a parlare due o tre volte prima di salire a bordo e il fatto che avevo tentato di spiegargli che non parlavo russo non lo aveva scoraggiato per nulla.
A bordo non ho chiuso occhio, anche perché costui, continuamente, nel sonno (voglio sperare), si abbandonava con la testa sulla mia spalla e io ero costretto a svegliarlo.
Inoltre mi tossiva continuamente in faccia, senza neanche mettere una mano davanti alla bocca e questo, date le ultime notizie sulla diffusione della febbre suina, mi rendeva piuttosto nervoso.
Ma i simboli fanno il loro lavoro pienamente, finché ne hanno facoltà.
Ieri mattina il simpaticissimo Rambo (Andrej), con Olga, mi accompagna con la sua jeep in aeroporto e quando stavo per imbarcarmi, tutto felice della trovata che aveva avuto, mi mise tra le mani un cartoccio gocciolante di grossi pesci da poco pescati: un regalo per Olysia, la corrispondente dell’agenzia di Khabarovsk. Tentai in tutti i modi di scoraggiarlo dicendogli che non mi avrebbero fatto passare al controllo, ma Andrej è un uomo d’azione e, prendendomi per il braccio, mi fece bypassare tutti i controlli, entusiasta sia del risultato ottenuto e sia per il magnifico dono che stava inviando ad Olysia. Appena giunto a Khabarovsk cercai una buona profumeria.

Però dovete ammettere che si tratta di persone davvero straordinarie e quelle foto le conserverò con una certa emozione.
Credo che Eva (scusate, ma il collegamento è lentissimo e non posso fare controlli) mi abbia chiesto a che temperatura eravamo. Quando giunsi ad Okhotsk eravamo sui 17 gradi. Quando sono ripartito si gelava… Tuttavia, il non poter essere giunto a Partizansky, è stato dovuto proprio alla temperatura alta che aveva sciolto i ghiacci: se io fossi andato lì in gennaio, raggiungere Partizanski sarebbe stato un gioco da ragazzi.


Appena possibile vi darò altre notizie utili a chi si recherà in questi posti.

Anche se in ritardo vorrei ringraziare Gabriella Napolitano che è una bravissima fotografa della mia città e che vive a Barcellona e anche a lei è toccata una località non troppo comoda della Siberia.

Per Nicoletta, credo. Ti chiedi come mai non abbia funzionato l’AS (?) in nona Casa di RSM: ma hai appena detto di avere letto il mio libro Astrologia Attiva e che le tematiche dei viaggi, con il corpo e con la mente, ti stanno prendendo moltissimo…

Vi prego di continuare ad aiutare i meno esperti, come fate sempre.

Nella foto di oggi vedete il mio alloggio privato ad Okhotsk, in via Lenin 18… se qualcuno volesse trasferirsi a vivere lì o stesse pensando a un investimento immobiliare...

Un caro saluto a Tutti.
Ciro Discepolo
www.solarreturns.com
www.cirodiscepolo.it
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