mercoledì 9 giugno 2010

Risonanza e Impedenza




Cara Bianca,


cercherò di spiegartelo con un esempio facile, senza addentrarci nella fisica pura dove non ho competenze.

Pensa a una stazione radio, mettiamo una piccola stazione di provincia che trasmetta per lo più musica locale in FM (modulazione di frequenza). Ora tu abiti a 10 KM di distanza. Come fai ad ascoltarla? Possiedi uno di quei vecchi ricevitori a valvole con la cassa di mogano scuro: bellissima radio! Giri la manopola che è collegata ad un condensatore che fa parte di un circuito oscillante. Quando girando ti trovi alla stessa frequenza della radio che trasmette, siete in risonanza, e tu puoi ascoltare la musica. Tuttavia, qui sulla terra, la ricezione è disturbata o impedita da una serie di variabili: la distanza, il vento, le montagne, le zone d’ombra, eccetera. Tutto questo costituisce l’impedenza cioè, spiegato a un bambino di cinque anni, ciò che si frappone tra la trasmittente e la ricevente per un buon ascolto.

Se tu ti trovi nello spazio “vuoto” interplanetario e il pianeta è la stazione trasmittente e tu la stazione ricevente, con le tue molecole d’acqua che formano un circuito oscillante a una precisa frequenza, come nel caso del condensatore a lamine, allora, proprio in virtù del fatto che tu e l’astro siete separati soltanto da uno spazio “vuoto”, l’impedenza diventa zero e questo significa che non importa più se la trasmittente sarà la Luna, vicinissima e grande rispetto alla Terra o Plutone, lontanissimo e piccolissimo rispetto alla Terra.

Un altro esempio potrebbe essere il seguente. Per far crollare un ponte in cemento armato, occorrono quintali e quintali di esplosivo oppure bastano cento soldati che marciando al passo, per un caso, “beccano” la frequenza di risonanza della struttura del ponte che si mette a oscillare e crolla. Per tale motivo, chi ha fatto il militare come me, anche se non a Cuneo, sa che ai soldati è fatto divieto di marciare a passo fisso sui ponti e si ordina loro di camminare in maniera libera.

Spero di esserti stato di aiuto. Chi spiegava meravigliosamente queste cose era il mio professore di elettronica alle scuole superiori, Vincenzo Di Napoli, che poi frequentai nuovamente come Presidente del Centro Radioamatori di Napoli e successivamente come Presidente del Centro Callegari. Abitavamo a cinquanta metri di distanza e l’ultima lunga intervista, che non registrai, gliela feci insieme a Pino Valente, pochi mesi prima della sua morte. Mi ha insegnato cose eccezionali. Lo rimpiangerò sempre.







Per Sara. Allora, scegli un giorno in cui Giove o Venere siano ben messi, senza cattivi aspetti e possibilmente anche il Sole e la Luna non siano lesi. Calcola, sul mio sito o su www.astrologiainlinea.it a che ora uno di questi due astri sarà un paio di gradi sopra l’AS o dopo il MC e, in quel preciso momento, butta giù una parete divisoria della casa. I lavori di ristrutturazione della tua casa saranno nati sotto ottima stella. Quando lo feci io mi preventivarono sei mesi di lavori, ma TUTTI mi avvertirono che avrei avuto ritardi di oltre sei mesi. Io credo più agli astri che agli uomini e i miei lavori, pur essendo totali, finirono con meno di 10 giorni di ritardo.





Poi mi chiedi delle eclissi e di questa in particolare. Tutti i grandi astrologi del passato, e mi riferisco – però – agli ultimi tre secoli contando anche questo, hanno studiato le eclissi e non hanno mai trovato nulla di significativo relativo ai comuni mortali. Le eclissi sembrano funzionare per i leader politici, per i capi di stato, per i monarchi oppure a livello di fenomeni terrestri come i terremoti, gli tsumani e via dicendo. Né i grandi astrologi del passato prossimo, né io in quarant’anni di osservazioni, abbiamo mai notato correlazioni significative con i “comuni mortali” quali possiamo essere io, tu e gli altri blogger qui presenti. Troverai altre notizie nel magnifico dizionario del Gouchon, Armenia, o nel mio dizionario, sempre Armenia.



Buona giornata a Tutti.
Ciro Discepolo
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